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Igor

Stravinskij,
VIAGGIO
nella
Musica
nell’Histoir
e du Soldat,
di Agnese
Gatto.

agnese gatto21 agosto 2019Agnese Gatto, Agnese Gatto e il Viaggio nella Musica, Agnese

Gatto, artista. Il Caleidoscopio di Agnese., appunti di viaggi musicali, diario minimo, Il Gesto e il

Segno, Quaderni e appunti di un'artista., telegramma musicale, Viaggio nella musica di Agnese

Gatto

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L’histoire du soldat, di Igor Stravinsky.

(Agnese Gatto)
Dedico questo Viaggio Musicale nell’Histoire du Soldat di Igor Sravinskij a
Gianni Morelenbaum Gualberto, il quale mi ha dato indicazioni preziosissime
che riguardano la cultura musicale del Novecento, e non solo.

La storia del soldato di Igor Sravinskij è un balletto in due parti con libretto di
Charles-Ferdinand Ramuz scritto nel 1918 a Morges, tra aprile e settembre di
quell’anno durante, quindi, la Prima Guerra Mondiale.

L’opera viene rappresentata per la prima volta a Losanna, al Teatro


Municipale, il 28 settembre 1918.

Igor Sravinskij, Histoire du Soldat

Nel 1918 Igor Sravinskij è quindi accerchiato dalla

Grande Guerra; in patria è stato espropriato dei propri beni dai rivoluzionari
della Rivoluzione Russa d’Ottobre. Per questo andrà esule in Svizzera, poi in
America, dove cambierà il suo nome in Stravinsky.

Igor Sravinskij, Histoire du Soldat, Suite da Concerto per Settimino


L’organico è costituito da sette strumenti: è infatti un Settimino.

Gli strumenti sono :

1. violino,

2) contrabbasso,

3) clarinetto,

4) fagotto,

5) cornetta o tromba,

6) trombone,

7) percussioni,

con l’aggiunta delle voci recitanti.

Ci sono tre voci narrati, tre personaggi : il Narratore, il Soldato, il Diavolo.

La Principessa è assente ed è revocata come personaggio solo dalle Danze


scritte per la compagine strumentale nella sua astrazione.

Il testo è di Ramuz, che attinge per la sua opera alla favola russa di Afanasiev.
I brani dell’opera sono unfici:

1. La Marcia del Soldato;


2. Il Violino del Soldato;
3. Pastorale;
4. Marcia Reale;
5. Piccolo Concerto;
6. Tre Danze: Tango, Valzer, Ragtime;
7. Danza del Diavolo;
8. Piccolo Corale;
9. Canzone del Diavolo;
10. Grande Corale;
11.Marcia Trionfale del Diavolo.

Lo spettacolo scritto con l’amico Ramuz è uno spettacolo teatrale “povero’,


costituito concettualmente e praticamente con pochi mezzi: è uno spettacolo
da baraccone, ricorda il teatro antico italiano itinerante della Commedia
dell’arte italiana nata nel Cinquecento e presente fino al Settecento, prima
della rivoluzione goldoniana del teatro.

Queste rappresentazioni erano basate non su testi, ma su “canovacci” ; il


teatro era povero ed itinerante, costituito da un “carrozzone” che viaggiava
con dei senza terra: in genere dieci persone, otto uomini e due donne.

La favola popolare russa ripresa da Afanasiev e poi da Ramuz descrive la


storia di un soldato che torna a casa grazie ad una licenza. Qui il diavolo lo
circuisce: vuole il suo violino, anzi, glielo sottrae, ma in cambio gli vuol dare
un libro che realizza qualsiasi desiderio. Lo scambio avviene, tre giorni da
sogno diventano realtà per il soldato. Ma quando arriva a casa, senza violino,
si rende conto che tre giorni corrispondevano a tre anni: trova la propria
sposa, il suo posto nella propria terra non c’è più. Non ha più affetti, non ha
più denaro. Riprende la strada da profugo arrivando in una terra il cui re ha
una figlia malata. La sposa è la riuscirà a guarire. Insieme prendono la via per
tornare nella patria del soldato. Ma, sulla loro strada, incontreranno il diavolo,
per riprendersi subdolamente violino e anima.

Come suggerisce Peter Sellears L’histoire du Soldat è l’opera di un profugo


sul tema dell’essere profughi.

Scrive Stravinskij: “Ho concepito la prima idea dell’Histoire nel 1917 (…) il
pensiero di comporre uno spettacolo drammatico per un teatro ambulante
m’era venuto parecchie volte alla mente fin dall’inizio della Prima Guerra
Mondiale. Il genere di lavoro cui pensavo doveva esigere un organico di
esecutori semplice e modesto al punto da permettere una serie di allestimenti
in una tournée nelle piccole cittadine svizzere, ed essere altrettanto chiaro nel
suo intreccio in modo che se ne afferrasse facilmente il senso.

Il soggetto mi venne dalla lettura di quella novella di Afanasiev che racconta


del soldato e del diavolo: in quella novella quel che mi aveva colpito
particolarmente era il modo in cui il soldato adescava il diavolo a bere molta
vodka per poi dargli da mangiare una manciata di piombo convincendo che
era caviale, così che il diavolo avidamente lo mangiava e tirava le cuoia. In
seguito trovai altri episodi fiabeschi sul medesimo tema e cominciai ad
elaborare il soggetto: soltanto lo schema del lavoro è da attribuirsi ad
Afanasiev e a me, perché il testo definitivo è opera di Ramuz, mio grande
amico e collaboratore, a fianco del quale lavora attentamente, traducendogli
riga dopo riga il mio lavoro. “.

In questa opera fa eco la questione drammatica dello sradicamento dei


giovani russi arruolati con forza da Nicola I nelle Guerre contro i Turchi, e il
tema del soldato dell’antico patrimonio popolare russo di Afanasiev è il
simbolo dell’uomo esule, costretto a migrare nella terra di nessuno con il
desiderio continuo e malinconico di tornare nella propria terra per
riappropriarsi delle proprie origini. È una chimera: tornare nella propria Russia
sarà a Stravinskij proibito.
“La limitatezza originaria dell’allestimento dell’. Histoire”, scrive Stravinskij, “mi
costringeva ad impiegare pochissimi strumenti, ma questo non costituì un
limite, dal momento che le mie concezioni musicali si erano già orientate
verso lavori per strumenti solisti.”.

Nelle istruzioni alla prima messinscena tenuta a Losanna del 28 settembre


1918 si legge:

Piccolo palco montato su una piattaforma.

Uno sgabello (o un barile) ai due lati.

Su uno degli sgabelli siede il Narratore di fronte a un tavolino sul quale ci sono
una caraffa di vino bianco e un bicchiere.

L’orchestra è sul lato opposto del palcoscenico.

Scrive ancora Stravinskij:

” La scelta degli strumenti per l’Histoire fu influenzata da un importantissimo


evento della mia vita in quel periodo : la scoperta del jazz americano.
L’organico si richiama a quello della Banda Jazz in quanto ogni famiglia
strumentale – archi, legni, ottoni, Percussioni- è rappresentata dai suoi
estremi, nel registro acuto e nel registro basso. Inoltre gli stessi strumenti
venivano impiegati nella musica jazz, eccetto il fagotto, che, secondo me,
stava per il sassofono. “

E ancora:
” La conoscenza che avevo io del jazz derivava soltanto da letture occasionali
di fogli pentagramma ti di questa musica. Non avendo mai potuto ascoltare il
jazz improvvisato o suonato dal vivo ero però in grado di assimilarne lo stile
ritmico, così com’era scritto pur se non come veniva eseguito. Ero in grado di
immaginarmi il suono del jazz, comunque, o almeno mi compiacevo di
pensarlo. Il jazz significava comunque un insieme di sonorità del tutto nuove
nella mia musica, e L’Histoire segna la mia definitiva rottura con la produzione
della scuola sinfonica russa. “.

https://youtu.be/odTpmlO_NI4

L’opera completa, poi in forma di Suite da Concerto, e poi ancora, con soli
cinque brani, risolta dall’autore anche per tre strumenti (violino, clarinetto e
pianoforte) è costituita, come ho scritto già, da undici brani:

Gli strumenti previsti nella Prima Suite da Concerto per Settimino sono i
rappresentanti delle varie famiglie, rispettivamente dal più grave al più
acutodell’orchestra: il contrabbasso ed il violino (archi), il fagotto ed il
clarinetto (legni), il trombone e la cornetta a pistoni in La e Si bemolle (ottoni),
grancassa, tamburi, piatti e triangolo (percussioni).

In senso negativo tale formazione si potrebbe considerare un’orchestra


ridotta, per Stravinskij invece, soltanto un simile organico sarebbe stato in
grado di rappresentare la sua idea di “effetto sonoro complessivo”; a tal
proposito dichiarava: “le mie idee erano già orientate verso uno stile
strumentale solistico”.
E’ lo stesso Ensemble de “Le piège de Méduse” di Erik Satie (clarinetto,
tromba, trombone, violini, violoncello, contrabbasso e percussione), breve
commedia teatrale di cui lo stesso Satie scrive sua musica che testo.

Nonostante fosse stato scritto nel 1913, per fortuna di Stravinskij, fu eseguito
soltanto nel 1921.

https://youtu.be/DYrVtYBqGYM

https://youtu.be/AcDYZgCkw48

Aggiungo un’altra cosa interessante a riguardo di questo Organico.

Anche Darius Mihlaud scrive nel 1919 un’opera dal titolo Machines Agricole,
op. 56, per Voce (Soprano) e:

1. Flauto;
2. Clarinetto;
3. Fagotto;
4. Violino;
5. Viola;
6. Violoncello;
7. Contrabbasso;
Darius Milhaud, Machines Agricole, op 56.

Un Settimino, quindi, con Voce Recitante, che rappresenta, senza le


Percussioni, gli elementi strumentali dell’Orchestra con Legni e Archi.

C’è la Voce che non è recitata ma è un Soprano che canta su parole di un


testo costituito da frasi fatte tratte da un Catalogo di macchine agricole;

i brani sono sei canzoni pastorali:

1. La Moissonense Espigadora, dedicata a J. Cocteau;


2. La Faucheuse, dedicata a L. Durey;
3. La Lieuse, dedicata a F. Poulenc;
4. La Déchaumeuse – Semeuse – Enfoisseuse, dedicata ad A.
Nonneger;
5. La Foilleuse – Drainneuse, dedicata a G. Auric;
6. La Faneuse, dedicata a G. Tailleferre.

Per concludere, in relazione ad evidenti influenze, l’opera è composta ad


Aix-en-Provence nel 1919 e sarà rappresentata per la prima volta a Parigi,
alla Société Nationale de Musique l’11 marzo 1920.

Da ascoltare quest’opera.

Ma torniamo all’Histoire du Soldat.


Si potrebbe pensare anche che l’organico derivasse da quello delle Jazz
Bands americane, in particolare la New Orleans Dixieland che nel 1916 era
formata da:

1) clarinetto,

2) tromba,

3) trombone,

4) pianoforte,

5) batteria,

ma Stravinskij ascoltò questa Band soltanto dopo aver terminato di scrivere la


composizione in questione.

La Prima Suite dell’Histoire risale al luglio 1919 (Settimino, versione da


Concerto), ed è costituita da otto pezzi, divisa in due parti e corredata di un
testo recitato.

Nonostante nessuna sillaba del testo fosse cantata, l’Histoire è stata inclusa
in “Annals of Opera” di Alfred Loewenberg.

A seguire vorrei tracciare un percorso di osservazione della versione


stravinskiano dell’Histoire du Soldat per Trio Cameristico
La trascrizione per violino, clarinetto e pianoforte, realizzata dall’autore nel
novembre 1918, stesso anno della scrittura dell’opera (aprile-settembre) e
della prima rappresentazione (28 settembre 1918) è formata invece da
cinque pezzi in un’unica parte e non contempla voci narranti.

Invece nel Settimino all’inizio, si pensava di fare del Lettore il personaggio


principale della scena e del Diavolo e del Soldato gli attori;

in seguito, si volle far intervenire, ma solo parzialmente, il Lettore.

Inoltre, in un primo tempo, si pensò ad una Suite di Danze per una


Ballerina (la Principessa) o addirittura, in una stesura di Stravinskij a due
Ballerini (uno per il Valzer ed uno per il Tango) che, insieme, avrebbero
dovuto ballare il Ragtime;

in seguito Stravinskij pensò anche di far comparire il Re come vero e proprio


personaggio. Tutto ciò, però, non fu mai realizzato.

Infatti, nella stesura definitiva, i personaggi sono: il Lettore, il Soldato, il


Diavolo (parlanti), la Principessa e due Danzatrici (muti).

Nell’Histoire du Soldat vi è un forte riferimento al teatro di prosa ed in


particolare al Teatro di Luigi Pirandello da cui deriva l’idea della voce
narrante e dell’azione animata, in parte da attori ed in parte da danzatrici.

Inoltre per quanto concerne la scenografia lo stesso Stravinskij fornisce,


come già citato, precise indicazioni riguardo l’allestimento
(“Un piccolo teatrino mobile montato su cavalletti. A ciascuno dei due lati
una piattaforma. Su una di esse prende posto il Lettore dinanzi ad un tavolino
con sopra un mezzo di vino bianco; l’orchestra è installata sull’altro”.).

La storia tratta dalla tradizione fiabesca russa, ben si adatta a qualsiasi


luogo.

In particolare le versioni del libretto in lingua francese vedono l’azione


svolgersi

“Entre Denge et Denézy”,

mentre in tedesco ci si trova “Zwischen Chur und Wallenstadt”;

continuando, si osserva come la storia in questione, in lingua inglese, si


collochi

“Twixt Rockhill and Lode”,

mentre in italiano la stessa è ambientata

“Fra Belsit’ e Pieve al Mar”.

Anche la musica è “internazionale”;

vi compaiono, infatti, elementi di diversa provenienza: forme nordamericane


(ragtime), argentine (tango) ed europee (fanfare e valzer).
Di qui l’analisi della pagina di Strawinskij dell’Histoire per Trio (novembre
1918)

(Igor Stravinskij, Histoire du Soldat per Trio, con violino, clarinetto e


pianoforte)

Igor Sravinskij, Histoire du Soldat per Trio

La cellula iniziale della “Marche du Soldat” fu la prima idea tematica di


Strawinskij per l’Histoire gli fu ispirata dalla canzone popolare francese
“Marietta”.

Il disegno musicale è semplice: da un lato croma e croma


puntata-semicroma dall’altro.

Le “Violon du Soldat” ha come protagonista un violinista da strapazzo che


esegue una figurazione ritmica ripetitiva ed instabile, l’archetto è spiccato,
compaiono successioni di terze e si susseguono battute di diverso metro.

All’improvviso appare il Diavolo rappresentato dai suoni di una sinuosa


melodia orientale eseguita dal clarinetto.

Nel “Pétit Concert” Stravinskij rielabora tutto il materiale già esposto.


La struttura ci mostra una prima sequenza di 28 battute, a seguire un
episodio cromatico di 8 battute ed infine una ripresa tronca e di transizione
(17 battute).

Successivamente, si apre una dolce parentesi contraddistinta dal motivo


suggerito a Stravinskij dal sogno, che si insinua nelle linee del violino e del
clarinetto.

In questo tempo Stravinskij rende estremamente evidente la “meccanica


compositiva” dell’intero lavoro, rendendo esplicito il gioco di assemblaggio,
contrappuntistico e dialettico.

Un’analisi più approfondita rivela che l’inizio, affidato al clarinetto, non è altro
che la stessa cellula presentata dal violino in:

“Le violon du Soldat”/ “Musique de la Première scène” a battuta 68 e


l’accompagnamento del pianoforte a battuta 29 si serve delle stesse note e
della stessa figurazione eseguita dal pianoforte all’inizio di “Le violon du
Soldat”/”Musique de la Première scène”.

Il “motivo del sogno” di cui sopra è mostrato QUI nelle Tre Danze
“Tango-Valse-Rag” La prima danza è suddivisa in:

A (battute 0-33) – b (battute 34-41) – A’ (battute 42- 59) – b’ (battute


60-73).
Il violinista da strapazzo nel Valzer suona addirittura l’accompagnamento alla
sua melodia!

Il Ragtime è stata una delle prime forme di quella novità assoluta chiamata
jazz.

Applicato soprattutto al pianoforte, prevedeva una scansione sincopata della


mano destra ed un accompagnamento uniforme e regolare in 2/4 della
sinistra.

Stravinskij viene a contatto con alcuni fogli di musica jazz che Ansermet gli
aveva portato dall’America.

Non aveva quindi mai sentito suonare il jazz , ma decide di scrivere “jazz”
con l’unico scopo di scrivere un tipo di musica nuova che rompesse
finalmente con il passato.

Se consideriamo un tutt’uno formato dal “Pétit Concert” più le “Tre Danze”,


si potrebbe stabilire un nesso con un’ideale Suite Sinfonica; si nota, infatti,
come il primo brano risulti elaborato e piuttosto complesso e le tre danze
seguenti corrsipondano ad un andante (Tango), ad uno scherzo (Valzer) e ad
un finale virtuosistico e brillante (Ragtime).

La “Danse du Diable” segna il momento cruciale della storia: il Diavolo non


resiste all’indemoniato ritmo del violino del Soldato e cade a terra esausto.

Volendo citare una curiosità legata a quest’ultimo tempo dell’opera in


trattazione, potremmo ricordare che, a poche settimane dalla prima,
Stravinskij aveva pensato addirittura di danzare lui stesso, ma poi vi rinunciò.
Il Trio termina con questo pezzo, mentre il lavoro per formazione più
ampia prevede come finale “La marche triomphale du Diable”, durante la
quale il diavolo si riappropria del violino (anima del Soldato).

Armonicamente l’Histoire non è un pezzo atonale.

Compaiono, però, sovrapposizioni accordali (spesso maggiore/minore),


accostamenti accordali di triadi congiunte discendenti, scale per toni interi
(anche incomplete o leggermente variate).

Si trova spesso un uso tonalmente ambiguo delle terze maggiori e minori,


soprattutto nella parte del violino e questo a volte dà l’effetto di una scala
minore “melodica” con la sensibile tanto nella posizione normale che in quella
abbassata.

Dal punto di vista delle linee strumentali, per spezzare la simmetria,


Stravinskij si avvale di tutti i possibili mezzi di prolungamento ed elisione.

Per ciò che concerne i ritmi nelle parti singole, ci troviamo di fronte ad
incredibili successioni di tempi inusuali oppure, come avviene molto spesso,
Stravinskij costruisce complesse poliritmìe creando un perfetto incastro fra
tutti gli strumenti.

“Una infinità di combinazioni”, con queste due parole possiamo riassumere


in definitiva la scelta compositiva dell’Histoire.
Infinità di combinazioni che rendono ancora più duttile una pagina esemplare
del Novecento Storico, sia per teatro con messinscena, sia per Concerto, con
la Prima Suite, sia per Trio più cameristica, per violino, clarinetto e pianoforte,
dove il pianoforte, alla maniére del compositivismo accademico, riassume tutti
gli strumenti che dal Settimino sono sottratti in questa formazione per Trio,
proprio perché il pianoforte è allo stesso tempo voce autentica imitativa di
Percussioni, di trombone, di tromba,di fagotto e di contrabbasso.

(Agnese Gatto)

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