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Durante tutto l’Ottocento e i primi del Novecento gli istituti di educazione e di

correzione furono organizzati su regole carcerarie pittosto coercitive;

Fino all'emanazione del codice zanardelli nel 1889 che sostituì il codice penale
SARDO

Per il codice sardo il minore di 14 anni, che avesse agito senza discernimento, non era
passibile di pena e, in caso di crimine o delitto, poteva, a discrezione dell'autorità
giudiziaria, essere consegnato ai genitori o ricoverato in uno stabilimento pubblico di
lavoro;

Il Codice Zanardelli poneva delle distinzioni: l’età minima per l'imputabilità venne
fissata a nove anni, quindi quasi nell'infanzia (art. 53); fra i nove e i quattordici
anni il ragazzo era imputabile, ma solo nel caso in cui il Magistrato, o, ne avesse
accertato il 'discernimento' (art. 54); dai quattordici ai diciotto anni era ugualmente
imputabile, nel senso che si partiva dalla presunzione di imputabilità (art. 55);Se il
minore era ritenuto imputabile, veniva assoggettato a pene diminuite, e lo stesso
regime era previsto per il minore di ventuno anni.

Il principio del 'discernimento' del minore al momento della commissione del fatto,
in base al quale si stabiliva l'imputabilità, si basa sulla Scuola Positiva che tese
sempre a focalizzare l'attenzione sulla necessità di individualizzare le pene, attraverso
l'instaurazione di un sistema penale concentrato sull'esame dell'individuo, più che sul
reato. Ciò presuppose, anche, che divenisse indispensabile la figura del medico,
quale ausiliario del giudice

Nel 1904 ci fu un nuovo regolamento penitenziario in cui si inizia ad affrontare il


problema della devianza giovanile, non più esclusivamente in termini di
contenimento e repressione, quanto, piuttosto, nel senso dell’educazione e della
riabilitazione;

Però in realtà non ci fu attenzione al singolo poi nel 1908 fu emanato il CODICE
PENALE ORLANDO in cui

Il giudice non doveva limitarsi ad accertare il fatto delittuoso , ma doveva indagare


sulla situazione personale e familiare del piccolo imputato, il tenore e le condizioni
di vita i luoghi e le compagnie che frequenta,il carattere di coloro che su di lui
esercitano la potestà patria e tutoria, i mezzi eventualmente adoperati per ritirarlo
dalla via del pervertimento, di tutte insomma quelle notizie che possono dare un
criterio esatto delle cause dirette o indirette,

Questo portò poi alla costruzione del tribunale die minori

era diviso in 3 libri e fu un compromesso tra le due scuole, Si delineò una netta
distinzione tra i soggetti che erano da considerarsi in condizioni di normalità
biologica e psichica e quelli che erano in condizioni valutate di non normalità
biologica e psichica: per i primi (di cui era presunto il libero arbitrio e, quindi,
l’imputabilità) la pena assolveva a una funzione soprattutto retributiva; ai secondi
(libero arbitrio/l’imputabilità doveva essere provata), la pena, sotto forma di misura
di sicurezza, acquisiva funzioni terapeutiche e di difesa sociale

elevò il limite per la presunzione di non imputabilità assoluta, dai 9 ai 14 anni;

Dai 14 ai 18 anni il minore venne ritenuto imputabile solo se in possesso della


capacità di intendere e di volere;

Dai 14 ai 18 anni: la capacità di intendere e di volere non è presunta, ma deve


essere accertata caso per caso con l’ausilio della 'scienza positiva'; la pena, in caso di
condanna, è comunque diminuita;

Dai 18 anni l'imputabilità era sempre presunta.

Venne inoltre introdotta come pena alternativa la LIBERTà CONDIZIONALE

cioè trascorrere la pena in libertà vigilata e il PERDONO GIUDIZIALE che consiste


al rinvio a giudizio o eliminazione della condanna quando anche se accertata
l'imputabilità il ragazzo è alla sua prima esperienza e ha una condanna minore di 2
anni .

Dagli anni 70 un importante innovazione fu apportata dall'anitpsichiatria che con la


legge BASAGLIA abolì i manicomi partendo dall'idea che le persone avevano
bisogno di socializzare .

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