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ARTE MEDIEVALE 5

L’Antico Testamento e il Nuovo Testamento sono due libri che sono stati ordinati dalla chiesa
lungo i secoli quindi l'ordine dei libri è sempre stato in discussione. Nei primi secoli del
Cristianesimo circolavano una serie di libri ed i Vangeli che sono stati poi eliminati dalla
redazione finale ad esempio abbiamo il Vangelo apocrifo che è importante in quanto fornisce
una serie di dettagli, di narrazioni che sono state utilizzate dagli artisti per arricchire le scene e
in particolar modo per configurare la Vergine come madre di Cristo anche in seguito al concilio
di Efeso nel 431 in cui si dichiara il dogma della madre di Dio e quindi della Vergine teotocos.
Il contesto che recepisce per primo questo contesto figurativo è la chiesa di Santa Maria
Maggiore a Roma, che oggi vediamo con una facciata che è stata fatta sul finire dell'età
moderna, ma che in realtà risale al VI secolo. Tra i vari edifici paleocristiani, tra cui San Pietro,
San Giovanni Laterano, Santa Maria Maggiore differentemente conserva nella maggior parte le
sue strutture . Nell'edificio troviamo un impianto basilicale cioè un'aula longitudinale a base
rettangolare scandita in tre navate, con una serie di colonne di sostegno

fatte tutte dello stesso materiale e pertanto siamo in presenza dell'asportazione down finito in
blocco. La chiesa di Santa Maria Maggiore è una committenza papale e non Imperiale e viene
costruita sul colle dell'esquilino in quanto doveva essere più vicina alla comunità. La parte
problematica della basilica e quella absidale, perché non è riconosciuta infatti la parte originale
aveva un arcone trionfale che dava accesso alla parte absidale . Questa venne poi distrutta per
essere rifatta con un'articolazione più complessa terminante sempre ad abside decorata a
mosaico da Jacopo Torriti.

La decorazione originaria era incentrata sulla figura della Vergine come Madre di Dio volta a
proclamare il dogma.

I mosaici di Santa Maria Maggiore sono sopravvissuti e sono datati tra il 432 e il 442 : tutta la
parte piana dell’arcone trionfale è organizzata su registri presenta una serie di episodi che
raffigurano l'incarnazione di Cristo.

L'organizzazione in registri è funzionale per giustapporre una serie di scene:

- nella parte centrale è recitato "Sixtus Episcopus Plebi Dei" cioè Sisto - ovvero Sisto III -
episcopo del popolo di Dio. Al di sopra di tale iscrizione abbiamo la raffigurazione ,all l interno
di un clipeo , del trono gemmato su cui si staglia una croce e dei rotoli; accanto sono raffigurati
Pietro e Paolo come principi della Chiesa. La scena è inoltre accompagnata dai 4 esseri viventi
appartenenti al testo apocalittico e che poi saranno associati agli Evangelisti.

Lateralmente ci sono le storie dell'infanzia di Cristo: nel primo registro a sinistra, nella scena
dell'annunciazione la Vergine sta filando un tessuto per il tempio di Gerusalemme ed è
raffigurata coronata e con abiti di alto rango legati all'ambito Imperiale. Nella scena invece
della Visitazione dei magi è Cristo ad essere seduto su un trono con i quattro angeli alle spalle
e i tre magi che riconosciamo dal loro cappello grigio. A fianco al Cristo ci sono due figure
femminili = è stato ipotizzato che la Vergine fosse quella vestita con abiti di alto rango a
destra; l’altra donna invece ha tutte le caratteristiche iconografiche che poi saranno attribuite
alla Vergine, ma non potendo essere ovviamente una ripetizione il dibattito è molto acceso. Ci
sarà quindi una vergine Regina, con abiti di alto rango, e una vergine come Madre di Dio con
abiti che coprono la testa e di basso rango. Oltre mosaici dell’arcone sono conservati anche i
mosaici della navata di Santa Maria Maggiore che narrano le storie dei profeti su pannelli
scanditi da colonnine (ad esempio I lofferta di Melchisedech, Abramo e Lot si separano
oppure l'apparizione dei tre Angeli ad Abramo). Un'altra chiesa con abside a mosaico è la
Santa Prudenziana: è il primo mosaico monumentale che simboleggia la celebrazione della
chiesa istituzionale con il Cristo posto in maestà tra gli apostoli. Inoltre abbiamo anche la
veduta di una città volta a celebrare la Roma antica ormai convertita che diventa riflesso della
Gerusalemme Celeste.

AREA CAMPANA

L'aria Campana si articola sostanzialmente in tre siti ossia Napoli, Capua e Cimitile cioè la
parte cimiteriale antica di Capua .

I siti campani in cui si conservano i mosaici del V secolo sono San Prisco e Cimitile. A San
Prisco era presente la Basilica di San Prisco che aveva carattere funerario. I mosaici di questa
Basilica vennero distrutti nel 1700 circa e furono ri- disegnati da Michele Monaco nel
I
sanctuarium capuanuml . questo ci ha permesso di notare la raffigurazione di tutti i santi
principali dell l area Capuana con i rispettivi tituli che convergono al centro con le figure di
Pietro e Paolo che si affrontano. I due si affrontano per sottolineare il richiamo della chiesa
capuana che ha un legame privilegiato con la chiesa petrina in quanto Prisco è discepolo di
Pietro che a sua volta è discepolo di Cristo.

Oggi è conservato anche un piccolo sacello annesso alla chiesa chiamato sacello di Santa
matrona punto questo sacello è molto importante perché conserva tutta la decorazione musiva
della copertura a volta a crociera nervata e grazie alla ricostruzione di Michele Monaco
sappiamo che il sacello prevede

- una lunetta con la raffigurazione della croce gemmata che poggia sui quattro fiumi del
paradiso e con le 12 colonne ossia i 12 apostoli e richiama al sacrificio di Cristo;

-una parte sottostante con un pannello che non

pertiene al primo sacello;

- e sottostante ancora una vasca che è stata inserita o nel tardo medioevo o in età moderna
e viene vista come il sepolcro della matrona creduta santa perché si attribuisce a lei il
rinvenimento del corpo di Prisco a Capua.

Il decoro della copertura a volta a crociera nervata è caratterizzato da due lunette ossia le
lunette ovest decorate con Cristo tra Alfa e Omega e indicano l'eternità ; mentre la lunetta Nord
è decorata con il toro e l'aquila ed il trono Gemmato con il rotolo dei 7 sigilli.
La cattedrale di Napoli è stata molto rimaneggiata, si conservano molte fonti tra cui il libro
delle gesta che è un corrispettivo del Liber pontificalis. Dalle fonti sappiamo che una cattedrale
è già presente in età costantiniana e dovrebbe essere stato lo stesso Costantino a fondarla.
Appare inoltre che a Napoli ci fosse un complesso cattedrale costituito da due edifici chiamato
la "cattedrale doppia": lo stesso libro delle Gesta in un passo dice che la cattedrale avesse il
nome di Santa Restituta e in un altro passo invece lo identifica come complesso episcopale
presupponendo la presenza di due edifici. Allora gli studiosi hanno molto dibattuto sull'ipotesi
che il secondo edificio fosse un edificio a parte o invece fosse la stessa cattedrale rimaneggiata
dal vescovo Stefano Il e pertanto da questo dipende il nome di Basilica Stefania. Gli studiosi
Lucherini ed Ebanista propendono per l'ipotesi di un solo edificio cattedrale orientato verso
nord , mentre un'altra ipotesi più recente di Chiara Croce sostiene l'esistenza di una cattedrale
doppia in connessione con Milano.

Un altro monumento che ha creato non pochi problemi è il Battistero di San Giovanni in fonte.
Il battistero è datato all'episcopato del vescovo Severo il quale vive in un momento in cui si ha
una scissione tra coloro che credevano nella consustanzialità di Cristo e coloro che invece
credevano nella natura singola di Dio e Cristo. I primi abbracciano quello che è il culto corretto
ossia l'ortodossia , mentre i secondi abbracciano il monofisismo. Papà Severo vive queste
vicende è l'impresa del battistero vuole proclamare a livello monumentale la rinascita della
comunità cristiana ortodossa e dunque difende la consustanzialità. La pianta del battistero è
quadrata ad impianto centrale, e alla base quadrata si innesta una cupola mediata da una fascia
ottagona con trombe angolari che mediano il quadrato con la base circolare della cupola. Al
centro c'è il plavem cioè la fonte battesimale dove avveniva il rito per immersione. La
decorazione del battistero ci fa capire che l'orientamento fose verso est. Nella cupola del
battistero la decorazione è di estrema qualità con il monogramma di Cristo e la ghirlanda della
vittoria che viene calata dall'alto per essere messa sulla croce e in corrispondenza della
ghirlanda c'è una fenice che diventa simbolo della resurrezione di Cristo. Tra le altre
decorazioni della cupola ci sono quella del Cristo sul globo con Pietro e Paolo ai lati nel gesto
della traditio legis; quelle della Samaritana al pozzo e delle nozze di Cana che pongono l'enfasi
sul ruolo dell'acqua cioè il ruolo della salvezza eterna.

Spostandoci nell larea cimiteriale di Napoli è importantissimo il complesso delle catacombe di


San Gennaro che prendono il nome da uno dei santi più importanti napoletani e che vennero
usate come luogo di sepoltura dei vescovi napoletani fino al IX secolo. Nella parte di queste
catacombe chiamata "Cripta dei Vescovi" troviamo I l arcosolio Deusdedit raffigurante o il
vescovo Deusdedit o una delle figure provenienti dall’Africa ossia un ecclesiastico che regge il
libro con i 4 viventi e ritorna il tema dei racemi su fondo blu.

Un altro contesto funerario e quello di Cimitile in cui si conserva il corpo di San Felice. Una
figura importante a Cimitile è Paolino da Nola appartenente ad un ’ importante famiglia
senatoriale di Bordeaux, il quale nel 394 si converte al cristianesimo e successivamente si
occupa della fondazione di un monastero cioè la Basilica Nova, a cui aggancia un secondo
edificio creando un atrio di mediazione.
La Basilica Nova ha un impianto basilicale con abside tricoora cioè nata dall'intersezione di 3
absidi. L'edificio venne molto rimaneggiato e sappiamo che nell'abside era presente un decoro
andato perduto ma ricostruito grazie alle fonti testuali in particolar modo grazie alle lettere che
Paolino stesso scrive in cui dice di voler creare una decorazione con le palme che indicano il
contesto del sacrificio; I lagnello sul monte da cui scaturiscono i 4 fiumi del Paradiso e la teoria
degli agnelli che simboleggiano il collegio apostolico. Una rappresentazione simile la troviamo
nella cattedrale del V secolo fatta costruire dal vescovo di Fondi. É sempre Paolino che ce lo
dice nella lettera 32 e qui ritorna sia il riferimento apocalittico della divisione tra ovini e caprini
cioè tra beati e dannati e sia il riferimento alla fine dei tempi richiamato dal trono su cui è posta
la croce gemmata.