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INDICAZIONI PER L’ATTIVITÀ

DEI GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI

BOZZA
Giugno 2006

INTRODUZIONE

I Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) sono gruppi di consumatori che acquistano insieme, seguendo il principio
della solidarietà che li porta a preferire produttori piccoli e locali, rispettosi dell'ambiente e delle persone, con
cui entrare in relazione diretta (sui principi si veda il “Documento Base” dei GAS, disponibile sul sito
www.retegas.org).
Il funzionamento di base è molto semplice: il gruppo in primo luogo si interroga sulle sue esigenze e
seleziona in base a questi principi il produttore da cui rifornirsi per un particolare prodotto. Quando viene il
momento di fare un ordine, la persona di riferimento per il produttore raccoglie gli ordini dai membri del
gruppo e li trasmette al produttore. Questo invia o consegna il prodotto, che viene quindi diviso tra i membri
del gruppo che hanno partecipato all'acquisto.
Aldilà di questi aspetti di base, i GAS si organizzano in forme molto diverse. Alcuni sono composti da poche
famiglie, altri sono molto grossi e strutturati in sottogruppi.
Dal punto di vista formale, i GAS sono solitamente organizzati secondo tre forme: gruppo informale,
associazione o appoggio ad un’altra realtà tipo bottega, cooperativa o negozio. Alcune indicazioni sulle
forme organizzative dei gruppi di acquisto si possono trovare nei libri pubblicati sull'argomento:
− Andrea Saroldi, “Gruppi di Acquisto Solidali”, Ed. EMI 2001 (pp. 40-53);
− Lorenzo Valera, “Gruppi di Acquisto Solidale”, Terre di Mezzo 2005 (pp. 49-63);
− Marino Perotta, “Gruppi d'Acquisto”, Ed. Lavoro 2005 (pp. 23-43).

Qui di seguito si riportano ulteriori indicazioni pratiche o precisazioni per le diverse modalità organizzative. Si
prega di verificare le informazioni riportate e di segnalare possibili imprecisioni.

GRUPPO INFORMALE

Descrizione
Un gruppo informale è un gruppo senza personalità giuridica. Si tratta semplicemente di persone che
acquistano insieme. In pratica, a seconda delle necessità o degli accordi, un appartenente al gruppo compra
anche per gli altri.

Indicazioni
Queste sono le indicazioni per questo tipo di acquisto:
− non si deve trattare di compravendita, ma di acquisto collettivo, questo significa che la quota pagata da
ciascun aderente corrisponde direttamente alla sua quota di prodotto, senza nessun margine o ricarico;
− di conseguenza, l'attività di raccolta ordini viene svolta a livello volontario;
− è necessario che la merce sia accompagnata da fattura o scontrino;
− nel caso di vendita diretta da un coltivatore diretto, è previsto un regime fiscale che prevede a la
possibilità di non accompagnare la merce con uno scontrino;
− non è possibile avere magazzino per rispetto delle norme igienico-sanitarie, la merce deve essere divisa
tra gli acquirenti lo stesso giorno in cui viene consegnata.

ASSOCIAZIONE SENZA FINI DI LUCRO

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Descrizione
Alcuni gruppi, soprattutto se sono più grossi o per avere una certa visibilità sul loro territorio, si strutturano in
associazione. In questo caso la forma del gruppo di acquisto deve rientrare nelle attività previste dalla
associazione ed essere coerente con i suoi scopi.
Per le associazioni, è importante chiarire la differenza tra attività istituzionali e attività commerciali.

Attività istituzionali
Le attività istituzionali sono quelle che rispondono agli scopi della associazione come descritti nello statuto.
Per le attività istituzionali è possibile richiedere ai soci delle quote associative o dei corrispettivi specifici.
Le quote degli associati non contribuiscono a formare il reddito della associazione. La stessa cosa vale per i
corrispettivi specifici se non eccedono i costi di diretta imputazione.
Quindi, le attività di acquisto e distribuzione ai soci con una semplice ripartizione dei costi, se rispondono agli
scopi istituzionali, non si configurano come attività commerciali e non costituiscono reddito per
l'associazione. In questo caso è sufficiente tenere un rendiconto delle entrate e delle uscite.
In questa forma, le associazioni senza fini di lucro possono acquistare da produttori e anche da distributori
intestando la vendita al codice fiscale della associazione. Allo stesso modo possono essere rimborsate
spese sostenute dai soci per lo svolgimento delle attività istituzionali.
Non sono invece previsti compensi a collaboratori o soci. Le attività dei soci devono quindi avvenire su base
volontaria. Diversamente, se le prestazioni dei soci sono retribuite, si presume attività commerciale (vedi i
punti successivi sulle attività commerciali).

Attività commerciali
Le attività commerciali sono invece quelle attività rivolte all'esterno della associazione, come ad esempio la
vendita di prodotti a non soci per sostenere le attività dell'associazione.
Per le attività commerciali, le associazioni senza fini di lucro possono utilizzare un regime fiscale agevolato
regolato dalla legge 398/91 del 16/12/1991, tenendo conto delle modifiche apportate dall'art. 25 della legge
133/99 del 13 maggio 1999.
Questo regime fiscale agevolato è stato definito inizialmente per le associazioni sportive dilettantistiche, ma
è stato esteso in parte alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro loco (decreto legge 417/91
del 30 dicembre 1991 convertito dalla legge 66/92 del 6 febbraio 1992).
Questo regime fiscale prevede l’utilizzo di una partita IVA e il rispetto delle seguenti regole:
- le attività commerciali sono consentite sino ad un massimo di 516.000 Euro;
- mensilmente si versa il 50% dell’IVA incassata sulle fatture emesse, mentre l’IVA sugli acquisti non
si scarica, ed entra a far parte dei costi;
- il reddito imponibile è il 3% del totale del fatturato commerciale (senza alcuna deduzione di costo);
- l’imposta IRES (ex IRPEG) è il 34% del reddito imponibile come sopra definito;
- l’imposta IRAP è il 4,25% del reddito imponibile come sopra definito;
- sono richiesti alcuni libri sociali (associati - consiglio direttivo - assemblee) ed alcuni registri fiscali
(prima nota - IVA vendite - IVA acquisti);
- occorre approvare un rendiconto e presentare il mod. UNICO ed eventuale mod. 770 se si pagano
compensi con ritenuta.

Indicazioni
In pratica, per agire correttamente è necessario seguire queste avvertenze:
− la associazione e le sue attività non devono avere fini di lucro;
− lo statuto dell’associazione deve riportare tra le attività previste per il raggiungimento dei suoi scopi gli
acquisti collettivi;
− gli scontrini e le fatture dei fornitori e qualsiasi altro documento vanno intestati al codice fiscale
dell’associazione;
− la prima nota (registro delle entrate e delle uscite) dovrà riportare le entrate e le uscite, gli scontrini e le
fatture dei fornitori e il conteggio dei rimborsi versati da ciascun associato nella distribuzione dei prodotti;
− i rimborsi versati dagli associati devono corrispondere ad una imputazione diretta dei costi sostenuti;
− anche in questo caso non si può fare magazzino per motivi igienico-sanitari, ogni socio deve ritirare la
sua merce nel giorno di consegna.
Attenzione: se si intende addebitare all’associato oltre al costo della merce anche ad es. il costo del
trasporto, questo si può configurare come un servizio, e come tale deve essere assoggettato ad IVA.
Al contrario, non deve essere assoggettato ad IVA il costo chilometrico da rimborsare ad un altro associato
per il trasporto. In questo caso, si può predisporre una ricevuta così articolata:

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mele Kg 5 Euro 1,50 / Kg = Euro 7,50

trasporto Km 5 Euro 1,05 / Km = Euro 10,50


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totale rimborso associato = Euro 18,00

ORGANIZZAZIONE DI APPOGGIO

Se il gruppo si appoggia ad una realtà tipo cooperativa o negozio che svolge la parte di smistamento degli
ordini la parte amministrativa viene completamente gestita da questa stessa realtà. Le persone che
partecipano al gruppo sono clienti dell'organizzazione a cui si appoggiano. In questo caso l'organizzazione di
appoggio, ad esempio una cooperativa, può effettuare un ricarico per pagare il lavoro delle persone che
raccolgono gli ordini o distribuiscono i prodotti e per le spese generali della cooperativa stessa.

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