Sei sulla pagina 1di 12

Le Clou GIORNALE UNIVERSITARIO

Anno 2021 - n.2

LA SPERANZA CHE CI ANIMA


L’anno accademico è finito, ma non la speranza che ci significhi amare la persona prima ancora che i suoi gesti o i
anima: vivere umanamente significa sperare che qualcosa suoi orientamenti, dei rischi che un simile provvedimento
cambi, innanzitutto in noi. Abbiamo atteso che la tempesta comporta. Un’amica palestinese ci ha raccontato cosa
pandemica passasse, eppure il ritorno alla normalità è significhi vivere la speranza cristiana dentro le prove
forse troppo poco rispetto all’attesa reale che ci domina. di una guerriglia che non sembra dar tregua al popolo
Il tema di questo numero è la speranza, ma non una palestinese, mentre la Cina persiste in una persecuzione
speranza vaga, astratta: è una speranza che parte dal cristiana che passa in sordina, e in Francia un odio
desiderio di comunicare come la presenza di Cristo possa collaterale all’inneggiata laicità emerge con inquietante
oggi cambiare realmente la vita dell’uomo, dentro ogni violenza. Infine il nostro sguardo si è volto verso le nostre
esistenza, anche quando chi detiene il potere cerca di Università, e verso di noi: cosa possiamo davvero sperare
isolare queste voci fuori dal coro. che cambi in questo tempo? Cosa è cambiato e cosa ci
In questo numero tratteremo del DDL Zan, di cosa aspetta?
Giornale Universitario Regionale

Focus on
DDL ZAN: DISINFORMAZIONE O
DISCRIMINAZIONE?
Art. 1 comma 1 lettera d): “Per identità di genere si In questo caso i dubbi sorgono spontanei:
Il Disegno Di Legge della XVII legislat- intende l’identificazione percepita e manifestata di sé la questione sollevata dall’articolo ha con-
ura, presentato al Senato della Repubblica in relazione al genere, anche se non corrispondente al
seguenze forti anche e soprattutto in ambito
sesso, indipendentemente dall’aver concluso un per-
con il numero 1052, noto soprattutto gra- corso di transizione”. educativo ed espressivo. Fino a che punto un
zie al nome del suo relatore, il deputato educatore può sbilanciarsi su certe questio-
Alessandro Zan, sta facendo discutere ni? Quanto è libero di esprimere le proprie
in relazione al sesso ma slegandola da qual-
tutta l’Italia: da mesi veniamo informati idee? Per evitare fraintendimenti scendia-
siasi identità biologica palese che ogni uomo
(o disinformati) sul suo contenuto. Quasi mo subito nel concreto con un esempio: un
possiede. In questo modo non esisterà più
ogni giorno siamo “spettatori” di dibattiti professore che all’interno della sua classe,
l’identificazione nei due generi di “uomo” e
televisivi e giornalistici incentrati su una durante un dibattito sull’omosessualità, dà
“donna”, identificabili dai connotati che nat-
legge che richiede, in realtà, tutto il nos- voce ai principi della fede che professa (fede
uralmente sono specifici di uno o dell’altro,
tro “protagonismo”. È per questo motivo che prevede la naturale unione tra uomo e
ma si ammetterà la possibilità di scavalcare
che vogliamo provare a dare un giudizio donna), affermando il valore di ciò, senza
la biologia umana con un intervento di
critico, per evitare di essere succubi di espressioni di odio, sarà condannato perché
cambiamento radicale e artificiale, sog-
un pensiero dominante che ci propina non allineato a questo confusionario disegno
getto alla semplice percezione prevalente
idee e ideologie già preconfezionate. di legge? Chi decide, dunque, che il mio dis-
nell’animo umano. Si potrà parlare in futuro
Vogliamo porci domande, chiederci corso è condannabile e ne decideanche il mo-
di sesso biologico e naturale? Perché, se nes-
se, davanti agli episodi discrimina- tivo? Si prospetta una più grande preoccu-
suno deve essere discriminato sulla base del
tori di stampo sessuale che si verificano pazione: che questa ferrea categorizzazione
suo orientamento sessuale, nella legge si im-
quotidianamente nel nostro paese, (es- (pro/contro, bianco/nero, giusto/sbagliato)
pone l’accettazione di altri elementi che non
sendo tutti concordi sul fatto che non si supportata da un’ideologia di Stato, porti alla
riguardano questo aspetto?
può andare avanti così) il cosiddetto “ddl fin fine ad intaccare la tutela della pluralità di
Zan” sia davvero la risposta a tutti questi opinioni e la libertà di esprimerle, senza pau-
Art. 4 comma 1: “Ai fini della presente legge, sono
problemi.Ci viene subito da fare una fatte salve la libera espressione di convincimenti od ra di meccanismi sanzionatori che potrebbe-
domanda: tra quelli che hanno pre- opinioni nonché le condotte legittime riconducibili
ro generare intolleranza. Lo abbiamo detto e
so posizione sul tema, quanti effettiva- al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte,
lo ripetiamo: quanto più il tema si fa urgente
purché non idonee a de terminare il concreto pericolo
mente hanno, non solo letto, ma studiato del compimento di atti discriminatori o violenti”. tanto più è necessario avere uno sguardo
gli articoli della legge in questione? Fatte capace di vedere l’intero e di non irrigidirsi
queste domande, ci sembra che valga nel particolare. Quelli riportati sono solo dei
Chi deciderà quali saranno le condotte
la pena soffermarsi su un puntocardine, frammenti del disegno di legge in questione
legittime riconducibili al pluralismo delle
che convogli all’unità tutto: il tema della e le domande che ci siamo posti toccano solo
idee? Facciamo un esempio: una parte del-
persona. Si tratta innanzitutto di sottolin- alcuni dei punti interessati, ma la domanda
la popolazioneitaliana rimane fermamente
eare il valore della persona, senza riduz- fondamentale che ha guidato la stesura di
attaccata al concetto oggi definito di “fami-
ioni o caratterizzazioni di ogni sorta. La questo piccolo articolo, lo ripetiamo, è sem-
glia naturale”. Questo concetto è davvero
persona non è un’etichetta ed è per sua pre stata questa: la persona in quanto tale
superato, “tradizionale” e datato? Non è
natura refrattaria a qualsiasi definizione ha un valore? Sottolineiamo, con questo, il
semplicemente una presa d’atto della realtà?
che la riduca o la imprigioni in categorie. disagio per una nuova ideologia “appiccica-
La famiglia, intesa come unione di uomo e
È necessario, infatti, liberarsi dall’osses- ta” al codice penale. Quello che è necessario
donna legati dal vincolo del matrimonio, è
sione di mettere il cartellino ad ogni es- ribadire è una posizione contro ogni forma
davvero qualcosa di obsoleto? Moltissimi
pressione dell’esistenza. Sulla difesa della di violenza nei confronti della persona, non
studi testimoniano che nell’educazione dei
persona contro ogni violenza e discrim- una “verità di Stato” affermata per legge.Per
figli è fondamentale la presenza di un padre
inazione (v. art. 604bis del codicepenale) concludere, vogliamo riportare una frase
e di una madre e non di due padri o di due
non si può non prendere posizione a del cardinal Bagnasco, che esplicita meglio
madri: chi rimane convinto di questa idea e
favore. La persona non è una cosa o un la nostra posizione: “È la lettura ideologi-
ne parla apertamente, deve essere punito per-
oggetto che possiamo violare o dominare. ca del genere-una vera dittatura-che vuole
ché crea un concreto pericolo di compimento
Partendo da un tema così portante come appiattire le diversità, omologare tutto fino a
di atti discriminatori?
quello della persona, dell’identità, è nec- trattare l’identità di uomo e donna come pure
essario alimentare un dialogo e un con- astrazioni. Viene da chiedersi se si vuole fare
Art. 7 comma 1: “La Repubblica riconosce il giorno
fronto, nonuno scontro che tende più ad 17 maggio quale Giornata nazionale contro l’omofo- della scuola dei campi di rieducazione, di in-
immobilizzare e a paralizzare il dibattito. bia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di
dottrinamento”.
promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione
C’è, infatti, il rischio che, con l’obiettivo nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazi-
di porre rimedio ad un’ingiustizia, se ne oni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale
inneschino di nuove, altrettanto gravi e e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di G. Pisano, P. Caocci,
eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Cos-
odiose. tituzione”. Art. 7 comma 3: “Le scuole [...] nonché le P. Delogu, F. Demontis
FOCUS GIURIDICO. In questo punto altre amministrazioni pubbliche provvedono alle attiv-
ità di cui al precedente periodo compatibilmente
si è voluta fare una precisazione, mai fatta con le risorse disponibili a legislazione vigente e,
nella giurisprudenza pregressa, sul con- comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica”.
cetto di “identità di genere” indicandola
come una semplice percezione dell’uomo
2
Giornale Universitario Regionale

Attualità
MORTE AI FASCISTI!
“Morte ai fascisti!”. Questo è il grido dei pregando che la polizia ci permettesse di Cristo che ha vinto sul male. Chiediamo
«manifestanti communards», un grido che uscire». Monsignor Aupetit ha protestato solo di poterlo fare in pace nel rispetto
è stato preludio all’escalation di violenza sulla stessa testata: «La violenza cieca che delle nostre istituzioni e dello Stato di
verso 300 fedeli francesi in una processione questi pellegrini hanno subito da parte degli diritto che garantisce piena libertà di
regolarmente autorizzata e svoltasi il “antifascisti” è assolutamente inaccettabile culto e protegge tutti i suoi cittadini».
29 maggio 2021 per commemorare i 50 in uno Stato di diritto», contestando il fatto
martiri della Comune di Parigi fucilati in che a garantire la sicurezza del corteo A. Pinna
rue Haxo il 26 maggio 1871. Quando il erano soltanto due poliziotti, dimostrando
pacifico corteo è giunto al cimitero di Père che «la sicurezza di questa marcia non
Lachaise, alcuni dei “communards” sono era evidentemente una priorità per la
passati alla violenza fisica: pugni, sassi e prefettura». Nella conclamata Europa dei
bottiglie di vetro sono stati scaraventati diritti e delle libertà per tutti, sembrano però
contro i manifestanti. Un fedele è stato avvenire certi paradossi: perché la libertà
addirittura portato in ospedale con gravi di espressione e aggregazione dei cristiani
ferite alla testa. Gli avvenimenti hanno sembra non debba essere adeguatamente
costretto i manifestanti a rifugiarsi nella tutelata, alla stregua di altri soggetti sociali?
vicina chiesa di Nostra Signora della Perché gesti di violenza gratuita simili
Croce. L’organizzatore della processione passano in sordina? Conclude Monsignor
racconta al Figaro: «abbiamo atteso Aupetit: «Vogliamo testimoniare l’amore di

CINA: TRA PERSECUZIONI


E LIBERTÀ
Alcuni drammi passano spesso in seminaristi nella diocesi di Xianxiang a Stato che, perpetrata con violenza, vuole
sordina, inascoltati dai media e trascurati causa della loro disobbedienza verso il inutilmente sussumere tutto l’umano,
dall’opinione pubblica. Mentre la controllo politico statale sulla Chiesa. Ciò oppure il mettere in gioco lo scatto della
cristianità occidentale oggi fa i conti con ci ha interrogato non solo per l’indifferenza propria libertà. E guardando la nostra
un’indifferenza penetrata fin nel midollo, comune per eventi forse scomodi, ma anche realtà ci chiediamo: dove sta la libertà?
capace di rendere l’uomo uno sconosciuto perché, nonostante questa indifferenza, ci Nello stare tranquilli senza porsi mai
a se stesso e al mondo che lo circonda, sembra emerga inesorabile l’affermazione davvero davanti al significato della
l’oriente sembra far i conti con un di un Ideale. L’esser cattolico in Cina senza propria vita, senza mai chiedersi se esista
dramma ben diverso: le persecuzioni nei appartenere alla Associazione Patriottica qualcosa per cui val la pena consegnare
confronti dei cristiani nell’evolutissima Cinese fa fare un salto indietro di 2000 anni, la propria vita? O forse è più libero chi,
Cina. Da ultimo ci ha interrogato l’arresto, nella Roma dei primi secoli, tra martìri e tra persecuzioni e innumerevoli paure,
effettuato da parte di 100 poliziotti barbarie. Oggi come allora si prospetta la trova il coraggio di affermare qualcosa di
armati, di un vescovo, 7 sacerdoti e 10 scelta tra il sottostare ad un’ideologia di più forte anche della propria paura?
3
Giornale Universitario Regionale

UNISS VS UNICA:
Unive
Università
LA RIAPERTURA DELLE BIBLIOTECHE
Sin dall’entrata in vigore della cosiddetta
fase due, l’Università degli Studi di
rimane la medesima del 17 Maggio:
la biblioteca è aperta ma solo ed UN GIUDIZIO
RAPPRESENTA
Sassari non ha saputo organizzare la esclusivamente in orari limitati.
riapertura delle biblioteche e degli Speriamo che si provveda subito ad

LA PERSONA?
student hub. Sebbene sia stato sempre una riapertura di tutte le biblioteche
considerato un problema di secondo d’ateneo nei modi consoni, per
piano, per gli studenti non è affatto tale, salvaguardare il diritto allo studio.
anzi. Tra mille vicissitudini si arriva E a Cagliari? Che impatto ha Dal 4 dicembre 2020 è stato introdotto
al 17 Maggio, giorno fatidico in cui avuto il Covid nella riapertura delle il giudizio descrittivo nella valutazione
le biblioteche riaprono, ma con orari biblioteche? Possiamo dire che sin della Scuola Primaria. Questa
molto stringenti che non aiutano e non dall’inizio della fase 2 l’Università di valutazione si colloca in un’ottica
facilitano quello che è il nostro dovere: Cagliari ha permesso un graduale di inclusività e valorizzazione delle
la biblioteca più grande dell’ateneo, per ritorno alla normalità. Dapprima solo differenze individuali.
esempio, viene aperta tre giorni su sette i laureandi, i dottorandi e i ricercatori Si articola in 4 livelli che sostituiscono
e solo per due pomeriggi. hanno potuto usufruire delle sale i voti numerici: avanzato, intermedio,
lettura, ma dopo poco tempo, con base, in via di prima acquisizione.
periodi alternati tra ingresso libero Ogni livello viene a sua volta articolato
e prenotazione obbligatoria, tutti gli in 4 dimensioni che spiegano
studenti hanno ripreso a frequentare concretamente cosa descrive ciascun
uno dei luoghi che caratterizzano la livello: si valutano la tipologia della
vita universitaria. Solo con l’ingresso in situazione, le risorse utilizzate, se c’è
zona rossa l’accesso alle biblioteche ha continuità nell’apprendimento e se
subito nuovamente delle restrizioni, a l’alunno è autonomo. Questo permette
causa però di un decreto ministeriale. una maggiore oggettività, rendendo
Per ciò che concerne gli orari la valutazione comprensibile anche ai
d’apertura, inizialmente questi erano genitori e agli altri insegnanti.
limitati alla mattina per 5 giorni a Uno dei limiti della valutazione
settimana, così da evitare possibili tradizionale è infatti la scarsa
contagi in un periodo delicato come oggettività perché non è chiaro cosa si
le prime riaperture. Successivamente, vada a valutare; i saperi sono molteplici,
sono stati estesi a tutto il pomeriggio ma spesso si dà maggior peso a quelli
La biblioteca non solo è un luogo in e solo recentemente, grazie alla nozionistici, perché più facilmente
cui gli studenti hanno occasione di rappresentanza, si può studiare in osservabili. In questo modo non si tiene
conoscersi, ma è soprattutto un luogo biblioteca anche il sabato. conto di tutto il processo cognitivo che
fondamentale per la salvaguardia del La riapertura delle biblioteche è c’è dietro al risultato finale: per esempio,
diritto allo studio. stata molto importante per tutti gli in un problema matematico un risultato
Si pensi che L’ISTAT, ad esempio, ha studenti, in particolare per chi non sbagliato non è per forza dovuto a un
pubblicato uno studio sperimentale in ha la possibilità di studiare a casa, in ragionamento sbagliato, è necessario
cui afferma che, in media, il 25% degli un luogo silenzioso, e soprattutto per capirne la dimensione.
studenti dell’Università è costituito i fuori sede. Inoltre, la biblioteca è il La valutazione deve essere intesa non
da fuori sede che non sempre sono in luogo fulcro di un incontro con l’altro come il momento finale nel processo
condizione di studiare nella propria che non vuole morire, quasi a voler di apprendimento, nel quale viene
abitazione; ma si pensi anche agli gridare “noi ci siamo”. Grazie alla attribuita un’etichetta, ma come un
studenti in sede che, a causa della pandemia abbiamo avuto la conferma sostegno prima, durante e dopo.
pandemia, si trovano a coabitare con di come il rapporto e la presenza reale Quindi l’alunno viene aiutato a
i propri genitori e a lavorare in smart dell’altro siano necessari nella nostra guardare al suo percorso, capire dove è
working, o ancora, si pensi a quelli che vita. Abbiamo sentito il bisogno di una arrivato e quanto manca alla meta, che è
hanno fratelli e sorelle studenti, proprio vita comunitaria, una vita basata sul sempre diversa per ognuno. È una sfida
come loro. dono reciproco di sé: una vita nuova e la valutazione non deve mai essere
Attraverso i rappresentanti degli che ti permette di non vivere per te un limite che impedisce la crescita
studenti, sono state molteplici le volte in stesso, ma di vivere per l’altro. dell’educando.
cui ci siamo fatti sentire dagli organi di
competenza in merito alla riapertura e P. Delogu, G. D’Amico C. Marceddu
alla ripresa della normale attività nelle
biblioteche (chiaramente con le dovute
precauzioni); ad oggi però la situazione

4
Giornale Universitario Regionale

ersità • LA VERA UNIVERSITÀ:


PRESENZA O ONLINE?
La situazione sanitaria in netto mi- go in cui instaurare relazioni concrete? ridotta a un mero esamificio, un luo-
glioramento fa sperare che il ritorno in Il cardinal Newman, nei suoi Scritti go di solo apprendimento accademico,
aula di tanti studenti possa avvenire in sull’Università, ribadiva come lo scopo perché è innanzitutto un ambiente di
tutta sicurezza. In tante università italia- dell’Università non sia far nascere nuovi rapporti, di relazioni umane che for-
ne, si è, dunque, posto il problema della geni, leaders politici o autori immortali, mano la persona, di amici che sono un
didattica a distanza e della sua perma- ma «formare personalità mature, dotate sostegno nella fatica di ogni giorno.
nenza come modalità di insegnamento. di libertà, equità, moderazione, calma e Nella prospettiva di una permanenza
Di fronte a questa possibilità, la maggio- saggezza». Per Newman l’Università si della DAD come strumento di inse-
ranza degli studenti si è espressa a favo- distingue dall’istruzione perché non è gnamento, ci sembra, quindi, impor-
re della didattica a distanza, invece, solo il luogo dell’erudizione, anche se in essa tante sottolineare che, per quanto rap-
una piccola fetta preferisce il ritorno in si acquisisce un crescente numero di in- presenti un aiuto, la DAD non debba
presenza. formazioni, perché l’erudizione non ha essere sostitutiva, ma additiva rispetto
Le ragioni che portano a preferire la la capacità di formare la persona, né di ad una vita universitaria che ha come
DAD riguardano in generale una mag- coltivare la sua intelligenza. L’Univer- fine la formazione di uomini liberi.
giore fruizione del servizio, grazie a sità, infatti, non può e non deve essere
un minor dispendio di tempo, soldi ed A. Caocci, B. Dessì
energie. Infatti, una studentessa madre
di famiglia ha più possibilità di seguire
le lezioni online di un corso di laurea
piuttosto che in presenza. Oppure uno
studente fuorisede può seguire le lezio-
ni online da casa, senza spostarsi, così
come gli studenti lavoratori possono sal-
vaguardare il lavoro e frequentare l’uni-
versità in contemporanea. D’altra parte,
però, c’è chi non dispone degli strumenti
adatti per potere seguire le lezioni onli-
ne (pc, connessione, spazi silenziosi) e
c’è chi, poi, ritiene che seguire in aula
favorisca minori distrazioni. Inoltre, chi
per la prima volta si affaccia al mondo
universitario è desideroso di conoscere
l’ambiente più che accademico, sociale
che ruota attorno all’università, ovvero
il rapporto con i colleghi e tutto ciò che
ne deriva.
È difficile giudicare quale delle due
posizioni sia la più corretta, piuttosto,
bisogna chiedersi: che cos’è realmente
l’Università? Si tratta solo di un appro-
fondimento culturale oppure di un luo-

AD AGRARIA AL CENTRO C’È LA PERSONA


Nasce nel dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari il umani dell’ONU, nonché dalla Carta dei diritti fondamentali
Comitato per le Diversità e l’Accoglienza (DIVA) un progetto dove dell’UE.
al centro vi è la persona nella sua interezza. Lo scopo del comitato La campagna di sensibilizzazione è già partita con la stampa
è quello di abolire ogni forma di discriminazione e promuovere di cinque poster che, affissi nella facoltà, mostrano i volti delle
il rispetto del valore unico della persona nella sua unicità ed persone, dei docenti, dei lavoratori e degli studenti con uno slogan
irripetibilità affinché nessuno si senta escluso o emarginato chiaro e potente: “Non fermarti alla apparenza, guarda il cuore”.
per qualsiasi ragione. L’iniziativa ha l’intento di fornire spunti A settembre verrà divulgato anche un questionario dove si
di riflessione che favoriscano il riconoscimento della vita del potranno rilevare le discriminazioni, ma anche i sogni e le
singolo e la tutela dei suoi diritti umani di libertà, di espressione esigenze dei nuovi iscritti.
e di realizzazione, come sancito dall’articolo 3 della Costituzione
italiana, dall’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti Alice Palimodde

5
Giornale Universitario Regionale

Cultura
C’è uno sport che sta spopolando...
in facoltà non si parla d’altro,
è il padel, nato in Argentina
e oramai diffuso fino alla Cina
che si giochi al chiuso o all’aperto
per principiante e per esperto
servono solo una pallina e una racchetta
se non ci credi guarda la vignetta!
Basta appena un torneo universitario
per vivere un momento straordinario
perchéla miglior strategia
è divertirsi in compagnia,
quattro pareti per fare la storia
il nostro premio è la gloria,
match, set e game
nell’olimpo della hall of fame.
Un grazie va a ogni tifoso,
cori e striscioni, è favoloso.
E che sia padel, tennis o volano
mens sana in corpore sano!
M. Orrù F. Demontis P. Lubinu

L’INFERNO È SENZA GLI ALTRI


Il problema della libertà e della felicità è uno dei più dibattuti nel corso di tutta la
filosofia, fino ad oggi. Jean Paul Sartre è certamente uno dei personaggi che più ha vissuto
questo dramma. Il filosofo francese si inserisce perfettamentenel solco di una corrente
di pensiero che intende la libertà come assoluta privazione di legami con qualcosa che
la precede. Ovvero, per essere libero l’uomo non deve avvertire la dipendenza da nulla,
bensì, ogni azione umana deve essere frutto di un’azione istintiva e impetuosa, priva di
una direttiva di partenza.Allora per l’uomo che si affaccia sul mondo si aprono un’infinita
serie di possibilità, a cui può attingere come meglio crede. Diventa padrone di sé, slegato
da ogni vincolo, relazionale, moraleo religioso, unico dio per sestesso. Ecco che subentra
la famosa frase sartriana “l’inferno sono gli altri”. Vale solo il dio più forte che con la
forza si afferma sugli altri, e anche l’amore diventa impossibile. L’unica possibilità di
essere felice, libero, per l’uomo, diventa l’uomo medesimo. Ma lo stesso Sarte, avverte
che l’uomo, nella sua umanità è limitato, mortale. Qualsiasi scelta si faccia, si va verso la
morte, a cui l’uomo non può porre rimedio. “Questa libertà somiglia un poco alla morte”
(La Nausea).Allora cosa salva la vita? La certezza di una presenza, di una libertà con,
l’altro, da nemico, diventa qualcuno con cui condivido la vita. L’uomo si scopre libero
nella dipendenza da una presenza certa, salda,capace di orientare le scelte della vita. Una
relazione d’amore in grado di superare anche la morte.
S. Serra

LA RICETTA DEL FUORISEDE


• Ingredienti per 3 pizze:
400gr Farina 00; 100 gr farina Manitoba; 300 gr acqua; 10 gr olio; 10 gr sale; 2 gr lievito di birra; 1 cucchiaino miele
• Procedimento:
Miscela le farine in un vassoio e aggiungi l’acqua senza amalgamare; fai riposare il tutto per 1 ora, coperto dalla pellicola.
Sciogli il lievito in poca acqua, aggiungine una parte all’impasto e lavoralo dall’esterno verso il centro; dopo 10 min aggiungi
il restante lievito e ripeti; fai riposare per 15 min. Aggiungi miele e sale e lavora l’impasto finché non assorbe gli ingredienti; fai
riposare 10 min, aggiungi l’olio e ripeti. Fai riposare l’impasto per 1 ora, poi suddividilo in 3 panetti da 260 gr ciascuno e falli
riposare per 1 ora dentro il forno spento sopra delle teglie infarinate. Metti l’impasto in frigo per 15 ore e toglilo 2 ore prima
della cottura. Stendi ogni panetto sulla semola, allargandolo dall’interno verso l’esterno, poi cuoci la base su una padella per
crêpes; infine, aggiungi il sugo e inforna nel punto più alto, in modalità grill a 250°, fino a cottura.
G.Pisano, A. Pinna
7
Giornale Universitario Regionale

Porta la
speranza
EDUCARE AI GRANDI IDEALI
Paragoniamo lo studente ad un bambino intelligente ragazzi non diventano moventi credibili, perché essi
che in una stanza trova sul tavolo una grossa sveglia; si riscoprono incapaci di una fedeltà al richiamo. Perché,
è curioso, perciò la afferra e pian piano la smonta tutta; infatti, impegnarsi? Cosa si può scoprire per me? C’è qual-
alla fine, davanti a sé, ha cento pezzi. È stato veramen- cosa per cui valga la pena fare una fatica? Sempre Giussani
te bravo, ma a questo punto si smarrisce e piange; ha lì scrive: “I richiami etici particolari non sono nient’altro
tutta la sveglia, ma la sveglia non c’è più. Gli manca l’i- che applicazioni contingenti di leggi universali ed eterne,
dea sintetica per ricostruirla. Così al giovane di ieri e di di ideali permanenti: è proprio questa grandezza ciò per cui
oggi manca una guida che lo aiuti a scoprire quel senso lo spirito dell’uomo è fatto [...] È solo il brillare di ideali che
unitario delle cose, senza il quale egli vive uno smar- lo può sempre, almeno un poco, commuovere, che può
rimento, più o meno cosciente, ma sempre logorante. ottenere la sua stima e farlo agire.” Educare significa, eti-
L’esempio riportato è di don Luigi Giussani. Risale agli mologicamente, “portar fuori” (e-ducere): è solo per un’at-
anni ’60, ma ci scuote e provoca ancora perché sembra trattiva verso qualcosa di grande che il giovane può “venir
calzante per i giorni nostri. I giovani camminano in uno fuori”. La differenza tra istruire e educare sta tutta qui: nel
smarrimento, in strade incerte, e crescono nell’atmosfe- primo caso si cerca di “metter dentro” la testa dello studente
ra scettica che li circonda e li omologa. Dunque “come nozioni, concetti, schemi; nella seconda si cerca di coinvol-
ci si può lamentare che i ragazzi non riescono più a co- gerlo nell’appassionata ricerca delle cose, nel significato del-
struire? – domanda Giussani – ma che cosa e su cosa?”. la realtà. È chi educa colui che,in primis, deve impegnarsi
L’adulto non è più compagnia alla vita del giovane, per- con serietà con le domande che costituiscono il nucleo
ché non è capace di intuire i disagi e le sofferenze di ogni autentica educazione, che hanno anche a che fare
che animano l’ancora piccolo (ma destinato a diventare col significato di ciò che l’insegnante porta in classe come
grande) cuore del ragazzo. “Quel che atterra i nostri proposta agli alunni. Sembra che ci sia, oggi, più che
figli, quel che toglie loro qualsiasi energia positiva, una crisi dei giovani, una vera e propria crisi educativa,
quel che li rende tetri e annoiati e, dunque, dispo- dove il maestro non riesce a comunicare la scoperta di que-
nibili alle trasgressioni più atroci, è la mancanza sti ideali come qualcosa di concreto, di possibile per me e
di speranze condivise. Speranze che molto prima di quindi per te. In un ambiente in cui manca sempre di
essere di natura economica, sono di natura ideale, più la fiducia e la certezza circa il significato della vita, è
nutrimento e carburante indispensabile per i giovani”. necessario riscoprire e guidare verso quell’atteggiamento di
Scrive così Isabella Fedrigotti sulla mancanza di spe- speranza, vero carburante nella libertà educativa, in gra-
ranze e di ideali condivisi. L’umanità del maestro, che do di smuovere le giovani generazioni verso un ideale
offriva ai discepoli un’ipotesi chiara nella vita, sembra da perseguire.
ormai scomparire. Limitarsi ad un richiamo teorico
circa il dover fare, risulta nella stragrande maggio-
ranza dei casi insufficiente. Per la maggior parte dei A. Pinna, P. Caocci

8
Le Clou Murale

«ora conosco la verità, perché


non sono mai stato così felice
come in mezzo a voi»
Le Clou Online Henryk Sienkievicz @leclouonline

Direttore Responsabile Enzo Tramontano Grafica e Impaginazione Gestione Abbonamenti


Giuliana Baccoli, Luigi Dessì, Sebastiano Mereu, Alberto Caocci, Valeria Marrone, Alessandro Salis
Gabriele Murgia, Lorenzo Perra, Sarah Vargiu
Le Clou CAGLIARI
Barbara Alba, Francesco Aracu, Maria Atzori, Giuliana Baccoli, Riccardo Cabiddu, Alberto Caocci, Piera Caocci, Giulia D’Amico, Silvia D’Andrea,
REDAZIONE Andrea Deidda, Benedetta Dessì, Luigi Dessì, Arianna Fenu, Asia Lai, Marco Manconi, Chiara Marceddu, Valeria Marrone, Matthias Maxia,
Maria Mereu, Sebastiano Mereu, Gabriele Murgia, Francesca Nieddu, Giacomo Pisano, Lorenzo Perra, Susanna Serra, Maria Tuveri, Sarah Vargiu
Registrazione Tribu-
nale di Cagliari n.36
del 20/10/1989
SASSARI
Editore: CLIO Soc. Martina Delogu, Paolo Delogu, Francesca Faedda, Marco Frau, Giulia Fresu, Pietro Lubinu, Marta Masala, Alessandro Pinna, Elena Pintus,
Coop. Alessandro Salis, Consuelo Serra, Michele Urgu, Riccarda Zappino
Sped. abb. post. -45%
- Art. 2 comma 20/b
legge 662/96 - Filiale I dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo (D. LGS 30/06/03 n. 196).
di CA
Inserto Le Clou - Giornale Universitario Regionale

Palestina:
delle persone che ti circondano: durante l’emergenza
Covid non pensavamo: “questo è musulmano o cristiano”,
lavoravamo secondo il nostro cristianesimo e così come
Gesù Cristo ci ha insegnato. Gesù quando è venuto qui

in guerra
non ha detto: “tu mi appartieni e tu no”, cercava i suoi
nemici e quelli che erano fuori strada, per riportarli
indietro. E questo è il modo in cui siamo stati cresciuti
qui. Non parlo solo della mia famiglia, parlo della

nella terra maggioranza dei cristiani di Betlemme: abbiamo un


cuore grande, siamo qui per aiutare molte persone. Così
ultimamente, per quello che è successo a Gerusalemme,

della pace
tutti siamo vicini a quelle famiglie. Immaginate che sono
arrivati e volevano cacciarli dalle loro case, le case dove
vivevano, dove vivevano i loro padri, dove vivevano i loro
nonni, e hanno detto: “quella non è la vostra terra, è la
nostra terra”. È davvero terribile, e questo è un piccolo
esempio recente, l’ho menzionato perché stiamo ancora
Intervista a Lina Raheel di Betlemme vivendo questa situazione, ne stiamo ancora soffrendo,
Lina Raheel è una donna palestinese che fa parte quindi queste azioni inducono la gente a lasciare il paese,
della comunità cristiana di Betlemme: è la direttrice del ad andare a cercare una vita decente da qualche altra
dipartimento dei servizi sociali all’ospedale pediatrico parte. Ecco perché il numero di famiglie cristiane sta
di Betlemme, ed è sposata, con tre figli. La abbiamo diminuendo in Terra Santa, perché vogliono vivere una
conosciuta l’anno scorso durante un viaggio in Terra vita in pace e senza oppressioni.
Santa, ed essendo stati colpiti dalle cose che ci ha detto Noi che rimaniamo ci sentiamo delle “pietre vive”,
sul loro modo di vivere, abbiamo deciso di porle delle perché siamo preziosi e chiamati a vivere in Terra Santa,
domande che ci stanno a cuore in relazione alle tensioni dove è nato Gesù Cristo, dove il cristianesimo originale
e agli scontri che stanno agitando il Paese, per avere una è nato. Siamo orgogliosi, sentiamo che molte persone
testimonianza vera di quel che si vive, per comprendere desidererebbero vivere dove viviamo noi. E credetemi,
cosa significhi essere cristiani in un luogo così difficile. parlando di me stessa, non mi sono mai sentita così
finché non ho incontrato i miei amici italiani, che quando
Siamo stati toccati da un dialogo avuto con te in Terra sono venuti qui, per il modo in cui si sono comportati
Santa, in cui ci hai detto che in un luogo in cui tutto sembra con me e con i miei amici, mi sono vista nei loro occhi
voler costringere a scappare, tu decidi di rimanere: perché? e ho apprezzato la mia vita. Perché qualsiasi vita tu viva,
diventerà una routine per te: passavo davanti alla Chiesa
Avete visto con i vostri occhi il checkpoint, il muro di della Natività molte volte al giorno. Ci andavamo durante
segregazione, dell’apartheid. E, anche se l’avete visto, non la festa, per andare in chiesa, ma è diventata una routine.
conoscete ancora la vita quotidiana dei palestinesi che Così non ho mai sentito il senso di essere cristiana vivendo
vivono in Terra Santa, siano essi cristiani o musulmani. accanto alla piazza della Natività, dove è nata l’origine del
Molti cristiani hanno lasciato la loro patria, cercando una cristianesimo, finché non l’ho visto negli occhi dei miei
vita decente e un futuro migliore per i loro figli. Non li amici, che me l’hanno ricordato, e questo è quello di cui
biasimo, perché qui in Palestina ci siamo abituati a vivere
giorno per giorno, perché non sappiamo cosa succederà
nel prossimo futuro. Vivere in uno stato sotto occupazione,
questa è la situazione. Non so se ultimamente avete visto
i notiziari, non solo sul Covid, ma anche su quello che
stava succedendo a Gerusalemme: stavano cercando di
cacciare le famiglie dalle loro case: è davvero folle. Questo
è proprio un modo per indurre i palestinesi, cristiani o
musulmani, a lasciare il paese e ad esasperarsi del modo
in cui viviamo qui, sotto un’oppressione quotidiana da
parte degli occupanti verso tutti i palestinesi.
Il punto è che bisogna essere cristiani non solo di
nome, ma anche con le azioni quotidiane nei confronti
Lina e la sua famiglia
1
Le Clou - Giornale Universitario Regionale Inserto

avevo veramente bisogno: non sentivo il valore di questa solo della comunità cristiana, ma anche della comunità
cosa, finché non è venuto qualcuno, amici italiani, che palestinese, sia cristiana che musulmana, impegnarsi
sono venuti in Terra Santa, che hanno avuto un contatto per cercare di essere cristiani nei nostri atti, verso tutti.
diretto con me e mi hanno fatto apprezzare quello che Non solo da cristiano a cristiano, ma da cristiano a
ho, mi hanno fatto ricordare che veramente io sono una musulmano, o a qualsiasi altra religione o razza. Questo ci
persona preziosa, che forse migliaia di persone nel mondo aiuterà a scoprire chi siamo, e a far sì che gli altri, che sono
preferirebbero essere al mio posto. diversi da noi, inizino ad aprire un dialogo con noi, anche
se non vogliono, per poter vivere in pace nella città della
Purtroppo questo sentimento non ha raggiunto molti pace. Perché se restassimo solo tra di noi, senza esporci
cristiani. Per questo vivono una vita distante, pensano a con altre persone, senza far sapere agli altri chi siamo,
cose materialistiche, vogliono emigrare in altri luoghi. non andremmo da nessuna parte. Questo è quello che
Questo continua ad accadere, e cosa succederà alla fece Gesù: andava dappertutto, stava con tutti i peccatori,
Terra Santa - e questa è la mia preoccupazione - se tutti come Zaccheo, la samaritana, Gesù andava da queste
pensiamo di lasciarla? Nessun cristiano rimarrà qui, nella persone. E secondo me questo è quello che dovremmo
casa del Cristianesimo: nella terra del Cristianesimo non fare noi: raggiungere le persone che sono diverse da noi,
troverete nessun cristiano. La gente verrà a visitare le far loro conoscere e vedere chi siamo. Ed è per questo che
chiese come se fossero dei musei. Quindi è per questo che siamo testimoni del Cristianesimo.
dobbiamo prenderci cura dei cristiani che vivono in Terra
Santa, perché sono i testimoni del Cristianesimo, i primi In questo periodo noi occidentali siamo bombardati
testimoni. E questi cristiani che vivono in Terra Santa, sia a dalle notizie sull’accrescersi delle tensioni tra Palestina e
Betlemme che in qualsiasi altro posto, devono conservare Israele; c’è in noi un bisogno di verità, di capire che cosa stia
la vita cristiana, non solo dicendo “sono cristiano”: i realmente succedendo, e ti chiediamo se puoi raccontarci il
nostri atti devono essere come una testimonianza per noi. tuo sguardo sulle cose che stanno accadendo.

Ecco perché il messaggio a tutti i cristiani di tutto Prima di tutto, sono d’accordo con te: c’è davvero un
il mondo, è di tenere d’occhio i cristiani che vivono in pregiudizio nelle notizie che arrivano in tutta Europa e
Terra Santa, di sostenere i cristiani, di essere accanto a negli Stati Uniti, ovunque nel mondo, che non presenta la
loro, almeno per non sentirsi soli. A proposito di tutti giusta realtà di ciò che sta accadendo. Avete sentito cosa
i cristiani, non solo in Palestina, ma in tutto il Medio sta succedendo a Gaza, dei missili su Gaza: non voglio
Oriente: ognuno ha la sua storia, la sua sofferenza, sia entrare nei dettagli, ma vi dico cosa sta succedendo
in Libano, in Siria, in Iraq, in tutto il Medio Oriente, i a Gerusalemme. La storia è semplice: la gente viveva
cristiani hanno i loro problemi. Stando insieme, possiamo nelle proprie case, quando è arrivata l’occupazione nel
superare molte difficoltà, stando insieme come cristiani, 1948, quando gli israeliani sono venuti in questa terra,
prima di tutto stando sotto l’ombrello della Chiesa, che e dicevano: “Dio ha promesso questa terra per noi”;
ci guida - che ci guida, questo è molto importante – e dicevano che questa terra era vuota. Nella Torah questo
secondo: facendo parte della comunità. E non parlo è ciò che affermano, che questa terra, la Palestina, era

«impegnarsi per
cercare di essere
cristiani nei nostri
atti, verso tutti. Questo
ci aiuterà a scoprire
chi siamo, e a far sì
che gli altri, che sono
diversi da noi, inizino
ad aprire un dialogo
con noi, per poter
vivere in pace nella
città della pace».
Manifestazioni a Gerusalemme
2
Inserto Le Clou - Giornale Universitario Regionale

una terra senza gente, così hanno deciso di venire qui e attraversare il checkpoint israeliano per andarci, devo
di costruire la loro terra. “Una terra senza gente per gente avere un motivo, devo mostrare il permesso. E questo è
senza terra”, questo è quello che sostengono, ma non è davvero apartheid. Quindi ci opponiamo, e ci battiamo
vero, perché quando sono arrivati in questa terra, molte contro l’apartheid, contro la brutalità dell’insediamento
persone vivevano qui, siamo noi l’origine di questo luogo. israeliano: dobbiamo lottare per la nostra presenza.
Dal ‘48, quando sono arrivati, gli israeliani hanno preso
una parte di Gerusalemme, e a quel tempo hanno cacciato Parlando dei cristiani, noi siamo l’origine di questa terra,
la gente. Non voglio entrare nei dettagli, ma ci sono perché qui è nato Gesù Cristo. La Terra Santa significa
milioni di rifugiati palestinesi in tutto il mondo e non molto per noi, perché questa è la nostra patria, la vostra
possono tornare nella loro patria. Sono stati cacciati dalle patria. Non solo la mia, perché sono nata qui, ma anche
loro case e ora sta succedendo lo stesso, a Gerusalemme. per voi, per ogni cristiano di tutto il mondo, per cui siamo
Gli israeliani sostengono che queste case, dove vivono responsabili di questa necessità di difenderci e di opporci
i palestinesi, sono state date ai palestinesi solo per un a tutte queste azioni che cercano di farci lasciare il paese.
certo tempo, quindi ora è il momento che le lascino, e Questo ci dà una responsabilità in più come cristiani,
questo non è affatto vero. Vogliono cacciarli dalle loro questo ci mette un peso in più, perché noi crediamo nella
case perché vogliono controllare tutta Gerusalemme. nostra vita. Anche se ci dicessero che non siamo di qui, o
Ora la città è divisa in Est e Ovest, e molti palestinesi altro, la mia nazionalità e il mio cristianesimo non posso
vivono nella parte est, dove stanno accadendo gli scontri. ignorarli. Non posso ignorare che Gesù è nato qui e, come
I palestinesi stavano difendendo la loro terra, si stavano cristiana, questa è la mia terra, questa è l’origine del mio
opponendo all’apartheid, contro la pulizia etnica – perché Cristianesimo. Ci opponiamo a qualsiasi azione che possa
è davvero una pulizia etnica: non vogliono i palestinesi, intaccare il Cristianesimo in Terra Santa. Essere forti è una
non gli importa se sei musulmano o cristiano, per loro sei sfida molto grande. Ecco perché nella mia esperienza ho
solo palestinese, e quello che è successo a Gerusalemme sentito di non essere sola quando ho incontrato persone
con queste famiglie può succedere in qualsiasi momento come voi, che sostengono i cristiani in Terra Santa. Per
anche con me, con la mia famiglia. venire qui pagate un sacco di soldi, prendete le ferie dalla
Vogliono eliminare i palestinesi, o ridurli il più possibile vostra università, gli adulti prendono le ferie dal loro
e controllare tutta la terra: questa è esattamente la realtà e lavoro, per vedere i cristiani della Terra Santa, le pietre
questa è esattamente la verità. Così il muro dell’apartheid vive della Terra Santa. Se non facciamo così, i cristiani,
che avete visto, il muro che circonda Betlemme, è perché con tutta questa oppressione, sentiranno di essere soli, e
vogliono controllare tutto il territorio, e così dividono la cercheranno una vita migliore fuori da questo paese. E
Terra Santa. Quando siete stati a Betlemme, se volevate questo non è bene, non ci sarà più la presenza dei cristiani
andare a Gerusalemme, che è solo a 8 km, voi potevate nella terra cristiana.
andare facilmente, mostrare il passaporto, attraversare il Questo è ciò che cerco di insegnare ai miei figli. Ho tre
checkpoint e in pochi minuti arrivare. Per me e per i miei figli, cerco di coltivare le radici del cristianesimo dentro
figli è una storia diversa: non posso andare a Gerusalemme di loro, e cerco sempre di dire loro che Betlemme non
quando voglio, devo avere un permesso speciale: se voglio è come qualsiasi altro posto nel mondo. Siamo potuti

«Il muro
dell’apartheid che
avete visto, è perché
vogliono controllare
tutto il territorio, e così
dividono la Terra Santa.
[...] dobbiamo lottare
per la nostra presenza».

Muro dell’apartheid
3
Le Clou - Giornale Universitario Regionale Inserto

andare in Italia come famiglia, negli anni passati, e in un Questa è una grande responsabilità, è una responsabilità
sacco di posti: erano così felici, hanno visto un sacco di sulle nostre spalle che non dobbiamo tenere per noi,
cose, e hanno sentito il profumo della libertà. La libertà dobbiamo diffonderla. E questo è molto importante, far
è molto importante, perché vivendo a Betlemme non ti conoscere la verità alla gente.
senti libero di fare quello che vuoi. Se domani mio figlio
volesse andare a Gerusalemme a vedere il Santo Sepolcro È vero quello che hai detto, che tu e noi non siamo soli,
o anche a trovare un amico, non potrebbe farlo. Quello e questa è la forza della nostra vita e della nostra fede.
che cerco di fare con i miei figli è cercare sempre di Vogliamo esprimere la nostra gratitudine. Penso che la
ricordare loro che siamo cristiani e vogliamo vivere in forza che tu hai in questa situazione difficile, ci spinga
modo cristiano. Nonostante ci sia il muro di segregazione, ad essere cristiani nella nostra realtà, che certamente non
ci siano molti checkpoint, frontiere, dobbiamo credere è una situazione di tensione, ma allo stesso tempo, tutti
nel nostro Cristianesimo, dobbiamo rimanere collegati hanno bisogno di incontrare Gesù, di avere la possibilità di
con persone come voi per darci sostegno, per aiutarci a stare con Lui.
superare queste difficoltà. Durante il Natale o la Pasqua,
otteniamo un permesso per andare a Gerusalemme, Siamo esseri umani, anche se non si hanno situazioni
così andiamo sempre insieme come famiglia. Cerco di difficili, a volte dobbiamo dire che affrontiamo cose nella
collegarli alle radici del cristianesimo: la chiesa della nostra vita che ci seducono, e possono portarci fuori
Natività a Betlemme, il Santo Sepolcro a Gerusalemme, strada, tenerci fuori dalla strada giusta. Così possiamo
e gli altri luoghi, la Via Dolorosa a Gerusalemme, tutto allontanarci. Ma avere amici intorno a te, avere amici veri
ciò aiuta a ricordare che Gesù era qui, camminava in intorno a te, ti riporterà sempre indietro. Uno può dire che
queste strade, e teneva la sua croce lungo la Via Dolorosa. non crede in Dio, che vuole un’altra vita, ma avere dei veri
Quindi, da cristiani che vivono in Terra Santa, dobbiamo amici intorno a lui lo riporterà sempre sulla strada giusta,
portare la nostra croce con orgoglio. Dico sempre ai miei gli amici ti mostreranno o ti ricorderanno la strada giusta,
figli che dobbiamo dire con orgoglio che siamo cristiani e questo è molto importante. Parlando di me, ho dei veri
e che viviamo una vita cristiana nella città dove è nato il amici in Italia, con i quali non ci vediamo da due anni
Re della pace. forse, ma siamo legati: non importa la distanza, perché c’è
Qualcuno che ci mette insieme, e questo è ciò che conta.
Grazie per questa opportunità e per le vostre domande. Questo è ciò che dobbiamo tenere a mente. Quando vi
Sentiamo che la nostra voce non viene ascoltata, e ho incontrati avete portato la felicità nel mio cuore: è
la propaganda non dice la verità, e la verità è molto stato solo per poche ore, ma avete lasciato un’impressione
importante nelle nostre vite, e attraverso di voi sono meravigliosa. E quando sono tornata a casa, l’ho detto
sicura che la gente sentirà la verità, attraverso il vostro ai miei figli, perché avete la stessa età dei miei figli, ho
articolo. Mi sento orgogliosa quando parlo della nostra parlato loro di voi, del vostro spirito, e questo è ciò che
vita, della nostra esperienza, della nostra testimonianza. voglio che i miei figli vedano e sappiano.
Mi piacerebbe che la mia voce potesse arrivare ovunque,
attraverso di voi, attraverso le nostre azioni come cristiani. Sapete, questo è molto importante e sono stata felice
di vedere giovani come voi venire in Terra
Santa, significa molto per noi: la nuova
generazione, i miei figli, pensano che per
andare in chiesa bisogni essere o persone
vecchie, o disperati. Quando vi ho visto
venire a Betlemme ed eravate un gruppo
abbastanza grande, una giovane nuova
generazione piena di speranza, di felicità,
sono tornata a casa e ho parlato di voi
ai miei figli e ho passato anche a loro un
messaggio di speranza. Vedete, quando
vediamo che la gente, giovane o vecchia che
sia, viene a Betlemme in cerca di cristiani
e vuole sentire la loro voce, significa molto
per noi. La vostra presenza nella nostra
vita è importante per noi. Questo è ciò
che vogliamo mantenere, e che vogliamo
conservare. Speriamo che dopo il Covid ci
incontreremo di nuovo!
Piazza della Natività, Betlemme 4