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35.

L’equilibrio macroeconomico
• Considerando il livello generale dei prezzi come variabile,
dobbiamo ridefinire il concetto di equilibrio nel mercato dei
beni
• Ora l’equilibrio è una coppia Pil reale (Y) e livello generale
dei prezzi (P) tali che
– La spesa è uguale al Pil stesso
– L’insieme delle imprese ritiene profittevole produrre esattamente quel
Pil
• Graficamente, si tratta di trovare l’intersezione fra le curve di
domanda e di offerta aggregate
• Sinteticamente, i dati che determinano Y e P sono quindi:
– La spesa autonoma, la propensione marg al consumo e ad importare, la
pressione fiscale, la ricchezza finanziaria nominale (compresa la
quantità di moneta)
– I salari nominali, i prezzi delle materie prime importate, il grado di
progresso tecnologico e organizzativo (anche nelle infrastrutture ecc.)
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• Una variazione di uno di questi “dati” ha in generale un effetto
sia sul Pil reale che sul livello dei prezzi. Questo effetto si può
studiare attraverso gli spostamenti delle curve di domanda e di
offerta aggregate
• La AD si sposta verso l’alto e a destra quando
– Aumenta la spesa autonoma (es. più spesa pubblica, più investimento,
più esportazioni…)
– Aumenta la propensione marginale a spendere (es. più credito al
consumo, minor pressione fiscale, più competitività internazionale,
aumento dello stock nominale di moneta,…)
• (Nei casi opposti si sposta verso il basso e a sinistra)
• L’effetto di questo spostamento è un incremento sia del Pil
reale che del livello generale dei prezzi
• La misura relativa di queste due variazioni dipende
dall’inclinazione della curva di offerta aggregata

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• Uno shock dal lato dell’offerta (aumento dei salari nominali o
del prezzo delle materie prime; oppure, con effetti opposti,
progresso tecnologico e organizzativo) si esprime con uno
spostamento della curva di offerta, come sappiamo
• L’effetto qualitativo su Y e P è ora diverso: ad es. un aumento
dei salari nominali fa diminuire Y e aumentare P
• La misura relativa dei due effetti ora dipende dall’inclinazione
della curva di domanda aggregata
• Però le variazioni dal lato della domanda e da quello
dell’offerta possono dipendere le une dalle altre.
• In particolare un’espansione della domanda, determinando un
incremento del Pil e dell’occupazione, può determinare un
aumento dei salari nominali: alla fine, quasi tutto l’effetto
iniziale si “scarica” sui prezzi

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prezzi

P*

AD

Reddito reale
Y*

4
prezzi

E1
P1
E0
P0
AD1

AD0

Reddito reale
Y0 Y1

5
prezzi

E1
P1
P0 E0

AD

Reddito reale
Y1 Y0

6
prezzi

E2
E1

E0
AD1

AD0

Reddito reale