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LA LIRICA P E R PA D O VA

D E L TE AT R O LA FENICE
IN CD

WOLFGANG AMADEUS MOZART IL FLAUTO MAGICO


H E C TO R B ERLIOZ
ROMEO
ET JULIETTE

G IOVANNI PAISIELLO
IL RE TEODORO
IN VENEZIA

G IOACHINO R OSSINI
LA CENERENTOLA

G IOACHINO R OSSINI
L INGANNO FELICE

MONDO Verlags GmbH Cosimastrasse, 4 D-81927 M nchen


L. 1
MUSICA Tel. 0049 89 99750883 Fax 0049 89 99750884
5.0
00
(
E 7 IVA L
.75 . 60
0)
FONDAZIONE TEATRO LA FENICE DI VENEZIA

I L FLAUTO MAGICO
(DIE ZAUBERFLÖTE)
Wolfgang Amadeus Mozart ritratto da Doris Stock, Dresda 1789. Punta secca su tavoletta d’avorio.

2
FONDAZIONE TEATRO LA F ENICE DI VENEZIA

I L FLAUTO MAGICO
(DIE ZAUBERFLÖTE)

opera tedesca in due atti di


E MANUEL S CHIKANEDER

musica di

WOLFGANG AMADEUS MOZART

PALAF ENICE AL TRONCHETTO


Domenica 10 ottobre 1999, ore 17.00, turno A
Martedì 12 ottobre 1999, ore 20.00, turno D
Giovedì 14 ottobre 1999, ore 20.00, turno E
Sabato 16 ottobre 1999, ore 15.30, turno C
Domenica 17 ottobre 1999, ore 15.30, turno B
Martedì 19 ottobre 1999, ore 20.00, fuori abb.

3
——————

Edizioni dell’Ufficio Stampa


del TEATRO LA FENICE
Responsabile Cristiano Chiarot

Coordinamento musicologico e redazionale


Carlida Steffan

Ricerca iconografica
Maria Teresa Muraro

Copertina
Tapiro

Le foto dello spettacolo sono di


Graziano Arici

Pubblicità AP srl Torino

4
SOMMARIO

7
IL LIBRETTO

88
IL FLAUTO MAGICO IN BREVE

92
ARGOMENTO - ARGUMENT - SYNOPSIS - HANDLUNG

101
ANDREA CHEGAI
PER POCHI O PER TUTTI
CONSIDERAZIONI SUI LIVELLI DEL FLAUTO MAGICO

119
PIETRO CITATI
LA LUCE DELLA NOTTE

139
GIANFRANCO CAPITTA
INTERVISTA A STÉPHANE BRAUNSCHWEIG

145
LA LOCANDINA

147
BIOGRAFIE

5
Emanuel Schikaneder, autore del libretto del Flauto magico e primo interprete del ruolo di Papageno.
Vienna, Theater auf der Wieden, 30 settembre 1791.

6
I L LIBRETTO

IL FLAUTO MAGICO
(DIE ZAUBERFLÖTE)

opera tedesca in due atti di


E MANUEL S CHIKANEDER

7
DIE ZAUBERFLÖTE I L FLAUTO MAGICO
Eine deutsche Oper in zwei Aufzügen von Opera tedesca in due atti di
EMANUEL SCHIKANEDER EMANUEL SCHIKANEDER

Personaggi Personaggi

SARASTRO Baß SARASTRO basso


TAMINO Tenor TAMINO tenore
SPRECHER Baß ORATORE basso
ERSTER PRIESTER Baß PRIMO SACERDOTE basso
ZWEITER PRIESTER Tenor SECONDO SACERDOTE tenore
DRITTER PRIESTER Sprechrolle TERZO SACERDOTE voce recitante
KÖNIGIN DER NACHT Sopran REGINA DELLA NOTTE soprano
PAMINA, ihre Tochter Sopran PAMINA, sua figlia soprano
ERSTE DAME Sopran PRIMA DAMIGELLA soprano
ZWEITE DAME Sopran SECONDA DAMIGELLA soprano
DRITTE DAME Sopran TERZA DAMIGELLA soprano
ERSTER KNABE Sopran PRIMO FANCIULLO soprano
ZWEITER KNABE Sopran SECONDO FANCIULLO soprano
DRITTER KNABE Sopran TERZO FANCIULLO soprano
EIN ALTES WEIB (PAPAGENA) Sopran UNA VECCHIA DONNA (PAPAGENA) soprano
PAPAGENO Baß PAPAGENO basso
MONOSTATOS, ein Mohr Tenor MONOSTATOS, un moro tenore
ERSTER GEHARNISCHTER MANN Tenor PRIMO UOMO CORAZZATO tenore
ZWEITER GEHARNISCHTER MANN Baß SECONDO UOMO CORAZZATO basso
ERSTER SKLAVE Sprechrolle PRIMO SCHIAVO voce recitante
ZWEITER SKLAVE Sprechrolle SECONDO SCHIAVO voce recitante
DRITTER SKLAVE Sprechrolle TERZO SCHIAVO voce recitante

Priester, Sklaven, Gefolge Sacerdoti, Schiavi, Seguito

8
ERSTER AUFZUG ATTO PRIMO
[Ouverture] [Ouverture]

Das Theater ist eine felsige Gegend, hie und da La scena rappresenta un paesaggio roccioso,
mit Bäumen überwachsen; auf beiden Seiten qua e là ricoperto di alberi; ai lati vi sono balze
sind gangbare Berge; nebst einem ruden Tem- praticabili; inoltre un tempio austero.
pel.
[N. 1 - Introduzione]
[N. 1 - Introduction]
SCENA PRIMA
ERSTER AUFTRITT
TAMINO scende da una roccia in splendido abito
TAMINO kommt in einem prächtigen da caccia giavanese, con un arco ma senza
javonischen Jagdkleide rechts von einem freccia; un serpente lo insegue. (Indi le tre
Felsen herunter, mit einem Bogen, aber ohne damigelle.)
Pfeil; eine Schlange verfolgt ihn. (Später die
drei Damen.) TAMINO
Aiuto! aiuto! o io sarò perduto,
TAMINO Vittima destinata dell’astuto serpente –
Zu Hilfe! zu Hilfe! sonst bin ich verloren, Dèi misericordiosi! Già si avvicina!
Der listigen Schlange zum Opfer erkoren- Ah, salvatemi! Ah, proteggetemi!
Barmherzige Götter! Schon nahet sie sich!
Ach rettet mich! ach schützet mich! Cade svenuto; s’apre improvvisamente il por-
tale del tempio; escono tre damigelle velate,
Er fällt in Ohnmacht; sogleich öffnet sich die ognuna con una lancia d’argento.
Pforte des Tempels; drei verschleierte Damen
kommen heraus, jede mit einem silbernen LE TRE DAMIGELLE
Wurfspieß. Muori, mostro, per nostro potere!
Trionfo! Trionfo! È compiuta
DIE DREI DAMEN L’impresa eroica! Egli è libero
Stirb Ungeheu’r, durch unsre Macht! Grazie al valore del nostro braccio.
Triumph! Triumph! Sie ist vollbracht,
Die Heldentat! Er ist befreit PRIMA DAMIGELLA
Durch unsres Armes Tapferkeit. (osservandolo)
Un giovane incantevole, soave e bello.
ERSTE DAME
(ihn betrachtend) SECONDA DAMIGELLA
Ein holder Jüngling, sanft und schön. Così bello, come non ne ho mai visto uno.

ZWEITE DAME TERZA DAMIGELLA


So schön, als ich noch nie gesehn. Sì, sì, veramente! bello da farne un quadro.

DRITTE DAME A TRE


Ja, ja, gewiß! zum Malen schön. Se consacrassi il mio cuore all’amore,
Allora dovrebbe essere di questo giovane.
ALLE DREI
Würd’ ich mein Herz der Liebe weihn, Corriamo dalla nostra Sovrana,
So müßt’ es dieser Jüngling sein. Per comunicarle tale notizia.
Forse questo bel giovane
Laßt uns zu unsrer Fürstin eilen, Può darle la serenità perduta.

9
Ihr diese Nachricht zu erteilen. PRIMA DAMIGELLA
Vielleicht, daß dieser schöne Mann Dunque andate a parlarle,
Die vor’ge Ruh’ ihr geben kann. Mentre io rimango qui. –
ERSTE DAME
So geht und sagt es ihr, SECONDA DAMIGELLA
Ich bleib’ indessen hier. – No, no, andateci voi,
Io veglio qui su lui!
ZWEITE DAME
Nein, nein, geht nur hin, TERZA DAMIGELLA
Ich wache hier für ihn! No, no, ciò non può essere.
Lo proteggo io sola!
DRITTE DAME
Nein, nein, das kann nicht sein, A TRE
Ich schütze ihn allein! (ognuna fra sé)
Io dovrei andarmene! Oh, oh! che grazioso!
ALLE DREI Loro starebbero volentieri sole con lui,
(jede für sich) No, no! ciò non può essere.
Ich sollte fort! Ei, ei! wie fein!
Sie wären gern bei ihm allein, Che cosa non darei,
Nein, nein! das kann nicht sein. Per poter vivere con questo giovane!
Ah, lo avessi, così, tutto per me!
Was wollte ich darum nicht geben, Ma nessuna se ne va, e ciò non può avverarsi
Könnt’ ich mit diesem Jüngling leben! Al momento la cosa migliore è che me ne
Hätt’ ich ihn doch so ganz allein! [vada io.
Doch keine geht, es kann nicht sein. A te, giovane, bello e amabile,
Am besten ist es nun, ich geh’. A te caro giovane, addio,
Fino a quando ti rivedrò.
Du Jüngling schön und liebevoll,
Du trauter Jüngling, lebe wohl, Partono tutte e tre verso il portale del tempio,
Bis ich dich wieder seh’. che da solo si apre e si richiude.

Sie gehen alle drei zur Pforte des Tempels ab, TAMINO
die sich selbst öffnet und schließt. (si sveglia, guarda attorno intimorito)
Dove sono! È un sogno ch’io viva ancora?
TAMINO o una forza superiore mi ha salvato?
(erwacht, sieht furchtsam umher) (si alza, guarda intorno)
Wo bin ich! Ist’s Phantasie, daß ich noch lebe? Come? Il serpente maligno giace morto ai miei
oder hat eine höhere Macht mich gerettet? piedi?
(steht auf, sieht umher)
Wie? – Die bösartige Schlange liegt tot zu S’ode di lontano un piccolo flauto silvano, ac-
meinen füßen? – compagnato leggermente dall’orchestra. Tami-
no parla sul ritornello.
Man hört von fern ein Waldflötchen, worunter
das Orchester piano accompagniert. Tamino Cosa sento? Che luogo ignoto è questo? Oh, una
spricht unter dem Ritornell. figura maschile si avvicina alla valle.
(si nasconde dietro un albero)
Was hör’ ich? Welch unbekannter Ort! – Ha,
eine männliche Figur nähert sich dem Tal.
(versteckt sich hinter einem Baum)

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SCENA SECONDA
PAPAGENO scende dal sentiero, ha sulle spalle
una grossa uccelliera, che gli arriva fin sopra la
testa, nella quale si trovano uccelli diversi;
tiene inoltre con entrambe le mani un flautino
di Pan, zufola e canta.

[N. 2 - Aria]
PAPAGENO
(zufola da lontano)
L’uccellator ecco son io –
Sempre allegro, olà, oplà!
Io son noto come uccellatore
A vecchi e giovani in tutto il paese.

So come attirare gli uccelli


E me ne intendo di zufoli!
Perciò posso essere felice e contento,
Ché tutti gli uccelli, ah sì, sono miei.
(zufola)

L’uccellator ecco son io –


Sempre allegro, olà, oplà!
Io son noto come uccellatore
A vecchi e giovani in tutto il paese.

Vorrei una rete per ragazze,


Ne acchiapperei a dozzine per me.
Poi me le chiuderei in gabbia,
E tutte le ragazze sarebbero mie.
(zufola)

[Se tutte le ragazze fossero mie,


Mi farei pagare in zucchero,
E a quella che fosse la mia preferita
Darei volentieri lo zuccherino.

Lei allora mi bacerebbe affettuosa,


Sarebbe mia moglie ed io suo marito.
Si addormenterebbe al mio fianco,
E io la cullerei come un bambino.
(zufola)]

Dopo l’aria, fa per andare verso il portale.

TAMINO
(lo prende per la mano)
Ehilà!

PAPAGENO
Che c’è!

11
ZWEITER AUFTRITT TAMINO
Dimmi, amico buontempone, chi sei?
PAPAGENO kommt den Fußsteig herunter, hat auf
dem Rücken eine große Vogelsteige, die hoch PAPAGENO
über seinen Kopf geht, worin verschiedene Chi sono?
Vögel sind; auch hält er mit beiden Händen ein (tra sé)
Faunen-Flötchen, pfeift und singt. Che domanda stupida!
(forte)
[N. 2 - Aria] Un uomo, come te. – E se io ti chiedessi ora chi
PAPAGENO sei tu? –
(pfeit von ferne)
Der Vogelfänger bin ich ja – TAMINO
Stets lustig, heißa, hopsassa! In tal caso ti risponderei che sono di stirpe
Ich Vogelfänger bin bekannt principesca.
Bei Alt und Jung im ganzen Land.
PAPAGENO
Weiß mit dem Locken umzugehn Troppo difficile per me. – Ti devi spiegare più
Und mich aufs Pfeifen zu verstehn. chiaramente, se vuoi che ti capisca!
Drum kann ich froh und lustig sein,
Denn alle Vögel sind ja mein.
TAMINO
(pfeift)
Mio padre è un sovrano, che domina molte
terre e uomini; perciò mi chiamano Principe.
Der Vogelfänger bin ich ja –
Stets lustig, heißa, hopsassa!
PAPAGENO
Ich Vogelfänger bin bekannt
Terre? – Uomini? – Principe?
Bei Alt und Jung im ganzen Land.

TAMINO
Ein Netz für Mädchen möchte ich,
Per tale motivo io ti domando –
Ich fing’ dutzendweis’ für mich,
Dann sperrte ich sie bei mir ein,
PAPAGENO
Und alle Mädchen wären mein.
(pfeift) Piano! lascia domandare a me. – Dimmi tu
innanzitutto: oltre questi monti ci sono anche
[Wenn alle Mädchen wären mein, altre terre e altri uomini?
So tauschte ich brav Zucker ein,
Welche mir am liebsten wär’, TAMINO
Der gäb’ ich gleich den Zucker her. Molte migliaia!

Und küßte sie mich zärtlich dann, PAPAGENO


Wär’ sie mein Weib und ich ihr Mann. Allora si potrebbe fare un bel guadagno con i
Sie schlief’ an meiner Seite ein, miei uccelli.
Ich wiegte wie ein Kind sie ein.
(pfeift)] TAMINO
Ora dimmi tu in quale paese ci troviamo. –
Will nach der Arie nach der Pforte gehen.
PAPAGENO
TAMINO In quale paese?
(nimmt ihn bei der Hand) (si guarda intorno)
He da! Fra valli e monti.

PAPAGENO TAMINO
Was da! Oh certo! ma come si chiama propriamente

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questo paese? – chi lo governa? –
TAMINO
Sag mir, du lustiger Freund, wer du seist? PAPAGENO
A ciò so risponderti altrettanto poco, quanto so
PAPAGENO come son venuto sulla terra.
Wer ich bin?
(für sich) TAMINO
Dumme Frage! (ride)
(laut) Che? Tu non sapresti dove sei nato, o chi erano
Ein Mensch, wie du. – Wenn ich dich nun i tuoi genitori? –
fragte, wer bist du? –
PAPAGENO
TAMINO Per nulla! – Non so niente di più e niente di
So würde ich dir antworten, daß ich aus meno che un uomo vecchio ma molto allegro
fürstlichem Geblüte bin. mi ha allevato e nutrito.

PAPAGENO TAMINO
Das ist mir zu hoch. – Mußt dich deutlicher Egli era forse tuo padre?
erklären, wenn ich dich verstehen soll!
PAPAGENO
TAMINO Questo non lo so.
Mein Vater ist Fürst, der über viele Länder und
Menschen herrscht; darum nennt man mich Prinz. TAMINO
Dunque non avresti conosciuto tua madre?
PAPAGENO
Länder? – Menschen? – Prinz? –
PAPAGENO
TAMINO Proprio conosciuta no. Mi è stato raccontato
Daher frag ich dich – qualche volta che mia madre era un tempo al
servizio della Regina notturna astrifiammante,
PAPAGENO qui, in questo edificio chiuso. – Se ella vive
Langsam! laß mich fragen. – Sag du mir zuvor: ancora o cosa le è accaduto, io non lo so. – So
Gibt’s außer diesen Bergen auch noch Länder bene solo che non lontano da qui c’è la mia
und Menschen? capanna di paglia, che mi ripara da pioggia e
freddo.
TAMINO
Viele Tausende! TAMINO
Ma come vivi?
PAPAGENO
Da ließ’ sich eine Spekulation mit meinen PAPAGENO
Vögeln machen. Mangiando e bevendo, come tutti gli uomini.

TAMINO TAMINO
Nun sag du mir, in welcher Gegend wir sind. – E come te lo procuri?

PAPAGENO PAPAGENO
In welcher Gegend? Facendo degli scambi. – Io catturo vari uccelli
(sieht sich um) per la Regina astrifiammante e le sue
Zwischen Tälern und Bergen. damigelle; in cambio di ciò ricevo da lei ogni
giorno cibo e bevande.
TAMINO

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Schon recht! aber wie nennt man eigentlich TAMINO
diese Gegend? – wer beherrscht sie? – (fra sé)
Regina astrifiammante? – Se per caso fosse
PAPAGENO addirittura la potente sovrana della notte! –
Das kann ich dir ebensowenig beantworten, als (forte)
ich weiß, wie ich auf die Welt gekommen bin. Dimmi, buon amico, avresti già avuto la
fortuna di vedere questa dea della notte?
TAMINO
(lacht) PAPAGENO
Wie? Du wüßtest nicht, wo du geboren, oder (che finora ha suonato più volte il suo zufolo)
wer deine Eltern waren? – La sciocchezza della tua ultima domanda mi
assicura che sei nato in terra straniera. –
PAPAGENO
Kein Wort! – Ich weiß nicht mehr und nicht TAMINO
weniger, als daß mich ein alter, aber sehr Non arrabbiarti per questo, caro amico!
lustiger Mann auferzogen und ernährt hat. Pensavo solo –

TAMINO PAPAGENO
Das war vermutlich dein Vater? Vedere? Vedere la Regina astrifiammante? – Se
ti rivolgi ancora a me con una tale stupida
PAPAGENO domanda, per quanto è vero che mi chiamo
Das weiß ich nicht. Papageno, ti chiudo come un merlo nella
gabbia, e ti do alla Regina notturna e alle sue
TAMINO damigelle insieme agli altri uccelli; poi, per
Hattest du denn deine Mutter nicht gekannt? quanto mi riguarda, ti possono pure lessare o
arrostire.

PAPAGENO TAMINO
Gekannt hab’ ich sie nicht: erzählen ließ ich mir’s (tra sé)
einige Mal, daß meine Mutter einst da in diesem Che strano tipo!
verschlossenen Gebäude bei der nächtlich
sternflammenden Königin gedient hätte. – PAPAGENO
Ob sie noch lebt, oder was aus ihr geworden ist, Vedere? – Vedere la Regina astrifiammante? –
weiß ich nicht. – Ich weiß nur so viel, daß nicht Quale mortale può vantarsi di averla mai vista?
weit von hier meine Strohhütte steht, die mich – Quale occhio umano potrebbe guardare
vor Regen und Kälte schützt. attraverso il suo velo intessuto di nero?

TAMINO TAMINO
Aber wie lebst du? (tra sé)
Ora è chiaro; è proprio la Regina notturna di
PAPAGENO cui mio padre mi ha parlato così spesso. – Ma
Von Essen und Trinken, wie alle Menschen. come abbia fatto a smarrirmi quaggiù, proprio
non riesco a capirlo. – Senza dubbio anche
TAMINO costui non è una persona qualunque. – Forse è
Wodurch erhältst du das? uno degli spiriti al suo servizio.

PAPAGENO PAPAGENO
Durch Tausch. – Ich fange für die (tra sé)
sternflammende Königin und ihre Jungfrauen Come mi guarda fisso! quasi comincio ad aver
verschiedene Vögel; dafür erhalt’ ich täglich paura di lui. –
Speis’ und Trank von ihr. (forte)

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Perché mi guardi così sospettoso e malizioso?
TAMINO
(für sich)
Sternflammende Königin? – Wenn es etwa gar TAMINO
die mächtige Herrscherin der Nacht wäre! – Perché – perché io dubito che tu sia un uomo.
(laut)
Sag mir, guter Freund! warst du schon so PAPAGENO
glücklich, diese Göttin der Nacht zu sehen? Come sarebbe?

PAPAGENO TAMINO
(der bisher öfters auf seiner Flöte geblasen) Dalle penne che ti coprono mi sembri –
Deine letzte alberne Frage überzeugt mich, daß (gli si avvicina)
du in einem fremden Land geboren bist.

TAMINO PAPAGENO
Sei darüber nicht ungehalten, lieber Freund! Mica un uccello? – Sta’ indietro, dico, e non
Ich dachte nur – azzardarti, perché io ho una forza da gigante,
quando afferro qualcuno. –
PAPAGENO (tra sé)
Sehen? – Die sternflammende Königin sehen? – Se non si spaventa subito, io me la batto.
Wenn du noch mit einer solchen albernen
Frage an mich kommst, so sperr’ ich dich, so
wahr ich Papageno heiße, wie einen Gimpel in TAMINO
mein Vogelhaus, verhandle dich dann mit Forza da gigante?
meinen übrigen Vögeln an die nächtliche (guarda al serpente)
Königin und ihre Jungfrauen; dann mögen sie Sei stato allora certamente tu il mio salvatore, che
dich meinetwegen sieden oder braten. ha combattuto contro questo serpente velenoso.

TAMINO PAPAGENO
(für sich) Serpente?
Ein wunderlicher Mann! (si guarda attorno, balza indietro tremando))
Cos’è! È morto o vivo?
PAPAGENO
Sehen? – Die sternflammende Königin sehen? – TAMINO
Welcher Sterbliche kann sich rühmen, sie je Con la tua domanda da modesto intendi
gesehen zu haben? Welches Menschen Auge respingere la mia gratitudine – ma devo dirti
würde durch ihren schwarzdurchwebten che ti sarò eternamente grato per la tua azione
Schleier blicken können? così valorosa.

TAMINO PAPAGENO
(für sich) Non parliamone più – rallegriamoci che sia
Nun ist’s klar; es ist eben diese nächtliche stato vinto così fortunatamente.
Königin, von der mein Vater mir so oft erzählte.
– Aber zu fassen, wie ich mich hierher verirrte, TAMINO
ist außer meiner Macht. – Unfehlbar ist auch Ma a proposito, amico, come hai fatto a vincere
dieser Mann kein gewöhnlicher Mensch – questo mostro? – Tu sei senza armi.
Vielleicht einer ihrer dienstbaren Geister.
PAPAGENO
PAPAGENO Non ne ho bisogno! – Posseggo nelle mani una
(für sich) potenza più forte delle armi.
Wie er mich so starr anblickt! bald fang’ ich an,
mich vor ihm zu fürchten. – TAMINO
15
(laut) L’avresti dunque strangolato?
Warum siehst du so verdächtig und schelmisch
nach mir? PAPAGENO
Strangolato!
TAMINO (fra sé)
Weil – weil ich zweifle, ob du Mensch bist. – Nella mia vita non sono mai stato così forte
come oggi.
PAPAGENO
Wie war das?

TAMINO SCENA TERZA


Nach deinen Federn, die dich bedecken, halt’
ich dich – LE TRE DAMIGELLE, DETTI
(geht auf ihn zu)
LE TRE DAMIGELLE
PAPAGENO (minacciano e gridano insieme)
Doch für keinen Vogel? – Bleib zurück, sag’ ich, Papageno!
und traue mir nicht; – denn ich habe
Riesenkraft, wenn ich jemand packe. – PAPAGENO
(für sich) Ecco! questo è per me. – Guardati intorno, amico!
Wenn er sich nicht bald von mir schrecken
läßst, so lauf’ ich davon. TAMINO
Chi sono queste damigelle?
TAMINO
Riesenkraft? PAPAGENO
(er sieht auf die Schlange) Chi siano veramente, non lo so neanch’io. – So
Also warst du wohl gar mein Erretter, der diese solo che ogni giorno ritirano i miei uccelli e mi
giftige Schlange bekämpfte? portano in cambio vino, pan di zucchero e fichi
dolci.
PAPAGENO
Schlange? TAMINO
(sieht sich um, weicht zitternd einige Schritte Sono forse molto belle?
zurück)
Was da! Ist sie tot oder lebendig? PAPAGENO
Non credo ! – poiché se fossero belle, non si
TAMINO coprirebbero il volto.
Du willst durch deine bescheidene Frage
meinen Dank ablehnen – aber ich muß dir LE TRE DAMIGELLE
sagen, daß ich ewig für deine so tapfere (minacciando)
Handlung dankbar sein werde. Papageno! –

PAPAGENO PAPAGENO
Schweigen wir davon still – freuen wir uns, daß Taci! già mi minacciano. – Tu chiedi se son
sie so glücklich überwunden ist. belle, ed io non posso che risponderti, di non
aver visto mai nulla di più incantevole in vita
TAMINO mia. –
Aber um alles in der Welt, Freund! wie hast du (da sé)
dieses Ungeheuer bekämpft? – Du bist ohne Waffen. Ora torneranno subito di nuovo buone. –

PAPAGENO
Brauch’ keine! – Bei mir ist ein starker Druck LE TRE DAMIGELLE

16
mit der Hand mehr als Waffen. (minacciando)
Papageno! –
TAMINO
Du hast sie also erdrosselt? PAPAGENO
Cosa avrò mai combinato oggi, che sono così
PAPAGENO adirate con me? – Ecco qui, mie belle, vi
Erdrosselt! consegno i miei uccelli.
(für sich)
Bin in meinem Leben nicht so stark gewesen PRIMA DAMIGELLA
als heute. (gli porge una bella bottiglia d’acqua)
In cambio la nostra sovrana ti manda oggi per la
prima volta, in vece di vino schietto, acqua pura.

DRITTER AUFTRITT SECONDA DAMIGELLA


E a me ha ordinato, in vece del pan di
DIE DREI DAMEN, VORIGE zucchero, di portarti questa pietra. – Spero che
ti possa essere gradita.
DIE DREI DAMEN
(drohen und rufen zugleich) PAPAGENO
Papageno! Cosa? Dovrei mangiare pietre?

PAPAGENO TERZA DAMIGELLA


Aha! das geht mich an. – Sieh dich um, Freund! E al posto dei fichi dolci io ho l’onore di
chiuderti la bocca con questo lucchetto d’oro.
TAMINO (gli mette un lucchetto)
Wer sind diese Damen?
Papageno esprime mimicamente il suo dolore.
PAPAGENO
Wer sie eigentlich sind, weiß ich selbst nicht. – PRIMA DAMIGELLA
Ich weiß nur so viel, daß sie mir täglich meine Probabilmente vorrai sapere perché oggi la
Vögel abnehmen und mir dafür Wein, Regina ti abbia punito in modo così strano?
Zuckerbrot und süße Feigen bringen.
Papageno annuisce.
TAMINO
Sie sind vermutlich sehr schön? SECONDA DAMIGELLA
È perché in futuro tu non menta mai più agli
PAPAGENO stranieri.
Ich denke nicht! – denn wenn sie schön wären,
würden sie ihre Gesichter nicht bedecken. TERZA DAMIGELLA
E non ti vanti mai delle gesta eroiche compiute
DIE DREI DAMEN da altri. –
(drohend)
Papageno! – PRIMA DAMIGELLA
Di’ un po’! Sei tu che hai combattuto contro
PAPAGENO questo serpente?
Sei still! sie drohen mir schon. – Du fragst, ob
sie schön sind, und ich kann dir darauf nichts Papageno fa cenno di no.
antworten, als daß ich in meinem Leben nichts
Reizenderes sah. – SECONDA DAMIGELLA
(für sich) Chi dunque?
Jetzt werden sie bald wieder gut werden. –
Papageno fa cenno di non saperlo.
17
DIE DREI DAMEN TERZA DAMIGELLA
(drohend) Fummo noi, o giovane, a salvarti. – Non temere,
Papageno! – ti attendono gioia e soddisfazioni. – Ecco, la
grande sovrana ti invia questo dipinto, è il
PAPAGENO ritratto di sua figlia – se tu trovi, disse, che
Was muß ich denn heute verbrochen haben, questi lineamenti non ti sono indifferenti, allora
daß sie gar so aufgebracht wider mich sind? – felicità, onore e gloria saranno il tuo destino. –
Hier, meine Schönen, übergeb’ ich meine Vögel. Arrivederci!
(parte)
ERSTE DAME
(reicht ihm eine schöne Bouteille Wasser) SECONDA DAMIGELLA
Dafür schickt dir unsre Fürstin heute zum Adieu, Monsieur Papageno!
ersten Mal, statt Wein, reines, helles Wasser. (parte)

ZWEITE DAME PRIMA DAMIGELLA


Und mir befahl sie, daß ich, statt Zuckerbrot, Attento a non bere troppo in fretta!
diesen Stein dir überbringen soll. – Ich (parte ridendo)
wünsche, daß er dir wohl bekommen möge.
Papageno avrà sempre proseguito nella sua
PAPAGENO recita muta. Non appena ricevuto il ritratto,
Was? Steine soll ich fressen? Tamino si è immerso in contemplazione; il suo
amore aumenta, sebbene paresse sordo a tutti
DRITTE DAME questi discorsi.
Und statt der süßen Feigen, hab’ ich die Ehre, dir
dies goldene Schloß vor den Mund zu schlagen.
(sie schlägt ihm ein Schloß vor) SCENA QUARTA
Papageno hat seinen Schmerz durch Gebärden. TAMINO, PAPAGENO
[N. 3 - Aria]
ERSTE DAME
Du willst vermutlich wissen, warum die TAMINO
Fürstin dich heute so wunderbar bestraft? Questo ritratto è meravigliosamente bello,
Quanto ancora occhio alcuno ha visto mai.
Papageno bejaht es. Sento come tale immagine divina
Riempia il mio cuore d’un nuovo sentimento.
ZWEITE DAME Questo qualcosa non so invero come
Damit du künftig nie mehr Fremde belügst. [chiamarlo,
Eppure lo sento qui bruciare come fuoco.
Potrebbe tale sensazione essere amore?
DRITTE DAME Sì, sì, non è che amore. –
Und daß du nie nich der Heldentaten rühmst,
die andre vollzogen. – Oh, se solo la potessi trovare!
Oh, se ella fosse già dinnanzi a me!
ERSTE DAME Io farei – farei – ardente e puro –
Sag an! Hast du diese Schlange bekämpft? Cosa farei? – Tutto estasiato
La stringerei a questo petto infuocato,
E così sarebbe eternamente mia.
Papageno deutet nein. (fa per partire)

ZWEITE DAME SCENA QUINTA

18
Wer denn also?
LE TRE DAMIGELLE, DETTI
Papageno deutet, er wisse es nicht.
PRIMA DAMIGELLA
DRITTE DAME Armati di coraggio e fermezza, bel giovane! –
Wir waren’s, Jüngling, die dich befreiten. – La Regina –
Zittre nicht! dich erwartet Freude und
Entzücken. – Hier, dies Gemälde schickt dir die SECONDA DAMIGELLA
große Fürstin; es ist das Bildnis ihrer Tochter – Mi ha incaricato di dirti –
findest du, sagte sie, daß diese Züge dir nicht
gleichgültig sind, dann ist Glück, Ehr’ und TERZA DAMIGELLA
Ruhm dein Los. – Auf Wiedersehen! Che la strada verso la tua felicità futura d’ora in
(geht ab) poi è spianata.

ZWEITE DAME PRIMA DAMIGELLA


Adieu, Monsieur Papageno! Ella ha udito ogni parola che hai detto; – ella ha
(geht ab) –

ERSTE DAME SECONDA DAMIGELLA


Fein nicht zu hastig getrunken! Letto ogni sentimento sul tuo volto. – E ancor
(geht lachend ab) più il suo cuore materno –

Papageno hat immer sein stummes Spiel TERZA DAMIGELLA


gehabt. Tamino ist gleich beim Empfange des Ha deciso di farti pienamente felice. – Se questo
Bildes aufmerksam geworden; seine Liebe giovane, ha detto, ha anche tanto coraggio e
nimmt zu, ob er gleich für alle diese Reden taub valore quanto è affettuoso, allora mia figlia è
schien. sicuramente salva.

TAMINO
VIERTER AUFTRITT Salva? Oh tenebre eterne! Cosa sento? – La
fanciulla del ritratto? –
TAMINO, PAPAGENO
[N. 3 - Aria] PRIMA DAMIGELLA
L’ha rapita un potente demone maligno.
TAMINO
Dies Bildnis ist bezaubernd schön, TAMINO
Wie noch kein Auge je gesehn. Rapita? – Oh dèi! – dite, come è potuto
Ich fühl’es, wie dies Götterbild accadere?
Mein Herz mit neuer Regung füllt.
Dies Etwas kann ich zwar nicht PRIMA DAMIGELLA
[nennen, Un bel giorno di maggio sedeva tutta sola nel
Doch fühl’ ich’s hier wie Feuer brennen. salubre boschetto di cipressi, che era sempre il
Soll die Empfindung Liebe sein? suo luogo di soggiorno preferito. – Il malvagio
Ja, ja, die Liebe ist’s allein. – entrò strisciando non visto –

O wenn ich sie nur finden könnte! SECONDA DAMIGELLA


O wenn sie doch schon vor mir stünde! Origliò di nascosto, e –
Ich würde – würde – warm und rein –
Was würde ich? – sie voll Entzücken TERZA DAMIGELLA
An diesen heißen Busen drücken, Oltre al cuore malvagio egli possiede anche il
Und ewig wäre sie dann mein. potere di mutarsi in ogni forma immaginabile;

19
(will ab) in tale maniera anche Pamina –

FÜNFTER AUFTRITT PRIMA DAMIGELLA


Questo è il nome della regal figlia, che adorate.
DIE DREI DAMEN, VORIGE
TAMINO
ERSTE DAME Oh Pamina! tu rapita a me – tu in potere di un
Rüste dich mit Mut und Standhaftigkeit, malvagio lussurioso! – Tu forse in questo
schöner Jüngling! – Die Fürstin – istante – ah, pensiero orribile! –

ZWEITE DAME LE TRE DAMIGELLE


Hat mir aufgetragen, dir zu sagen – Taci, giovane! –

DRITTE DAME PRIMA DAMIGELLA


Daß der Weg zu deinem künftigen Glück Non oltraggiare la virtù di una sì soave
nunmehr gebahnt sei. bellezza. – Nonostante tutte le pene che la sua
innocenza deve soffrire, ella è sempre se stessa.
ERSTE DAME – Né violenza, né lusinghe sono in grado di
Sie hat jedes deiner Worte gehört, so du condurla sulla strada del vizio. –
sprachst; – sie hat –
TAMINO
ZWEITE DAME Oh ditemi, fanciulle! ditemi dov’è la dimora del
Jeden Zug in deinem Gesichte gelesen. – Ja tiranno?
noch mehr, ihr mütterliches Herz –
SECONDA DAMIGELLA
DRITTE DAME Vive assai vicino ai nostri monti, in una valle
Hat beschlossen, dich ganz glücklich zu incantevole e deliziosa. – Il suo castello è
machen. – Hat dieser Jüngling, sprach sie, auch meraviglioso e attentamente custodito.
so viel Mut und Tapferkeit, als er zärtlich ist, so
ist meine Tochter ganz gewiß gerettet. TAMINO
Venite, fanciulle! guidatemi! – Pamina sia
TAMINO salvata! – Il malvagio cada per mia mano; lo
Gerettet? O ewige Dunkelheit! Was hör’ ich? – giuro sul mio amore, sul mio cuore! –
Das Original? –

ERSTE DAME S’ode improvvisamente un violento, impressio-


Hat ein mächtiger, böser Dämon ihr entrissen. nante accordo di note.

TAMINO TAMINO
Entrissen? – O ihr Götter! – sagt, wie konnte Oh dèi! cos’è mai?
das geschehen?
LE TRE DAMIGELLE
ERSTE DAME Calmati!
Sie saß an einem schönen Maientage ganz allein
in dem alles belebenden Zypressenwäldchen, PRIMA DAMIGELLA
welches immer ihr Lieblingsaufenthalt war. – Esso annuncia l’arrivo della nostra Regina.
Der Bösewicht schlich unbemerkt hinein –
Tuono.
ZWEITE DAME
Belauschte sie, und – LE TRE DAMIGELLE
Ella giunge! –

20
DRITTE DAME
Er hat nebst seinem bösen Herzen auch noch die Tuono.
Macht, sich in jede erdenkliche gestalt zu
verwandeln; auf solche Weise hat er auch Pamina – Ella giunge! –

ERSTE DAME Tuono.


Dies ist der Name der königlichen Tochter, so
Ihr anbetet. Ella giunge! –

TAMINO I monti si squarciano e la scena si trasforma in


O Pamina! du mir entrissen – du in der Gewalt una splendida sala.
eines üppigen Bösewichts! – Bist vielleicht in
diesem Augenblicke – schrecklicher Gedanke! –
SCENA SESTA
DIE DREI DAMEN
Schweig, Jüngling! – La REGINA siede su un trono, adornato di stelle
trasparenti. (DETTI.)
ERSTE DAME
Lästere der holden Schönheit Tugend nicht! – [N. 4 - Recitativo ed Aria]
Trotz aller Pein, so die Unschuld duldet, ist sie
sich immer gleich. – Weder Zwang noch REGINA
Schmeichelei ist vermögend, sie zum Wege des O non tremar, mio caro figliolo,
Lasters zu verführen. – Tu sei puro, saggio, devoto –
Un giovane come te saprà al meglio
TAMINO Confortar questo cuor materno
O sagt, Mädchen! sagt, wo ist des Tyrannen [profondamente afflitto. –
Aufenthalt?
Al dolore sono stata eletta,
ZWEITE DAME Da che la mia figliola mi è lontana.
Sehr nahe an unsern Bergen lebt er in einem Con lei se n’è andata ogni mia felicità,
angenehmen und reizenden Tale. – Seine Burg Un malvagio fuggì portandola via.
ist prachtvoll, und sorgsam bewacht. Ancora vedo il suo tremare
D’impressionante terrore,
TAMINO I suoi palpiti impauriti
Kommt, Mädchen! führt mich! – Pamina sei I suoi sforzi atterriti.
gerettet! – der Bösewicht falle von meinem Dovevo vedermela rapire,
Arm; das schwör’ ich bei meiner Liebe, bei Ah aiutatemi! – è tutto ciò che disse –
meinem Herzen! – Ma inutile fu il suo supplicare,
Poiché il mio aiuto era troppo debole.
Sogleich wird ein heftig erschütternder Akkord
mit Musik gehört. Tu andrai a liberarla,
Tu sarai il salvatore di mia figlia! –
TAMINO E se ti rivedrò trionfatore,
Ihr Götter! was ist das? Allora lei sarà tua per sempre.
(parte con le tre damigelle)
DIE DREI DAMEN
Fasse dich! La scena si muta di nuovo com’era prima.

ERSTE DAME
Es verkündigt die Ankunft unserer Königin.

21
Donner. SCENA SETTIMA
DIE DREI DAMEN TAMINO, PAPAGENO
Sie kommt! –
TAMINO
Donner. (dopo una pausa)
È dunque vero ciò che vidi? oppure i miei sensi
Sie kommt! – m’ingannano? – Oh dèi benevoli, non traditemi!
o io soccomberò alla vostra prova. – Proteggete
Donner il mio braccio, temprate il mio coraggio, e il
cuore di Tamino vi porterà eterna gratitudine.
Sie kommt! –
Fa per partire, Papageno gli sbarra la strada.
Die Berge teilen sich auseinander, und das Theater
verwandelt sich in ein prächtiges Gemach. [N. 5 - Quintetto]

PAPAGENO
SECHSTER AUFTRITT (indica triste il lucchetto sul muso)
Hm! Hm! Hm!
Die Königin sitzt auf einem Thron, welcher mit
transparenten Sternen geziert ist. (VORIGE.)
TAMINO
[N. 4 - Recitativo ed Aria] Il poveretto può ben parlare di punizione,
Visto che gli è svanita la parola!
KÖNIGIN
O zittre nicht, mein lieber Sohn, PAPAGENO
Du bist unschuldig, weise, fromm – Hm! Hm! Hm!
Ein Jüngling, so wie du, vermag am besten,
Dies tiefbetrübte Mutterherz zu trösten. – TAMINO
Io non posso far altro che compiangerti,
Perché sono troppo debole per aiutarti.
Zum Leiden bin ich auserkoren,
Denn meine Tochter fehlet mir. PAPAGENO
Durch sie ging all mein Glück verloren, Hm! Hm! Hm!
Ein Bösewicht entfloh mit ihr.
Noch seh’ ich ihr Zittern
Mit bangem Erschüttern, SCENA OTTAVA
Ihr ängstliches Beben,
Ihr schüchternes Streben. LE TRE DAMIGELLE, DETTI
Ich mußte sie mir rauben sehen,
Ach helft! – war alles, was sie sprach – PRIMA DAMIGELLA
Allein vergebens war ihr Flehen, (a Papageno)
Denn meine Hilfe war zu schwach. La Regina ti concede la grazia,
Tramite me ti condona la colpa. –
Du wirst sie zu befreien gehen, (gli toglie il lucchetto dal muso)
Du wirst der Tochter Retter sein! –
Und werd’ ich dich als Sieger sehen, PAPAGENO
So sei sie dann auf ewig dein. Ora Papageno può nuovamente
(mit den drei Dammen ab) [chiacchierare!

Das Theater verwandelt sich wieder so, wie es SECONDA DAMIGELLA

22
Sì, chiacchiera pure! Solo non mentire più.
vorher war.
PAPAGENO
Non mentirò mai più, no, no!

LE TRE DAMIGELLE
Questo lucchetto ti sia d’ammonimento!

PAPAGENO
Questo lucchetto mi sia d’ammonimento!

TUTTI
Se a tutti i bugiardi si mettesse
Un tale lucchetto sulla bocca:
In vece di odio, calunnia e rabbia nera,
Ci sarebbero amore e fratellanza!

PRIMA DAMIGELLA
Oh Principe! accetta da me questo dono,
Te lo manda la nostra sovrana.
(dà a Tamino un flauto d’oro)
Il flauto magico ti proteggerà,
Ti sosterrà nelle maggiori sventure.

LE TRE DAMIGELLE
Con questo puoi ritenerti onnipotente,
Puoi mutare le passioni umane,
Il triste diverrà lieto,
l’amore conquisterà lo scapolo.

TUTTI
Ah, un tale flauto vale
Più di oro e corone,
Perché con lui s’accrescerà
La fortuna dell’uomo e la felicità.

PAPAGENO
Ora, belle figliole –
Mi è concesso dunque di salutarvi?

LE TRE DAMIGELLE
Sempre ti è concesso di salutare,
Ma la sovrana ti comanda
Col Principe senza indugio
Di correre al castello di Sarastro.

PAPAGENO
No, grazie tante.
Da voi stesse ho udito
Ch’egli è una tigre.
Certamente senza tanti complimenti

Sarastro mi farà spennare, arrostire,

23
E mi cucinerà per i suoi cani.
SIEBENTER AUFTRITT
LE TRE DAMIGELLE
TAMINO, PAPAGENO
Ti proteggerà il Principe, fidati solo di lui,
Perciò sarai il suo servitore.
TAMINO
(nach einer Pause) PAPAGENO
Ist’s denn auch Wirklichkeit, was ich sah? oder (tra sé)
betäuben mich meine Sinnen? – O ihr guten Che se ne vada al diavolo, il Principe.
Götter, täuscht mich nicht! oder ich unterliege La mia vita mi è cara.
eurer Prüfung. – Schützet meinen Arm, stählt E alla fine, mi gioco la testa,
meinen Mut, und Taminos Herz wird ewigen Egli se la svignerà da me come un ladro.
Dank euch entgegenschlagen.
PRIMA DAMIGELLA
Er will gehen, Papageno tritt ihm in den Weg. (gli porge un marchingegno simile ad uno
strumento d’acciaio)
[N. 5 - Quintetto] Ecco, prendi questo gioiellino, è tuo!

PAPAGENO PAPAGENO
(mit dem Schloß vor dem Maul, winkt Oh! oh! cosa potrà mai esserci dentro? –
traurig darauf)
Hm! Hm! Hm! LE TRE DAMIGELLE
Sentirai dentro i campanelli!
TAMINO
Der Arme kann von Strafe sagen, PAPAGENO
Denn seine Sprache ist dahin! Saprò poi suonarli anch’io?

PAPAGENO LE TRE DAMIGELLE


Hm! Hm! Hm! Oh sicuro! sì, sì, certo!

TAMINO TUTTI
Campanelli d’argento e flauto magico
Ich kann nichts tun, als dich beklagen,
vostra
Weil ich zu schwach zu helfen bin! Sono necessari alla protezione!
nostra
Addio! dobbiamo andare!
PAPAGENO Addio – arrivederci!
Hm! Hm! Hm! (tutti fanno per andarsene)

TAMINO
ACHTER AUFTRITT Un momento, belle Damigelle, ditemi…

DIE DREI DAMEN, VORIGE TAMINO, PAPAGENO


Come si fa a trovare il castello? –
ERSTE DAME
(zu Papageno) LE TRE DAMIGELLE
Die Königin begnadigt dich, Tre Fanciulli, giovani, belli, leggiadri e saggi,
Entläßt die Strafe dir durch mich. – Vi sorvoleranno nel vostro cammino.
(nimmt ihm das Schloß vom Maul weg) Saranno le vostre guide,
Seguite esclusivamente i loro consigli.
PAPAGENO
Nun plaudert Papageno wieder! TAMINO, PAPAGENO
Tre Fanciulli, giovani, belli, leggiadri e saggi,
Ci sorvoleranno nel nostro cammino? –

24
ZWEITE DAME
Ja, plaudre – Lüge nur nicht wieder! TUTTI
Dunque addio! dobbiamo andare;
PAPAGENO Addio, addio, arrivederci!
Ich lüge nimmermehr, nein, nein! (escono tutti)

DIE DREI DAMEN [Sontuosa sala egizia.]


Dies Schloß soll deine Warnung sein!

PAPAGENO SCENA NONA


Dies Schloß soll meine Warnung sein!
Due schiavi, non appena la scena è mutata in
ALLE una sontuosa sala egizia, portano fuori bei
Bekämen doch die Lügner alle cuscini, insieme ad uno splendido tavolo turco,
Ein solches Schloß vor ihren Mund: e stendono tappeti; poi giunge il Terzo schiavo.
Statt Haß, Verleumdung, schwarzer Galle,
Bestünden Lieb’ und Bruderbund!
TERZO SCHIAVO
ERSTE DAME Ha, ha, ha!
O Prinz! nimm dies Geschenk von mir,
Dies sendet unsre Fürstin dir. PRIMO SCHIAVO
(gibt Tamino eine goldene Flöte) Sst, sst!
Die Zauberflöte wird dich schützen,
Im größten Unglück unterstützen. SECONDO SCHIAVO
Che c’è da ridere? –
DIE DREI DAMEN
Hiemit kannst du allmächtig handeln, TERZO SCHIAVO
Der Menschen Leidenschaft verwandeln, Il nostro aguzzino, quel moro che origlia tutto,
Der Traurige wird freudig sein, domani verrà sicuramente impiccato o
Den Hagestolz nimmt Liebe ein. impalato. – Pamina! – Ah, ah, ah!

ALLE PRIMO SCHIAVO


O so eine Flöte mehr Ebbene?
Als Gold und Kronen wert,
Denn durch sie wird Menschenglück TERZO SCHIAVO
Und Zufriedenheit vermehrt. Quella fanciulla deliziosa! Ah, ah, ah!

PAPAGENO SECONDO SCHIAVO


Nun, ihr schönen Frauenzimmer – E allora?
Darf ich? – so empfehl ich mich.
TERZO SCHIAVO
DIE DREI DAMEN È fuggita.
Dich empfehlen kannst du immer,
Doch bestimmt die Fürstin dich, PRIMO e SECONDO SCHIAVO
Mit dem Prinzen ohn’ Verweilen Fuggita?
Nach Sarastros Burg zu eilen.
PRIMO SCHIAVO
PAPAGENO E ce l’ha fatta?
Nein, dafür bedank’ ich mich.
Von euch selbsten hörte ich, TERZO SCHIAVO
Daß er wie ein Tigertier. Sicuro! – O almeno lo spero veramente.
Sicher ließ’ ohn’ alle Gnaden
Mich Sarastro rupfen, braten, PRIMO SCHIAVO
25
Setzte mich den Hunden für.
Oh grazie a voi, dèi clementi! avete esaudito la
mia preghiera.
DIE DREI DAMEN
Dich schützt der Prinz, trau ihm allein,
TERZO SCHIAVO
Dafür sollst du sein Diener sein.
Non ve lo dicevo sempre che sarebbe arrivato
PAPAGENO per noi il giorno in cui noi saremmo stati
(für sich) vendicati e il nero Monostatos verrà punito?
Daß doch der Prinz beim Teufel wäre.
Mein Leben ist mir lieb. SECONDO SCHIAVO
Am Ende schleicht, bei meiner Ehre, Cosa dice ora il moro di questa storia?
Er von mir wie ein Dieb. –
PRIMO SCHIAVO
ERSTE DAME Ma ne sa qualcosa?
(gibt ihm eine Maschine wie ein stahlnes
Gelächter) TERZO SCHIAVO
Hier nimm dies Kleinod, es ist dein! Naturalmente! Lei è fuggita davanti ai suoi occhi. –
Secondo quanto mi hanno raccontato alcuni
PAPAGENO fratelli, che stavano lavorando nel giardino e
Ei! ei! was mag da drinnen sein? – hanno visto e udito da lontano, il moro non ha più
scampo; anche se Pamina venisse nuovamente
DIE DREI DAMEN raggiunta dal seguito di Sarastro.
Darinnen hörst du Glöckchen tönen!
PRIMO e SECONDO SCHIAVO
PAPAGENO Com’è successo?
Werd’ ich sie auch wohl spielen können?
TERZO SCHIAVO
DIE DREI DAMEN Tu ben conosci quell’enorme pancione ed i suoi
O ganz gewiß! ja, ja, gewiß! modi; la ragazza tuttavia è stata più astuta di
quanto pensavo. Nell’istante in cui lui pensava
ALLE di vincere, lei ha gridato il nome di Sarastro: ciò
Silberglöckchen, Zauberflöten
ha fatto tremare il moro; egli è rimasto muto ed
eurem
Sind zu Schutz vonnöten! immobile – intanto Pamina è corsa verso il
unserm
canale e si è diretta da sola con una gondola
Lebet wohl! wir wollen gehn!
Lebet wohl – auf Wiedersehn! verso il boschetto di palme.
(alle wollen gehen)
PRIMO SCHIAVO
TAMINO Oh il timido capriolo, impaurito a morte, come
Doch, schöne Damen, saget an… starà correndo verso il palazzo della sua
affettuosa madre.
TAMINO, PAPAGENO
Wie man die Burg wohl finden kann? –
SCENA DECIMA
DIE DREI DAMEN
Drei Knäbchen, jung, schön, hold und weise, DETTI, MONOSTATOS dall’interno.
Umschweben euch auf eurer Reise.
Sie werden eure Führer sein, MONOSTATOS
Folgt ihrem Rate ganz allein. Olà, schiavi!

TAMINO, PAPAGENO PRIMO SCHIAVO


Drei Knäblein, jung, schön, hold und weise,
La voce di Monostatos!
Umschweben uns auf unsrer Reise? –
MONOSTATOS
26
ALLE Olà, schiavi! Portate qui delle catene!
So lebet wohl! wir wollen gehn;
Lebt wohl, lebt wohl, auf Wiedersehn! I TRE SCHIAVI
(alle ab) Catene?

[Prächtiges ägyptisches Zimmer] PRIMO SCHIAVO


(corre alla porta laterale)
Mica per Pamina? Oh dèi! guardate là, fratelli,
NEUNTER AUFTRITT la fanciulla è stata catturata.

Zwei Sklaven tragen, sobald das Theater in ein SECONDO e TERZO SCHIAVO
prächtiges ägyptisches Zimmer verwandelt ist, Pamina? Tremenda visione!
schöne Polster, nebst einem prächtigen,
türkischen Tisch heraus, breiten Teppiche aus; PRIMO SCHIAVO
sodann kommt der Dritte Sklave. Guardate come quel diavolo spietato l’afferra
per le tenere manine – non posso guardare.
DRITTER SKLAVE (esce dalla parte opposta)
Ha, ha, ha!
SECONDO SCHIAVO
ERSTER SKLAVE Io ancor meno.
Pst, pst! (fa lo stesso)

ZWEITER SKLAVE TERZO SCHIAVO


Was soll denn das Lachen? – Dover stare così a guardare è una pena d’inferno.
(esce)
DRITTER SKLAVE
Unser Peiniger, der alles belauschende Mohr,
wird morgen sicherlich gehangen oder SCENA UNDICESIMA
gespießt. – Pamina! – Ha, ha, ha!
MONOSTATOS. PAMINA, che viene introdotta da
ERSTER SKLAVE schiavi.
Nun? [N. 6 - Terzetto]

DRITTER SKLAVE MONOSTATOS


Das reizende Mädchen! – Ha, ha, ha! (assai rapido)
Tu, leggiadra colombella, avvicinati.
ZWEITER SKLAVE
Nun? PAMINA
Oh, che supplizio, che angoscia!
DRITTER SKLAVE
Ist entsprungen. MONOSTATOS
La tua vita è perduta.
ERSTER und ZWEITER SKLAVE
Entsprungen? PAMINA
La morte non mi fa tremare;
ERSTER SKLAVE Solo mia madre mi fa pietà,
Und sie entkam? Morirebbe sicuramente di pena.

DRITTER SKLAVE MONOSTATOS


Unfehlbar! – Wenigstens ist’s mein wahrer Wunsch. Olà, schiavi! mettetele le catene!
Il mio odio ti rovinerà.

ERSTER SKLAVE
O Dank euch, ihr guten Götter! ihr habt meine Le mettono le catene.
27
Bitte erhört.
PAMINA
DRITTER SKLAVE Ah lasciami piuttosto morire,
Sagt’ ich euch nicht immer, es wird doch ein Giacché nulla, barbaro, ti può commuovere.
Tag für uns scheinen, wo wir gerochen, und (cade svenuta su un sofà)
der schwarze Monostatos bestraft werden wird.
MONOSTATOS
ZWEITER SKLAVE Ora via! Lasciatemi solo con lei.
Was spricht nun der Mohr zu der Geschichte?
Gli schiavi escono.
ERSTER SKLAVE
Er weiß doch davon?

DRITTER SKLAVE SCENA DODICESIMA


Natürlich! Sie entlief vor seinen Augen. – Wie
mir einige Brüder erzählten, die im Garten PAPAGENO, DETTI.
arbeiteten, und von weitem sahen und hörten,
so ist der Mohr nicht mehr zu retten; auch PAPAGENO
wenn Pamina von Sarastros Gefolge wieder (alla finestra dal di fuori, dapprima non
eingebracht würde. visto)
Dove mi trovo mai! dove potrei essere?
ERSTER und ZWEITER SKLAVE Aha, ecco gente!
Wieso? Coraggio, entriamo.
(entra)
DRITTER SKLAVE Bella fanciulla, giovane e candida,
Du kennst ja den üppigen Wanst und seine Più bianca ancor del gesso…
Weise; das Mädchen aber war klüger, als ich
dachte. – In dem Augenblicke, da er zu siegen MONOSTATOS e PAPAGENO
glaubte, rief sie Sarastros Namen: das (si vedono, – si spaventano l’uno dell’altro)
erschütterte den Mohren; er blieb stumm und Questo è – il diavolo sicuramente!
unbeweglich stehen – indes lief Pamina nach Abbi pietà – risparmiami! –
dem Kanal und schiffte von selbst eine Gondel (corrono via entrambi)
dem Palmenwäldchen zu.

ERSTER SKLAVE
O wie wird das schüchterne Reh mit SCENA TREDICESIMA
Todesangst dem Palaste ihrer zärtlichen Mutter
zueilen. PAMINA sola

PAMINA
ZEHNTER AUFTRITT (parla come il sogno)
Madre – Madre – Madre! –
VORIGE, MONOSTATOS von innen. (si riprende, si guarda intorno)
Come? – Tuttora batte questo cuore? – Non è
MONOSTATOS ancor distrutto? – Risvegliata a nuovi supplizi! –
He, Sklaven! Oh questo è duro, molto duro! – Per me più
amaro della morte!
ERSTER SKLAVE
Monostatos’ Stimme!

MONOSTATOS

28
He, Sklaven! Schafft Fesseln herbei! –
SCENA QUATTORDICESIMA
ALLE DREI SKLAVEN
PAPAGENO, PAMINA.
Fesseln?

PAPAGENO
ERSTER SKLAVE
Non sono un pazzo, io, che mi lascio
(läuft zur Seitentür)
spaventare? – Ci sono pure uccelli neri al
Doch nicht für Pamina? O ihr Götter! da seht,
Brüder, das Mädchen ist gefangen. mondo, perché dunque non anche uomini neri?
– Ah, guarda là! ecco la bella ragazza del
ZWEITER und DRITTER SKLAVE ritratto. – Ehi, figlia della Regina notturna!
Pamina? Schrecklicher Anblick!
PAMINA
ERSTER SKLAVE Regina notturna? – Chi sei tu?
Seht, wie der unbarmherzige Teufel sie bei ihren
zarten Händchen faßt. – Das halt’ ich nicht aus. PAPAGENO
(geht auf die andere Seite ab) Un inviato della Regina astrifiammante.

ZWEITER SKLAVE PAMINA


Ich noch weniger. – (con gioia)
(auch dort ab) Mia madre? – Oh gioia! – Il tuo nome?

DRITTER SKLAVE PAPAGENO


So was sehen zu müssen, ist Höllenmarter. Papageno.
(ab)
PAMINA
Papageno? – Papageno? – Mi ricordo di aver
ELFTER AUFTRITT udito spesso questo nome, ma non ti ho mai
visto. –
MONOSTATOS. PAMINA, die von Sklaven herein-
geführt wird. PAPAGENO
[N. 6 - Terzetto] Io altrettanto.

MONOSTATOS PAMINA
(sehr schnell) Tu conosci dunque la mia buona, tenera madre?
Du feines Täubchen, nur herein.
PAPAGENO
PAMINA Se tu sei la figlia della Regina notturna – sì!
O welche Marter, welche Pein!

MONOSTATOS PAMINA
Verloren ist dein Leben. Oh, lo sono.

PAMINA PAPAGENO
Der Tod macht mich nicht beben;
Voglio accertarmene subito.
Nur meine Mutter dauert mich,
(guarda il ritratto, che il Principe aveva
Sie stirbt vor Gram ganz sicherlich.
ricevuto in precedenza e che ora Papageno
porta legato al collo)
MONOSTATOS
Gli occhi neri – esatto, neri. – Le labbra rosse –
He, Sklaven! legt ihr Fesseln an!
esatto, rosse. – Capelli biondi – capelli biondi. –
Mein Haß soll dich verderben!
Tutto coincide, eccetto mani e piedi. –
A dedurre dal dipinto, non dovresti avere né

29
Sie legen ihr Fessel an. mani né piedi, visto che qui non sono mostrati.

PAMINA
O laß mich lieber sterben, PAMINA
Weil nichts, Barbar, dich rühren kann. Permettimi – Sì, sono io – Come è giunto nelle
(sinkt in Ohnmacht auf ein Sofa) tue mani?

MONOSTATOS PAPAGENO
Nun fort! Laßt mich bei ihr allein. A raccontartelo sarebbe troppo lungo; è passato
di mano in mano.
Die Sklaven gehen ab.
PAMINA
Come è pervenuto proprio nelle tue?

ZWÖLFTER AUFTRITT PAPAGENO


In un modo prodigioso. – L’ho preso.
PAPAGENO, VORIGE.
PAMINA
PAPAGENO Preso?
(am Fenster von außen, ohne gleich
gesehen zu werden) PAPAGENO
Wo bin ich wohl! wo mag ich sein? Ti devo raccontare tutto per filo e per segno. –
Aha, da find’ ich Leute! Io venivo questa mattina, come al solito, al
Gewagt, ich geh hinein. palazzo di tua madre con la mia fornitura. –
(geht herein)
Schön’ Mädchen, jung und rein, PAMINA
Viel weißer noch als Kreide… Fornitura?

MONOSTATOS und PAPAGENO PAPAGENO


(sehen sich, – erschrickt einer über den Sì, da molti anni io fornisco a tua madre ed alle
andern) sue damigelle tutti i begli uccelli nel palazzo. –
Das ist – der Teufel sicherlich! Per l’appunto, mentre ero in procinto di
Hab Mitleid – verschone mich! – consegnare i miei uccelli, ho visto un uomo
(laufen beide ab) davanti a me, che si fa chiamare Principe. –
Questo Principe ha talmente conquistato tua
madre, che lei gli ha donato il tuo ritratto e gli
ha ordinato di liberarti. – La sua decisione fu
DREIZEHNTER AUFTRITT tanto rapida quanto il suo amore per te.

PAMINA allein PAMINA


Amore?
PAMINA (con gioia)
(spricht wie im Traum) Dunque egli mi ama? Oh dimmelo ancora una
Mutter – Mutter – Mutter! – volta, io ascolto la parola amore tanto volentieri.
(sie erholt sich, sieht sich um)
Wie? – Noch schlägt dieses Herz? – Noch nicht PAPAGENO
vernichtet? – Zu neuen Qualen erwacht! – O Ti credo, senza che lo giuri; sei proprio una
das ist hart, sehr hart! – Mir bitterer als der bella ragazza. – Dov’ero rimasto?
Tod!

PAMINA

30
All’amore.

PAPAGENO
Giusto, all’amore. – Questo lo chiamo avere
memoria – dunque in breve, questo grande
amore per te fu il colpo di frusta che spinse i
nostri piedi in rapido movimento; ora siamo qui
a dirti mille cose belle e piacevoli, a prenderti
nelle nostre braccia e, se è possibile, correre al
palazzo di tua madre altrettanto velocemente di
come sian venuti fin qui, se non di più.

PAMINA
Tutto ciò che hai detto è molto bello; ma, caro
amico! se il giovane sconosciuto, o Principe,
com’egli si fa chiamare, prova amore per me,
perché esita tanto a liberarmi dalle catene? –

PAPAGENO
Qui sta appunto il guaio. – Quando prendemmo
congedo dalle damigelle, esse ci dissero che tre
leggiadri Fanciulli sarebbero stati la nostra
guida, e ci avrebbero istruito su come e in qual
modo avremmo agito.

PAMINA
Ve l’hanno insegnato?

PAPAGENO
Non ci hanno insegnato nulla, giacché non
abbiamo visto nessuno. – Così per sicurezza il
Principe è stato tanto sensibile da mandarmi
avanti ad annunciarti il nostro arrivo. –

PAMINA
Amico, tu hai rischiato molto! – Se Sarastro ti
dovesse scorgere qui –

PAPAGENO
In tal caso mi risparmierò il viaggio di ritorno –
posso immaginarmelo.

PAMINA
La tua morte sarebbe all’insegna di torture
senza limiti.

PAPAGENO
Per evitarla, è dunque meglio che ce ne
andiamo per tempo.

PAMINA
31
VIERZEHNTER AUFTRITT Quanto sarà mai alto il sole?

PAPAGENO, PAMINA. PAPAGENO


Presto sarà quasi mezzogiorno.
PAPAGENO
Bin ich nicht ein Narr, daß ich mich schrecken PAMINA
ließ? – Es gibt ja schwarze Vögel in der Welt, Allora non abbiamo un minuto da perdere. – A
warum denn nicht auch schwarze Menschen? – quest’ora Sarastro torna di solito dalla caccia.
Ah, sieh da! hier ist das schöne Fräuleinbild
noch. – Du Tochter der nächtlichen Königin!
PAPAGENO
PAMINA Sarastro non è dunque in casa? – Beh! allora il
Nächtliche Königin? – Wer bist du? gioco è fatto! – Vieni, bella fanciulla! farai tanto
d’occhi, quando vedrai quel bel giovane.
PAPAGENO
Ein Abgesandter der sternflammenden Königin.
PAMINA
PAMINA Bene, allora si tenti!
(freudig) (s’avviano, Pamina torna indietro)
Meiner Mutter? – O Wonne! – Dein Name? Ma se questa fosse una trappola? – se costui
fosse uno spirito maligno del seguito di
PAPAGENO Sarastro? –
Papageno. (lo guarda pensierosa)

PAMINA PAPAGENO
Papageno? – Papageno – Ich erinnere mich, den Io uno spirito maligno? – Da cosa lo pensate,
Namen oft gehört zu haben, dich selbst aber ragazza? Io sono il miglior spirito del mondo.
sah ich nie. –
PAMINA
PAPAGENO Ma no; questo ritratto mi convince che non
Ich dich ebensowenig. vengo ingannata; esso proviene dalle mani
della mia tanto affettuosa madre.
PAMINA
Du kennst also meine gute, zärtliche Mutter? PAPAGENO
Bella fanciulla, se ti dovesse sorgere di nuovo il
PAPAGENO dubbio così malvagio ch’io ti voglia ingannare,
Wenn du die Tochter der nächtlichen Königin allora pensa forte forte solo all’amore, ed ogni
bist – ja! cattivo sospetto svanirà.

PAMINA PAMINA
Oh, ich bin es. Amico, perdona! perdona! se ti ho offeso. Tu hai
un cuore tanto sensibile, lo vedo in ogni tuo
PAPAGENO lineamento.
Das will ich gleich erkennen.
(er sieht das Porträt an, welches der Prinz PAPAGENO
zuvor empfangen, und Papageno nun an einem Ah, certamente ho un cuore pieno di sensibilità
Bande am Halse trägt) – ma a cosa mi serve? – Tante volte vorrei
Die Augen schwarz – richtig, schwarz. – Die strapparmi tutte le penne, quando penso che
Lippen rot – richtig, rot. – Blonde Haare – Papageno non ha ancora una Papagena.
blonde Haare. – Alles trifft ein, bis auf Händ’
und Füße. – Nach dem Gemälde zu schließen, PAMINA
solltest du weder Hände noch Füße haben, Pover’uomo! tu dunque non hai ancora una
32
moglie?
denn hier sind keine angezeigt.
PAPAGENO
PAMINA
Né mai una fidanzata, men che meno una
Erlaube mir – Ja ich bin’s – Wie kam es in
moglie! – Sì, è triste! – Eppure uno come me di
deine Hände? tanto in tanto ha anche le sue ore di allegria,
durante le quali si vorrebbe avere volentieri
PAPAGENO una conversazione socievole.
Dir das zu erzählen, wäre zu weitläufig; es kam
von Hand zu Hand. PAMINA
Pazienta, amico! Il cielo provvederà anche a te;
PAMINA ti invierà un’amica prima di quanto tu creda. –
Wie kam es in die deinige?
PAPAGENO
PAPAGENO Se solo la inviasse presto!
Auf eine wunderbare Art. – Ich hab’ es gefangen.
[N. 7 - Duetto]
PAMINA
Gefangen? PAMINA
Nelle persone che provano amore
PAPAGENO Alberga certo un cuore buono.
Ich muß dir das umständlicher erzählen. – Ich
kam heute früh, wie gewöhnlich, zu deiner PAPAGENO
Mutter Palast mit meiner Lieferung. – Condividere i dolci desideri
È poi il primo dovere di una donna.
PAMINA
A DUE
Lieferung?
Dobbiamo rallegrarci dell’amore,
Noi viviamo solo grazie all’amore.
PAPAGENO
Ja, ich liefere deiner Mutter und ihren PAMINA
Jungfrauen schon seit vielen Jahren alle die L’amore addolcisce ogni pena,
schönen Vögel in den Palast. – Eben als ich im A lui si offre ogni creatura.
Begriffe war, meine Vögel abzugeben, sah ich
einen Menschen vor mir, der sich Prinz nennen PAPAGENO
läßt. – Dieser Prinz hat deine Mutter so Condisce la nostra esistenza,
eingenommen, daß sie ihm dein Bildnis Regna su tutta la natura.
schenkte und ihm befahl, dich zu befreien. –
Sein Entschluß war so schnell, als seine Liebe A DUE
zu dir. Il suo alto fine indica chiaramente:
Che nulla è più nobile di un uomo e una
PAMINA [donna.
Liebe? L’uomo con la donna e la donna con l’uomo
(freudig) S’innalzano fino alla divinità.
Er liebt mich also? O sage mir das noch einmal, (escono entrambi)
ich höre das Wort Liebe gar zu gern.
La scena si trasforma in un bosco. Sul fondo
PAPAGENO estremo si trova un bel tempio, sul quale stanno
Das glaub’ ich dir, ohne zu schwören; bist ja scritte queste parole: «Tempio della Saggezza»;
ein Fräuleinbild. – Wo blieb ich denn? questo tempio conduce tramite un colonnato a
due altri templi, su quello di destra sta scritto:
«Tempio della Ragione»; su quello di sinistra:
«Tempio della Natura».
PAMINA

33
Bei der Liebe.

PAPAGENO SCENA QUINDICESIMA


Richtig, bei der Liebe. – Das nenn’ ich Gedächtnis
haben – kurz also, diese große Liebe zu dir war Tre fanciulli introducono TAMINO, ognuno ha in
der Peitschenstreich, um unsre Füße in schnellen mano un ramoscello di palma argentato. [Più
Gang zu bringen; nun sind wir hier, dir tausend tardi un Sacerdote.]
schöne und angenehme Sachen zu sagen, dich in [N. 8 - Finale]
unsre Arme zu nehmen, und, wenn es möglich ist,
ebenso schnell, wo nicht schneller als hierher, in I TRE FANCIULLI
den Palast deiner Mutter zu eilen. Questa strada ti conduce alla meta,
Tu, giovane, devi veramente vincere da uomo.
PAMINA Perciò ascolta il nostro consiglio:
Das ist alles sehr schön gesagt; aber, lieber Sii fermo, paziente e riservato.
Freund! wenn der unbekannte Jüngling oder
Prinz, wie er sich nennt, Liebe für mich fühlt, TAMINO
warum säumt er so lange, mich von meinen Voi, leggiadri fanciulli, preannunciatemi
Fesseln zu befreien? – Se potrò salvare Pamina.

PAPAGENO I TRE FANCIULLI


Da steckt eben der Haken. – Wie wir von den Rivelarti questo non compete a noi;
Jungfrauen Abschied nehmen, so sagten sie Sii fermo, paziente, e discreto!
uns, drei holde Knaben würden unsre Rifletti su ciò; in breve, sii un uomo. –
Wegweiser sein, sie würden uns belehren, wie E allora, giovane, vincerai da uomo.
und auf was Art wir handeln sollen. (escono)

PAMINA TAMINO
Sie lehrten euch? Il saggio insegnamento di questi fanciulli
Mi sia sempre impresso nel cuore.
PAPAGENO Dove sono ora? – cosa sarà di me?
Nichts lehrten sie uns, denn wir haben keinen È questa la sede degli dèi? –
gesehen. – Zur Sicherheit also war der Prinz so Pur indicano questi portali – lo indicano queste
fein, mich vorauszuschicken, um dir unsre [colonne,
Ankunft anzukündigen. – Che sapienza, e lavoro, e arte qui dimorano.

PAMINA Dove impera l’attività e l’ozio retrocede,


Freund, du hast viel gewagt! – Wenn Sarastro Il vizio mantiene a fatica il suo dominio.
dich hier erblicken sollte –
Mi arrischio con coraggio a valicare il portale,
PAPAGENO L’intenzione è nobile e manifesta e pura.
So wird mir meine Rückreise erspart – das Trema, vile malvagio!
kann ich mir denken. Salvar Pamina è mio dovere.

PAMINA Va al portale di destra, lo apre, e allorché sta


Dein martervoller Tod würde ohne Grenzen per entrare, si ode da lontano una voce.
sein.
UNA VOCE
PAPAGENO Indietro!
Um diesem auszuweichen, so gehen wir lieber
beizeiten. TAMINO
Indietro? – dunque tenterò qui la mia fortuna!
PAMINA (va al portale di sinistra)
34
Wie hoch mag wohl die Sonne sein?
UNA VOCE
(di dentro)
PAPAGENO
Indietro!
Bald gegen Mittag.
TAMINO
PAMINA
Anche qui si grida «indietro»?
So haben wir keine Minute zu versäumen. –
(si guarda intorno)
Um diese Zeit kommt Sarastro gewöhnlich von Vedo lì ancora un portale.
der Jagd zurück. Forse qui trovo l’entrata.

PAPAGENO Bussa, appare un vecchio Sacerdote.


Sarastro ist also nicht zu Hause? – Pah! da
haben wir gewonnenes Spiel! – Komm, schönes SACERDOTE
Fräuleinbild! du wirst Augen machen, wenn du Dove vuoi andare, audace forestiero?
den schönen Jüngling erblickst. Cosa cerchi qui nel tempio? –

PAMINA TAMINO
Wohl denn, es sei gewagt! Il regno dell’amore e della virtù.
(sie gehen, Pamina kehrt um)
Aber wenn dies ein Fallstrick wäre? – wenn SACERDOTE
dieser nun ein böser Geist von Sarastros Sono parole di alti sentimenti –
Gefolge wäre? – Ma come intendi trovarlo?
(sie sieht ihn bedenklich an) Non ti guida né amore né virtù,
poiché ti infiammano morte e vendetta.
PAPAGENO
Ich ein böser Geist? – Wo denkt Ihr hin, TAMINO
Fräuleinbild? – Ich bin der beste Geist von der Welt. Vendetta solo per il malvagio.

PAMINA SACERDOTE
Doch nein; das Bild hier überzeugt mich, daß Non lo troverai certo fra noi.
ich nicht getäuscht bin; es kommt aus den
Händen meiner zärtlichsten Mutter. TAMINO
(rapidamente)
PAPAGENO Sarastro regna in queste terre?
Schön’s Fräuleinbild, wenn dir wieder ein so
böser Verdacht aufsteigen sollte, daß ich dich SACERDOTE
betrügen wollte, so denke nur fleißig an die Liebe, Sì, sì, Sarastro regna qui.
und jeder böse Argwohn wird schwinden.
TAMINO
PAMINA Ma non nel tempio della saggezza? –
Freund, vergib! vergib! wenn ich dich
beleidigte. Du hast ein gefühlvolles Herz, das SACERDOTE
sehe ich in jedem deiner Züge. (lentamente)
Egli regna qui nel tempio della saggezza! –
PAPAGENO
TAMINO
Ach freilich hab ich ein gefühlvolles Herz –
Allora è tutto ipocrisia! –
Aber was nützt mir das alles? – Ich möchte mir
(vuole andare)
oft alle meine Federn ausrupfen, wenn ich
bedenke, daß Papageno noch keine Papagena
hat. SACERDOTE
Vuoi già andartene via?
PAMINA
35
Armer Mann! Du hast also noch kein Weib?
TAMINO
Sì, voglio andarmene, felice, e libero –
di non vedere mai il vostro tempio! –
PAPAGENO
Nicht einmal ein Mädchen, viel weniger ein
Weib! – Ja, das ist betrübt! – Und unsereiner SACERDOTE
hat doch auch bisweilen seine lustigen Spiegati meglio,
Stunden, wo man gern gesellschaftliche Un errore ti inganna! –
Unterhaltung haben möcht’.
TAMINO
PAMINA Sarastro abita qui,
Geduld, Freund! Der Himmel wird auch für Ciò mi basta.
dich sorgen; er wird dir eine Freundin
schicken, ehe du dir’s vermutest. – SACERDOTE
Se tu ami la tua vita,
PAPAGENO Allora parla, rimani qui! –
Wenn er’s nur bald schickte! Tu odi Sarastro?

[N. 7 - Duetto] TAMINO


Lo odio per l’eternità! sì! –
PAMINA
Bei Männern, welche Liebe fühlen, SACERDOTE
Fehlt auch ein gutes Herze nicht. Ora indicami le tue ragioni! –

PAPAGENO
TAMINO
Die süßen Triebe mitzufühlen,
Egli è un mostro, un tiranno! –
Ist dann der Weiber erste Pflicht.
SACERDOTE
BEIDE
È dimostrato ciò che hai affermato?
Wir wollen uns der Liebe freun,
Wir leben durch die Lieb’ allein.
TAMINO
PAMINA Dimostrato da una donna infelice,
Die Lieb’ versüßet jede Plage, Che da pena e strazio è oppressa!
Ihr opfert jede Kreatur.
SACERDOTE
PAPAGENO Una donna ti ha dunque incantato? –
Sie würzet unsre Lebenstage, Una donna fa poco e chiacchiera molto.
Sie wirkt im Kreise der Natur. Tu, giovane, credi al turbinio di una lingua? –
Oh, se Sarastro ti spiegasse
BEIDE Lo scopo del suo gesto. –
Ihr hoher Zweck zeigt deutlich an:
Nichts Edlers sei, als Weib und Mann. TAMINO
Mann und Weib, und Weib und Mann, Lo scopo è fin troppo chiaro;
Reichen an die Gottheit an. Quel brigante non strappò senza pietà
(beide ab) Pamina dalle braccia della madre?

SACERDOTE
Das Theater verwandelt sich in einen Hain. Sì, giovane, ciò che dici è vero! –
Ganz im Grunde der Bühne ist ein schöner
Tempel, worauf diese Worte stehen: «Tempel
TAMINO
der Weisheit»; dieser Tempel führt mit Säulen
Dov’è colei che ci ha rapito?
zu zwei anderen Tempeln, rechts auf dem
Sarà forse già stata immolata? –

36
einen steht: «Tempel der Vernunft». Links steht:
«Tempel der Natur».
SACERDOTE
Dirti questo, caro figliolo,
Ora e a me non è ancora concesso. –
FÜNFZEHNTER AUFTRITT
TAMINO
Drei Knaben führen den TAMINO herein, jeder Chiarisci questo enigma, non m’ingannare!
hat einen silbernen Palmzweig in der Hand.
[Später ein Priester.] SACERDOTE
[N. 8 - Finale] Giuramento e dovere legano la mia lingua!

DIE DREI KNABEN TAMINO


Zum Ziele führt dich diese Bahn, Quando dunque cadrà il velo? –
Doch mußt du, Jüngling, männlich siegen.
Drum höre unsre Lehre an: SACERDOTE
Sei standhaft, duldsam und verschwiegen! Appena la mano dell’amicizia ti condurrà
Nel Tempio verso il vincolo eterno.
TAMINO (parte)
Ihr holden Knaben, sagt mir an,
Ob ich Pamina retten kann. – TAMINO
(solo)
DIE DREI KNABEN Oh notte eterna! quando svanirai? –
Dies kundzutun steht uns nicht an; Quando la mia vista troverà la luce? –
Sei standhaft, duldsam, und verschwiegen!
Bedenke dies; kurz sei, ein Mann. – ALCUNE VOCI
Dann, Jüngling, wirst du männlich siegen. Presto, giovane, o mai più!
(gehen ab)
TAMINO
TAMINO Presto, dite, o mai più? –
Die Weisheitslehre dieser Knaben Voi, esseri invisibili, ditemi:
Sei ewig mir ins Herz gegraben. Vive dunque ancora Pamina? –
Wo bin ich nun? – was wird mit mir?
Ist dies der Sitz der Götter hier? – LE VOCI
Doch zeigen die Pforten – es zeigen die Pamina vive ancora! –
[Säulen,
Daß Klugheit, und Arbeit, und Künste hier weilen. TAMINO
(lieto)
Wo Tätigkeit thronet und Müßiggang weicht, Ella vive!
Erhält seine Herrschaft das Laster nicht leicht. Io vi ringrazio.
(prende fuori il suo flauto)
Ich wage mich mutig zur Pforte hinein.
Die Absicht ist edel und lauter und rein. Oh se fossi almen capace,
Erzittre, feiger Bösewicht! Onnipotenti, in vostro onore
Pamina retten ist mir Pflicht. Dimostrar coi suoni la mia
Gratitudine,
Geht an die Pforte rechts, macht sie auf, und als (indicando il cuore)
er hinein will, hört man von fern eine Stimme. Come sgorga ora da qui!
(suona)
EINE STIMME
Zurück! Escono animali selvatici di tutte le specie
per ascoltarlo. Egli smette, ed essi fuggono.
TAMINO Nel contempo gli uccelli fischiettano.
37
Zurück? – so wag’ ich hier mein Glück!
(geht an die Pforte links)
Quant’è mai potente la tua voce magica,
Caro flauto, se al tuo suono
EINE STIMME
Gli stessi animali selvaggi provano gioia.
(von innen)
Eppur Pamina sola resta lontana.
Zurück!
(suona)
Pamina! ascolta, ascoltami! –
TAMINO
Auch hier ruft man «zurück»? Invano! –
(sieht sich um) (suona)
Da seh’ ich noch eine Tür. Dove? ahimé, dove ti trovo?
Vielleicht find’ ich den Eingang hier. (suona)

Er klopft, ein alter Priester erscheint. Papageno risponde da dentro con il suo zufolo.

PRIESTER Ah, questo è il suono di Papageno! –


Wo willst du, kühner Fremdling, hin?
Was suchst du hier im Heiligtum? – Suona. Papageno risponde.

TAMINO Lui forse ha già visto Pamina! –


Der Lieb’ und Tugend Eigentum. Fors’ella s’affretta con lui verso me! –
La musica forse mi condurrà da lei.
PRIESTER (corre via)
Die Worte sind von hohem Sinn –
Allein, wie willst du diese finden?
Dich leitet Lieb’ und Tugend nicht, SCENA SEDICESIMA
Weil Tod und Rache dich entzünden.
PAPAGENO, PAMINA senza catene
TAMINO
Nur Rache für den Bösewicht. A DUE
Piedi veloci, animo pronto,
PRIESTER Proteggon dal nemico astuto e irato.
Den wirst du wohl bei uns nicht finden. Trovassimo almeno Tamino!
Altrimenti ci acchiappan di nuovo.
TAMINO
(schnell) PAMINA
Sarastro herrscht in diesen Gründen? Caro giovane! –

PRIESTER PAPAGENO
Ja, ja, Sarastro herrschet hier. Zitta, zitta, io so far meglio.
(zufola)
TAMINO
Doch in dem Weisheit Tempel nicht? – Tamino risponde da fuori col suo flauto.

PRIESTER
A DUE
(langsam)
Quale gioia è mai più grande,
Er herrscht im Weisheitstempel hier! –
L’amico Tamino ci ode già,
Il suono del flauto è giunto fin qui.
TAMINO
Quale felicità se lo trovo.
So ist denn alles Heuchelei! –
Ma rapidi, ma rapidi!
(will gehen)
(vogliono andare)

38
PRIESTER
Willst du schon wieder gehn? SCENA DICIASSETTESIMA
TAMINO DETTI, MONOSTATOS.
Ja, ich will gehn, froh, und frei –
Nie euren Tempel sehn! – MONOSTATOS
(schernendoli)
PRIESTER Ma rapidi, ma rapidi…
Erklär dich näher mir, Ah! – vi ho acchiappati di nuovo!
Dich täuschet ein Betrug! – Presto qui con ferri e acciar;
Aspettate, v’insegneremo le buone maniere!
TAMINO Farla a Monostatos! –
Sarastro wohnet hier, Presto qui con catene e funi,
Das ist mir schon genug! – Olà! schiavi, venite qui! –

PRIESTER PAMINA, PAPAGENO


Wenn du dein Leben liebst, Ah! per noi è finita, adesso!
So rede, bleibe da! –
Sarastro haßest du? Gli schiavi vengono con catene.

TAMINO PAPAGENO
Ich haß’ ihn ewig, ja! – Chi molto osa, ottiene spesso molto!
Su, bella cassettina,
PRIESTER Fa risuonare i campanelli,
Nun gib mir deine Gründe an! – Sì che gli cantino le orecchie.
(batte sul suo strumento)
TAMINO
Er ist ein Unmensch, ein Tyrann! – MONOSTATOS e SCHIAVI
Suona così bene,
PRIESTER Suona così bello!
Ist das, was du gesagt, erwiesen? La la ra, la la ra.
Mai nulla di simile
TAMINO Ho udito né veduto!
Durch ein unglücklich’ Weib bewiesen, La la ra, la la ra.
Das Gram und Jammer niederdrückt! (si allontanano danzando)

PRIESTER PAPAGENO e PAMINA


Ein Weib hat also dich berückt? – Potesse ogni brava persona
Ein Weib tut wenig, plaudert viel. Trovare simili campanelli,
Du, Jüngling, glaubst dem Zungenspiel? – I suoi nemici allora
O legte doch Sarastro dir Scomparirebbero senza fatica.
Die Absicht seiner Handlung für. – Ed egli vivrebbe senza di loro
Nella migliore armonia!
TAMINO
Die Absicht ist nur allzu klar! Solo l’armonia dell’amicizia
Riß nicht der Räuber ohn’ Erbarmen Attenua i dissidi;
Pamina aus der Mutter Armen? – Senza questa simpatia d’affetti
Non c’è felicità sulla terra.
PRIESTER
Ja, Jüngling, was du sagst, ist wahr! – CORO
(dall’interno)
TAMINO Evviva Sarastro! Sarastro viva! –
39
Wo ist sie, die er uns geraubt?
Man opferte vielleicht sie schon? – PAPAGENO
Cosa può significare ciò?
PRIESTER Io tremo, io fremo! –
Dir dies zu sagen, teurer Sohn,
Ist jetzt und mir noch nicht erlaubt. – PAMINA
Oh amico! ora è finita per noi!
TAMINO Ciò annuncia Sarastro!
Erklär dies Rätsel, täusch mich nicht!
PAPAGENO
PRIESTER Oh fossi un topolino,
Die Zunge bindet Eid und Pflicht! Come vorrei nascondermi –
Fossi piccolo come una chiocciola,
TAMINO Allora striscerei dentro alla mia casina!
Wann also wird die Decke schwinden? – Bambina mia, cosa diremo ora?

PRIESTER PAMINA
Sobald dich führt der Freundschaft Hand La verità – la verità,
Ins Heiligtum zum ew’gen Band. Fosse anche un delitto! –
(geht ab)

TAMINO
(allein) SCENA DICIOTTESIMA
O ew’ge Nacht! wann wirst du schwinden? –
Wann wird das Licht mein Auge finden? – Corteo del seguito; da ultimo esce SARASTRO su
un carro trionfale, tirato da sei leoni. DETTI.
EINIGE STIMMEN
Bald, Jüngling, oder nie!
CORO
TAMINO Evviva Sarastro, Sarastro viva!
Bald, sagt ihr, oder nie? – A lui con gioia ci sottomettiamo!
Ihr Unsichtbaren, saget mir: Possa sempre rallegrarsi di una vita
Lebt denn Pamina noch? – [saggia. –
Egli è il nostro idolo, cui tutti si consacrano
DIE STIMME
Pamina lebet noch! – Questo coro viene cantato fino a che Sarastro è
sceso dal carro.
TAMINO
(freudig) PAMINA
Sie lebt! (in ginocchio)
Ich danke euch dafür. Signore, sì, è vero, sono colpevole! –
(nimmt seine Flöte heraus) Io volevo sfuggire al tuo potere. –
Solo che la colpa non è mia!
O wenn ich doch im Stande wäre, Quel moro malvagio pretendeva amore;
Allmächtige, zu eurer Ehre, Per questo, oh Signore, son fuggita da te! –
Mit jedem Tone meinen Dank
Zu schildern, SARASTRO
(aufs Herz deutend) Alzati, rasserenati, o cara:
Wie er hier entsprang! Poiché, sin prima di interrogarti,
(spielt) Io so ancor più del tuo cuore,
Che tu ami un altro con passione.

40
Es kommen wilde Tiere von allen Arten Io non ti voglio costringere all’amore,
hervor, ihm zuzuhören. Er hört auf, und sie Tuttavia non ti concedo la libertà.
fliehen. Die Vögel pfeifen dazu.
PAMINA
Wie stark ist nicht dein Zauberton, Mi chiama però il dovere filiale,
Weil, holde Flöte, durch dein Spielen Poiché mia madre –
Selbst wilde Tiere Freude fühlen.
Doch nur Pamina bleibt davon. SARASTRO
(spielt) È in mio potere.
Pamina! höre, höre mich! – Perderesti la tua felicità,
Umsonst! – Se io ti lasciassi alle sue mani. –
(spielt)
Wo? ach, wo find ich dich? PAMINA
(spielt) Il nome materno mi suona dolce.
Lei è –
Papageno antwortet von innen mit seinem Flötchen.
SARASTRO
Ha, das ist Papagenos Ton! – Una donna superba. –
Un uomo deve guidare i vostri cuori,
Er spielt. Papageno antwortet. Poiché senza di lui suole ogni donna
Deviare dalla via che le è propria.
Vielleicht sah er Pamina schon! –
Vielleicht eilt sie mit ihm zu mir! –
Vielleicht führt mich der Ton zu ihr.
(eilt ab) SCENA DICIANNOVESIMA
MONOSTATOS, TAMINO, DETTI.
SECHZEHNTER AUFTRITT
MONOSTATOS
PAPAGENO, PAMINA ohne Fesseln Ebbene, superbo giovane; ora eccoci!
Questo è Sarastro, il nostro Signore.
BEIDE
Schnelle Füße, rascher Mut, PAMINA
Schützt vor Feindes List und Wut. È lui, lo credo appena.
Fänden wir Tamino doch!
Sonst erwischen sie uns noch! TAMINO
È lei, non è un sogno.
PAMINA
Holder Jüngling! – A DUE
lui,
Il braccio mio si stringa intorno a
lei,
PAPAGENO
E fosse anche la mia fine!
Stille, stille, ich kann’s besser! –
(er pfeift)
TUTTI
Che significa ciò?
Tamino antwortet von innen auf seiner Flöte.

MONOSTATOS
BEIDE
Che sfacciataggine!
Welche Freude ist wohl größer,
Freund Tamino hört uns schon, Separatevi subito,
Hierher kam der Flötenton. Questo è troppo!
Welch ein Glück, wenn ich ihn finde. (li separa)

41
Nur geschwinde, nur geschwinde!
(wollen hineingehen) (s’inginocchia)
Il tuo schiavo giace ai tuoi piedi,
Fa che l’audace scellerato sia punito!
SIEBZEHNTER AUFTRITT Considera quanto è sfrontato il ragazzo!
Con l’astuzia di questo strano uccello
VORIGE, MONOSTATOS. Ti voleva rapire Pamina.
Ma io sono riuscito a braccarlo.
Tu mi conosci! – il mio vigilare –
MONOSTATOS
(ihrer spottend)
SARASTRO
Nur geschwinde, nur geschwinde…
Merita che lo si sparga d’allori:
Ha! – hab’ ich euch noch erwischt!
Olà! Date subito a questo galantuomo –
Nur herbei mit Stahl und Eisen;
Wart, man wird euch Mores weisen!
MONOSTATOS
Den Monostatos berücken! –
Già la tua benevolenza mi fa ricco!
Nur herbei mit Band und Stricken,
He! ihr Sklaven kommt herbei! –
SARASTRO
Solo settantasette frustate sotto i piedi.
PAMINA, PAPAGENO
Ach! nun ist’s mit uns vorbei! MONOSTATOS
(s’inginocchia)
Die Sklaven kommen mit Fesseln. Ahimé, Signore, non speravo in tale ricompensa.

PAPAGENO SARASTRO
Wer viel wagt, gewinnt oft viel! Nessun ringraziamento! è solo il mio dovere!
Komm, du schönes Glockenspiel,
Laß die Glöckchen klingen, klingen, Monostatos viene condotto via.
Daß die Ohren ihnen singen.
(er schlägt auf sein Instrument) TUTTI
Evviva Sarastro, il saggio divino,
MONOSTATOS und SKLAVEN Egli premia e punisce in eguale misura.
Das klinget so herrlich,
Das klinget so schön! SARASTRO
La lara, la lara. Conducete questi due forestieri
Nie hab’ ich so etwas Nel nostro Tempio della Prova;
Gehört und gesehn! Poi coprite i loro capi –
La lara, la lara. Essi devono prima essere purificati.
(sie gehen tanzend ab)
Due uomini prendono una specie di sacco e
PAPAGENO und PAMINA coprono il capo dei due forestieri.
Könnte jeder brave Mann
Solche Glöckchen finden, CORO
Seine Feinde würden dann Quando virtù e giustizia
Ohne Mühe schwinden. Cospargono di gloria il grande cammino,
Und er lebte ohne sie Allora la terra è un regno celeste,
In der besten Harmonie! E i mortali eguagliano gli dèi.

Nur der Freundschaft Harmonie


Mildert die Beschwerden,
Ohne diese Sympathie
Ist kein Glück auf Erden.

42
Proscenio del Teatro auf der Wieden di Vienna durante la prima rappresentazione del Flauto magico, 30
settembre 1791. Incisione coeva.

43
ATTO SECONDO
CHOR
(von innen)
Es lebe Sarastro! Sarastro lebe! – La scena rappresenta un palmeto, tutti gli alberi
sono d’argento, le foglie d’oro. 18 seggi di foglie;
PAPAGENO su ognuno dei seggi si trova una piramide e un
Was soll das bedeuten? grande corno nero incastonato d’oro. Nel mezzo
Ich zittre, ich bebe! – la piramide più grande e anche gli alberi più
grandi.
PAMINA
O Freund! nun ist’s um uns getan!
Dies kündigt den Sarastro an!
SCENA PRIMA
SARASTRO e altri sacerdoti entrano con passo
PAPAGENO
solenne, ognuno con un ramo di palma in mano.
O wär’ ich eine Maus,
Una marcia di strumenti a fiato accompagna il
Wie wollt’ ich mich verstecken –
corteo. SARASTRO. ORATORE. SACERDOTI.
Wär’ ich so klein wie Schnecken,
So kröch’ ich in mein Haus! –
[N. 9 - Marcia]
Mein Kind, was werden wir nun sprechen?
SARASTRO
PAMINA
(dopo una pausa)
Die Wahrheit – die Wahrheit,
Oh voi, servitori iniziati dei grandi dèi Osiride e
Sei sie auch Verbrechen! – Iside nel Tempio della Saggezza! – Con animo
puro vi annuncio che la nostra assemblea di
oggi è una delle più importanti dei nostri tempi.
– Tamino, figlio di re, vent’anni, s’aggira presso
ACHTZEHNTER AUFTRITT il portale settentrionale del nostro tempio e
sospira con cuore pieno di virtù ciò che noi tutti
Ein Zug von Gefolge; zuletzt fährt SARASTRO auf dobbiamo conseguire con sforzo e zelo. In
einem Triumpfwagen heraus, der von sechs breve, questo giovane vuole strappare da sé il
löwen gezogen wird. VORIGE. suo velo delle tenebre e volgere gli occhi al
tempio della massima luce. Custodire questo
CHOR virtuoso, offrirgli amichevolmente la mano, sia
Es lebe Sarastro, Sarastro soll leben! oggi uno dei nostri doveri più importanti.
Er ist es, dem wir uns mit Freude ergeben!
Stets mög’er des Lebens als Weiser sich PRIMO SACERDOTE
[freun. – (si alza)
Er ist unser Abgott, dem alle sich weihn. Possiede virtù?

Dieser Chor wird gesungen, bis Sarastro aus SARASTRO


dem Wagen ist. Sì, possiede virtù!

PAMINA SECONDO SACERDOTE


(kniet) E anche discrezione?
Herr, ich bin zwar Verbrecherin! –
Ich wollte deiner Macht entfliehn. – SARASTRO
Allein die Schuld ist nicht an mir! Anche discrezione!
Der böse Mohr verlangte Liebe;
Darum, o Herr, entfloh ich dir! – TERZO SACERDOTE
È caritatevole?
SARASTRO
Steh auf, erheitre dich, o Liebe; SARASTRO
44
Denn ohne erst in dich zu dringen, È caritatevole! – Se voi lo ritenete degno, allora
Weiß ich von deinem Herzen mehr, seguite il mio esempio.
Du liebest einen andern sehr.
Zur Liebe will ich dich nicht zwingen, Suonano tre volte i corni.
Doch geb’ ich dir die Freiheit nicht.
Commosso dalla unità dei vostri cuori, Sarastro
PAMINA vi ringrazia a nome dell’umanità. – Il
Mich rufet ja die Kindesplicht, pregiudizio riversi pur sempre il suo biasimo
Denn meine Mutter – su noi iniziati! – Saggezza e Ragione lo fanno a
pezzi come ragnatela. Non riusciranno mai a
SARASTRO scuotere le nostre colonne. Tuttavia il cattivo
Steht in meiner Macht. pregiudizio deve estinguersi, non appena
Du würdest um dein Glück gebracht, Tamino stesso possederà la grandezza della
Wenn ich dich ihren Händen ließe. – difficile arte nostra. – Pamina, la tenera e
virtuosa fanciulla, gli dèi l’hanno destinata al
PAMINA caro giovane; questo è il motivo per cui io l’ho
Mir klingt der Muttername süße. strappata alla madre superba. – Quella donna
Sie ist es – crede di essere molto potente; spera attraverso
inganno e superstizione di incantare il popolo e
SARASTRO di distruggere il nostro solido tempio. Ma non le
Und ein stolzes Weib. – riuscirà; Tamino, il caro giovane istesso, lo
Ein mann muß Eure Herzen leiten, consoliderà insieme a noi, e quale iniziato sarà
Denn ohne ihn pflegt jedes Weib premio alla Virtù, ma punizione al Vizio.
Aus ihrem Wirkungskreis zu schreiten.

Il triplice accordo coi corni viene ripetuto da


tutti.
NEUNZEHNTER AUFTRITT
ORATORE
MONOSTATOS, TAMINO, VORIGE. (si alza)
Grande Sarastro, comprendiamo e ammiriamo
MONOSTATOS la tua parola piena di saggezza; ma Tamino
Nun, stolzer Jüngling; nur hierher! combatterà anche contro le dure prove che lo
Hier ist Sarastro, unser Herr. attendono? – Perdona se sono così franco da
rivelarti il mio dubbio! Temo per il giovane. Se
PAMINA ora, immerso nel dolore, il suo spirito lo
Er ist’s, ich glaub’ es kaum. abbandonasse ed egli soccombesse alla dura
lotta? – Egli è un Principe! –
TAMINO
Sie ist’s, es ist kein Traum.
SARASTRO
BEIDE Ancor di più – Egli è un uomo!
ihn
Es schling’ mein Arm sich un her!
sie
ORATORE
Und wenn es auch mein Ende wär’!
Ma se egli, nel fiore della giovinezza,
impallidisse esanime?
ALLE
Was soll das heißen?
SARASTRO
In tal caso verrà offerto ad Osiride ed Iside e
MONOSTATOS
proverà le gioie degli dèi prima di noi.
Welch eine Dreistigkeit!

45
Gleich auseinander, Il triplice accordo viene ripetuto.
Das geht zu weit!
(trennt sie) Si conduca Tamino col suo compagno di
viaggio nell’atrio del Tempio.
(kniet) (all’Oratore, che s’inginocchia davanti a lui)
Dein Sklave liegt zu deinen Füßen, E tu, amico, che gli dèi tramite noi hanno
Laß den verwegnen Frevler büßen! destinato a difensore della verità – compi il tuo
Bedenk, wie frech der Knabe ist! santo ufficio e insegna ad entrambi con la tua
Durch dieses seltnen Vogels List saggezza qual sia il dovere dell’umanità,
Wollt’ er Paminen dir entführen. insegna loro a riconoscere il potere degli dèi.
Allein ich wußst’ ihn auszuspüren.
Du kennst mich! meine Wachsamkeit – L’Oratore esce con un sacerdote, tutti i sacerdoti
si raccolgono con i loro rami di palma.
SARASTRO
Verdient, daß man ihr Lorbeer streut. [N. 10 - Aria con coro]
He! gebt dem Ehrenmann sogleich –
SARASTRO
MONOSTATOS Oh Iside e Osiride, procurate
Schon deine Gnade macht mich reich!
Lo spirito di saggezza alla nuova coppia!
Voi che guidate il passo al viandante,
SARASTRO
Rinvigoriteli indulgenti nel pericolo.
Nur sieben und siebzig Sohlenstreich’.
CORO
MONOSTATOS
Rinvigoriteli indulgenti nel pericolo.
(kniet)
Ach Herr, den Lohn verhofft’ ich nicht.
SARASTRO
Fate che vedano i frutti della prova;
SARASTRO
Ma se dovessero andare alla tomba,
Nicht Dank! es ist ja meine Pflicht!
Allora premiate l’audace percorso di virtù,
Monostatos wird abgeführt. Accoglieteli nella vostra dimora!

ALLE CORO
Es lebe Sarastro, der göttliche Weise, Accoglieteli nella vostra dimora!
Er lohnet und strafet in ähnlichem Kreise.
Sarastro esce, poi tutti lo seguono.
SARASTRO
Führt diese beiden Fremdlinge Notte, il tuono rimbomba di lontano. La scena si
In unsern Prüfungstempel ein, muta in un ristretto atrio del Tempio, dove si ve-
Bedecket ihre Häupter dann – dono resti di colonne e piramidi diroccate, insie-
Sie müssen erst gereinigt sein. me ad alcuni rovi. Ad entrambi i lati stanno alte
porte praticabili antico-egizie, che sottintendono
Zwei bringen eine Art Sack und bedecken die altri edifici laterali.
Häupter der beiden Fremden.

CHOR
Wenn Tugend und Gerechtigkeit
Den großen Pfad mit Ruhm bestreut,
Dann ist die Erd’ ein Himmelreich,
Und Sterbliche den Göttern gleich.

46
ZWEITER AUFZUG SCENA SECONDA
TAMINO e PAPAGENO vengono introdotti dal-
Das Theater ist ein Palmenwald; alle Bäume l’Oratore e dall’altro Sacerdote; questi slacciano
sind silberartig, die Blätter von Gold. 18 Sitze loro il cappuccio, poi escono.
von Blättern; auf einem jeden Sitze steht eine
Pyramide und ein großes, schwarzes Horn mit TAMINO
Gold gefaßt. In der Mitte die größte Pyramide, Che notte terribile! – Papageno, mi sei ancora
auch die größten Bäume. vicino?

PAPAGENO
ERSTER AUFTRITT Oh, sicuro!

SARASTRO nebst andern Priestern kommen in


TAMINO
feierlichen Schritten, jeder mit einem Palmzweige
Dove pensi che ci troviamo ora?
in der Hand. Ein Marsch mit Blasinstrumenten
begleitet den Zug. SARASTRO. SPRECHER. PRIESTER.
PAPAGENO
Dove? Eh, se non fosse buio te l’avrei già detto –
[N. 9 - Marcia]
ma così –
SARASTRO
Tuono.
(nach einer Pause)
Ihr, in dem Weisheitstempel eingeweihten Diener
der großen Götter Osiris und Isis! – Mit reiner Seele Ahimé! –
erklär’ ich euch, daß unsre heutige Versammlung
eine der wichtigsten unsrer Zeit ist. – Tamino, ein TAMINO
Königssohn, 20 Jahre seines Alters, wandelt an der Che c’è?
nördlichen Pforte unseres Tempels und seufzt mit
tugendvollem Herzen nach einem Gegenstande, PAPAGENO
den wir alle mit Mühe und Fleiß erringen müssen. La cosa non si mette bene, a quanto pare!
– Kurz, dieser Jüngling will seinen nächtlichen
Schleier von sich reißen und ins Heiligtum des TAMINO
größten Lichtes blicken. – Diesen Tugendhaften zu Tu hai paura, a quanto sento.
bewachen, ihm freundschaftlich die Hand zu
bieten, sei heute eine unsrer wichtigsten Pflichten. PAPAGENO
Paura proprio no, solo un gelo mi corre lungo
ERSTER PRIESTER la schiena.
(steht auf)
Er besitzt Tugend? Forte tuono.

SARASTRO Ahimé!
Tugend!
TAMINO
ZWEITER PRIESTER Che hai?
Auch Verschwiegenheit?
PAPAGENO
SARASTRO Credo mi stia venendo la febbre.
Verschwiegenheit!
TAMINO
DRITTER PRIESTER Bah, Papageno! Sii un uomo!
Ist wohltätig?

47
SARASTRO PAPAGENO
Wohltätig! – Haltet ihr ihn für würdig, so folgt Vorrei essere una fanciulla!
meinem Beispiele.
Un tuono molto forte.
Sie blasen dreimal in die Hörner.
Oh! Oh! Oh! Questo è il mio ultimo istante!
Gerührt über die Einigkeit eurer Herzen, dankt
Sarastro euch im Namen der Menschheit. –
Mag immer das Vorurteil seinen Tadel über
uns Eingeweihte auslassen! – Weisheit und SCENA TERZA
Vernunft zerstückt es gleich dem
Spinnengewebe. Unsere Säulen erschüttern sie Oratore e l’altro Sacerdote con fiaccole. DETTI.
nie. Jedoch, das böse Vorurteil soll schwinden,
sobald Tamino selbst die Größe unserer
schweren Kunst besitzen wird. – Pamina, das ORATORE
sanfte, tugendhafte Mädchen, haben die Götter Voi, forestieri, cosa cercate o pretendete da noi?
dem holden Jüngling bestimmt; dies ist der Cosa vi spinge a penetrare nelle nostre mura?
Grundstein, warum ich sie der stolzen Mutter
entriß. – Das Weib dünkt sich groß zu sein; TAMINO
hofft durch Blendwerk und Aberglauben das Amicizia e amore.
Volk zu berücken und unsern festen
Tempelbau zu zerstören. Allein, das soll sie ORATORE
nicht; Tamino, der holde Jüngling selbst, soll Sei tu pronto ad ottenere ciò combattendo con
ihn mit uns befestigen und als Eingeweihter la tua vita?
der Tugend Lohn, dem Laster aber Strafe sein.
TAMINO
Der dreimalige Akkord mit den Hörnern wird Sì!
von allen wiederholt.
ORATORE
SPRECHER Anche se la morte fosse il tuo destino?
(steht auf)
Großer Sarastro, deine weisheitsvollen Reden TAMINO
erkennen und bewundern wir; allein, wird Sì!
Tamino auch die harten Prüfungen, so seiner
warten, bekämpfen? – Verzeih, daß ich so frei ORATORE
bin, dir meinen Zweifel zu eröffnen! Mich Principe! Ora è ancor tempo per ritirarsi – un
bangt es um den Jüngling. Wenn nun im passo di più ed è troppo tardi. –
Schmerz dahingesunken sein Geist ihn
verließe, und er dem harten Kampfe unterläge? TAMINO
– Er ist Prinz – La mia vittoria sia una lezione di saggezza; Pamina,
quell’incantevole fanciulla, mia ricompensa.
SARASTRO
Noch mehr – Er ist Mensch! ORATORE
Ti sottoponi ad ogni prova?
SPRECHER
Wenn er nun aber in seiner frühen Jugend TAMINO
leblos erblaßte? Ad ognuna!

SARASTRO ORATORE
Dann ist er Osiris und Isis gegeben und wird Porgimi la mano! –
der Götter Freuden früher fühlen als wir.
Si porgono la mano.
48
Der dreimaliger Akkord wird wiederholt.
Ecco!
Man führe Tamino mit seinem Reisegefährten in
den Vorhof des Tempels ein. SECONDO SACERDOTE
(zum Sprecher, der vor ihm niederkniet) Prima che tu prosegua, permettimi di scambiare
Und du, Freund! den die Götter durch uns zum due parole con questo forestiero. – Vuoi anche tu
Verteidiger der Wahrheit bestimmten – vollziehe ottenere combattendo l’amore per la saggezza?
dein heiliges Amt und lehre durch deine Weisheit
beide, was Pflicht der Menschheit sei, lehre sie die PAPAGENO
Macht der Götter erkennen. Combattere non è cosa per me. – E poi in fondo
io non pretendo affatto alcuna saggezza. Io sono
Sprecher geht mit einem Priester ab, alle Priester una persona così semplice, che si accontenta di
stellen sich mit ihren Palmzweigen zusammen. dormire, mangiare e bere; – e se fosse mai
possibile una buona volta che mi pigliassi una
[N. 10 - Aria con coro] bella ragazzina –

SARASTRO SECONDO SACERDOTE


O Isis und Orisis, schenket Non la otterrai mai, se non ti sottoporrai alle
Der Weisheit Geist dem neuen Paar! nostre prove.
Die ihr der Wandrer Schritte lenket,
Stärkt mit Geduld sie in Gefahr. PAPAGENO
In cosa consiste questa prova? –
CHOR
Stärkt mit Geduld sie in Gefahr! SECONDO SACERDOTE
Sottometterti a tutte le nostre leggi, senza
SARASTRO temere la morte stessa.
Laßt sie der Prüfung Früchte sehen;
Doch sollten sie zu Grabe gehen, PAPAGENO
So lohnt der Tugend kühnen Lauf, Io rimango scapolo!
Nehmt sie in euren Wohnsitz auf!
ORATORE
CHOR Ma se tu potessi acquisire una fanciulla
Nehmt sie in euren Wohnsitz auf! virtuosa e bella?

Sarastro geht voraus, dann alle ihm nach ab. PAPAGENO


Io rimango scapolo!
Nacht, der Donner rollt von weitem. Das Thea-
ter verwandelt sich in einen kurzen Vorhof des SECONDO SACERDOTE
Tempels, wo man Rudera von eingefallenen Ma insomma, se Sarastro avesse serbato per te
Säulen und Pyramiden sieht, nebst einigen una fanciulla che fosse proprio uguale a te in
Dornbüschen. An beiden Steiten stehen prak- colore e abito? –
tikable hohe, altägyptische Türen, welche mehr
Seitengebäude vorstellen. PAPAGENO
Uguale a me! È giovane?

SECONDO SACERDOTE
Giovane e bella!

PAPAGENO
E si chiama?

SECONDO SACERDOTE
49
ZWEITER AUFTRITT Papagena.

TAMINO und PAPAGENO werden vom Sprecher PAPAGENO


und dem andern Priester hereingeführt; sie Come? – Pa – ?
lösen ihnen die Säcke ab; die Priester gehen
dann ab. SECONDO SACERDOTE
Papagena!
TAMINO
Eine schreckliche Nacht! – Papageno, bist du PAPAGENO
noch bei mir? Papagena? – Mi piacerebbe vederla, per
semplice curiosità.
PAPAGENO
I, freilich! SECONDO SACERDOTE
Vederla tu puoi! –
TAMINO
Wo denkst du, daß wir uns nun befinden? PAPAGENO
Ma quando l’avrò vista, dopo devo morire?
PAPAGENO
Wo? Ja, wenn’s nicht finster wäre, wollt’ ich
dir’s schon sagen – aber so – Il Secondo sacerdote fa un gesto ambiguo.

Donnerschlag. PAPAGENO
Sì? – Io rimango scapolo!
O weh! –
SECONDO SACERDOTE
TAMINO Puoi vederla, ma finché non sarà giunto il
Was ist’s? momento non puoi dire parola con lei; avrà il
tuo spirito tanta fermezza da tenerti a freno la
PAPAGENO lingua?
Mir wird nicht wohl bei der Sache!
PAPAGENO
TAMINO Oh sì!
Du hast Furcht, wie ich höre.
SECONDO SACERDOTE
PAPAGENO Qua la mano! tu la vedrai.
Furcht eben nicht, nur eiskalt läuft’s mir über
den Rücken. ORATORE
Anche a te, Principe, gli dèi impongono un
Starker Donnerschlag. salutare silenzio; senza ciò siete entrambi
perduti. – Tu vedrai Pamina – ma non potrai
O weh! mai parlarle; questo è l’inizio del vostro periodo
di prova. –
TAMINO
Was soll’s? [N. 11 - Duetto]

PAPAGENO ORATORE e SECONDO SACERDOTE


Ich glaube, ich bekomme ein kleines Fieber. Preservatevi dalle insidie delle donne:
Questo è il primo dovere della confraternita!
TAMINO Qualche uomo saggio si lasciò incantare,
Pfui, Papageno! Sei ein Mann! Sbagliò, e non si era preparato a ciò.
Si vide infine abbandonato,

50
La sua fedeltà ricambiata con scherno! –
PAPAGENO Inutilmente si torse le mani,
Ich wollt’, ich wär’ ein Mädchen! Morte e disperazione furon sua ricompensa.

Ein sehr starker Donnerschlag. Entrambi i sacerdoti escono.

O! O! O! Das ist mein letzter Augenblick.

SCENA QUARTA
DRITTER AUFTRITT TAMINO, PAPAGENO.

Sprecher und der andere Priester mit Fackeln. PAPAGENO


VORIGE. Ehi, luce qui! Fate luce! – È proprio strano, ogni
qualvolta quei signori ci abbandonano, non si
SPRECHER vede più nulla con gli occhi spalancati.
Ihr Fremdlinge, was sucht oder fordert ihr von
uns? Was treibt euch an, in unsre Mauern zu TAMINO
dringen? Sopporta con pazienza, e pensa che è il volere
degli dèi.
TAMINO
Freundschaft und Liebe.

SPRECHER SCENA QUINTA


Bist du bereit, sie mit deinem Leben zu
erkämpfen? LE TRE DAMIGELLE dalla botola. DETTI.

TAMINO [N. 12 - Quintetto]


Ja!
LE TRE DAMIGELLE
SPRECHER Come? come? come?
Auch wenn der Tod dein Los wäre? Voi in questo luogo di terrore?
Mai! mai! mai!
TAMINO Ne uscirete felicemente!
Ja! Tamino! la morte ti è assicurata!
Tu, Papageno! sei perduto!
SPRECHER
Prinz, noch ist’s Zeit zu weichen – einen Schritt PAPAGENO
weiter, und es ist zu spät. – No, no, no, sarebbe troppo.

TAMINO TAMINO
Weisheitslehre sei mein Sieg; Pamina, das Papageno, taci, zitto!
holde Mädchen, mein Lohn. Vuoi infrangere il tuo voto,
Di non parlare a donna alcuna?
SPRECHER
Du unterziehst jeder Prüfung dich? PAPAGENO
Tu ben odi, noi siamo entrambi perduti!
TAMINO
Jeder! TAMINO
Zitto, ti dico – taci, zitto!
SPRECHER
Reiche deine Hand mir! – PAPAGENO
51
Sempre zitto e sempre zitto!
Sie reichen sich die Hände.
LE TRE DAMIGELLE
So! La Regina vi è ben vicina,
È penetrata nascostamente nel Tempio! –
ZWEITER PRIESTER
Ehe du weitersprichst, erlaube mir, ein paar PAPAGENO
Worte mit diesem Fremdlinge zu sprechen. – Come? Cosa? lei sarebbe nel Tempio?
Willst auch du dir Weisheitsliebe erkämpfen?
TAMINO
PAPAGENO Zitto, io dico – taci, zitto!
Kämpfen ist meine Sache nicht. – Ich verlang’ Sarai sempre così temerario
auch im Grunde gar keine Weisheit. Ich bin so Da trascurare il dovere del tuo giuramento? –
ein Naturmensch, der sich mit Schlaf, Speise
und Trank begnügt; – und wenn es ja sein LE TRE DAMIGELLE
könnte, daß ich mir einmal ein schönes Tamino, ascolta! Tu sei perduto!
Weibchen fange – Pensa alla Regina!
Si sussurra molto in giro
ZWEITER PRIESTER Dei falsi sentimenti di questi sacerdoti.
Die wirst du nie erhalten, wenn du dich nicht
unsern Prüfungen unterziehst. TAMINO
(tra sé)
PAPAGENO Un saggio non prende in considerazione
Worin besteht diese Prüfung? – Ciò che dice la plebe comune.

ZWEITER PRIESTER LE TRE DAMIGELLE


Dich allen unsern Gesetzen unterwerfen, selbst Si dice che chi giura per la loro confraternita
den Tod nicht scheuen. Venga precipitato all’inferno a capofitto.

PAPAGENO PAPAGENO
Ich bleibe ledig! Sarebbe il diavolo! Inaudito!
Di’, Tamino, è vero?
SPRECHER
Aber wenn du dir ein tugendhaftes, schönes TAMINO
Mädchen erwerben könntest? Chiacchiere, riportate da donne
E ideate da ipocriti.
PAPAGENO
Ich bleibe ledig! PAPAGENO
Ma lo dice anche la Regina.
ZWEITER PRIESTER
Wenn nun aber Sarastro dir ein Mädchen TAMINO
aufbewahrt hätte, das an Farbe und Kleidung Ella è una donna, ha cervello da donna!
dir ganz gleich wäre? – Sta zitto, la mia parola ti sia sufficiente.
Pensa al tuo dovere e agisci da intelligente.
PAPAGENO
Mir gleich! Ist sie jung? LE TRE DAMIGELLE
(a Tamino)
ZWEITER PRIESTER Perché sei così scontroso con noi?
Jung und schön!

PAPAGENO TAMINO

52
Und heißt? (fa cenno con semplici gesti che non può
parlare)
ZWEITER PRIESTER
Papagena. LE TRE DAMIGELLE
Anche Papageno tace – su parla! –
PAPAGENO
Wie? – Pa – ? PAPAGENO
Mi piacerebbe – vorr –
ZWEITER PRIESTER
Papagena! TAMINO
Zitto!
PAPAGENO
Papagena? – Die möcht’ ich aus bloßer PAPAGENO
Neugierde sehen. (furtivamente)
Voi vedete che non posso! –
ZWEITER PRIESTER
Sehen kannst du sie! – TAMINO
Zitto!
PAPAGENO
Aber wenn ich sie gesehen habe, hernach muß TAMINO e PAPAGENO
ich sterben? tu
Che non possa smetterla di chiacchierare,
io
Zweiter Priester macht eine zweideutige te.
È veramente una vergogna per
Pantomime. me.

PAPAGENO LE TRE DAMIGELLE, TAMINO e PAPAGENO


Ja? – Ich bleibe ledig! dobbiam ci
Con vergogna lasciar
devono ci
ZWEITER PRIESTER Qui non si parla di sicuro!
Sehen kannst du sie, aber bis zur verlaufenen Di animo forte è quell’uomo
Zeit kein Wort mit ihr sprechen; wird dein Che sa quando può parlare!
Geist soviel Standhaftigkeit besitzen, deine
Zunge in Schranken zu halten? Le tre damigelle fanno per andare, gli iniziati
gridano dall’interno.
PAPAGENO
O ja! SACERDOTI
Profanata è la soglia sacra!
ZWEITER PRIESTER All’inferno le donne!
Deine Hand! du sollst sie sehen.
Tuono, lampo, e boato; due forti tuoni contem-
SPRECHER poraneamente.
Auch dir, Prinz, legen die Götter ein heilsames
Stillschweigen auf; ohne diese seid ihr beide LE TRE DAMIGELLE
verloren. – Du wirst Pamina sehen – aber nie Ahimé! ahimé! ahimé!
sie sprechen dürfen; dies ist der Anfang eurer (sprofondano nella botola)
Prüfungszeit. –
PAPAGENO
[N. 11 - Duetto] (cade a terra)
Ahimé! ahimé! ahimé!
SPRECHER und ZWEITER PRIESTER
Bewahret euch vor Weibertücken: Indi il triplice accordo.
Dies ist des Bundes erste Pflicht!
53
Manch weiser Mann ließ sich berücken,
Er fehlte, und versah sich’s nicht. SCENA SESTA
Verlassen sah er sich am Ende,
Vergolten seine Treu’ mit Hohn! – TAMINO, PAPAGENO; ORATORE, SECONDO SACERDOTE
Vergebens rang er seine Hände, con fiaccole.
Tod und Verzweiflung war sein Lohn.
ORATORE
Beide Priester ab. Salute a te, giovane! la tua condotta ferma e
virile ha vinto. Certo hai ancora da percorrere
qualche sentiero scabroso e pericoloso, ma tu
comunque terminerai felicemente con l’aiuto
VIERTER AUFTRITT degli dèi. – Vogliamo quindi con cuore puro
proseguire oltre il nostro viaggio. –
TAMINO, PAPAGENO. (gli mette il cappuccio)
Ecco! Ora vieni.
PAPAGENO (escono)
He, Lichter her! Lichter her! – Das ist doch
wunderlich, sooft einen die Herren verlassen, SECONDO SACERDOTE
so sieht man mit offenen Augen nichts. Cosa vedo! Amico, alzati! come stai?

TAMINO PAPAGENO
Ertrag es mit Geduld, und denke, es ist der Giaccio svenuto.
Götter Wille.
SECONDO SACERDOTE
Su! Ricomponiti, e sii un uomo!

FÜNFTER AUFTRITT PAPAGENO


(si alza)
DIE DREI DAMEN aus des Versenkung. VORIGE. Ma ditemi un po’, signori miei, perché io devo
provare tutti questi tormenti e spaventi? – Se gli
[N. 12 - Quintetto] dèi mi hanno davvero destinato una Papagena,
perché allora ottenerla attraverso tanti pericoli?
DIE DREI DAMEN
Wie? wie? wie? SECONDO SACERDOTE
Ihr an diesem Schreckensort? A questa domanda curiosa può rispondere il
Nie! nie! nie! tuo raziocinio. Vieni! il mio dovere richiede di
Kommt ihr wieder glücklich fort! portarti avanti.
Tamino! dir ist Tod geschworen! (gli mette il cappuccio)
Du, Papageno! bist verloren!
PAPAGENO
PAPAGENO Con un viaggio così eterno, a uno potrebbe
Nein, nein, nein, das wär’ zu viel. anche passare per sempre la voglia dell’amore.
(escono)
TAMINO
Papageno, schweige still! La scena si muta in un piacevole giardino; albe-
Willst du dein Gelübde brechen, ri, che sono disposti a ferro di cavallo; nel mezzo
Nichts mit Weibern hier zu sprechen? si trova un pergolato di fiori e rose, in cui Pami-
na riposa. La luna illumina il suo volto. Sul da-
PAPAGENO vanti si trova un sedile erboso.
Du hörst ja, wir sind beide hin!

54
TAMINO
Stille, sag ich – schweige still! SCENA SETTIMA
PAPAGENO Giunge MONOSTATOS, si siede dopo una pausa.
Immer still und immer still!
MONOSTATOS
DIE DREI DAMEN Ah, ecco che trovo qui la bella ritrosa! – E per
Ganz nah ist euch die Königin, causa di un fiorellino così piccolo si volevan
Sie drang im Tempel heimlich ein! – percuotere le mie piante dei piedi? – Ebbene,
devo essere debitore solo al giorno odierno, se
PAPAGENO calpesto ancora il suolo con la pelle intatta! –
Wie? was? sie soll im Tempel sein? Ehm! – Qual era poi di fatto il mio delitto? – che
avevo perso la testa per un fiore trapiantato in
TAMINO suol straniero? – E quale uomo, anche se
Stille, sag ich – schweige still! proveniente dalla più mite regione del cielo,
Wirst du immer so vermessen rimarrebbe freddo e insensibile a una vista
Deiner Eidespflicht vergessen? – siffatta? – Per tutte le stelle! questa fanciulla mi
farà di nuovo perdere la testa. – Il fuoco che
DIE DREI DAMEN arde in me mi consumerà ancora.
Tamino, hör! Du bist verloren! (si guarda intorno ovunque)
Gedenke an die Königin! Se sapessi – di essere completamente solo e non
Man zischelt viel sich in die Ohren udito di nascosto – oserei di nuovo.
Von dieser Priester falschem Sinn! (si fa vento con entrambe le mani)
È proprio una cosa maledettamente folle,
TAMINO l’amore! – Un bacetto, io penso, si farebbe
(für sich) perdonare. –
Ein Weiser prüft und achtet nicht,
Was der gemeine Pöbel spricht.

DIE DREI DAMEN [N. 13 - Aria]


Man sagt, wer ihrem Bunde schwört,
Der fährt zur Höll’ mit Haut und Haar. Chiunque prova le gioie dell’amore,
Scherza, amoreggia, accarezza, bacia –
PAPAGENO Ed io dovrei astenermi dall’amore,
Das wär’ der Teufel! Unerhört! Perché un negro appare brutto!
Sag an, Tamino, ist das wahr? Non mi è dunque stato dato alcun cuore,
Non sono anch’io di carne e sangue? –
TAMINO Vivere sempre senza una donnetta
Geschwätz, von Weibern nachgesagt, Sarebbe davvero il fuoco dell’inferno!
Von Heuchlern aber ausgedacht.
Perciò, poiché vivo, io voglio
PAPAGENO Amoreggiare, baciare, essere affettuoso! –
Doch sagt es auch die Königin! Cara buona luna, perdona,
Una bianca m’ha conquistato!
TAMINO Bianco è bello – io devo baciarla.
Sie ist ein Weib, hat Weibersinn! Luna! perciò celati! –
Sei still, mein Wort sei dir genug, Se questo ti dovesse seccare troppo,
Denk deiner Pflicht und handle klug. Oh allora chiudi gli occhi.
(si avvicina strisciando, lento e sommesso)
DIE DREI DAMEN
(zu Tamino)

55
Warum bist du mit uns so spröde?

TAMINO
(deutet bescheiden, daß er nicht sprechen
darf)

DIE DREI DAMEN


Auch Papageno schweigt – so rede! –

PAPAGENO
Ich möchte gerne – woll –

TAMINO
Still!

PAPAGENO
(heimlich)
Ihr seht, daß ich nicht soll! –

TAMINO
Still!

TAMINO und PAPAGENO


du kannst
Daß nicht das Plaudern lassen,
ich kann
dich.
Ist wahrlich eine Schand’ für
mich.

DIE DREI DAMEN, TAMINO und PAPAGENO


Wir uns
mussen mit Scham verlassen:
Sie wir
Es plaudert keiner sicherlich!
Von festem Geiste ist ein Mann,
Er denket, was er sprechen kann!

Die drei Damen wollen gehen, die Eingeweih-


ten schreien von innen.

PRIESTER
Entweiht ist die heilige Schwelle!
Hinab mit den Weibern zur Hölle!

Donner, Blitz und Schlag; zugleich zwei starke


Donner.

DIE DREI DAMEN


O weh! o weh! o weh!
(sie stürzen in die Versenkung)

PAPAGENO

56
(fällt zu Boden)
O weh! o weh! o weh!
SCENA OTTAVA
Dann fängt der dreimalige Akkord an.
DETTI. La REGINA giunge fra tuoni dalla botola
centrale, in modo da venirsi a trovare proprio
SECHSTER AUFTRITT davanti a PAMINA.

TAMINO, PAPAGENO; SPRECHER, ZWEITER PRIESTER REGINA


mit Fackeln. Indietro!

SPRECHER PAMINA
Heil dir, Jüngling! dein standhaft männliches (svegliatasi)
Betragen hat gesiegt. Zwar hast du noch manch Oh dèi!
rauhen und gefährlichen Weg zu wandern, den
du aber durch Hilfe der Götter glückilch endigen MONOSTATOS
wirst. – Wir wollen also mit reinem Herzen (rimbalza indietro)
unsere Wanderschaft weiter fortsetzen. – Ahimé! – questa è – se non m’inganno, la dea
(er gibt ihm den Sack um) della notte.
So! Nun komm. (rimane completamente immobile)
(ab)
PAMINA
ZWEITER PRIESTER Madre! madre! madre mia! –
Was seh’ ich! Freund, stehe auf! wie ist dir? (le cade fra le braccia)

PAPAGENO MONOSTATOS
Ich lieg’ in einer Ohnmacht! Madre? ehm! è meglio origliare di lontanto.
(sguscia via)
ZWEITER PRIESTER
Auf! Sammle dich, und sei ein Mann! REGINA
Lo si deve alla violenza con la quale ti hanno
PAPAGENO sottratta a me, se io ancora mi chiamo tua
(steht auf) madre. – Dov’è il giovane che ti ho inviato?
Aber sagt mir nur, meine Herren, warum muß
ich denn alle die Qualen und Schrecken PAMINA
empfinden? – Wenn mir ja die Götter eine Ah madre, è tolto per sempre al mondo e agli
Papagena bestimmten, warum denn mit so viel uomini. – Egli si è consacrato agli iniziati.
Gefahren sie erringen?

ZWEITER PRIESTER REGINA


Diese neugierige Frage mag deine Vernunft dir Agli iniziati? – Figlia infelice, così mi sei
beantworten. Komm! meine Pflicht heischt, sottratta per sempre. –
dich weiterzuführen.
(er gibt ihm den Sack um) PAMINA
Sottratta? – Oh fuggiamo, cara madre! Sotto la
PAPAGENO tua protezione resisto a qualsiasi pericolo.
Bei so einer ewigen Wanderschaft möcht’
einem wohl die Liebe auf immer vergehen. REGINA
(ab) Protezione? Cara figliola, tua madre non può
più proteggerti. – Con la morte di tuo padre il
Das Theater verwandelt sich in einen angeneh- mio potere è svanito.
men Garten; Baüme, die nach Art eines Hufei-

57
sens gesetzt sind; in der Mitte steht eine Laube
von Blumen und Rosen, worin Pamina schläft. PAMINA
Der Mond beleuchtet ihr Gesicht. Ganz vorn Mio padre –
steht eine Rasenbank.
REGINA
SIEBENTER AUFTRITT Consegnò volontariamente agli iniziati il
settemplice Cerchio del Sole; questo potente
MONOSTATOS kommt, sezt sich nach einer Pause. Cerchio eliaco Sarastro lo porta sul suo petto. –
Quando ne discussi con lui, così mi disse con
MONOSTATOS fronte corrugata: «Donna! la mia ultima ora è
Ha, da find’ ich ja die spröde Schöne! – Und um giunta – tutti i tesori che ho posseduto sono tuoi
einer so geringen Pflanze wegen wollte man e di tua figlia.» – «E il Cerchio del Sole che tutto
meine Fußsohlen behämmern? – Also bloß dem distrugge», – lo interruppi precipitosamente, –
heutigen Tage hab’ ich’zu verdanken, daß ich «È destinato agli iniziati», rispose, «Sarastro lo
noch mit heiler Haut auf die Erde trete. – Hm! – saprà amministrare da uomo, come me sino ad
Was war denn eigentlich mein Verbrechen? – oggi. – Ed ora, non una parola di più; non
daß ich mich in eine Blume vergaffte, die auf ricercare l’essenza, ch’è incomprensibile allo
fremden Boden versetzt war? – Und welcher spirito femminile. – Il tuo dovere è di affidare te
Mensch, wenn er auch von gelinderm e tua figlia alla guida degli uomini saggi.»
Himmelsstrich daherwanderte, würde bei so
einem Anblick kalt und unempflindlich PAMINA
bleiben? – Bei allen Sternen! das Mädchen wird Cara madre, in conclusione, dopo tutto ciò,
mich noch um meinen Verstand bringen – Das anche il giovane mi è dunque perduto per
Feuer, das in mir glimmt, wird mich noch sempre?
verzehren.
(er sieht sich allenthalben um) REGINA
Wenn ich wüßte – daß ich so ganz allein und Perduto, se tu, prima che il sole colori la terra,
unbelauscht wäre – ich wagte es noch einmal. non lo persuadi a fuggire attraverso questa
(er macht sich Wind mit beiden Händen) volta sotterranea. – La prima luce del giorno
Es ist doch eine verdammt närrische Sache um decide se egli verrà dato completamente a te o
die Liebe! – Ein Küßchen, dächte ich, ließe sich agli iniziati.
entschuldigen. –
PAMINA
[N. 13 - Aria] Cara madre, non potrei allora amare il giovane
come iniziato, altrettanto affettuosamente
Alles fühlt der Liebe Freuden, quanto lo amo ora? – Mio padre stesso era
Schnäbelt, tändelt, herzet, küßt – invero legato a questi uomini saggi; parlava
Und ich sollt’ die Liebe meiden, continuamente di loro con entusiasmo, lodava
Weil ein Schwarzer häßlich ist! la loro bontà – la loro intelligenza – la loro
Ist mir denn kein Herz gegeben, virtù. – Sarastro non è meno virtuoso –
Bin ich nicht von Fleisch und Blut? –
Immer ohne Weibchen leben REGINA
Wäre wahrlich Höllenglut! Cosa sento! – Tu, mia figlia, saresti capace di
difendere i princìpi abietti di questi barbari? –
Drum so will ich, weil ich lebe, Di amare un uomo siffatto, che, alleato col mio
Schnäbeln, küssen, zärtlich sein! – nemico mortale, preparerebbe in ogni istante
Lieber guter Mond, vergebe, solo la mia rovina? – Vedi qui questo acciar? – È
Eine Weiße nahm mich ein! stato affilato per Sarastro. – Tu lo ucciderai e mi
Weiß ist schön – ich muss sie küssen. consegnerai il potente Cerchio del Sole.
Mond! verstecke dich dazu! –
Sollt’ es dich zu sehr verdrießen, PAMINA
O so mach die Augen zu. Ma madre carissima! –
58
(er schleicht langsam und leise hin)
REGINA
Non una parola!

[N. 14 - Aria]

La vendetta dell’inferno ribolle nel mio cuore,


Morte e disperazione m’infiamman
[tutt’intorno!
Se Sarastro non patisce le pene della morte

Tu non sei più mia figlia:

Sii per sempre ripudiata, per sempre


[abbandonata,
Distrutti sian per te tutti i legami naturali,

Se Sarastro non impallidirà a causa tua! –

Udite, dèi della vendetta – udite! il giuramento


[di una Madre! –
(sprofonda)

SCENA NONA
PAMINA con il pugnale in mano.

PAMINA
Io dovrei commettere un assassinio? – Dèi! nol
posso. – Nol posso!
(rimane pensosa)

SCENA DECIMA
VORIGE, MONOSTATOS.

MONOSTATOS
(giunge veloce, di nascosto e alquanto felice)
Il Cerchio del Sole di Sarastro ha dunque anche
un suo potere? – E per ottenerlo, la bella
fanciulla deve ucciderlo? – Questo è sale per la
mia zuppa!

PAMINA
Ma non ha giurato su tutti gli dèi di ripudiarmi,
se non volgo il pugnale contro Sarastro? – Dèi!
– Che fare, ora?

MONOSTATOS
Affidarti a me!
59
(le prende il pugnale)
ACHTER AUFTRITT
PAMINA
VORIGE. Die KÖNIGIN kommt unter Donner aus
(si spaventa e grida)
der mittleren Versenkung, und so, daß sie
Ah!
gerade vor PAMINA zu stehen kommt.
MONOSTATOS
KÖNIGIN
Perché tremi? per il mio colore nero, o per il
Zurück! progettato assassinio?

PAMINA PAMINA
(erwacht) (impaurita)
Ihr Götter! Tu sai dunque? –

MONOSTATOS MONOSTATOS
(prallt zurück) Tutto. – Io so anche che non solo la tua, ma
O weh! – das ist – wo ich nicht irre, die Göttin anche la vita di tua madre è in mano mia. –
der Nacht. Dicessi una sola parola a Sarastro, e tua madre,
(steht ganz still) sotto questa volta, proprio nell’acqua
purificatrice degli iniziati, verrebbe, come si
PAMINA dice, affogata. – Da questo luogo non uscirà ora
Mutter! Mutter! meine Mutter! sicuramente più con la pelle salva, se io lo
(sie fällt ihr in die Arme) voglio. – Tu hai dunque solo una strada, per
salvare te e tua madre.
MONOSTATOS
Mutter? hm! das muß man von weitem belauschen.
(schleicht ab) PAMINA
Che sarebbe?
KÖNIGIN
Verdank es der Gewalt, mit der man dich mir MONOSTATOS
entriß daß ich noch deine Mutter mich nenne. Amarmi!
- Wo ist der Jüngling, den ich an dich sandte?
PAMINA
PAMINA (tremando, fra sé)
Ach Mutter, der ist der Welt und den Menschen Dèi!
auf ewig entzogen. – Er hat sich den
Eingeweihten gewidmet. MONOSTATOS
(felice)
KÖNIGIN La tempesta spinge il giovane alberello dalla
Den Eingeweihten? – Unglückliche Tochter, mia parte. – Ebbene, fanciulla! – Sì, o no!
nun bist du auf ewig mir entrissen. –
PAMINA
PAMINA (risoluta)
Entrissen? – O fliehen wir, liebe Mutter! Unter No!
deinem Schutz trotz’ ich jeder Gefahr.
MONOSTATOS
(pieno d’ira)
KÖNIGIN
No? E perché? Perché porto il colore di uno
Schutz? Liebes Kind, deine Mutter kann dich
spettro nero? – No? – Ah, dunque muori!
nicht mehr schützen. – Mit deines Vaters Tod
(l’afferra per la mano)
ging meine Macht zu Grabe.

PAMINA

60
PAMINA Monostatos, guardami qui in ginocchio! –
Mein Vater – risparmiami!

KÖNIGIN MONOSTATOS
Übergab freiwillig den siebenfachen Amore o morte! Parla! La tua vita è all’estremo.
Sonnenkreis den Eingeweihten; diesen
mächtigen Sonnenkreis trägt Sarastro auf seiner PAMINA
Brust. – Als ich ihn darüber beredete, so sprach Il mio cuore l’ho offerto a quel giovane.
er mit gefalteter Stirne: «Weib! meine letzte
Stunde ist da – alle Schätze, so ich allein besaß, MONOSTATOS
sind dein und deiner Tochter.» – «Der alles Cosa m’importa della tua offerta – parla!
verzehrende Sonnenkreis», – fiel ich hastig ihm
in die Rede, – «Ist den Geweihten bestimmt», PAMINA
antwortete er, «Sarastro wird ihn so männlich (risoluta)
verwalten wie ich bisher. – Und nun kein Wort Mai!
weiter; forsche nicht nach Wesen, die dem
weiblichen Geiste unbegreiflich sind. – Deine
Pflicht ist, dich und deine Tochter der Führung
weiser Männer zu überlassen.» SCENA UNDICESIMA
PAMINA DETTI, SARASTRO.
Liebe Mutter, nach alledem zu schließen, ist
wohl auch der Jüngling auf immer für mich MONOSTATOS
verloren? Allora, addio!

KÖNIGIN Sarastro rapido lo trattiene.


Verloren, wenn du nicht, ehe die Sonne die
Erde färbt, ihn durch diese unterirdischen Signore, la mia impresa non è riprovevole; si è
Gewölbe zu fliehen beredest. – Der erste giurata la tua morte, perciò volevo vendicarti.
Schimmer des Tages entscheidet, ob er ganz dir
oder den Eingeweihten gegeben sei.
SARASTRO
PAMINA So fin troppo. – So che la tua anima è nera
Liebe Mutter, dürft’ ich den Jüngling als come il tuo volto. – E punirei questa nera
Eingeweihten denn nicht auch ebenso zärtlich impresa col più grande rigore verso di te, se
lieben, wie ich ihn jetzt liebe? – Mein Vater una donna malvagia, che ha invero una figlia
selbst war ja mit diesen weisen Männern molto buona, non avesse a ciò forgiato il
verbunden; er sprach jederzeit mit Entzücken pugnale. – Sii debitore all’azione malvagia della
von ihnen, preiste ihre Güte – ihren Verstand – donna, se te la cavi impunito. – Va’! –
ihre Tugend. – Sarastro ist nicht weniger
tugendhaft –
MONOSTATOS
KÖNIGIN (uscendo)
Was hör ich! – Du, meine Tochter, könntest die Ora faccio visita alla madre, visto che la figlia
schändlichen Gründe dieser Barbaren non mi è destinata.
verteidigen? – So einen Mann lieben, der, mit (esce)
meinem Todfeind verbunden, mit jedem
Augenblick nur meinen Sturz bereiten würde?
– Siehst du hier diesen Stahl? – Er ist für
Sarastro geschliffen. – Du wirst ihn töten und SCENA DODICESIMA
den mächtigen Sonnenkreis mir überliefern.

61
PAMINA DETTI, senza MONOSTATOS.
Aber liebste Mutter! –
PAMINA
KÖNIGIN Signore, non punire mia madre! Il dolore per la
Kein Wort! mia assenza –

[N. 14 - Aria] SARASTRO


So tutto. – So che vaga nei luoghi sotterranei del
Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, Tempio e trama vendetta contro me e
Tod und Verzweiflung flammet um mich l’umanità; – ma tu vedrai come mi vendico di
[her! tua madre. – Il cielo conceda soltanto al caro
Fühlt nicht durch dich Sarastro giovane coraggio e fermezza nel suo santo
[Todesschmerzen, proposito, allora tu sarai felice con lui, e tua
So bist du meine Tochter nimmermehr: madre dovrà tornare umiliata al suo castello.

Verstoßen sei auf ewig, verlassen sei auf ewig,

Zertrümmert sei’n auf ewig alle Bande der [N. 15 - Aria]


[Natur,
Wenn nicht durch dich Sarastro wird In queste sacre sale
[erblassen! – Non si conosce la vendetta!
Hört, Rachegötter – hört! – der Mutter E se un uomo è caduto,
[Schwur! – L’amore lo conduce al dovere.
(sie versinkt) Condotto da mano amica, camminerà poi
Contento e lieto in terra migliore.

NEUNTER AUFTRITT In queste sacre mura,


Dove l’uomo ama l’uomo,
PAMINA mit dem Dolch in der Hand. Non può nascondersi nessun traditore,
Perché il nemico viene perdonato.
PAMINA Chi non onora tali insegnamenti,
Morden soll ich? – Götter! das kann ich nicht. Non merita di essere un uomo.
- Das kann ich nicht!
(steht in Gedanken) Escono entrambi.

La scena si muta in una sala, nella quale possa


ZEHNTER AUFTRITT muoversi la macchina volante. La macchina è
circondata di rose e fiori, nel punto ove s’aprirà
VORIGE, MONOSTATOS. poi uno sportello. Sul davanti vi sono due sedili
erbosi.
MONOSTATOS
(kommt schnell, heimlich und sehr freudig)
Sarastros Sonnenkreis hat also auch seine SCENA TREDICESIMA
Wirkung? – Und diesen zu erhalten, soll das
schöne Mädchen ihn morden? – Das ist Salz in TAMINO e PAPAGENO vengono introdotti senza
meine Suppe! cappuccio dai due sacerdoti.

PAMINA ORATORE
Aber schwur sie nicht bei allen Göttern, mich A questo punto sarete lasciati soli. – Non
zu verstoßen, wenn ich den Dolch nicht gegen appena il trombone risuona, allora riprenderete
Sarastro kehre? – Götter! – Was soll ich nun? il vostro cammino. – Principe, addio! Ci
rivedremo prima che siate alla meta. – Ancora
62
MONOSTATOS una volta, non dimenticate il precetto: silenzio.
Dich mir anvertrauen! –
(nimmt ihr den Dolch) (esce)

PAMINA SECONDO SACERDOTE


(erschrickt und schreit) Papageno, chi in questo luogo rompe il suo
Ha! silenzio, gli dèi lo puniscono con tuoni e
fulmini. Addio!
MONOSTATOS (esce)
Warum zitterst du? vor meiner schwarzen
Farbe, oder vor dem ausgedachten Mord?
SCENA QUATTORDICESIMA
PAMINA
(schüchtern) TAMINO, PAPAGENO.
Du weißt also? –
Tamino si siede sopra un sedile erboso.
MONOSTATOS
Alles. – Ich weiß sogar, daß nicht nur dein, PAPAGENO
sondern auch deiner Mutter Leben in meiner
(dopo una pausa)
Hand steht. – Ein einziges Wort sprech’ ich zu
Tamino!
Sarastro, und deine Mutter wird in diesem
Gewölbe, in eben dem Wasser, das die
TAMINO
Eingeweihten reinigen soll, wie man sagt,
(con rimprovero)
ersäuft. – Aus diesem Gewölbe kommt sie nun
St!
sicher nicht mehr mit heiler Haut, wenn ich es
will. – Du hast also nur einen Weg, dich und
PAPAGENO
deine Mutter zu retten.
Che bella vita allegra! – Fossi piuttosto nella mia
capanna di paglia o nel bosco, così ogni tanto
PAMINA
sentirei certamente un uccello fischiettare.
Der wäre?

MONOSTATOS TAMINO
Mich zu lieben! (rimproverando)
St!
PAMINA
(zitternd, für sich) PAPAGENO
Götter! Con me stesso potrò ben parlare; ed anche noi
due possiamo parlare insieme, noi siam
MONOSTATOS uomini!
(freudig)
Das junge Bäumchen jagt der Sturm auf meine TAMINO
Seite. – Nun, Mädchen! Ja, oder nein! (rimproverando)
St!
PAMINA
(entschlossen) PAPAGENO
Nein! (canta)
La la la – la la la! – Neppure una goccia d’acqua
MONOSTATOS si può avere da questa gente; men che meno
(voll Zorn) qualcos’altro.
Nein? und warum? Weil ich die Farbe eines
schwarzen Gespenstes trage? – Nicht? – Ha, so stirb! SCENA QUINDICESIMA
(er ergreift sie bei der Hand)
DETTI. Una donna vecchia e brutta giunge dalla
63
PAMINA botola, tiene su un vassoio una grossa coppa
Monostatos, sieh mich hier auf meinen Knien! con acqua.
- schone meiner!
PAPAGENO
MONOSTATOS (la guarda a lungo)
Liebe oder Tod! – Sprich! dein Leben steht auf È per me?
der Spitze.
DONNA
Sì, angelo mio!
PAMINA
Mein Herz hab’ ich dem Jüngling geopfert.
PAPAGENO
(la guarda di nuovo, beve)
MONOSTATOS
Né più e né meno che acqua. Dimmi, bella
Was kümmert mich dein Opfer. – Sprich! –
sconosciuta! tutti gli ospiti forestieri vengono
accolti in questa maniera?
PAMINA
(entschlossen)
DONNA
Nie!
Naturalmente, angelo mio!

PAPAGENO
Bene! – Allora i forestieri non verranno certo di
ELFTER AUFTRITT frequente. –

VORIGE, SARASTRO. DONNA


Molto poco.
MONOSTATOS
So fahr denn hin! PAPAGENO
Posso immaginarmelo. – Su, vecchia, siediti qui
Sarastro hält ihn schnell ab. accanto a me, il tempo mi è maledettamente
lungo. – Dimmi dunque, quanti anni hai?
Herr, mein Unternehmen ist nicht strafbar;
man hat deinen Tod geschworen, darum wollt’ DONNA
ich dich rächen. Quanti anni?

SARASTRO PAPAGENO
Ich weiß nur allzuviel. – Weiß daß deine Seele Sì.
ebenso schwarz als dein Gesicht ist. – Auch
würde ich dies schwarze Unternehmen mit DONNA
höchster Strenge an dir bestrafen, wenn nicht 18 anni e 2 minuti.
ein böses Weib, das zwar eine sehr gute Tochter
hat, den Dolch dazu geschmiedet hätte. – PAPAGENO
Verdank es der bösen Handlung des Weibes, 18 anni e 2 minuti?
daß du ungestraft davonziehst. – Geh! –
DONNA
MONOSTATOS Sì!
(im Abgehen)
Jetzt such’ ich die Mutter auf, weil die Tochter PAPAGENO
mir nicht beschieden ist. Ah ah ah! – Che giovane angioletto! Hai anche
(ab) un amante?

DONNA
Oh, certo!

64
ZWÖLFTER AUFTRITT
VORIGE, ohne MONOSTATOS. PAPAGENO
È anche lui giovane come te?
PAMINA
Herr, strafe meine Mutter nicht! Der Schmerz DONNA
über meine Abwesenheit – Non proprio, è circa 10 anni più vecchio. –

SARASTRO PAPAGENO
Ich weiß alles. Weiß, daß sie in unterirdischen Circa 10 anni più di te? – Deve essere un
Gemächern des Tempels herumirrt und Rache bell’amore! – E come si chiama il tuo
über mich und die Menschheit kocht; – allein, innamorato?
du sollst sehen, wie ich mich an deiner Mutter
räche. – Der Himmel schenke nur dem holden DONNA
Jüngling Mut und Standhaftigkeit in seinem Papageno!
frommen Vorsatz, dann bist du mit ihm
glücklich, und deine Mutter soll beschämt nach PAPAGENO
ihrer Burg zurückkehren. (si spaventa, pausa)
Papageno? – E dove si trova, questo Papageno?
[N. 15 - Aria]
DONNA
In diesen heil’gen Hallen Siede qui, mio angelo!
Kennt man die Rache nicht!
Und ist ein Mensch gefallen, PAPAGENO
Führt Liebe hin zur Pflicht. Io sarei il tuo innamorato?
Dann wandelt er an Freundes Hand
Vergnügt und froh ins bessre Land. DONNA
Sì, angelo mio!
In diesen heil’gen Mauern,
Wo Mensch den Menschen liebt, PAPAGENO
Kann kein Verräter lauern, (prende veloce l’acqua e gliela spruzza in viso)
Weil man dem Feind vergibt. Dimmi, e tu come ti chiami?
Wen solche Lehren nicht erfreun,
Verdienet nicht, ein Mensch zu sein. DONNA
Mi chiamo –
Beide gehen ab.
Forte tuono. La Vecchia esce velocemente
Das Theater verwandelt sich in eine Halle, wo zoppicando.
das Flugwerk gehen kann. Das Flugwerk ist mit
Rosen und Blumen umgeben, wo sich sodann PAPAGENO
eine Türe öffnet. Ganz vorne sind zwei Ra- Ahimé!
senbänke.
Tamino si alza, minaccia col dito.

DREIZEHNTER AUFTRITT PAPAGENO


Ora non dico più una parola!
TAMINO und PAPAGENO werden ohne Säcke von
den zwei Priestern hereingeführt.

SPRECHER
Hier seid ihr euch beiden allein überlassen. –
Sobald die röchelnde Posaune tönt, dann –
65
nehmt ihr euren Weg dahin. – Prinz, lebt wohl! SCENA SEDICESIMA
Wir sehen uns, eh’ ihr ganz am Ziele seid. –
Noch einmal, vergeßt das Wort nicht: I tre fanciulli giungono su una macchina
Schweigen – volante coperta di rose. Al centro si trova una
(ab) bella tavola apparecchiata. L’uno ha il flauto,
l’altro la cassettina coi campanelli. DETTI.
ZWEITER PRIESTER
Papageno, wer an diesem Ort sein [N. 16 - Terzetto]
Stillschweigen bricht, den strafen die Götter
durch Donner und Blitz. Leb wohl! I TRE FANCIULLI
(ab) Siate di nuovo i benvenuti,
Voi uomini, nel regno di Sarastro. –
Egli invia ciò che vi era stato tolto:
VIERZEHNTER AUFTRITT Il flauto e i campanelli ecco a voi.
Vogliate non sdegnare queste vivande,
TAMINO, PAPAGENO. Mangiatene, bevetene in allegria! –
Quando ci vedremo per la terza volta,
Tamino setzt sich auf eine Rasenbank. La gioia sarà ricompensa al vostro coraggio!
Tamino, animo! – La meta è vicina! –
PAPAGENO Tu, Papageno! zitto e taci!
(nach einer Pause)
Tamino! Durante il terzetto pongono la tavola al centro e
s’alzano in volo.
TAMINO
(verweisend)
St!
SCENA DICIASSETTESIMA
PAPAGENO
Das ist ein lustiges Leben! – Wär’ ich lieber in TAMINO, PAPAGENO.
meiner Strohhütte oder im Wald, so hört’ ich
doch manchmal einen Vogel pfeifen. PAPAGENO
Tamino, non vogliamo mangiare? –
TAMINO
(verweisend) Tamino suona il flauto.
St!
PAPAGENO
PAPAGENO Continua pure a suonare il tuo flauto, io voglio
Mit mir selbst werd’ ich wohl sprechen dürfen; suonare i miei bocconi. – Il Signor Sarastro ha
und auch wir zwei können zusammen una buona cucina. – Così mi sa che tacerò
sprechen, wir sind ja Männer. bene, se riceverò sempre tali squisitezze. Ora,
voglio vedere, se la cantina è altrettanto bene
TAMINO amministrata. –
(verweisend) (beve)
St! Ah! – Questo è vino degli dèi! –

PAPAGENO Il flauto tace.


(singt)
La la la – la la la! – Nicht einmal einen Tropfen
Wasser bekommt man bei diesen Leuten; viel
weniger sonst was. –

FÜNFZEHNTER AUFTRITT
66
VORIGE. Ein altes häßliches Weib kommt aus SCENA DICIOTTESIMA
der Versenkung, hält auf einer Tasse einen
großen Becher mit Wasser. PAMINA, DETTI.

PAPAGENO PAMINA
(sieht sie lange an) (lieta)
Ist das für mich? Tu qui? – Dèi benevoli! Grazie a voi, che mi
avete condotto su questa strada. – Ho udito il
WEIB tuo flauto – e così sono corsa dietro al suo
Ja, mein Engel! suono, veloce come una freccia. – Ma tu sei
triste? – Non dici una sillaba alla tua Pamina?
PAPAGENO
(sieht sie wieder an, trinkt) TAMINO
Nicht mehr und nicht weniger als Wasser. – (sospira)
Sag du mir, du unbekannte Schöne! werden alle Ah!
fremden Gäste auf diese Art bewirtet? (le fa cenno di andare via)

WEIB
PAMINA
Freilich, mein Engel!
Come? io ti devo evitare? tu non mi ami più?

PAPAGENO
Soso! – Auf diese Art werden die Fremden auch
TAMINO
nicht gar zu häufig kommen. –
(sospira)
Ah!
WEIB
(le fa di nuovo cenno di allontanarsi)
Sehr wenig.

PAMINA
PAPAGENO
Io devo fuggire, senza sapere perché? –
Kann mir’s denken. – Geh, Alte, setze dich her
zu mir, mir ist die Zeit verdammt lange. – Sag Tamino, caro giovane! ti ho offeso? Ah, non
du mir, wie alt bist du denn? affliggere ulteriormente il mio cuore. – Presso
di te cerco conforto – aiuto – e tu puoi affliggere
WEIB ancora il mio cuore pieno d’amore? – Tu non
Wie alt? mi ami più?

PAPAGENO Tamino sospira.


Ja!
PAMINA
WEIB Papageno, dimmi tu, dimmi, cosa è successo
18 Jahr und 2 Minuten. all’amico mio?

PAPAGENO Papageno ha un boccone in bocca, tiene il cibo


18 Jahr und 2 Minuten? con entrambe le mani, fa segno di andare via.

WEIB
Ja! PAMINA
Come? anche tu? – Spiegami almeno il motivo
PAPAGENO del vostro silenzio. –
Ha ha ha! – Ei, du junger Engel! Hast du auch
einen Geliebten? PAPAGENO
St!

67
WEIB (le indica di andarsene)
I, freilich!
PAMINA
Oh, questo è più di un’offesa, più della morte!
PAPAGENO (pausa)
Ist er auch so jung wie du? Carissimo, unico Tamino! –

WEIB [N. 17 - Aria]


Nicht gar, er ist um 10 Jahre älter. –
Ah lo sento, è svanita!
PAPAGENO Andata per sempre la felicità dell’amore!
Um 10 Jahre ist er älter als du? – Das muß eine Non tornerete ore di gioia
Liebe sein! – Wie nennt sich denn dein Mai più al mio cuore!
Liebhaber?
Guarda Tamino! queste lacrime
WEIB Scorrere, caro, solo per te.
Papageno! Se tu non senti il desiderio d’amore –
Allora la quiete sarà nella morte! –
PAPAGENO (esce)
(erschrickt, Pause)
Papageno? – Wo ist er denn, dieser Papageno?

WEIB SCENA DICIANNOVESIMA


Da sitzt er, mein Engel!
TAMINO, PAPAGENO.
PAPAGENO
Ich wär’ dein Geliebter? PAPAGENO
(mangia in fretta)
WEIB Non è vero, Tamino? anch’io so tacere quando è
Ja, mein Engel! necessario. Sì, in un’impresa del genere so
essere un uomo.
PAPAGENO (beve)
(nimmt schnell das Wasser und spritzt sie ins Gesi- Un evviva al Signor Cuoco e al Signor
cht) Cantiniere!
Sag du mir, wie heißt du denn?
Triplice suono di tromboni. Tamino fa segno a
WEIB Papageno che deve andare.
Ich heiße –
PAPAGENO
Starker Donner. Die Alte hinkt schnell ab. Vai avanti tu, io verrò giusto dopo.

PAPAGENO Tamino vuole portarlo via con la forza.


O weh!
PAPAGENO
Tamino steht auf, droht mit dem Finger. Il più forte rimane qua!

PAPAGENO Tamino lo minaccia e parte da destra, ma era


Nun sprech’ ich kein Wort mehr! venuto da sinistra.

PAPAGENO
Voglio prima spassarmela come si deve. Ora
che sono nel mio migliore appetito, devo
68
SECHZEHNTER AUFTRITT andarmene. – Io lascio ben perdere ciò! –
Adesso non vado via, nemmeno se il Signor
Die drei Knaben kommen in einem mit Rosen Sarastro mi trascina con i suoi sei leoni.
bedeckten Flugwerk. In der Mitte steht ein
schöner bedeckter Tisch. Der eine hat die Flöte, Escono i leoni, egli si spaventa.
der andere das Kästchen mit Glöckchen. VORIGE.
Oh misericordia, dèi clementi! – Tamino,
[N. 16 - Terzetto] salvami! i signori leoni fanno di me un pasto. –

DIE DREI KNABEN


Seid uns zum zweiten Mal willkommen, Tamino suona il suo flauto, torna velocemente
Ihr Männer, in Sarastros Reich! – indietro; i leoni tornano dentro. Tamino gli fa cenno.
Er schickt, was man euch abgenommen,
Die Flöte und die Glöckchen euch. PAPAGENO
Wollt ihr die Speisen nicht verschmähen, Vengo subito! chiamami un birbante, se non ti
So esset, trinket froh davon! – seguirò in tutto!
Wenn wir zum dritten Mal uns sehen,
Ist Freude eures Mutes Lohn! Triplice suono di tromboni.
Tamino, Mut! – Nah ist das Ziel!
Du, Papageno! schweige still! PAPAGENO
Questo riguarda noi. – Stiamo venendo. – Ma
Unter dem Terzett setzen sie den Tisch in die ascolta una buona volta, Tamino, cosa sarà
Mitte und fahren auf. ancora di noi?

Tamino indica il cielo.

SIEBZEHNTER AUFTRITT PAPAGENO


Devo chiederlo agli dèi?
TAMINO, PAPAGENO.
Tamino indica di sì.
PAPAGENO
Tamino, wollen wir nicht speisen? – PAPAGENO
Sì, loro potrebbero veramente dirci più di
Tamino bläst auf seiner Flöte. quanto non sappiamo.

PAPAGENO Triplice suono di tromboni. Tamino lo fa


Blase du nur fort auf deiner Flöte, ich will partire con la forza.
meine Brocken blasen. – Herr Sarastro führt
eine gute Küche. – Auf die Art, ja, da will ich PAPAGENO
schon schweigen, wenn ich immer solche gute Solo non andare così in fretta, arriviamo pur
Bissen bekomme. Nun will ich sehen, ob auch sempre in tempo per farci arrostire.
der Keller so gut bestellt ist. –
(er trinkt) Escono.
Ha! – Das ist Götterwein! –
La scena si muta nella volta interna delle pira-
Die Flöte schweigt. midi.

69
ACHTZEHNTER AUFTRITT SCENA VENTESIMA
PAMINA, VORIGE. SARASTRO, L’ORATORE E ALCUNI SACERDOTI. Due
sacerdoti portano sulle spalle una piramide
PAMINA illuminata; ogni sacerdote ha in mano una
(freudig) piramide trasparente della grandezza di una
Du hier? – Gütige Götter! Dank euch, daß ihr lanterna.
mich diesen Weg führtet. – Ich hörte deine
Flöte – und so lief ich pfeilschnell dem Tone [N. 18 - Coro dei sacerdoti]
nach. – Aber du bist traurig? – Sprichst nicht
eine Silbe mit deiner Pamina? CORO DEI SACERDOTI
Oh Iside e Osiride, qual gioia!
TAMINO Lo splendore del sole scaccia la tetra
(seufzt) [notte! –
Ah! Presto il nobile giovane proverà nuova vita,
(winkt ihr fortzugehen) Presto sarà completamente al nostro servizio.
Il suo animo è ardito, il suo cuore è puro
PAMINA Presto sarà degno di noi.
Wie? ich soll dich meiden? liebst du mich nicht
mehr?
SCENA VENTUNESIMA
TAMINO
(seuftzt) TAMINO, che viene introdotto. DETTI. Più tardi
Ah! PAMINA.
(winkt ihr wieder fort)
SARASTRO
PAMINA Principe, il tuo contegno è stato fin qui virile e
Ich soll fliehen, ohne zu wissen warum? – pacato; ti rimangono ancora due strade
Tamino, holder Jüngling! hab’ ich dich pericolose da percorrere. – Se il tuo cuore ancor
beleidigt? – O kränke mein Herz nicht noch batte altrettanto calorosamente per Pamina – e
mehr. Bei dir such’ ich Trost – Hilfe – und du tu desideri un giorno regnare come un Principe
kannst mein liebevolles Herz noch mehr saggio, possano gli dèi accompagnarti oltre. –
kränken? – Liebst du mich nicht mehr? La tua mano – Si conduca Pamina!

Tamino seufzt. Il silenzio regna fra tutti i sacerdoti; Pamina


viene introdotta col cappuccio proprio degli
PAMINA iniziati; Sarastro ne scioglie la legatura.
Papageno, sag du mir, sag, was ist mit meinem
Freund?
PAMINA
Papageno hat einen Brocken in dem Mund, hält Dove sono? – Qual terribile silenzio! – Dite, ov’è
mit beiden Händen die Speisen zu, winkt il mio giovane? –
fortzugehen.
SARASTRO
PAMINA Egli ti attende, per darti l’ultimo addio.
Wie? auch du? – Erkläre mir wenigstens die
Ursache eures Stillschweigens. –
PAMINA
PAPAGENO L’ultimo addio? – Oh, dov’è? – Conducetemi da
St! lui! –
(er deutet ihr fortzugehen)
SARASTRO
70
PAMINA Ecco.
O, das ist mehr als Kränkung – mehr als Tod!
(Pause) PAMINA
Liebster, einziger Tamino! – Tamino!

[N. 17 - Aria] TAMINO


Indietro!
Ach, ich fühl’s, es ist verschwunden!
Ewig hin der Liebe Glück! – [N. 19 - Terzetto]
Nimmer kommt ihr Wonnestunden
Meinem Herzen mehr zurück! PAMINA
Dovrò, caro, non più vederti? –
Sieh, Tamino! diese Tränen
Fließen, Trauter, dir allein. SARASTRO
Fühlst du nicht der Liebe Sehnen – Vi rivedrete felici! –
So wird Ruhe im Tode sein! –
(ab) PAMINA
Ti aspettano pericoli mortali! –

SARASTRO e TAMINO
NEUNZEHNTER AUFTRITT lo!
Gli dèi possano protegger
mi!
TAMINO, PAPAGENO.
PAMINA
PAPAGENO Tu non sfuggirai alla morte,
(ißt hastig) Mi suggerisce questo un presagio!
Nicht wahr, Tamino, ich kann auch schweigen,
wenn’s sein muß. Ja, bei so einem SARASTRO e TAMINO
Unternehmen, da bin ich Mann. – Possa avverarsi il volere degli dèi,
(er trinkt) gli
Il loro cenno sia di legge.
Der Herr Koch und der Herr Kellermeister mi
sollen leben! –
PAMINA
Dreimaliger Posaunenton. Tamino winkt Papa- Ah se tu amassi com’io ti amo,
geno, daß er gehen soll. Non saresti così tranquillo.

PAPAGENO SARASTRO e TAMINO


Gehe du nur voraus, ich komme schon nach. egli sente
Credimi, gli stessi impulsi,
io sento
Tamino will ihn mit Gewalt fortführen. Sarà
sempre il tuo fedele.
Sarò
PAPAGENO
Der Stärkere bleibt da! SARASTRO
Suona l’ora, or dovete separarvi!
Tamino droht ihm und geht rechts ab; ist aber
links gekommen. TAMINO e PAMINA
Come sono amare le pene del distacco!
PAPAGENO
Jetzt will ich mir’s erst recht wohl sein lassen. SARASTRO
- Da ich in meinem besten Appetit bin, soll ich Tamino or deve nuovamente andare!
gehen. – Das laß’ ich wohl bleiben! – Ich ging’

71
jetzt nicht fort, und wenn Herr Sarastro seine TAMINO
sechs Löwen an mich spannte. Pamina, or devo veramente andare!

Die Löwen kommen heraus, er erschrickt. PAMINA


Tamino or deve veramente andare!
O Barmherzigkeit, ihr gütigen Götter! Tamino,
rette mich! die Herren Löwen machen eine SARASTRO e TAMINO
Mahlzeit aus mir. – deve
Or andare!
devo
Tamino bläst seine Flöte, kommt schnell
zurück; die Löwen gehen hinein. Tamino winkt PAMINA
ihm. Così devi andare!

PAPAGENO TAMINO
Ich gehe schon! heiß du mich einen Schelmen, Pamina! addio!
wenn ich dir nicht in allem folge.
PAMINA
Dreimaliger Posaunenton. Tamino! addio!

PAPAGENO SARASTRO
Das geht uns an. – Wir kommen schon. – Aber Ora affrettati a partire!
hör einmal, Tamino, was wird denn noch alles Ti chiama la parola data!
mit uns werden? Suona l’ora!
Ci rivedremo!
Tamino deutet gen Himmel.
TAMINO e PAMINA
PAPAGENO Ah aurea quiete!
Die Götter soll ich fragen? Torna ancora!
Addio! Addio!
Tamino deutet ja.
Si allontanano.
PAPAGENO
Ja, die könnten uns freilich mehr sagen, als wir
wissen!
SCENA VENTIDUESIMA
Dreimaliger Posaunenton. Tamino reißt ihn mit
Gewalt fort.
PAPAGENO.
PAPAGENO
Eile nur nicht so, wir kommen noch immer PAPAGENO
zeitlich genug, um uns braten zu lassen. (da fuori)
Tamino! Tamino! Vuoi dunque abbandonarmi
Ab. del tutto?
(cerca dentro)
Das Theater verwandelt sich in das Gewölbe Se solo sapessi almeno dove mi trovo. – Tamino!
von Pyramiden. – Tamino! – Per quanto io viva, non starò più
lontano da te – solo per stavolta, non
abbandonare il tuo povero compagno di viaggio!
(giunge alla porta, attraverso la quale Tamino è
stato condotto via)

72
ZWANZIGSTER AUFTRITT UNA VOCE
(grida)
SARASTRO, SPRECHER UND EINIGE PRIESTER. Zwei Indietro!
Priester tragen eine beleuchtete Pyramide auf
den Schultern; jeder Priester hat eine transpa- Poi un tuono; il fuoco divampa uscendo dalla
rente Pyramide in der Größe einer Laterne in porta; forte accordo.
der Hand.
PAPAGENO
[N. 18 - Chor der Priester] Dèi misericordiosi! – Dove mi dirigo? Se solo
sapessi dove sono entrato.
CHOR DER PRIESTER (va alla porta donde era venuto)
O Isis und Orisis, welche Wonne!
Die düstre Nacht verscheucht der Glanz LA VOCE
[der Sonne! – Indietro!
Bald fühlt der edle Jüngling neues Leben,
Bald ist er unserm Dienste ganz ergeben. Tuono, fuoco e accordo come sopra.
Sein Geist ist kühn, sein Herz ist rein –
Bald wird er unsrer würdig sein. PAPAGENO
Ora non posso andare né indietro, né avanti.
(piange)
EINUNDZWANZIGSTER AUF- Forse alla fine dovrò persino morir di fame –
TRITT Ben mi sta! – Perché mi sono fatto coinvolgere.

TAMINO, der hereingeführt wird. VORIGE. Später


PAMINA. SCENA VENTITREESIMA
SARASTRO
Prinz, dein Betragen war bis hierher männlich L’ORATORE con la sua piramide, PAPAGENO.
und gelassen; nun hast du noch zwei
gefährliche Wege zu wandern. – Schlägt dein ORATORE
Herz noch ebenso warm für Pamina – und Uomo! tu avresti meritato di vagare per sempre
wünschest du einst als ein weiser Fürst zu nei tetri baratri della terra; – gli dèi clementi
regieren, so mögen die Götter dich ferner tuttavia ti condonano la punizione. – Ma per
begleiten. – Deine Hand – Man bringe Paminen! contro non proverai mai i piaceri celesti degli
iniziati.
Eine Stille herrscht bei allen Priestern; Pamina
wird mit eben diesem Sack, welcher die PAPAGENO
Eingeweihten bedeckt, hereingeführt; Sarastro Embè, ci saranno certo anche altri nelle mie
löst die Bande am Sacke auf. condizioni. – Per quanto mi riguarda, il piacere più
grande sarebbe ora un buon bicchiere di vino.
PAMINA
Wo bin ich? – Welch eine fürchterliche Stille! – ORATORE
Saget, wo ist mein Jüngling? – Dunque non hai alcun desiderio in questo mondo?

SARASTRO PAPAGENO
Er wartet deiner, um dir das letzte Lebewohl zu Per ora no.
sagen.
ORATORE
PAMINA Sarai servito! –
Das letzte Lebewohl? – O, wo ist er? – Führt (esce)
mich zu ihm! –

73
Subito dal suolo giunge una grossa coppa,
SARASTRO piena di vino rosso.
Hier.
PAPAGENO
PAMINA Urrà! è già qui!
Tamino! (beve)
Magnifico! – Celestiale! – Divino! – Ah! ora
TAMINO sono così soddisfatto, che vorrei volare fino al
Zurück! sole, se avessi le ali. – Ah! – mi sento tutto
strano attorno al cuore! – Io vorrei – desidererei
[N. 19 - Terzetto] – sì, ma cosa?

PAMINA [N. 20 - Aria]


Soll ich dich, Teurer, nicht mehr sehn? –
(suona i campanelli)
SARASTRO Una fanciulla o una donnetta
Ihr werdet froh euch wiedersehn! – Vorrebbe Papageno per sé!
Oh, una delicata colombella
PAMINA Sarebbe per me la beatitudine!
Dein warten tödliche Gefahren! –
Allora berrei e mangerei di gusto,
SARASTRO und TAMINO Allora potrei misurarmi coi prìncipi,
ihn Godermi la vita al par di un saggio
Die Götter mögen bewahren!
mich E sentirmi come nell’Elisio.

PAMINA Una fanciulla o una donnetta


Du wirst dem Tode nicht entgehen, Vorrebbe Papageno per sé!
Mir flüstert dieses Ahnung ein! Oh, una delicata colombella
Sarebbe per me la beatitudine!
SARASTRO und TAMINO
Der Götter Wille mag geschehen, Possibil che non piaccia a nessuna
ihm Di tutte quelle deliziose fanciulle?
Ihr Wink soll Gesetze sein!
mir Almeno una mi aiuti ad uscir da questo stato,
Altrimenti mi affliggerò fino a morire.
PAMINA
O liebtest du, wie ich dich liebe, Una fanciulla o una donnetta
Du würdest nicht so ruhig sein. Vorrebbe Papageno per sé!
Oh una delicata colombella
SARASTRO und TAMINO Sarebbe per me la beatitudine!
er fühlet
Glaub mir, gleiche Triebe,
ich fühle Se nessuna mi accorderà amore,
Wird Allor l’ardore mi consumerà,
ewig dein Getreuer sein.
Werd’ Ma se mi bacia una bocca femminile,
Allora io son già di nuovo guarito!
SARASTRO
Die Stunde schlägt, nun müßt ihr scheiden!

TAMINO und PAMINA


Wie bitter sind der Trennung Leiden!

SARASTRO

74
Tamino muß nun wieder fort!
SCENA VENTIQUATTRESIMA
TAMINO
Pamina, ich muß wirklich fort!
La Vecchia, che danza e nello stesso tempo si
PAMINA appoggia al suo bastone. PAPAGENO.
Tamino muß nun wirklich fort!
DONNA
SARASTRO und TAMINO Eccomi qui, angelo mio!
er
Nun muß fort!
ich PAPAGENO
Ti sei impietosita di me?
PAMINA
So mußt du fort! DONNA
Sì, angelo mio!
TAMINO
Pamina! lebe wohl! PAPAGENO
Sei la mia fortuna!
PAMINA
Tamino! lebe wohl! DONNA
Se tu mi prometti di rimanermi sempre fedele,
SARASTRO allora vedrai quanto teneramente ti amerà la
Nun eile fort! tua mogliettina.
Dich ruft dein Wort!
Die Stunde schlägt! PAPAGENO
Wir sehn uns wieder! Oh tenera pazzerella!

TAMINO und PAMINA DONNA


Ach, goldne Ruhe! Ah quanto voglio abbracciarti, accarezzarti,
Kehre wieder! stringerti al mio cuore.
Lebe wohl! Lebe wohl!
PAPAGENO
Entfernen sich. Anche stringere al cuore?

DONNA
Sù, porgimi la tua mano come pegno del nostro
ZWEIUNDZWANZIGSTER legame.
AUFTRITT
PAPAGENO
PAPAGENO. Ma non così in fretta, angelo caro! – Un patto
siffatto richiede una certa riflessione.
PAPAGENO
(von außen) DONNA
Tamino! Tamino! Willst du mich denn gänzlich Papageno, io ti consiglio di non esitare. – La tua
verlassen? mano, o tu resterai per sempre qui
(er sucht herein) imprigionato.
Wenn ich nur wenigstens wüßte, wo ich wäre.
- Tamino! – Tamino! – Solang ich lebe, belib’ PAPAGENO
ich nicht mehr von dir – nur diesmal verlaß Imprigionato?
mich armen Reisegefährten nicht!
(er kommt an die Türe, wo Tamino abgeführt DONNA

75
worden ist) Acqua e pane saranno il tuo cibo quotidiano. –
Dovrai vivere senza amici e senza amiche, e
EINE STIMME rinunciare per sempre al mondo. –
(ruft)
Zurück! PAPAGENO
Bere acqua? – Rinunciare al mondo? – No, in tal
Dann ein Donnerschlag; das Feuer schlägt zur caso preferisco prendere una vecchia che
Tür heraus; starker Akkord. niente del tutto. – Ebbene, hai qui la mia mano,
con l’assicurazione che ti rimarrò sempre
PAPAGENO fedele,
Barmherzige Götter! – Wo wend’ ich mich hin? (fra sé)
Wenn ich nur wüßte, wo ich hereinkam. finché non ne vedrò una più bella.
(er kommt an die Tür, wo er hereinkam)
DONNA
DIE STIMME Tu lo giuri?
Zurück!
PAPAGENO
Donner und Feuer und Akkord wie oben. Sì, io lo giuro!

PAPAGENO La Donna si muta in una giovane, vestita


Nun kann ich weder zurück, noch vorwärts. esattamente come Papageno.
(weint)
Muß vielleicht am Ende gar verhungern. – PAPAGENO
Schon recht! – Warum bin ich mitgereist. Pa-Pa-Papagena! –
(la vuole abbracciare)

DREIUNDZWANZIGSTER
AUFTRITT
SCENA VENTICINQUESIMA
SPRECHER mit seiner Pyramide, PAPAGENO.

SPRECHER ORATORE, DETTI.


Mensch! du hättest verdient, auf immer in
finstern Klüften der Erde zu wandern; – die ORATORE
gütigen Götter aber entlassen der Strafe dich. – (la prende in fretta per la mano)
Dafür aber wirst du das himmlische Vergnügen Vattene via, giovane donna, egli non è ancora
der Eingeweihten nie fühlen. degno di te!
(la trascina dentro, Papageno vuole seguirla)
PAPAGENO Indietro, ti dico, o trema! –
Je nun, es gibt ja noch mehr Leute
meinesgleichen. – Mir wäre jetzt ein gut Glas PAPAGENO
Wein das größte Vergnügen. Prima ch’io mi ritiri, la terra mi deve
inghiottire.
SPRECHER (egli sprofonda)
Sonst hast du keinen Wunsch in dieser Welt? Oh dèi!

PAPAGENO La scena si muta in un piccolo giardino.


Bis jetzt nicht.

SPRECHER
Man wird dich damit bedienen! –

76
(ab) SCENA VENTISEIESIMA
Sogleich kommt ein großer Becher, mit rotem
Wein angefüllt, aus der Erde. I tre fanciulli giungono dall’alto

PAPAGENO [N. 21 - Finale]


Juchhe! da ist er ja schon! –
(trinkt) I TRE FANCIULLI
Herrlich! – Himmlisch! – Göttlich! – Ha! ich bin Presto ad annunciare il giorno
jetzt so vergnügt, daß ich bis zur Sonne fliegen Il sole splenderà sulla via dorata,
wollte, wenn ich Flügel hätte. – Ha! – mir wird Presto la superstizione scomparirà,
ganz wunderlich ums Herz. – Ich möchte – ich Presto l’uomo saggio vincerà! –
wünschte – ja, was denn?
Oh cara quiete, scendi quaggiù,
[N. 20 - Aria] Torna di nuovo nei cuori degli uomini;
Allora la terra sarà un regno dei cieli,
(schlägt das Glockenspiel) Ed i mortali uguali agli dei.
Ein Mädchen oder Weibchen
Wünscht Papageno sich! PRIMO FANCIULLO
O so ein sanftes Taübchen Ehi guardate, la disperazione strazia Pamina!
Wär’ Seligkeit für mich!
SECONDO e TERZO FANCIULLO
Dann schmeckte mir Trinken und Essen, Ma dov’è
Dann könnt’ ich mit Fürsten mich messen,
Des Lebens als Weiser mich freun PRIMO FANCIULLO
Und wie im Elysium sein. È fuor di senno! –

Ein Mädchen oder Weibchen I TRE FANCIULLI


Wünscht Papageno sich! La strazia il dolore dell’amore respinto.
O so ein sanftes Taübchen Portiamo consolazione alla poveretta! –
Wär’ Seligkeit für mich! Veramente, la sua sorte ci sta a cuore!
Oh fosse qui ora il suo giovane! –
Ach, kann ich denn keiner von allen
Den reizenden Mädchen gefallen? Ella viene! mettiamoci da parte,
Helf’ eine mir nur aus der Not, Così vediamo cosa fa.
Sonst gräm’ ich mich wahrlich zu Tod. (si fanno da parte)

Ein Mädchen oder Weibchen


Wünscht Papageno sich! SCENA VENTISETTESIMA
O so ein sanftes Taübchen
Wär’ Seligkeit für mich!
PAMINA, DETTI.
Wird keine mir Liebe gewähren!
Wo muß mich die Flamme verzehren, PAMINA
Doch küßt mich ein weiblicher Mund, (fuori di sé, con un pugnale)
So bin ich schon wieder gesund. Ebbene sei tu il mio sposo –
Con te concludo la mia pena! –

I TRE FANCIULLI
(a parte)
Quali parole oscure sta dicendo –
La poveretta è presso a follia! –
77
VIERUNDZWANZIGSTER
AUFTRITT PAMINA
Pazienta, mio caro, io sono tua,
Die Alte, tanzend und auf ihren Stock dabei E presto saremo sposi! –
sich stützend. PAPAGENO.
I TRE FANCIULLI
WEIB La pazzia imperversa nel suo cervello –
Da bin ich schon, mein Engel! Le si legge in fronte il suicidio! –
(a Pamina)
PAPAGENO Cara fanciulla, guardaci!
Du hast dich meiner erbarmt?
PAMINA
WEIB Io voglio morire – poiché l’uom
Ja, mein Engel! Che giammai posso odiare,
Ha potuto abbandonare la sua amata! –
PAPAGENO (indicando il pugnale)
Das ist mein Glück! Me l’ha dato mia madre –

WEIB I TRE FANCIULLI


Und wenn du mir versprichst, mir ewig treu zu Dio ti punirà per il suicidio! –
bleiben, dann sollst du sehen, wie zärtlich dein
Weibchen dich lieben wird. PAMINA
Meglio morire per questo acciaio,
PAPAGENO Che rovinarsi per pene d’amore. –
Ei, du zärtliches Närrchen! Madre! per tua causa io soffro,
E la tua maledizione m’insegue!
WEIB
Oh, wie will ich dich umarmen, dich liebkosen, I TRE FANCIULLI
dich an mein Herz drücken. Fanciulla! vuoi venire con noi?

PAPAGENO PAMINA
Auch ans Herz drücken? Sì, la misura del dolore è piena!
Bugiardo giovane, addio!
WEIB Guarda, Pamina muore per te:
Komm, reiche mir zum Pfand unsers Bundes Questo acciaio mi uccida.
deine Hand. (vuole colpirsi)

PAPAGENO I TRE FANCIULLI


Nur nicht so hastig, lieber Engel! – Wo ein (le fermano la mano)
Bündnis braucht doch auch seine Überlegung. Ah infelice! ferma!
Se il tuo giovane vedesse ciò,
WEIB Morirebbe di dolore,
Papageno, ich rate dir, zaudre nicht. – Deine Poiché egli ama solo te. –
Hand, oder du bist auf immer hier eingekerkert.
PAMINA
PAPAGENO (si riprende)
Eingekerkert? Cosa? egli sentiva amore per me?
E mi nascondeva i suoi impulsi –
WEIB Volgeva il suo viso lontano da me?
Wasser und Brot wird deine tägliche Kost sein. Perché non mi diceva niente?
– Ohne Freund, ohne Freundin mußt du leben

78
und der Welt auf immer entsagen. – I TRE FANCIULLI
Questo noi dobbiamo tacerlo,
PAPAGENO Pure vogliamo mostrartelo,
Wasser trinken? – Der Welt entsagen? – Nein, E tu vedrai con stupore,
da will ich doch lieber eine Alte nehmen als gar Che egli ti ha consacrato il suo cuore
keine. – Nun, da hast du meine Hand, mit der E che per te non teme la morte!
Versicherung, daß ich dir immer getreu bleibe,
(für sich) PAMINA
solang ich keine Schönere sehe. Conducetemi da lui, io desidero vederlo.

WEIB I TRE FANCIULLI


Das schwörst du? Vieni, noi vogliamo andare da lui.

PAPAGENO TUTTI
Ja, das schwör’ ich! Due cuori, che ardono d’amore,
La debolezza umana non può dividere.
Das Weib verwandelt sich in ein junges Weib, –Sprecata è la fatica dei nemici;
welches ebenso gekleidet ist wie Papageno. Perché gli dèi stessi li proteggono.
(escono)
PAPAGENO
Pa-Pa-Papagena! – La scena si muta in due grandi montagne; nel-
(er will sie umarmen) l’una c’è una cascata, da dove si sente sibilare e
scrosciare l’acqua; l’altra vomita fuoco; ogni
montagna ha un’inferriata, da dove si intravedo-
no fuoco e acqua; là, dove arde il fuoco,
FÜNFUNDZWANZIGSTER l’orizzonte deve essere rosso chiaro, e dove c’è
AUFTRITT l’acqua, si trova una nebbia nera. Le quinte sono
rocce, ogni quinta si chiude con una porta di fer-
SPRECHER, VORIGE. ro.

SPRECHER
(nimmt sie hastig bei der Hand)
Fort mit dir, junges Weib! Er ist deiner noch SCENA VENTOTTESIMA
nicht würdig.
(er schleppt sie hinein, Papageno will nach)
Zurück, sag ich! oder zittre. – TAMINO è vestito leggero, senza sandali. Due
uomini con corazza nera introducono TAMINO.
PAPAGENO Sui loro elmi arde il fuoco. Gli leggono la scritta
Eh’ ich mich zurückziehe, soll die Erde mich trasparente che è su una piramide. Questa
verschlingen. piramide sta nel mezzo, proprio in cima,
(Er sinkt hinab) accanto all’inferriata. [Più tardi PAMINA.]
O ihr Götter!

Das Theater verwandelt sich in einen kurzen I DUE UOMINI CORAZZATI


Garten. Chi percorre questa strada irta di fatiche,

Si purifica con fuoco, acqua, aria e terra;

Se saprà vincere la paura della morte,

Balzerà dalla terra verso il cielo!


Illuminato, sarà allora in grado
79
SECHSUNDZWANZIGSTER Di dedicarsi completamente al culto di Iside.
AUFTRITT
TAMINO
Die drei Knaben fahren herunter Non mi spaventa morte alcuna ad agir da
[uomo,
[N. 21 - Finale] A continuare sulla strada della virtù! –
Aprite a me le porte della paura –
DIE DREI KNABEN Io tento lieto il percorso ardito. –
(vuole andare)
Bald prangt, den Morgen zu verkünden,
Die Sonn’ auf goldner Bahn
PAMINA
Bald soll der Aberglaube schwinden,
(da dentro)
Bald siegt der weise Mann! –
Tamino, ferma! ti devo vedere!
O holde Ruhe, steig hernieder,
TAMINO
Kehr in der Menschen Herzen wieder;
Cosa sento? la voce di Pamina? –
Dann ist die Erd’ ein Himmelreich,
Und Sterbliche den Göttern gleich.
I DUE UOMINI CORAZZATI
Sì, sì, è la voce di Pamina! –
ERSTER KNABE
Doch seht, Verzweiflung quält Paminen! TAMINO e I DUE UOMINI CORAZZATI
me me,
ZWEITER und DRITTER KNABE Oh felice, ora lei può venir con
te te,
Wo ist sie denn?
ci
Ora nessuno destino dividerà più,
vi
ERSTER KNABE
Anche se la morte fosse segnata,
Sie ist von Sinnen! –
TAMINO
DIE DREI KNABEN Mi è concesso parlare con lei? –
Sie quält verschmähter Liebe Leiden.
Laßt uns der Armen Trost bereiten! –
Fürwahr, ihr Schicksal geht uns nah! I DUE UOMINI CORAZZATI
O wäre nur ihr Jüngling da! – Ti è concesso parlare con lei!

Sie kommt! laßt uns bei Seite gehn, TAMINO e I DUE UOMINI CORAZZATI
Damit wir, was sie mache, sehn. ci
(gehn beiseite) Quale gioia, quando rivedremo,
vi
Andare nel Tempio mano nella mano.
Una donna che non teme notte e morte
SIEBENUNDZWANZIGSTER È degna, e viene iniziata.
AUFTRITT
La porta si apre, Tamino e Pamina si abbrac-
PAMINA, VORIGE. ciano.

PAMINA PAMINA
(halb wahnwitzig, mit einem Dolch) Tamino mio! Oh qual felicità!
Du also bist mein Bräutigam –
Durch dich vollend’ ich meinen Gram! – TAMINO
Pamina mia! Oh qual felicità!
DIE KNABEN Ecco le porte della paura,
(beiseite) Che minacciano difficoltà e morte.
Welch dunkle Worte sprach sie da! –

80
Die Arme ist dem Wahnsinn nah! – PAMINA
In ogni luogo
PAMINA Starò al tuo fianco.
Geduld! mein Trauter, ich bin dein, Io stessa ti conduco,
Bald werden wir vermählet sein! – L’amore mi guidi!
(lo prende per mano)
DIE KNABEN
Wahnsinn tobt ihr im Gehirne – Esso sa cospargere il cammino di rose,
Selbstmord steht auf ihrer Stirne! – Giacché le rose son sempre assieme a spine.
(zu Pamina) Comincia a suonare il flauto magico
Holdes Mädchen, sieh uns an! Ci proteggerà nel nostro cammino.

PAMINA Lo intagliò in un’ora magica


Sterben will ich – weil der Mann, Mio padre dalla radice più profonda
Den ich nimmermehr kann hassen, Della quercia millenaria,
Seine Traute kann verlassen! – Fra lampi e tuoni, tempesta e scrosci. –
(auf den Dolch zeigend) Ora vieni e comincia a suonarlo!
Dies gab meine Mutter mir – Ci guiderà nel difficile cammino.

DIE KNABEN TAMINO, PAMINA e I DUE UOMINI CORAZZATI


Selbstmord strafet Gott an dir! – camminiamo
Grazie alla potenza della musica
camminate
PAMINA Lieti attraverso la notte tetra della morte.
Lieber durch dies Eisen sterben,
Als durch Liebesgram verderben. – Le porte vengono richiuse pesantemente dietro
Mutter! durch dich leide ich, di loro; si vedono Tamino e Pamina procedere;
Und dein Fluch verfolget mich! si ode crepitio di fiamme e ulular di vento,
talora anche il suono cupo del tuono e rumore
DIE KNABEN d’acqua. Tamino suona il suo flauto. Appena
Mädchen! willst du mit und gehn? essi escono dal fuoco, si abbracciano e
rimangono al centro della scena.
PAMINA
Ja, des Jammers Maß ist voll! TAMINO e PAMINA
Falscher Jüngling, lebe wohl! Camminammo attraverso lingue di fuoco,
Sieh, Pamina stirbt durch dich! Combattemmo con coraggio il pericolo,
Dieses Eisen töte mich! – Il tuo suono sia protezione tra i flutti,
(will sich erstechen) Così come lo fu nel fuoco.

DIE KNABEN Tamino suona; si scorgono scendere e dopo


(halten ihr den Arm) breve tempo risalire nuovamente; subito s’apre
Ha, Unglückliche! halt ein! una porta; si vede l’entrata di un tempio,
Sollte dies dein Jüngling sehen, risplendente di luce. Silenzio solenne. Questa
Würde er vor Gram vergehen, scena deve rappresentare il più perfetto
Denn er liebet dich allein. – splendore. D’un tratto attacca il Coro, fra
trombe e timpani. Ma prima:
PAMINA
(erholt sich)
Was? er fühlte Gegenliebe? TAMINO e PAMINA
Und verbarg mir seine Triebe – Dèi, quale istante!
Wandte sein Gesicht von mir? La fortuna di Iside ci è vicina! –
Warum sprach er nicht mit mir?

81
CORO
DIE KNABEN Trionfo, trionfo! Tu, nobile coppia,
Dieses müssen wir verschweigen, Tu hai vinto il pericolo!
Doch wir wollen dir ihn zeigen, La consacrazione di Iside ora è tua!
Und du wirst mit Staunen sehn, Vieni! entra nel tempio.
Daß er dir sein Herz geweiht
Und den Tod für dich nicht scheut! Tutti escono.

PAMINA La scena si muta nuovamente nel giardino di


Führt mich hin, ich möcht’ ihn sehen. prima.

DIE KNABEN
Komm, wir wollen zu ihm gehen.
SCENA VENTINOVESIMA
ALLE
Zwei Herzen, die von Liebe brennen,
Kann Menschenohnmacht niemals trennen. – PAPAGENO. Poi I tre fanciulli, [infine] PAPAGENA.
Verloren ist der Feinde Müh’,
Die Götter selbst beschützen sie. PAPAGENO
(gehen ab) (zufola)
Papagena! Papagena!
Das Theater verwandelt sich in zwei große Ber- Mogliettina! colombella! mia bellezza! –
ge; in dem einen ist ein Wasserfall, worin man Inutile! Ah! ella è perduta!
sausen und brausen hört; der andre speit Feuer Io già son nato alla sfortuna! –
aus; jeder Berg hat ein durchbrochenes Gegitter, Ho chiacchierato – e questo era male,
worin man Feuer und Wasser sieht; da, wo das E perciò mi sta proprio bene! –
Feuer brennt, muß der Horizont hellrot sein,
und wo das Wasser ist, liegt schwarzer Nebel. Da quando ho assaggiato quel vino –
Die Szenen sind Felsen, jede Szene schließt sich Da quando ho visto quella bella ragazza,
mit einer eisernen Tür. Ecco sento ardermi nel profondo del cuore,
Ecco pizzica qui, ecco pizzica là.
Papagena! fanciulla del cuore!
Papagena! cara colombella!
ACHTUNDZWANZIGSTER
AUFTRITT È inutile, è perduta,
Stanco son della mia vita!
TAMINO ist leicht angezogen, ohne Sandalen. La morte pone fine all’amore,
Zwei schwarz Geharnischte Männer führen Quando nel cuore s’arde ancor così.
TAMINO herein. Auf ihren Helmen brennt Feuer. (prende una corda dalla sua cintola)
Sie lesen ihm die transparente Schrift vor,
welche auf einer Pyramide geschrieben steht. Ecco voglio adornare quest’albero,
Diese Pyramide steht in der Mitte ganz in der Legandomi il collo a lui,
Höhe, nahe am Gegitter. [Dann PAMINA.] Giacché la vita non mi piace;
Buona notte, mondo nero! –
DIE ZWEI GEHARNISCHTEN Poiché sei cattivo con me,
Der, welcher wandert diese Straße voll E non mi mandi una bella bambina,
[Beschwerden, La faccio finita, allora io muoio.
Wird rein durch Feuer, Wasser, Luft und Bella fanciulla, pensa a me. –
[Erden;
Wenn er des Todes Schrecken überwinden Se almeno una vorrà ancora impietosirsi
[kann, Di me poveretto, prima ch’io m’appenda,

82
Schwingt er sich aus der Erde himmelan! Ebbene, per questa volta lascio perdere!
Erleuchtet wird er dann imstande sein, Gridate solo Sì o No! –
Sich den Mysterien der Isis ganz zu weihn. (si guarda intorno)

TAMINO Nessuna mi ode, tutto tace!


Mich schreckt kein Tod, als Mann zu Dunque è questo che volete!
[handeln, Papageno, sbrigati!
Den Weg der Tugend fortzuwandeln! – Poni fine alla tua esistenza!
Schließt mir die Schreckenspforten auf – (si guarda intorno)
Ich wage froh den kühnen Lauf. –
(will gehen) Ecco! io aspetto ancora che succeda,
Finché si conto: uno, due, tre
PAMINA (si guarda intorno, zufola)
(von innen) Dunque orsù! è deciso!
Tamino, halt! ich muß dich sehn!
Poiché niente mi trattiene,
TAMINO Buona notte, mondo bugiardo!
Was hör’ ich? Paminens Stimme? – (fa per impiccarsi)

DIE ZWEI GEHARNISCHTEN


I TRE FANCIULLI
Ja, ja, das ist Paminens Stimme! –
(giungono dall’alto)
Ferma! Papageno, e sii assennato!
TAMINO und DIE ZWEI GEHARNISCHTEN
Si vive solo una volta, ciò ti basti.
mir, mir
Wohl nun kann sie mit gehn!
dir, dir
PAPAGENO
uns
Nun trennet kein Schicksal mehr, Avete un bel parlare, ben da scherzare;
euch Ma se vi ardesse il cuore come a me,
Wenn auch der Tod beschieden wär’.
Andreste anche voi in cerca di ragazze.

TAMINO
Ist mir erlaubt, mit ihr zu sprechen? –
I TRE FANCIULLI
Allora fai risuonare i tuoi campanelli,
Essi ti porteranno la tua mogliettina.
DIE ZWEI GEHARNISCHTEN
Es ist erlaubt, mit ihr zu sprechen!
PAPAGENO
Che stupido, ho dimenticato l’aggeggio
TAMINO und DIE ZWEI GEHARNISCHTEN
[magico! –
uns
Welch Glück, wenn wir wiedersehn, (prende fuori il suo strumento)
euch
Froh Hand in Hand in Tempel gehn.
Risuona, cassettina, risuona!
Ein Weib, das Nacht und Tod nicht scheut,
Io devo vedere la mia cara fanciulla.
Ist würdig, und wird eingeweiht.

Die Tür wird auftgemacht; Tamino und Pamina I tre fanciulli corrono alla loro macchina
umarmen sich. volante e portano fuori la Donna.

PAMINA Suonate, campanelli, suonate!


Tamino mein! O welch ein Glück! Conducete qui la mia fanciulla! –
Suonate, campanelli, suonate!
TAMINO Portate qui la mia mogliettina!
Pamina mein! O welch ein Glück!
Hier sind die Schreckenspforten,
Die Not und Tod mir dräun. I TRE FANCIULLI
83
Ora, Papageno, guardati attorno!
PAMINA
Ich werde aller Orten Papageno si guarda intorno; entrambi hanno
An deiner Seite sein. una recitazione comica durante il ritornello.
Ich selbsten führe dich –
Die Liebe leite mich! – PAPAGENO
(nimmt ihn bei der Hand) Pa-Pa-Pa-Pa-Papagena!

Sie mag den Weg mit Rosen streun, PAPAGENA


Weil Rosen stets bei Dornen sein. Pa-Pa-Pa-Pa-Papageno!
Spiel du die Zauberflöte an,
Sie schütze uns auf unsrer Bahn. PAPAGENO
Mi sei data ora completamente? –
Es schnitt in einer Zauberstunde
Mein Vater sie aus tiefstem Grunde PAPAGENA
Der tausendjähr’gen Eiche aus, Ti son data ora completamente.
Bei Blitz und Donner, Sturm und Braus. –
Nun komm und spiel die Flöte an! PAPAGENO
Sie leite uns auf grauser Bahn. Allora, sii dunque la mia cara mogliettina!

TAMINO, PAMINA und DIE ZWEI GEHARNISCHTEN PAPAGENA


Wir wandeln Allora, sii dunque il colombello del mio cuore!
durch des Tones Macht
Ihr wandelt
Froh durch des Todes düstre Nacht. A DUE
Quale gioia sarà,
Die Türen werden nach ihnen zugeschlagen; Se gli dei ci terranno cari
man sieht Tamino und Pamina wandern; man E manderanno bambini al nostro amore,
hört Feuergeprassel und Windesgeheul, Tanti cari piccoli bambinelli!
manchmal auch den Ton dumpfen Donners,
und Wassergeräusch. Tamino bläst seine Flöte.
Sobald sie vom Feuer herauskommen, PAPAGENO
umarmen sie sich und bleiben in der Mitte. Prima un piccolo Papageno!

TAMINO und PAMINA PAPAGENA


Wir wandelten durch Feuersgluten, Poi una piccola Papagena!
Bekämpften mutig die Gefahr,
Dein Ton sei Schutz in Wasserfluten, PAPAGENO
So wie er es im Feuer war. Poi di nuovo un Papageno!

Tamino bläst; man sieht sie hinuntersteigen PAPAGENA


und nach einiger Zeit wieder heraufkommen; Poi di nuovo una Papagena!
sogleich öffnet sich eine Türe; man sieht einen
Eingang in einen Tempel, welcher hell A DUE
beleuchtet ist. Eine feierliche Stille. Dieser È la cosa più bella,
Anblick muß den vollkommensten Glanz tanti tanti Papageni
Se e
darstellen. Sogleich fällt der Chor unter tante tante Papagene
Trompeten und Pauken ein. Zuvor aber: Saranno la benedizione dei genitori.
(escono entrambi)
TAMINO und PAMINA
Ihr Götter, welch ein Augenblick!
Gewähret ist uns Isis’ Glück! –
SCENA TRENTESIMA
84
CHOR
Triumph, Triumph! du edles Paar, Il MORO. La REGINA con tutte le sue Damigelle
Besieget hast du die Gefahr! giungono da entrambe le botole; portano in
Der Isis Weihe ist nun dein! mano fiaccole nere.
Kommt! tretet in den Tempel ein.
MONOSTATOS, LA REGINA e LE TRE DAMIGELLE
Alle ab. Ma zitti, zitti, zitti, zitti!
Tra poco penetriamo nel Tempio.
Das Theater verwandelt sich wieder in den vori-
gen Garten. MONOSTATOS
Però, Regina! mantieni la parola! Sii leale!
Tua figlia deve essere mia sposa! –

NEUNUNDZWANZIGSTER REGINA
AUFTRITT Io mantengo la parola! è mia volontà:
Mia figlia sarà tua sposa!
PAPAGENO. Später Die drei Knaben, [zuletzt] PAPAGENA.
LE TRE DAMIGELLE
Sua figlia sarà tua sposa!
PAPAGENO
(pfeift)
S’ode un tuono cupo e rumore d’acqua.
Papagena! Papagena!
Weibchen! Täubchen! meine Schöne!
MONOSTATOS
Vergebens! Ach! sie ist verloren!
Ma silenzio, io sento un rumore tremendo,
Ich bin zum Unglück schon geboren! –
Come di tuoni e cascate. –
Ich plauderte – und das war schlecht,
Und drum geschieht es mir schon recht! –
REGINA e LE TRE DAMIGELLE
Sì, questo rumore è spaventoso
Seit ich gekostet diesen Wein –
Come eco di tuoni lontani! –
Seit ich das schöne Weibchen sah,
So brennt’s im Herzenskämmerlein, MONOSTATOS
Wo zwichet’s hier, so zwichet’s da! Ora si trovano nelle sale del Tempio.
Papagena! Herzensweibchen!
Papagena! Liebes Täubchen! TUTTI
Là li vogliamo sorprendere,
’S ist umsonst, es ist vergebens, Cancellare i bigotti dalla Terra
Müde bin ich meines Lebens! Con fiamme infuocate e spada potente!
Sterben macht der Lieb’ ein End’,
Wenn’s im Herzen noch so brennt. LE TRE DAMIGELLE e MONOSTATOS
(nimmt eine Strick von seiner Mitte) A te, grande Regina della Notte,
La nostra vendetta sia portata in offerta!
Diesen Baum da will ich zieren,
Mir an ihm den Hals zuschnüren, Tuoni, lampi, tempesta.
Weil das Leben mir mißfällt;
Gute Nacht, du schwarze Welt! – MONOSTATOS, LA REGINA e LE TRE DAMIGELLE
Weil du böse an mir handelst, Annientata, annullata è la nostra forza,
Mir kein schönes Kind zubandelst, Noi tutti precipitiamo nella notte eterna!
So ist’s aus, so sterbe ich. (sprofondano)
Schöne Mädchen, denkt an mich! –
Tosto l’intera scena si trasforma in un sole.
Will sich eine um mich Armen,
Joseph e Peter Schaffer, scena dal Flauto magico (II, 28). Incisione colorata riprodotta nel mensile
Eh’ ich hänge,
«Allgemeines noch erbarmen,
Europäische Journal», Brünn, 1795. (Vienna, Museen der Stadt).

85
Wohl, so laß’ ich’s diesmal sein!
Rufet nur, Ja oder Nein! –
(sieht sich um)

Keine hört mich, alles stille!


Also ist es euer Wille!
Papageno, frisch hinauf!
Ende deinen Lebenslauf!
(sieht sich um)

Nun! ich warte noch, es sei,


Bis man zählet: eins, zwei, drei.
(sieht sich um, pfeift)
Nun, wohlan! es bleibt dabei!

Weil mich nichts zurücke hält,


Gute Nacht, du falsche Welt!
(will sich hängen)

DIE DREI KNABEN


(Fahren herunter)
Halt ein! o Papageno, und sei klug!
Man lebt nur einmal, dies sei dir genug.

PAPAGENO
Ihr habt gut reden, gut zu scherzen;
Doch brennt’es euch, wie mich im Herzen,
Ihr würdet auch nach Mädchen gehn.

DIE DREI KNABEN


So lasse deine Glökchen klingen,
Dies wird dein Weibchen zu dir bringen.

PAPAGENO
Ich Narr vergaß der Zauberdinge! –

(nimmt sein Instrument heraus)

Erklinge, Glockenspiel, erklinge!


Ich muß mein liebes Mädchen sehn.

Die drei Knaben laufen zu ihrem Flugwerk und


bringen das Weib heraus.

Klinget, Glöckchen, klinget,


Schafft mein Mädchen her! –
Klinget, Glöckchen, klinget!
Bringt mein Weibchen her!

86
DIE DREI KNABEN
Nun, Papageno, sieh dich um!

Papageno sieht sich um; beide haben unter


dem Ritornell komisches Spiel.

PAPAGENO
Pa-Pa-Pa-Pa-Papagena!

PAPAGENA
Pa-Pa-Pa-Pa-Papageno!

PAPAGENO
Bist du mir nun ganz gegeben? –

PAPAGENA
Nun bin ich dir ganz gegeben.

PAPAGENO
Nun, so sei mein liebes Weibchen!

PAPAGENA
Nun, so sei mein Herzenstäubchen!

BEIDE
Welche Freude wird das sein,
Wenn die Götter uns bedenken,
Unsrer Liebe Kinder Schenken,
So liebe kleine Kinderlein!

PAPAGENO
Erst einen kleinen Papageno!

PAPAGENA
Dann eine kleine Papagena!

PAPAGENO
Dann wieder einen Papageno!

PAPAGENA
Dann wider eine Papagena!

BEIDE
Es ist das höchste der Gefühle,
Papageno
Wenn viele, viele,
Papagena
Der Eltern Segen werden sein.
(beide ab)

87
[SCENA ULTIMA]
SARASTRO sta in alto; TAMINO, PAMINA, entrambi
in abito sacerdotale. Accanto a loro i sacerdoti
egizi da entrambi i lati. I tre fanciulli reggono
fiori.

SARASTRO
I raggi del sole dissipano la notte,

Annullano il potere carpito con frode da


[ipocriti!

CORO DI SACERDOTI
Sia salve a voi consacrati!
Voi penetraste attraverso la notte!
Sia grazie a te, Osiride!
Si rechi grazie a te, Iside!

La fermezza ha vinto,
E incorona quale premio
La bellezza e la saggezza
Con lode eterna!

88
DREIßIGSTER AUFTRITT
Der MOHR. Die KÖNIGIN mit allen ihren Damen
kommen von beiden Versenkungen; sie tragen
schwarze Facklen in der Hand.

MONOSTATOS, DIE KÖNIGIN und DIE DAMEN


Nur stille, stille, stille, stille!
Bald dringen wir im Tempel ein!

MONOSTATOS
Doch, Fürstin! halte Wort! Erfülle!
Dein Kind muß meine Gattin sein! –

KÖNIGIN
Ich halte Wort! es ist mein Wille:
Mein Kind soll deine Gattin sein!

DIE DREI DAMEN


Ihr Kind soll deine Gattin sein!

Man hört dumpfen Donner, und Wassergeräusch.

MONOSTATOS
Doch still, ich höre schrecklich rauschen,
Wie Donnerton und Wasserfall. –

KÖNIGIN und DAMEN


Ja, fürchterlich ist dieses Rauschen,
Wie fernen Donners Widerhall! –

MONOSTATOS
Nun sind sie in des Tempels Hallen.

ALLE
Dort wollen wir sie überfallen,
Die Frömmler tilgen von der Erd’
Mit Feuersglut und mächt’gem Schwert!

DIE DREI DAMEN und MONOSTATOS


Dir, große Königin der Nacht,
Sei unsrer Rache Opfer gebracht!

Donner, Blitz, Sturm.

MONOSTATOS, KÖNIGIN und DIE DAMEN


Zerschmettert, zernichtet ist unsere Macht,
Wir alle gestürzet in ewige Nacht! –
(sie versinken)

Sogleich verwandelt sich das ganze Theater in

89
Mischa Scandella, bozzetti per Il flauto magico. Venezia, Teatro La Fenice, febbraio 1962.

86
Foto di scena del Flauto magico. Scene e costumi di Mischa Scandella. Regia di Sandro Bolchi. Venezia,
Teatro La Fenice, febbraio 1962.

87
IL FLAUTO MAGICO IN BREVE

Con il termine Zauberoper (letteralmente tura di Pagageno alla ieraticità massonica


“opera magica”) si definisce un filone del di Sarastro; dalla meccanica crudeltà della
teatro musicale in lingua tedesca che co- Regina della Notte alla dolcezza patetica di
nobbe particolare fortuna nei teatri subur- Tamina; dalla sensualità di Monostatos al-
bani viennesi a partire dagli anni Ottanta la purezza di Tamino) e una trama intrica-
del Settecento fino all’Ottocento inoltrato. ta entro la quale si snoda un viaggio inizia-
Derivata dalla commedia popolare vienne- tico alla ricerca della Verità (l’uomo prende
se, la Zauberoper si caratterizza per la coscienza delle forze negative; un doloroso
compresenza di elementi magici ed effetti processo lo guida alla vera luce: può quindi
scenici spettacolari imperniati su trame fia- rifondare un nuovo mondo) – risulta per-
besche e/o di derivazione popolare, non di fetto per assecondare e motivare una delle
rado dalla struttura piuttosto disunita. più autentiche vocazioni della creatività
A livello di trama, libretto e circostanze del- mozartiana: l’estrema varietà degli stili e la
l’allestimento, il Flauto magico appartiene suprema capacità di impiegarli al fine della
in pieno a questo filone: Mozart, che dai costruzione drammaturgica.
tempi del Ratto dal serraglio non aveva ab- Si passa, così, dalla vocalità acrobatica da
bandonato l’idea di cimentarsi ancora con opera seria (rivelatore del doppio gioco im-
un’opera tedesca, vi collabora con Ema- petrato dalla Regina della Notte), alla radi-
nuel Schikaneder, uomo di varie attitudini cale modernità dell’aria di Pamina «Ach,
– attore (sarà il primo interprete di Papage- ich fühl’s, es ist verschwunden» (melodia
no), poeta, impresario – che dal 1789 diri- che non riesce a prendere il volo ma si
geva il Teatro auf der Wieden, ove l’opera frammenta in disperati singulti, perché un
esordisce con enorme successo il 30 set- personaggio sopraffatto da tanto dolore non
tembre 1791. può davvero “cantare”).
Per la stesura del libretto Schikaneder si Ma si contrappongono, anche, i timbri “di
avvale di fonti disparate, in parte già col- natura” della siringa di Pan e del flauto del
laudate nei suoi precedenti allestimenti di «Naturmensch» Papageno ai corni di bas-
Singspiel (situazioni di ispirazione buffa setto dal timbro bronzeo della marcia sa-
e di morale popolareggiante, legate da cerdotale; ed ancora, si passa dal corale
grande sfoggio di scenari eccentrici) ed ora “luterano” degli armigeri, o dall’ouverture
confluite nell’atmosfera magica della fiaba, costruita su un motivo fugato di stampo ba-
ispessita da più d’un referente simbolico ai rocco (stile che Mozart aveva imparato a ri-
temi ed alla simbologia delle logge masso- conoscere ed apprezzare negli ultimi anni,
niche viennesi – temi, quest’ultimi, che grazie al barone Van Swieten), alle moven-
Mozart aveva già affrontato nel dramma ze popolaresco-viennesi dei Lieder.
eroico Thamos.
Il libretto di Schikaneder – con quattordici
mutamenti scenici, un caleidoscopio di re-
gistri comportamentali (dalla felicità di na-

88
Dopo le oltre cento repliche contate a Vien-
na (Mozart non ebbe modo di rallegrarse-
ne: morì a due mesi dalla prima) Die Zau-
berflöte raggiunge un successo senza pre-
cedenti, a partire dal mondo tedesco, dove
l’opera venne anche riletta – con l’intento
di allontanare lo spettro massonico – come
allegoria politica della Rivoluzione france-
se (Linz 1794, e nella stessa Vienna 1795).
Un successo che certamente è conseguenza
delle molteplici e variegate prospettive con
le quali si può leggere l’opera, compresa tra
l’ispirazione fiabesca e il viaggio iniziatico.
Alla Fenice Il flauto magico arriva solo nel
gennaio 1943 (scene di Aldo Calvo), come
«dramma eroicomico» e, ovviamente, in
traduzione italiana; ritorna nel febbraio del
‘59 (con scene e proiezioni di Hainer Hill) e
del ‘62 (scene e costumi di Mischa Scandel-
la, regia di Sandro Bolchi: allestimento ri-
preso nel dicembre ‘69). Una nuova versio-
ne ritmica italiana viene approntata da Fe-
dele D’Amico (in polemica contro l’avversa
«mentalità snobistica ed imbecille che vuo-
le la “lingua originale”») per la rappresen-
tazione del maggio 1980, che vede impiega-
te le scene “geometriche” di Giò Pomodoro
e i costumi di Gianni Novak; solo nel gen-
naio 1988 andò in scena la Zauberflöte te-
desca allestita da Jean Pierre Ponnelle.
Al PalaFenice – dopo essere apparso sulle
scene di Aix-en-Provence di Losanna e del
Teatro Verdi di Padova – viene presentato
un nuovo allestimento con scene e regia di
Stéphane Braunschweig.

Gianni Novak, figurini per Il flauto magico.


Venezia, Teatro La Fenice, 1980.

89
Giò Pomodoro, bozzetto per Il flauto magico. Venezia, Teatro La Fenice, 1980.

90
Giò Pomodoro, bozzetto per Il flauto magico. Venezia, Teatro La Fenice, 1980.

91
ARGOMENTO

ATTO I I tre fanciulli conducono Tamino davanti ai


templi della Saggezza, della Ragione e della
Il principe Pamino si è smarrito nel regno Natura e gli raccomandano la fermezza, la
della Regina della Notte. Egli fugge un ser- pazienza ed il silenzio [Finale: «Zum Ziele
pente velenoso, ma, per paura di essere führt dich diese Bahn»]. Un sacerdote esce
morso, sviene [Introduzione: «Zu Hilfe! zu dal tempio della Saggezza e chiede a Tami-
Hilfe! sonst bin ich verloren»]. Allora so- no cosa vada cercando; gli rivela che Sara-
praggiungono le tre dame della Regina e stro non è un tiranno e si rifiuta di farlo en-
uccidono il mostro. In Tamino riconoscono trare, poiché il suo animo è in preda all’o-
l’eroe che libererà Pamina, figlia della Re- dio. Delle voci, dall’interno del tempio,
gina, fatta prigioniera da Sarastro. informano il giovane principe che Pamina
è ancora viva. Egli allora sfoga la sua grati-
Quando il principe si risveglia, vede davan- tudine suonando il flauto, e tutti gli anima-
ti a sé l’uccellatore Papageno [Aria: «Der li selvatici, incantati dal suono, rispondono
Vogelfänger bin ich ja»], il quale si vanta di al suo richiamo. Anche Papageno ricono-
aver ucciso il serpente; ma è subito punito sce il suono del flauto e gli risponde: sta
dalle tre dame che offrono invece a Tamino cercando di fuggire con Pamina, ma Mono-
un ritratto di Pamina ed egli subito se ne in- statos li raggiunge. Papageno riesce a ren-
namora [Aria: «Dies Bildnis ist bezaubernd derlo innoffensivo con la musica del
schön»]. Glockenspiel, ma all’improvviso entra
trionfalmente Sarastro. Pamina si getta ai
La Regina della Notte appare di persona suoi piedi e gli confessa di voler tornare da
per impietosire il giovane principe e per- sua madre. Sarastro perdona il tentativo di
suaderlo a liberare la figlia Pamina [Recita- fuga di Pamina, ma l’affida alla guida di un
tivo e Aria: «O zittre nicht, mein lieber uomo piuttosto che di una madre. Tamino
Sohn» / «Zum Leiden bin ich auserkoren»]. entra nel tempio: i due amanti si riconosco-
Tamino decide di partire; le dame gli con- no e si abbracciano, prima che il Principe,
segnano un flauto magico che lo proteg- con Papageno, sia condotto al Tempio della
gerà e gli affidano come compagno Papage- Prova.
no, al quale danno un Glockenspiel: faran-
no loro da consiglieri tre fanciulli [Quintet-
to: «Hm! hm! hm! / Der Arme kann von ATTO II
Strafe sagen»].
Sarastro riunisce tutti i sacerdoti [Marcia] e
Pamina ha tentato di fuggire dal palazzo di propone che Tamino sia iniziato alla sag-
Sarastro, ma il moro Monostatos, incarica- gezza passando attraverso le prove rituali,
to di sorvegliarla, l’ha riacciuffata [Terzet- anche a rischio della morte [Aria con coro:
to: «Du feines Täubchen nur herein»]. Pa- «O Isis und Osiris, schenket»].
pageno arriva giusto in tempo per spaven- Tamino e Papageno vengono introdotti. L’o-
tare Monostatos con il suo insolito aspetto e ratore e un altro sacerdote chiedono loro se
annuncia a Pamina l’imminente arrivo del sono pronti ad accettare tutte le prove per
Principe. ottenere la donna che desiderano: Tamino

92
accetta coraggiosamente, Papageno è più geno è lasciato a se stesso; egli non si è
esitante. La prima prova consiste nel rima- comportato bene e l’oratore annuncia che
nere in silenzio [Duetto: «Bewahret euch non potrà essere iniziato, ma gli vengono
vor Weibertücken»]: quando appaiono le condonate le colpe. Egli desidera una com-
tre dame della regina della Notte, Papageno pagna [Aria: «Ein Mädchen oder Weib-
fa fatica a trattenere la sua lingua, ma Ta- chen»]: Papagena gli appare nel proprio ve-
mino gli impedisce di parlare [Quintetto: ro aspetto, ma subito sparisce.
«Wie? wie? wie?»].
I tre fanciulli scorgono Pamina disperata ed
Monostatos scorge Pamina sola ed addor- intenzionata a rivolgere verso di sé il pu-
mentata; la vuole abbracciare e baciare gnale avuto dalla madre [Finale: «Bald
[Aria: «Alles fühlt der Liebe Freuden»], prangt, den Morgen zu verkünden»]; la per-
quando all’improvviso appare la Regina suadono a desistere e la accompagnano nel
della Notte. Ella vuole persuadere Pamina luogo in cui Tamino si accinge a superare
ad uccidere Sarastro e ad impedire l’inizia- la prova iniziatica del fuoco e dell’acqua,
zione di Tamino, dando sfogo ai suoi senti- scortato da due uomini corazzati. I due in-
menti di vendetta [Aria: «Der Hölle Rache namorati si abbracciano ed escono indenni
kocht in meinem Herzen»]. Monostatos, da tutti gli ostacoli: sono ammessi alla su-
che ha sentito tutto, chiede a Pamina il suo prema felicità.
amore, in cambio del proprio silenzio. Ma
interviene Sarastro, che allontana il Moro e Papageno si abbandona alla disperazione:
promette alla sconsolata Pamina l’amore di credendo di aver perso per sempre la sua
Tamino e il perdono per sua madre [Aria: compagna, si mette una corda al collo. I tre
«In diesen heil’gen Hallen»]. fanciulli gli ricordano che possiede il
Glockenspiel magico: Papagena ricompare
Tamino e Papageno sono ancora soli per la per divenire definitivamente la sua donna.
prova del silenzio. Appare una vecchia; Pa-
pageno di nuovo non resiste alla tentazione La Regina, le tre dame e Monostatos si sono
di parlare ed è redarguito dai tre fanciulli introdotti di nascosto nel tempio per realiz-
[Terzetto: «Seid uns zum zweiten Mal wil- zare i loro progetti di vendetta contro Sara-
lkommen»]. La prova è difficile per Tami- stro; ma rimangono imprigionati per sem-
no, poiché giunge Pamina e rimane profon- pre nelle tenebre, mentre Tamino e Pamina
damente rattristata di fronte al suo ostinato appartengono definitivamente al regno del
silenzio, che scambia per indifferenza Sole.
[Aria: «Ach ich fühl’s, es ist verschwun-
den!].
Ricompaiono i sacerdoti [Coro: «O Isis, und
Osiris, welche Wonne!»] e Sarastro fa in-
contrare Pamina e Tamino, perché si dica-
no addio prima che il giovane affronti le ul-
time, e più pericolose, prove [Terzetto: «Soll
ich dich Teurer nicht mehr sehn?»]. Papa-

93
ARGUMENT

PREMIER ACTE no devant les temples de la Sagesse, de la


Raison et de la Nature, lui recommandent
Le prince Tamino s’est égaré dans le royau- d’être ferme, patient et silencieux [Finale:
me de la Reine de la Nuit. Il évite un serpent «Zum Ziele führt dich diese Bahn»]. Un sa-
vénimeux, mais il a eu tellement peur d’être cerdote sort du temple de la Sagesse et de-
mordu qu’il s’évanouit. [Introduzione: «Zu mande à Tamino ce qu’il cherche. Ce der-
Hilfe ! zu hilfe! sonst bin ich verloren»]. Arri- nier lui révèle que Sarastro n’est pas un ty-
vent alors trois dames de la suite de la reine, ran et se refuse à le faire entrer car son
qui tuent le monstre. Elles voient en Tamino esprit en est en proie à la haine. Des voix,
le héros qui libérera Pamina, la fille de la rei- venues de l’intérieur du temple, informent
ne, prisonnière de Sarastro. le jeune prince que Pamina est encore vi-
vante. Il exprime alors sa gratitude en
Lorsque le prince se réveille, il voit devant jouant de la flûte et tous les animaux sau-
lui l’oiseleur Papageno [Aria: «Der Vo- vages, charmés par le son, répondent à son
gelfänger bin ich ja»], qui se vante d’avoir appel. Même Papageno reconnaît le son de
tué le serpent. Mais il est aussitôt puni par la flûte et lui répond: il tente de s’échapper
les trois dames, qui offrent au contraire à avec Pamina mais Monostatos les rejoint.
Tamino un portrait de Pamina, dont il tom- Papageno réussit à le rendre inoffensif par
be immédiatement amoureux [Aria: «Dies la musique du Glockenspiel mais Sarastro
Bildnis ist bezaubernd schön»]. fait soudain une entrée triomphale. Pamina
se jette à ses pieds et lui avoue qu’elle veut
La Reine de la Nuit apparaît en personne retourner chez sa mère. Sarastro pardonne
pour susciter la pitié du jeune homme et el- la tentative de fuite de Pamina, mais il
le l’enjoint de libérer sa fille Pamina: [Reci- préfère la confier à un homme plutôt qu’à
tativo e aria: «O zittre nicht, mein lieber sa mère. Tamina entre dans le temple: les
Sohn / Zum Leiden bin ich auserkoren»]. deux amants se reconnaissent et s’embras-
Tamino décide de partir; les dames lui re- sent avant que le prince, accompagné de
mettent une flûte magique qui le protégera Papageno, ne soit conduit au temple de l’E-
et lui confient comme compagnon Papage- preuve.
no, auquels elles donnent un Glockenspiel.
Trois jeunes gens leur serviront de conseil-
lers [Quintetto: «Hm! hm! hm! Der Arme DEUXIEME ACTE
kann von Strafe sagen»].
Sarastro réunit tous les sacerdotes [Marcia]
Pamina a tenté de s’échapper du palais de et propose que Tamino soit initié à la sa-
Sarastro mais le Maure Monostatos, chargé gesse, en surmontant les épreuves rituel-
de la surveiller, l’a rattrapée [Terzetto: «Du les, même au risque de sa vie [Aria con co-
feines Täubchen nur herein»]. Papageno ro: «O Isis und Osiris, schenket»].
arrive juste à temps pour effrayer Monosta- Tamino et Papageno sont introduits. L’ora-
tos, par son aspect insolite, et annonce à Pa- teur et un autre sacerdote leur demandent
mina l’arrivée imminente du prince. s’ils sont prêts à accepter toutes les épreu-
Les trois jeunes gens, qui conduisent Pami- ves pour la femme qu’ils désirent. Tamino

94
accepte avec courage. Papageno est plus jeune homme n’affronte les dernières
hésitant. La première épreuve consiste à épreuves, qui sont les plus dangereuses
garder le silence [Duetto: «Bewahret euch [Terzetto: «Soll ich dich Teurer nicht mehr
vor Weibertücken»]. Lorsqu’apparaissent sehn ?»]. Papageno est livré à lui-même. Il
les trois dames de la Reine de la Nuit, Papa- ne s’est pas comporté comme il se doit et
geno a du mal à retenir sa langue mais Ta- l’orateur annonce qu’il ne pourra pas être
mino l’empêche de parler [Quintetto: «Wie? initié, mais on lui pardonnera ses torts. Il
wie? wie?»]. souhaite être en compagnie [Aria: «Ein
Mädchen oder Weibchen»]: Papagena pa-
Monostatos aperçoit Pamina toute seule et raît sous son véritable aspect, mais elle di-
endormie. Il veut l’enlacer et l’embrasser sparaît aussitôt.
[Aria: «Alles fühlt der Liebe Freuden»] lor-
squ’à l’improviste paraît la Reine de la Nuit. Les trois jeunes gens aperçoivent Pamina,
Elle veut inciter Pamina à tuer Sarastro et à désespérée, qui est sur le point de s’enfon-
empêcher l’initiation de Tamino, en don- cer le poignard que lui a donné sa mère [Fi-
nant libre cours à son envie de vengeance nale: «Bald prangt, den Morgen zu verkün-
[Aria: «Der Hölle Rache kocht in meinem den»]. Ils parviennent à l’en dissuader et
Herzen»]. Monostatos, qui a tout entendu, l’accompagnent à l’endroit où Tamino s’ap-
demande à Pamina son amour en échange prête à affronter la preuve intiatique du feu
de son silence. Mais intervient Sarastro qui et de l’eau, escorté de deux hommes en cui-
éloigne le Maure et promet à Pamina, en rasse. Les deux amants s’embrassent et
proie au désespoir, l’amour de Tamino et le sortent, après avoir surmonté tous les ob-
pardon de sa mère [Aria: «In diesen heil’- stacles. Le bonheur suprême leur est per-
gen Hallen»]. mis.

Tamino et Papageno sont encore seuls Papageno est en proie au désespoir.


pour l’épreuve du silence. Surgit une vieil- Croyant avoir perdu pour toujours sa com-
le femme; Papageno ne résiste pas cette fois pagne, il se passe la corde au cou. Les jeu-
non plus à la tentation de parler, mais les nes gens lui rappellent qu’il possède le
jeunes gens s’y opposent [Terzetto: «Seid Glockenspiel magique. Papagena réappa-
uns zum zweiten Mal willkommen»]. L’é- raît et devient définitivement sa femme.
preuve s’avère difficile pour Tamino: en ef-
fet sur ces entrefaites arrive Pamina que La reine, les trois dames et Monostatos ont
son silence obstiné attriste profondément pénétré en cachette dans le temple pour
car elle l’interprète comme de l’indifféren- consommer leur vengeance à l’encontre de
ce [Aria: «Ach ich fühl’s, es ist verschwun- Sarastro. Mais ils restent prisonniers pour
den»]. l’éternité des ténèbres, tandis que Tamiro
et Pamina appartiennent à tout jamais au
Les sacerdotes reviennent [Coro: «O Isis royaume du Soleil.
und Osiris, welche Wonne!»] et Sarastro
provoque la rencontre de Pamina et Tami-
no, pour qu’ils se disent adieu avant que le

95
SYNOPSIS

ACT I arrival to Pamina.

Prince Tamino has lost his way in the king- The three young boys lead Tamino before
dom of the Queen of the Night. He is fleeing the temples of Wisdom, of Reason and of
from a poisonous snake but, frightened of Nature and advise him to be resolute, pa-
being bitten, faints [Introduzione: «Zu Hil- tient and silent. [Finale: «Zum Ziele führt
fe! zu Hilfe! sonst bin ich verloren»]. Then dich diese Bahn»]. A priest comes out of the
the Queen’s three ladies-in-waiting arrive temple of Wisdom and asks Tamino what
and kill the beast. They recognise Tamino he is looking for; the priest tells him that
as the hero who will free Pamina, the Sarastro is not a tyrant and refuses to let
Queen’s daughter, who has been taken pri- him enter since his soul is seized by hate.
soner by Sarastro. Voices from inside the temple inform the
young prince that Pamina is still alive. He
When the prince wakes up, he sees before then gives vent to his gratitude by playing
him the bird-catcher Papageno [Aria: «Der the flute and all the wild animals, entran-
Vogelfänger bin ich ja»] who boasts that he ced by the sound, answer his call. Papage-
killed the snake; however, he is punished no also recognises the sound of the flute
at once by the three ladies-in-waiting who and replies: he is trying to escape with Pa-
offer Tamino a portrait of Pamina with mina but Monostratos catches them up. Pa-
whom he immediately falls in love [Aria: pageno manages to render him harmless
«Dies Bildnis ist bezaubernd schön»]. with the music of the glockenspiel but sud-
denly Sarastro makes a triumphant entran-
The Queen of the Night appears in person ce. Pamina throws herself at his feet and
to touch the heart of the young prince and confesses that she wants to return to her
persuade him to free her daughter Pamina mother. Sarastro pardons Pamina’s attempt
[Recitativo e Aria: «O zittre nicht, mein lie- to escape but entrusts her to the guidance
ber Sohn» / «Zum Leiden bin ich auserko- of a man rather than of a mother. Tamino
ren»]. Tamino decides to leave; the ladies- enters the temple: the two sweethearts re-
in-waiting give him a magic flute which cognise each other and embrace before the
will protect him and entrust to him as a Prince, together with Papageno, is led to the
companion Papageno to whom they give a Temple of Ordeal.
glockenspiel: three young boys will be their
advisers [Quintetto: «Hm! hm! hm! / Der
Arme kann von Strafe sagen»]. ACT II

Pamina has tried to escape from Sarastro’s Sarastro summons all the priests [Marcia]
palace but the Moor Monostatos, who is re- and proposes that Tamino be initiated into
sponsible for guarding her, has recaptured wisdom by undergoing the ritual ordeals,
her [Terzetto: «Du feines Täubchen nur he- even at the risk of death [Aria con coro: «O
rein»]. Papageno arrives just in time to fri- Isis und Osiris, schenket»].
ghten Monostatos with his unusual appea- Tamino and Papageno are brought in. The
rance and announce the Prince’s imminent Speaker and another priest ask them if they

96
are ready to go through all the tests in order say goodbye before the young man faces the
to obtain the woman they desire: Tamino last and most dangerous tests [Terzetto:
accepts courageously, Papageno is more «Soll ich dich Teurer nicht mehr sehn?»].
hesitant. The first test consists in remai- Papageno is left to himself; he has not beha-
ning silent [Duetto: «Bewahret euch vor ved well and the Speaker announces that he
Weibertücken»]: when the Queen’s three cannot be initiated but his misdeeds will be
ladies-in-waiting appear, Papageno is hard pardoned. He wants a female companion
put to hold his tongue but Tamino prevents [Aria: «Ein Mädchen oder Weibchen»]: Pa-
him from speaking [Quintetto: «Wie? wie? pagena appears to him in her true guise but
wie?»]. immediately disappears.

Monostatos sees the solitary and sleeping The three young boys see the disconsolate
Pamina: he wants to embrace her and kiss Pamina who is determined to stab herself
her [Aria: «Alles fühlt der Liebe Freuden»] with the dagger given to her by her mother
when suddenly the Queen of the Night ap- [Finale: «Bald prangt, den Morgen zu
pears. She wants to persuade Pamina to verkünden»]; they persuade her to change
kill Sarastro and prevent Tamino’s initia- her mind and accompany her to the place
tion, giving vent to her feelings of revenge where Tamino, escorted by two men in ar-
[Aria: «Der Hölle Rache kocht in meinem mour, is about to overcome the ordeal by fi-
Herzen»]. Monostatos, who has heard re and water. The two sweethearts embra-
everything, asks Pamina for her love in ce and come out unharmed by all the ob-
exchange for his own silence. However, stacles: they are admitted to the circle of su-
Sarastro intervenes, dismissing the Moor preme happiness.
and promising the disconsolate Pamina
both Tamino’s love and pardon for her Papageno gives himself up to despair,
mother [Aria: «In diesen heil’gen Hallen»]. thinking that he has lost his companion for
ever, and puts a rope around his own neck.
Tamino and Papageno are still alone to test The three young boys remind him that he
their silence. An old woman appears; again possesses the magic glockenspiel: Papage-
Papageno cannot resist the temptation to na re-appears to finally become his wo-
speak and he is scolded by the three young man.
boys [Terzetto: «Seid uns zum zweiten Mal
willkommen»]. The test is difficult for Ta- The Queen, the three ladies-in-waiting and
mino since Pamina arrives and remains Monostatos have entered the temple un-
deeply saddened in the face of his obstinate seen in order to carry out their plans of
silence which she mistakes for indifference vengeance against Sarastro; however, they
[Aria: «Ach ich fühl’s, es ist verschwun- remain eternally imprisoned in the dark-
den!»]. ness while Tamino and Pamina belong to
the kingdom of the Sun forever.
The priests re-appear [Coro: «O Isis, und
Osiris, welche Wonne!»] and Sarastro lets
Pamina and Tamino meet so that they can

97
HANDLUNG

1.AKT Papageno kann Pamina die Ankunft des


Prinzen mitteilen.
Prinz Tamino, verirrt im Reich der Königin
der Nacht, flieht vor einer giftigen Schlan- Die drei Knaben geleiten Tamino vor die
ge. Aus Angst gebissen zu werden verliert Tempel der Weisheit, der Vernunft und der
er die Besinnung [Introduzione: «Zu Hilfe! Natur und raten ihm zu Standhaftigkeit,
Zu Hilfe! sonst bin ich verloren»]. Im letz- Geduldigkeit und Verschwiegenheit [Fina-
ten Augenblick ercheinen die drei Damen le: «Zum Ziele führt dich diese Bahn»]. Ein
der Königin der Nacht die das Ungeheuer Priester des Tempels der Weisheit fragt Ta-
töten, und in Tamino den Helden erkennen mino was er suche; er erklärt ihm, daß Sa-
der Pamina, Tochter der Königin, von Sara- rastro nicht der Tyrann ist für den er au-
stro gefangen gehalten, befreien wird. sgegeben wird und verweigert dem Prin-
zen den Eintritt weil seine Seele von Haß
Als der Prinz aus seiner Betäubung erwa- erfüllt sei. Stimmen aus dem Inneren des
cht sieht er den Vogelfänger Papageno vor Tempels laßen den jungen Prinzen wissen,
sich [Aria: «Der Vogelfänger bin ich ja»], daß Pamina noch lebt. Aus Freude über
der vorgibt die Schlange getötet zu haben; diese Nachricht läßt er seine Flöte erklin-
aber sogleich von den drei Damen ob sei- gen deren Schall alle wildlebenden Tiere
ner Lügenhaftigkeit bestraft wird, welche herbeiruft.
Tamino ein Bild Paminas überreichen das Auch Papageno erkennt den Klang der Flö-
den Prinzen auf den ersten Blick in Liebe te, und antwortet darauf während er versu-
entbrennen läßt [Aria: «Dies Bildnis ist be- cht mit Pamina zu fliehen. Monostatos jedo-
zaubernd schön»]. ch entdeckt sie; eine Gelegenheit für Papa-
geno die Zauberkraft seines Glockenspiels
Die Königin der Nacht erscheint, um den zu erproben. Feierliche Klänge verkünden
jungen Prinzen zu bitten ihre Tochter Pami- Sarastros Ankunft. Pamina wirft sich ihm zu
na zu retten [Recitativo e Aria: «O zittre ni- Füßen und gesteht ihren Wunsch zur Mut-
cht, mein lieber Sohn»/«Zum Leiden bin ich ter zurückkehren zu wollen. Sarastro ver-
auserkoren»]. Tamino beschließt aufzubre- zeiht den Fluchtversuch, beschließt jedoch
chen, die Damen überreichen ihm zu sei- sie einem Mann anstatt ihrer Mutter anzu-
nem Schutze, eine wundertätige Flöte und vertrauen. Tamino betritt den Tempel: die
bestimmen als Begleiter Papageno, dem sie Liebenden erkennen und umarmen sich,
ein ähnlich geartetes Glockenspiel geben; bevor Tamino und Papageno zum Prüfung-
drei Knaben werden sie als Ratgeber beglei- stempel geleitet werden.
ten [Quintetto: «Hm! hm! hm!/ Der Arme
kann von Strafe sagen»].
2.AKT
Pamina hat versucht aus dem Palast Sara-
stros zu fliehen, ist aber von Monostatos Sarastro hat die Priesterschaft versammelt
überrascht und eingeholt worden [Terzet- [Marcia] und schlägt vor Tamino, auch un-
to: «Du feines Täubchen nur herein»]. Pa- ter Todesgefahr, einer Charakterprobe zu
pageno erscheint gerade im richtigen Au- unterziehen [Aria con coro: «O Isis und Osi-
genblick. Voller Schreck vor dem un- ris, schenket»]. Tamino und Papageno wer-
gewohnten Anblick, flieht Monostatos und den vorgeführt. Der Sprecher und ein ande-

98
rer Priester fragen ob sie bereit sind sich der junge Prinz die letzten und gefährlich-
den Prüfungen zu unterwerfen: Tamino sten Proben auf sich nimmt [Terzetto: «Soll
erklärt seine Bereitschaft, Papageno zau- ich dich, Teurer, nicht mehr sehn?»]. Papa-
dert. Bei der ersten Probe gilt es einem geno wird sich selbst überlassen; er hat si-
Schweigegebot zu genügen [Duetto: ch nicht recht verhalten. Der Sprecher teilt
«Bewahret euch vor Weiberrücken»]: als ihm mit, daß er nie zu den Eingeweihten
die drei Damen der Königin der Nacht er- gehören könne, ihm für seine Schulden
scheinen fällt es Papageno schwer seine aber Vergebung gewährt werde. Der größte
Zunge in Zaum zu halten, doch Tamino ge- Wunsch Papagenos ist eine Gefährtin
lingt es ihn am Sprechen zu hindern [Quin- [Aria: «Ein Mädchen oder Weibchen»]: nur
tetto: «Wie? wie? wie?»]. für einen Augenblick steht Papagena in ih-
rer Jugendschöne vor ihm, verschwindet
Monostatos nähert sich der schlummern- aber sogleich wieder.
den Pamina; er versucht sie zu umarmen
und zu küssen [Aria: «Alles fühlt der liebe Die drei Knaben gewahren die verzweifel-
Freuden»], als plötzlich die Königin der Na- te Pamina, die vor hat, sich mit dem Dolch
cht erscheint, die Pamina überreden will ihrer Mutter den Tod zu geben [Finale:
Sarastro zu töten und die Initiation Tami- «Bald prangt, den Morgen zu verkünden»].
nos zu verhindern [Aria: «Der Hölle Rache Sie überzeugen sie von ihrem Vorhaben
kocht in meinem Herzen»]. Monostatos, der abzusehen und begleiten sie zu dem Ort an
die Unterredung belauscht hat, verspricht dem Tamino, geleitet von zwei Geharni-
zu schweigen, wenn Pamina ihm ihre Lie- schten, versucht die Initiationprobe des
be schenkt. Doch Sarastro greift ein, ent- Feuers und des Wassers zu bestehen. Die
fernt den Mohren und verspricht der trau- beiden Liebenden umarmen sich und dur-
rigen Pamina die Liebe Taminos und Ver- chschreiten gemeinsam, unversehrt alle
gebung für ihre Mutter [Aria: «In diesen Barrieren: die Pforten des höchsten Glücks
heil’gen Hallen»]. sind ihnen geöffnet.

Vor Tamino und Papageno, die noch der Pro- Verzeifelt sucht Papageno nach seiner
be des Schweigens unterliegen, erscheint ei- Gefährtin, die er für immer verloren
ne alte Frau. Erneut widersteht Papageno glaubt. Als er sich ein Seil um den Hals le-
dem Wunsch zu sprechen nicht und wird gen will, erinnern ihn die drei Knaben an
von den drei Knaben getadelt [Terzetto: «Seid das wundertätige Glockenspiel: Papagena
uns zum zweiten Mal willkommen»]. Für Ta- erscheint, um ihm von nun an für immer
mino wird die Probe schwierig, als Pamina anzugehören.
erscheint und betrübt über sein hartnäckiges
Schweigen ist, das sie als Gleichgültigkeit an- Die Königin, die drei Damen und Monosta-
sieht [Aria: «Ach ich fühl’s, es ist verschwun- tos haben sich heimlich in den Tempel ein-
den!»]. geschlichen, um Rache an Sarastro zu
üben; sie bleiben jedoch Gefangene der
Die Priesterschaft erscheint [Coro: «O Isis, ewigen Finsternis, während Tamino und
und Osiris, welche Wonne»]. Tamino und Pamina endgültig dem Reich der Sonne an-
Pamina begegnen sich in Sarastros Ge- gehören.
genwart um sich Lebewohl zu sagen, bevor

99
Joseph e Peter Schaffer, scena dal Flauto magico (I, 3). Incisione colorata riprodotta nel mensile
«Allgemeines Europäische Journal», Brünn, 1795. (Vienna, Museen der Stadt).

100
ANDREA CHEGAI
PER POCHI O PER TUTTI
CONSIDERAZIONI SUI LIVELLI DEL FLAUTO MAGICO

Ma che legge! Sempre zitto! di archetipi narrativi alla psicanalisi, c’è o


È delitto insin fiatar! ci sarebbe “dell’altro” da scoprire, da porta-
re alle luce, se non ci si vuole arrestare alle
Con questa stizzosa battuta (II, 5) Papageno apparenze. E se nessuno avvertirebbe mai
sancisce la sua totale non-comprensione la necessità di investigare cosa o chi si na-
della vicenda che lo vede coinvolto. Lui, sconda dietro Otello, Aida, Mimì o Figaro,
amante delle canzonature, delle donne e dandone per scontata l’autosufficienza in
della buona tavola, ne ha abbastanza di Ge- un contesto teatrale sì, ma pseudorealisti-
ni, sacerdoti, bende, prove e privazioni. E co, i personaggi del Flauto magico (come a
chissà che in questa umanissima non-com- buon diritto accade per Orfeo, Mélisande,
prensione non dovesse riflettersi, nel pro- Elettra e forse Isotta, altri miti/favole) ecci-
getto di Schikaneder/Mozart, anche quella tano prepotentemente il desiderio di sve-
di gran parte del pubblico, ieri come oggi. larne le origini intellettuali e culturali. Co-
Da sempre Il flauto magico piace ed entu- sa si nasconde insomma dietro ad Astri-
siasma. Oggi come ieri la Zauberoper (ope- fiammante, Sarastro, Tamino, Pamina, Pa-
ra magica) mozartiana seduce folle di ap- pageno? Vogliamo davvero accontentarci
passionati e dà adito al contempo a una sel- della favola? E, soprattutto, può mai basta-
va inestricabile di riflessioni, indagini più o re la favola?
meno esclusive, originali e talora curiose Una chiave di lettura unanimemente rico-
proposte interpretative; fra le opere di Mo- nosciuta Il flauto magico la possiede ormai
zart – e non solo – unicamente il Don Gio- sin dall’inizio di questo secolo: quella mas-
vanni desta pari attrattiva e solleva altret- sonica. Il che non significa che tutti gli stu-
tanto fervore critico, tanto da far ipotizzare, diosi siano perfettamente allineati in meri-
come è stato ironicamente osservato, addi- to. C’è chi, attraverso la simbologia masso-
rittura una specificissima professione di nica giunge a spiegarsi le motivazioni e le
«interprete del Don Giovanni». Ma ancor strutture fin della musica (Chailley 1991);
più del Don Giovanni la magica favola di c’è chi, pur non disconoscendo la “tinta”
Mozart, fruibile da un lato e senza troppi muratoria del Singspiel mozartiano, atte-
problemi anche da un pubblico infantile (il nua in modo perfino zelante, l’effettiva in-
che rese possibile, ad esempio, la deliziosa fluenza della massoneria sulla partitura –
trasposizione cinematografica di Berg- «che in fin dei conti non ha niente di egizio
man), pare dall’altro rivendicare per sé ul- né di massonico» (Kunze 1990, p. 715), sal-
teriori livelli interpretativi, forse necessari, vo poi darne una lettura assolutamente
cui parrebbe impossibile sottrarsi qualora massonica. C’è chi colloca Il flauto magico
si voglia penetrare appieno i significati “ve- al culmine di un complesso processo evo-
ri” dell’intreccio e della musica. Proprio co- lutivo “umanitario” che trascende la figura
me Alice nel paese delle meraviglie, Bian- di Mozart, tenendo ben presenti le molte-
caneve o Pinocchio, favole complesse e plici altre componenti storiche e stilistiche
ambigue per la quali è inveterato esercizio (Basso 1994); e chi infine, come la Yource-
critico spaziare dalla ricerca antropologica nar, punta il dito proprio sull’«accozzaglia

101
di banalità massoniche» per spiegarsi le se non sono affatto semplici né chiare. Si
molteplici stramberie del libretto (En pèle- parla, spesso a ragione, di atteggiamento
rin et en étranger, pp. 89-90, dell’ed. it. – Ei- massonico o vera e propria muratoria per
naudi, 1990). In altre parole il problema le musiche di Handel, di Bach e del figlio
non consiste solo nell’individuare gli ele- Johann Christian, di Geminiani, Rameau,
menti massonici nel coacervo di simboli, Gluck, Piccinni, Mozart, Salieri, Haydn,
doppi sensi, oscurità verbali e sceniche del Beethoven, Viotti, Cherubini, Spontini,
Flauto magico, ma anche nel comprendere Hummel, Spohr, Mendelssohn, Liszt, Sibe-
se davvero quegli elementi massonici rap- lius e quant’altri. Una volta maturata la di-
presentino qualcosa di sostanziale, dotato sposizione mentale a convincersi che una
di coerenza, necessario e sufficiente all’in- catena di simboli qual è l’arte musicale
tendimento dell’opera. possa veicolare e sostenere un altro com-
È bene precisare da subito che la questione plesso sistema simbolico di assai diversa
è a tutt’oggi irrisolta, e non c’è da sperare natura non è difficile, almeno per il secolo
che essa trovi, prima o poi, una soluzione XVIII, data la capillare diffusione della Mu-
definitiva. Innanzitutto: cosa sia davvero la ratoria negli ambienti intellettuali artistica-
musica massonica, quali siano davvero mente più prolifici, ipotizzare legami e
musiche massoniche, e perché, non è dato coincidenze, col rischio d’andare al di là
ancora di conoscerlo con assoluta chiarez- delle reali intenzioni e convincimenti degli
za e rigore scientifico. Un po’ per la capa- autori.
cità di occultamento di cui tali musiche so- Fra tanta incertezza, qualche dato sicuro lo
no dotate per istituzione, un po’ per il con- possediamo. Mozart fu massone convinto;
siderevole parallelismo degli ideali masso- dopo svariati anni di frequentazioni e ami-
nici con le direttive generali, i programmi cizie muratorie, e forse su sollecitazione
artistici e umanitari dell’Illuminismo, un del padre Leopold, massone anch’egli, la
po’ per le complessità e le articolazioni del sua iniziazione al grado di Apprendista av-
sistema produttivo/recettivo della musica venne il 14 dicembre 1784 presso il Tempio
massonica. In merito a quest’ultimo aspetto della Loggia viennese Zur wahren Eintra-
si prende atto di una ricca casistica; ci sono cht, che in quell’occasione funzionò da suc-
musiche composte appositamente da musi- cursale all’altra Loggia Zur Wohlthätigkeit,
cisti massoni a corredo dei lavori di loggia, quella ove Mozart fu effettivamente accol-
e lì confinate; musiche composte da masso- to; dopo poche settimane il compositore
ni per una circolazione ristretta a determi- passò al secondo grado di Compagno. An-
nati ambienti specificamente massonici, che Johann Emanuel Schikaneder, autore
ma in un secondo tempo inglobate nel re- del libretto e primo Papageno, fu membro
pertorio corrente; musiche composte da della Massoneria di Ratisbona, città in cui
massoni per una libera circolazione che si formò come attore shakespeariano e di-
con il loro bagaglio di simboli si prestano rettore teatrale: pare che da questa sua affi-
ad una lettura anche massonica da parte di liazione ricavasse soprattutto problemi, da-
chi padroneggi quella sorta di lessico cultu- ta la poco assidua frequentazione ai lavori
rale; musiche composte da musicisti non di loggia, a lui puntualmente rinfacciata, e
massoni (o la cui iscrizione alla Massone- gli atteggiamenti pubblici ritenuti poco
ria non è dimostrata) su committenza mas- confacenti alla morale massonica. Fu so-
sonica e quindi adattate, con variabile par- speso dall’Ordine nel 1789, alla vigilia del
tecipazione, ai programmi massonici e do- suo trasferimento a Vienna come direttore
tate di una qualche simbologia; musiche di del Freihaustheater auf der Wieden (Il flau-
musicisti, a quel che si sa, non massoni per to magico vi si rappresentò il 30 settembre
ambienti non massonici, ma che in qualche 1791); da questo momento in poi della sua
modo, subliminalmente, richiamano i sim- poco fortunata carriera massonica si per-
boli e i programmi filosofici dell’Ordine; e dono le tracce.
via dicendo. Come si può ben intuire le co- All’epoca l’Oriente di Vienna, importato

102
Una riunione della Loggia massonica viennese «Zur gekrönten Hoffnung» («Speranza Incoronata»):
Maestro di Cerimonie è il Principe Nicholaus Esterházy, Mozart è ritratto in primo piano sulla destra,
mentre conversa con un vicino. Olio su tela (1790 circa).

103
con qualche iniziale difficoltà di carattere mentale e vocale, recentemente rinvenuta
politico e religioso dalla Boemia (Praga (Basso 1994). Fu in questo contesto già suf-
in particolare), dopo l’originario sviluppo ficientemente complesso eppure suscettibi-
anglosassone prima e francese poi, godeva le di ulteriori espansioni che la Massoneria
di considerevole espansione: esistevano viennese intraprese la propria attività; ne
una dozzina di logge, ridotte drasticamente fu coinvolto in prima istanza il teatro, mas-
ad otto a seguito della riforma voluta nel sima espressione della civiltà musicale
1785 da Giuseppe II, massone egli stesso asburgica. Non è dato di sapere se Metasta-
ma desideroso di esercitare un diretto con- sio, poeta cesareo a corte per decenni, ap-
trollo, di stampo imperiale, sugli apparte- partenesse all’Ordine; di certo alcune feste
nenti all’Ordine, di cui prese ad esigere li- teatrali e soprattutto Alcide al bivio (1760),
ste dettagliate. A seguito della morte di co- musicata da Hasse e rivolta alla persona di
stui i due successivi imperatori, Leopoldo Giuseppe II in occasione delle nozze con
II e Francesco II, indifferente il primo, for- Isabella di Borbone, parafrasa in modo
temente avverso il secondo, indussero l’Or- esplicito un rituale di iniziazione massoni-
dine ad una progressiva segregazione e in- ca (Chegai 1998). Il genere della festa tea-
voluzione. Gli anni Sessanta-Novanta furo- trale, a carattere prevalentemente mitolo-
no comunque per gli stati asburgici (non gico, si rivelò consono a simili metafore,
esclusa la Toscana degli Asburgo-Lorena) data la circolazione ristretta e selettiva (in
una vera e propria fucina di iniziative di primo luogo la corte, a lungo legata alle vi-
impronta massonica, con notevoli riper- cende della Massoneria con Francesco I
cussioni sull’attività artistica e musicale; Stefano prima e Giuseppe II poi); lo testi-
ma il filo rosso delle attività musicali d’ispi- monia ulteriormente l’impianto massoni-
razione muratoria si dipana dall’inizio del co, dimostrato e analizzato in Tocchini
Settecento, epoca in cui la Massoneria mo- 1998, di uno dei capolavori del Settecento
derna si costituì. L’organizzazione concer- musicale, Orfeo ed Euridice di
tistica fu sempre fra le prerogative della Calzabigi/Gluck (1762); e sempre sul terre-
Massoneria sino all’Ottocento inoltrato (ed no della “riforma” dell’opera i medesimi
uno dei motivi del rilievo storico da essa Calzabigi e Gluck ebbero modo di speri-
avuto in materia), dai più riservati clubs mentare ulteriori punti di contatto con l’Or-
londinesi alle società di concerti (fra cui la dine in Iphigénie en Tauride (1779, vedi
Société du Concert de la Loge Olympique a ancora Tocchini 1998). I vari Mozart, Salie-
Parigi e nel primo Ottocento la Philharmo- ri e Haydn (che fu iniziato negli stessi gior-
nic Society di Londra) ad alcune delle più ni di Mozart), trovarono quindi un terreno
notevoli sale pubbliche europee; nel campo ampiamente preparato e fertile, sia per il
della composizione programmatica o co- teatro che per la musica strumentale a
munque del repertorio, per limitarsi ai tito- sfondo massonico, da questi assiduamente
li di maggior spicco, si è soliti citare relati- coltivata.
vamente a questa prima epoca il Carmen Ma riguardo al Flauto magico occorre con-
Saeculare di François-André Philidor, gli frontarsi anche con altre tradizioni. A parti-
oratori e le cantate di Handel – Messiah in re da Osiride di Johann Gottlieb Naumann
testa - (opere, queste, sistematicamente (1781) su libretto di Caterino Mazzolà, e dal
adottate dai massoni perché sintetiche di Tarare di Beaumarchias/Salieri (Parigi
arte antica e nuova in una visione comples- 1787, divenuto per Vienna Axur, re d’Or-
siva ed universalistica), la tragédie lyrique mus, 1788) soggetti orientaleggianti o dalle
Zoroastre (1749) e l’opéra-ballet La Nais- tinte egiziane erano già comparsi nell’ope-
sance d’Osiris di Rameau (1754). Ma le fila ra. La Zauberoper, opera di carattere magi-
dei compositori iscritti e praticanti, a Lon- co-fiabesco destinata ad una pubblico mi-
dra come a Parigi o a Berlino, si ingrossa- sto ma tendenzialmente di medio-basso li-
vano, e ne fa fede una considerevole produ- vello, otteneva a Vienna grandi consensi fin
zione minore, più o meno riservata, stru- dagli ultimi anni Ottanta, ponendosi come

104
genere antesignano della futura opera ro- segno contrario in corso d’opera non fareb-
mantica di argomento fantastico (anche ad be che sottolineare l’estro e la genialità de-
effetto del successo del Flauto e dei suoi gli autori, chiunque essi fossero) non è que-
molteplici tentativi d’imitazione fra cui un sta la sede adeguata per deciderlo.
vero e proprio “seguito”, Das Labyrinth Schikaneder stesso non era nuovo del resto
oder Der Kampf mit den Elementen, 2 Teil a commistioni di varia natura: Wieland l’a-
dei Zauberflöte, 1797, con musica di Pietro veva già utilizzato per Der Stein der Wie-
Winter); fra i precedenti più notevoli del sen (La pietra dei savi, 1790, musica di vari
Singspiel mozartiano sta Kaspar der Fagot- autori fra cui – secondo ricerche recenti –
tist di Wenzel Müller su testo di Joachim lo stesso Mozart), ma in occasione del Flau-
Perinet, rappresentato al Leopolstädter to scelse in partenza la via dell’ibridismo,
Theater (in diretta concorrenza con quello miscelando con esiti alterni la Lulu a spun-
diretto da Schikaneder) pochi mesi prima ti tratti da Cagliostro e ad un romanzo fran-
dell’opera di Mozart, e basato sulla stessa cese alla moda dell’abate Jean Terrasson
favola (Lulu o il flauto magico, spesso attri- (1731, tradotto in tedesco nel 1777-1778),
buita a Christoph Martin Wieland ma in Sethos, historie ou vie tirée des monuments
realtà di August Jacob Liebeskind). Mozart anedoctes de l’ancienne Égypte, in cui si di-
ebbe occasione di ascoltare il Kaspar di spiegano in abbondanza suggestioni deri-
Müller dandone un giudizio sommario e vate dall’Egitto dei Faraoni e dall’India.
negativo; un nutrito filone critico, da Abert L’interesse ricorrente per i volumi e le sim-
in poi, ha però sostenuto che quest’opera metrie architettoniche – consone alla men-
avesse una qualche influenza sulla genesi talità edificatoria della cultura illuminata –
del Flauto mozartiano. Il fagottista, più pre- e per le decorazioni, gli arredi o i simboli
cisamente, avrebbe sollecitato Schikaneder più criptici – allusivi alla rivelazione, ossia
e Mozart a mutare la trama originaria del all’elevazione dello spirito in direzione del-
Flauto magico, trasformando in cattiva la la conoscenza – trovarono in soggetti dalla
Regina della Notte e in buono Sarastro, che tinta archeologica liberamente inventata
nel progetto originario (come nelle prime occasione di dispiegarsi appieno. Entra in
scene dell’opera) era e restava un perfido gioco quindi la simbologia massonica. Co-
mago, rapitore di Pamina perché bramoso me ben si sa, nel tentativo di reinventarsi
delle sue grazie; tutto ciò onde evitare una origini remote e procurarsi fondamenti bi-
eccessiva somiglianza con l’opera di Mül- blico-arcaici che ne irrobustissero la dottri-
ler. Se è un dato di fatto che esistano dei pa- na e offrissero un repertorio simbolico
rallelismi fra il cast di Kaspar e quello del pronto all’uso, l’Ordine trasse dai Misteri
Flauto (c’è anche lì la fata splendente, Peri- egizi fonte d’ispirazione, ricorrendo siste-
freme, c’è il mago, Bosphoro, c’è un guar- maticamente alla parafrasi in riti e cerimo-
diano delle donne, Zumio, nonché altre fi- nie. Ecco quindi che all’egiziomania cor-
gure che richiamano quelle del Singspiel rente, rintracciabile nelle arti minori come
mozartiano), l’ipotesi raccoglie oggi con- nell’architettura (basti pensare ai caminetti
sensi alterni; in ogni caso l’ideatore e forse egizi di Piranesi) si intrecciarono anche
l’autore di quelle modifiche sarebbe stato elementi massonici (senza che si debbano
Ludwig Giesecke, attore presso la compa- necessariamente intravedere tracce della
gnia di Schikaneder e massone egli stesso: Fratellanza laddove vi sia un tempio, una
il che spiegherebbe il permanere della tin- stele, una piramide). Di queste presenze
ta muratoria nell’opera (gradita a tutti e tre neppure troppo arcane all’interno del Flau-
gli artisti) a dispetto di certe tortuosità nel- to magico è prova il controfrontespizio del-
lo svolgimento della trama. Se queste ipote- la prima edizione del libretto, una enigma-
tiche contaminazioni-modifiche impoveri- tica incisione di Ignaz Alberti (riprodotta e
scano il progetto di Schikaneder/Mozart o commentata anche in Basso 1994) che con
piuttosto non lo arricchiscano in inventiva il suo armamentario simbolico ha spesso
(l’esistenza di una favola mutata e resa di ispirato anche moderne messinscena. Un

105
Ignaz Alberti, incisione tratta dal frontespizio della prima edizione del libretto del Flauto magico, Vienna,
1791. (Vienna, Gesellschaft der Musikfreunde).

106
tempio in pietra come quello mitico di Salo- ser lume; in questa il Padrino conduce il
mone, idealmente il primo tempio masso- Recipiendo. Qui gli si domanda, se si sente
nico (il riferimento è all’atto II,1 dell’ope- la vocazione necessaria per essere ammes-
ra), sorretto da due colonne con capitello so; ed egli risponde, che sì. Se gli chiede su-
dorico (che simboleggia la Forza), una sce- bito il nome, e cognome, e s’interroga sulle
na prospettica ripartita in tre ordini a rap- sue qualità. Dopo, che ha soddisfatto a que-
presentare i tre stadi dell’iniziazione, Ap- ste domande, se gli leva tutto quanto può
prendista, Compagno, Maestro (tre è anche avere di metalli […] Dopo tutto questo, se
il numero maschile della perfezione). Il gli mette una benda agli occhi, e si lascia a
punto di vista è dall’interno del tempio, al meditare per circa un’ora. […] Il Recipien-
terzo livello di Maestro, in direzione del ve- do con gli occhi bendati […] è introdotto
stibolo presso il quale deve presentarsi chi nella Camera de’ Serventi, che hanno cura
chiede di essere ammesso ai Misteri (quasi di dirigere i suoi passi. Si conduce il Reci-
attendendo Tamino). In primo piano clessi- piendo attorno nello spazio descritto in
dra (il tempo), falce (la morte, o forse la fi- mezzo della Camera; e se gli fa fare il giro
ne della vita pre-massonica), la brocca (os- tre volte, e in alcune Logge anche nove vol-
sia la vita, o forse la nuova vita muratoria). te. Nel tempo del giro i fratelli Serventi che
E molto altro. Il clou dell’opera, il suo livel- l’accompagnano, fanno un misterioso stre-
lo profondo, parrebbe essere quindi quello pito, battendo continuamente con qualche
dell’iniziazione, concetto-rituale di ampie cosa sulle divise dell’Ordine. Quelli, che
valenze antropologiche (è infatti diffuso hanno fatta questa cerimonia assicurano,
nelle più disparate culture, con finalità ses- che non vi è cosa più laboriosa di questo
suali-riproduttive o morali-conoscitive), camminare, che si fa a occhi bendati, e pa-
assunto come momento cardine della vita re di aver fatto un assai lungo viaggio. Ter-
massonica. minati i giri si conduce il Recipiendo nel
Si rendono perciò possibili alcuni confron- mezzo dello spazio descritto […] Fateli ve-
ti. Del rito d’iniziazione in uso nel Settecen- dere la luce, dice allora a’ circostanti il
to, caratterizzato fra l’altro da significative Gran Maestro, è molto tempo che ne è pri-
varietà locali, non ci restano molti docu- vo. […] il Venerabile Gran Maestro così
menti “pubblici” a stampa; uno dei pochi, e prende a dirli: Promettete voi di non giam-
di non difficile reperimento per chiunque, è mai scrivere, né rivelare i segreti de’ Liberi
la Relazione della compagnia de’ liberi mu- Muratori, e della Muratoria, fuori che a un
ratori di Valerio Angellieri Alticozzi, pub- Fratello nella Loggia, e in presenza del Ve-
blicata a Napoli nel 1746 e modernamente nerabile Gran Maestro? Dopo la risposta se
riedita. Tornerà utile trascrivere qualche li scuopre la gola per vedere se fosse fem-
stralcio (pp. 30-35): mina […]

Chi che sia, che desideri d’essere ammesso Il rito d’iniziazione, come si può riscontra-
in questo Ordine, bisogna prima, che sia re anche nel testo riprodotto, si suddivide
conosciuto da alcuno già iscritto alla Mura- in diversi momenti. La presentazione del
toria, il quale faccia testimonianza, e sia Recipiendo alla Loggia da parte di un Tuto-
informato della vita, e de’ costumi del Reci- re o Padrino; l’accesso del Recipiendo al
piendo. Quel fratello, che si piglia l’impe- vestibolo; la camera di riflessione; l’inter-
gno, informa subito gli alti della sua Loggia rogatorio; la circumambulazione; il giura-
delle buone qualità del soggetto, che do- mento. In Alcide al bivio, Orfeo ed Euridi-
manda d’essere ammesso alla Confraterni- ce, Il flauto magico, per limitarsi ai testi più
ta. […] Il fratello, che ha informato, si chia- celebri, con diverse finalità e diversa
ma Proponente, e nel giorno fisso per lo Ri- morfologia narrativa, si ripercorrono quei
cevimento, ha il titolo di Padrino. La Loggia momenti emblematici verso la conquista
di Ricevimento ha da avere più stanze, in della Luce.
una delle quali, come fu detto, non dee es- Alcide (Ercole, ossia la Forza, ma nell’ope-

107
ra di Metastasio/Hasse si allude a Giuseppe alberga l’equivoco: Astrifiammante si di-
II) si trova a dover scegliere fra due strade: spera per il rapimento di Pamina, sua figlia,
quella del lusso e del piacere, che gli illu- da parte di Sarastro; pare che ella sia il Ve-
stra Edonide (la Bellezza), e quella della ro, la Luce, il Bene, al contrario delle forze
saggezza, cui è richiamato da Aretea (la maligne impersonate dal mago. Ma non è
Virtù, lì alludendo a Maria Teresa); Froni- così. Astrifiammante non è che la Tenebra,
mo (il Tutore) lo invita alla riflessione. Do- o meglio la parte oscura del Bene, la Luna,
po alcune esitazioni, insistentemente tenta- da annullare alla luce del Sole. Dopo alcu-
to da Edonide ma spiritualmente attratto da ne avventure Tamino bussa al Tempio di
Aretea, Alcide si risolve di seguire la più Sarastro (il vero Bene, il Sole, la Luce etc.),
dura strada della Virtù, e sconfitti mostri e nell’intento di liberare Pamina, ed avvia
tenebre viene ammesso al Tempio della così, non senza esitazioni, la propria re-ini-
Gloria, al quale accorrerà anche Edonide, ziazione al rito (maschile) di costui. Occor-
cui viene consentito – ora che Alcide è per- rono però alcune prove, durante le quali si
venuto alla retta via – di mettere a disposi- convincerà progressivamente di aver intra-
zione la sua bellezza (la concordia di Forza, preso la strada giusta. Pamina da parte sua,
Piacere e Virtù ribadisce il principio triadi- segregata, rifiuta Monostato (l’amore terre-
co simboleggiato anche dai pilastri interni no) ed inizia la propria purificazione senza
e dai candelieri del Tempio massonico, in averne piena coscienza; Tamino mantiene
numero di tre). il silenzio sui riti, anche a rischio di com-
Orfeo è disperato per la morte di Euridice promettere l’unione con Pamina. I due infi-
(costei subisce quindi una sorta di inizia- ne, l’uno a fianco dell’altra, superano le
zione passiva a causa della sua dipartita). prove decisive degli elementi (fuoco e ac-
Amore (che gli fa da Tutore) gli si presenta qua), e si avviano alla Luce (da cui è esclu-
e gli offre la possibilità di recuperarla pre- so Papageno, che ha grossolanamente falli-
vio un viaggio negl’Inferi (esso stesso una to le prove e che resta così “condannato”
iniziazione: anche Ercole si reca agli Inferi all’amore terreno di Papagena). In tutte e
più volte) durante il quale non dovrà nep- tre le pièces si segue un identico percorso
pure osservarla, e a condizione che egli filosofico/emozionale; in tutti e tre i casi
mantenga il silenzio sul patto a lui imposto emergono i temi filosofici dominanti della
nei confronti di Euridice medesima; dopo Muratoria: la conquista del Vero, l’esclusi-
la “camera di riflessione”, l’accettazione vità dei suoi rituali, il controllo cui è neces-
della prova da parte di Orfeo: superato l’in- sario sottoporre la componente passionale-
terrogatorio cui viene sottoposto da cori di femminile, da ricondursi ad un equilibrio
Furie, Euridice gli viene in effetti restituita. di marca maschile (per lungo tempo le log-
Sulla via del ritorno però la fanciulla ri- ge furono esclusivamente maschili; la Mas-
chiede maggiore trasporto da parte di Or- soneria femminile, di impianto più salottie-
feo, che non può, da parte sua, né mirarla ro che filosofico, nacque in seguito ed ebbe
in volto, né motivare simile atteggiamento; propri riti).
dopo molteplici sforzi il mitico cantore ce- Nei tre libretti è possibile individuare persi-
de alle replicate insistenze della fanciulla: no palesi metafore di alcuni di questi mo-
la guarda, la perde, ma Amore gliela resti- menti rituali-iniziatici, che tenteremo, con
tuisce in quanto Orfeo ha comunque man- parecchie semplificazioni, e limitandoci al-
tenuto il segreto sulla prova richiestagli. le situazioni più evidenti e accertate, di sin-
Tamino per suo conto è inseguito da un tetizzare in una tabella (traggo parecchi
serpente (simbolo dell’iniziazione femmi- spunti da: Chailley 1991 – per il Flauto –,
nile), che ne causa lo svenimento (morte Chegai 1998 – per Alcide –, Tocchini 1998 –
simulata valevole in senso iniziatico); in- per Orfeo –).
consapevolmente è così introdotto al rito
della Regina della Notte (le Tenebre, il
principio femminile). In lui inizialmente

108
Il percorso morale/massonico dei tre prota- guità (per Alcide la tentazione edonistica,
gonisti (Alcide, Orfeo, Tamino) si svolge per Orfeo il dolore per la morte di Euridice
per fasi affini e analoghe, fasi in cui si pos- e la speranza che gli reca Amore, per Ta-
sono individuare le tappe dell’iniziazione mino l’adesione alla fede per la Regina)
massonica, secondo il rituale-tipo; il mo- prelude alla chiarificazione in senso mura-
mento del caos, delle Tenebre e dell’ambi- torio, che a sua volta si realizza attraverso

Hasse, Alcide al bivio Gluck, Orfeo ed Euridice Mozart, Die Zauberflöte

Scena I. LE SCELTE UMANE I, 1 FUNERALE MASSONICO BATTERIE D’INITIATION


«Al primo aprirsi del teatro la E INIZIAZIONE DI EURIDICE Accordi iniziali nell’Ouverture
scena rappresenta un’ombrosa CORO: «Ah! se intorno a que-
selva, folta di alte, robuste, e st’urna funesta» I, 1 INIZIAZIONE INCONSAPEVOLE DI
frondose piante interrotte da TAMINO AL CULTO DELLA REGINA
qualche reliquia di maestose ORFEO NELLA DELLA NOTTE
fabbriche antiche. Si divide nel “CAMERA DI RIFLESSIONE” Tamino inseguito dal serpente
prospetto la selva in due lunghe, ORFEO: «[…] Restar vogl’io | Solo sviene
ma differentissime strade, es- fra queste ombre funebri e
sendo la sinistra di esse agevole, oscure | Coll’empia compagnia I, 15 TAMINO INTRAPRENDE
fiorita ed amena, e l’altra all’op- di mie sventure. | […] Chiamo il L’INIZIAZIONE PRESSO IL TEMPIO DI
posto difficile, e selvaggia.» mio ben così | » SARASTRO, PADRINI I TRE GENI
TRE GENI: «Te guida a palma
IL PADRINO (FRONIMO) I, 2 IL PADRINO (AMORE) nobile, | Garzon, l’altero segno: |
E IL “CIMENTO” E L’ILLUSTRAZIONE DELLA PROVA Ma fiane il pegno… indomita
FRONIMO: «Il re de’ numi | Giove, AMORE soccorre ORFEO e gli pro- costanza… | Fede… e silen-
il tuo genitor, vuol che a cimen- pone di scendere negli Inferi a zio…»
to | Oggi si esponga il tuo valo- riprendere Euridice. A una con-
re: ed io | Al cimento ti guido. dizione: «[…] Euridice | Ti si INTERROGATORIO PRELIMINARE
[…] Solo elegger tu dèi: questo è vieta il mirar, finché non sei | SACERDOTE: «Che vuoi tu qui
il cimento. […] Pensa che que- Fuor dagli antri di Stige, e il straniero? | Che cerchi in questo
sto istante | Del tuo destin deci- gran divieto | Rivelarle non dei; tempio? [TAMINO] D’amore il
de | Ch’oggi rinasce Alcide | Per se no: la perdi, | E di novo e, per seggio e di virtù.»
la futura età.» sempre […]». ORFEO è stupito e
turbato dalla proposta di AMO- II, 1 SARASTRO PREPARA IL RITO
Scena II. ALCIDE NELLA “CAMERA RE. Dopo qualche esitazione, ORATORE: «In lui, signor, | Vede-
DI RIFLESSIONE” decide di intraprendere la sua sti costanza? [SARASTRO] Sì, pari
ALCIDE: «In qual mar di dub- impresa: «Ho risoluto. Il gran- all’ardir. [ORATORE] Capace | Di
biezze | Fronimo m’abbandona! de, | L’insoffribil de’ mali è l’es- silenzio lo credi? [SARASTRO] I
Il primo dunque, | Il più difficil ser privo | Dell’unico dell’alma sensi apprese | E la lingua a fre-
passo | Nel cammin della vita | amato oggetto; | Assistetemi, o nar. [ORATORE] Regna in quel
Mover solo io dovrò! […] Oh Dei! La legge accetto.» petto | Santo, fraterno affetto?
Dio! | Non so per qual cagione | [SARASTRO] Ardente e puro.»
Il pié non mi seconda, il cor II, 1 L’INTERROGATORIO
s’oppone. Che fo? Chi mi consi- CORO DI FURIE: «Chi mai dell’E- II, 2 “CIRCUMAMBULAZIONE”
glia? Il tempo stringe, | La dub- rebo | Fra le caligini, | Sull’orme DI TAMINO E PAPAGENO
biezza s’accresce.» d’Ercole | E di Piritoo | Conduce TAMINO: «Oh! qual densa caligi-
il piè? (Danza delle Furie) [CO- ne profonda! | Qual notte mi cir-
RO] Che mai dell’Erebo etc. conda!»

109
Scena III. EDONIDE LA “CIRCUMAMBULAZIONE” II, 3 INTERROGATORIO DI TAMINO E
(LA BELLEZZA) TENTA ALCIDE «Segue il Ballo girando intorno PAPAGENO. PAPAGENO FALLISCE
EDONIDE: «Non verranno a tur- ad Orfeo per spaventarlo» [Or- ORATORE: «Stranieri, | Qual vi
barti i riposi | Atre schiere di cu- feo persuade e commuove le tragge desio di queste mura | A
re severe, | Neri affanni tiranni Furie al suono della sua lira, ed penetrar nel solitario orrore?
d’un cor.» è lasciato entrare] [TAMINO] Umanitade, amore.
[…] [SACERDOTE] (a Papageno)
Scena V. ARETEA (LA VIRTÙ) II, 2 ORFEO È AMMESSO Amico, | Tu pur senno e virtude
REDARGUISCE ALCIDE NEGLI ELISI (MASSONICI) | Vuoi conquistar pugnando?
ARETEA: «Vedrai | Quai dall’ani- ORFEO: «Che puro ciel! Che [PAPAGENO] Io per me non do-
me grandi | Difficili io dimando chiaro sol! Che nuova | Serena mando | Né guerrà né sapere; |
illustre prove.» luce è questa mai! Che dolce, | Mi basta di dormir, mangiare e
Lusinghiera armonia formano bere.» […] ORATORE: «(a Tami-
Scena VI. IL TEMPIO (MASSONICO) insieme | Il cantar degli augelli, no) Or or Pamina | mireran gli
DELLA VIRTÙ | Il correr de’ ruscelli, | Dell’au- occhi tuoi, ma un solo accento |
«La solida struttura, la materia re il sussurrar! Questo è il sog- non proferir; andiamo. Ecco il
e gli ornamenti dell’edifizio giorno | De’ fortunati Eroi. Qui cimento.»
corrispondono alla fermezza, tutto spira | Un tranquillo con-
alla decenza, alla semplicità ed tento, | Ma non per me. Se l’idol II, 5 PROVA DEL SILENZIO
agl’impieghi del nume che vi mio non trovo | Sperar non pos- DI TAMINO E PAPAGENO
soggiorna. Vari gruppi di statue so: i suoi soavi accenti, | Gli Le Tre Dame inviate da Astri-
fra le colonne e i pilastri simbo- amorosi suoi sguardi, il suo bel fiammante insinuano il
leggiano nel basso la Superbia, riso, | Sono il mio solo, il mio di- dubbio ai due. Tamino osserva
la Vendetta, l’Invidia e gli altri letto Eliso.» il silenzio.
vizi soggiogati dalle opposte
virtù. Il prospetto ed i lati della II, 2 ORFEO PRESENTATO A II, 10 PAMINA RESPINGE
scena sono occupati nella parte EURIDICE (SI DELINEA LA PROVA) MONOSTATOS (L’AMORE FISICO)
più elevata da bassi rilievi tra- CORO: «Giunge Euridice! | Vieni
sparenti che rappresentano le a’ regni del riposo, | Grande II, 14-15 PAPAGENO FALLISCE
future imprese d’Alcide. È ri- Eroe, tenero sposo; | Raro LA CONSEGNA DEL SILENZIO
pieno il luogo d’Eroi, d’Eroine e esempio in ogni età! ! Euridice CON TAMINO E CON LA VECCHIA
di Geni seguaci della Virtù, i Amor ti rende: | Già risorge, già
quali così nelle attitudini e nei riprende | La primiera sua II, 18 TAMINO MANTIENE
sembianti, come colla danza e beltà.» (Danza degli Eroi) IL SILENZIO CON PAMINA
col canto, esprimono quella se- PAMINA: «Tamino!… Ah! Tu non
rena tranquillità che soddisfa III, 1 LA PROVA DEL SILENZIO m’ami! Io col mio pianto | Im-
ma non trasporta.» EURIDICE: «[…] Dimmi, son bella portuna mi rendo… | Ah! Tace-
ancora | Qual era un dì? Vedi, te, crudeli; intendo, intendo…»
Scena X. I GENI DELLA VIRTÙ che forse è spento | Il roseo del
E DEL PIACERE SI CONTENDONO mio volto? Odi, che forse | S’o- II, 23 PAPAGENO È RIFIUTATO
ALCIDE scurò quel che amasti, | E soave ORATORE: «Il ciel pietoso | Perdo-
«[…] i due lati della scena sono chiamasti, | Splendor de’ sguar- na i falli tuoi, ma degli eletti |
guerniti di Geni confacenti alle di miei?» […] «Ma perché sei sì Non sperar i diletti. [PAPAGENO]
rispettive opposte strade. So- tiranno? | [ORFEO] Ben potrò Datemi del buon vino, e son
stengono quei della Virtù diffe- morir d’affanno, | Ma giammai contento.»
renti arnesi scientifici e milita- dirò perché!»
ri; quei del Piacere all’incontro
vari stromenti della mollezza e
del lusso.»

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LA “CIRCUMAMBULAZIONE” III, 2 ORFEO PREMIATO II, 28 TAMINO E PAMINA SUPERANO
«La scena improvvisamente si AMORE restituisce EURIDICE a LE PROVE DEL FUOCO E DELL’ACQUA
oscura, e fra l’interrotto lume ORFEO «[…] si vede passare Tamino
de’ lampi e lo strepito delle ca- suonando il suo flauto, e Pami-
denti saette si riempie tutta di III, 3 LIETO FINE MURATORIO na che lo segue in mezzo al fuo-
larve, di prodigi e di mostri. CORO: «Trionfi Amore! | E il co […] Pamina e Tamino scen-
[ALCIDE] Stelle! Ah quale im- mondo intiero | Serva all’impe- dono per gl’ignudi dirupi del
provvisa | Caligine profonda il ro | Della beltà! | Di sua catena | monte. Giunti che sono al pia-
sol ricopre! | […] Come fra que- Talvolta amara | Mai fu più cara no, affrontano entrambi corag-
ste | Dense tenebre e nere | I | La libertà! | […] [EURIDICE] La giosamente la corrente del fiu-
passi regolar?» gelosia | Strugge e divora; | Ma me. Tamino suona il flauto.»
poi ristora | La fedeltà. | E quel
LA PROVA DEL FUOCO sospetto, | Che il cor tormenta, | II, 29 PAPAGENO SI CONSOLA
«[Alcide] impugna la spada, e Al fin diventa | Felicità. | [CORO] CON PAPAGENA
scagliandosi risolutamente tra Trionfi Amore!»
le fiamme e tra’ mostri penetra II, ultima scena MONOSTATOS E
nella strada della Virtù» ASTRIFIAMMANTE SPROFONDANO.
TAMINO E PAMINA VESTONO
Scena XI ALCIDE INIZIATO L’ABITO DEGLI INIZIATI
CORO: «Vieni, Alcide, al bel sog-
giorno | Destinato alle gran-
d’alme, | E germogli fra le pal-
me | Il tuo fior di gioventù»

Giuseppe Quaglio, Le prove del fuoco e dell’acqua. Bozzetto per Il flauto magico, (II, 28). Monaco,
Residenztheater, 1793. Disegno originale (Monaco, Theatermuseum).

111
prove più o meno complesse; si confronti, sì “leggero”: una sorta di prova dell’aria?);
ad esempio, la somiglianza del momento e poi gabbie, ritratti, troni, catene, colonne,
della circumambulazione nei tre lavori e piramidi, palme, un fantasioso bestiario,
l’affinità, in Orfeo e nel Flauto magico, del- etc. Le valenze rituali dei vari episodi sono
la prova del silenzio, esercitata, con soffe- inoltre mascherate dal ricorso ad un dialo-
renza ma abnegazione, proprio nei con- go scoppiettante e dispersivo, in cui Papa-
fronti di chi più si ama. Si noti anche che la geno/Schikaneder gioca un ruolo determi-
presenza di Geni e figure allegoriche a so- nante: a lui i passi più lunghi, sue le più in-
stegno dell’uno o dell’altro personaggio volute considerazioni, profane e dissacran-
simbolico di male o bene si riscontri simil- ti, che conseguono l’effetto di rapportare
mente nel Flauto magico come in Alcide al continuamente alla dimensione terrestre i
bivio (derivando dalla solida tradizione del severi procedimenti iniziatici dell’Ordine.
teatro mitologico). Tamino agisce e si converte quasi ad effetto
Il simbolismo del Flauto magico è a prima di un incantesimo, dà persino l’impressio-
vista di gran lunga più complesso ed oscu- ne di un certo automatismo; Papageno, lui
ro di quello delle due più antiche feste tea- così umano, con ostinazione e ottusità, vuol
trali, dotate di una lineare classica schema- individuare la convenienza pratica dietro
ticità e (una volta individuate le chiavi di ogni gesto, ogni azione a lui imposta, e non
lettura) trasparenza, e dell’universale e sot- trovandola (com’è ovvio che sia, trattando-
tile vocabolario mitologico, esibito a un si di una vicenda a sfondo esoterico) resta
pubblico capace di darne adeguata lettura. confinato alla per lui unica dimensione del
Nel Flauto magico si verifica una sorta di quotidiano (che dietro questa inadeguatez-
esplosione simbolica, un gioco irrefrenabi- za si nascondesse una sorta di autoironia di
le di doppi sensi e lazzi, centrifugo rispetto Schikaneder nei confronti delle proprie di-
al labile filo narrativo e continuamente in savventure massoniche mi pare un’ipotesi
procinto di confonderlo del tutto. Par quasi plausibile). Pamina, infine, appare quasi
che Schikaneder e Mozart, forti (almeno il sempre estranea alla vicenda iniziatica
primo) di letture e conoscenze esoteriche (che pure prende l’avvio proprio da lei, in
più o meno digerite, si fossero consapevol- quanto Sarastro la rapisce per preservarla
mente fatti prendere la mano da un gustoso dal regno delle tenebre), come pure alla ri-
gioco semiprivato consistente nell’arricchi- conversione che la vede coinvolta di rifles-
re a più non posso la trama di riferimenti, so; troppo impegnata a riflettere sulle pro-
simboli, deviazioni, episodi parentetici. prie disgrazie e attanagliata da mille incer-
Talvolta senza spiegazione, o senza una so- tezze, alla Saggezza risolutiva è per così di-
la spiegazione. Il serpente (I, 1), l’acqua, la re trascinata, limitandosi a concedere fidu-
pietra, il lucchetto che vengono imposti a cia al suo liberatore Tamino (in quanto li-
Papageno al posto di liquori, fichi e ciam- beratore, e non tanto perché aspirante Ap-
belle (I, 2, una iniziazione al rito della Regi- prendista). Dietro tutti i personaggi e ad
na anche per lui?), il flauto donato dalle Tre onta dei loro limiti e delle loro insufficien-
Dame a Tamino (e ripropostogli dai Tre ze si sviluppa, silenziosamente, il progetto
Geni) e la scatola sonora affidata a Papage- del Grande Architetto, cui la Massoneria af-
no (I, 7), i rami di fiori in mano ai Tre Geni fida le sorti umane, anche al di là della vo-
(I, 14), il velo imposto a Tamino e Papage- lontà dell’individuo.
no (II, 6, e II, 20, ma questo è chiaro nel Una volta delineato il percorso narrativo-
quadro del rito d’iniziazione), il pugnale di esoterico, è possibile, sul piano storico, ra-
Pamina (II, 8), il bicchiere d’acqua che la gionare a lungo su chi eventualmente si
vecchia vuole propinare a Papageno (II, volesse criptare dietro le incerte effigi dei
14), la macchina volante su cui arrivano i personaggi; entra insomma in gioco l’alle-
Tre Geni, che subito imbandiscono una goria politica, genere spurio di critica so-
“eletta mensa” per Tamino e Papageno (II, ciale che pare appartenere quasi più a chi
15: Tamino non mangia, mantenendosi co- lo fruisce che a chi lo predispone. Ecco

112
quindi che in Sarastro è stato scorto il natu- templi di I, 14 - della Sapienza, della Ragio-
ralista viennese e Gran Maestro Ignaz von ne, della Natura -, tre le prove, etc.) investe
Born, oppure (come già avveniva in Alcide anche le scelte tonali: l’opera si apre e si
al bivio) Giuseppe II, sovrano illuminato e chiude in Mi bemolle maggiore (Ouverture
massone, oppure, più semplicemente, ci si e Finale II), e in Mi bemolle o nella relativa
è limitati a cogliervi l’incarnazione di con- Do minore si svolgono altri momenti rile-
cetti o simboli massonici quali il Sole, il Be- vanti del Singspiel (la prima scena, Do mi-
ne, il principio maschile vincente, il Regno nore, l’aria di Tamino detta “del ritratto”,
della luce, la stessa Massoneria illuminata n.3, Mi bemolle, il duetto di Pamina e Papa-
(vi si intravede, nitidamente, anche lo geno, n.7, Mi bemolle): si tratta delle tona-
shakespeariano Prospero della Tempesta, lità massoniche per eccellenza, dati i tre be-
che lo shakespeariano Shikaneder avrà molle in chiave, quand’anche il singolo be-
ben conosciuto). Nella Regina della Notte si molle ha l’aspetto di un piccolo triangolo.
è voluto vedere l’idealizzazione del despo- Quest’ultima considerazione spiega, secon-
tismo teresiano, Maria Teresa stessa (che do taluni, l’ambito armonico di uno dei mo-
intrattenne con la Massoneria un rapporto menti più alti dell’opera, l’inizio del II atto,
conflittuale, a dispetto del consorte France- la Marcia dei Sacerdoti, e la successiva aria-
sco I Stefano e del figlio Giuseppe), il go- invocazione di Sarastro, O Isis und Osiris,
verno di Luigi XVI, oppure - all’opposto! - entrambe svolte nel tono di Fa maggiore, to-
la rivoluzione, e quindi la Luna, il principio nalità dotata di un singolo bemolle. Proce-
femminile debitamente sottomesso a quel- dendo con le ipotesi, anche il Finale I, in Do
lo maschile, la Massoneria oscurantista, la maggiore, veicolerebbe un retroscena ideo-
Chiesa cattolica. Tamino di volta in volta è logico massonico perché svolto in una tona-
stato Giuseppe II oppure il fuoco, Pamina la lità pura, esente da “alterazioni”; e via di se-
libertà oppure l’acqua, e, a completare la guito: il Coro dei Sacerdoti del II atto (n. 18,
triade degli elementi, Papageno l’aria; e se O Isis und Osiris, di nuovo) impiegherebbe
in Monostato si può identificare un generi- il Re maggiore in quanto la notazione alfa-
co traditore dell’Ordine (come ce ne furono betica di quella tonalità, D, ³ (delta) se tra-
nella realtà dei fatti), nelle Tre Dame assi- sposta in greco, evocherebbe ancora una
stenti di Astrifiammante si è vista la perso- volta il triangolo, ricollegandosi così, sim-
nificazione delle tre religioni monoteiste, bolicamente, all’altro Coro sacerdotale, in
foriere per loro conto di oscurantismo. Le Fa (n. 10, con Sarastro). Altri piccoli sforzi
ipotesi possono moltiplicarsi, senza che al- ermeneutici, o semplicemente di fantasia,
cuna, probabilmente, sia in grado di depen- spiegherebbero massonicamente anche il
nare le altre, né tanto meno di dissipare del Sol e il La (sol come Sole, La perché tre so-
tutto le nebbie sapientemente addensate no i diesis in chiave). Su un piano un po’ più
dagli autori sulla loro creazione. tangibile, l’Ouverture iniziale attacca con
Ovviamente, nel quadro di sì articolato pro- cinque maestosi accordi, che si riodono sot-
getto simbolico, la musica ha il suo ruolo. to varie forme anche altrove, in Ouverture e
Anche in questo caso ci si può spingere con opera, a simboleggiare la batterie d’initia-
le ipotesi assai in là, assegnando un signifi- tion che scandiva l’avvio dei rituali masso-
cato massonico ai molteplici elementi mu- nici; il numero di detti accordi è pure possi-
sicali dotati di una possibile lettura nume- bile spiegarlo in senso muratorio: il 5 si ot-
rologica, che, dato il carattere matematico tiene difatti dalla somma di 2 (la donna, im-
della scrittura musicale, sono molti. Pur perfetta) e 3 (la perfezione, l’uomo), giun-
non volendo addentrarci più di tanto in que- gendo così a simboleggiare il “femminile fe-
sto infido campo, è indubbio che Mozart condato”, ovvero il femminile che consegue
predispose determinati “segnali” di natura la perfezione a seguito dell’intervento del-
sonora nelle fasi più significative del rituale l’uomo (potrebbe trattarsi quindi di una
massonico qui parafrasato. L’occorrenza “sintesi numerica” dell’intero percorso nar-
del numero tre (tre le Dame e i Geni, tre i rativo dell’opera: Tamino più Pamina). Do-

113
po gli accordi sedici battute di collegamento spiel mozartiano, Il Ratto dal Serraglio, os-
danno luogo ad un clima di sospensione e sia Belmonte/Kostanze e Pedrillo/Blond-
incertezza (una sorta di “camera di rifles- chen; Sarastro lo si può avvicinare a Selim,
sione”?), rapidamente sgombrato dal bril- Monostato a Osmin. Il più evidente topos
lante e geometrico costruttivismo del fugato drammaturgico resta comunque quello
successivo, in cui si è pure voluta vedere la evocato da Tamino e Papageno, in cui si in-
razionalità propriamente edificatoria della dividua la secolare tipologia del rapporto
Muratoria (Chailley 1991). Proseguendo, padrone/ servo o buffone (il Kasperl del tea-
l’uso selettivo di alcuni fiati, fra cui il mas- tro popolare viennese), ereditata a più ri-
sonico corno di bassetto, e l’unione di corni prese dall’opera (non ultimi, fatte le debite
fagotti ed oboi alluderebbero alla colonne distinzioni, Don Giovanni e Leporello): dal
d’harmonie che scandiva i lavori di loggia tono ora scherzoso, ora stupefatto, ora para-
(ma che risulta invero assente nella Vienna dossale del loro linguaggio emergono le di-
dell’epoca). In ogni caso si tratta di segnali, versità delle rispettive aspirazioni (l’appa-
appunto (e molti altri ve ne saranno, palesi gamento spirituale attraverso la Verità
o occulti), la cui stessa incertezza è motivo e l’Amore nel senso più elevato in Tami-
di suggestione o semplice curiosità, e di cui no, l’appagamento alimentare e sessuale
non è comunque necessario cercare una in Papageno), e persino il confronto con
sintassi rigorosa e imprescindibile; indica- eventi che entrambi non possono compren-
zioni ad uso di quanti fossero consapevoli dere appieno avviene a partire da piani dif-
dei riti e delle formule anche musicali del- ferenziati (reattivo e ispirato quello di Ta-
l’Ordine, ma che nondimeno risultano atti- mino, confuso e polemico quello di Papage-
nenti anche ad una logica puramente musi- no); nel complesso il tutto ricalca meccani-
cale, questa, stavolta, necessariamente sin- smi scenici e psicologici ben collaudati. Sul
tattica: lo mostra, ad esempio, la coerenza piano puramente musicale Mozart dette
tonale con cui Mozart condusse gli atti, i cui fondo ad ogni possibile risorsa inventiva, ivi
numeri seguono uno schema armonico lo- compresa la propria memoria di ascoltatore
gico e regolare. vigile e onnivoro: l’analisi della partitura e
Nel Flauto magico colpisce anche la ric- delle stesse fonti mozartiane (lo spunto con-
chezza dell’impianto narrativo; ciò avvenne trappuntistico dell’Ouverture pare ad esem-
in ottemperanza al genere di afferenza, il pio derivare da una improvvisazione piani-
Singspiel, in cui ci si avvaleva anche del ra- stica di Clementi) hanno fatto scorrere fiu-
pido dialogo parlato (in poco tempo, contra- mi d’inchiostro. Gli intenti sintetici e sincre-
riamente a quanto avviene cantando anche tici di Mozart emergono ad esempio dalla
un semplice recitativo, si possono dire pa- vocalità, estremamente differenziata: Papa-
recchie cose), andando così incontro al geno, con i suoi brillanti Singspiellieder dal-
pubblico eterogeneo del rumoroso e cittadi- la forte carica attoriale e performativa, e la
no Freihaustheater auf den Wieden, che Regina della Notte, che canta due arie di
dallo spettacolo richiedeva alternanza di considerevole difficoltà ed estensione, che
momenti lirici e patetici e momenti comici. richiedono doti virtuosistiche e paiono ri-
Fra l’altro, come è stato spesso osservato, collegarsi alla tradizione settecentesca del-
nel Singspiel di Mozart si verifica una sinte- l’aria di bravura, sono i due poli opposti; in
si di elementi drammaturgici complessi. Se forma di Lied, e con movenze affettive inti-
l’impianto favolistico e le sue molteplici al- mistiche, cantano anche Tamino, Pamina e
lusioni esoteriche derivano dalla tradizione Sarastro: le loro arie, dalla struttura appa-
della Zauberoper, della Maschinen-Komö- rentemente semplice, rivelano in realtà un
die e dal codice massonico, non si rinunzia lavoro di lettura e interpretazione del testo
per questo ad inserirvi topoi drammaturgici poetico da parte di Mozart di ineguagliabile
tradizionali. La coppia Tamino/Pamina e sottigliezza. E l’artificio, quand’anche è pre-
quella Papageno/Papagena hanno le pro- sente, come nei sofisticati e ricchissimi con-
prie corrispondenti nell’altro notevole Sing- certati (che fanno da contraltare alla toc-

114
cante sobrietà dei cori), si trasfigura in gio- ne con temi e sistemi infinitamente inferio-
co musicale sapiente e irreale al tempo stes- ri al suo talento artistico, e che l’esegeta
so. debba agire su un piano rigorosamente
È ora possibile tentare qualche provvisoria scientifico, razionale. Mi pare che nell’uno
conclusione. Il flauto magico mantiene in- come nell’altro caso si sia in errore, e che il
tatta la sua disponibilità anche nei confron- rapporto con un lavoro che resta fra i più
ti di quanti ignorino del tutto il retaggio mi- difficili del teatro musicale debba essere
sterico-massonico che vi è sotteso. Questo è gestito su un altro piano. Non c’è una mo-
un dato di fatto. Simile retaggio ha genera- dalità di lettura univoca, è ovvio, ma ciò fa
to talora entusiastici invasamenti critici parte delle intenzioni degli autori e forse,
(quasi che solamente allora davvero si addirittura, del loro processo creativo; non
comprendesse il significato profondo del è il caso quindi di deprimersi per questo, o
lavoro mozartiano) talora altezzosi e netti di accanirsi nella ricerca della spiegazione
rifiuti (vedi sopra Kunze e Yourcenar, in a tutti i costi. In altre parole, è difficile ipo-
parte anche Mila 1989), quasi un non voler- tizzare che Mozart e Schikaneder volessero
si sporcar le mani con elementi indubbia- predisporre un microcosmo drammatico
mente compromessi con l’ambiguo e a sua unitario e univoco, quanto non piuttosto
volta compromettente mondo dell’esoteri- dar vita ad un fantasioso gioco di simboli
smo, ritenendo che Mozart abbia comun- “aperti” all’interpretazione più o meno li-
que saputo elevarsi al di sopra di certe sco- bera di ognuno. Questo consentirebbe di
rie dovute alla sua ulteriore compromissio- riabilitare anche il sin troppo bistrattato li-

Antoni Smuglewicz, bozzetto per Il flauto magico. Varsavia, Teatro Nazionale, 1802. (Cracovia, Museo Nazionale).

115
bretto di Schikaneder, incoerente solo in in una sorta di libera scelta da parte dello
quanto non pretende coerenza; più che un spettatore, prendendolo comunque per ma-
congegno drammatico raziocinante una no, senza infliggergli forzatamente alcun
galleria di situazioni, scene chiuse e aperte, “cimento” esegetico.
evocatrici di un mondo che sta al di là del-
le parole, in un al di là che ognuno può ri- BIBLIOGRAFIA
crearsi a piacimento: come ha acutamente H. ABERT, Mozart (Leipzig 1919), vol. II, a cura di P.
Gallarati, Milano, Il Saggiatore, 1983.
osservato Basso, un theatrum pictorium, V. ANGELLIERI ALTICOZZI, Relazione della compagnia de’
un campionario di immagini e eventi sce- liberi muratori, Napoli, Salzano e Castaldo, 1746 (rist.
nico-sonori disponibile al dialogo con chi anast. Foggia, Bastogi, 1992).
lo fruisce. Difficile ipotizzare che lo scom- P. AUTEXIER, Les oeuvres témoins de Mozart, Paris, Le-
duc, 1982.
pigliato pubblico del Theater auf der Wie- A. BASSO, L’invenzione della gioia. Musica e massone-
den, e magari esso solo, possedesse le chia- ria nell’età dei Lumi, Milano, Garzanti, 1994.
vi di lettura del Flauto magico; nondimeno D. J. BUCH, Mozart and the Theater auf der Wieden:
Schikaneder e Mozart hanno scritto per New attributions and perspectives, «Cambridge Opera
Journal» 9, 1997, pp. 195-232.
quel pubblico. Che di quel pubblico faces- J. CHAILLEY, “La Flûte enchantée” opéra maçonnique,
sero parte anche Confratelli di loggia, e che Paris, Laffont, 19912.
l’opera mozartiana fosse eseguita, a bran- A. CHEGAI, L’esilio di Metastasio. Forme e riforme dello
delli, anche per quei privatissimi entoura- spettacolo d’opera fra Sette e Ottocento, Firenze, Le
Lettere, 1998.
ges in una disposizione di spirito simile al- R. COTTE, La Musique maçonnique et ses musiciens,
l’autocontemplazione, è altresì probabile: Paris, Éditions du Borrégo, 19872.
ma gli autori non avranno certo voluto I. GRATTAN GUINNESS, Contando le note: la numerologia
“parlare” solo a quei pochi in grado di in- nelle opere di Mozart, in particolare nel “Flauto magi-
co”, in G. Piana et al., La percezione musicale, a cura di
tendere i simboli massonici e gli utopici L. Albertazzi, Milano, Guerini e Associati, 1993, 153-
progetti dell’Ordine. Fra le due eventualità, 199.
“piacere comunque” (a tutti) o “piacere so- S. KUNZE, Il teatro di Mozart. Dalla Finta semplice al
Flauto magico, Venezia, Marsilio, 1990.
prattutto” (agli eletti), Schikaneder e Mo-
M. MILA, Lettura del Flauto magico, Torino, Einaudi, 1989.
zart, da consumati uomini di teatro, avran- G. TOCCHINI, I fratelli d’Orfeo. Gluck e il teatro masso-
no tenuto d’occhio senz’altro la prima. Pos- nico tra Vienna e Parigi, Firenze, Olschki, 1998.
sibile dunque che il Flauto magico lo si
debba ascoltare solo con quelle famose
chiavi in mano, chiavi fra l’altro quantomai
insicure? Sarebbe un atto di presunzione,
da parte nostra, ipotizzare che solo ora e
solo noi davvero si possa o si debba inten-
dere il lavoro di Mozart, e che il pubblico di
quella prima messinscena fosse tanto arre-
trato e superficiale da permettersi di non
capire alcunché; senz’altro Mozart e
Schikaneder non la pensavano a questo
modo. Insomma, se tali erano le volontà
degli autori, non mi pare delittuoso adotta-
re, consapevolmente, il medesimo punto di
vista del pubblico del tempo, forti magari di
conoscenze aggiuntive, ma non prigionieri
di queste, e con lo spirito lieve di quegli
spettatori, su cui non gravava certo l’obbli-
go della comprensione a tutti i costi. E su
questa funzionale duttilità fa leva la scom-
messa del Singspiel mozartiano: quella di
far sì che la propria complessità si risolva

116
Carl Maurer, progetto scenico per Il flauto magico. Eisenstadt, Teatro del castello dei Principi Esterházy, 1804.

117
Antoni Smuglewicz, bozzetto per Il flauto magico. Varsavia, Teatro Nazionale, 1802.

118
P IETRO CITATI
LA LUCE DELLA NOTTE*

I lecchino, il Pulcinella, il buffone salisbur-


Nel giugno e nel luglio del 1791, Mozart ri- ghese. Mescolava le volgarità, che aveva
mase solo a Vienna. Il 4 giugno la moglie appreso mangiando per tanti anni tra val-
era andata alle acque di Baden, assieme al letti e cocchieri, con le capriole della ma-
figlio Karl, incinta di un altro figlio: il sesto, schera veneziana, e i giochi immateriali
il secondo vivo, l’unico che, come il padre, dell’elfo romantico.
tentò di lottare con la «forza del suono». Da Queste piroette gioiose ed infantili non rie-
Vienna, Mozart scriveva ogni giorno alla scono ad illuderci. Dietro di esse, si agitava
moglie con quella tenera innocenza amo- un’ansia nevrotica, un amore che consu-
rosa che non finisce di meravigliarci: «Pen- mava e si consumava, una tensione spiri-
si tanto spesso a me quanto io penso a te? – tuale, che poteva distruggerlo. Mentre i me-
Tutti i momenti guardo il tuo ritratto – e si passano, le lettere sono scritte sempre
piango – metà per gioia, metà per dolore!». più velocemente, come se volessero sopra-
«Non mi manca nulla – tranne la tua pre- vanzare il battito dei minuti, o raccogliere
senza». Le raccomandava di stare ben cal- le cose più capricciose e febbrili che acca-
da, di badare al freddo della mattina e della devano intorno a lui. I nervi guizzano di
sera, di curare il suo piede malato: attende- continuo sulla carta: i temi vengono mutati
va con ansia le sue lettere; e, se non arriva- ad ogni rigo, l’umore si innalza e si abbas-
vano, era di cattivo umore tutto il giorno. sa, si rallegra e si incupisce; e la scrittura
Non sognava altro che di salire su una car- traccia una linea serpentina, che si frantu-
rozza, percorrere velocemente le miglia ma in mille piccoli tratti. Qualche volta, si
che lo dividevano da lei, e «riposarsi tra le confessava alla moglie: «Se la gente potesse
sue braccia». vedere nel mio cuore, dovrei quasi vergo-
I suoi slanci d’amore ci ricordano sovente gnarmi. Tutto è freddo per me – freddo co-
le tenerezze di Papageno, piuttosto che i su- me il ghiaccio». «Non ti posso dire quello
blimi ardori di Tamino: bestes Herzen- che provo, è un certo vuoto – che mi fa ma-
sweibchen («cara donnina del mio cuore»), le – una certa nostalgia, che non viene mai
così chiamava la moglie, con le stesse paro- appagata, che non cessa mai – continua
le usate dal suo uccellatore. «Acchiappa – sempre, anzi cresce di giorno in giorno.
acchiappa! bis-bs-bs-bs – bacini volano Quando io penso… a quali tristi, noiose ore
nell’aria verso di te – bs – ecco ne trotterel- trascorro qui – nemmeno il mio lavoro mi
la ancora un altro». «O stru! stri! – ti bacio e dà gioia… Vado al piano e canto qualcosa
ti stringo 1095060437082 volte (così potrai della mia opera, ma debbo smettere subito –
esercitarti nella pronuncia) e sono il tuo mi fa troppo impressione. Basta!» Questo
eternamente fedele marito ed amico…». gelo, questo vuoto, questa nostalgia, questa
Poi, con il suo gusto per i giochi di parole angoscia – nessuna parola, mai, a nessun
senza senso, aggiungeva: «Sii eternamente costo, avrebbe potuto colmarli.
la mia stanzi Marini, come io sarò eterna- Spesso la mattina alle cinque, dopo aver
mente il tuo Stru! – Knaller paller-schnip- dormito pochissimo, lasciava il numero
schnap-schnur-Schnepeperl». Faceva l’Ar- 970 della Rauhensteingasse, come se qual-

119
che demone lo trascinasse fuori casa. Qual- passava sotto il naso, e intanto faceva una
cuno, che lo incontrò a quell’ora insolita, lo strana smorfia con la bocca. Muoveva di
prese per un «garzone di sartoria» che si continuo le piccole, mobilissime mani: le
avviava al lavoro. Passeggiava a lungo per strisciava sopra i polsini, sopra una gamba
le strade, dove il sole – il sole a cui stava de- o un braccio: giocava con il cappello, con la
dicando la sua ultima opera – cominciava a catena dell’orologio, con lo schienale di
dorare gli alberi e le vecchie case di Vien- una seggiola, con la tastiera di un piano; e
na. Durante il giorno, l’inquietudine lo fa- infilava e sfilava le mani dalle tasche, come
ceva correre attraverso la città, inseguito se soltanto così potesse mitigare la sua in-
dai pensieri più contrastanti, torturato da quietudine.
angosce reali ed immaginarie. Faceva visi-
te, dava lezioni, andava a trovare gli amici,
cercando danaro in prestito, con cui avreb- II
be pagato debiti, che aveva contratto pa- Pochi mesi prima, nel marzo, si era presen-
gando altri debiti. Ora dormiva nella pro- tato a casa sua un vecchio amico bavarese,
pria casa: ora in quella di Leitgeb, di Franz Emanuel Schikaneder, che dirigeva il Tea-
Gerl o di Schikaneder. Mangiava al risto- tro auf der Wieden, nei sobborghi di Vien-
rante, perché aveva paura di restare solo: o na. Ancora ragazzo, Schikaneder aveva co-
da qualche amico, che preparava in onor minciato a suonare nelle feste contadine.
suo un piccolo banchetto, dove Mozart be- Era stato un musicista vagabondo, e poi si
veva champagne e dei grandi bicchieri di aggregò ad una di quelle compagnie teatra-
punch. La sera, quando non lo attraeva il li, che Goethe aveva rappresentato nel
teatro, giocava a biliardo: talvolta a casa, da Wilhelm Meister: attraversando a piedi o in
solo, «assieme al signor von Mozart colla- carrozza le strade fangose e malsicure del-
boratore di Schikaneder», più spesso in un la Germania e dell’Austria, recitando nei
caffè presso casa, dove trovava quel calore teatri di città, di provincia, di paese o sulle
umano di cui aveva così perdutamente bi- piccole, preziose scene di corte; conoscen-
sogno. do il favore e lo sfavore del pubblico, la mi-
Qualche volta, gli amici guardavano con seria e l’improvvisa ricchezza, la leggerez-
ansia quell’uomo piccolo e magro, dal viso za e le grandiose ambizioni della vita tea-
un po’ gonfio, dagli occhi azzurri sbiaditi, trale. Ora scriveva drammi, operette e com-
con i bei capelli biondi, fini e ondulati che medie musicali: ora preparava scenari fa-
gli scendevano sulle spalle. Era sempre di volosi e barocchi: ora recitava nell’Amleto,
buon umore. Ma anche quando si abbando- nel Macbeth, nel Romeo e Giulietta, nei
nava alla più estrema allegria, o si guarda- Masnadieri, nel Don Carlos, nel Clavigo;
va intorno con lo sguardo penetrante ed ora preferiva le parti comiche, dove la sua
acuto, sembrava che pensasse a qualche al- voce, a metà tra lo stridio di una banderuo-
tra cosa, che lo assorbiva del tutto. Quale la e quello di un girarrosto, suscitava gli ef-
essa fosse – un motivo musicale, un pensie- fetti più esilaranti.
ro lontano, una sensazione che correva na- Così Mozart raggiungeva, sempre più di
scosta sotto le altre sensazioni –, nessuno frequente, i sobborghi di Vienna. Il teatro
poteva dire. Poi, all’improvviso, diventava auf der Wieden faceva parte di un grande
molto serio e grave. Andava alla finestra, edificio principesco, simile a quelli che an-
suonando con le dita sul davanzale, e dava cora oggi incontriamo nelle devote valli del
risposte sempre più vaghe e indifferenti, Tirolo: comprendeva sei cortili, duecento-
finché non udiva più nulla, quasi fosse sen- venticinque appartamenti, trentadue scale
za coscienza. Non restava mai fermo. La percorse da un flusso ininterrotto di aristo-
mattina, mentre si lavava il viso, andava e cratici e di borghesi, di popolani e di attori;
veniva per la stanza, battendo un tallone una chiesa, una farmacia, una locanda, un
contro l’altro. A tavola, prendeva un angolo frantoio, un mulino, diverse officine arti-
del tovagliolo, lo torceva: se lo passava e ri- giane, come se la casa dovesse provvedere

120
maternamente a tutte le necessità dei suoi che dei mesi, le viti cariche d’uva, le nava-
abitatori. Nel cortile più esteso, c’era un te e gli archi ad ogiva, erano l’ultima eco,
giardino, una fontana e una piccola casa di filtrata attraverso lo spessore dei secoli, de-
legno, dove Mozart e Schikaneder lavora- gli antichissimi templi di Tebe e di Dende-
rono insieme al Flauto magico. Vorremmo rah. Tutto sembrava pronto per una rina-
sapere cosa si dissero il geniale mestieran- scita dei «misteri» egiziani.2 Come due se-
te e il piccolo musicista dal viso gonfio, che coli prima la chiesa cattolica era stata sul
aveva ancora pochi mesi di vita. Come pre- punto di convertirsi all’ermetismo alche-
pararono la trama dell’opera, quali modifi- mico, ora l’Europa degli illuministi, dei
che Mozart pretese, quali soluzioni propo- massoni e dei rivoluzionari immaginava
se, quali versi scrisse di suo pugno, come una religione universale, all’ombra dei riti
interpretò le parole che l’altro gli offriva… egiziani.
Tra quelle mura di legno, Mozart e Schika- Questa religione – la religione di Apuleio e
neder fecero il loro viaggio in Egitto, così di Gérard de Nerval – viveva sotto il segno
come mezzo secolo più tardi Flaubert di- di una grande divinità materna. Iside era
scese il corso del Nilo. Avevano appreso «la genitrice di tutte le cose, la signora degli
quasi tutte le notizie che il loro tempo co- elementi»: colei che regola la volta lumino-
nosceva intorno all’Egitto ellenistico: men- sa del cielo e le salubri brezze del mare,
tre l’altro Egitto, quello di Cheope, di Mice- che dà splendore al sole, fa ruotare la terra,
rino e di Ramsete II, giaceva ancora sotto le ritornare le stagioni, germogliare i semi e
sabbie protettrici del deserto. Libri antichi crescere i germogli; Iside era la «santa ed
e moderni stavano aperti davanti ai loro oc- eterna salvatrice del genere umano», che
chi. Probabilmente sfogliarono la Bibliote- con soave affetto guarda ai bisogni degli in-
ca di Diodoro Siculo e il saggio di Plutarco felici e protegge gli uomini dagli assalti del-
sopra Iside e Osiride: non è escluso che la fortuna (Metamorfosi XI, 5, 25). Nel Flau-
guardassero le grandi raccolte di Athana- to magico, Iside dona alla regina della not-
sius Kircher, dello Jablonski, di Montfau- te «la sua sopravveste brillante di atro
con e del Caylus: consultarono il romanzo splendore», e il luccichio dei suoi astri. Nes-
Sethos dell’abate Terrason, il saggio di sun altro ricordo resta di lei: l’amoroso in-
Ignaz von Born Sopra i misteri degli egizia- flusso materno non scende dal suo grembo
ni; e certo si entusiasmarono leggendo l’ul- sulla terra; solo il suo nudo nome risuona,
timo libro delle Metamorfosi di Apuleio.1 accompagnato dalle trombe e dai corni,
Il loro entusiasmo di «egittomani» non era sulle labbra dei sacerdoti.
isolato. Negli stessi mesi del 1791, Nicolas Così anche l’ambiente egiziano, sebbene
de Bonneville scriveva che Iside è la parola tanto preciso e scrupoloso nei particolari,
fondamentale dell’universo: Isis mormora resta un fondale di cartone, uno scenario il-
e soffia la voce del fuoco: is-is grida l’acqua, lusorio e fittizio, che può comprendere in
quando vi immergete un fuoco ardente; is- sé ogni paesaggio della terra. Le piramidi, i
is fischia il serpente, simbolo del freddo ve- templi e le palme sorgono accanto ad un
leno divorato dal fuoco della natura. La castello medioevale: l’Arcadia fronzuta e
Vergine, che allatta Gesù appena nato, è rocciosa di Poussin confina con un bosco di
una reincarnazione di Iside che allatta Ho- cipressi, con un giardino all’italiana e un
rus: la morte, la discesa agli inferi e la re- orrido montano, ricco d’acque scroscianti;
surrezione di Cristo ripetono il destino di e abiti giapponesi e tavoli turchi si nascon-
Osiride. Quella venerabile religione, fonte dono tra le vesti dei sacerdoti di Iside. Tut-
di ogni altra fede e di ogni altra saggezza, to deve sapere di teatro, di macchine prodi-
aveva lasciato dappertutto la propria im- giose, di astuzie sceniche: tutto deve asso-
pronta. Notre-Dame, a Parigi, era stata co- migliare ad un variopinto pasticcio, messo
struita sulle rovine di un santuario di Iside; insieme per fare cassetta. Molti tra gli spet-
e le chiese del Medioevo francese, con i lo- tatori, che riempirono per mesi il Teatro
ro zodiaci, i loro bestiari mostruosi, le fati- auf der Wieden, credettero di contemplare

121
Karl Friedrich Schinkel, bozzetto per Il flauto magico. Berlino, Königliche Oper, 1815-16. Acquatinta.

122
Karl Friedrich Schinkel, progetto scenico per Il flauto magico. Berlino, Königliche Oper, 1815-16. Acquatinta.

123
soltanto una favola per incantare i bambi- do di argomenti qualsiasi – pettegolezzi
ni, una farsa per divertire la plebe di Vien- teatrali, storie di corte, di danaro e di donne
na. Qualcuno tra loro comprese quali –; e lui rispondeva, scherzando o pungen-
profondi misteri Mozart aveva saputo cela- do, senza interrompere di scrivere. Infine si
re con uno scherzo, con un capriccio, con metteva al piano, alla luce dei candelieri,
una lieve allusione. nel silenzio materno della notte, o sotto i
raggi del giorno. Lo sguardo, così spesso di-
stratto e perduto, diventava calmo e raccol-
III to: le belle e piccole mani si muovevano
Verso la fine di luglio, Il flauto magico era dolcemente e naturalmente sulla tastiera:
quasi finito. Malgrado la solitudine e la ne- ogni movimento dei muscoli sembrava
vrastenia, durante la composizione dell’o- esprimere un sentimento; e l’occhio degli
pera Mozart non aveva mai smesso di colti- ospiti amava guardarlo, come l’orecchio
vare quello spirito buffonesco, che lo aiuta- amava ascoltare la perfezione dei suoni.
va a scaricare gli spiriti vitali troppo tesi. Di quest’opera, così diversa dall’uomo che
Quand’era al piano, si abbandonava volen- la compose, cercherò di raccontare la tra-
tieri al suo straordinario talento parodisti- ma. La racconterò come se fosse un libro,
co. Trattava un tema ora in modo grave ora scritto a quattro mani da un impresario
burlesco: ora correva a precipizio sulla ta- massone, che non dimenticava di essere
stiera, ora strisciava supplichevole e mise- stato un attore vagabondo, e da un musici-
revole tra la folla mendicante dei suoni. Se sta sofferente di nefrite. Così le mie parole
poi lo champagne eccitava ancor più il suo saranno sorde, oscure, vuote, perché non
ardore, Mozart cominciava ad eseguire una cercheranno di rendere nemmeno l’eco più
scena d’opera all’italiana. Tra le perle di lontana della musica di Mozart. Non tente-
vetro dei suoni, ecco affacciarsi la voce di ranno di inseguire quel misterioso sussur-
una prima donna: «Dove, ahi dove son io» ro tra la vita e la morte, quel respiro mite,
gridava disperata. «Oh Dio! questa pena! O quella forza trasparente, quel liquido, mo-
prence! O sorte ria… io tremo… io man- bile slancio che trascina ogni accordo verso
co… io moro!». Poi, all’improvviso, gli ac- l’acqua ed il fuoco, verso l’aria e la terra –
cordi più contrastanti scoppiavano sul pia- forse oltre l’acqua e la terra, oltre la sfera
no, come la bomba di un lontano obice so- dell’aria e la sfera del fuoco.
pra una casa; e i vecchi amici e i visitatori
di un giorno ridevano fino alle lacrime.
Qualsiasi cosa facesse, Mozart non smette- IV
va di pensare al Flauto magico. Quando di- La storia del Flauto magico ha una preisto-
scorreva con dei conoscenti, giocava a bi- ria, che disegna una specie di cosmogonia.
liardo cogli amici, o nei viaggi in carrozza Prima della nascita di Tamino e Pamina,
fino a Baden, elaborava dentro di sé la sua una coppia sovrana dominava il mondo:
musica; e cominciava a fischiettare, a bor- un re solare di cui ignoriamo il nome e la
bottare, a canticchiare e a cantare ad altis- potente regina della notte. Dal loro incon-
sima voce, senza sopportare d’essere di- tro nacque Pamina. Tra il principio virile e
sturbato. Tirava fuori dalla tasca dell’abito quello femminile, fra la luce e la tenebra,
un taccuino, e vi annotava le sue idee me- esisteva allora un mutuo accordo: poiché il
lodiche, come un poeta abbozza i versi sui re tagliò il flauto magico dal tronco di una
biglietti del tram. Scene intere si formava- quercia millenaria in un’ora stregata, tra lo
no a poco a poco nella sua mente, fino a scatenarsi dei tuoni e dei fulmini, nel rom-
trovare una forma quasi definitiva. Così, bo della tempesta notturna; lo tagliò con
appena sedeva al tavolo di lavoro, scriveva l’aiuto della regina alla quale quel momen-
con una rapidità e una leggerezza che qual- to apparteneva, come sovrana degli incanti
cuno avrebbe potuto giudicare frettolosa. della notte. Qualcuno potrebbe credere che
Gli altri entravano nella sua stanza parlan- in quel tempo regnasse l’armonia tra i prin-

124
Karl Friedrich Schinkel, bozzetto per Il flauto magico. Berlino, Königliche Oper, 1815-16. Acquatinta.

125
cipii opposti, e solo il bene nutrisse la terra. ce da basso, raccomandandoci le virtù del-
In realtà l’unione tra i due sovrani era un la ragione e della tolleranza, dell’amicizia,
compromesso piuttosto che un abbraccio del perdono e della pazienza. Senza cedere
amoroso: con tale disprezzo il re teneva il venerabile alone che l’avvolge, il re-sa-
lontana la moglie «Dalle cose che sono in- cerdote orientale è diventato un maestro
comprensibili allo spirito femminile». Né la della massoneria, che vive a Vienna, negli
forza del re era interamente benefica. Egli stessi anni di Mozart. Come accadeva nelle
portava sul petto un «settemplice cerchio cerimonie massoniche, egli allontana le
solare», il segno del suo potere, che «consu- donne dalle mura del suo castello e dei suoi
mava tutte le cose». Come si era incarnato templi: perché sono dei nidi di superstizio-
in lui, il sole era una forza che arde e dis- ne e di ipocrisia, delle macchinatrici di or-
secca: che dà la vita e la toglie, che cancel- ribili astuzie, delle vane e inesauribili
la la vegetazione, assorbe la potenza mater- chiacchierone, che non sanno agire senza
na dell’umidità, rende arido e inabitabile il la guida di un uomo. L’impulso nostalgico
suolo.3 dell’amore non può vivere nel suo territo-
Con la morte del sovrano solare, i due regni rio esclusivamente virile, tra le processioni
della luce e della notte si dividono, diventa- dei sacerdoti, i cortei degli schiavi e le im-
no nemici e l’equilibrio del mondo cambia prese di caccia.
profondamente. La regina è stata sconfitta. Represso e schiacciato, allontanato come
Ora vive chiusa nel suo palazzo pieno di un pericolo e un incubo, l’amore finisce per
uccelli, circondata dalla fitta vegetazione di prorompere anche tra le mura del castello
un bosco. Un tempio ricorda ancora il suo e dei templi, sebbene nella forma del più
culto: tre dame le prestano i loro servizi; grottesco furore erotico. Per una specie di
ma ha perduto «il cerchio solare» del mari- ironico contrappasso, il capo degli schiavi
to, e la figlia, unico ricordo della luce, le è di Sarastro, Monostatos, un negro veloce e
stata strappata ed è prigioniera nel castello violento, vorrebbe possedere tutte le don-
di Sarastro. Il «cerchio solare», simbolo del- ne. Questa furia getta una prima ombra sui
la forza, riposa sul petto del suo rivale, ve- limiti del mondo di Sarastro. Presto ci ac-
nerato da un popolo di sacerdoti e di schia- corgeremo che non è la sola. Come tutti i
vi. cultori della ragione, Sarastro crede che gli
Quando appare sulle scene del Flauto ma- uomini si possano guidare alla felicità con
gico, Sarastro torna dalla caccia e scende la forza; e rapisce e fa incatenare Pamina,
da un carro trionfale, tirato da sei leoni, in modo da strapparla all’influenza mater-
mentre un coro di trombe, di timpani e di na. Vi è un particolare più inquietante.
voci entusiaste ripete il suo nome: «Es lebe Quando Mozart e Schikaneder raccontano
Sarastro! Sarastro soll leben!». Egli è un re- come Sarastro abbia rapito Pamina, hanno
sacerdote solare, come quelli che regnava- in mente un modello classico: il rapimento
no nelle antiche teocrazie d’Oriente. Pos- di Persefone, figlia di Demetra, da parte di
siede delle qualità sovrumane: una specie Ade, dio degli inferi e della morte. In che
di sesto senso gli fa conoscere i più riposti modo dobbiamo intendere questo lieve
sentimenti e pensieri degli uomini, gli cenno, nascosto tra le pieghe del Flauto
amori e i delitti che il nostro animo trama magico? L’animo di Sarastro celava in sé
segretamente; e le divinità gli rivelano le degli aspetti così ambigui, da poterlo tra-
loro intenzioni. I canti più gravi, le musiche sformare in una figura tenebrosa? Non è fa-
più solenni, i riti più maestosi, l’atmosfera cile interpretare questa allusione.4 Ma la
più oscuramente misteriosa e veneranda luce di Sarastro discende certamente da un
formano uno sfondo e un’eco alla sua figu- sole impallidito: è una luce nobile e limita-
ra. ta, solenne e rigida, maestosa e monotona.
Ma un faraone d’Egitto o un re di Babilonia Anche lui aveva bisogno del velo morbidis-
non avrebbero mai condiviso le sentenze simo che la notte getta sopra tutte le cose.
che Sarastro canta con la sua profonda vo- Mentre Sarastro è un re-sacerdote, la regi-

126
na della notte ha una dignità più alta: è una fronti: né il popolo bizzarro e crespato dei
dea. Appena si mostra tra due monti che si fantasmi e delle ombre: la voce agghiac-
spalancano sulla scena o emerge all’im- ciante dell’«uomo di sasso», che trascina
provviso dall’abisso, il rombo furioso dei con sé Don Giovanni; «l’immensa, intermi-
tuoni ci annuncia che una forza tremenda, nabile, insondabile tenebra», dove la nostra
ma molto più antica e sacra di Sarastro, è vita si perde. Nel Flauto magico, lo spazio
apparsa ai nostri occhi. Ci ricorda due dee, amabile della notte comprende le cose igno-
che la tarda antichità identificava in una rate nel regno di Sarastro: il fuoco dolcissi-
dea sola. La sua «nerissima sopravveste mo dell’amore, le ricchezze che i dolori la-
brillante di atro splendore», che nessuno sciano nella nostra anima, gli uccelli dalle
sguardo umano può attraversare, è quella penne multicolori, gli uomini-uccelli che
di Iside; e le stelle che avevano luccicato vivono nella semplicità dei boschi, la forza
sulla veste della divinità egiziana, ora deco- pacificatrice della musica. Se vogliamo co-
rano il suo trono, come trasparenti stelle da noscere la voce di questo mondo notturno,
teatro. Essa è soprattutto simile a Demetra, dobbiamo soltanto porgere l’orecchio. Tra
la mater dolorosa, che percorre la terra co- le trombe, i violini, i timpani, i corni e i con-
perta da un velo oscuro cercando, nelle re- trabbassi, che Mozart fa echeggiare sul tea-
gioni dove il sole tramonta e in quelle dove tro, ascoltiamo tre volte il suono del flauto
si leva, le tracce della figlia scomparsa.5 magico, che il re moribondo lasciò in ere-
Quando la regina rammenta gli angosciosi dità alla moglie. Non è uno strumento illu-
tremori, le preghiere e i vani tentativi di fu- stre, come la lira di Orfeo.6 Ma appena Ta-
ga di Pamina, il suo cuore è straziato; e mino lo suona, le belve corrono ad ascoltar-
un’ombra non le abbandona più il volto e la lo o arrestano il loro slancio: i sentimenti
bellissima voce. tristi diventano lieti, gli uomini aridi si in-
Nell’atto secondo, la sua figura si incupisce. namorano; e la furia degli elementi si placa.
La dolorosa Demetra diventa un’Erinni, Soltanto la musica nata dal cuore della not-
che prega gli dèi della vendetta, che invoca te prepara l’armonia del mondo, che tanti
le fiamme della morte e della disperazione, uomini hanno invano sognato di contem-
che rinnega la figlia, lacerando ogni lega- plare.
me della natura, se non ucciderà Sarastro L’ala della notte protegge anche Papageno,
per strappargli il «cerchio solare» della for- che ci appare per la prima volta, con la gab-
za. bia piena d’uccelli sulla schiena e il suo ru-
Tuttavia, non dobbiamo confonderla con le stico flauto, come un semplice uccellatore.
altre divinità notturne del suo tempo: con Egli vive in quest’angolo remoto della ter-
la sovrana delle catastrofi cosmiche, in cui ra, dorme nella sua capanna di paglia; e
Goethe la trasformò nella continuazione non sa nulla. Ignora come è venuto alla lu-
del Flauto magico; o la «madre notte» del ce, chi sono suo padre e sua madre: non
Faust, che nei tempi antichissimi generò la immagina che esistano altri monti, altri bo-
luce, e ora continua ad estrarre dal suo schi, altri uomini oltre ai pochissimi che
grembo portentoso le spaventose figure che conosce: e qualsiasi desiderio di saggezza è
attraversano la terra. La regina della notte lontano dalla sua mente. Vuole soltanto
è fragile, delicata, indifesa. Forse è soltanto «mangiare, bere e dormire». Attraversa i
una farfalla notturna: una di quelle grandi boschi, sale fino al castello di Sarastro, ve-
e bellissime farfalle dall’espressione quasi de negri e sacerdoti, incontra meraviglie e
umana, infinitamente tristi e luttuose, con pericoli senza mutare mai la propria natu-
macchie oscure simili ad occhi sulle ali, ra. È bugiardo, pauroso, chiacchierone, al-
che Giandomenico Tiepolo disegnava con legro e infantile: pieno di candida cupidigia
una grazia quasi mozartiana. e di ingenua astuzia: insieme rozzo e gra-
Lo spazio sul quale estende le sue ali è va- zioso, come i buffoni della tradizione popo-
sto, ricco e diverso. Non contiene gli incubi, lare austriaca, nati tanto tempo prima di lui
che rendono bagnate di sudore le nostre e vissuti ancora un secolo dopo la sua ap-

127
Antonio De Pian, bozzetto per Il flauto magico. Vienna, Kärntnertortheater, 1818. Incisione.

128
Giovanni Pedroni, bozzetto per Il flauto magico. Milano, Teatro La Scala, 1816. Incisione.

129
parizione.7 torno: l’amore l’afferra; così come Pamina
Poi Mozart e Schikaneder ci fanno capire si innamora di lui senza vederlo, quando sa
che Papageno è un uomo-uccello, figlio di che un principe si è innamorato di lei. È l’a-
una domestica della regina e di chissà qua- more delle favole e dei drammi di Shake-
le creatura celeste; e che forse le sue penne speare. Questa parola percorre tutto il libro
sono sgargianti e multicolori come quelle e viene ripetuta da ogni personaggio, persi-
degli uccelli chiusi nelle sue gabbie. Tutta no da chi la ignora, come Sarastro e Mono-
la visione che egli ha delle cose è uccelle- statos. Die Liebe è il sogno di ogni creatura,
sca; e i suoi sentimenti sono insieme quelli l’impulso che rende beata la vita e addolci-
di un uccellatore e di un uccello perdutosi, sce ogni tormento: superiore alla sapienza
chissà come, nella nostra terra. Se pensa di dei sacerdoti, può riunire il mondo lacerato
corteggiare le donne, immagina di cattu- e diviso. Mentre obbedisce alle leggi della
rarle con la rete e di tenerle chiuse a dozzi- natura, ci permette di giungere fino alla so-
ne nella sua capanna, come i fagiani, le glia dove abita la divinità. Ma esso risuona
pernici e i pavoni che consegna alle dome- in ogni cuore con accordi diversi. In quello
stiche della regina. L’amore che egli sogna di Tamino, è un fuoco estatico, che scioglie
è il luogo puerile del «dolce»: dare teneri il petto e innalza verso il cielo. Nel cuore di
baci alla creatura amata, stringerla al petto, Pamina, ricorda la passione disperata e te-
cullarla tra le braccia come si culla un nebrosa della madre. Nessuno parla col
bambino, esprimere tutti i soavi sentimenti suo accento delle «ore di beatitudine», che
infantili nati – diceva Mozart – nella «came- ha appena intraviste; e conosce, come lei, i
retta del cuore»; e nutrire la sua Papagena dolori dell’amore troppo grande, che crede
di zuccherini, di marzapani e di fichi dolci, di essere respinto e vilipeso.
come se la foresta dove vive fosse una im- Le avventure del Flauto magico sono le vi-
mensa pasticceria di Vienna. cende delle ore che passano e si inseguono:
della luce che diventa tenebra e della tene-
bra che ritorna luce. All’inizio, mentre Pa-
V pageno esce cantando e zufolando dal bo-
Quando il sipario del Flauto magico sta per sco, è mattina; e Sarastro scende dal suo
alzarsi, il respiro della musica insinua ne- carro nel caldo mezzogiorno. Poi il giorno
gli spettatori l’attesa di qualcosa di unico. inclina lentamente verso il crepuscolo: tuo-
Sulla scena rocciosa e boscosa, arriva sol- na e lampeggia e l’universo viene nascosto
tanto un principe in fuga, inseguito da un da una oscurità spaventosa, nella quale co-
drago. Egli giunge qui – in questo paese mincia il viaggio di Tamino. Qualche ora
senza nome, che confonde l’Egitto, l’Au- passa. Dal chiuso delle piramidi, il coro dei
stria e l’Italia – dal remotissimo Oriente. sacerdoti comincia a invocare lo splendore
Non sappiamo come sia giunto: se il padre della luce; e tre bambini scendono dal cielo
l’abbia inviato nei dominii della regina per annunciando che presto il Sole tornerà a
esplorare anche il luogo della notte; o se gli percorrere la sua «strada dorata». Le insidie
dèi, che sovraintendono alle sue vicende, della notte non sono ancora vinte. Solo
gli abbiano fatto smarrire la strada, perché quando Tamino e Pamina avranno attra-
possa incontrare il proprio destino. Sebbe- versato l’acqua ed il fuoco, il sole pieno, il
ne Tamino venga da così lontano, lo cono- sole senza ombra né macchie illuminerà la
sciamo benissimo. Egli è l’eroe del tempo terra, trasformandola in uno spettacolo ra-
di Schiller: l’eroe giovane e ingenuo, nobile dioso.
e puro, che non conosce ancora sé stesso e Lo stesso viaggio avviene nell’animo di
il mondo; pieno di slanci, di fervori, di ispi- ogni uomo, che potrebbe ripetere il grido di
razioni alte e indeterminate. Tamino: «O eterna notte, quando scompari-
Appena le tre dame gli mostrano il ritratto rai? Quando la luce troverà finalmente il
di Pamina, non vede più nulla, non ode mio occhio?». Ma la vittoria che il sole cele-
nessuna delle parole che gli risuonano in- bra ogni mattina senza sforzo diventa per

130
noi uno sforzo doloroso: un’iniziazione fa- suoi sacerdoti consideravano un essere in-
ticosa e segreta. Le prime prove sopportate feriore, libera l’inesperto principe d’Orien-
da Tamino – l’obbligo del silenzio, il capo te dai pericoli della notte e della morte. Non
nascosto da un sacco – sono quelle che av- importa che nel Flauto magico Iside resti
venivano durante le cerimonie dei «miste- chiusa nei suoi templi o perduta nei suoi
ri» greci: il grave silentium mysticum che cieli stellati. Tutta la forza amorosa e ma-
Lucio e Psiche debbono osservare nelle terna della donna si è raccolta in questa ra-
Metamorfosi; Lucio avvolto da un rozzo gazza bionda dagli occhi neri, che diventa
panno di lino, Psiche coperta da una veste senza saperlo «l’eterna salvatrice del gene-
funebre, e la «giovane sposa» velata che, re umano».
nella Villa dei Misteri di Pompei, attende di Mentre gli elementi selvaggi infuriano, Pa-
essere iniziata alle cerimonie segrete. 8 Ep- mina invita Tamino a suonare il flauto. La
pure queste dure prove ci sembrano, nel voce della musica notturna echeggia sul
Flauto magico, lievi e quasi futili. Nella pri- teatro; e l’esile suono doma l’ardore del
ma parte del viaggio, Tamino ha come fuoco, lo scroscio delle cascate, l’urlo dei
compagno Papageno, che non sa tener venti. Dopo un istante d’attesa, Tamino e
chiusa la bocca, che ha paura del buio, che Pamina escono illesi dalle fiamme, come
finge di avere la febbre, che sogna il suo Cariclea, in un altro romanzo misterico
marzapane e la sua Papagena, e gusta avi- d’ambiente egiziano, sale sopra un rogo e
damente i cibi e i vini inviati dalla ricca cu- le fiamme cedono davanti al suo passo.
cina di Sarastro. Così, per grazia di Papage- Con questo gesto, Tamino e Pamina hanno
no, quanto è anche qui grave, doloroso e sfidato il terrore e il pericolo della morte,
profondo ci sembra soltanto una deliziosa accostandosi «ai confini della morte» (Me-
farsa plebea. tamorfosi, XI 23): come dice san Paolo, en-
La grande prova deve ancora accadere: trando nell’acqua sono stati sepolti con Cri-
questa volta nessun Papageno potrà alle- sto nella sua morte, e con lui sono risusci-
viarla con i suoi giochi. Verso la fine della tati e ora camminano con lui in una vita
notte, nell’ora più terribile, quando, diceva nuova (Epistola ai Romani, 6, 2-5). L’ulti-
Baudelaire, «l’anima imita le battaglie della ma prova è compiuta. Gli elementi hanno
lampada e del giorno, l’aria è piena dei fre- purificato Pamina e Tamino, i quali sono
miti delle cose che si inseguono, e nel fon- insieme degli iniziati di Iside e dei veri cri-
do degli ospizi gli agonizzanti gettano in stiani, secondo quell’abbraccio tra le reli-
singhiozzi ineguali il loro ultimo rantolo», gioni che accendeva le fantasie negli ultimi
Tamino giunge davanti a due montagne. anni del Settecento.9
Da una scende una fragorosa cascata, Intanto, sulla scena del Flauto magico, ac-
diffondendo una nebbia nerastra all’oriz- cade l’evento che da migliaia di anni la ter-
zonte: mentre dall’altra sgorga una sorgen- ra attendeva. L’antica scissione è conclusa.
te di fuoco, che arrossa con un sospetto Il principe venuto dai paesi del sole abbrac-
d’alba la parte opposta del cielo. Egli dovrà cia la figlia della regina delle tenebre: la lu-
attraversare «il fuoco, l’acqua, l’aria e la ter- ce e la notte, il principio maschile e quello
ra», come nelle Metamorfosi di Apuleio Lu- femminile si incontrano nell’amore. L’har-
cio viene condotto «attraverso tutti gli ele- monia mundi vive finalmente tra noi. Tutto
menti». Ci domandiamo se Tamino, così il teatro è un sole, Sarastro sta in alto e la
giovane ed inesperto, potrà superare da so- gioia delle trombe celebra il trionfo della
lo, senza aiuti umani o sovrannaturali, la luce celeste. Ma che significa questo
terribile prova. In questo momento, matu- trionfo? La notte è stata veramente «an-
rata dal dolore, Pamina gli giunge accanto. nientata»? Malgrado le apparenze, il regno
Lo prende per mano e gli dice: «In tutti i virile e massonico di Sarastro è giunto alla
luoghi io sarò accanto a te. Io ti conduco. fine, con le sue catene, i suoi schiavi e la
L’amore mi guida». La donna, figlia della forza distruttiva del «cerchio solare». Men-
notte e delle sue passioni, che Sarastro e i tre Tamino e Pamina compivano il loro

131
viaggio, la luce del sole si nutriva alle ric- chiamarsi Pa-Min e Ta-Min, cioè «servo» e «serva del
dio Min». Le stesse palme con le foglie d’oro appaiono
chissime sorgenti della notte: assorbiva i tra le mani dei sacerdoti di Apuleio (XI, 10) e dei sacer-
suoi tesori – la musica, la passione amoro- doti di Mozart (atto II, scena I); e perfino le strane e
sa, il dolore, la natura, i giochi degli uomi- grottesche piramidi in miniatura, che nel Flauto magi-
ni-uccelli –; e li purificava e illuminava, co i sacerdoti usano come lanterne o portano sulle
spalle (atto II, scena XIX), apparivano già nelle tombe
mentre purificava sé stessa. Così la regina egiziane.
della notte ha perduto la sua antica ric- 2 Traggo queste notizie dal ricchissimo libro di Jurgen
chezza. Non le resta che furia e vendetta; e, BaltrusŠ aitis, La quête d’Isis, Olivier Perrin, Paris, 1967,
tra tuoni e fulmini, la triste farfalla nottur- specialmente alle pp. 27-69.
na cade nell’abisso, dal quale non potrà più 3 Non so dove Mozart e Schikaneder abbiano trovato il

risalire. simbolo del «settemplice cerchio solare»: l’ipotesi del


Morenz, che rinvia ad un passo di Diodoro Siculo (I,
Sopra le scene si apre una nuova età: nasce 49), non è persuasiva. Altri rinvii in Alfons Rosenberg,
una nuova creazione: qualcosa che nessuno Die Zauberflöte, Prestel Verlag, München, 1972, p. 76.
aveva mai conosciuto, nemmeno quando il Mi sembra probabile che il cerchio dovesse comunque
padre e la madre di Pamina regnavano sul- esprimere l’aspetto negativo o ambiguo della forza so-
lare, che gli Egizi simboleggiavano nella figura di Tifo-
la terra. Se l’uomo e la donna si amano, se la ne (Plutarco, de Iside et Osiride 33).
virtù e la giustizia cospargono il sentiero 4 Il ratto di Pamina da parte di Sarastro veniva spiega-
della nostra esistenza, se la dolce calma to, un tempo, con il capovolgimento del libretto, che la
scende nel nostro cuore, «allora la terra è massoneria avrebbe imposto a Mozart: per cui Sara-
un regno celeste e i mortali sono pari agli stro, originariamente malvagio, diventò un sovrano
benefico, e la regina della notte decadde da madre in-
dèi». Come nei «misteri» ellenistici, Pamina, felice a incarnazione delle forze del male. Questo capo-
Tamino, Sarastro, i suoi sacerdoti, e noi tut- volgimento non è sorretto da nessuna testimonianza,
ti che leggendo e ascoltando abbiamo con- ed è certamente leggendario. Ma anche se qualche te-
diviso il loro destino, siamo diventati simili stimonianza esistesse, qualsiasi lettore deve interpre-
tare Il flauto magico come un testo unitario: perché
a Iside e Osiride. non si può immaginare che degli uomini di teatro co-
Inquieto, errabondo, sfiorato dall’ala della me Mozart e Schikaneder non sapessero trasformare, o
morte, mentre muoveva le mani sulla ta- adattare, la vecchia alla nuova concezione. Il ratto di
Persefone e il ratto di Pamina non coincidono però nei
stiera, impugnava la bacchetta del direttore
particolari. Nella versione dell’Inno a Demetra (429
d’orchestra, o negli ultimi giorni di vita se- sgg.) e in quella di Ovidio (Metamorfosi, V 388 sgg.),
guiva col pensiero la lontana rappresenta- che più probabilmente Mozart e Schikaneder ebbero
zione che avveniva senza di lui, – Mozart sotto gli occhi (ma il mito era così conosciuto, che po-
tevano ritrovarlo in un quadro o in qualsiasi manuale),
credette veramente a questo sogno impos-
la terra si apre e Ade rapisce Persefone sul suo carro.
sibile? L’harmonia mundi? Gli uomini pari Per rapire Pamina, Sarastro si trasforma, «giacché egli
agli dèi? Il flauto magico è una favola per ha la forza di mutarsi in qualsiasi figura» (atto I, scena
bambini, e una parabola destinata alle V), come Proteo che diventa acqua, fuoco, albero e ani-
male. Questo Sarastro-Proteo è davvero singolare, e
creature angeliche, che attraversano l’o- non sembra conciliarsi con ciò che sappiamo di lui.
scurità e la luce tenendo nella mano un ra- L’unica ipotesi che oso avanzare è questa. Nella Biblio-
mo di palma. Alle favole e alle parabole teca di Diodoro Siculo (I, 62), Mozart e Schikaneder po-
non si pongono domande, né da loro si tevano leggere che il Proteo della leggenda greca era
stato, in realtà, un faraone egiziano, che aveva deriva-
hanno risposte: o si ricevono tutte le do- to la sua capacità di metamorfosi dalla stretta «simbio-
mande e tutte le risposte. si» conservata con i sacerdoti-astrologhi. Forse essi at-
tribuirono a Sarastro la capacità di trasformarsi, per
completare il quadro della sua regalità sacerdotale.
NOTE Che nello stesso brano si parli del «leone» come simbo-
lo regale, potrebbe rafforzare questa ipotesi.
1 Il libro più utile sulle fonti egiziano-ellenistiche del 5 Per il rapporto con Iside, cfr. Metamorfosi XI, 3-4 e
Flauto magico – le sole esaminate in questo saggio – è Plutarco de Iside et Osiride 9. Sempre da Apuleio (XI,
quello di Siegfried Morenz, Die Zauberflöte, Böhlau 2), Mozart e Schikaneder potevano apprendere che Isi-
Verlag, Münster-Köln, 1952, dal quale ho derivato la de e Demetra erano identificate.
maggior parte delle corrispondenze che citerò più 6 Nell’atto I, scena VIII, il flauto scavato nella quercia è
avanti. Ne ricorderò intanto tre altre: Tamino e Pamina invece un «flauto d’oro». Non so se si tratti di un errore
sono nomi di origine egiziana, che Mozart e Schikane- casuale, come quelli che accadono in tanti romanzi: o
der trassero da chissà quale fonte: avrebbero dovuto se, nella scena degli elementi, Mozart e Schikaneder

132
volessero opporre alle trombe, certo d’oro, del regno I grandi miti nella storia del mondo, Milano, Mondado-
solare di Sarastro, la diversa materia del flauto nottur- ri editore. L’articolo viene pubblicato per gentile con-
no. I flauti risuonavano anche nella processione isiaca cessione dell’autore.
descritta da Apuleio, ed erano sacri ad Osiride (Meta-
morfosi XI, 9).
7 Un uccellatore col vischio, confuso tra una folla di

maschere, appare nelle Metamorfosi di Apuleio (XI, 8),


prima che cominci la processione degli iniziati.
8 I luoghi paralleli nelle Metamorfosi sono i seguenti:

silenzio, IV 33, V 11, XI 11, 15, 22, 24: capo velato, IV 33


e XI 23. Cfr. Reinhold Merkelbach, Roman und Myste-
rium in der Antike, C.H. Beck, München-Berlin, 1962.
9 In questa scena Mozart ha ripreso i temi di tre brani

musicali: il corale Ach Gott, vom Himmel sieh darein,


che risale ai tempi di Lutero: l’altro corale Christ unser
Herr zum Jordan kam, il Kyrie della Missa sancti Hen-
rici di Heinrich Biber. Come ha ricordato Paolo Isotta,
egli ha dunque alluso con la sua musica alle tre perso-
ne della Trinità. La iniziazione isiaca è, al tempo stes-
so, un’iniziazione cristiana.

* La luce della notte (II) è tratto da La luce della notte –

Karl Friedrich Schinkel, bozzetto per Il flauto magico. Berlino, Königliche Oper, 1815-16. Acquatinta.

133
Il flauto magico (I, 2). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

Il flauto magico (I, 15). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

134
Il flauto magico (I, 8). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

135
Il flauto magico (II, 8). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

136
Il flauto magico (I, 16). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

Il flauto magico (I, 17). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.
Le foto sono di Graziano Arici.

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Il flauto magico (I, 1). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

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G IANFRANCO CAPITTA
INTERVISTA A STÉPHANE BRAUNSCHWEIG

Stéphane Brauschweig è un regista giova- un testo teatrale e quello su un’opera musi-


ne, che si è affermato in Francia giovanis- cale?
simo, riscuotendo un grande interesse fin Devo dire che per la produzione di questo
dalle sue prime messinscene. Per qualche Flauto magico abbiamo lavorato un po’ co-
anno ha diretto, ad Orléans, un teatro pub- me in teatro, ovvero per un lungo periodo
blico, ed in questo senso è quasi un nome- di prove, con una compagnia di cantanti
simbolo della agilità che possono dimo- per lo più giovani, come non è abituale nel-
strare le istituzioni francesi, a differenza di l’opera lirica. Per me è stato molto impor-
quelle italiane, nel riconoscere e dare fidu- tante il fatto di aver potuto condurre già
cia anche alle energie più nuove, attual- l’anno scorso un workshop con gli artisti,
mente ha la responsabilità di quella di Stra- durante il quale abbiamo potuto preparare
sburgo. Nel suo paese ha lavorato molto su tutto il lavoro. E questo è un metodo piutto-
Shakespeare come sulla drammaturgia sto insolito nei teatri musicali. Per il resto,
contemporanea, ma la sua fama è uscita io so bene che qui c’è un direttore d’orche-
presto fuori di quei confini. Nei primi anni stra, e il comando vero della situazione non
Novanta ha vinto, qui in Italia, il Premio è certo in mano al regista. Naturalmente
Coppola-Prati destinato a valorizzare un poi la cosa migliore è di fare un lavoro co-
“artista nuovo”. Ha collaborato molto, nel mune. A me piace molto lavorare con la
teatro di prosa e in quello musicale, con musica, su un testo scritto che ha un suo
Giorgio Barberio Corsetti, come ha visto ritmo, anche in un tempo piuttosto ristretto.
anche il pubblico della Fenice, cui lo scor-
so anno è stato proposto un loro Fidelio. Negli spettacoli di prosa che lei ha messo in
Nella scorsa primavera poi, ha realizzato al scena però, uno degli elementi di maggior
Piccolo Teatro di Milano, in italiano, un fascino è proprio l’attenzione che lei presta
interessante Mercante di Venezia. In Gran al testo, ha sempre lavorato in modo che
Bretagna, addirittura, lo hanno invitato questo risultasse massimamente compren-
l’anno scorso a dirigere uno Shakespeare sibile, anche semplificandone, se necessa-
in inglese per una compagnia pubblica. rio, la struttura linguistica. Tanto da farli
Insomma è uno degli esponenti di spicco risultare perfettamente comprensibili an-
della generazione che in Europa sta rinno- che ad uno spettatore straniero. Nell’opera
vando la scena. Il flauto magico che pre- invece il testo ha delle sue regole, e ferree,
senta ora a Venezia è stato realizzato e perché è canto.
applaudito pochi mesi fa al festival, molto Per me, sulla scena lirica, la cosa più im-
prestigioso, di Aix-en-Provence, la manife- portante è naturalmente la musica: il testo,
stazione che si pone ormai come una del- nell’opera, è la musica, e solo dopo vengo-
le possibili capitali estive della musica, qua- no le parole. Quando le parole del testo so-
si in concorrenza con Salisburgo (quest’an- no in accordo con la musica va bene, e pos-
no c’era anche un Monteverdi messo in so dare al testo il suo spazio. Ma nell’opera,
scena da Klaus Michael Gruber). ripeto, dobbiamo seguire come prima cosa
Qual è per lei la differenza tra il lavoro su la musica, e considero la musica il vero “te-

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sto” teatrale. vuol dire lavorare per un appuntamento
straordinario, come quello di un festival,
Vuol dire che è la musica a dare la dram- che ha anche un pubblico fuori dell’ordina-
maturgia di un’opera? rio, perché non è quello di una città, ma
Sì, perché il librettista può avere scritto proviene da tutta Europa, mondano e bor-
qualsiasi cosa, ma quando si sente con la ghese, se non aristocratico?
musica può anche risultare molto diversa. A Aix-en-Provence il pubblico è solo in
Ad esempio, proprio nel Flauto magico parte di questo tipo. Il luogo dove abbia-
può succedere che la musica conferisca mo dato lo spettacolo, era uno spazio nuo-
una sorta di ironia al testo di Schikaneder, vo, all’aperto, a dieci chilometri dalla città,
perché forse Schikaneder era in un certo in una grande e bella tenuta di campagna.
senso più “serioso” di Mozart. Mi riferisco Così che anche i prezzi erano molto più
in particolare agli aspetti massonici, nei bassi, e il pubblico che abbiamo avuto era,
quali Mozart certo credeva, ma sui quali anche per questo, più “aperto”.
sapeva spargere un velo di ironia, anche
andando, magari, in una direzione diver- Nel senso di “più popolare”?
sa rispetto al suo librettista. Popolare sarebbe dire troppo, ma certo era
un pubblico meno “chiuso” di quello tra-
Il flauto magico, che ha un testo tedesco, è dizionale del Festival, forse meno abitua-
messo in scena qui a Venezia da lei che è to a vedere opere liriche, e quindi più dif-
un regista francese, per quanto dal cogno- ferenziato. Per questo non ho avuto l’im-
me tedesco, come era già successo per il Fi- pressione di lavorare nel centro prezioso
delio. E anche il cast è particolarmente co- di quella città, con tutta la pressione che
smopolita. Non le crea problema lavorare avrebbe comportato. Invece abbiamo fatto
su lingue e luoghi diversi? un lavoro a suo modo più “semplice” e
Per me è un grande piacere lavorare con tranquillo, senza pensare al festival e alla
lingue diverse, l’ho già fatto con l’inglese, sua cornice. L’elemento più importante
l’italiano, il tedesco. Per la prosa voglio resta il lavoro che abbiamo potuto fare con
sempre lavorare su lingue che posso capire questi cantanti giovani, che non sono del-
e padroneggiare; per l’opera lirica ho lavo- le star dell’opera internazionale. Forse
rato in cèco per JanácŠek, o in ungherese alcuni lo diventeranno, ma per ora sono
per Bartók, perché forse si può fare a meno solo giovani. È molto bello fare in queste
di capire ogni sfumatura linguistica, a patto condizioni Il flauto magico, perché si può
naturalmente di conoscerne bene il signifi- sentire la musica molto diversamente: i
cato del libretto attraverso la traduzione. cantanti ora hanno la stessa età dei per-
sonaggi, e si può raccontare con grande
Il cantante però deve anche costruire con facilità la storia delle ragazze che diven-
lei una sua lingua scenica, per potersi muo- tano mature, che è poi la vera storia nar-
vere cantando delle parole, e la regola prin- rata dal Flauto magico, lontana dalle
cipale è data dalla musica? implicazioni massoniche che le hanno
Con i cantanti è facile capirsi quando è la pesato addosso. In questo modo possiamo
musica la nostra lingua comune. Qui ab- sentirla molto più “fresca”, come un rac-
biamo cantanti francesi, inglesi, tedeschi, conto, o come una favola, perché è anche
spagnoli e perfino finlandesi, parliamo una favola per bambini.
davvero tutte le lingue, e l’intesa viene qua-
si naturale. Lei la racconterebbe quindi a sua figlia?
Mia figlia, cinque anni, l’ha vista, e ne è ri-
Lei ha preparato quest’opera, che a Venezia masta entusiasta.
va nel cartellone di una stagione, per un fe-
stival, quello di Aix-en-Provence, che è Vuol dire che in questo modo, senza veli
un’occasione di tipo del tutto diverso. Cosa misterici, diventa comprensibile a chiun-

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Il flauto magico (I, 19). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

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Il flauto magico (II, 29). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

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que? Lei ha sfumato appositamente tutta la In Francia riconosce invece dei “maestri”?
parte “ideologica”, quella che rinvia alle ti- Innanzitutto Antoine Vitez.
pologie e ai codici massonici?
Ho voluto raccontare la storia come fosse Con cui ha studiato e si è formato.
un sogno: non a caso comincia in un letto e Sì, ma anche Klaus Michael Gruber, tede-
finisce in un letto. sco, che ha molto lavorato al Piccolo, e che
per me è un maestro assoluto. E poi ci sono
Come la vita. altre persone che sono importanti, per me e
Esattamente. È il sogno di Tamino che in- per la mia storia. Non penso di essere cadu-
contra oniricamente Pamina, Papageno e to dal cielo, ma di far parte di una storia,
tutti gli altri personaggi. Anche per il dove ci sono anche Jean Pierre Vincent,
pubblico deve essere un sogno, un sogno Bernard Sobel, e tanti altri che hanno fatto
musicale. il teatro degli ultimi anni.
Però è anche una favola per la vita. Credo
che Il flauto magico sia naturalmente una La sua passione recente per la musica e la
storia di iniziazione, ma non religiosa, regia d’opera, venuta dopo quella per il tea-
quanto alla vita. tro, mi fa pensare a un elemento che, per
me spettatore, ha sempre contraddistinto le
Questa volta lei firma anche le scene (nel immagini del suo teatro: un senso nitido
Fidelio erano firmate da Giorgio Barberio della geometria. Un “esprit de geometrie”
Corsetti). Qual è l’immagine principale che contraddistingue proprio il suo modo di of-
si potrebbe dare, quella di un letto? frire il teatro al pubblico. Si può parlare al-
Sì, questa scenografia è fatta di un letto, di lora dell’esistenza di un rapporto stretto tra
due buchi da dove possono apparire i per- questa astrazione geometrica e quella mu-
sonaggi, e poi ci sono i video. E l’uso dei vi- sicale.
deo è vicino a quello che ne fa nel suo lavo- Diciamo che nella musica c’è una astrazio-
ro Giorgio, perché è lui che mi ha insegna- ne molto sensibile, ed è questo che forse mi
to come usarli e forse non li avrei usati se attira: l’astrazione musicale è sempre tan-
non lo avessi incontrato. gibile, va direttamente al cuore. Ma rimane
pur sempre un’astrazione.
Oltre a Barberio Corsetti, lei ha altri rap-
porti con il resto del teatro (e ora anche del- E ora, si considera maggiormente un regi-
l’opera) in Italia? Riconosce altre “fratel- sta teatrale o un regista lirico?
lanze”? Un regista, semplicemente.
Sì, con Rigoletto, che ho messo in scena a
La Monnaie di Bruxelles.

Molto diplomatico.
Non si tratta di diplomazia: adoro la pittura
italiana, da Giacometti a molti altri artisti
che sono importanti per me. Nel teatro at-
tuale non conosco abbastanza bene la si-
tuazione; so di essere molto vicino a Gior-
gio, ma non conosco tutti gli altri.

È giusto, anche se lei ha lavorato al Piccolo


di Milano pochi mesi fa, e quindi non si può
considerare proprio uno “straniero”.
No, ma anche il lavoro di Strehler è stato
piuttosto importante per me.

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Il flauto magico (I, 15). Scene e regia di Stéphane Braunschweig. Padova, Teatro Verdi, settembre 1999.

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LA LOCANDINA

I L FLAUTO MAGICO
(DIE ZAUBERFLÖTE)
opera tedesca in due atti di E MANUEL
S CHIKANEDER
musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART

Edizioni BÄRENREITER-VERLAG, Kassel rappresentante per l’Italia CASA MUSICALE SONZOGNO DI PIERO OSTALI, Milano

S OLISTI E CORO DE L’ACADÉMIE EUROPÉENNE DE MUSIQUE D’AIX-EN-P ROVENCE


personaggi ed interpreti
Sarastro N ICOLAS TESTÉ
Tamino MARK ADLER
Oratore, Primo sacerdote J USSI JÄRVENPÄÄ
Secondo sacerdote MATTHIAS M INNICH
Regina della notte I RINA IONESCO
Pamina, sua figlia HÉLÈNE LE CORRE
Prima dama CAMILLA JOHANSEN
Seconda dama ANNE LE COUTOUR
Terza dama ÉLODIE MÉCHAIN
Tre fanciulli SOLISTI DEL TÖLZER KNABENCHOR
Papagena CHRISTINE R IGAUD
Papageno STÉPHANE DEGOUT
Monostatos JOSÉ CANALES
Primo uomo corazzato BJÖRN ARVIDSSON
Secondo uomo corazzato CYRILLE GAUTREAU
Coro: CAROLINE ALLONZO, BJÖRN ARVIDSSON, DANIELA CAVICCHINI (3/10), CYRILLE GAUTREAU,
SUSANNAH HABERFELD, ALAIN HERRIAU, NICOLA-JANE KEMP, ULY E. NEUENS, MATTHIAS MINNICH,
INGO RATAJCZAK, SUSANNE SEEFING (29/9 - 1/10)

maestro concertatore e direttore


I SAAC KARABTCHEVSKY
regia e scene
STÉPHANE B RAUNSCHWEIG
costumi
THIBAULT VANCRAENENBROECK
luci
MARION HEWLETT

ORCHESTRA DEL TEATRO LA F ENICE


Nuovo allestimento del TEATRO LA FENICE
in coproduzione con FESTIVAL INTERNATIONAL D’ART LYRIQUE ET ACADÉMIE EUROPÉENNE DE MUSIQUE
D’AIX-EN-PROVENCE, OPÉRA DE LAUSANNE, FONDAZIONE TEATRO LA FENICE DI VENEZIA,
MC 93 - BOBIGNY con il sostegno di THOMSON MULTIMEDIA
L’Académie européenne de musique ha il sostegno della Fondation France Télécom, della Sacem, della Direction des
Affaires Internationales - Ministère de la Culture et de la Communication, dell’Association Française d’Action Artistique -
Ministère des Affaires Etrangères, della Commission Européenne - Programme Kaléidoscope

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assistente scenografo ALEXANDRE DE DARDEL
ideazione immagini video STÉPHANE BRAUNSCHWEIG e THIBAULT VANCRAENENBROECK
assistente direzione musicale FELIX KRIEGER
responsabile preparazione musicale GUNDULA JANOWITZ
maestro di canto, pianista preparatore CHRISTINE MOLLVIK
insegnante per la lingua tedesca FRANZISKA ROTH
assistente regia GEORGES GAGNERÉ
assistente costumi AGNÈS BARRUEL
attrezzeria COLIENNE VANCRAENENBROECK
assistente luci PATRICE LECHEVALIER

EQUIPE DEL FESTIVAL INTERNATIONAL D’ART LYRIQUE D’AIX-EN-PROVENCE


direttore generale ERIC PROUST
amministratrice della tournée FRANCOISE SAUVAL
direttore di produzione DENIS JACQUEMIN
direttore di scena LAURE BOURGÈS
capo macchinista BERNARD KELLER
macchinista ABDOULAYE SIMA
attrezzista ARNAUD REGNAULT
capo elettricista CHRISTOPHE CHAUPIN
responsabile video ERWAN HOUN
fonico PHILIPPE BEULQUE
capo sarta CLOTILDE ELNE
capo trucco PLOU DECROS

TEATRO LA FENICE DI VENEZIA


direttore degli allestimenti scenici LAURO CRISMAN
direttore musicale di palcoscenico GIUSEPPE MAROTTA
direttore di palcoscenico PAOLO CUCCHI
assistente di palcoscenico LORENZO ZANONI
assistente allestimenti scenici MASSIMO CHECCHETTO
maestri di sala STEFANO GIBELLATO e ROBERTA FERRARI
maestro di sala e palcoscenico ALDO GUIZZO
maestro suggeritore PIERPAOLO GASTALDELLO
maestri di palcoscenico SILVANO ZABEO e ULISSE TRABACCHIN
capo macchinista VALTER MARCANZIN
capo elettricista VILMO FURIAN
capo attrezzista ROBERTO FIORI
capo sarta MARIA TRAMAROLLO
responsabile della falegnameria ADAMO PADOVAN

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B IOGRAFIE
a cura di P IERANGELO CONTE

ISAAC KARABTCHEVSKY discografiche di titoli operistici e di concer-


ti diretti da Isaac Karabtchevsky alla Fenice
Dal gennaio 1995 Isaac Karabtchevsky è edite in collaborazione con «Mondo Musi-
Direttore Principale del Teatro La Fenice di ca» di Monaco di Baviera.
Venezia e dal 1981 Direttore Artistico del
Teatro Municipale di San Paolo del Brasile,
paese nel quale è nato da genitori russi. Ha STÉPHANE BRAUNSCHWEIG
compiuto gli studi di direzione e di compo-
sizione in Germania con Wolfgang Fortner, Considerato tra i più importanti registi del-
Pierre Boulez e Carl Ueter. Per diversi anni la nuova generazione, Stéphane Braun-
è stato Direttore Artistico dell’Orquestra schweig firma spettacoli teatrali sin dal
Sinfonica Brasileira. Dal 1988 al 1994 è sta- 1988, anno in cui ha presentato Woyzech di
to direttore del Niederösterreichischer Büchner. Da allora ha realizzato un note-
Tonkünstlerorchester di Vienna, orchestra vole numero di lavori in teatri e festival eu-
con la quale ha compiuto numerose ropei, dedicandosi sia alla riproposizione
tournée internazionali. L’attività concerti- di testi conosciuti (Aiace di Sofocle, Il rac-
stica lo ha visto dirigere in tutte le più pre- conto d’inverno ed Il mercante di Venezia
stigiose sedi internazionali. Dal 1990 ha di- di Shakespeare, drammi di Kleist, We-
retto diverse produzioni operistiche a Vien- dekind, Brecht, Ibsen) che all’ideazione di
na, alla Staatsoper ed alla Volksoper. Note- nuove pièce (Doctor Faustus o Il mantello
voli i successi ottenuti in particolare con del diavolo da Thomas Mann, creato insie-
Una tragedia fiorentina e Il compleanno me a Giorgio Barberio Corsetti). A partire
dell’infanta di Zemlinsky, con L’affare dal 1992 si è impegnato anche in regie ope-
Makropoulos di JanácŠ ek ed inoltre con ristiche. Ha esordito con un’opera contem-
Carmen ed Il barbiere di Siviglia. Ha colla- poranea, Il cavaliere immaginario di Phi-
borato con molti dei più grandi solisti del lippe Fénelon, andata in scena all’Audito-
nostro tempo, fra i quali Stern, Rostropo- rium Châtelet per la direzione di Peter
vicŠ, Argerich, Perlman, Arrau e Kremer. Eötvös. L’anno seguente ha affrontato Il ca-
Alla Fenice ha diretto Erwartung, Il castel- stello del principe Barbablù collaborando
lo del principe Barbablù, L’olandese volan- con Charles Dutoit, mentre nel 1995 si è de-
te, Don Giovanni, Falstaff, Carmen, Re Teo- dicato alla Rosa di Arianna di Gualtiero
doro in Venezia, Fidelio, Aida, Un ballo in Dazzi presentata a Orléans, Lille, Anversa
maschera e Sansone e Dalila, nonché di- e Berlino e al Fidelio, andato in scena alla
versi concerti sinfonici: tra questi l’Ottava Staatsoper di Berlino diretto da Daniel Ba-
Sinfonia di Mahler, realizzata assieme al- renboim, in seguito ripreso a Parigi ed al
l’Orchestra di Padova e del Veneto. Con Sa- Festival di Gerusalemme, e proposto nel
muel Ramey nel ruolo del protagonista lo 1998 a Venezia in un nuovo allestimento
scorso gennaio ha diretto Boris Godunov al del Teatro La Fenice. Nel 1996 insieme a
Teatro dell’Opera di Washington. Un note- Sir Simon Rattle si è occupato di Jenu° fa di
vole successo hanno raccolto le incisioni JanácŠek e nel 1999 ha messo in scena Ri-

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goletto a Bruxelles. Dal 1993 al 1998 principe Barbablù a Rio de Janeiro e del-
Stéphane Braunschweig ha diretto il Cen- l’Idylle à Oklahoma di Claude Duparfait.
tre Dramatique National di Orléans, attual- Marion Hewlett firma le luci per tutti gli
mente è direttore del Teatro di Strasburgo. spettacoli teatrali ed operistici di Stéphane
Braunschweig.

THIBAULT VANCRAENENBROECK
NICOLAS TESTÉ
Formatosi a Firenze, ha incominciato la
carriera collaborando con l’Atelier Sainte- Vincitore del secondo premio al «Voix Nou-
Anne in Belgio e realizzando i costumi per velles 1998», Nicolas Testé, dopo esser stato
vari spettacoli di C. Degotte. Assistente di allievo nella classe d’arte lirica di Hélia
Sven Use, ha partecipato alla creazione dei T’Hézan e Gian Koral, ha lavorato con
costumi per diverse produzioni operistiche Nikita Storojev e quindi ha fatto parte della
(Le nozze di Figaro, Postcard from Maroc- troupe dell’Opéra Comique «Jeune Théâtre
co, Un ballo in maschera e Don Giovanni). Lyrique de France» e del Centro di forma-
In seguito si è occupato dei costumi e delle zione lirica dell’Opéra National di Parigi,
scenografie in lavori di F. Dussenne (L’an- con il quale ha realizzato Pelléas et Méli-
nonce, Noces de sang, Quai Ouest), di E. sande, Eugenio Onegin, Lulu, Salammbô di
Pezzella (Peccadilla e Si par une nuit...), di Philippe Fénelon, Don Carlos, Rigoletto,
P. Droulers (Montain, Fontain e De l’air et Macbeth, Flauto magico, Wozzeck, Lohen-
du vent), di O. de Soto (Paumes e Autre), di grin, Bohème. Nel corso della scorsa sta-
S. Chollet (Lightzone), di N. Mauger (La gione, ha cantato nell’Idomeneo ad Anver-
nuit des rois). A partire dal 1996, Thibault sa e a Gand e nel Flauto magico con l’Acca-
Vancraenenbroeck ha stabilito un’intensa demia europea di musica di Aix-en-Pro-
collaborazione con Stéphane Braun- vence sotto la direzione di David Stern.
schweig realizzando i costumi di Franzi-
ska, Jenu° fa, Peer Gynt, Measure for measu-
re, Dans la jungle des villes, Il mercante di MARK ADLER
Venezia e Rigoletto. Nel 1997 ha curato due
video installazioni su testi di Maurice Blan- Conclusi gli studi con Dietmar Hackel e
chot. Scot Weir a Berlino, Mark Adler ha par-
tecipato a diverse produzioni oratoriali
(l’Oratorio di Natale e la Passione di San
MARION HEWLETT Giovanni di Johann Sebastian Bach, Paulus
di Felix Mendelssohn-Bartholdy, Messiah
Ha lavorato per il teatro, tra l’altro con Ro- di Georg Friedrich Händel). Nel 1997, sotto
bert Cordier ed Isabelle Lafont, per la dan- la direzione di Helmuth Rilling, ha affron-
za con Sidonie Rochon, Attilio Cossu, Fran- tato vari programmi concertistici. Nel re-
cesca Lattuada, Hella Fattoumi, Éric La- pertorio operistico si è distinto nella carat-
moureux ed Angelin Preljocaj, e per l’opera terizzazione dei ruoli di Alonso nel Sing-
con Christian Gangneron (Arianna a Nas- spiel di Franz Schubert, Die Freunde von
so, Carmen, Così fan tutte, Castor et Pollux, Salamanka, di Nencio nell’Infedeltà delusa
La carriera di un libertino, Don Giovanni, di Joseph Haydn, di Vogelsang nell’Impre-
Orfeo, Agrippina), Philippe Berling (Acis e sario teatrale di Mozart, di Madwoman nel
Galatea) e Danièle Ory (Pelléas et Mélisan- Curlew river di Benjamin Britten e di
de). Ha creato le scene e le luci di Chartres Sandy nel Lighthouse di Peter Maxwell Da-
sous une pluie d’automne di Yedwart In- vies.
gey, di Fleur d’albâtre, opera da camera di JUSSI JÄRVENPÄÄ
Gualtiero Dazzi, di Rigoletto a Metz, di
Daphnis et Chloé di Ravel, del Castello del Approfonditi gli studi con Anna Reynolds,

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Graziella Sciutti, Ubaldo Gardini, Jeffrey Gretel di Engelbert Humperdinck, nel So-
Goldberg, Alberto Zedda e Jorma Hynni- gno di una notte di mezza estate di Benja-
nen, ha calcato palcoscenici in Europa e min Britten, nella Semiramide al fianco di
negli Stati Uniti, proponendosi in recital ed Edita Gruberova, nel Mitridate re di Ponto
in opere (Il flauto magico, Le nozze di Figa- di Wolfgang Amadeus Mozart con Natalie
ro, La Cenerentola, The bear di Sir William Dessay e Cecilia Bartoli. Nanetta nel Fal-
Walton, Una notte a Venezia di staff e Princesse nell’Enfant et les sortilèges
Johann Strauss, Les Ostrobotniens di Leevi di Maurice Ravel a Lione, Hélène Le Corre
Madetoja, Romeo e Giulietta). Con l’Acca- ha cantato nell’Alcina di Georg Friedrich
demia europea di musica ha cantato Dido- Händel ed ha svolto un’intensa attività con-
ne e Enea e Curlew river. certistica (con Christophe Rousset e con
l’Orchestra Filarmonica di Radio-France
nel Volo di notte di Luigi Dallapiccola).
MATTHIAS MINNICH

Violoncello, organo, musicologia, filosofia CAMILLA JOHANSEN


e canto (con Heiner Eckles ed in seguito
con Hans Hotter, Thomas Quasthoff, Horst Allieva di Elisabeth Söderström, Brigitte
Günter e Helmut Kretschmar) sono stati gli Fassbaender ed Emma Kirkby, dopo aver
ambiti di studio di Matthias Minnich. Il ba- collaborato come corista e solista con
ritono tedesco ha tenuto concerti in Germa- l’Opera North, il soprano svedese ha canta-
nia ed in Italia ed ha partecipato a diverse to nel Combattimento di Tancredi e
opere (Didone ed Enea, Così fan tutte, Or- Clorinda, nella Serva Padrona, nel Giro di
feo agli inferi di Jacques Offenbach). vite di Benjamin Britten, nelle Nozze di
Figaro, nell’Orfeo ed Euridice, nel Flauto
magico, nel Così fan tutte, in Luisa Miller e
IRINA IONESCO Didone ed Enea.

Ha studiato all’Accademia di musica di Bu-


carest con Sandra Sandru. Dopo aver vinto ANNE LE COUTOUR
prestigiosi concorsi e dopo essersi perfezio-
nata con Mariana Nicolesco e Régine Cre- Solista con ensemble specializzati nella
spin ha iniziato la carriera misurandosi con musica antica ed attenta interprete del tea-
un ampio repertorio comprendente le gran- tro musicale contemporaneo, Anne Le
di pagine sacre di Wolfgang Amadeus Mo- Coutour ha impersonato Parthénis nella
zart e Ludwig van Beethoven e varie opere Bella Elena di Jacques Offenbach messa in
(Il ratto dal serraglio, Le nozze di Figaro, Ri- scena da Olivier Desbordes. Selezionata
goletto, I racconti di Hoffmann, La voce dall’Accademia europea di musica, ha can-
umana di Francis Poulenc). Nei panni di tato nel Didone ed Enea.
Norina (Don Pasquale) ha debuttato al Tea-
tro dell’Opera di Bucarest nel 1997; l’anno
seguente ha cantato nel Barbiere di Siviglia, ÉLODIE MÉCHAIN
nel Flauto magico (anche all’atelier d’opera
dell’Accademia europea di musica d’Aix- Il suo repertorio annovera i grandi oratori e
en-Provence) e nel Ballo in maschera. numerosi cicli di Lieder e di mélodies. Ha
preso parte a diverse produzioni operisti-
HÉLÈNE LE CORRE che (Let’s make an opera di Benjamin Brit-
ten, Il flauto magico, L’enfant et les sortilè-
Ha debuttato a Vienna nel 1996 interpre- ges, Béatrice et Bénédict, Lucia di Lammer-
tando Pamina nel Flauto magico. La stagio- moor, Pelléas et Mélisande).
ne seguente si è proposta nell’Hänsel und

149
to magico, nella Lucia di Lammermoor, nei
CHRISTINE RIGAUD Racconti di Hoffmann, nell’Incoronazione
di Poppea e nel Barbiere di Siviglia. L’anno
La sua prima esperienza scenica si è svolta scorso ha vestito i panni di Alfredo nella
sotto il segno della Manon di Jules Massenet Traviata e di Macheath nella Beggar’s Ope-
messa in scena da Olivier Desbordes. Dopo ra.
essersi perfezionata al CNIPAL, debutta nel-
la stagione 1998-1999 all’Opéra di Bordeaux
nei Briganti di Jacques Offenbach (successi- CYRILLE GAUTREAU
vamente ripreso a Caen), quindi partecipa
all’Enfant et les Sortilèges rappresentato al- Formatosi al CNR ed alla Guildhall School
l’Opéra di Montpellier, dove le viene asse- di Londra, ha partecipato alle Nozze di Fi-
gnato anche il ruolo di Sandrina nella Fin- garo, all’Italiana in Algeri ed alla Messa di
ta giardiniera di Wolfgang Amadeus Mo- Hector Berlioz. Sotto la direzione di Wil-
zart. liam Christie ed insieme a Les Arts Floris-
sants ha cantato nel Thésée di Jean Bapti-
ste Lully e sotto la bacchetta di Martin Ge-
STÉPHANE DEGOUT ster ha presentato lavori di Marc-Antoine
Charpentier.
Studia canto in Francia ed in Olanda, perfe-
zionandosi nel repertorio operistico ed in
quello delle mélodie e dei Lieder, quindi CAROLINE ALLONZO
partecipa al progetto sul Flauto magico del-
l’Accademia europea di musica di Aix-en- Ha studiato con Colette Comoy e con Ro-
Provence. Nel marzo 1999, sotto la guida di bert Dumé, quindi ha affrontato le prime
Franck Villard, canta nel Cosí fan tutte. Al- esperienze sceniche cantando nell’Amore
l’attività lirica affianca quella teatrale. delle tre melarance, in Gianni Schicchi e
partecipando a numerose esibizioni con-
certistiche. Il soprano ha debuttato nel 1995
JOSÉ CANALES al Festival d’Aix-en-Provence vestendo i
panni di Alice nel Comte Ory di Rossini.
Regolarmente impegnato con diversi en-
semble nella definizione di programmi che
si estendono dal repertorio medioevale a SUSANNAH HABERFELD
quello contemporaneo, José Canales ha
cantato la trilogia Mozart-Da Ponte per la Il mezzosoprano svizzero, dopo aver fre-
direzione di Jean-Claude Malgoire. Inoltre quentato il mondo del teatro, del cinema e
ha preso parte al Messiah di Georg Friedri- della danza contemporanea, si è dedicata al
ch Händel, al Dardanus et Platée di Jean- canto lirico partecipando a Mary O’Neill di
Philippe Rameau, all’Ifigenia in Tauride di Nicola Lefanu, al Werther ed al King
Christoph Willibald Gluck, alla Finta giar- Arthur. Attualmente opera in seno al Coro
diniera, al Barbiere di Siviglia di Giovanni Cervantes di Londra ed a quello dell’Acca-
Paisiello, a Der Lindberghflug e Der Jasa- demia europea di musica.
ger di Kurt Weill.
ALAIN HERRIAU
BJÖRN ARVIDSSON
Ha partecipato a produzioni dei Dialoghi
Canta Nemorino, Rodolfo, Remendado, delle carmelitane e di Tosca a Rennes nel
Ferrando, Don Ottavio, il ruolo del titolo 1995, di Der Jasager di Kurt Weill a Brest
nel Robinson Crusoe di Jacques Offenbach nel 1997, del Flauto magico a Massy nel
e vari oratori. Nel 1997 si esibisce nel Flau- 1999. Il baritono ha inoltre inciso Marine di

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Michel Decoust per la Società Internazio-
nale per la Musica Contemporanea.
ACCADEMIA EUROPEA DI MUSICA
D’AIX-EN-PROVENCE
NICOLA-JANE KEMP
Con la nomina di Stéphane Lissner alla di-
Il soprano inglese ha recentemente imper- rezione del Festival d’Aix-en-Provence, è
sonato Oscar nel Ballo in maschera, Co- stata avviata l’Accademia europea di musi-
stanza nel Ratto dal serraglio, la Regina ca, centro di formazione e di produzione
della notte nel Flauto magico, Cinna nel mirato alla scoperta di nuovi talenti ed al
Lucio Silla di Wolfgang Amadeus Mozart, confronto di differenti espressioni artisti-
Pretty Polly nel Punch and Judy di Harrison che. Ogni anno ad un centinaio di giovani
Birtwistle e Zerbinetta nell’Arianna a Nas- tra musicisti, cantanti e compositori viene
so. data la possibilità di arricchire la propria
formazione individuale e collettiva sotto la
direzione artistica di personalità di livello
ULY E. NEUENS internazionale (nel 1999 erano presenti
Gundula Janowitz, Phyllis Bryn-Julson,
Approdato al canto in età matura, il Graziella Sciutti, Isaac Stern, Augustin Du-
tenore ha studiato al CNR di Grenoble ed al may, Jian Wang, David Friedman). Nel
CNSM di Lione, quindi ha debuttato in im- 1998 l’Accademia ha proposto 70 rappre-
portanti programmi sacri ed ha partecipato sentazioni del Didone ed Enea e di Curlew
a produzioni operistiche, prendendo parte River in Francia, Svizzera e Austria.
anche a registrazioni radio-televisive.

INGO RATAJCZAK

Ha collaborato con gli Amici della Musica


di Ferrara, con l’Ensemble delle Abendmu-
siken di Verona, con il Baroque Ensemble
di Arzignano. In teatro ha vestito i panni
del Dottor Grenvil nella Traviata al Teatro
Sociale di Biella ed ha partecipato come Se-
lim al Ratto dal serraglio proposto al 41° Fe-
stival di Spoleto e come Monsieur Choufle-
ri nell’omonima operetta di Jacques Offen-
bach presentata a Vicenza.

SUSANNE SEEFING

Gli insegnamenti di Mechthild Rieh, Ga-


briella Lichter-Maxande, Helmut Kretsch-
mar per il canto e di Ulrich Holle e Manfred
Ohnoutka per il teatro, costituiscono i mo-
menti salienti della sua formazione. Dal
1986 il mezzosoprano tedesco svolge rego-
lare attività artistica collaborando con pre-
stigiosi teatri per opere, operette, musical e
pièce teatrali.

151
FONDAZIONE TEATRO LA F ENICE DI VENEZIA

, sovrintendente Mario Messinis, sovrintendente

Paolo Pinamonti, direttore artistico Isaac Karabtchevsky, direttore musicale

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
presidente Massimo Cacciari

consiglieri: Giorgio Brunetti, vicepresidente

Giorgio Pressburger

Pietro Marzotto

Angelo Montanaro

,,sovrintendente Mario Messinis, sovrintendente

segretario Tito Menegazzo segretario

COLLEGIO R EVISORI DEI CONTI


presidente Angelo Di Mico

Adriano Olivetti

Maurizia Zuanich Fischer

152
segretario generale
Tito Menegazzo

direttore del personale


Paolo Libettoni

direttore di produzione
Dino Squizzato

direttore dei servizi scenici e tecnici


Lauro Crisman

segretario artistico
Francesco Sanna

capo ufficio stampa e relazioni esterne


Cristiano Chiarot

copertina Tapiro

fotocomposizione e scansioni immagini Texto - Venezia

stampa Grafiche Zoppelli - Dosson di Casier (TV)

Supplemento a: LA FENICE
Notiziario di informazione musicale e avvenimenti culturali della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
dir. resp. C. CHIAROT, aut. Trib. di Ve 10.4.1997, iscr. n. 1252, Reg. stampa

finito di stampare nel mese di settembre 1999

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AREA ARTISTICA

ORCHESTRA DEL TEATRO LA F ENICE


I SAAC KARABTCHEVSKY
direttore principale

Violini primi Viole Flauti e ottavini Trombe


Mariana Stefan • Alfredo Zamarra • Angelo Moretti • Fabiano Cudiz •
Nicholas Myall • Elena Battistella Franco Massaglia • Mirko Bellucco
Mauro Chirico Giorgio Gerin ◆
Pierluigi Crisafulli Stefano Pio
Loris Cristofoli Oboe Tromboni
Roberto Dall’Igna Rossana Calvi • Giovanni Caratti •
Marcello Fiori Violoncelli Angela Cavallo ◆ Claudio Magnanini
Elisabetta Merlo Marco Dalsass • ◆ Diego Giatti
Annamaria Pellegrino Marco Trentin
Paolo Mencarelli Clarinetti
Maria Volpi Alessandro Fantini • Timpani
Violini secondi Federico Ranzato Dimitri Fiorin • ◆
Alessandro Molin •
Gisella Curtolo Contrabbassi
Maurizio Fagotto Stefano Pratissoli • Fagotto Celesta
Maddalena Main Marco Ciminieri ◆ Leonardo Dosso • ◆ Roberta Ferrari
Rossella Savelli Massimo Nalesso
Johanna Verheijen
Muriel Volckaert
Corni
Andrea Corsini •
Adelia Colombo

• prime parti
◆ a termine
* collaborazione

MAESTRI COLLABORATORI
direttore musicale di palcoscenico maestri di sala maestri di palcoscenico
Giuseppe Marotta * Stefano Gibellato * Ilaria Maccacaro ◆
Roberta Ferrari ◆ Silvano Zabeo *
Aldo Guizzo ◆
maestro suggeritore
Pierpaolo Gastaldello ◆

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