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1.

Presentati

Eccomi! Mi chiamo Davide Amati, ho 22 anni e sono un vostro parrocchiano, nato e cresciuto nel quartiere
di San Pietro Piturno. Dal 1 novembre 2017 ho intrapreso un percorso serio di discernimento vocazionale
con i Missionari del Preziosissimo Sangue ad Albano Laziale per entrare, nel mese di settembre del 2018,
nel Seminario Maggiore, iniziando così un cammino di sequela insieme a Leonardo e ad altri ragazzi,
provenienti da ogni parte d’Italia. Attualmente vivo a Roma e studio teologia presso la Pontificia Università
Gregoriana.

2. Cosa è cambiato nella tua vita da quando hai intrapreso questo cammino? Cosa ha comportato fare
questa scelta alla tua età?

Non è semplice fare una scelta così radicale a soli 19 anni: sei piccolo, non hai esperienza ma, nonostante
fossero tanti i condizionamenti che mi convincevano ad accontentarmi di una vita mediocre, ho deciso,
grazie anche all’aiuto del mio Padre spirituale, di dare una svolta alla mia vita. Perché? Avevo fatto una
semplice e bella esperienza: mi sono sentito amato, mi sono sentito figlio di qualcuno (Dio) che mi vuole
esattamente così come sono, con le mie fragilità, i miei peccati e le mie debolezze che, da tanto tempo,
volevo nascondere agli altri per paura di essere giudicato. Il cammino del Seminario, in risposta a quel Gesù
che mi chiama, mi ha aiutato proprio a prendere in mano la mia vita, a conoscere maggiormente me stesso
per essere in grado di affidare tutto quello che sono, il bello e il brutto, il bene e il male, i punti deboli e i
punti di forza al Signore. Prima di diventare Sacerdoti e Missionari, siamo chiamati a coltivare, in modo
vero, la nostra umanità! Sono veramente felice perché vivo con tanti ragazzi che, come me, sono dietro a
Gesù: sbagliamo, impariamo e sbagliamo di nuovo con la certezza che, nonostante tutto, Colui che ci ha
chiamati mai ci abbandonerà. È questa la certezza per noi cristiani, non dimentichiamolo nemmeno in
questo tempo così difficile.

3. Come si svolge la tua giornata all’interno del seminario?

La giornata di noi seminaristi si svolge intorno alla preghiera e allo studio, i due cardini della nostra crescita
e formazione. Fin dal mattino, con le lodi mattutine comunitarie, affidiamo la nostra giornata alla
protezione del Signore, per poi seguire le lezioni di teologia all’università: di alcune materie che ho studiato
in questo primo semestre, è stato importante approfondire la conoscenza dei Padri della Chiesa, della Sacra
Scrittura, in particolare i libri del Pentateuco e i Vangeli per poi soffermarsi su ciò su cui si basa la nostra
fede: la Rivelazione di Dio in Gesù Cristo. Nel pomeriggio, dopo il tempo libero dedicato al riposo, all’attività
fisica e a qualche nostro hobby (io, personalmente, amo suonare la chitarra), ci dedichiamo principalmente
allo studio e alla lettura, ma anche all’approfondimento di ciò che ha colpito la nostra sensibilità. La sera,
dopo la Celebrazione eucaristica, centro del nostro essere discepoli alla sequela di Gesù, e la preghiera dei
Vespri, è dedicata alla comunità, un aspetto della nostra formazione che non possiamo trascurare: siamo
chiamati, oggi da seminaristi e un domani da Missionari legati dal vincolo della carità, a intrecciare relazioni
vere, serie e durature, esercitandoci così nella pazienza e nella difficile “arte dell’ascolto”, tanto cara al
nostro Papa Francesco. Come contorno a tutto ciò, ma non meno importanti, gli incontri di formazione con
il nostro Rettore o altri sacerdoti esperti, l’Adorazione eucaristica e in particolare la Via Crucis in questo
tempo di Quaresima, per poterci preparare seriamente al momento culmine della nostra vita cristiana: la
Pasqua!

4. Vuoi lasciare un messaggio ai lettori di Kerygma e un augurio ai parrocchiani per l’imminente


Pasqua?

Credo che l’augurio più bello che possa fare alla mia Parrocchia sia quello di vivere questa Pasqua in un
modo vero, profondo e non superficiale: non comportiamoci come le donne la mattina di Pasqua che, per
paura, fuggono via dal Sepolcro (Cf. Mc 16,8). Chiediamo al Signore di non avere paura, di non rinchiuderci
nelle nostre case ma sappiamo, nel rispetto di tutte le norme, essere PROSSIMI a chi in questi giorni è più
solo e non ha neppure un po’ di compagnia. «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi
miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Nella speranza di poterci scambiare gli auguri di
persona, BUONA PASQUA …e pregate per me!