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Istruzione e capitale umano

Lezione 6
Definizioni
• Diversi livelli di qualificazione dei lavoratori (skilled vs unskilled)
riflettono anche diversi livelli di produttività
• La capacità produttiva di un lavoratore è frutto di scelte fatte nel
corso della vita come quella di quanto investire in istruzione
• E’ importante dunque studiare l’analisi economica della scelte
individuali di investire in capitale umano (incentivi e ostacoli alla
scelta di istruirsi) e capire come queste scelte influenzino la
performance nel mercato del lavoro
• Iniziamo ad analizzare l’evidenza empirica sulle scelte di istruzione
dei paesi OCSE
Istruzione terziaria, OCSE 2014
Istruzione secondaria, OCSE 2014
Competenze per titolo di studio
Performance per titolo di studio
Quanta scolarità acquisire e dove?
• Istruzione come bene di investimento (si sostengono costi nel
presente a fronte di guadagni attesi nel futuro)
• Paradigma del capitale umano (Becker 1964): capitale umano come
risorsa accumulabile (non trasferibile né rivendibile) da utilizzare
poi nel processo produttivo
1. investo in istruzione se il guadagno è superiore al costo (tempo e denaro) che devo
sopportare; se i benefici lavorativi ↑ (introduzione del PC) acquisisco ↑ istruzione
2. individui con maggiori capacità acquisiscono ↑ conoscenza dall’istruzione (↑ guadagno)
e hanno dunque ↑ incentivo ad accumulare capitale umano
3. se le scuole sono diverse in termini di qualità e di costi, gli individui si autoselezionano
sulla base delle loro capacità e/o possibilità di sostenerne i costi (stratificazione del
sistema scolastico)
4. se le scelte di istruzione sono autofinanziate (no sussidi pubblici) tali scelte sono
correlate alle origini familiari (immobilità intergenerazionale)
Rendimento del capitale umano
Costi di acquisizione del capitale
umano
• Costi non monetari: l’impegno (crescente) richiesto per proseguire
nella carriera scolastica che diventa sempre più difficile
• Costi monetari diretti: tasse di iscrizione, spese per libri di testo,
costi di trasporto, costi del sostegno scolastico (es. ripetizioni
private, corsi integrativi), spese per fuorisede
• Costi monetari indiretti: mancati guadagni (costi-opportunità)
dall’entrare immediatamente nel mercato del lavoro senza
istruzione; questi dipendono dalle condizioni del mercato del lavoro
(↑ disoccupazione giovanile → ↓ costo-opportunità)
Costi del capitale umano
Scelta ottima di capitale umano
Effetti di un aumento del rendimento
o del costo dell’istruzione
Differenze di abilità e di origine
familiare
Differenze nella qualità delle scuole
e scelta del tipo di scuola
Modello di scelta del capitale umano
• Assumiamo che:
1. il capitale umano (ℎ) sia approssimabile con la conoscenza posseduta, e che questa a
sua volta sia proporzionale sia agli anni di istruzione (𝑠) che alla qualità delle istitutioni
frequentate (𝑞)
ℎ𝑗 = 𝑠 · 𝑞𝑗, 𝑗 = 1, 2
con 𝑞1 > 𝑞2 → ℎ1 = 𝑠 · 𝑞1 > 𝑠 · 𝑞2 = ℎ2
2. la produttività lavorativa dipenda sia dal capitale umano (ℎ) che dall’abilità innata (𝑎)
• Se il mercato del lavoro è competitivo, avremo che:
𝛽
𝑤 = 𝑤 𝑎, ℎ𝑗 = 𝑎 𝛼 ℎ𝑗 𝛽 = 𝑎𝛼 𝑠 ⋅ 𝑞𝑗 = 𝑎𝛼 𝑠 𝛽 𝑞𝑗 𝛽 ,     0 ≤ 𝛽 ≤ 1,  𝑗 = 1,2
1. ℎ e 𝑎 contribuiscono a determinare il salario e sono parzialmente sostituti
2. individui più abili hanno ↑ incentivo ad acquisire ℎ (rendimento marginale ↑)
3. se ℎ ha rendimenti marginali decrescenti ( 0 < 𝛽 < 1 ) allora l’incentivo ad
accumulare declina al crescere dell’investimento
Modello di scelta del capitale umano
• Assumiamo che i costi di acquisizione del capitale umano:
1. dipendano dalla qualità della scuola frequentata (𝛾) e dalla durata dell’istruzione (𝜎)
2. siano (marginalmente) crescenti al crescere della durata dell’istruzione (un anno di
università è più costoso di un anno di scuola secondaria che a sua volta è più costoso di
un anno di scuola elementare)
3. siano inferiori ad una quota 𝜌 della ricchezza familiare (𝑘) – vincoli di liquidità
𝑠𝜎
𝑐 = 𝑐 ℎ𝑗 = 𝛾𝑗 + < 𝜌𝑘, 𝜎 > 1, 𝛾1 > 𝛾2
𝜎
• L’individuo sceglie gli anni di istruzione ( 𝑠 ) e la qualità
dell’istituzione che consentono di massimizzare la differenza tra
rendimento e costo dell’istruzione:
𝑠𝜎
max 𝑢 𝑤 = 𝑤 𝑎, ℎ𝑗 − 𝑐(ℎ𝑗 ) = 𝑎𝛼 𝑠 𝛽 𝑞𝑗 𝛽 − 𝛾𝑗 − , 𝑗 = 1,2
𝑠,𝑗 𝜎
La scelta degli anni di istruzione
• Risolviamo sequenzialmente il problema di massimizzazione
• La condizione del primo ordine rispetto a 𝑠 è:
𝜕𝑢
= 0 ⇔ 𝛽𝑎𝛼 𝑠 𝛽−1 𝑞𝑗 𝛽 = 𝑠 𝜎−1 ⇔ 𝑠 ∗ (𝑎, 𝑞𝑗 , 𝑘)
𝜕𝑠
• La scelta ottima di anni di istruzione dipende positivamente dal
livello di abilità (𝑎) e dalla qualità dell’istituzione frequentata (𝑞𝑗 )
• Essa dipende positivamente anche dalle risorse finanziarie della
famiglia (𝑘)
– in tal senso le borse di studio o i prestiti allo studio permettono agli studenti più poveri
di raggiungere il livello di istruzione ottimale (ottimo sociale)
La scelta della qualità dell’istituzione
• Per capire come l’individuo sceglie la qualità dell’istituzione
sostituiamo 𝑠 ∗ nella funzione obiettivo e scegliamo 𝑞𝑗 sulla base del
guadagno netto più elevato che si può ottenere
– conviene scegliere la scuola migliore e più costosa se il guadagno (marginale)
dell’istruzione è superiore all’aumento dei costi
– la condizione per la scelta della scuola migliore è tanto maggiormente verificata
quanto maggiore è l’abilità dello studente; esiste pertanto un valore soglia A che rende
sempre soddisfatta la disuguaglianza (stratificazione delle scuole per abilità)
– la scelta della scuola migliore deve essere compatibile con le risorse familiari disponibili
(stratificazione delle scuole per censo)
La funzione di produzione educativa
• In realtà il processo formativo dipende non solo da anni di
istruzione e qualità della scuola, ma anche da fattori quali:
– il livello di abilità individuale
– le risorse a disposizione (in parte dipendenti dal background familiare)
– la composizione del corpo docente
– la composizione dei pari
• Una versione più realistica del processo formativo è rappresentata
dalla funzione di produzione educativa:
ℎ = µ + 𝜂𝑎 + 𝜆𝑘 + 𝛿𝑠 + 𝜑𝑞𝑗 + 𝜀
– 𝑎: abilità innata
– 𝑘: risorse familiari (istruzione dei genitori, disponibilità di libri, lingua parlata in casa)
– 𝑠: quantità di istruzione
– 𝑞𝑗: qualità dell’istruzione
– 𝜀: componente idiosincratica non osservabile (es.motivazione)
Cosa s’intende per qualità
dell’istruzione?
• Contribuisce ad aumentare la qualità ogni input che a parità di
tempo speso dall’individuo nel sistema educativo ne aumenti lo
stock di conoscenze e competenze, e che abbia un costo
– ↑ disponibilità di docenti, ovvero classi meno affollate (↓ student-teacher ratio) e
pertanto ↑ efficacia dell’insegnamento
– insegnanti più capaci, che devono essere remunerati di più rispetto all’insegnante medio
disponibile sul mercato
– ↑ disponibilità di laboratori di scienze o laboratori informatici, che migliorano le
competenze scientifiche ed informatiche degli studenti
– migliori pratiche organizzative, introdotte da manager scolastici più capaci, che
richiedono anch’essi delle retribuzioni maggiori rispetto a quelle medie del mercato
– migliori pari in classe/scuola (peer effect) - trovarsi in classe con compagni più capaci
favorisce il proprio livello di apprendimento
Modelli di segnalazione dell’abilità
non osservabile
• Abilità innate come competenze non cognitive (estroversione,
autonomia, creatività, intelligenza, intuizione, furbizia) che non
sono sempre riconducibili all’ambiente di provenienza
• Come collegare comportamenti individuali a caratteristiche
biologiche o genetiche?
– guardando a differenze di esiti lavorativi nei gemelli monozigoti (twin studies)
– confrontando gli esiti scolastici e lavorativi di figli adottivi e figli naturali
• Modelli economici che cercano di analizzare come cambierebbero i
comportamenti economici se la dimensione genetica fosse
prevalente
Modelli di segnalazione dell’abilità
non osservabile
• Assumiamo che la produttività dei lavoratori non dipenda tanto dal
capitale umano osservabile (𝛽 → 0) quanto dalle abilità innate del
lavoratore (𝑎) che non sono osservabili (asimmetria informativa)
• Questo genera un conflitto di interesse tra imprese e lavoratori
– il lavoratore ha interesse a dichiarare di essere talentuoso anche quando ciò non sia vero
– l’impresa ha interesse a remunerare il lavoratore come se fosse sprovvisto di talento

• Ma genera anche un conflitto di interesse tra lavoratori molto abili


(𝑎 = 𝑎1) e quelli poco abili (𝑎 = 𝑎2 ) - 𝑎1 > 𝑎2
Modelli di segnalazione dell’abilità
non osservabile
• Assumiamo che i lavoratori molto abili siano una frazione 𝑛 della
popolazione e quelli poco abili una frazione (1 − 𝑛) e che tale
distribuzione sia nota sia ai lavoratori stessi che alle imprese
• In assenza di informazione, l’impresa pagherà a tutti i lavoratori
indistintamente lo stesso salario pari a:
𝑤 = 𝜑𝑎 = 𝜑[𝑛𝑎1 + (1 − 𝑛)𝑎2 ]
• 𝜑
è il salario (marginale) per ogni unità di talento posseduta
• Dunque, i lavoratori molto abili percepirebbero un salario inferiore
a quello che potrebbero ottenere se il loro talento fosse osservabile
(𝑤1 = 𝜑𝑎1 > 𝑤) - pooling equilibrium (riduzione dei divari salariali)
Modelli di segnalazione dell’abilità
non osservabile
• I lavoratori molto abili hanno un forte interesse a segnalare il
proprio talento; anche le imprese preferiscono pagare salari
maggiori a lavoratori con maggiori abilità (𝑤𝑖 = 𝜑𝑎𝑖 , 𝑖 = 1,2)
• L’istruzione può essere un segnale credibile per l’impresa
Supponiamo che il salario sia proporzionale agli anni di istruzione
(𝑤𝑖 = 𝜃𝑠𝑖 , 𝑖 = 1,2; 𝑠1 > 𝑠2 )
• Tale politica salariale è in grado di discriminare tra tipologie di
lavoratori (separating equilibrium) se:
– acquisire istruzione è costoso [𝑐 = 𝑐 (𝑠, 𝑎𝑖 ) , 𝑐𝑠 > 0]
– acquisire istruzione è meno costoso per i più abili [𝑐 (𝑠, 𝑎1) < 𝑐 (𝑠, 𝑎2)]
Modelli di segnalazione dell’abilità
non osservabile
• E’ dunque necessario che:
1. per gli individui meno abili, il guadagno netto che si otterrebbe acquisendo istruzione
sia maggiore del guadagno netto che si otterrebbe fingendosi più abili
[𝑤2 −𝑐 𝑠2 , 𝑎2 > 𝑤1 − 𝑐 𝑠1 , 𝑎2 ]
1. per gli individui più abili, il guadagno netto acquisendo 𝑠1 anni di istruzione sia
maggiore del guadagno netto acquisendo 𝑠2 anni di istruzione
[𝑤2 −𝑐 𝑠2 , 𝑎1 < 𝑤1 − 𝑐 𝑠1 , 𝑎1 ]
• Combinando le due disuguaglianze si ottiene che:
𝑐(𝑠1, 𝑎1) – 𝑐(𝑠2, 𝑎1) < 𝑤1 – 𝑤2 < 𝑐(𝑠1, 𝑎2) – 𝑐(𝑠2, 𝑎2)
– Il divario salariale offerto dalle imprese in riferimento ad un divario di istruzione deve
essere minore dell’incremento dei costi per gli individui meno abili e maggiore
dell’incremento dei costi per gli individui più abili
Equilibrio di separazione graficamente
Il rendimento economico dell’istruzione
• Assumiamo che la funzione di determinazione del salario sia:
𝑤(𝑠, 𝑧) = 𝑠𝛽𝑧, 0 ≤ 𝛽 ≤ 1
– 𝑧: caratteristiche non osservabili che contribuiscono a determinare il livello di guadagno
• Possiamo riscrivere che:
𝑙𝑛 𝑤 = 𝛽 𝑙𝑛 𝑠 + 𝜔, dove 𝜔 = 𝑙𝑛 𝑧
– 𝛽 (= 𝑑𝑙𝑛𝑤/𝑑𝑙𝑛𝑠): l’elasticità del reddito agli anni di istruzione
• Comunemente si usa l’equazione di Mincer (o minceriana):
𝑙𝑛 𝑤 = 𝛽𝑠 + 𝜔
– 𝛽 (= 𝑑𝑙𝑛𝑤/𝑑𝑠): aumento percentuale di reddito associato ad un anno aggiuntivo di
istruzione (rendimento economico dell’istruzione)
Il rendimento economico dell’istruzione
• E’ possibile stimare 𝛽 utilizzando un modello di regressione lineare
con il metodo dei minimi quadrati ordinari (Ordinary Least Squares)
– La stima per i paesi OCSE indica che un anno aggiuntivo di istruzione è associato ad un ↑
del 5.9% nel salario orario lordo (4.6% in Italia)
• Alternativamente, si utilizza il metodo integrale
– solo due periodi di tempo nell’arco della vita lavorativa di un individuo (per esempio la
giovinezza e la maturità)
– gli individui lavorano tutti lo stesso numero di ore in caso siano occupati,
indipendentemente dal loro livello di istruzione
– un individuo che non acquisisce istruzione lavora in entrambi i periodi ottenendo un
salario pari a 𝑤1
– un individuo che sceglie di studiare non potrà lavorare e anzi sosterrà un costo diretto
nel primo periodo pari a 𝛾; tuttavia, nel secondo periodo otterrà un salario più elevato
pari a 𝑤2 > 𝑤1
Metodo integrale graficamente
Il rendimento economico dell’istruzione
• Il valore presente scontato (VPS) è dato dalla somma algebrica dei
costi diretti ed indiretti ( 𝛾 + 𝑤1 ) e dall’incremento di reddito
associato alla maggior istruzione (∆𝑤 = 𝑤2 – 𝑤1), scontato al periodo
presente col tasso di sconto (1 + 𝛽):
𝑤2 − 𝑤1
𝑉𝑃𝑆 = − 𝛾 + 𝑤1
1+𝛽
– nota che il maggior guadagno si materializza nel secondo periodo

• Il tasso di rendimento dell’istruzione è dunque quel tasso di sconto


tale per cui 𝑉𝑃𝑆 = 0. Se risolviamo per 𝛽 otteniamo:
𝑤2 − 𝑤1
1+𝛽 =
𝛾 + 𝑤1
• Il metodo integrale ha il vantaggio di tenere conto delle diverse
storie lavorative e dei costi sostenuti per istruirsi...
• ...ma ha lo svantaggio di richiedere forti assunzioni su variabili non
osservabili (es. la durata della vita attesa, i redditi futuri attesi, ecc.)
I rendimenti sociali dell’istruzione
• Esistono rilevanti esternalità positive dell’istruzione
– esternalità di produzione: quando i lavoratori più istruiti aumentano la produttività
anche dei lavoratori meno istruiti (es. perché permettono l’introduzione di tecniche
produttive più avanzate)
– esternalità di consumo: aree residenziali con popolazione mediamente più istruita sono
anche in genere caratterizzate da minori tassi di criminalità e da una maggiore qualità
della vita

• In tal caso, se i costi di istruirsi fossero interamente privati, gli


individui non internalizzerebbero queste esternalità, e
l’effetto finale sarebbe un sottoinvestimento in istruzione a
livello sociale
– livello di investimento inferiore a quello socialmente ottimo che verrebbe scelto da un
pianificatore che massimizzasse il benessere sociale (social planner)
Livello ottimo di istruzione in presenza
di esternalità positive
Qual è il ruolo delle politiche
pubbliche?
• Il social planner (il governo) ha interesse ad avvicinare l’ottimo
privato all’ottimo sociale riducendo i costi marginali privati di
istruzione attraverso il cofinanziamento pubblico, ovvero generando
uno spostamento della curva dei costi marginali verso il basso
• Questo indurrebbe gli individui a fare delle scelte private che sono
più in linea con quelle ottime dal punto di vista sociale
Intervento pubblico in presenza di
esternalità positive
Evidenza empirica sulle esternalità
positive
• I salari sono in media maggiori in aree geografiche con maggiori
livelli di istruzione
– la conoscenza rilevante per la produzione può essere trasferita tra individui attraverso
interazioni a livello locale (comune, sistema locale del mercato del lavoro, provincia, etc.)
– tuttavia in presenza di imperfetta sostituibilità tra lavoratori skilled e unskilled, a parità di
domanda, un’aumento dell’offerta locale di lavoratori skilled potrebbe comportare una
riduzione dei loro salari relativi ed un aumento dei salari dei lavoratori unskilled
(diventati relativamente più scarsi)
• Bisogna guardare ai salari medi dei lavoratori con elevata istruzione
– una relazione positiva tra salari medi e offerta locale di lavoratori con elevata istruzione
sarebbe infatti coerente con l’esistenza di esternalità positive da capitale umano, perché
in caso contrario il loro salario medio dovrebbe ridursi per effetto della maggiore offerta
Lavoratori skilled/unskilled e salari
relativi
Evidenza empirica sulle esternalità
positive
• Dalmazzo e De Blasio (2007) stimano, a livello di mercato del lavoro
locale in Italia, esternalità positive dell’istruzione del 2-3%
contro rendimenti privati dell’istruzione del 6-7%
• A livello macro (nazione), una delle più importanti esternalità
positive dell’istruzione è l’effetto sul tasso di crescita aggregato di
un paese (Lucas, 1988; Romer, 1990; Barro, 2001)
– diventano rilevanti non solo i trasferimenti di conoscenza tra individui ma anche la
possibilità da parte delle imprese di adottare tecnologie produttive più avanzate o di
produrre innovazione tecnologica
Istruzione e salute
• Salute come rendimento non di mercato dell’istruzione per
differenziarla dai rendimenti diretti quali maggiori salari e maggiore
probabilità di occupazione
– In realtà è una vera e propria componente del capitale umano
• L’evidenza empirica mostra che l’istruzione ha un effetto causale
sulla salute, guidato da tre diversi meccanismi:
– efficienza produttiva (Michael Grossman); individui più istruiti hanno maggiori capacità
di leggere il foglietto illustrativo di un medicinale, utilizzandolo in maniera più efficace
– tramite il tasso di preferenza intertemporale; individui più orientati verso il futuro
assumono comportamenti che allungano l’orizzonte temporale di vita degli stessi
(Becker e Mulligan, 1997)
– efficienza allocativa; individui più istruiti assumerebbero meno frequentemente
comportamenti dannosi per la salute
Istruzione e aspettativa di vita
Stato di salute per livello di
istruzione in Italia
Istruzione e salute
• Supponiamo che:
– la funzione di utilità individuale sia: 𝑢 (𝑐, 𝑥) = 𝑐 + 𝜈 (𝑥)
• 𝑐 è un bene composito (il cui prezzo è normalizzato a 1)
• 𝑥 è un bene (nocivo) che oltre a dare utilità influenza negativamente lo stato di
salute (es. sigarette); 𝜈′ > 0, 𝜈′′ < 0
– la funzione di produzione di salute (human health) sia: ℎℎ = 𝑔(𝑥)
• 𝑔′ < 0: il bene x ha un effetto negativo sullo stock di salute
– il consumo individuale 𝑐 sia pari al reddito totale meno la spesa
sostenuta per l’acquisto del bene 𝑥: 𝑐 = 𝑙(ℎℎ) 𝑤(𝑠) – 𝑝𝑥
• 𝑙 (ℎℎ) è la durata della vita lavorativa (o alternativamente l’offerta di lavoro nel
corso della vita), che dipende positivamente dallo stock di salute (𝑙 ′ > 0 ) ed è
indipendente dagli anni di istruzione
• 𝑤 (𝑠) è il salario con 𝑠 anni di istruzione, che aumenta con s (𝑤′ > 0)
• 𝑐 è il reddito vitale residuo al netto della spesa per consumi nocivi
• 𝑝 è il prezzo del bene nocivo 𝑥
Istruzione e salute
• Il problema di massimizzazione dell’individuo diventa:
max 𝑙 𝑔 𝑥 𝑤 𝑠 − 𝑝𝑥 + 𝑣(𝑥)
𝑥

• La condizione del primo ordine rispetto a 𝑥 è:


𝜈′ = 𝑝 – 𝑙′𝑔′𝑤(𝑠)
– il beneficio marginale del fumo (l’utilità marginale che che si ottiene dal fumare una
sigaretta in più) deve essere pari al costo marginale del fumo (il consumo a cui si rinuncia
fumando una sigaretta in più)
– Il costo marginale del fumo è dato dalla somma del prezzo unitario di una sigaretta e il
reddito da lavoro a cui si rinuncia fumando una sigaretta in più
• pari al prodotto tra la riduzione della vita lavorativa determinata dal peggioramento della
salute (– 𝑙 ′ < 0) , il peggioramento dello stock di salute provocato dalla sigaretta addizionale
(𝑔′ < 0) e il salario (𝑤 > 0)
– Nota che [– 𝑙 ′ 𝑔′ 𝑤 (𝑠)] > 0
Istruzione e salute
• Dalla FOC è possibile ricavare l’effetto del livello di istruzione sulla
domanda ottima di sigarette (domanda di salute)
• Nota che fumare è maggiormente costoso in termini di salute per
gli individui con elevata istruzione che in caso di malattia
perderanno un maggiore reddito da lavoro
↑ 𝑠 →↑ 𝑤(𝑠) →↑ 𝑣′ →↓ 𝑥
• Dunque, un aumento del livello di istruzione comporta una
riduzione del fumo, e pertanto un migliore stato di salute
Evidenza empirica
• Per stimare l’effetto causale dell’istruzione sullo stato di salute
individuale viene utilizzata l’evidenza quasi-sperimentale
– problemi da risolvere nell’analisi empirica: reverse causality e omitted variable bias
• Un esperimento quasi-naturale è la riforma del sistema educativo
che innalza il livello dell’età dell’obbligo scolastico
• Lleras-Muney (2005) per gli Stati Uniti ha stimato che un anno
addizionale di istruzione riduce la probabilità di un individuo di
morire nei 10 anni successivi di 3,6 punti percentuali
• Clark e Royer (2013) per il Regno Unito non trovano alcun effetto
causale dell’istruzione né sulla mortalità né su comportamenti
legati alla salute