Sei sulla pagina 1di 1

ODE ALLA BIBLIOTECA, LA CASA DEI LIBRI E DELLA CULTURA SCRITTA

A tutti coloro che operano nelle biblioteche


Ai pellegrini assetati di sapere che vi si avventurano
Ai rari politici che sanno essere a servizio della Vita e della Coscienza

Questa è una dichiarazione d’amore per quei magici luoghi di condivisione della conoscenza che
sono le Biblioteche. Anche quando meno sostenute rimangono delle avanguardie dell’evoluzione umana,
verso forme di armonia inclusiva e onnicomprensiva. Luoghi di incontro con la diversità, di pensiero e di
esperienza.

Ogni libro è una finestra che si può spalancare al lettore conducendolo in un nuovo paesaggio,
mentale ed emotivo, capace di scatenare esperienza interiore e conoscenza.

Oggi - nella civiltà imperialistica, consumistica, materialistica e fondamentalmente a-spirituale e da


tempo in declino - l’esistenza delle biblioteche mi pare un miracolo, retaggio illuminato di una saggezza
umanistica antica e al contempo universale, sopravvissuta nella degenerazione della cultura, della sensibilità
e dell’intelligenza. Contesto di nutrimento culturale, di respiro per lo spirito, grazie all’incontro con le
conoscenze, le esperienze e le creazioni narrative degli autori, esseri umani che hanno da condividere, da
raccontare, da DIRE.

Altro che il bla bla orale che satura il quotidiano, nei bar, nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle case.
Parlare senza dire. Uso defecatorio, banalizzante e confusivo della parola. Parole senza consapevolezza,
senza profondità e senza futuro. Parole che inquinano il cuore e la mente, anziché parole meditate, capaci di
trasformare, generare, creare.

La sopravvivenza delle Biblioteche sembra incredibile proprio nel tempo in cui:


- la politica è “gestione delle regole”, trasmissione della catena di potere e controllo dall’alto verso il basso;
e in gran parte inconsapevole e legalizzato “abuso sugli individui, le famiglie e le comunità”;
- le religioni sono semplice amministrazione controllata delle anime e delle coscienze e della loro
omologazione al pensiero collettivo;
- l’economia basata sul denaro è la modalità comune e pressoché unica di gestire i bisogni, i desideri e le
relazioni sociali degli umani (“nella società contemporanea puoi fare tutto, c’è un esperto per ogni cosa e
tutto si paga”);
- la scuola genera demotivazione, ipertrofia del controllo e della razionalità, svilimento di tutte le altre
intelligenze, devitalizzazione, omologazione allo stile di vita normale (normalmente perverso).

Eppure le biblioteche esistono!

Luoghi in cui la cultura non si compra, ma si condivide, si mette a disposizione, si BEVE!


Qui gli assetati di sapere possono dissetarsi abbondantemente.

Riuscite per un istante a immaginare un mondo in cui la modalità di funzionamento della biblioteca
sia estesa a tutto ciò di cui si ha bisogno? Luoghi di condivisione di beni e servizi di ogni genere. E di
scambio. Dove umani incontrano davvero altri umani senza il filtro e la mediazione degli esperti e del
denaro, attraverso le linee comuni dei bisogni e dei desideri, sospinti dal piacere di condividere ciò che si
HA, ciò che si SA e ciò che si E’ e capaci di godere l’energia entusiasmante che questo propaga.

Le mie benedizioni su questi luoghi di pace e conoscenza che meriterebbero sempre più attenzione
e cura perché possano essere dei veri Templi, capaci di evocare pace e ascolto in coloro che li frequentano.

Che la consapevolezza del Bene che le biblioteche fanno agli esseri umani impregni la coscienza di
tutti coloro che vi operano, così da far sorgere in loro un senso di dignità sovrannaturale e ispirare il loro
operato nella pace e nella creatività, per l’evoluzione dello spirito umano nella nostra comune casa, il pianeta
Terra.

Magoo
appassionato lettore, scrittore, ex bibliotecario,
amante della vita e dell’evoluzione cosciente