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Capitolo primo

Breve «excursus» introduttivo al tema dell'Anima


in Platino ed alle sue interpretazioni presso gli stu ­
diosi moderni

I. Le notizie sulla questione del nostro studio desumibili dalla «Vita di Pio ­
tino» e la configurazione del nostro tema nelle «Enneadi»

Il primo impatto che, in relazione al tema del nostro studio, si ha scor­


rendo l'opera insigne del nostro filosofo è che ha veramente ragione Cilento
nell'affermare che di «Anima sono piene le E11neadù>1•
Infatti, non solo ad essa è dedicata un'intera Enn eade, la quarta, ma an­
che nei rimanenti trattati è molto difficile che essa non compaia più o meno
esplicitamente. D'altronde la sua funzione cardine nel passaggio dall'am­
bito intelligibile a quello sensibile la rendono un'ipostasi davvero fond a­
mentale nel suo articolare l'esplicazione della potenza dell'Uno.
L'Anima compare molto nei trattati della terza Enn eade, dedicati ai temi
della provvidenza nel mondo, di Eros, della contemplazion e nel suo nesso
con le tre ipostasi e con la natura, dell'eternità e del tempo. Compare molto
anche nei primi due trattati della seconda Enn eade, vertenti sul cosm o e sul
suo moto, nonché in Il,9, all'intemo della polemica antignostic a. La sua
presenza si riscontra notevolmente anche in V, l ; V,2; V,3 , mentre è più
sporad ica nei trattati successivi, anche se il suo rapporto con il Nous ? e im­
plica sovente la rievocazione. Inoltre, i temi affrontati nei vari trattati della
sesta Enneade coinvolgono l'Anima spesso direttamente (soprattutto da VI,4
in poi), ma talora anche indirettamente (nei primi tre), ed infine essa è
coinvolta anche in tutta la prima Emz eade2•
Questa onnipresenza non è mero frutto più o meno accidentale del
m odo plotiniano di comporre i propri trattati oppure del riordinamento por­
fidano che li ha segmentati, ma risponde ad una non del tutto evidente lo­
gica interna, tanto che la nostra analisi s'incaricherà di mettere in luce
come sia vero che, se da un lato non sarebbe possibile capire la struttura
essenziale dell'Anima prescindendo dalla quarta Enn eade, ad essa intera·

1 V. Cilento, PJyché, in <<La pumla del passato», 16 (1961), pp. 190-2 1 1 e in Saggi su
Platino, Milano 1973, pp. 63 -81, in particolare p. 64 .
2 Anche se, eccettuato il primo trattato, è tematizzata precipuamente in prospettiva etica;
ma disgiungere quest'ultima da quella metafisica sarebbe un grave errore, dato che in Platino
tutte le discipline filosofiche trovano il proprio fondamento nella metafisica.
8 MATfEO ANDOLFO

mente dedicata, tuttavia è altrettanto vero che questa, lettri da sola, non ·
permette di conseguire tutti gli elementi per delinearne la struttura metafi­
sica.
Anche nella Vita di Platino appare chiaro il profondo valore che il no­
stro filosofo attribuisce al ruolo ed all'essenza dell'Anima3 ed in più sono
esplicitamente elencate le principali fonti filosofiche da Platino utilizzate
anche riguat·do al tema in esame. Ci viene detto4 che Platino s i serviva
nelle sue lezioni dei testi di Platone (soprattutto i dialoghi dialettici e della
maturità) e di Aristotele (specialmente la Meta/isica5) e dei commentari dei
Medioplatonici6, dei NeopitagoricF e di alcuni Neoaristotelici, come Ales­
sandro di Afro clisia6•
Porfirio stesso conferma la conoscenza, da parte del maestro, degli Stoici
e di Numenio, che Platino fu anche accusato di plagiare, nonché di alcune
sette gnostiche, che convivevano nella sua stessa scuola9. Ancora dalla Vita
sappiamo che notevole rimase nel nostro filosofo l'influenza dell'insegna­
mento di Ammonio Sacca, che gli aveva disvelato la filosofia che egli già da
tempo ricercava senza esito. Inoltre, dalle Enn eadi appare chiara la cono­
scenza che Platino aveva dei Presocratici, soprattutto di Parmenide, di Era­
clito, dei Pitagorici, di Empedocle e degli Atomisti.

3 Per la metafisica, per l'antropologia, per l'etica e per la stessa salvezza individuale. Por­
firio, Vita di Plotino 13, tra l'altro, ci racconta come egli stesso abbia una volta interrogato Pio ·
tino sull'Anima per ben tre giorni interi di seguito.
4 Vita di Plotino 14-17.

5 Insieme al De anima costituisce l'opera da cui, come tenteremo di provare, Plotino ha


tratto alcuni rilevanti elementi metafisici strutturali per la propria concezione dell'Anima,
sebbene la dottrina dell'anima -forma si a più volte oggetto di una critica serrata.
6 Il merito di questi autori fu di cominciare a parlare dell'Anima in termini di ipostasi, o
almeno di gerarchia ontologica, reintroducendo il suo spessore metafisica ed aprendo la strada
alla triade ipostatica plotiniana. Per ulteriori notizie in proposito si possono vedere: P. Cour ·
celle, Tradition néo-platonicienne et tradition chrétienne des ai/es de l'lime, in AA.VV., Atti del
Convegno Internazionale su/ tema: Plotino e il Neoplatonirmo in Oriente e in Occidente (Roma 5-
9 ottobre 1970), Roma 1974, pp. 265-325; P. Donini, Le scuole, l'anima, l'impero: la filosofia an ­
tica da Antioco a Plotino, Torino 1982; Reale, Storia , vol. IV, passim; H. Doerrie-M. Baltes,
. . .

Platonismm im 2. tmd 3. ]ahrundert naeh Christus, Stuttgart-Bad Connstatt 1993 ,


7 La rilevanza del Neopitagorismo per il nostro tema è duplice, poiché da un lato la rina ­
scita che con questa scuola avviene dell'ontologia matematizzata pitagorico-accademica è st•lta
il probabile veicolo tramite il quale è giunto a Plotino il nucleo delle cosiddette «Dottrine non
scritte>> di Platone e dall'altro per la peculiare tematizzazione della nozione di tolma in questa
corrente filosofica. Di tutto questo tratteremo nel seguito.
8 Spesso questo filosofo è il filtro tramite il quale Plotino legge c rielabora alcune dottrine
del De anima aristotelico. Tuttavia, l'accertamento dell'influsso di Alessandro su Plotino è, se­
condo Donini, Le scuole . , p. 234, reso piì1 difficile dal mischiarsi, in Plotino stesso, degli in­
..

flussi del De anima di Alessandro c di un altro De anima, che forse rappresenta il mero resi ­
duo di un'opera immatura di Alessandro stesso (le tesi dei due trattati, infatti, non coincidono,
tanto che qualcuno ha negato la paternità afrodisicnse del secondo trattato).
9 Queste fonti sono p rettamcnte oggetto della critica plotiniana, come mostreremo parzial ­
mente nel seguito.
LA PSYCHE IN PLOTINO
9

Tutte queste fonti, eccetto il contributo recepito da Ammonio, che resta


a l ivello molto i potetico10, sono confermate, nella loro valenza anche rispetto
al tema del nostro studio, dai testi plotiniani stessi. Fondamentale fra tutte
resta, però, Platone, che Platino sentì sem p re come l'unico vero maestro e
di cui si definì mero esegeta, considerando le sue opere come testi in cui è
depositata non una dottrina qualsiasi, pur molto vali da, ma la certa verità.
Del ruolo centrale di Platone nella costruzione plotiniana della struttura
della terza i p ostasi avremo modo di p arlare a lungo nei capitolo su ccessivi,
comunque già ora possiamo anticipare che quanto si è detto ci conduce a
considerare la concezione plotiniana dell'Anima all'interno dellcz W'irkungs­
geschichte di Platone, tenendo certo adeguatamente conto delle progressive
modifi cazioni che, da Aristotele in poi, il Platonismo ha subito prima di
giungere al nostro filosofo 1 1 •

Il. Presentazione delle pit't rilevanti proposte esplicative moderne circa la


concezione delFAnima in Platino

Le principali difficoltà connesse alla stesura di uno stato della questione


sulle interpretazioni moderne della struttura dell'Anim a in Platino s ono

1 0 Di Ammonio, perciò, rileviamo soltanto tre elementi: essendo stato educato in t na fa1_ni ·

glia cristiana, doveva conoscere la dottrina della creazione, almeno nella sua formulazwne filo ·
niana (Reale, Storia . . . , vol. IV, p. 468); in secondo luogo, se accettiamo la testimonia � za ? i Ne­
mesio, De Nat. Hom. , 2, p. 29, dobbiamo ammettere una concordanza con Numento c1rca la
concezione della natura dell'anima (su ciò si veda: I-1.-Ch. Puech, Nmm!nius d'Apamrfe et !es
thr!ologies orienta /es au second siècle in <<Annuaire de l'Institut de philologie et d'histoire orien ·
tales et slaves>>, t. II (Mrflanges J. Bidez), Bruxelles 1934, pp. 745-778; edizione italiana: N r� m � ­
nio di Apamea e le teologie orienttrli nel secondo secolo , in Sulle tracce della Gnost._ I. La Gnosr t!
;
tempo. II. Sul Vangelo secondo Tommaso , a cura di F. Zambon, Milano 1985, p. 58; quest ul­
timo studio non è poi che la versione italiana di: Puech, En quete de la Gno;e. !· La G1� ose �t le
temps et autres essais. II. Sur l'Évangile se!on Thomas. Esquisse d'eme interpretatton system� tt que,
2 voli., Paris 1978); in terzo luogo, ancora seguendo Nemesio, bisogna ammettere che 1l rap _­
porto anima-corpo secondo Ammonio (l'anima non è nel corpo, ma agisce nel corpo) ha molu
punti di concordanza con quello che vedremo essere il punto di vi� ta di Pl � tino. Tut� avi � ,
E. R. Dodds, Numenit1s and Ammonius , in AA.VV., Les Sources de Plottn , Entretlens sur l An � l ­
quité Classique, tome V, Fondation Hardt, Vandoeuvres-Genève 1960, pp. 25-27, pone m
dubbio la validità di questa testimonianza, che ritiene influenzata da Porfirio c relativizza an­
che la portata dell'educazione cristiana di Ammonio per la costituzione del suo pensiero filoso ­
fico, pur non proponendo alcuna propria ipotesi intcrpretativa.
1 1 In particolare, terremo conto, per i motivi che in seguito evidenzieremo, della rielabora ·
zione della cosmologia platonica in Filone, che ha introdotto, per la prima volta nella storia
della filosofia, il concetto di «potenza infinita», il quale, secondo noi, riveste un ruolo in sosti ·
tuibile nella concezione plotiniana dell'Anima. Per ulteriori notizie rinviamo a: G. Reale-R.
Radice, La gmesi e la natura della <<Filosofia mosaica». Struttura, metodo e fondamenti del pen ­
siero filosofico e teologico di Filone di Alessandria. Monografia introduttiva ai diciannove trattati
del Commentario allegorico alla Bibbia , in Pilone di Alessandria, La Filosofia mosaica. La crea ­
zione di!! mondo secondo Mosé, Traduzione di C. Kraus Reggi ani, Le allegorie delle Leggi, Tra .
duzione di R. Radice, Prefazioni, apparati e commentari di R. Radice, Monografia introduttiva
di G. Reale e R. Radice, Milano 1987, pp. VII-CXLI.
lO MAITEO ANDOLFO

così riassumibili: il primo rischio è di presentare le tesi altrui filtrandole


alla luce della propria analisi, disorientando il lettore, che non la conosce
ancora; il secondo e ben più grave rischio è che, il più delle volte, per esi­
genze di sintesi e di chiarezza, si è costretti a raggruppare gli autori che si
richiamano secondo categorie un po' generiche, che spesso non rendono
giustizia della ricchezza e della varietà delle molte opinioni su un tema.
Questo vale ancor più nel caso dell'Anima plotiniana, che è trattata poche
volte nella sua complessità (se non in studi di presentazione globale del
pensiero di Platino ed in qualche commentario a trattati delle Enn eadi in
cui essa è massicciamente presente) e spessissimo in relazione a tematiche
settoriali (etiche, gnoseologiche, psicologiche, antropologiche, ecc.) , il che
moltiplica la quantità degli studi da citare con il rischio di trasformare lo
stato della questione in un «elenco telefonica>> frammentario e superficiale.
Per cercare di ovviare a questi pericoli rispettando le esigenze di sintesi,
pur non essendo simpatizzanti delle classificazioni, abbiamo deciso di sud­
dividere gli interpreti secondo «categorie>> costruite circolarmente.
In altre parole, ogni categoria offrirà una ben precisa «tipologia» di in­
terpreti e perciò i pochi esempi di ciascuna categoria che offriremo saranno
sufficienti a delineare un determinato tipo di interpretazione estensibile,
anche ad altri autori non citati espressamente; contemporaneamente, però,
queste tipologie non saranno totalmente astratte, ma storicamente estrapo­
late da un certo numero di autori aventi posizioni affini e perciò saranno
idonee ad accogliere in sé i vari interpreti che vi saranno inclusi, non es­
sendo aprioristiche.
Siccome i due problemi fondamentali che si pongono intorno alla strut­
tura metafisica dell'Anim a sono soprattutto la questione della sua unità e
della coerenza della fondazione che Platino le dà e la questione circa quali
Anime siano ammesse dal nostro filosofo (ossia se l'Anima del Mondo unifi­
chi tutte le altre, costituendo l' Anima-ipostasi, oppure se quest'ultima sia
diversa dall'Anima cosmica stessa), in base alla soluzione di queste due
questioni si sono formate le prime tre grandi catgorie d'interpreti, che sono
state articolate ulteriormente al proprio interno per renderle più aderenti
alla varietà delle singole posizioni12•

12 A sé devono porsi le letture totalmente speculative della concezione plotiniana, quali


quelle dell'Idealismo (per le quali rinviamo al brillante saggio di W. Deierwaltes, Plt1tonismus
tmd Idealismtls, Frankfurt am Main 1972; edizione italiana: J>latonismo e idealismo , Traduzione
di E. Marmiroli, Bologna 1987, pp. 106·144), che fanno del testo del nostro filosofo un mero
<<pretesto>> per verificare il proprio pensiero. Ad esempio, Schelling in Philosophie und Religio11
si riferisce al presunto nesso Anima·tempo·caduta in Plotino per spiegare la nascita del tempo
nel proprio sistema. Cosl pure Hegel, nelle sue Vorlemngen iiber die Geschicbte de1· J>bilosopbie ,
Berlin 1833-1836, 1 840·1844; edizione italiana: Lezioni sulla storia della filosofia, a cura di E.
Codignola c G. Sanna, vol. 3, Firenze 1930-1945, 1973 ) , pp. 52-66, considera la prima anima
del mondo come autooggettivazione dell'attività immediata del Nous e come coincidente con
l'anima pura, al di sopra della regione sublunare, e la seconda anima del mondo come un'a ­
nima totalmente sensibile, derivata dalla precedente; inoltre, critica le metafore plotiniane,
poiché le ritiene prive di concetto, sebbene riconosca a Plotino un avanzamento positivo meri ·
LA PSYCHE IN PLOTINO 11

l . La prima categoria di interpreti: i sostenitori di una «bipartizione» della


terza ipostasi in Anima del Mondo ed anime individuali

La prima categoria di interpreti da noi elaborata comprende tutti coloro


c� e, da ZellerD, a Moreau1 4, a Lindsay1 5, sono accomunati dall'avere con­
stderato la terza ipostasi come strutturalmente «bipartita» in Anima del
Mondo ed anime individuali. Questo ampio gruppo comprende, da un lato,
studiosi16 che spiegano l'unimolteplicità dell'Anima in termini di caduta, ri­
flesso, vita, personalità, coscienza e nesso potenza-atto e, dall'altro, stu­
diosi 17 che connettono l'unimolteplicità alla nozione di numero ed alla
struttura della scienza.
Una menzio ne particolare merita Jonas1s, che colloca Platino tra coloro
che, al pari degli Gnostici, hanno interpretato il reale come «catena verti­
cale dell'Essere», che può giungere sino al sensibile, precario e malvagio e
perciò difficilmente riconducibile alla positività dell'intelligibile, solo am­
mettendo una «crisi» in quest'ultimo, cui consegue una «caduta» dell'en­
tità generatrice del Demiurgo, il quale produce il mondo con tutti i limiti
connessi al suo status di decaduto. Il ruolo del Demiurgo in questi sistemi è
per lo più proprio dell'Anima e, secondo Jonas, questo vale anche per Pio­
tino, dato che la nascita dell'Anima descritta in III,7 avviene com e
«caduta» per tolma, irriducibile ai principi metafisici di Platino.
A sostegno di questa tesi, lo studioso richiama sia il linguaggio tragico­
mitologico con cui Platino in III,7 supplirebbe alla difficoltà che la pura
dialettica metafisica incontra a rendere ragione dell'essenza dell'Anima, un

tevole sulla strada del superamento dell'opposizione tra soggettività ed oggettività, intrapresa
da Platone e da Aristotele. Bergson, invece, come rileva M. de Gandillac, Le Plotùl de Bergson,
in «Revue de Théologic et de Philosophie», 23 (1973), pp. 173 -183, ritiene che, av�ndo Pl�tino.
posto l'Anima del Mondo al centro del proprio sistema, demitologizzandola, abb1a megho d1
tutti i suoi predecessori colto ,<J'unité de la nature», intuendo ancora ambiguamente come
nella sua terza ipostasi l'idea divenga forza, élan vita!, operando contro una resistenza che ì:
nello stesso tempo la sua estenuazione.
1J E. Zcller, Die Philosophie . . , III,2 ..
.

14 J. Moreau, Plotin, ou la gioire de la philosophie antique , Paris 1970.


1 5 J. Lindsay, The Philosophy o/ Plotinus , in «Archiv fiir Geschichte der Philosophie», 15
(1902), pp. 472-47 8.
1 6 Quali: Math ieu, Perché. . . , passim; C. Carbonara, La filosofia di Plotino , Napoli 1964 ; J.
3
Zandee, The terminology o/ Plotinus and o/ some gnostic writings, mainly the fourth treatise o/
the ]ung codex, Leiden 1961; A.C. Tripolitis, The doctrine o/ the soul in the thought o/ Plotinus
and Origen, Diss. Univ. Pennsylvania, Philadelphia 1978; C. Guzzo-Capone, La psicologia di
Plotino , Napoli 1926; E. Amodo Lévy-Valensi, Les niveaux de l"ttre, la Connaissance et le mal,
Paris 1962; G. Capone Braga, Il problema del rapporto fra le anime individuali e l'anima divina
dell'universo nella filosofia di Plotino, in «Hivista di Filosofia>>, XXIII (1932), pp. 106-125.
17 Quali H. Doerric, La doctrim: de l'ame dans le Néoplatonisme de Plotin à Proclus , in
«Revue de Théologie et de Philosophie>>, 23 (1973), pp. 1 1 6-134; W.R. lngc, The Philosophy o/
Plotinus, London-New York-Toronto 1929, pp. 200-217.
1 8 H.
Jonas, The Soul in Gnosticism and Plotinur, in AA.VV., Le Néoplatonisme. Actes du
Colloque de Royaumont, 9-13 Juin 1969 , Paris 1971, pp. 45-53 .
12 MATrEO ANDOLFO

linguaggio che è poi molto simile a quello gnostico, sia l'introduzio ne del
movimento verso il basso (oltre all'epistrophe), che per Jonas costitui � c�
un'aggiunta teoretica gratuita, segno di una contraddizione tra i prin ctpl
metafisici sistematici generali di Platino e la sua concezione dell'Anim a. �n­
fine, il fatto che l'ascesa delle anime individuali possa anche non avvemre
significa, secondo lo studioso, che entra in crisi lo stesso concetto di «con­
versione»19.

2. La seconda categoria di studiosi: coloro che ammettono in Platino tre o


più Anime, la cui unità in una sola ipostasi è, per svariate ragionz� pro­
h/ematica

In questo secondo gruppo di studiosi raccogliamo coloro che, pur di­


stinguendo l' Anima-ipostasi dall'Anima del Mondo, non riscont ran o a de­
guatamente affrontata o risolta in Platino la questione dell'un ità d � ll �
Anime 20 • Particolare attenzione in questa categoria meritano due st udt osl
· ·
per l'acutezza della loro analisi. .
BlumenthaJ2 1 ritiene che l' Anima-ipostasi abbia confini tropp o sfum ati ,
essendo apparentemente riassorbita talvolta nel Nous e talvolta nell'Anima
del Mondo: la sua specificità di Anima-ipostasi si rivelerebbe solo nei trat­
tati dedicati o a caratterizzare le tre ipostasi per se stesse o a spiegare le re-

19 Possiamo comprendere in questa categoria, anche se un po' a sé stante, G. Faggi n , choe


nella sua Introduzione a Plotino, Enneadi, Porfirio, Vita di Platino , Traduzione con test o g �ec
a fronte, introduzione, note e bibliografia di G. Faggin, presentazione e iconografi a ploti m anu
di G. Reale, revisione finale dei testi, appendici e indici di R. Radice, Milano 1992, P P· X� X .
a
XXXIV, sottolinea il ruolo di mediazione e di dinamicizzazione del sistema proprio dell 'an im
o;
indivi duale, mentre adombra una certa coincidenza tra l'Anima-ipostasi e l'Anima del Mon d
ne
J.N. Findlay, Plato: The Written and Unwritten Doctrines , London-New York 1974; edizi �
italiana: Platone. Le dottrine scritte e non scritte. Con una raccolta delle testimo nianze a ntt ch
e
e
sulle dottrine non scritte , Introduzione e traduzione delle testimonianze antiche sulle dot tri �
non scritte di G. Reale, traduzione di R. D avies, Milano 1994, pp. 340-3 43 , che legge 111,7 m
uel l a
modo analogo a Jonas, ma ritenendo non negativa la discesa dell'Anima dal NotiS e q
delle anime individuali nei corpi.
2 0 Anche in tal caso le posizioni sono variamente sfumate: L. Pelloux, L'assoluto n ella ot·�
trina di Plotino, Prefazione di A. Bausola, Milano 194 1 , 1994 2 , pp. 149- 153 , e G. F ag�IO ·•
Plotino, Milano 1945, tendono più o meno esplicitamente a rendere le anime indivi dua !! un
dato originario distinto dall'Anima-ipostasi; C.J . de Vogel, Greek Philosophy, vol. III, Le! de (
e
197 3 3 , ritiene che l'Anima del Mondo sia la parte inferiore dell'Anima univers ale e ch e
/
anime individuali non siano parti di nessuna delle due; A.H. Armstrong, The Architectwe o
the Intelligible Universe in the Philosophy o/ Plotinus, Cambridge 1940, Amsterdam 1967 2 • Pf"e
76-1 1 1 , ritiene che la generazione della natura e del principio percettivo avvenga in m odo ta
da renderli ambedue ipostasi oltre all'Anima più alta, terza ipostasi; A. Covotti, Platin o e la 5�11
...
cosmologia , in Da A ristotele , pp. 153 - 154, semplifica il quadro plotiniano, afferman do c
e
l'Anima prima, volgendosi verso il sensibile, origina sia l'Anima del Tutto sia la natura.
21 H.J. Blumenthal, Nous and Soul in Plotinus: Some Problems of Demarcation , in A A.VV. ,
.. .,
Atti del Convegno . , p. 214; Id Sou� World-Soul and Individuai Soul in Plotinus , in AA.VV. , Le
Néoplatonisme. . . . , pp. 55-66.
LA PSYCHE IN PLOTINO
13

lazioni tra le varie Anime. Se, poi, per lo studioso, è chiara la tripartizione
dell'Anima in Anima-ipostasi, Anima del Mondo ed anime individuali, ciò
che non regge è la p retesa omogeneità di essenza tra le ultime due nella
sua altrettanto p retesa compatibilità con le differenze tra loro. Platino ten­
terebbe di spiegare queste ultime in ragione dei differenti corpi in cui le
Anime «sono», tentativo che rende tutto ancor più aporetico, poiché lascia
che sia il corpo a determinare il tipo di Anima che il vivente deve ricevere,
ma ciò è assurdo, d al momento che è la sola Anima del Mondo a preparare
i corpi per le anime individuali alle quali appunto è omogenea.
In sintesi, Anima del Mondo ed anime individuali sono entrambe bipar­
tite e sono unite sia al livello più alto, dove sono unificate alla stessa Anima­
ipostasi, sia al livello più basso, ove le anime individuali «confluiscono»,
per cosl dire, come anime dei corpi singoli, nell'Anima del corpo totale,
mentre l'unità è completamente persa a livello della sensazione e della ra­
gione. La m ancata risoluzione di tale inconsistenze da parte di Platino mi­
naccia, per Blumenthal, la validità dell'intera struttura dell'Anima.
Beierwaltes, p u r occupandosi dell'essenza dell'Anima sempre «a mar­
gine» di studi su temi più circoscritti22 , ha ritenuto di scorgere un'inade­
guata fon d azione della distinzione dell'Anima-ipostasi sia dal N o tt s che
dall'Anima del Mondo. Come immagine del Nous la ,/ianoia psichica è l'e­
spressione d el fatto che l'Anima non rimane Nous, ma le si aggiunge l'ai­
�thesis come componente non-pensante. Il pe�s �ero raziocinante d�
l� ' Anima
e connesso alla generazione ed alla temporaltta del mondo senstb!le, che
diventa motivo dell'auto-alienazione (Selbstent/remdung) dell'Anima, con la
con segu ente perdita dell'unità originaria.
.
Lo studioso m ostra di sottolineare molto la processione dell'Anima dal
N_ o us come una vera e propria «caduta», con . accenti che r ! cor� ano par­
Zialme nte Jonas. Tuttavia, più recentemente Beterwaltes ha rtbadtto che il
No u s costituisce la diathesis fondamentale dell'Anima, attenuando, a nostro
p arere, l' influenza di Jonas suddetta.

22 W. Bcierwultes, Denken des Eitren. Studien llllll Neuplatonismtts und dessen \Virkungsge­
schichte , Frunkfurt am Main 1985; edizione italiana: Pensare l'Uno. Swdi sulla filoso/ra neoplato ­
nica e sulla storia dei st/01. in/lmsi, Introduzione di G. Reale, traduzio�e di M.L. Gatti, Milano
1 99 1 , pp. 8 1 -82; Id., Plotin. Ober EuJt'gkeit tmd Zeit (Emreade Il!J) , Ubersetzt, eingeleitet und
kommentiert, Frankfurt 1967, 1981 3 ; edizione ituliana: Eternità e Tempo. Plotino, Enneade III 7 ,
Saggio introduttivo, testo con traduzione e commentario, Introduzione di G. Reule, traduzione
<,!i A. Trottu, Milano 1995; Id., Selbsterkenntnis und Er/ahrung der Einheit. Plotin Enneade V J ,
Ubersetzung, Interpretation, Erliiuterungen, Frankfurt 1991 ; edizione italiana: Atttoconoscenxa
ed esperienza dell'Unità. Plotino, Enneade V J, Saggio interpretativo, testo con traduzione e note
esplicative, Introduzione di G. Reale, traduzione di A. Trotta, Milano 1995; Id., Plotilw . Un
cammino di liberazione verso l'interiorità, lo Spirito e l'Uno , Introduzione di G. Reale' tradu -
zione di E. Peroli, Milano 1993.
14 MATTEO ANDOLFO

3. Il terzo gruppo di interpreti: i sostenitori della «!ripartizione» della terza


ipostas i, comunque in sé unitaria

In questa categoria raccogliamo gli studiosi che individuano in Platino


sia la distinzione tra l'Anima del Mondo e l' Anima-ipostasi sia una coerente
concezione dell'unità di tutte le Anime.
In questo caso, però, le sfumature tra gli studiosi sono più frastagliate
ch e nelle categorie precedenti. Si va da chi23 sottolinea come l'Anima del
Mondo sia la parte inferiore dell' Anima-ipostasi, dalla quale ultima deri­
vano anche le anime individuali, a chi24 esprime l'unimolteplicità delle
Anime come nesso Tutto-Parti, in cui le anime individuali-Parti tendono a d
isol arsi più del dovuto dall'Anima universale-Tutto, sino ad incarnarsi par­
zialmente, a Puech2 5 , che espone il rapporto Anima Universale-anime indi­
viduali sotto forma di inversione dei rapporti tra atto e potenza: l'anima in­
dividuale è particolare in atto ed Anima Universale in potenza, mentre l'A­
nima Universale è universale in atto ed è le anime individuali in potenza.
Una particolarissima considerazione per la profondità dell'analisi del
tema del nostro studio merita Helleman-Elgersma2 6 , che, commentando
IV, 3 , 1 -8, trae la seguente struttura della terza ipostasi: le nostre anime e
l'Anima del Mondo sono ugualmente derivate, come sorelle, da una fonte
comune, che è l'Anima originaria, una ed intera. Ciò che le differenzia
dall'Anima del Mondo è il comportamento etico, con la conseguenza che
solo per esse si può parlare di discesa nel corpo, la quale comporta una
molteplicità di natura rispetto all'unità dell'Anima del Mondo.
In conclusione, la studiosa valorizza in maniera pressoché assoluta la re­
lazione di fraternità tra le anime individuali e quella cosmica, che le pone
sullo stesso livello, ritenendo che qualunque altra diversificazione sia da
negare per non perdere questa parità27 •

23 Come Donini, Le scuole . . . , pp. 272-288 e M. Isnardi Parente, Introduzione a Platino, Bari
1984, 1994 3 •
24 Come A.H. Armstrong, Plotinm. From Intellect lo Matter: The Return to the One. A) Soul
and tbe materia/ world , in AA.VV., Tbe Cambridge History o/ Later Greek and Early Medieva/
Philowphy, edited by A.I-1. Armstrong, Cambridge 1967, 1970 2 , pp. 250-258.
25 I-1.-Ch. Puech, Position spirituelle et signi/ication de Plotin , in «Bulletin de l'Association
Guillaume 13udé>>, 61 (1938), pp. 3 -36; edizione italiana: Posilio11e spirituale e sigmficato di
Platino , in Sulle tracce . . . , pp. 85- 1 1 1 .
2 6 W. Helleman-Elgersma, Soul-Sisters. A Commentary o n «Emteads» I V 3 (27), 1-8 o/ Ploti­
nus, Amsterdam 1980.
27 All'interno di questa categoria si possono anche collocare coloro che sottolineano all'e­
stremo l'unità dell'Anima, sino al punto di non tematizzarc o di considerare addirittura con ­
traddittoria la molteplicità e la partizione ,delle c nelle Anime, come ]. Trouillard, La proces­
sion plotinienne, Paris 1955, pp. 12-1 3 , e E. Bréhier, La philosophie de P/otin , Paris 1928. A sé
sono, invece, da porre S. Carumella, La filosofia di Platino e il Neoplatonismo , Catania 1940,
che rilegge la struttura dell'Anima plotiniana secondo la propria concezione idealistica, e
Ph.V. Pistorius, Plotinus and Neoplatonism. An Introductory Study, Cambridge 1952, che conte ­
sta la tradizionale traduzione del termine Psyche con «Anima>>, poiché il vero significato è più
LA PSYCHE IN PLOTINO 15

4 . La quarta ed ultima categoria: i sostenitori dell'asse teoretico della


«contemplazione creatrice»

Data la novità apportata negli studi plotiniani dalla valorizzazione del


concetto di «contemplazione», abbiamo raggruppato in una categoria a sé
stante quegli autori che, mettendone a frutto l'importanza nell'interpreta­
zione di Platino, ne hanno tratto conclusioni sull'Anima, sebbene non del
tutto convergenti2B.
Possiamo articolare questo gruppo di interpreti in due filoni: il primo è
quello di chi sottolinea nel nesso contemplazione-Anima l'unità della se­
conda quale vita spirituale ininterrotta, sino al punto di svalutare come me­
ramente astratte le suddivisioni neli'Anima-ipostasi (come Cilento29) o da
non sottoporle a discussione approfondita (come Arnou30) .
Il secondo filone comprende, tra gli altri, Deck3 1, Reale, Gatti e Pazzi,
che evidenziano in maniera molto chiara l'unità dell'Anima nella triparti­
zione di Anima-ipostasi, Anima del Mondo ed anime individuali, nonché il
ruolo del Logos e della natura quale «parte» inferiore dell'Anima del
Mondo e perciò non ipostatica. Per il taglio che questi studiosi danno ai ri­
spettivi studi, non è presente una specifica analisi che situi in mo �o parti :
colareggiato le varie Anime all'interno dell'Anima-ipostasi, prectsando l
rapporti di quest'ultima con il Nous e con il cosmo, nonché evidenziando
fondamenti metafisici delle tre forme di relazione.

ampio e spazia dal potere anivo emanante dall'Intelleno, al Logos creativo e demiurgico, alla
vira nei suoi gradi accrescitivo, discorsivo, suprarazionale.
28
Per questo includiamo in questa categoria anche Hadot, Porphyre. . . , passim, e Id., �lo­
tin. Traité 38; VI 7 , Introduction, traduction, commentaire et notes, Paris 1988, c J.M. RJSt,
Integration and the Undescended Soul in Plotinus, in «American Journal of Philology>>, 88 (1967),
pp. 410-422, in particolare p. 416; Id., Metaphysics and Psychology in Plotinus' Treatment o/ the
Soul, in AA.VV., Grace/ul Reason: Essays in Ancient and Medieval Philosophy Preu�tted t� Joseph
_
Owens, sopra cit., pp. 135-151; Id., The Road. . . , passim; Id., Platino, Fici11o e 1101 stem: �lcum
riflessi etici, in «Rivista di Filosofia Neoscolastica>>, LXXXVI ( 1994), pp. 448-467. Questi du e
_
studiosi non valorizzano il con ceno della contemplazione in tutte le sue implicanze, ma sot.toh ·

neano la nozione del duplice atto ipostatico, che scandisce i passaggi della contemp! az!O ? e
creatrice. In particolare Hadot sottolinea come le anime particolari ed inferiori siano nflesst e
atti derivati dell'anima universale, cosl come questa è atto derivato e riflesso dell'Intellet t':' ,. ed
�mm_erte quanro Anime: l'ipostasi, l'Anima del Mondo, l'Anima ragionevole � quell_a sensmva ­
lrraziOnale, derivata dall'Anima del Mondo. Rist, invece, tende, secondo noi, a m1sconoscere
l'autonomia dell'Anima-ipostasi, riducendola alla fase più alta dell'Anima d d Mondo, affian­
cata dalla <<parte>> non discesa dell'anima individuale.
29 Cilento, Psyché, in Saggi. . . , pp. 63-81, nonostante egli affermi che Plotin� ha v?l �to rap ­
presentare neli' Anima u n «processo dialenico i n cui giocano eterna mente un1tiì e d1stmz10ne _
senza che l'una assorbisca mai l'altra in un ritmo eterno, perché eterno è lo Spirito che n'è la
fonte. (. .. ) Di qui segue che le anime nell'anima e le facoltà nelle anime non sono altro che
gradi ai quali sale (o dai quali scende) la vita spirituralc. Le anime sono unite e non confuse>>
(Ibid., pp. 77·78).
30 Arnou, ITPAS/1'. . . , pasrim.
J 1 J.N. Deck, Nature, Contemplation, and the One. A Study iJ1 the Philosophy o/ Plotinus , To­
ronto 1967.
16 MATIEO ANDOLFO

Tuttavia, bisogna anche aggiungere che Reale3 2 ha già intrapreso più di


Deck questa via, collocando l'esame dei testi sulla processione e sulla costi­
tuzione della terza ipostasi sullo sfondo della «contemplazione creatrice»,
dottrina da lui stess o guadagnata e che gli ha permesso di raggiungere si­
gnificativi risultatP': l'Anima è la «Contemplante» per eccellenza e la sua
contemplazione è ragione producente tutte le forme sul modello delle Idee,
forme che essa distende in ogni direzione e livello; è anche l'ultima realtà
intelligibile e per questo risulta «intermedia» tra l'essere vero ed il sensi­
bile: ciò significa che l'Anima, pur rimanendo trascendente, ha «modo» di
aver commercio con il corporeo, ma senza mischiarsi con esso, ad esempio
divenendo sì divisibile nei corpi, ma restando, a differenza di questi, indi­
visa in ciascuna parte.
Questo è il sens o della struttura Uno-e-Molti dell'Anima, che, però, ha
anche un secondo significato, ossia indica la struttura gerarchica interna
alla terza ipostasi, che Reale ritiene dipenda in tutti i suoi gradi da un dif­
ferente livello di contemplazione'�.

5. Conclusioni

Data la varietà delle interpretazioni da noi presentate e viste le loro di­


vergenze, è opportuno, prescindendo da tutte, riandare ai testi di Plotino per
cogliere che cosa egli ci dica sull'Anima. Ciò significa che prescinderemo
anche dalle interpretazioni di chi sostiene l ' asse teoretico della
«contemplazione creatrice», poiché riteniamo che la nostra accettazione di
quest'ultimo non ci vincoli ad accoglierne anche automaticamente le «rami­
ficazioni» in singoli argomenti, quale l'Anima, prima di averne saggiato in ­
dipendentemente la fecondità ermeneutica anche in questo settore specifico.

32 Reale, Storia , vol. IV, pp. 543-605. Per l'illustrazione del nuovo asse teoretico suddetto
...

rinviamo ai saggi dello stesso autore citati nella nostra Premessa.


JJ Sulla scia dei quali si collocano, per vari aspetti, gli studi di: Gatti, Platino . , pp. 91 -
. .

177; A. Pazzi, Alcuni aspetti della da/trina dell'anima in Platino, in «Rivista di Filosofia Neosco ­
lastica», LXXI (1979), pp. 29 0-3 05.
J� Irriducibile a tutte le categorie presentante appare essere la lettura di Ch. Rutten, Les
catégan'es du mande sensible dans !es Ennéades de Platin , Paris 1 96 1 , che, leggendo il Jllotinismo
in chiave nominalistica, lo considera non una metafisica dell'essere, bensl una filosofia dd co ­
noscere. Nella sua ottica, la discorsività dell'Anima è incapace di operare la mediazione tra i
due mondi ontologici che per natura dovrebbe compiere, sicché si risolve in un'ipostasi che
abbassa l'intelligibile, frantumandolo, ed innalza il sensibile, unificandolo. In altri termini,
come dice V. Cilento, Categorie del sensibile , in Saggi. . . , pp. 83 -96, Rutten legge la dianaia psi ­
chica, che è il tratto essenziale dell'Anima, nei termini del lektan stoico.