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STRUTTURA DEI METALLI

LEZ. 1
STRUTTURA DEI METALLI

(Le figure della lezione sono tratte dal libro di testo


“Scienza e Ingegneria dei Materiali” di W.D. Callister, Jr)

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STRUTTURA DEI METALLI

I LEGAMI INTERATOMICI

- La struttura e le proprietà di un materiale dipendono fortemente dalla


natura dei legami atomici.
- I principali legami atomici sono:
• legame ionico,
• legame covalente, Legami primari

• legame metallico,
• legami di Van der Waals Legami secondari

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- Il legame ionico è presente nei composti formati dall’unione di un


metallo e di un non metallo (es. NaCl).
- Le forze attrattive sono di tipo columbiano, adirezionali.

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- Il legame covalente si stabilisce in seguito alla condivisione di alcuni


elettroni da parte di atomi adiacenti (es. CH4).
- Le forze attrattive sono di tipo direzionale.
- Si trova nei materiali polimerici, nel diamante, nel silicio, etc.

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- Il legame metallico si trova nei metalli e nelle loro leghe.


- E’ reso possibile dalla presenza nel metallo di elettroni di valenza che
sono liberi di spostarsi all’interno del reticolo.
- Gli ellettroni di valenza agiscono da
“collante”, trattenendo insieme gli ioni Cuore dello
metallici positivi. ione

- Questo particolare legame conferisce ai


metalli alcune tipiche proprietà:
• meccaniche,
• termiche,
Mare di elettroni di

• ed elettriche. valenza

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LE STRUTTURE CRISTALLINE DEI METALLI


- I solidi possono essere classificati, in base alla regolarità con cui i loro
atomi (o ioni) si dispongono nello spazio:
• solidi cristallini  possiedono un reticolo cristallino (es. metalli);
• solidi amorfi  mancano di un ordine a lungo raggio (es. ceramiche);
• solidi a struttura mista (es. polimeri).

- I solidi cristallini possono essere


ulteriormente classificati in base al
tipo di reticolo cristallino.
- Il reticolo cristallino influenza
fortemente le proprietà.

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- La maggior parte delle strutture cristalline dei metalli è caratterizzata


da un elevato grado di densità di impacchettamento degli atomi.

- Le strutture più comuni sono tre e sono relativamente semplici:


• reticolo cubico a facce centrate (c.f.c.), disposizioni più
• reticolo esagonale compatto (e.c.), compatte

• reticolo cubico a corpo centrato (c.c.c.).

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NB: cella unitaria = la più piccola unità ordinata ripetitiva del reticolo.

- Caratteristiche del reticolo cubico a facce centrate (c.f.c.):


• n° di atomi della cella = 4
• n° di coordinazione = 12
Volume degli atomi
• FCA (fattore di compattazione atomica) = = 0.74
Volume della cella

Modello a sfere rigide Modello a sfere piccole

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- Caratteristiche del reticolo cubico a corpo centrato (c.c.c.):


• n° di atomi della cella = 2
• n° di coordinazione = 8
• FCA (fattore di compattazione atomica) = 0.68

Modello a sfere rigide Modello a sfere piccole

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- Caratteristiche del reticolo esagonale compatto (e.c.):


• n° di atomi della cella = 6
• n° di coordinazione = 12
• FCA (fattore di compattazione atomica) = 0.74

Modello a sfere piccole

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- Le strutture cristalline possono anche essere descritte in termini di


impilamento di piani ad elevata densità atomica.
- Il reticolo e.c. è il risultato dell’impilamento di piani ottaedrici secondo
la sequenza ABABAB…

Piano
ottaedrico

A
Aggiunta
di un 2° B
piano
ottaedric A
o
B

etc… A

Impilamento

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- Il reticolo c.f.c. è ancora il risultato dell’impilamento di piani ottaedrici,


ma secondo la sequenza ABCABC…
- Ciò spiega il motivo per cui le celle c.f.c. ed e.c. hanno lo stesso
fattore di compattazione atomica.

Impilamento
A
Piano C
B
ottaedrico A
Impilam
B B B
C C C C ento
B B B B
C C C C C

Piano
ottaedrico

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NB: nel reticolo c.f.c. esistono 4 famiglie di piani ottaedrici tra loro
equivalenti:

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- Il reticolo c.c.c. è il risultato dell’impilamento di piani a massima


densità atomica (sebbene siano meno compatti rispetto a quelli
ottaedrici), secondo la sequenza ABABAB…

Piano a max densità


A A A A A per il reticolo ccc

A A A A

A A A A A
Impilamento A B A B

A A B A B A B A

A A B A B A B

A A A B A B A

Piano a max densità

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NB: nel reticolo c.c.c. esistono 6 famiglie di piani a max densità atomica
tra loro equivalenti:

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- La deformazione dei reticoli cristallini sottoposti ad un carico avviene


come scorrimento di atomi lungo i piani ad elevata densità atomica.

Es. reticolo c.f.c.


F
F Piano di scorrimento

F F

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- Lo scorrimento può avvenire solo lungo alcune direzioni preferenziali


di scorrimento, che sono quelle a maggior densità atomica.
- Il numero di queste direzioni varia a seconda del reticolo cristallino:

1 2 1 2

A A A A A

3 A A A A

A A A A A

Reticolo (c.f.c.) e (e.c.) Reticolo (c.c.c)


3 direzioni 2 direzioni

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- La combinazione del piano di scorrimento e della direzione di


scorrimento viene definita sistema di scorrimento.

n° piani di n° direzioni di n° sistemi di


Tipo di reticolo
scorrimento scorrimento scorrimento
Reticolo e.c. 1 3 3

Reticolo c.f.c. 4 3 12

Reticolo c.c.c. 6 2 12

- I materiali con reticolo e.c. sono poco deformabili.


- Il reticolo c.f.c. è quello più deformabile perché rispetto al reticolo
c.c.c. ha un maggior numero di direzioni di slittamento e richiede minore
energia per lo scorrimento dei piani atomici.
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I DIFETTI RETICOLARI

- I difetti cristallini (o reticolari) sono delle irregolarità presenti nel


reticolo dei metalli reali.
- Tali imperfezioni influenzano fortemente le proprietà dei metalli, non
sempre in senso negativo.
- I principali difetti reticolari sono:
• difetti di punto (vacanze, atomi autointerstiziali, impurezze);
• difetti di linea (dislocazioni);
• difetti di superficie (bordi di grano);
• difetti di volume (difetti d’impilamento).

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- Il più semplice dei difetti di punto è la vacanza reticolare.


- Il numero delle vacanze reticolari Nv presenti all’equilibrio è dato da:
 Q 
Nv = N  exp − v 
 kT 
dove: N = n° totale di siti atomici,
Qv = energia di formazione,
k = costante di Boltzmann,
T = temperatura in gradi K.

- Un autointerstiziale è un atomo del


cristallo che si trova stipato in un piccolo
spazio normalmente vuoto.

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- I metalli cosiddetti “puri”, in realtà, contengono sempre delle


impurezze (o atomi estranei).
- Nelle leghe le impurezze vengono aggiunte intenzionalmente per
migliorare le proprietà del metallo (es. acciaio, duralluminio, etc).
- In base all’ elemento aggiunto e alle quantità si possono avere 3 casi:

1) Soluzioni solide: l’elemento 2) Composti: gli atomi si dispongono


aggiunto è solubile nel reticolo ordinati e in rapporto stechiometrico
del metallo base

3) Immiscibilità: gli elementi A e B rimangono separati nella lega.

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- Le soluzioni solide si dividono in due famiglie:

Soluzioni solide interstiziali Soluzioni solide sostituzionali


(es. atomi di C, N, B nel (es. atomi di Si, Mn, Cr nel
ferro) ferro, leghe Cu-Zn, Al-Si, etc).

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- Una dislocazione è un difetto lineare attorno a cui gli atomi sono fuori
posto e che può spostarsi nel reticolo sotto l’azione di sforzi applicati.
(NB: è il loro movimento a rendere possibile la deformazione plastica).

- Esistono 3 tipi differenti di dislocazione: a spigolo, a vite, miste.

Dislocazione a spigolo

Vettore di
Burger

Asse
della
dislocazi
one a
spigolo

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Dislocazione a vite

Asse della dislocazione

Vettore di Burger

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Dislocazione mista

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- In un metallo ottenuto a partire dallo stato fuso sono presenti


dislocazioni con una densità  pari a 104 ÷ 106 mm/mm3.
- Un’intensa deformazione plastica (es. trafilatura, laminazione, etc.)
comporta un aumento delle dislocazioni fino a  = 1010 ÷ 1011 mm/mm3.

Dislocazioni in una lega di Ti (50000X)

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- I bordi di grano sono difetti di superficie che si formano durante la


solidificazione di un metallo, che avviene in 2 fasi:
• nucleazione: formazione di nuclei di solidificazione stabili,
• accrescimento: ingrossamento di questi nuclei.

Fasi di solidificazione
di un metallo
policristallino bordo dei grani

grani

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- Per T = Tf  alcuni atomi cominciano casualmente a disporsi in piccoli


aggregati con struttura simile a quella cristallina.
- Se la temperatura è mantenuta costante, si crea un equilibrio dinamico
con continua formazione e successiva scomparsa di tali aggregati.
- Se invece la temperatura cala: T < Tf  si ha sottoraffreddamento  gli
aggregati cristallini possono diventare stabili e cominciare a crescere.

Inizio
solidificazione
con crescita dei
nuclei stabili

T > Tf T = Tf piano ottaedrico T < Tf

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- Esistono 2 tipi di nucleazione:


• nucleazione omogenea: i nuclei si formano casualmente nella massa
metallica  richiede un sottoraffreddamento di parecchie decine di °C
(spesso  100 °C);
• nucleazione eterogenea: la presenza di impurezze solide nel liquido o
di agenti inoculanti, che agiscono da nuclei, facilita l’inizio della
solidificazione  sottoraffreddamento di pochi °C.

Matallo Matallo
liquido liquido

Nucleazione Nucleazione
omogenea Stampo eterogenea
(NB: la parete dello
stampo promuove la
nucleazione eterogenea)

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- Dopo la nucleazione si verifica l’accrescimento dei nuclei stabili, con la


formazione delle dendriti: strutture arborescenti che si allungano in
direzione parallela ed opposta a quella in cui viene estratto il calore.

Direzione
secondaria

Direzione
principale
Direzione
secondaria

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- La crescita dendritica può essere di due tipi:


• colonnare  in presenza di forte gradiente termico e/o di bassa
velocità di solidificazione, i grani crescono tutti paralleli alla direzione
del gradiente;
• equiassica  in presenza di basso gradiente e/o di elevata velocità di
raffreddamento, i grani crescono con pari velocità in tutte le direzioni.

Crescita dendritica equiassica


Crescita dendritica colonnare

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1 2 3 2 1
- La macrostruttura di un lingotto cambia a seconda
delle condizioni di raffreddamento:
• zona equiassica con grani fini  velocità di
raffreddamento elevata (vicino alle pareti dello
stampo), nucleazione estremamente rapida;
• zona con grani colonnari dendritici  velocità di
raffreddamento intermedia, nucleazione ridotta con
crescita dendritica;
• zona equiassica a grani grossi:  velocità di 1 equiassica fine
raffreddamento lenta, nucleazione ridotta. 2 dendritica colonnare
3 equiassica grossolana

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- Un metallo che al termine della solidificazione è composto da diversi


grani è detto metallo policristallino (composto da più cristalli).
- Esistono anche i monocristalli (utilizzati ad esempio per la
fabbricazione delle pale delle turbine).

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- Sui bordi di grano gli atomi hanno legami meno regolari.


- I bordi di grano sono le zone più reattive del reticolo, dove spesso
segregano gli atomi di impurezze.

Angolo di disallineamento

Bordi dei
grani ad
alto dei
Bordi
angolo
grani a
basso
angolo

Angolo di disallineamento

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