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MACCHINE

NOMENCLATURA

-Macchina:

insieme d’organi fissi e mobili che si scambiano forze tramite scambi d’energia.

-Macchina a fluido: lo scambio d’energia avviene tramite un fluido. Se il fluido è comprimibile, la macchina
sarà detta termica, mentre se non l’ho è allora parleremo di macchina idraulica.

Le macchine possono essere:

- Operatrici: il flusso d’energia della macchina aumenta l’energia del fluido.


- Motrici: sfrutto l’energia per produrre lavoro.

Possono anche essere:

- Turbomacchine: se lo scambio d’energia avviene tramite la variazione di quantità di moto del


fluido.
- Volumetriche: quando lo scambio d’energia avviene con un fluido isolato che scambia energia con
una parete mobile. A seconda del funzionamento della macchina, il fluido acquista o perde energia
e successivamente esce dal volume isolato.
- A getto: scambio lavoro direttamente con l’ambiente sfruttando la variazione della quantità di moto
del gas.

Si possono distinguere anche in:

- Assiali: la componente del moto del fluido è diretta assialmente.


- Radiali: la componete del moto del fluido è diretta radialmente. Inoltre i base alla direzione
d’entrata e d’uscita, possono essere centripete o centrifughe.

-Lavori:

-Lavoro interno: il lavoro scambiato tra il fluido e la parete interna della macchina.

-Lavoro d’attrito meccanico: lavoro dissipato a causa della resistenza tra gli organi mobili.

-Lavoro utile: il lavoro disponibile all’albero.

-Lavoro organico: è il lavoro che serve al funzionamento degli organi secondari.

-Lavoro d’attrito fluido-dinamico.

Per convenzione le forme d’energia sono positive se arricchiscono il fluido.

Il lavoro ottenuto è quello ottenuto dal fluido e nel caso di macchina motrice coincide con l’opposto del
lavoro interno.

Il lavoro dovuto agli attriti è sempre positivo.

-Rendimenti:

-Termodinamico interno: in una macchina motrice è il rapporto tra il lavoro interno ottenibile e l’analogo
ottenibile in una trasformazione adiabatica isoentropica. In una macchina operatrice è l’inverso. In pratica
sarebbe c’ho che ottengo su quello che vorrei ottenere.

-Organico: è il rapporto tra il lavoro utile ed il lavoro interno.


-Meccanico: è il rapporto tra il lavoro utile più il lavoro organico ed il lavoro interno.

Gli ultimi due sono solo per macchine motrici.

TERMODINAMICA

-Primo e secondo principio in forma Lagrangiana (massa di controllo): la variazione d’energia associata al
sistema di riferimento è paria a alla somma di tutti i contributi di energia dinamica che il sistema scambia
con l’ambiente.

-Primo e secondo principio in forma euleriana (volume di controllo): è comodo per seguire le variazioni
d’energia di un fluido in un sistema aperto (accumulo nullo).

CICLI TERMODINAMICI

-Motore (o diretto): L<0; Q>0 (globalmente, poiché dovrà avere anche una parte negativa), il senso di
percorrenza è orario.

-Inverso: Q<0; L>0. Senso di percorrenza antiorario.

-Turbogas:

Il compressore aspira fluido (aria) dall’esterno, lo comprime adiabaticamente da p1, t1 a p2, t2. Il fluido a
p2 viene inviato in una camera di combustione, dove avviene la combustione a p2 costante e viene fornito
calore, quindi la temperatura sale fino a t3, poi si espande in turbina da p2 a p1 con conseguente
abbassamento della temperatura che però sarà maggiore di quella iniziale, si ha proprio per questo motivo
la perdita di calore anche senza presenza di refrigerante. Il ciclo appena descritto e a combustione interna
poiché in quanto la combustione avviene nello stesso fluido ed i prodotti della combustione partecipano
all’espansione. Il ciclo può essere anche a combustione esterna, quando il fluido all’uscita del compressore
viene inviato in caldaia e alla fine dell’espansione entra in un refrigeratore dove viene riportato alle
condizioni iniziali (ciclo chiuso).

-Briton-Joule (ciclo ideale turbogas): è costituito da due isobare e due isoentropiche.

-Caso reale: l’area non ci dà più alcuna informazione. Il rendimento non è costante ma peggiora man mano
che aumento il rapporto di compressione.

-Metodi per aumentare il rendimento:

 Post-combustione: potrei pensare d’interrompere l’espansione e mandare il fluido in un secondo


bruciatore, ma non avrei un rendimento inferiore. L’unico aspetto positivo ma poco rilevante è
quello d’avere maggior potenza con lo stesso fluido.
 Rigenerazione: si ha un recupero del calore. Questo procedimento può essere fatto solo per
rapporti di compressione bassi, in modo tale che la temperatura in uscita dall’espansore sia
maggiore di quella in uscita dal compressore, poiché con il fluido in uscita dal espansore riscalderò
quello in uscita dal compressore. Dovrò considerare però l’efficacia dello scambiatore come
rapporto tra la quantità di calore scambiata realmente e quella scambiato con uno scambiatore a
superfici infinite. Considerando i rendimenti per i vari valori dell’efficacia in funzione del rapporto
barico noto che la rigenerazione ha senso fino ad un dato rapporto barico in corrispondenza del
quale la temperatura in uscita dall’espansore è uguale a quella in uscita dal compressore.
 Combinazione: combino la rigenerazione con la post-combustione.
 Inter-refrigerazione: posso fare la compressione in più stadi refrigerando tra uno stadio e l’altro, in
questo modo risparmio energia nella compressione ma diminuisco il rendimento, quindi rigenero
per ottenere un aumento di potenza con minor perdite nel rendimento.
 Impianti combinate: posso pensare di combinare il ciclo Briton con quello a vapore sfruttando il
calore dei gas scaricati dal turbogas per generare vapore nel ciclo Renkine.

TURBOESPANSORI

-Ugelli:

i turbo espansori sfruttano la variazione di quantità di moto del fluido per produrre lavoro.

L’ugello non scambia calore o lavoro ed il fluido viene accelerato o decelerato a seconda del servizio
richiesto, in base alla geometria dell’ugello. Il gas si muove dalla pressione maggiore a quella minore.
Conscendo il prodotto tra velocità e densità e fissando la portata posso dimensionare la sezione dell’ugello.
La sezione viene portata gradualmente a quella d’uscita per non creare dissipazioni.

Analizzando la curva densità per velocità mi accorgo che ad un certo punto per fa aumentare la velocità mi
occorre aumentare la sezione, quindi dovrò avere un ugello convergente divergente (De Lavale). Posso cosi
definire una sezione di gola dove avrò il massimo di densità per velocità, superata la quale per aumentare la
velocità dovrò divergere.

-Numero di Mach: confronta la velocità del fluido con quella del suono. Quando è uguale ad uno siamo in
regime sonico, mentre minore sub-sonico, maggiore super-sonico. La massima velocità che posso
raggiungere in un ugello semplicemente divergente è quella sonica.

La portata quando si realizza il flusso sonico dipende solamente dalla geometria della sezione e dalle
condizioni a monte.

Pressione d’adattamento: rende critica la sezione di gola e super-sonico il divergente.

Pressione limite: realizza le condizioni critiche in gola, ma dopo la gola il fluido si ricomprime e resta in
regime sub-sonico.

Queste due pressioni si hanno solo quando la trasformazione è isoentropica.

Fino alla pressione critica so che la trasformazione è isoentropica, dopo non so come varia se la pressione
d’uscita è compresa tra quella limite e quella di adattamento.

-Palette: