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Atene Acropoli

La polis e la filosofia classica


GRECIA CLASSICA: VI-IV SECOLO A.C.
 Poleis più importanti: ATENE SPARTA TEBE

 Tra i caratteri costitutivi delle poleis vi sono:


- Partecipazione diretta al potere da parte dei
cittadini (libertà politica; libertà “positiva”):
autonomia
- Autarcheia: autosufficienza
- Identificazione cittadino-Stato
•GRECIA CLASSICA
iNVENZIONE della FILOSOFIA della POLITICA come sfera pubblica di esercizio
mediato del potere della DEMOCRAZIA diretta

•ATENE
città democratica che coltivava anche la
libertà individuale
Tucidide, Epitafio di Pericle, in Guerra del Peloponneso

B. Constant La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni


ciò avvenne in quanto Atene era città commerciante, e dato
lo stretto nesso esistente tra libertà individuale ed economica essa sola
in età antica conosceva la “libertà dei moderni”

• Unità dei greci e debolezza delle poleis


• il problema della cittadinanza
• ASSENZA DELL’IDEA DEI DIRITTI SOGGETTIVI
NEL MONDO GRECO-CLASSICO
Teatro di Epidauro
Pericle
Platone
PLATONE
•CONTESTO STORICO
sconfitta di Atene nella Guerra del Peloponneso con Sparta; regime
dei Trenta Tiranni e ripristino della democrazia

•VITA
Atene 420-347 a.C.
allievo di Socrate; traumatizzato dalla sua morte; non partecipa alla
vita politica in Atene; fonda la scuola filosofica denominata Accademia
nel 387; tenta per tre volte di realizzare il suo Stato ideale a Siracusa

•OPERE CONSIDERATE
Repubblica - Fedro - Le leggi
Struttura: dialogo dialettico confutatorio
• CONCETTI
Dottrina delle idee: mondo empirico e iperuranio
Solo il filosofo grazie all’episteme può conoscere il mondo delle idee
•Repubblica
dialogo sulla giustizia
SOCRATE E I SOFISTI
affinità metodo divergenze contenuti

- Idea di Stato e sua struttura divisione dello Stato in TRE CLASSI perché
l’anima dell’uomo è divisa in tre parti

Le tre virtù
SAPIENZA sophia CORAGGIO andrèia
TEMPERANZA sophrosyne

- mito biga alata Fedro


- Visione organicista di Platone (e di Aristotele)
rappresentazione del mito della biga alata
Eguaglianza tra uomo e donna
comunismo platonico SOLO PRIME DUE CLASSI
Paideia ed eugenetica

Mito della caverna


gradi della conoscenza umana e legittimazione
teorica del governo dei filosofi

PLATONE PENSATORE ANTIDEMOCRATICO


filo-aristocratico aristocrazia del sapere
contrario al costituzionalismo
rappresentazione del mito della caverna
LO STATO L’UOMO È GIUSTO
Quando vi è una armonia tra le tre virtù

Le Leggi
Parziale cambiamento di prospettiva

recupero del valore della legge

VALORIZZAZIONE DELLA
PROPRIETÀ PRIVATA
Aristotele
ARISTOTELE
• CONTESTO STORICO
crisi delle poleis e conquista macedone della
Grecia

• VITA
Stagira 384 Calcide 322 a.C.
- 367: in Atene: allievo di Platone
- 343: precettore di Alessandro (poi Magno)
- 335: in Atene: fonda il Liceo

• OPERA CONSIDERATA
Politica
Particolare de «La scuola di Atene» di Raffaello, 1509-10
•CONCETTI
- Approccio “realista”

- Il divenire della natura


CAUSA EFFICIENTE POTENZA / ATTO CAUSA FINALE
Materia / forma

•Politica
- Sua struttura; l’influenza di Platone

Uomo animale politico per natura


in quanto possiede la RAGIONE
• Formazione storica della polis
FAMIGLIA VILLAGGIO STATO
progressione naturale e necessaria

• Rapporti di potere nella famiglia - rapporti di potere


nello Stato:
- marito/moglie magistrato/cittadini
- padre/figlio re/sudditi
- padrone/schiavo despota/sudditi

• Critica di Platone: famiglia e proprietà privata


• FORME DI GOVERNO
Corrette e degenerate
si distinguono a seconda del bene perseguito dai governanti COMUNE
O PERSONALE
• Forme Corrette
MONARCHIA ARISTOCRAZIA POLITIA
• Forme degenerate
TIRANNIDE OLIGARCHIA DEMOCRAZIA

Il DISPOTISMO ORIENTALE: invenzione di una categoria

• Il problema del governo migliore

• LA POLITIA COME GOVERNO “MIGLIORE”


più facile da realizzare, fondato sulla classe media: più stabile politicamente,
perché classe media è aliena dal conflitto di classe
DALL’EBRAISMO AL CRISTIANESIMO
Tanakh TORAH NEVI’IM KETUVIM
Alcune idee politicamente rilevanti che l’ebraismo
trasmette al cristianesimo e al pensiero occidentale
1. Legittimazione del potere politico in veste monarchica o repubblicana

2. POTERE POLITICO TIRANNICO spesso pensato come


STRUMENTO DI PUNIZIONE DIVINA per il popolo corrotto

3. RIFIUTO idolatria e divinizzazione dello Stato

4. PROSPETTIVA MESSIANICA Messia profeta


Messia re
Messia sacerdote
Annuncia l’avvento di una nuova era di benessere politico e religioso in cui Dio governerà il mondo direttamente
IDEA MODERNA DI RIVOLUZIONE

5. CONCEZIONE DELL’UOMO COME «LEGNO STORTO»


a causa del peccato d’origine

6. Idea del CONTRATTO SOCIALE tra Abramo e Dio tra Mosè e Dio
SPINOZA Tractatus Theologico-politicus 1677
MARC CHAGALL
Mosè riceve le
Tavole della
Legge
1960-66
MEDIOEVO
• Contesto
caduta dell’Impero romano d’occidente 476 d.C.
instaurazione dei regni barbarici decadimento
dell’agricoltura spopolamento delle città

•Cristianesimo
• Nascita del cristianesimo
• ebraismo e correnti messianiche del I secolo a.C.
IL MESSIANESIMO DI GESÙ si presenta come figlio di DIO
annuncia un Regno ultraterreno puramente spirituale
difficoltà di esperire il suo pensiero VANGELI opera spirituale
• Gesù e il potere politico
«rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è
di Dio» MT 22,21
«ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite; poiché
non c’è autorità se non da Dio» S. PAOLO Prima lettera ai Romani
MASACCIO Il pagamento del tributo Cappella Brancacci FIRENZE 1425
APPORTI DEL CRISTIANESIMO AL PENSIERO POLITICO
- VALORE DELLA PERSONA singolarmente considerata
- idea che la politica NON PUÒ avere una funzione totalizzante e
soteriologica
- eguaglianza di tutti gli uomini (di fronte a Dio
• FASI DELL’ATTEGGIAMENTO DEL CRISTIANESIMO
VERSO IL POTERE POLITICO
1. INDIFFERENZA 33-60 d.C.
2. DIFFIDENZA OSTILITÀ persecuzioni 60-313 d.C.
3. APPROVAZIONE
COSTANTINO Editto di Milano tolleranza 313.D.C.
TEODOSIO Editto di Tessalonica cristianesimo religione ufficiale dell’impero
romano 380. D.C.
INVASIONI BARBARICHE caduta Impero Romano d’Occidente 476 d.C
4. SUPPLENZA
vescovi come defensores civitatum
Donazione di Costantino ORATORIO DI S. SILVESTRO Roma XIII sec.
S. TOMMASO D’AQUINO
CONTESTO STORICO
nascita dei comuni liberi riscoperta del diritto romano
rinascita degli studi predicazione di s. Francesco
ritorno in Occidente di molte opere di Aristotele
per il tramite della filosofia araba, ebraica e bizantina
DALL’AREA BIZANTINA RITORNA LA POLITICA

VITA
Roccasecca 1226 Fossanova 1274 d.C.
Studia e insegna a Napoli e Parigi
Sulla sua dottrina si fonda la filosofia della Chiesa Cattolica
OPERA CONSIDERATA
Summa Theologiae
PROBLEMA posto al cristianesimo dalla filosofia aristotelica
CARLO CRIVELLI
San Tommaso
d’Aquino 1476
statue del filosofo musulmano AVERROÈ e del filosofo ebreo MAIMONIDE CORDOVA
•Concetti
• Fede e ragione in s. Tommaso
• S. Francesco e l’averroismo latino
•L’uomo animale sociale e non politico
• DEFINIZIONE DI LEGGE
«ordinatio rationis ad bonum commune ab eo
qui cura communitatis habet promulgata»

• Tipi di leges
AETERNA DIVINA NATURALIS HUMANA

• Rapporto tra legge naturale e umana


il problema del diritto di resistenza al tiranno
MARSILIO DA PADOVA
•Vita
• Padova 1275 Monaco di Baviera 1342
• Famiglia di notai e giuriusti
• Rettore alla Sorbona
• Alla corte di LUDOVICO IL BAVARO
• 1327 DISCESA IN ITALIA DI LUDOVICO la nomina di un
antipapa e l’elezione da parte della nobiltà romana su
suggerimento di Marsilio LEX REGIA DE IMPERIO

•Opera considerata
Defensor pacis 1324
TRA REPUBBLICANESIMO E ASSOLUTISMO
Frontespizio
della prima
edizione a
stampa del
Defensor
pacis
•Concetti
•STRUTTURA DELL’OPERA le tre dictiones
PRIMA DICTIO
•Chi è il defensor pacis?
• La PACE del «borghese»: il «tempo» del mercante
• LE LEGES
UMANE E DIVINE identica forma CONTENUTO DIVERSO
• La legge come comando munito di sanzione
• LEGGE UMANA fine vita autosufficiente stabilisce
pene e premi in questo mondo unico giudice lo Stato
• Legge divina fine beatitudo stabilisce
• pene e premi nell’aldilà unico giudice Dio

• DISTINZIONE TRA ATTI IMMANENTI E TRANSITIVI


• TRA INTERIORITÀ DEL COMPORTAMENTO MORALE ED ESTERIORITÀ DEL
COMPORTAMENTO GIURIDICO
GIUSTO DE’
MENABUOI
Cappella del
Beato Luca
Belludi
Basilica di
s. Antonio
Padova 1382
IL LEGISLATORE
•universitas civium
• Formazione della lex stesura e approvazione
DEMOCRAZIA DIRETTA
• Struttura dello Stato e suoi poteri

SECONDA DICTIO
• Il “vero” cristianesimo e il tradimento della Chiesa
Cristo di fronte a potere e denaro
•la Chiesa democratica
universitas fidelium elezione diretta di Concilio e clero il ruolo del papa
•LAICITÀ E CESAROPAPISMO
NICCOLÒ MACHIAVELLI
Contesto storico
formazione Stati nazionali crisi della politica
diplomatica di città staterelli e Stati italiani
Vita
• Firenze 1469-1527
• Suo impegno politico nella seconda repubblica fiorentina 1498-1512

Opere considerate
•Il Principe 1513
•DISCORSI SOPRA LA PRIMA DECA DITITO LIVIO 1513-19
Concetti
Il Principe
• Conflitto tra ordine e disordine realismo o
pessimismo antropologico
• SCOPO DELLA POLITICA
preservare l’ordine dove esiste REPUBBLICA
ripristinarlo dove è perduto PRINCIPATO
• Distinzione tra morale e POLITICA
• Il termine STATO
• Tipi di principato e modi di conquista
• Il problema del principato nuovo
• IN POLITICA ciò che conta non è ciò che è giusto ma
• ciò che è efficace

•IL PROBLEMA DEL “MALE MINORE”

•Un principe riformatore


• Il principe come «attore della scena» politica

•Il fine della politica


CONQUISTA O DIFESA DEL POTERE

• Rapporto virtù / fortuna


SANTI DI TITO
Niccolò Machiavelli
fine XVI secolo
Palazzo Vecchio Firenze
•Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio

• CONFRONTO ROMA E FIRENZE

il problema della libertà


e del conflitto

•ORDINI LEGGI COSTUMI

• RELIGIONE ROMANA e religione cristiana


LA CRITICA DI MACHIAVELLI AL CRISTIANESIMO E ALLA CHIESA
Curia romana

SENATO
FORO ROMANO
THOMAS HOBBES
•Contesto storico
prima rivoluzione inglese riforma PROTESTANTE sviluppo economico in
Inghilterra rivoluzione scientifica

•Vita
• Westport 1588 Hardwick Hall 1679

•Opera considerata
•Leviathan 1651
•Concetti
• Ripristinare l’AUTORITÀ more geometrico
• morale come SCIENZA DIMOSTRATIVA
John Wright
Thomas Hobbes
XVII sec.
• Giusnaturalismo LAICO moderno
modello hobbesiano VERSUS modello aristotelico

• Schema dei giusnaturalisti


stato di natura ipotetico
CONTRATTO SOCIALE
stato politico
• Schema dicotomico e chiuso
• ROVESCIAMENTO della schema della sovranità Hobbes “democratico”

• Lo STATO come prodotto di un ACCORDO VOLONTARIO

• LIBERTÀ ED EGUAGLIANZA NATURALI


• La visione materialista di Hobbes I CORPI IN MOVIMENTO

•STATO DI NATURA e ius in omnia


il bellum omnium contra omnes

• APPROSSIMAZIONI STORICHE ALLO STATO DI NATURA

SOCIETÀ SELVAGGIA
GUERRA CIVILE
SOCIETÀ INTERNAZIONALE

• Le leggi di natura ne individua 19 PRIME 3


1) Pax est quaerenda
2) Rinuncia allo ius in omnia
3) Pacta sunt servanda
DECAPITAZIONE DI CARLO I 1649 incisione dell’epoca
• Il pactum unionis e gli ACCORDI BILATERALI
• Nascita del SOVRANO e ius in omnia
•SUDDITI e diritto alla vita

• Lo Stato assoluto
sovranità assoluta irrevocabile indivisibile
• Origine civile della proprietà

• POTERE POLITICO ECONOMICO E RELIGIOSO


• Il cesaropapismo di Hobbes
frontespizio del
Leviatano
AMSTERDAM XVIII SECOLO
Baruch Spinoza
Bento de Espinosa
1632 1677
CONTESTO STORICO

AMSTERDAM nel XVII secolo è una delle città più libere d’Europa
accoglie dissidenti politici e religiosi
pratica una TOLLERANZA RELIGIOSA
sconosciuta in gran parte degli altri paesi
ha accolto una parte degli ebrei espulsi con gli arabi dalla Spagna
dopo la Reconquista cattolica e poi cacciati anche dal Portogallo

Le Provincie Unite associano libertà economica e e libertà politica

una piccola repubblica che ha fondato una


potenza commerciale mondiale moderna

Il Seicento è il secolo d’oro dell’Olanda


In Olanda operano artisti e uomini di cultura di livello internazionale
come i pittori Rembrandt e Vermeer
I filosofi Grozio e Spinoza
Rembrandt I sindaci dei drappieri
Opere considerate
Trattato teologico-politico1665-1670

vita
1632 Spinoza nasce ad Amsterdam da una famiglia di ebrei sefarditi marrani
MARRANI erano gli ebrei spagnoli e portoghesi che, dopo il 1494, furono costretti a convertirsi al cattolicesimo pena
l’espulsione, ma non vollero abbandonare l’antico culto che continuarono a praticare in segreto. Approdati nella libera Olanda,
poterono tornare a professare pubblicamente la loro religione.

L’identità incerta ed eterodossa del marrano, guardato


con un certo sospetto sia dai cristiani che dagli ebrei, ebbe un peso
importante nell’indirizzare Spinoza, negli anni della maturità, verso il libero pensiero

1639-1650 Spinoza viene avviato allo studio dei testi sacri (Torah, Talmud, Mishnah) nella
scuola rabbinica Hetz Haim

1656 viene espulso dalla Sinagoga per eresia per aver contestato il dogma
dell’immortalità dell’anima
da allora Spinoza abbandonerà ogni culto
difendendo la libertà di pensiero e elaborando una
concezione politica democratica radicale
Vermeer
Il geografo
Baruch Spinoza
Bento de Espinosa
1632 1677
CONTESTO STORICO

AMSTERDAM nel XVII secolo è una delle città più libere d’Europa
Accoglie dissidenti politici e religiosi
pratica una TOLLERANZA RELIGIOSA
sconosciuta in gran parte degli altri paesi
ha accolto una parte degli ebrei espulsi con gli arabi dalla Spagna
dopo la Reconquista cattolica e poi cacciati dal Portogallo

Le Provincie Unite associano libertà economica e e libertà politica

una piccola repubblica che ha fondato una


potenza commerciale mondiale moderna

Il Seicento è il secolo d’oro dell’Olanda


In Olanda operano artisti e uomini di cultura di livello internazionale
come i pittori Rembrandt e Vermeer
I filosofi Grozio e Spinoza
Franz Wulfhagen
Baruch Spinoza
1664
pensiero
DIFFICILE COLLOCAZIONE DEL PENSIERO DI SPINOZA

Parte da premesse razionalistiche e giusnaturalistiche


ma rifiuta la filosofia individualista e la metafisica «debole»
dei giusnaturalisti

La sua posizione filosofica è radicalmente immanentista

Deus sive natura


l’uomo è proprio di un ordine naturale necessitante
Non esiste la distinzione tra «essere» e «dover essere» tutto ciò che è deve
essere

Determinismo il diritto coincide con la forza, con la POTENZA


CHE OGNI ESSERE è IN GRADO DI MANIFESTARE

PER NATURA L’UOMO HA UN DIRITTO ESTESO QUANTO LA SUA POTENZA


Sinagoga portoghese Amsterdam
DALLO STATO DI NATURA BELLICOSO IN CUI PREVALE LA PASSIONE
SI PASSA AL

CONTRATTO SOCIALE ISTITUTORE DELLO STATO IN CUI PREVALE LA RAGIONE

CON IL QUALE GLI UOMINI


ATTRIBUISCONO AL SOVRANO IL DIRITTO SOPRA TUTTE LE COSE CHE
POSSEDEVANO NELLO STATO DI NATURA

Spinoza ricava l’idea del contratto sociale dall’Antico Testamento


Dal patto tra Dio e il popolo ebraico suggellato
dalle Tavole della Legge

Spinoza teorizza uno Stato democratico


titolare di un potere assoluto

che trova come unico limite il rispetto della


LIBERTA’ DI PAROLA
QUALE si trova GARANTITA NELLA LIBERA città di AMSTERDAM
Statua dedicata a Spinoza Amsterdam
JOHN LOCKE

• CONTESTO STORICO
SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE Glorious Revolution 1688
affermazione della BORGHESIA dello Stato liberale e costituzionale
della tolleranza religiosa
• Vita
Wrington 1632 Essex 1704
• OPERE CONSIDERATE
Due trattati sul governo 1690
prima Lettera sulla tolleranza 1689
• Motivi dell’esilio di HOBBES E DI LOCKE
JOHN
GREENHILL
John
Locke
XVII sec.
• Concetti

• Primo trattato sul governo


CRITICA di ROBERT FILMER Patriarcha or the natural power of
kings il potere assoluto deriva da Dio
per Locke IL POTERE
SI FONDA SUL CONTRATTO
e non discende per via ereditaria
il potere legittimo non può essere assoluto
• Secondo trattato sul governo
•Stato di natura come condizione INIZIALMENTE PACIFICA
• DIRITTI NATURALI PRIMARI VITA LIBERTÀ PROPRIETÀ
= PROPRIETÀ
• DIRITTI NATURALI SECONDARI FARSI GIUSTIZIA DA SÉ PUNIRE
veduta di Londra XVII secolo
•Sacre Scritture e LIMITI alla proprietà privata
•GIUSTIFICAZIONE DELLA PROPRIETÀ NATURALE
e dell’accumulazione capitalistica
• LA PROPRIETÀ SI FONDA SUL LAVORO

•Problemi nello stato di natura diritti naturali secondari


•Il CONTRATTO SOCIALE e la nascita dello Stato politico
•RINUNCIA ai diritti naturali secondari
•per una maggiore tutela dei primari

•Lo STATO LIBERALE divisione dei poteri


•ESECUTIVO re LEGISLATIVO parlamento
•supremazia del legislativo limitazione del potere
•COSTITUZIONALISMO INGLESE
•mandato fiduciario
frontespizio dei Due
trattati sul governo
•Limiti classisti della dottrina di Locke
lo STATO DEI PROPRIETARI

•L’APPELLO AL CIELO e il
•diritto di resistenza al tiranno

Lettera sulla tolleranza


• Differenza e SEPARAZIONE tra STATO e CHIESA

• La tolleranza religiosa e suoi LIMITI


ATEI E PAPISTI
MAURICE QUENTIN DE LA TOUR
JEAN-JACQUES Rousseau 1753
JEAN-JACQUES ROUSSEAU
•Contesto storico
Trionfo assolutismo monarchico CRISI STATI REPUBBLICANI
periodo di grandi riforme
sviluppo dell’IDEOLOGIA ILLUMINISTA
•Vita
• Ginevra 1712 Ermenonville 1778
• “cittadino di Ginevra”
•Frequentazione dei CIRCOLI ILLUMINISTI a PARIGI
•Rottura con gli illuministi
•Persecuzione e paranoia
•Opere considerate

•Discorso sulle scienze e sulle arti primo


discorso1750
•Discorso sull’origine e il fondamento della
diseguaglianza tra gli uomini
secondo discorso 1754
•Il contratto sociale 1762
•Concetti
• Rousseau e l’illuminismo:
RAZIONALISMO SÌ
idea di progresso no
MAURICE LELOIR
L’illuminazione di Vincennes
1889
Musée Jean-Jacques Rousseau
Montmorency
•Primo discorso
ATTACCO all’idea di progresso e alla civiltà occidentale
Elogio degli antichi
inscindibilità di morale e politica
LA MORALE DERIVA DALLA POLITICA

•Secondo discorso
Esposizione della dottrina giusnaturalista
MITO DELLA PUREZZA
STATO DI NATURA l’uomo naturalmente buono
LIBERTÀ ED EGUAGLIANZA DI NATURA

sentimenti nello stato di natura Amor di sé pietas


e
Lettera di Rousseau a
Malesherbes
Perfettibilità e sviluppo dell’AMOR PROPRIO
La teodicea di Rousseau e la nascita del pensiero rivoluzionario
lenta fuoriuscita dallo stato di natura
SVILUPPO DELLA DISEGUAGLIANZA
Nascita della proprietà privata

Il patto iniquo
Il contratto sociale
Il contratto sociale come dover essere

istituisce unoSTATO DEMOCRATICO recuperando i


valori dello stato di natura

DEMOCRAZIA DIRETTA
rifiuto della rappresentanza politica
Frontespizio del
Contrat social
• Diritti alienati DIRITTI RIACQUISTATI
CESSIONE uti singuli RIAPPROPRIAZIONE uti cives
TUTTI I DIRITTI SONO UN DONO CONDIZIONALE DELLO STATO

•concezione assolutista della sovranità


•sovranità assoluta indivisibile infallibile
• Libertà della città ma non del cittadino

• Anticostituzionalismo di Rousseau
• VOLONTÀ GENERALE e volontà particolare CARATTERE DEL VOTO
Come si determina la volontà generale CARATTERE ILLIBERALE DELLA VOLONTÀ
GENERALE eliminazione del concetto di minoranza politica

il popolo come tribunale della coscienza autocritica politica

•religione “civile” e INTOLLERANZA POLITICA


ILLUMINISMO
Contesto storico e culturale

XVIII SECOLO 1750-1789 c.ca

Diffusione del moto dei Lumi

dalla FRANCIA al resto dell’Europa


FRANCIA ITALIA SCOZIA GERMANIA…
Origini filosofiche

UMANESIMO FILOSOFIE LAICHE DEISMO


LIBERTINISMO libero pensiero
PARIGI Pont-Neuf stampa del XVIII secolo
Caratteri generali dell’illuminismo

Laicità tolleranza PROGRESSO libertà di pensiero


diritti civili ISTANZA DI SUPERAMENTO DELL’ANTICO REGIME
attacco alla tradizione MERITOCRAZIA

Effetti storici e culturali


rottura dell’immaginario istituito

Paradossi

MOVIMENTO RIFORMISTA che ha preparato il terreno alla


rivoluzione
GRANDE CONTENITORE accomunato dall’istanza «negativa» di
superare la società esistente
VOLTAIRE FRANÇOIS MARIE AROUET detto

Contesto storico
Francia del XVIII secolo ASSOLUTISMO ILLUMINATO
nascita e diffusione dell’ideologia illuminista
creazione dell’opinione pubblica

Vita
Parigi 1694-1778
Educato dai gesuiti

SPIRITO RIBELLE FIN dalla gioventù


Passa una parte della sua vita in esilio alla corte di FEDERICO II DI PRUSSIA
È autore di un numero sterminato di opere
SI CIMENTA COI PIÙ SVARIATI GENERI LETTERARI

Opere considerate
Lettere filosofiche o inglesi 1734
Trattato sulla tolleranza 1764
MAURICE QUENTIN DE LA
TOUR Voltaire 1735
Concetti

sostenitore dell’EMPIRISMO INGLESE


GRANDE DIFFUSORE della cultura scientifica

Sviluppa un’idea del progresso storico antitetica


alla teoria del regresso di Rousseau

è favorevole alla MODERNITÀ POLITICA ed ECONOMICA


Alla MERITOCRAZIA all’INDIVIDUALISMO all’ECONOMIA DI MERCATO

Si oppone alla «società chiusa» d’antico regime


alle caste e ai privilegi di clero e nobiltà

simpatizza per la MONARCHIA LIBERALE COSTITUZIONALE inglese


pragmaticamente è a favore alla politica di
RIFORME MODERNIZZATRICI dei monarchi assoluti

Lotta per la riforma della giustizia


Lettera di Voltaire al conte Saint-Florentin del 2
luglio 1762 per chiedergli di intercedere presso il
re per la riabilitazione di Jean Calas
Lettere inglesi
scritto dopo una soggiorno in Inghilterra
esalta la «società
aperta» inglese animata dai ceti mercantili
IN CONTRAPPOSIZIONE alla «società chiusa» francese
nella quale una nobiltà inetta si consuma in pratiche cortigiane
individua una stretta connessione tra lo sviluppo della
libertà politica e quello della libertà economica
si schiera apertamente a favore della libertà religiosa
della libera competizione politica ed economica

Trattato sulla tolleranza

scritto per riabilitare la figura dell’ugonotto JEAN CALAS


sostiene che la sua condanna è stato il frutto avvelenato
dell’intolleranza religiosa dei cattolici oltranzisti di Tolosa
afferma la necessità di ADOTTARE UN CODICE PENALE PIÙ MITE
e di riformare il processo penale in senso accusatorio
secondo il modello del trial by jury inglese
CESARE BECCARIA
CESARE BECCARIA
Contesto storico
illuminismo lombardo
Politica riformatrice dei sovrani asburgici

Vita Milano 1738 – 1794


primogenito di una delle più importanti famiglie
della nobiltà milanese insignita del titolo di marchesato
partecipa alla «ACCADEMIA DEI PUGNI»
FUCINA DELL’ILLUMINISMO LOMBARDO
animata dai fratelli VERRI Pietro e Alessandro
I fratelli Verri lo spingono a scrivere un’opera sul diritto penale:
nasce
DEI DELITTI E DELLE PENE 1764
L’opera va attribuita a Cesare Beccaria benché i fratelli Verri, soprattutto
Pietro, abbiano svolto un fondamentale ruolo di stimolo
per Beccaria e di revisori del testo
L’opera di Beccaria
costituisce la massima espressione
dell’illuminismo giuridico europeo
ESPRIME L’ESIGENZA ILLUMINISTA DI DARE
VITA A UN CODICE PENALE GARANTISTA
ISPIRATO AL PROCESSO ACCUSATORIO
SUL MODELLO INGLESE DEL TRIAL BY JURY
su un diritto penale minimo
volto al contenimento umanitario
e alla razionalizzazione
della prassi punitiva dello Stato
su un diritto
integralmente laico
fondato sulla separazione
di reato e peccato
teso a reprimere i comportamenti
criminosi sull’eslusiva base dell’offesa
arrecata dal reato all’utilità sociale

Dei delitti e delle pene 1764


Prima edizione - anonima
Fondamento del diritto di punire
Beccaria parte da una ipotesi giusnaturalista ispirata alla
DOTTRINA DI LOCKE: nello stato di natura gli uomini detengono il diritto di
punire che trasferiscono con il contratto sociale al sovrano.
L’alienazione prevede la rinuncia alle «minime porzioni possibili»
di libertà sicché lo Stato può esercitare un diritto di punire
limitato quello strettamente necessario a garantire il godimento dei
diritti dei cittadini, la tranquillità pubblica e la limitazione del crimine

Fine delle pene


Beccaria rifiuta l’idea che la pena debba avere una funzione
retributiva di vendetta La pena deve essere rivolta al futuro
e non al passato, deve avere una funzione meramente deterrente
DI PREVENZIONE SPECIALE impedire al reo di reiterare il reato
DI PREVENZIONE GENERALE dissuadere gli uomini da
imitare il delinquente
Giovanni Lapi
Dei delitti e delle pene
illustrazione allegorica dell'opera
la giustizia personificata respinge
il boia e i suoi strumenti
•Critica della tortura
Beccaria critica la tortura

Perché è una pena inflitta ad un uomo di cui si ignora la


colpevolezza PERCHÉ ELEVA IL DOLORE FISICO A MISURA DELLA VERITÀ

La tortura favorisce le persone di costituzione robusta che resistono più facilmente ai


tormenti indipendentemente dalla loro innocenza o COLPEVOLEZZA

CRITICA DELLA PENA DI MORTE


Beccaria è il primo scrittore a pubblicare un’opera in cui viene chiesta la

ABOLIZIONE UNIVERSALE DELLA PENA DI MORTE


motivi umanitari LA PENA DI MORTE è INGIUSTA
Sulla base di

Sulla base di motivi utilitaristi NON OTTIENE UN RISULTATO REALMENTE DETERRENTE

Sulla base di motivi filosofici CON IL CONTRATTO SOCIALE GLI INDIVIDUI NON
HANNO ATTRIBUTO ALLO STATO IL POTERE DI COMMINARE LA PENA CAPITALE
Statua di Cesaria
Beccaria
Accademia di Brera
Certezza della pena
Beccaria ritiene che la celerità e l’inesorabilità con cui dovrebbero essere
applicate le pene siano in grado di ottenere un risultato decisamente migliore
rispetto all’eccedenza afflittiva che caratterizzava
spesso le pene nelle società d’antico regime
«Quanto la pena sarà più pronta e più vicina al delitto
commesso ella sarà tanto più giusta e tanto più utile»

DOLCEZZA DELLE PENE


Concetto legato al precedente: «La certezza di un castigo, benché moderato, farà
sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro più terribile, unito
colla speranza dell’impunità…perché una pena ottenga il suo effetto basta che il
male della pena ecceda il bene che nasce dal delitto»

Proporzione tra i delitti e le pene


«PIÙ FORTI DEBBONO ESSERE GLI OSTACOLI CHE RISOSPINGONO
GLI UOMINI DAI DELITTI A MISURA CHE SONO CONTRARI AL BEN PUBBLICO,
ED A MISURA DELLE SPINTE CHE GLI PORTANO AI DELITTI»
LA RIVOLUZIONE
AMERICANA
Contesto storico
Prima della rivoluzione
NORD AMERICA 13 colonie formate da colonizzazione inglese nel Seicento
praticano un parziale autogoverno sebbene dipendenti dalla Corona inglese
2.0000.0000 di abitanti complessivi Napoli ne aveva da sola 500.000 proprietà molto diffusa
AL SUD società gerarchica con prevalenza del latifondo e del lavoro schiavistico
AL CENTRO e sopr. AL NORD distribuzione più egualitaria delle terre
qui la società intrisa di valori democratici desunti dal puritanesimo radicale

LE LORO FORME POLITICHE ERANO ESEMPLATE SUL MODELLO DI MONARCHIA COSTITUZIONALE INGLESE
In ogni colonia
POTERE ESECUTIVO governo controllato dagli inglesi
POTERE LEGISLATIVO bicameralismo: camera alta di nomina regia camera bassa elettiva ai coloni

Rapporto colonie-madrepatria formalizzato su Carte che sanciscono la superiorità


della legge consuetudinaria common law su quella ordinaria
i coloni si sentono legati da un rapporto di fedeltà personale al re inglese
nel Settecento entrano in conflitto col Parlamento inglese
rompono solo all’ultimo anche col re
Philadelphia nel XVIII secolo
Caratteristiche della società americana pre-rivoluzionaria
abitudine all’autogoverno
scarsa presenza dell’aristocrazia
proprietà diffusa SCARSA PRESENZA DELLA POVERTÀ

SOCIETÀ AGRICOLA CON CITTÀ MOLTO PICCOLE


per molti illuministi europei la società americana nel Settecento
soprattutto con la Rivoluzione costituiva l’esempio degli ideali illuministi realizzati
Guerra e indipendenza
aumento della PRESSIONE FISCALE inglese nel XVIII SECOLO
i coloni si oppongono sulla base del principio sancito dalla Petition of Rights
inglese del 1628 che aveva opposto il Parlamento a Carlo I
no taxation whitout representation
Il liberalismo inglese come modello politico costituzionale
e anche come parole d’ordine fornisce ai coloni
gli strumenti per liberarsi dalla madrepatria
Guerra strisciante anni ‘60-’70
1763 tassa sullo zucchero
1765 stamp act
1774 Congresso continentale dei coloni e costituzione milizia armata
4 luglio 1776 PROCLAMAZIONE INDIPENDENZA
e inizio della guerra con l’Inghilterra
JOHN TRUMBULL La resa di Yorktown del 1781 1820
le colonie si danno COSTITUZIONI SCRITTE
formate da
1. carte dei diritti sul modello inglese
libertà persona habeas corpus etc.
2. norme che regolano i poteri dello Stato divisi e con legislativo in
mano ai rappresentanti del popolo
si afferma il principio democratico della sovranità popolare
i diritti vengono proclamati come universali e non più come riferiti ai british men
GUERRA 1776-81
VITTORIA DEGLI AMERICANI

debolezza del confederalismo americano

Congresso di Philadephia 1787


Scontro tra CONFEDERALISTI come Jefferson
vogliono un centro politico con poteri di esclusivo coordinamento tra gli Stati
e FEDERALISTI
vogliono un potere centrale forte
vince la linea federalista
nasce di uno Stato centrale che si sovrappone a quelli locali nati con la rivoluzione
si dà una Costituzione federale
ESECUTIVO MONOCRATICO PRESIDENTE per quattro anni eletto per via indiretta dal popolo ha potere di veto
su leggi del parlamento
POTERE LEGISLATIVO bicameralismo CONGRESSO membri eletti direttamente dal popolo Senato due
rappresentanti per Stato Camera rappresentanti eletti rispettando la proporzione degli abitanti
GIUDIZIARIO CORTE SUPREMA giudici nominati a vita dal presidente
copia manoscritta
della
Dichiarazione di
Indipendenza
degli Stati Uniti
d’America
scritta da Thomas
Jefferson *
con gli interventi di
George
Washington ** e
John Adams ***

* ** *** rispettivamente terzo, primo e secondo presidente degli U.S.A. dopo la conquista dell’indipendenza
lo Stato federale nasce con competenze limitate
guerra politica estera commercio interno posta politica monetaria

principale nemico il parlamento inglese


I rivoluzionari americani hanno come

sviluppano una forte diffidenza verso i legislatori non vogliono una trasformazione
radicale della società vogliono soprattutto sbarazzarsi del dominio inglese
elaborano un sistema costituzionale fondato sul
controllo reciproco dei poteri che potenzia il principio inglese dei checks and
balances PRINCIPIO DEL GOVERNO BILANCIATO
tutti i poteri dello Stato sono progettati come
divisi e limitati e subordinati alla Costituzione

RIVOLUZIONE SÌ O NO?
si tratta più una guerra di indipendenza che di una trasformazione della società
La rivoluzione americana universalizza e democraticizza il sistema politico liberale inglese
è un perfezionamento del modello inglese non la sua negazione
NON È UNA RIVOLUZIONE SE PER RIVOLUZIONE SI INTENDE
una trasformazione profonda della società
UN RIFIUTO DI TUTTO IL PASSATO
una ricerca utopica di una perfezione terrena e una creazione palingenetica di un uomo
nuovo espressione di una ideologia che persegue la purezza attraverso l’eliminazione
di una parte impura ritenuta fonte dell’infezione che ha corrotto il corpo politico
REMBRANDT PEALE
Thomas Jefferson 1800
La rivoluzione americana non ha alcun antico regime da
abbattere
Il grande nemico dei rivoluzionari americani NON È IL RE potere esecutivo
bensì il parlamento potere legislativo

La rivoluzione francese non potrà essere per sua natura una rivoluzione
libertaria come quella americana una rivoluzione che limita cioè tutti i poteri dello Stato
perché trova come nemico il solo potere esecutivo del re
considera il legislativo lo strumento atto a trasformare radicalmente la società
e per questo dà vita a Costituzioni tutte sbilanciate a favore del potere
legislativo a cui viene affidato il compito demiurgico di costruire l’uomo nuovo
durante la rivoluzione francese nel rapporto stato società
all’opposto che nell’esperienza americana è
la società ad essere vista con sospetto perché
è il luogo dove si perpetuano le diseguaglianze sociali e i privilegi di casta

CINQUE APPORTI DELLA RIVOLUZIONE AMERICANA


ALLA DOTTRINA POLITICA E COSTITUZIONALE
COSTITUZIONI SCRITTE
CARTE UNIVERSALI DEI DIRITTI DELL’UOMO
STATO FEDERALE
CORTE COSTITUZIONALE nell’Ottocento come sviluppo delle competenze della Corte suprema
DEMOCRAZIA LIBERALE
frontespizio del Federalist
THOMAS JEFFERSON
autore della Dichiarazione di Indipendenza
«Noi riteniamo che tutti gli uomini sono stati creati uguali,
che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili,
che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità»
terzo presidente U.S.A.
illuminista anticlericale libertario, parte da una visione ottimistica dell’uomo
a favore di uno Stato minimo dell’istruzione pubblica
e del decentramento del potere
AMMIRA I NATIVI AMERICANI PERCHÉ SI AMMINISTRANO SENZA POTERE POLITICO

LA SUA CONTRADDIZIONE
proprietario di schiavi non si batte sufficientemente per l’abolizione della schiavitù
anche perché il suo pensiero è viziato da alcuni pregiudizi razzisti

Il Federalista 1787-88
scritto da ALEXANDER HAMILTON, JAMES MADISON quarto presidente U.S.A. e JOHN JAY
85 articoli scritti per difendere la Costituzione federale in vista della ratifica popolare dello Stato di NY
sostengono che è possibile instaurare il governo repubblicano anche in grandi territori
grazie al FEDERALISMO e alla RAPPRESENTANZA POLITICA sconosciuta agli antichi
Partono da una prospettiva antropologica pessimista
MA PERVENGONO ALLE STESSE CONCLUSIONI DEGLI OTTIMISTI ANTROPOLOGICI COME JEFFERSON

per Jefferson gli uomini sono in grado di autogovernarsi pertanto il governo deve avere poteri limitati
per Hamilton, Madison, Jay gli uomini sono tendenzialmente malvagi PERTANTO IL GOVERNO DEVE
AVERE POTERI LIMITATI PERCHÉ CHI DETIENE IL POTERE POTREBBE ABUSARNE
Veduta di Versailles XIX secolo
LA RIVOLUZIONE FRANCESE
CHE COS’È UNA RIVOLUZIONE?
È un tentativo di trasformazione radicale della società
delle istituzioni politiche ed economiche
di SOVVERTIRE L’IMMAGINARIO ISTITUITO

di instaurare una società tendenzialmente perfetta


in grado di eliminare il male dalla storia umana

DI CREARE UN UOMO NUOVO


è la secolarizzazione dell’escatologia giudaico-cristiana
la forma politica che assumono in età moderna le speranze messianiche
mano a mano che si laicizza la società

le dottrine rivoluzionarie sono il prodotto


di religioni politiche che intendono
sostituire le religioni tradizionali
EUGENE DÈLACROIX La libertà guida il popolo 1830
Tappe della rivoluzione
agosto 1788 il re nell’impossibilità di imporre alle classi privilegiate una maggiore
tassazione convoca gli STATI GENERALI non più convocati dal 1614
1788-1789 si formano in tutta la Francia grandi assemblee in cui i
rappresentanti dei tre stati redigono dei cahiers de doléance
primavera 1789 gli Stati generali si riuniscono a Versailles
sono circa 1000 delegati metà nobili e preti metà terzo stato
il re rompe la sua alleanza storica con il terzo stato che
chiede che le votazioni avvengano per testa
su base individuale e non per ordine

20 giugno 1789 giuramento della Pallacorda il terzo stato si


riunisce nella sala della Pallacorda e insieme a membri del clero e della nobiltà si trasforma in
ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE
14 luglio 1789 presa della Bastiglia
28 agosto 1789 Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo e del cittadino
JEAN-JACQUES F. LE BARBIER Dichiarazione
dei diritti dell’uomo e del cittadino 1789
nel decennio rivoluzionario vengono approvate tre costituzioni
1791 costituzione «liberale»
1793 costituzione giacobina
1795 costituzione termidoriana
1791 il re tenta di fuggire ma viene CATTURATO A VARENNES
1792 la Francia rivoluzionaria ingaggia una guerra contro Austria e Prussia
i rivoluzionari devono fronteggiare le INSORGENZE CONTRORIVOLUZIONARIE
21 settembre 1792 la Francia si trasforma in repubblica
DÉRAPAGE DELLA RIVOLUZIONE la rivoluzione si radicalizza con
una escalation di violenza e terrore senza limiti
messi fuori gioco i liberali moderati rimangono in campo solo democratici radicali
GIRONDINI E GIACOBINI
1793-94 i giacobini guidati da Robespierre impadronitisi del governo impongono un
REGIME DI TERRORE contro avversari veri e presunti attraverso il tribunale
rivoluzionario che può emettere come UNICA PENA SOLO LA MORTE
migliaia di francesi in molti casi innocenti furono trucidati dopo processi
farsa peggiori di quelli dei tribunali d’antico regime
luglio 1794 caduta di Robespierre e dei giacobini
la rivoluzione prende una piega più moderata
novembre 1799 il generale dell’esercito francese Napoleone Bonaparte termina la rivoluzione
con un colpo di Stato che istituisce un GOVERNO AUTORITARIO
La ghigliottina al lavoro stampa tedesca del 1793
Problema della rivoluzione francese
la Rivoluzione francese è stato un evento
di portata mondiale ha cambiato il volto dell’Europa
dando una SCOSSA DECISIVA AL SISTEMA FEUDALE
ha portato molte conquiste positive in ambito politico culturale e giuridico
il terrore del 1793 è tuttavia per molti aspetti iscritto nella sollevazione del 1789
i rivoluzionari infatti volevano inizialmente perseguire un fine moderato
attraverso uno strumento radicale LA TABULA RASA
le costituzioni rivoluzionarie sono tutte sbilanciate
a favore del potere legislativo
la Dichiarazione dei diritti francese presenta affinità con
quelle americane ma diverge in un punto fondamentale
essa esprime una prospettiva legicentrica
la legge per i rivoluzionari francesi è un valore in sé
non uno strumento tecnico per tutelare i diritti
MA LA CONDIZIONE STESSA PERCHÉ POSSANO ESISTERE
ogni garanzia nella Dichiarazione francese è rinviata alla legge e all’autorità legislativa
pensata come necessariamente giusta in quanto depositaria della volontà generale
nella rivoluzione francese non vi è alcun tentativo di opporre il diritto naturale a quello positivo
non vi può essere vera tutela dei diritti perché questa è legata al principio di rigidità
costituzionale secondo il quale tutti i poteri compreso quello legislativo sono subordinati alla Costituzione
JEAN BAPTISTE GREUZE Condorcet XVIII secolo
GIRONDINI E GIACOBINI
incarnano due diverse anime della democrazia
Girondini
sono eredi dell’illuminismo
di Voltaire e Diderot
SONO DEMOCRATICI FEDERALISTI
vogliono democrazia moderna rappresentativa
E NON DIRETTA
sono a favore di SCIENZA
PROGRESSO
INDIVIDUALISMO E MERCATO

il loro leader è CONDORCET unico enciclopedista a partecipare


alla rivoluzione con ruolo di primo piano
raffinato costituzionalista
affascinato dall’esperimento americano
SI BATTE PER L’ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITÙ E
PER I DIRITTI DELLE DONNE
ANONIMO Ritratto
di Robespierre
GIACOBINI
sono eredi di Rousseau
costituiscono il PRIMO ESEMPIO DI Partito dei puri
DI GNOSI RIVOLUZIONARIA
la quale si fonda sull’idea che l’umanità sia divisa in TRE GRUPPI 1. un
ristretto gruppo di depositari
del sapere rivoluzionario 2. LA MASSA CORROTTA MA REDIMIBILE DEL POPOLO
3. gli agenti corruttori che vanno estirpati senza pietà
sono democratici radicali
ammirano la democrazia degli antichi
propugnano la democrazia diretta
esaltano la purezza rivoluzionaria

sono ostili alla modernità e al mercato


propongono una avanzata legislazione sociale

il loro leader è MAXIMILIEN ROBESPIERRE


grande oratore generoso rivoluzionario
il suo pensiero e la sua azione sono però improntati al fanatismo politico
rivendica francamente IL TERRORISMO COME PRINCIPIO DI GOVERNO
sostiene che il terrore è imposto dalle «circostanze» create però dai rivoluzionari
il terrore è a suo parere necessario per il trionfo della rivoluzione
afferma che il governo rivoluzionario deve essere guidato da virtù e terrore
HERCULE DE ROCHE Benjamin Constant 1830
BENJAMIN CONSTANT
Vita
Losanna 1767 Parigi 1830
partecipa alla rivoluzione francese su posizioni repubblicane filo-girondine
si oppone al governo di Napoleone Bonaparte
diventa leader dell’opposizione liberale
Opere considerate
Principi di Politica 1806
La libertà degli antichi paragonata a quella dei
moderni 1819
Concetti
il tema ricorrente della riflessione politica di Constant
è la difesa della libertà individuale da ogni ingerenza da parte del potere politico
egli elabora compiutamente l’idea liberale di libertà libertà come assenza di interferenza
Concetti
accetta il principio della sovranità popolare
CONCEPISCE LA LIBERTÀ POLITICA COME GARANZIA DI QUELLA INDIVIDUALE
rimane ostile all’allargamento democratico del suffragio
è un feroce critico del giacobinismo e delle sue premesse settecentesche

autore dalla sensibilità romantica sviluppa un rapporto complesso con


l’eredità illuminista

è favorevole all’idea di progresso e ritiene che l’illuminismo abbia


avuto il grosso MERITO DI PORRE ALL’ATTENZIONE I DIRITTI SOGGETTIVI
ritiene che la cultura illuminista non abbia ben chiarito
i confini dell’autorità sociale in vista della promozione della libertà personale
alcuni illuministi come Rousseau e Mably erano perfino nemici della libertà
l’illuminismo ha trasmesso alla rivoluzione francese questo suo ambiguo rapporto col potere
La rivoluzione francese ha riprodotto questa ambiguità

Constant elabora l’interpretazione della RIVOLUZIONE FRANCESE come evento che ha


avuto due fasi distinte
I’89 LIBERALE dove ha prevalso l’eredità di Voltaire
il ‘93 giacobino dove si è imposto il pensiero di Rousseau
JEAN-LOUIS DAVID Napoleone varca le Alpi 1801
Principi di politica
in vista della creazione di una società libera
Constant reputa che la dottrina della divisione dei poteri elaborata da
Montesquieu non sia sufficiente
essa serve a dividere i poteri ma non dice nulla su quali materie
la società non ha diritto di legiferare

per Constant esistono «materienelle quali il legislatore non ha diritto di


legiferare, o, in altri termini, vi sono parti dell’esistenza individuale sulle
quali la società non ha diritto ad avere una volontà»

Constant critica anche la dottrina della sovranità assoluta di Rousseau


La sovranità assoluta è incompatibile con la libertà
Rousseau non ha distinto tra titolarità della sovranità ed esercizio del potere
la sovranità è un concetto astratto mentre coloro che concretamente
governano sono sempre una minoranza che va controllata
LA SOVRANITÀ È UN PRINCIPIO DI GARANZIA NON DI LIBERTÀ è utile per capire chi
deve comandare non quanto potere deve avere chi comanda
Occorre LIMITARE IL POTERE DI QUALUNQUE GOVERNANTE anche se questo
governante è il popolo
«l’assioma della sovranità del popolo non aumenta in nulla la somma delle libertà
individuali; se non si ricorre ad altri principi per determinare l’estensione di questa
sovranità, la libertà può essere perduta, malgrado il principio della sovranità popolare o
proprio a causa sua»
frontespizio di un testo di Constant
l’autorità sociale va limitata essa deve esercitarsi su materie predeterminate
DIFESA GIUSTIZIA OPERE PUBBLICHE
deve incontrare una barriera insormontabile
NELLE LIBERTÀ DEI SINGOLI E
NEI DIRITTI DELLE MINORANZE
la libertà «è ciò che gli individui hanno diritto di fare
e che la società non ha diritto di proibire»

La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni


per gli antichi la libertà coincideva con l’esercizio diretto della sovranità
era possibile grazie a
PICCOLO TERRITORIO SCHIAVI GUERRA
Unica eccezione Atene che coltivava la libertà individuale anche perché era guidata da uno
spirito mercantile e non dallo spirito bellicista che contraddistingueva le altre poleis

per i moderni la libertà consiste in


LIBERTÀ INDIVIDUALE pacifico godimento di alcuni diritti
più libertà politica esercitata in forma rappresentativa
rischio della libertà dei moderni è che completamente assorbiti dalla sfera privata i
cittadini rinuncino ad esercitare i loro diritti politici la perdita della libertà politica rischia di causare la
fine di quella individuale
ALEXIS DE TOCQUEVILLE
Vita

Parigi 1800 Cannes 1859


di origine aristocratica
la sua famiglia è perseguitata durante il regime del Terrore
CARRIERA NELLA MAGISTRATURA
1830 si reca negli Stati Uniti con l’amico Philippe de Beaumont per studiare il
sistema penitenziario americano
tornato in Francia diventa leader della corrente liberale in Parlamento

Opere considerate
Democrazia in America
1835 prima parte
1840 seconda parte
THÉODORE CHASSERIAU Alexis de Tocqueville 1850
Concetti
Tocqueville si definisce un «liberale di tipo nuovo»
vale a dire un liberale aperto alle istanze democratiche
che tenta di coniugare i principi del liberalismo con quelle della democrazia

dal suo soggiorno di 9 mesi in America ricava


la sua opera politica più famosa
NELLA QUALE RIFLETTE SUI PREGI E SUI LIMITI DELLA DEMOCRAZIA

Democrazia in America prima parte


è uno dei primi studi europei sulla democrazia americana
l’osservazione della realtà americana porta Tocqueville
a formulare la PREVISIONE che a causa della spinta verso l’eguaglianza
che attraversa la società moderna

la democrazia è il destino ineluttabile del mondo


Tocqueville rimane colpito dall’eguaglianza delle condizioni che contraddistingue la
società americana diversamente dall’Europa dove le differenze cetuali
continuavano ad essere importanti
WILLIAM J. BENNET New York 1830

oggi
PREGI DELLA DEMOCRAZIA AMERICANA
vitalità della società civile
mobilità sociale
autonomia amministrativa / decentramento
sistema giudiziario garantista
COSTITUZIONE E CORTE SUPREMA
LIMITI DELLA DEMOCRAZIA AMERICANA
tirannide della maggioranza esercitata sul pensiero
abbandono della sfera pubblica
Democrazia in America seconda parte
rivolta prevalentemente alla realtà
europea
esprime una visione più pessimista sugli esiti
ultimi dello sviluppo democratico
la democrazia può degenerare in
un conformismo di massa
una forma di accentramento politico e amministrativo
quale mai si era dato in precedenza
UN EGUAGLIAMENTO IN BASSO DELLA SOCIETÀ

tutto ciò potrebbe portare alla creazione di un nuovo dispotismo


Tocqueville è critico anche nei confronti dell’industrializzazione
pur nemico del nascente socialismo denuncia l’alienazione prodotta nella nuova classe operaia
dall’organizzazione del lavoro ed è critico verso la classe degli imprenditori
frontespizio della prima edizione della prima parte della Democrazia in America
PIERRE-JOSEPH PROUDHON
Contesto storico
sviluppo del movimento socialista
Ogni dottrina politica sorge per rispondere principalmente a una domanda
LIBERALISMO quanto potere bisogna assegnare a coloro che comandano?
risposta un potere limitato
Democrazia chi è il titolare legittimo della sovranità?
risposta il popolo

il socialismo nasce a metà del XIX secolo per rispondere a questa domanda
come è possibile dar vita a una società
socialmente più giusta?
il socialismo è stato un movimento molto complesso attraversato da istanze spesso antitetiche
tra le varie correnti vanno individuate le seguenti

Socialismo riformista socialdemocrazia il socialismo alla lunga storicamente vincente trova un


compromesso tra la democrazia liberale e le istanze socialiste
nasce spesso come sviluppo del socialismo rivoluzionario p.e. dell’anarchismo e del marxismo in Italia il
socialismo democratico nasce dall’anarchismo in Germania dal marxismo
Socialismo rivoluzionario vuole abbattere lo Stato liberale e capitalista e instaurare una società
radicalmente socialista
Giuseppe Pellizza da Volpedo Il quarto stato 1901
Tappe del socialismo
anni ‘40-’60 sviluppo di movimenti e partiti socialisti
1864-1876 Prima Internazionale scontro tra anarchici e
marxisti
1870 Comune di Parigi
1889-1914 Seconda Internazionale socialdemocratica
1892 fondazione del Partito Socialista Italiano
1905 fallita rivoluzione russa

1917 Rivoluzione russa


1919-43 Terza Internazionale comunista
1921 fondazione del Partito Comunista d’Italia
1936 Rivoluzione spagnola

Proudhon vita e opere


Besançon 1809 Passy 1865
Che cos’è la proprietà? 1840
Del principio federativo 1863
GUSTAVE COURBET Pierre-Joseph Proudhon
Concetti
pensatore originale
unico grande teorico del socialismo di origini proletarie
Ideatore della teoria del valore lavoro in ambito socialista

il suo pensiero evolve dall’anarchismo


al socialismo liberale e al federalismo
DALLA CRITICA DELLA PROPRIETÀ PRIVATA PASSA A CONCEPIRE LA
PROPRIETÀ COME ESPRESSIONE DI LIBERTÀ E NECESSARIO CONTRAPPESO
AL POTERE PUBBLICO

fondatore della teoria anarchica ma anche iniziatore della


corrente del socialismo liberale e democratico
È IL PRIMO AUTORE AD USARE LA PAROLA ANARCHIA assenza di autorità
in senso positivo
sostiene che il vero socialismo si darà in una società non solo di eguali ma anche di liberi
una società senza Stato in cui i lavoratori
autogestiranno la produzione
frontespizio di
Che cos’è la
proprietà?
Una volta risolte le cause del conflitto che sono principalmente di ordine economico sarà possibile
organizzare in senso orizzontale la società perché non sarà più necessario
un apparato repressivo-coercitivo
per Proudhon non
è della libertà che bisogna aver timore
bensì dello Stato che è il vero fautore del caos sociale
l’unico vero ordine si potrà dare in una società senza Stato

lo Stato non è il garante della libertà è la sua negazione


sostiene che la proprietà privata si basa sul furto della «forza collettiva» degli operai
gli operai non vengono corrisposti per la forza collettiva che generano col loro lavoro
eccedente rispetto alla somma delle singole forze individuali
ma per il lavoro singolarmente prestato
Proudhon è CONTRARIO AL COMUNISMO E AL MARXISMO
prevede gli esiti dispotici dell’applicazione delle idee comuniste

nella fase della maturità Proudhon arriva alla conclusione che le contraddizioni sociali non
possono essere superate una volta per tutte dallo sviluppo sociale
L’ANARCHIA DEVE DIVENTARE UN IDEALE REGOLATIVO
concretamente la società dovrà darsi una forma di regolazione politica
il federalismo ed il decentramento del potere uniti al mutualismo economico sono per
Proudhon le migliori approssimazioni politiche all’anarchia
politicamente la società dovrà essere federalista
economicamente dovrà sviluppare una forma di mercato socialista
KARL MARX
Vita
Treviri 1818 Londra 1883
esponente della sinistra hegeliana pensatore tra i maggiori dell’Ottocento
organizzatore rivoluzionario Marx elabora una forma di socialismo da lui
definita «scientifica»
in polemica contrapposizione alle altre forme di socialismo

la sua teoria comunista è la più famosa nella storia umana

dalla sua dottrina si è sviluppata come deviazione eretica del suo pensiero
una corrente socialdemocratica
ma anche quella corrente rivoluzionaria che, fattasi Stato con Lenin,
Stalin e Mao ha portato alla costruzione di un potere totalitario ed
economicamente fallimentare
Opere considerate
Manifesto del Partito comunista 1848
Il Capitale 1867-1910
Foto di Karl
Marx 1875
Concetti
Marx elabora una prospettiva filosofica che Antonio Labriola e Giovanni Gentile hanno definito
filosofia della prassi
per Marx infatti la filosofia non può limitarsi a contemplare il mondo
deve trasformarlo
la filosofia marxiana è stata altresì definita
MATERIALISMO STORICO E DIALETTICO
materialismo storico
Per Hegel la storia è storia dello Spirito Marx rovescia questa posizione la storia è
storia dei fattori materiali i fattori culturali sono una proiezione di quelli materiali
la stessa sfera politica, Lo Stato, è pensata come una sovrastruttura
espressione della struttura materiale della società
Marx concepisce il rapporto struttura sovrastruttura
in termine tendenzialmente deterministici
fondamento della realtà sono i fattori di produzione
MODI DI PRODUZIONE forme che l’organizzazione del lavoro e la produzione
assumono in società e tempi storici diversi
CLASSI SOCIALI date dalla posizione di un gruppo sociale in rapporto ai mezzi di produzione
Mezzi di produzione strumenti e macchinari utili alla produzione
… e dialettico
Marx riprende da Hegel l’idea che la realtà è il prodotto di una contraddizione ossia di uno scontro dialettico
tra due momenti antitetici la tesi e l’antitesi posta dalla stessa tesi
Diversamente da Hegel Marx concepisce la tesi e l’antesi come momenti concreti come classi sociali che si
contrappongono nella storia generando una continua lotta di classe
di qui l’idea che la violenza sia la «levatrice della storia»
frontespizi del Manifesto e del Capitale
La lotta di classe è per Marx la lotta
tra le due principali classi presenti in una società
quelle detentrici dei mezzi di produzione lottano per conservare i privilegi
quelle che utilizzano i mezzi di produzione in funzione subordinata
lottano per impadronirsi dei mezzi di comunicazione

questa lotta ha portato nel corso della storia le classi dominate a divenire classi dominanti e a generare altre
classi dominate in un processo continuo che avrà termine solo nell’età moderna con la
contrapposizione tra i capitalisti e i proletari

MARX NON HA INVENTATO IL CONCETTO DI LOTTA DI CLASSE


l’ha concepito originalmente perché solo Marx tra i teorici del socialismo
concepisce la lotta di classe in termini apertamente millenaristi e
apocalittici
come lotta dicotomica tra due classi che porterà alla ineluttabile vittoria della classe proletaria

per Marx l’età moderna è l’età dell’apogeo e della caduta della borghesia
della classe dei capitalisti
nell’epoca moderna i proprietari dei mezzi di produzione i capitalisti
sfruttano gli operai in quanto non li pagano per l’effettivo lavoro svolto
ma unicamente perché per il loro sostentamento e la loro riproduzione
attraverso questo furto legalizzato si determina il profitto del capitalista
alienazione operaia i proletari sono alienati a causa dello sfruttamento economico delle
forme schiavistiche e militarizzate di lavoro e della loro estraneazione rispetto sia al processo produttivo che al
prodotto stesso
Prima tessera del P.S.I.
l’evoluzione del capitalismo porterà ad uno scontro sempre accentuato tra i capitalisti e i proletari
si determinerà

una polarizzazione di classe tutte le classi si ridurranno alle due principali


la caduta tendenziale del saggio di profitto a causa della necessità di
investire sempre più capitale sui macchinari i capitalisti vedranno ridursi il loro profitto

IL CAPITALISMO CROLLERÀ SULLE SUE CONTRADDIZIONI


dopo aver condotto la sua analisi secondo una prospettiva tendenzialmente
determinista Marx immette un concetto volontarista
il capitalismo crollerà da sé
Il comunismo sarà invece il prodotto
dell’azione del partito comunista
i proletari presa coscienza del fatto di essere l’unica classe portatrice di valori universali
e organizzatisi in partito una volta crollato il sistema capitalista si
impadroniranno del potere instaurando una dittatura
per Marx ogni forma di Stato è una dittatura in quanto espressione di un dominio di classe pertanto anche quello
proletario sarà dittatoriale Marx tuttavia invita i proletari a usare metodi terroristici molto violenti contro i
loro nemici di classe

Attraverso la dittatura il partito comunista sconfiggerà il proprio nemico di classe e trasformerà i


rapporti di produzione ultimata in senso socialista la trasformazione dei rapporti di
produzione lo Stato si estinguerà e si perverrà alla fase del comunismo vero e proprio
la società senza classi che costituirà l’ultimo stadio dell’umana convivenza
lo scontro tra Marx e Bakunin
protagonisti della Prima Internazionale
In due rappresentazioni satiriche
Alcune aporie del marxismo
Il marxismo si presentava come scienza
Marx sovrappone il piano dell’essere e quello del dover essere
considera il comunismo contemporaneamente una aspirazione e l’ineludibile esito della storia
la scienza non può derivare i suoi teoremi
da imperativi categorici ma solo da imperativi ipotetici
la morale non può essere ricavata dalla scienza
le proposizioni prescrittive non possono essere tratte da quelle descrittive

Marx fonda la sua filosofia su materialismo e dialettica


è un ossimoro perché il materialismo viene presentato da Marx come realtà
non contraddittoria e contemporaneamente contraddittoria

Marx concepisce la sovrastruttura come espressione della struttura


perché allora scrive che lo Stato ha generato il capitalismo e genererà il comunismo?

Il comunismo viene presentato da Marx come società libera «da ognuno


secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni»
ma chi stabilirà nel comunismo quali saranno i bisogni e le necessità? in base a che parametri?

La società libera, senza Stato, viene presentata come il prodotto della massima
concentrazione mai verificatasi nella storia umana di potere
politico ed economico nello Stato
Un po’ di ironia: Harpo, Chico e Groucho Marx
Gli unici Marx che non sono stati smentiti dalla storia!
«l’essenza della libertà è sempre stata nella capacità
di scegliere come desideriamo scegliere, per l’unica
ragione che questo è il nostro desiderio, senza
venire inghiottiti in qualche immenso sistema;
e nel diritto di opporsi, di essere impopolari, di
difendere le nostre convinzioni solo perché sono le
nostre convinzioni. È questa la vera libertà, e senza
di essa non esiste nessuna specie di libertà, e anzi
neppure l’illusione della libertà»
Isaiah Berlin