Sei sulla pagina 1di 4

LINGUISTICA GENERALE 4, Linguistica di base D, a.a 2010/11, Ada Valentini Mat.

Le proprietà della lingua


(1) Triangolo semiotico
significato ‘felino domestico’

segno

significante gatto referente nella realtà esterna

(2) Carattteristica tipica dei segni linguistici è l’arbitrarietà: non vi è nessun legame naturale tra
segno e suo referente né tra significante e significato. Il legame è invece posto per convenzione.
Ne è prova il fatto che le lingue designano le stesse cose in modo diverso (it. burro, fr. beurre,
sp. mantequilla, norv. smør, port. manteiga, fin. voi, alb. gjalpë, rum. unt) o il fatto che simili
significanti designano diversi significati (es. td. bellen ‘abbaiare, it. bello ‘bello’, lat. bellum
‘guerra’, ingl. bell ‘campana’; it. burro ‘ prodotto alimentare derivato dalla sostanza grassa del
latte’, sp. burro ‘asino’).

(3) Arbitrarietà radicale


a. è arbitrario il rapporto tra segno nel suo complesso e referente: non c’è legame naturale tra
la parola gatto e il suo referente nel mondo reale (cfr. il triangolo semiotico in (1)).
b. ad un secondo livello è arbitrario il rapporto tra significante e significato (cfr. il triangolo
semiotico in (1)).
c. livello del significato: è arbitrario il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e
sostanza (la materia, il mero insieme di fatti concettualizzabili, significabili). Ogni lingua
organizza in modo “personale” un certo spazio di significato → ambiti di significato che in
una lingua sono espressi con un unico elemento lessicale in altre sono ripartiti più
finemente. Es. nella tabella sottostante:

‘nipote di zio/a’ ‘nipote di nonno/a’


lingue ‘maschio’ ‘femmina’ ‘maschio’ ‘femmina’
latino nĕpōs (genitivo: nĕpōtis)
italiano nipote
tedesco Neffe Nichte Enkel Enkelin
Enkelkind
inglese nephew niece grandson grand-daughter
grandchild

d. livello del significante: è altrettanto arbitrario il rapporto tra forma e sostanza: per es. ogni
lingua organizza secondo propri criteri la scelta dei suoni pertinenti, ovvero dei suoni che
sono distintivi di significato.
Es: in td. vocali lunghe e brevi hanno valore distintivo, cfr.: Stadt [tat]'città' vs. Staat [tat];
la medesima opposizione esisteva in latino, cfr. malum '(il) male' vs. mālum 'mela, pomo'.

1
lingue [a] [a] Sostanza dell’espressione
italiano /a/ Forme
tedesco /a/ /a/ dell’espressione

(4) eccezioni e restrizioni all’arbitrarietà:


a. le onomatopee (es: bau-bau, miao, abbaiare, miagolare, cinguettìo, tintinnare, tintinnìo).
Le onomatopee hanno motivazione iconica, ma variano da lingua a lingua, il che mostra la
loro parziale arbitrarietà (cfr. per es. 'fare le fusa' it. ron-ron > ronroneggiare, ingl. to
purr; ted. schnurren; fr. ronronner)
b. principio di iconismo: anche nella grammatica esistono meccanismi iconici, quindi
motivati. Es: formazione del plurale attraverso l’aggiunta di materiale alla forma del
singolare (cfr. inglese child - children): l’idea di pluralità che implica più cose è evocata e
riprodotta nella lingua dal fatto che nel plurale è inserito più materiale fonico, linguistico.
c. fonosimbolismo: la vocale /i/, chiusa e fonicamente piccola (prodotta con minima
apertura della bocca), sarebbe connessa con ‘cose’ piccole es. piccino, minimo, little. Ci
sono però controesempi: massiccio, cospicuo, big, small.

(5) Doppia articolazione: riguarda il significante di un segno linguistico (da non confondere con
biplanarità). Il significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile a:
(a) 1° livello/prima articolazione: unità ancora portatrici di significato e che vengono
riutilizzate (con lo stesso significato) per formare altri segni. [MORFEMI]
libr-o ‘volume di fogli cuciti insieme, scritti, stampati o bianchi’-‘singolare’
libr-i, libr-aio, libr-eria, libr-etto fatt-o, gatt-o, bell-o
(b) 2° livello/seconda articolazione: unità non più portatrici di significato autonomo; la loro
combinazione in successione dà luogo alle entità di livello superiore, cioè di prima
articolazione. [FONEMI]: k-a-n

(6) La mamma parla con il bambino


Prima articolazione: l-a mamm-a parl-a con il bambin-o 10 morfemi
Seconda articolazione: l-a m-a-m-m-a p-a-r-l-a c-o-n i-l b-a-m-b-i-n-o 24 fonemi

(7) dalla doppia articolazione derivano le seguenti caratteristiche: combinatorietà, economicità,


produttività (o creatività)
a. Livello di seconda articolazione: numero limitato di unità (FONEMI)
b. Livello di prima articolazione: numero alto di unità (MORFEMI)
c. Numero altissimo di unità lessicali (PAROLE)
d. Numero infinito di unità di comunicazione (FRASI)
(8) Onnipotenza semantica (più prudentemente: plurifunzionalità): esprimere il pensiero,
trasmettere informazioni, instaurare, mantenere, regolare attività cooperative e rapporti
sociali, manifestare i propri sentimenti e stati d’animo, risolvere problemi, creare mondi
possibili.

(9) Riflessività o capacità metalinguistica: con la lingua, e solo con essa, si può parlare della lingua
stessa; distanziamento: con la lingua si può parlare di cose distanti nel tempo, nello spazio o
in entrambi dal momento e dal luogo in cui si svolge l’interazione; con la lingua, cioè, non si è
vincolati all’‘hic et nunc’ (‘qui ed ora’) dell’evento comunicativo. Derivano da onnipotenza
semantica

2
(10) Lingua = codice tipicamente equivoco: presenta corrispondenze non biunivoche (1:1) fra
significanti e significati (es. casi di omonimia [un s.nte* - più significati, carica: ‘mansione’ /
‘quantitativo d’energia’ / ‘assalto’ / ‘piena’] e di sinonimia [più s.nti - un s.ato* “afferrare con
la mente”: capire – comprendere; faccia, viso, volto])

(11) Trasponibilità di mezzo: il s.nte dei segni linguistici può essere trasmesso sia attraverso il
mezzo aria (canale fonico-acustico) sia attraverso il mezzo luce (canale visivo-grafico). Il
mezzo usato per trasmettere i segni linguistici determina la forma della lingua: canale fonico-
acustico → lingua orale; canale visivo → lingua scritta.

(12) priorità del parlato sullo scritto:


priorità antropologica: tutte le lingue che hanno anche una forma scritta sono (state) anche
parlate;
priorità ontogenetica: ogni singolo individuo impara prima e per via naturale, spontanea, a
parlare e solo poi, attraverso addestramento guidato, a scrivere;
priorità filogenetica: in relazione alla specie umana la scrittura si è sviluppata molto tempo
dopo il parlare

(13) Trasmissibilità culturale: le convenzioni che costituiscono il codice di una determinata lingua
passano da una generazione all’altra per insegnamento/apprendimento spontaneo, e non
attraverso informazioni genetiche. L’apprendimento delle lingue avviene grazie a due
componenti:
a. una componente innata e istintiva: la facoltà di linguaggio specie-specifica, prerogativa
dell’homo sapiens;
b. una componente culturale-ambientale: ogni individuo deve essere esposto – nell'arco di
età adeguato – ai dati empirici di una lingua naturale. Se l’esposizione non avviene entro la
pubertà l’individuo non potrà mai più apprendere alcun tipo di lingua (cfr. caso 'ragazzi
selvaggi' o 'bambini-lupo'). Apprendere e parlare una lingua non è un comportamento solo
istintivo, come è per lo più il comportamento comunicativo degli animali; pertanto le lingue
devono essere trasmesse da una generazione all'altra per via culturale.

Principi di analisi della lingua

(14) Sincronia e diacronia: due prospettive possibili da cui guardare ai medesimi fatti di lingua (<
gr. syn-chróno[s] 'stesso tempo' e dia-chróno[s] 'attraverso il tempo').
Es.: se si studia la forma e la funzione del futuro italiano oggi o la forma e funzione del futuro in
latino classico, si lavora in sincronia (NB: 'in sincronia' non equivale necessariamente a
'attuale'); se si studia la nascita e l'evoluzione di forma ed usi delle stesse forme rispettivamente
italiana e latina si lavora in diacronia.

(15) Lingua come sistema astratto o langue: insieme di conoscenze mentali, di regole di un codice
linguistico possedute come sapere astratto dai membri di una comunità linguistica idealmente
omogenea.
Lingua dal punto di vista della realizzazione concreta o parole: atto linguistico individuale di
un messaggio verbale in una certa lingua.

(16) Assi paradigmatico e sintagmatico

*
s.nte = significante; s.ato = significato.

3
Gli elementi dei messaggi linguistici instaurano rapporti con gli altri elementi co-presenti nel
messaggio stesso; si tratta di rapporti sull’asse sintagmatico o delle combinazioni o in
praesentia.
Ogni attuazione di un elemento del sistema dei segni in una certa posizione del messaggio
implica una scelta in un paradigma: l’elemento che compare effettivamente esclude tutti gli altri
elementi che potrebbero comparire in quella certa posizione e coi quali quel dato elemento ha
rapporti sull’asse paradigmatico o delle scelte o in absentia.

ASSE SINTAGMATICO

… il gatto mangia
cane corre
topo scappa
ASSE PARADIGNATICO

cercopiteco nuota
… …
la balena
ragazza

… ….