Sei sulla pagina 1di 14

Ligeia Vidoni

DIDATTICA DELLE SCIENZE ECOLGICHE


IPOTETICHE DOMANDE PER LA PROVA SCRITTA
1. Qual è la definizione di ecologia? Come la introdurresti in una scuola primaria?
Quali sono i fattori ambientali che limitano la diffusione di una specie?
L’ecologia è la scienza che studia l’insieme dei fattori ecologici (clima, luce, suolo, fattori biologici) che
regolano la vita di una certa specie o comunità biotica.
Le interazioni tra gli organismi e l’ambiente limitano la distribuzione (diffusione) delle specie.
L’ambiente di un organismo include:
- I componenti abiotici:
-temperatura
-acqua
-luce
-vento
-suolo (e rocce)
- I componenti biotici:
-interazioni con le altre specie
-predazione
-competizione o parassitismo
- Tutti gli organismi che vivono in quel determinato ambiente
I fattori abiotici e quelli biotici possono influenzare la struttura e le dinamiche dei biomi.

2. Cosa si intende con il termine specie esotiche?


Le specie esotiche (aliene o alloctone) sono le specie che si trovano al di fuori del loro areale di
distribuzione per effetto dell’uomo.

3. Quali sono i principali biomi terrestri?


Un bioma è un complesso di ecosistemi di un’area geografica caratterizzato dalla vegetazione dominante.
Si distinguono i biomi acquatici e quelli terrestri.
Biomi acquatici:
-laghi
-zone paludose
-fiumi e torrenti
-estuari
-zona intertidale
-zona pelagica e oceanica
-barriere coralline
-zona bentonica marina
Ligeia Vidoni

Biomi terrestri:
-zone polari e di alta montagna
-tundra
-foreste di conifere
-foreste decidue delle zone temperate
-praterie delle zone temperate
-macchia mediterranea
-savana
-deserti
-foreste tropicali

4. Che cos’è la selezione naturale?


Quali sono le modalità con cui si attua?
La selezione naturale è un meccanismo evolutivo, proposto da Darwin nell’ambito della sua teoria
dell’evoluzione, con cui avviene l’evoluzione delle specie e secondo cui, nell'ambito della diversità genetica
delle popolazioni, si ha un progressivo (e cumulativo) aumento della frequenza degli individui con
caratteristiche ottimali (fitness) per l'ambiente di vita.
MODALITÀ CON CUI SI ATTUA:
La selezione naturale può modificare la frequenza di caratteri ereditabili in una popolazione in 3 modi
diversi, a seconda di quali fenotipi sono favoriti in una popolazione variabile:
(a) selezione stabilizzante: comporta l’eliminazione dei genotipi estremi ed è sempre in azione nelle
popolazioni.
Esempio: il numero delle uova negli uccelli.
(b) selezione direzionale: aumenta il numero di individui con una caratteristica genotipica estrema.
Sostituisce gradualmente un gruppo di alleli con un altro.
Esempio: Resistenza agli insetticidi e Biston betularia.
(c) selezione divergente: aumenta le caratteristiche estreme a scapito di quelle intermedie E’ l’anticamera
della speciazione.
Esempio: Passerina amoena: il maggior successo riproduttivo si osserva sia tra i soggetti dai colori più
vivaci, che tra i meno sgargianti.
(d) selezione frequenza-dipendente;
(e) selezione sessuale: selezione effettuata dalle femmine (più raramente dai maschi) per scegliere il
partner migliore, questo perché le femmine generalmente investono di più nella produzione delle uova e
nella cura dei piccoli. Una lotta tra maschi per dimostrare la propria superiorità e potersi accoppiare, che
può essere una competizione simbolica o effettiva.
È possibile che la selezione sessuale sia alla base del dimorfismo.

5. Cosa si intende per adattamento? Fai alcuni esempi.


L’adattamento è il risultato della selezione naturale.
Un organismo è “adatto” quando possiede delle strutture che lo rendono integrato con l’ambiente che lo
circonda e gli “adattamenti” contribuiscono ad assicurare il successo riproduttivo dell'individuo.
Ligeia Vidoni

Per adattamento s’intende la correlazione fra le strutture e le funzioni degli organismi e le condizioni
dell’ambiente in cui essi vivono e anche l’atto o il processo di adattarsi, cioè di raggiungere la correlazione
suddetta.
Si distinguono tre tipi di adattamenti:
•morfologico: riguarda la forma e la struttura degli organismi.
•fisiologico: riguardano il metabolismo.
•comportamentale:
sono particolari comportamenti degli organismi in risposta a determinati stimoli ambientali.
L'adattamento può aumentare la capacità di procurarsi o utilizzare le risorse:
•aria
•acqua
•luce
•cibo
Può accrescere il successo riproduttivo, può permettere di sopportare condizioni ambientali difficili:
•basse o elevate temperature
•assenza di luce
O aumentare la capacità di difesa dai predatori.
Il processo di adattamento di un organismo all’ambiente può riguardare, infatti, non solo una struttura
anatomica ma anche un processo fisiologico o un tratto comportamentale.

6. Definisci l’ecosistema e i principi sui quali si basa la sua regolazione.


L’ecosistema è il successivo livello di organizzazione di una popolazione, formato da una comunità di
organismi viventi in un determinato habitat e dal suo specifico ambiente fisico.
Un ecosistema comprende tutti gli organismi che vivono in un particolare luogo, più l’ambiente abiotico nel
quale essi vivono e con il quale interagiscono in quel luogo.
I principi che regolano gli ecosistemi sono:
1. L’energia fluisce attraverso gli ecosistemi in una direzione
2. I nutrienti sono presenti in una quantità fissa sul pianeta: essi vengono costantemente riciclati in
flussi circolari interni (cicli biogeochimici) agli ecosistemi.

7. Cosa si intende per produttività primaria lorda e netta?


La produttività primaria è la velocità con cui l’energia radiante viene convertita in maniera organica
attraverso la fotosintesi.
Si differenzia dalla biomassa in quanto indica la velocità di produzione della materia organica durane la
fotosintesi.
La produttività primaria lorda è un quantitativo di energia luminosa convertita in composti organici dalla
fotosintesi per unità di tempo.
La produttività primaria netta è la produttività primaria lorda meno l’energia usata dai produttori primari per
la respirazione. Corrisponde all’energia disponibile per i consumatori all’interno dell’ecosistema. (J/m^2 x
anno)
Ligeia Vidoni

8. Cos’è la biodiversità e perché è importante preservarla?


La biodiversità è un’abbreviazione utilizzata per definire la diversità biologica.
Essa può essere valutata a tre livelli principali:
-diversità genetica: interna alla specie
-diversità specifica: diversità della specie
-diversità di ecosistema
È importante preservare la biodiversità perché è un valore economico diretto, indiretto etico ed estetico.
La perdita di specie comporterebbe perdita di cibo, medicine, geni unici e quindi proteine utili.

9. Cos’è e come si può attuare la conservazione del germoplasma? (illustra e descrivi le


diverse tecniche).
Il germoplasma è un qualsiasi materiale vegetale (semi, organi vegetativi, propaguli, frammenti di tessuti,
cellule) da cui sia possibile ottenere una pianta intera.
Viene conservato nelle banche del germoplasma, strutture specializzate nelle conservazioni di parti di
organismi viventi, idonei a rigenerare un organismo completo.
Il materiale vegetale può essere suddiviso in:
-collezioni di semi (principalmente per le specie a preminente
propagazione gamica)
-collezioni colonali (principalmente per le specie a
propagazione vegetativa)
Temperatura ambientale → congelamento → -196°C →recupero della vitalità

Lo stoccaggio avviene solitamente a -20°C, ma qualora si decidesse di attuare la crioconservazione si
utilizzerà uno stoccaggio di germoplasma a temperatura ultra-bassa (-196°C) propria dell’azoto in fase
liquida.

10. Che cos’è una comunità?


Un insieme di organismi viventi in una data area, caratterizzato da una determinata composizione
specifica, dall’esistenza di interrelazioni, di fenomeni di dipendenza reciproca e dall’adattamento a
determinate condizioni ambientali.
Comunità + habitat = ecosistema

11. Quali sono i diversi livelli trofici all’interno di una catena alimentare?
Come spiegheresti la catena trofica ai bambini?
Struttura trofica: rapporti alimentari tra gli organismi di una comunità.
Livello trofico: posto occupato da un individuo all’interno della catena alimentare.
Per livello trofico si intende la posizione che un individuo facente parte di un gruppo occupa rispetto al
livello trofico di base che è rappresentato dagli autotrofi (produttori, come i vegetali).
Ligeia Vidoni

Più esattamente in un "livello trofico" sono compresi tutti quegli organismi che ottengono energia dal Sole
(o da altri tipi di fonti primarie) tramite lo stesso numero di passaggi.
Si tratta di un fattore chiave nelle dinamiche di comunità.
Produttore primario (vegetale) → consumatore primario (erbivoro) → consumatore secondario (carnivoro
primario) → consumatore terziario (carnivoro secondario)
→ → → →Detritivoro = organismo che si ciba dei materiali organici in decomposizione provenienti
da tutti i livelli della catena alimentare di pascolo (piante e animali) e che sfruttano l’energia
contenuta in questi materiali.
Catene alimentari: trasferimento di energia e cibo tra i diversi livelli trofici dai produttori primari ai carnivori
fino ai decompositori.
Una catena alimentare è in realtà una rete alimentare con ramificazioni e con interazioni trofiche
complesse.
Le specie possono svolgere un ruolo in più di un livello trofico.
In ogni rete alimentare una catena alimentare di solito è lunga solo pochi collegamenti (ipotesi energetica e
ipotesi stabilità dinamica).

12. Descrivi l’agroecosistema e spiega quali sono le principali differenze dall’ecosistema.


L’agroecosistema è un ecosistema secondario caratterizzato dall’intervento umano finalizzato alla
produzione agricola e zootecnica.
Rispetto all’ecosistema naturale, nell’agroecosistema i flussi di energia e di materia sono modificati
attraverso l’apporto di fattori produttivi esterni (fertilizzanti, macchine, irrigazione ecc.), con l’obiettivo di
esaltare la produttività delle specie agrarie vegetali coltivate dall’uomo, eliminando quei fattori naturali (altre
specie vegetali, insetti, microrganismi) che possono risultare dannosi o entrare in competizione con la
coltura agricola a scapito della sua produttività.
Caratteristiche fondamentali di un agroecosistema sono, quindi, l’elevata specializzazione e la riduzione
della diversità biologica.
Il controllo antropico dei cicli biogeochimici e degli elementi climatici può essere minimo, come nel caso dei
pascoli, o totale, come nel caso delle colture protette (➔ ortoflorovivaismo).

13. Quali sono i principi su cui si basa l’agricoltura biologica?


Nell’agricoltura biologica si tende a preservare di più l’ambiente e il paesaggio naturale e a non sfruttare il
terreno e gli animali allevati al di sopra di quello che possono offrire.
→Lavorazioni superficiali
→mangimi < al 50% della razione produzione
→concimi solo se necessario più bassa
→vietati i fitofarmaci e i diserbanti
I principi dell’agricoltura biologica sono:
→Rispetto della fertilità del suolo attraverso:
• Uso di concimi organici. Divieto di uso di concimi chimici industriali
• Lavorazioni leggere del terreno: rispettano gli abitanti del terreno e conservano la sostanza
organica superficiale del terreno (humus)
→Rispetto delle forme di vita e degli organismi utili
• Impianto e conservazione delle siepi, boschetti e luoghi dove gli uccelli nidificano
Ligeia Vidoni

→Controllo dei parassiti tramite:


• Lotta ai parassiti delle piante con prodotti naturali (di origine vegetale, animale e minerale)
• Utilizzo di insetti predatori (coccinella), batteri e virus utili
• Utilizzo di varietà di piante resistenti alle malattie
• Divieto di uso di antiparassitari chimici e industriali
→Controllo delle erbe infestanti:
• Divieto di uso di diserbanti
• Uso di mezzi meccanici
→Come devono essere allevati gli animali:
• Bassa densità di allevamento
• Utilizzo di razze rustiche
• Allevamento a terra ed accesso all’aperto obbligatorio per tutte le specie
• Obbligo del pascolo per gli erbivori
• Uso di alimenti biologici e allattamento naturale
• Limitato uso di antibiotici
• Limitato uso di animali per ettaro per evitare inquinamento da deiezioni

14. Cosa sono e quali sono le relazioni interspecifiche?


Quali metodologie utilizzeresti per introdurre questo argomento in classe?
Le relazioni interspecifiche tra le specie in una comunità vengono chiamate dagli ecologi interazioni
interspecifiche.
Esse possono influenzare la sopravvivenza e la riproduzione di ogni specie e gli effetti possono essere
positivi, negativi o nullo (nessun effetto).
Esempi:
- Competizione: -/-
- Predazione: +/-
- Dieta erbivora: +/-
- Simbiosi (parassitismo +/-, mutualismo +/+ e commensalismo +/0)

15. Che cos'è il mimetismo mülleriano? Descrivilo e fanne alcuni esempi.


Il mimetismo mülleriano è caratterizzato dal fatto che generalmente le specie non commestibili presentano
livree dai colori accesi e vistosi.
Un esempio è quello delle zigene (“farfalla” genere Zygaena) che, capaci di liberare sostanze tossiche,
segnalano il pericolo con la sgargiante colorazione rossa e nera delle ali. In questo modo salvaguardano la
loro vita, poiché i predatori “sanno” che la livrea di alcuni colori vistosi determina la tossicità della preda
stessa.
Anche la colorazione giallonera di api, vespe e calabroni rientra in questo fenomeno.
Ligeia Vidoni

16. Quali sono i fattori abiotici capaci di regolare la diffusione di un organismo in un


determinato ambiente? Descrivili brevemente.
I fattori abiotici capaci di regolare la diffusione di un organismo in un determinato ambiente sono:
-temperatura: fattore abiotico di fondamentale importanza nella distribuzione degli organismi a causa del
suo effetto sui processi biologici.
-acqua: uno dei fattori più importanti nella distribuzione della specie.
-luce: l’intensità e la sua qualità può influenzare notevolmente la diffusione degli organismi e maggiormente
di quelli fotosintetici.
-vento: è un fattore abiotico capace di modificare l’effetto della temperatura e aumentare le perdite per
evapotraspirazione; modifica anche la morfologia delle piante.
-suolo (e rocce): molte delle caratteristiche del suolo determinano lo sviluppo delle piante su di esso e di
conseguenza quello degli animali che vi abitano (struttura fisica, pH, composizione minerale).

17. L'ecosistema è caratterizzato da un flusso di materia e di energia.


Parla delle dinamiche energetiche capaci di sostenere la vita facendo riferimento ai livelli
trofici e alle reti alimentari.
L’ecosistema è il successivo livello di organizzazione di una popolazione, formato da una comunità di
organismi viventi in un determinato habitat e dal suo specifico ambiente fisico.
Un ecosistema comprende tutti gli organismi che vivono in un particolare luogo, più l’ambiente abiotico nel
quale essi vivono e con il quale interagiscono in quel luogo.
I principi che regolano gli ecosistemi sono:
1. L’energia fluisce attraverso gli ecosistemi in una direzione
2. I nutrienti sono presenti in una quantità fissa sul pianeta: essi vengono costantemente riciclati in
flussi circolari interni (cicli biogeochimici) agli ecosistemi.
Gli ecosistemi sono sistemi dinamici per quanto riguarda l’uso della materia e dell’energia.
Nelle trasformazioni biologiche della materia gli atomi di cui è costituita mantengono la loro integrità anche
se sono assemblati in nuovi composti e questi vengono in seguito demoliti.
Si dice che gli atomi dei vari elementi si spostano attraverso gli ecosistemi in cicli biogeochimici.
Il flusso di energia attraverso gli ecosistemi sostiene la vita ed è governato dalle leggi della termodinamica
(due principi).
L’energia non segue gli stessi principi della materia; essa non è mai riciclata.
Quando l’energia viene trasferita o trasformata una parte di essa assume una forma non più utilizzabile.
Le piante devono ricevere energia in forma di luce.
Gli animali per vivere devono avere energia (sotto forma di legami chimici) che ottengono dal cibo.
Gli organismi ogniqualvolta utilizzano l’energia (luce o legami chimici), una parte di essa viene convertita in
calore.
La Terra per quanto riguarda l’energia è un sistema aperto, riceve continuamente energia dal Sole.
Le piante e gli organismi fotosintetici convertono l’energia solare in energia chimica e la quantità totale di
energia non cambia (1^ legge della termodinamica).
Quindi gli animali mangiano gli organismi fotosintetizzanti utilizzando l’energia dei legami chimici dei loro
composti organici per rimanere vivi.
Perché la vita permanga è richiesta sempre nuova energia luminosa.
Ligeia Vidoni

Negli ecosistemi naturali l’energia trasferita da un organismo all’altro sotto forma di cibo viene in parte
accumulata nei tessuti viventi e in parte dissipata sotto forma di calore, con conseguente aumento di
entropia.
Gli ecosistemi naturali sono sistemi aperti in cui la radiazione solare fornisce costantemente apporti
energetici in grado di contrastare l’aumento di entropia.
Il flusso di energia attraverso gli ecosistemi terrestri inizia con l’assorbimento delle radiazioni solari da parte
degli organismi autotrofi.
(vedi domanda 11)

18. Cosa si intende per sviluppo sostenibile e quali sono i fattori che lo compongono?
Per sviluppo sostenibile si intende lo sviluppo che risponde alle necessità del presente senza
compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità.
I fattori che lo compongono sono:
-economia
-società cultura
-ambiente

19. Cosa si intende con il termine nicchia ecologica?


Si chiama nicchia ecologica la somma dell’utilizzo delle risorse biotiche e abiotiche da parte di una specie.
È il ruolo ecologico di un organismo.

20. Descrivi la luce quale fattore trofico di notevole importanza capace di limitare la diffusione
di una specie.
L’intensità della luce e la sua qualità può influenzare notevolmente la diffusione degli organismi e
maggiormente di quelli fotosintetici.
La durata della fase luminosa durante il giorno indica il fotoperiodo e conseguentemente le piante possono
venir divise in due categorie:
-longidurne
-brevidurne

21. Cosa sono e come si diffondono le specie alloctone o aliene?


Quali metodologie utilizzeresti per introdurre questo argomento in classe?
Le specie aliene o alloctone sono le specie che si trovano al di fuori del loro areale di distribuzione per
effetto dell’uomo e vengono chiamate anche specie esotiche.
La causa della loro diffusione sono:
-colonizzazione europea
-agricoltura, orticoltura, selvicoltura, giardinaggio
-trasporto accidentale

22. Il movimento degli esseri viventi.


Traccia una descrizione sintetica in riferimento all' equilibrio forma-funzione.
Ligeia Vidoni

Il movimento è una prerogativa di batteri, protisti e animali. Serve a procacciarsi il cibo, cercare il partner,
fuggire dai predatori e situazioni di pericolo o disagio, cercare l’ambiente adatto alla vita.

Le piante non hanno la possibilità di movimenti (eccetto alcuni tipi di cellule sessuali - gameti maschili).

Batteri e protisti unicellulari, si muovono nel substrato (liquido) per mezzo di flagelli e ciglia (formati da
actine e tubuline) e o pseudopodi.
Negli animali: nel movimento, avviene una trasformazione dell’energia chimica (ATP proveniente dagli
zuccheri) in energia meccanica. L’energia meccanica, viene trasmessa dai muscoli allo scheletro (sistema
di leve).
I movimenti degli animali sono dei più vari, del tutto adattati all’ambiente, al tipo di alimentazione e ad altre
cause ecologiche. Anche le strutture deputate, sebbene tutte siano di tipo scheletrico-muscolare (sia esso
idroscheletro, endoscheletro o esosocheletro), si sono adattate.
Degli esempi di tipologie di movimento possono essere:
- Strisciamento o reptazione nei gasteropodi e nei serpenti
- Progressione nel substrato nei lombrichi
- Movimento a compasso nella sanguisuga (anellidi)
- Per espulsione di acqua nelle meduse e nei molluschi cefalopodi
- Il nuoto nei pesci e nei cetacei
- Il volo negli uccelli

23. Il sostegno negli essere viventi.


Traccia una descrizione sintetica in riferimento all' equilibrio forma-funzione.
I tessuti dei viventi, essendo composti da soluzioni liquide e membrane fosfolipidiche, sono di per sè molli,
quindi non in grado di mantenere la forma adatta allo stile di vita. Inoltre per gli animali sono necessarie
delle “scatole” a protezione degli organi vitali e degli elementi rigidi per dare appoggio alle strutture
deputate al movimento.
Per tali motivi, gli organismi viventi si sono dotati di strutture rigide atte al sostegno dei tessuti.
La pianta è dotata a livello cellulare di una parete rigida esterna e di un vacuolo. Queste due strutture
sono in grado da sole di conferire sostegno a tessuti di piccoli dimensioni. Le pareti creando una specie
di scheletro esterno alla cellula e il vacuolo (mantenendo la pressione liquida) fungendo da scheletro
idrostatico.
A seconda del tipo di habitus si distinguono diversi tessuti meccanici che conferiscono il sostegno.
Negli animali i sistemi che conferiscono rigidità sono di tre tipi a seconda dell’ambiente e stile di vita:
- Lo scheletro idraulico (idroscheletro): più funzionale in animali acquatici (cnidari - meduse e polipi
-, anellidi - lombrichi e sanguisughe -)
- L’esoscheletro: più funzionale in animali di piccole dimensioni, perché resiste meglio alla flessione
su piccole sezioni (molluschi, artropodi); Il cambiamento dell’esoscheletro (mute e metamorfosi)
porta l’insetto, dall’uovo fino all’adulto, ad affrontare diverse età che sono distinte dal nuovo
esoscheletro e da forme diverse.
- L’endoscheletro: preferibile in animali veloci e di grosse dimensioni che necessitano di leve
efficienti.
In tutti e tre i tipi lo scheletro è una cosa pesante non vitale.

24. Il trasporto degli esseri viventi.


Ligeia Vidoni

Traccia una descrizione sintetica in riferimento all' equilibrio forma-funzione.


Il trasporto è il processo che negli organismi pluricellulari porta nutrienti, aria, sostanze di rifiuto e
ormoni da una cellula all’altra, da un tessuto all’altro e da un organo all’altro. Negli animali è possibile
anche il trasporto di cellule.
Negli funghi e nei vegetali privi di tessuti di conduzione, il trasporto avviene da cellula a cellula o come
nei muschi e alcune alghe per mezzo di cellule specializzate, ma non organizzate in veri e propri tessuti.
Nelle piante superiori (tracheofite, piante dotate di radici, fusto e foglie) che si distinguono proprio per
avere tessuti di conduzione veri propri, il trasporto riguarda i nutrienti assorbiti dal terreno (azoto, fosforo,
zolfo, altri minerali), fotosintetati prodotti dalla pianta (zuccheri, amminoacidi, vitamine) e ormoni.
L’apparato di conduzione negli animali è legato alle tipologie di respirazione e di nutrizione.
Nei tessuti animali, il trasporto a breve distanza (fra cellula e cellula) avviene attraverso il liquido
interstiziale che si trova fra le cellule. Per tale motivo negli animali di piccole dimensioni (platelmiti) o con
due soli strati di cellule (poriferi e cnidari) non hanno bisogno di apparati di conduzione.
Negli altri animali, per il trasporto da tessuto a tessuto e da organo a organo, è necessario un sistema di
conduzione.
Un sistema di trasporto necessita di diverse strutture: un organo propulsore, muscolare, che crea la spinta
dei liquidi (cuore), un sistema di tubi (vasi) e delle valvole per impedire il reflusso dei liquidi.
I sistemi di trasporto si dividono in:
- Aperti: sono sistemi in cui in cui scorre emolinfa (sangue e linfa) negli spazi interstiziali che
rifornisce gli organi che sono immersi. (molluschi gasteropodi e bivalvi, artropodi - insetti, crostacei
-).
- Chiusi: con sistemi a vasi comunicanti che riportano il sangue al cuore. (molluschi cefalopodi -
polpi, seppie, calamari - anellidi - lombrichi, sanguisughe -).
Gli animali vertebrati posseggono tutti un sistema chiuso con cuore e vasi sanguigni di tipo arterioso
(sangue ossigenato) e venoso (sangue con anidride carbonica).
I sistemi circolatori possono essere di più tipi:
- Chiuso semplice (un anello) nei pesci.
- Chiuso a circolazione doppia incompleta (due anelli, un solo ventricolo) negli anfibi e nei rettili.
- Chiuso a circolazione doppia completa (due anelli, due ventricoli) negli uccelli e nei mammiferi.

25. Gli scambi gassosi degli esseri viventi.


Traccia una descrizione sintetica in riferimento all' equilibrio forma-funzione.
Gli scambi gassosi (respirazione) tra organismo e ambiente esterno servono essenzialmente
all’assunzione di ossigeno e alla eliminazione dell’anidride carbonica.

Nelle piante, in presenza di luce è importante far entrare anidride carbonica e far uscire ossigeno. Ciò
per permettere la fotosintesi.

Viceversa in animali e in funghi (ma anche organi sotterranei nelle piante o in caso di buio) è necessario
apportare ossigeno ed espellere anidride carbonica. L’ossigeno, come già affrontato, è necessario alla
respirazione cellulare cioè l’ottenimento dell’energia da parte degli zuccheri.

Le diverse strategie di scambi sono:


- La diffusione in ambienti acquatici: platelmiti (vermi piatti), poriferi (spugne) e cnidari (coralli e
meduse) che possiedono solo tessuti con due strati di cellule a diretto contatto con l’acqua.
Le branchie:
Ligeia Vidoni

- Negli echinodermi (stelle, ricci, cetrioli di mare) le branchie sono estroflessioni della pelle, molto
vascolarizzate, a diretto contatto con il liquido.
- Nei molluschi acquatici le branchie sono dilatazioni del corpo. Nei bivalvi (mitili, vongole ecc.) la
branchia è anche il sistema filtratore che provvede sia agli scambi gassosi che alla nutrizione.
- In tutti gli altri animali acquatici (eccetto i mammiferi) si sono evolute delle strutture dette branchie
che sono delle estroflessioni del corpo molto vascolarizzate a contatto con il mezzo liquido.
- Nei pesci ci sono 4-5 file di branchie ricoperte da una lamina ossea che le protegge (opercolo).
- Negli animali terrestri, il problema non è quello di trovare l’ossigeno (nell’aria ce n’è molto), ma
quello di mantenere il velo liquido nelle cellule specializzate che permettono lo scambio
dell’ossigeno tra sangue e aria.

In animali piccoli e che vivono in ambienti umidi (lombrico) lo scambio avviene direttamente
(diffusione) tra la pelle che assorbe l’ossigeno e i vasi sanguigni sottocutanei.
In altri animali, si è ricorso a diverse soluzioni che prevedono l’alloggiamento dei tessuti deputati
allo scambio gassoso in camere corporee interne in modo da evitare la perdita di acqua.
- Negli insetti, l’esoscheletro è coperto da molti orifizi (stigmi) che all’interno del corpo si ramificano
in una serie di trachee di dimensioni sempre minori fino ad arrivare ad un diretto scambio con i
tessuti (senza liquido di trasporto). L’ossigeno passa da cellula a cellula per diffusione. La
diffusione nei tessuti, senza un sistema di trasporto, è possibile grazie al fatto che comunque sono
animali di piccole dimensioni.
- Gli anfibi sono una classe di vertebrati che passano gli stadi giovanili in acqua, per poi subire una
metamorfosi che permette la vita fuori dall’acqua (seppure in ambienti umidi). Inoltre, tali animali,
hanno una pelle molto vascolarizzata (con ghiandole in grado di mantenerla umida) che tramite
diffusione coadiuva la respirazione polmonare. Lo stadio giovanile possiede branchie rudimentali
(estroflessioni del corpo). L’animale adulto invece possiede i polmoni. Ad eccezione delle
salamandre che respirano completamente attraverso la pelle e dei protei branchiati anche da
adulti.

- I vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili) anche quelli acquatici come cetacei, e testuggini, respirano
attraverso un complesso sistema respiratorio dotato di polmoni.

L’uomo è un animale terrestre vertebrato e per lo scambio ossigeno/anidride carbonica ha un


apparato respiratorio, formato da naso, bocca, faringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli e
polmoni.

26. La nutrizione (e l’escrezione) degli esseri viventi.


Traccia una descrizione sintetica in riferimento all' equilibrio forma-funzione.
La nutrizione è il processo che porta gli organismi viventi alla assunzione delle sostanze utili alla sua vita.
La nutrizione in senso stretto interessa solo gli organismi eterotrofi che devono assumere molecole già
pronte ai fini energetici e metabolici.
Batteri autotrofi, protisti autotrofi e le piante sono in grado di fissare l’anidride carbonica atmosferica e
sintetizzare le molecole necessarie alla vita. I processi di nutrizione sono legati all’assunzione delle
sostanze minerali dal substrato (suolo, acque).
Le piante sono in grado di sintetizzare per mezzo della fotosintesi le molecole utili alla vita, nonché le
forme energetiche come ATP.
I funghi sono organismi eterotrofi. Dal punto di vista alimentare si dividono in parassiti, simbionti, saprofiti.
In tutti i casi i funghi utilizzano un assorbimento diretto delle sostanze nutritive che entrano nelle ife
(strutture cellulari) fungine per mezzo dei sistemi precedentemente illustrati per il superamento della
membrana cellulare.
Gli animali si nutrono di altri organismi viventi, vivi o morti, o parti di essi. Per tale motivo il processo di
nutrizione prevede una fase di assunzione del cibo, di disgregazione meccanica dei complessi, di
digestione chimica, assorbimento delle molecole digerite e infine di eliminazione delle scorie non utili
all’alimentazione (escrezione).
Con riferimento alla nutrizione, a seconda del tipo di ambiente e di strategia ecologica, gli animali si
dividono in diverse categorie:
Ligeia Vidoni

- Filtratori sessili: sono animali acquatici sessili (legati a un substrato).


- Filtratori pelagici: animali acquatici liberi in acqua.
- Consumatori di substrati: si nutrono del substrato dove vivono.
- Consumatori di masse alimentari: catturano prede, possono essere marini o terrestri (carnivori,
erbivori, onnivori).
- Succhiatori di liquidi: si nutrono di liquidi ricchi di sostanze nutritive (linfa delle piante o sangue di
altri animali).
La disgregazione è una fase presente nei consumatori di masse alimentari, in alcuni consumatori di
substrati e in alcuni filtratori come le balene. Alla disgregazione meccanica del cibo servono strutture
specializzate come i denti, ventriglio degli uccelli, becco dei molluschi, ventriglio negli insetti e lombrichi.
La digestione può essere di diversi tipi:
- Extracellulare: poriferi (spugne)
- Attraverso un apparato digerente e tubo cieco: platelmiti (vermi piatti)
- Attraverso un apparato digerente a tubo aperto: molluschi gasteropodi (lumache)
Gli animali vertebrati, sono salvo rare eccezioni (balene – filtratori pelagici, pippistrelli vampiri, colibri –
succhiatori di liquidi) tutti consumatori di masse alimentari.

A seconda del regime di alimentazione si dividono tre gruppi:


-
- Erbivori: si nutrono di masse vegetali; hanno dentatura adatta alla masticazione, a volte presenza
di diversi stomaci con protozoi simbionti per la digestione della cellulosa, intestino e processo
- digestivo lento.
- Carnivori: si nutrono di altri animali: dentatura adatta al taglio, un solo stomaco ghiandolare,
- intestino corto e processo digestivo veloce (eliminazione rapida di patogeni e tossine)
- Onnivori: si nutrono sia di piante che animali.
L’uomo è un animale terrestre, consumatore di masse alimentari, onnivoro. L’apparato digerente è di tipo a
tubo aperto.

27. Cos’è la vegetazione?


La vegetazione è l’insieme di piante o comunità vegetali presenti spontaneamente in un certo territorio e
coerenti ecologicamente con esso.

28. Cos’è il pionierismo? Fai un esempio pratico.


Il pionierismo è la capacità di colonizzare la roccia nuda o il terreno sterile, è quindi considerabile l'insieme
di eventi biopedologici che porta all'innesco della successione seriale.
1. fattori topografici (inclinazione, esposizione)
2. substrato (suolo calcareo, siliceo, pH, tessitura)
3. fattori fisici (irradiazione luminosa)
4. Fattori climatici

29. Bioindicatori: cosa sono?


Che attività utilizzeresti per spiegarli ai bambini?
I bioindicatori sono una specie, animale o vegetale, dalla cui presenza o assenza è possibile dedurre
qualche caratteristica dell’ecosistema.
Ligeia Vidoni

Qualsiasi specie è correlata a determinati fattori ecologici, si preferisce limitare la scelta dei bioindicatori ad
alcuni gruppi la cui reattività ai fattori esterni è conosciuta o facilmente rilevabile.
(vedi esempi slide 7.2)

30. Le dinamiche della vegetazione.


La vegetazione è l’insieme di piante o comunità vegetali presenti spontaneamente in un certo territorio e
coerenti ecologicamente con esso.
Le dinamiche della vegetazione sono:
- Fluttuazioni: cambiamenti periodici stagionali, variazioni nel numero degli individui di determinate specie
piuttosto che di altre, da invecchiamento delle piante pluriennali, morte e sostituzioni. Tutte queste
variazioni, che non comportano cambiamenti permanenti o sostanziali nell'associazione.
-Successioni: alternanza di differenti fitocenosi, identificabili in diverse associazioni, che si presentano in
sequenza temporale in un determinato sito. Per avere una successione è necessario che si verifichi nel
tempo una sostituzione completa della fitocensi.

31. Inquinamento e sostanze principali di quello dell’aria.


Il monitoraggio dell’inquinamento mediante l’uso di organismi viventi prende il nome di Biomonitoraggio.
Esso si basa sulle variazioni ecologiche indotte dall’inquinamento, che si manifestano a tre livelli diversi:
-accumulo degli inquinanti negli organismi
-modificazioni morfologiche o strutturali degli organismi
-modificazioni nella composizione delle comunità animali e vegetali
Come bioindicatori della qualità dell’aria possiamo utilizzare i licheni.
L’indice di purezza atmosferica (IAP) della stazione è dato dalla media aritmetica delle frequenze totali
degli alberi della stazione stessa.
Sostanze principali dell’inquinamento dell’aria:
- Ozono
- Monossido di carbonio
- Ossidi di azoto
- Anidride solforosa
- Particolato
- Composti organici volatili (VOCs)

32. Organizzazione della biosfera (classificazione da ecosistema a singolo organismo).


→cellula livello più basso
→tessuto
→organo
→sistema di organi
→organismo
Ligeia Vidoni

→popolazione
→comunità
→ecosistema
→biosfera livello più alto

33. I componenti dello spettro luminoso.


Uno degli elementi che determina le caratteristiche del clima in una data area della terra è la radiazione
solare che giunge sulla terra sotto forma di radiazioni di varia lunghezza d’onda.
La radiazione elettromagnetica emessa dal Sole copre un ampio intervallo di lunghezze d’onda. La
radiazione solare risulta costituita per una metà da radiazioni visibili e per l’altra metà da radiazioni non
visibili, distribuite nell’infrarosso e nell’ultravioletto.
Della radiazione solare che raggiunge il limite superiore dell’atmosfera, il 30 % viene riflesso e disperso
nuovamente nello spazio dalle nuvole e dall’atmosfera (26%) e dalla superficie terrestre (4%). Un ulteriore
19% viene assorbito dall’atmosfera e dalle nuvole. Alla fine comunque il bilancio delle radiazioni (energia
persa dalla terra e quella acquisita) della Terra è in equilibrio.
La luce visibile è solo una piccola parte dell’intervallo di radiazioni solari che raggiungono l’atmosfera
terrestre: tra 400 e 700 nm (un nanometro è un miliardesimo di metro). La luce visibile viene anche detta
radiazione fotosinteticamente attiva PAR, perché comprende lunghezze d’onda che le piante usano come
fonte di energia nel processo di fotosintesi.