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‘Blues Brothers’: Jake ed Elwood

raccontano per la prima volta la nascita del


loro cult
Prima dell'inizio delle riprese del film di John Landis nel
luglio 1979, 'Rolling Stone' trascorre alcuni giorni tra live,
sbronze e acidi saliti male con la super band. Un viaggio
fuori di testa per scoprire dall'interno i segreti di un mito,
con una domanda sullo sfondo: perché John Belushi e
Dan Aykroyd sono sempre nei paraggi?
di
TIMOTHY WHITE 


Dan Aykroyd e John Belushi nel 1980
Foto: United Archives/ullstein bild via Getty
Questo articolo viene pubblicato sulle pagine di Rolling Stone nel 1979, qualche mese prima
dell’inizio delle riprese del film di John Landis The Blues Brothers a luglio. Timothy White,
storica firma musicale di RS, segue i fratelli Blues durante concerti nei locali newyorkesi e
party selvaggi e strappa loro qualche scoop sul plot della pellicola (poi divenuta un autentico
cult). Con una domanda sullo sfondo: ma che ci fanno gli attori Dan Aykroyd e John Belushi
sempre nei paraggi?
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***
Ecco la dura verità: ogni povero stronzo bloccato in questa vita di merda deve avere qualcosa
con cui passare il tempo, una soul band che sappia fare musica, un posto all’altezza dove bere
con i propri ritmi e dove fare le cose in completo relax.
Si tratta di una visione dolce, ma non è il quadro generale. Sfortunatamente il quadro generale
è che ci sono una quantità di teste di cazzo, di cadaveri meschini e coglioni ripuliti là fuori, per
cui una benedizione del genere sarebbe sprecata. Ci sono persone che non sanno riconoscere il
divertimento neanche se gli venisse sbattuto in faccia. Per questo motivo, credo che la maggior
parte delle persone che vivono in case lussuose tipo quelle di Turtle Bay a Manhattan non
dovrebbe mai venire a conoscenza di un angolo di paradiso come il leggendario nascondiglio
della Grande Mela di Jake e Elwood: il Blues Bar.
Turtle Bay è un’enclave fredda e scontrosa nell’East Side, dove ogni sabato sera sembra di stare
in uno di quei classici cocktail rettiliani del martedì in cui gli antipasti non vengono nemmeno
toccati, dove il vino bianco acido va giù come l’idraulico liquido e le modelle schiamazzanti
fanno audizioni perenni per sedersi sulle gambe di un riccone. “Che meravigliosa vetrina di
gente spregevole”, sto pensando tra me e me, quando il mio bonario amicone Miami mi
trascina in un angolo e mi dice che è tempo di passare attraverso questo mortorio e andare
dove la gente sa come prendersi bene.
“Dove?”, lo sfotto. “Al Blues Bar”, sussurra un po’ disperato. “Eh?”. “Sai, il ritrovo di Jake e
Elwood”. “Jake ed El… oh, intendi i Blues Brothers!”, mi illumino al ricordo del loro sfrenato
trattamento di Soul Man al Saturday Night Live di quella sera. “Si fermano in qualche posto in
città? Vuoi dire che c’è davvero un Black Rhino Club?”
“Nah”, sibila, “la cosa di Rhino è solo un numero dello show. Ma Jake ed Elwood si scatenano al
Blues Bar certi notti, e questa è una di quelle notti!”. “Dov’è questo posto?”. “Vedrai”.

La corsa verso la nostra destinazione è un lungo, burrascoso percorso attraverso alcuni


quartieri piuttosto brutti. Alla fine accostiamo davanti a questo piccolo saloon con le finestre
nere come la pece. “Non c’è nessuno qui intorno. Questo posto è stato chiuso per anni”,
protesto, mentre Miami mi spinge fuori dal taxi. “Questo è quello che pensi, amico”, ridacchia,
“Big Jake ci ha chiamato!”.
Quando la porta si spalanca, mi riprendo in un attimo. In lontananza sulla soglia c’è un
figaccione con la t-shirt striminzita e gli occhiali da sole: il tipo fa vedere dei bicipiti, che hanno
la dimensione della mia vita. È Matt “Guitar” Murphy, un tempo membro del gruppo di James
Cotton e ora al fianco di Steve “The Colonel” Cropper nella band dei Blues Brothers.
“Avanti, Miami,” ride Murphy, “e porta il tuo amico buffo. La birra è ghiacciata e stasera
abbiamo un bel Snug-Geets qui dentro”. “Snug-Geets?”. “È il modo in cui Matt chiama le sue
donne”, spiega il mio amico mentre balliamo in ogni centimetro della piccola e accogliente
stanza. Un jukebox con ogni dentro ogni singolo blues e R&B suona una melodia di Sam &
Dave e le pareti sono intonacate con istantanee sbiadite dei Blues Brothers, che posano davanti
alla maggior parte delle stazioni di servizio, delle strade e delle prigioni tra New York e Calumet
City, Illinois. Nella maggior parte delle foto i due minacciano qualcuno, o vengono minacciati,
con una pistola.
“Chi ha scattato queste foto?.” Miami mi guarda come se fossi un idiota. “I fan, chi altro?”. “E
chi lo vuole sapere?”, ruggisce una voce dietro di me.

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