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Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Quiz commentati di Logica, Biologia,


Chimica, Matematica e Fisica
Abbiamo pensato che vi sarebbe stato utile avere una trascrizione dei quiz che abbiamo
trattato nell’Evento Online del 6 giugno. Quindi, eccoci qui: stampate a più non posso
questo file, perché è davvero oro.
Abbiamo trattato i 5 quiz più frequenti e più difficili per ogni materia del test, in modo
da non scontentare nessuno.
Mi raccomando: armatevi di carta e penna e rimanete focalizzati, rimanete concentrati,
prendete appunti e non abbiate paura di rileggere lo stesso quiz 1000 volte.
Come sempre, noi saremo qui per qualsiasi tuo bisogno: se ci conosci da un po’, sai che
Pro-Med punta proprio su questo. Sulla vicinanza agli studenti, sul fatto che sappiamo di
cosa avete bisogno, sul fatto che siamo studenti universitari e capiamo cosa state
passando in questo momento.
Prima di lasciarvi ai quiz, ti lascio i link dei nostri Corsi di preparazione intensivi:
- La Scuola Online, la piattaforma di preparazione con videolezioni, esercitazioni e
simulazioni: https://www.promedtest.it/scuola-online
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accompagna a 360° fino al giorno del test:
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scadranno, te li ricapitolo qui in basso:
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Inseriscili in fase di pagamento. Non ci sarà nessuna proroga: a mezzanotte del 30
giugno non potrai più usufruirne.
Ti lascio ai quiz. Un abbraccio forte, vi vogliamo bene
Pro-Med Family

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Logica.
La Logica è una sezione che è amata e odiata allo stesso tempo. Oggi ve la faremo
amare. O meglio, ci proveremo.
Seguiteci.

Le tavole della verità.

Iniziamo dalle tavole della verità (al test troverete solo quelle di congiunzione,
disgiunzione e negazione).

Questo è il quesito tipo cui vi troverete difronte; non spaventatevi, fatto uno di questi
esercizi si fanno tutti. Vediamo insieme come!

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Questo è solo un riassunto di quanto visto nelle slides precedenti; abbiamo pensato di
inserirlo perché per risolvere in maniera scritta un quesito sulle tavole della verità
occorrono varie slides, ma avete visto che il procedimento è meccanico e sempre
uguale, quindi non spaventatevi!

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Problemi con il tre semplice e con il tre


composto.

Gli esercizi su tre semplice e composto sono frequentissimi al test, ma anche in questo
caso vi consigliamo un metodo infallibile per risolverli!
Facciamo solo una piccola premessa.
Il rapporto tra due dati è di proporzionalità diretta quando all’aumentare del primo
anche il secondo aumenta, è inversa quando all’aumentare di uno l’altro diminuisce.
Entriamo quindi nel vivo, con un quiz.
Sai fare la pizza?
E’ un quiz sulla pizza, ma non devi per forza saperla fare.
Forse.

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Per gli esercizi sul tre semplice si può tranquillamente impostare una proporzione, ma
per i più complessi è più sicuro un altro metodo (Alt! La proporzione funziona sempre e
comunque, ma talvolta può essere complesso impostarla correttamente).

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Con il metodo della freccia non potrete sbagliare, sul serio!


N.B.: i medi di una proporzione sono i dati “vicino all’uguale” della proporzione, quelli
che stanno appunto “nel mezzo”; gli estremi sono i dati che sono “lontani dall’uguale”.

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Per i quiz sul tre composto non si utilizzano proporzioni! Non che la cosa non si possa
fare in assoluto, ma sicuramente le proporzioni possono indurre spesso all’errore nei
quiz con il tre composto!

Utilizziamo sempre il metodo della freccia, costruendo la solita tabella, prestando


attenzione ai versi in cui puntano le frecce stesse.

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Fissate nella memoria questa formula e non sbaglierete mai questi quiz!

Le implicazioni logiche.

Iniziamo a vedere le tanto temute implicazioni logiche; anche in questo caso, se


ricorderete le poche e semplici formule in viola nelle slides sicuramente non sbaglierete!

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Consiglio: Non cercate di fare le implicazioni logiche solo ragionando, senza appoggiarvi
alle formule che ora vedremo insieme; le risposte di questi quiz sono simili tra loro e vi
indurranno facilmente alla confusione più totale (quindi ansia da evitare il giorno del
test!). Seguiamo un metodo, come sempre, e diamo alla fine la risposta corretta!
Per la condizione sufficiente ricordate che “Se A allora B” equivale a “se NON B, allora
NON A”.

Consiglio: In ogni alternativa individuate IPOTESI (A) e TESI (B); a questo punto, dato
che stiamo lavorando con condizioni SUFFICIENTI, scartate tutte le risposte che non
sono del tipo “se NON B, allora NON A” (unica forma equivalente a “se A, allora B”).

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Per la condizione necessaria (solo se) “solo se A allora B” equivale a:


1. “Se NON A allora NON B”
2. “Se B allora A”

Ora dovrebbe essere chiaro come procedere: dovete cercare tra le alternative l’opzione
“Se NON A allora NON B” oppure “Se B allora A” (ovviamente ce ne sarà solo una delle

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due dato che sono entrambe corrette e ogni quiz ha una sola alternativa giusta!).

Per la condizione necessaria e sufficiente (SE E SOLO SE) la frase “se e solo se A
allora B” equivale a
1. “Se NON A allora NON B”
2. “Se NON B allora NON A”
3. “Se B allora A”

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Calcolo delle probabilità.

Passiamo alla probabilità; fate tanti esercizi su questo, perché a differenza di altre
tipologie di quiz, in questi casi (come sempre in matematica) non basta sapere le
formule, bisogna saperle applicare! Quelle nella slides sono le principali che dovrete
sapere.
Nella prossima pagina vi spieghiamo una tipologia di quiz davvero molto frequente. Ha a
che fare con supermercati e bollini: avete presente quelle pentole inutili e che si
rompono in una settimana? Ecco, parliamo di questo nel prossimo quesito.
Pronti?

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Per risolvere l’esercizio tenete conto che:


1. Non si specifica nella domanda la forma dei bollini verdi, quindi i casi favorevoli
dell’evento E1 sono 4 (bollini verdi a stella) + 3 (bollini verdi tondi)
2. Il testo chiede che si verifichi E1 oppure E2 → p(E1∪E2) = p(E1)+p(E2)

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Gli insiemi.

Cosa dobbiamo fare difronte al testo dell’esercizio? No panico, innanzitutto:


1. Tutti gli attori di serie tv sono ricchi indica che, se le persone ricche (di qualsiasi
mestiere) sono dentro il cerchio giallo, gli attori di serie tv sono certamente
dentro il cerchio verde (sottoinsieme dell’insieme giallo, cioè insieme contenuto
nell’insieme giallo)

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2. Quasi tutti gli attori di teatro sono ricchi indica che, se gli attori di teatro sono
identificati dal cerchio blu (lo scegliamo noi!), una parte sono ricchi (intersezione
tra cerchio giallo e cerchio blu), una parte non lo sono
3. Marco è un attore di teatro indica che Marco è un qualunque elemento
dell’insieme blu, ossia che potrebbe essere ricco, ma anche non esserlo (notate
che nella slides “*Marco”, cioè “l’elemento Marco”, può stare nell’area
dell’insieme blu che non interseca il giallo, oppure in quella che lo interseca) → la
risposta corretta è dunque “Marco potrebbe essere ricco”.

Biologia.
Bene, continuiamo con la sezione di Biologia. Alcuni la amano, alcuni la odiano, alcuni
sono indifferenti. La verità è che è una delle materie più affascinanti.
A patto che non abbiate prof che ve la facciano odiare, che purtroppo sono sempre più
frequenti a tutti i livelli (medie, liceo, università etc). Rimbocchiamoci le maniche, avrai
un po’ di pagine da leggere e da studiare.
Iniziamo.

Quale/i delle seguenti affermazioni riguardanti i checkpoint del ciclo cellulare


è/sono ERRATA/E?
a) sono punti di controllo tra la fase G1 e M del ciclo cellulare
b) sono garanti del corretto svolgimento delle fasi del ciclo cellulare
c) p53 è un esempio di proteina checkpoint del ciclo cellulare
d) p53 è presente tra le fasi G1 e S
e) i checkpoint possono essere anche estrinseci
Il ciclo cellulare è costituito da una serie di eventi cronologicamente ordinati che
permettono alla cellula eucariotica di crescere e di duplicarsi. Il ciclo cellulare è dunque
alla base del fenomeno di proliferazione cellulare, un processo vitale per qualsiasi cellula
eucariotica. Bisogna però tenere a mente che la divisione di una cellula è un evento
molto delicato, perché proprio in questi momenti vi è la più alta probabilità di assistere a
fenomeni mutazionali che riguardano il DNA, alterazioni della morfologia o della crescita
cellulare, così come grossolani errori di divisione della cellula stessa.
Proprio per questo motivo il ciclo cellulare è composto da diverse fasi, ciascuna delle
quali comprende diversi eventi specifici finemente controllati. Dunque il ciclo cellulare è
un processo geneticamente controllato, costituito da una serie di eventi coordinati e
dipendenti tra loro, dai quali dipende la corretta proliferazione delle cellule. Gli eventi

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molecolari che controllano il ciclo cellulare sono ordinati e direzionali: ogni processo è la
diretta conseguenza dell'evento precedente ed è la causa di quello successivo.
Ė caratterizzato da cinque fasi:
1) G1 (Gap 1) la cellula monitora le sue dimensioni e l’ambiente esterno e cresce
sintetizzando RNA e proteine
2) S (Sitesi) replicazione del materiale genetico. Il DNA passa da 2n a 4n. Una cellula
si definisce aploide se presenta un unico assetto cromosomico, ovvero possiede un
solo cromosoma per ogni tipo.
Una cellula aploide si differenzia da una cellula diploide in quanto questa ha due
patrimoni genetici, ereditati solitamente dal padre e dalla madre. Per tale motivo,
mentre per indicare una cellula diploide si usa usare la notazione 2n, per indicare
una cellula aploide si usa n.
3) G2 (Gap 2) controllo dell’avvenuta replicazione di tutti i cromosomi e una crescita
secondaria prima della mitosi. In questa fase il DNA ha un corredo 4n.
4) M (Mitosi) processo di divisione cellulare che garantisce la conservazione e la
distribuzione dello stesso numero di cromosomi da una cellula madre alle due cellule
figlie. Si compone di profase, metafase, anafase e telofase.
5) Citodieresi divisione del citoplasma Formazione di un solco in prossimità della zona
equatoriale
Alcuni tipi cellulari non si dividono più (cellule terminalmente differenziate), sono usciti
irreversibilmente dal ciclo cellulare, altre cellule entrano in uno stato di quiescienza
chiamato G0 e possono essere stimolate a lasciare G0 e a rientrare nel ciclo cellulare.
Le cellule nervose e quelle striate dei muscoli scheletrici, ad esempio, rimangono in
questo stadio per tutta la vita dell'organismo.

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La progressione del ciclo cellulare è sottoposta ad un raffinato sistema di controllo che


verifica il passaggio tra le diverse fasi. Infatti, il passaggio da una fase all’altra avviene
solo dopo la verifica di segnali biochimici indicativi delle condizioni intracellulare ed
extracellulari.
Le verifiche applicate al ciclo cellulare vengono chiamate checkpoint o punti di controllo
(risposta B corretta). Ci sono tre principali checkpoint:
a) Il checkpoint che controlla l’ingresso nella fase S (tra la fase G1 e la fase S).
Questo checkpoint controlla che il DNA sia integro e che ci siano abbastanza
nutrienti per la crescita cellulare oltre che i fattori di crescita idonei. Un non
superamento di questo controllo determina l’uscita dal ciclo cellulare e l’ingresso
della cellula in una fase G0 di quiescenza cellulare.
b) Il checkpoint che controlla l’ingresso nella fase M (tra la fase G2 e la fase M),
che controlla che il DNA non abbia subito danni o mutazioni. Se la cellula non
supera questo controllo non prosegue con la mitosi. (risposta A errata)
c) Il checkpoint che controlla il completamento della fase M (tra la metafase e la
citodieresi). Questo checkpoint controlla la progressione della mitosi, in
particolare l’interazione tra le fibre del fuso mitotico ed i diversi cromosomi, oltre
che il loro corretto allineamento lungo la zona equatoriale della cellula.
Un ruolo fondamentale nella regolazione del ciclo cellulare lo giocano senza dubbio le
cicline, delle proteine con concentrazione citosolica oscillante legata ai vari stadi del
ciclo. Le cicline associandosi agli enzimi Cdk (Cyclin dependent kinase – Chinasi ciclina-
dipendente), formano dei complessi che, grazie alla loro attività enzimatica, permettono
il superamento dei checkpoint.
Durante il ciclo cellulare, il passaggio attraverso le diverse fasi è consentito proprio
dall’azione del complesso chinasi-ciclina. La chinasi funziona solo insieme alla subunità
regolativa ciclina, per questo è chiamata chinasi ciclina-dipendente. Durante il ciclo
cellulare non è sufficiente accumulare la ciclina per attivare la Cdk, ma il complesso Cdk-
ciclina è oggetto a molteplici regolazioni.
Esistono diversi tipi di checkpoint, che si dividono in intrinseci, che agiscono in un ciclo
cellulare imperturbato ed estrinseci, che agiscono solo in risposta ad agenti esterni
(risposta E corretta).
Questi ultimi vengono attivati in presenza di situazioni esterne che mettono a rischio la
corretta progressione del ciclo cellulare. Un esempio di checkpoint estrinseco è il
checkpoint da danno al DNA. Tra questi una proteina sicuramente indispensabile è la
p53 che è una proteina definita come oncosoppressore, che interviene bloccando il
ciclo cellulare sia nella fase G1/S o nella fase G2/M. (risposte C e D corrette).

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Indicare quanti legami ad idrogeno sono complessivamente presenti in un


frammento di DNA a doppia elica di cui uno dei due filamenti è così costituito:
ATTCGAGT
a) 16
b) 24
c) 22
d) 18
e) 19
Per risolvere questo quesito è bene conoscere la struttura del DNA e la teoria della
complementarietà delle basi azotate all’interno di un frammento di DNA a doppia elica.
Le basi azotate sono composti organici eterociclici aromatici, contenenti atomi di azoto,
che prendono parte alla costituzione dei nucleotidi (frutto dell'unione di una base
azotata, un pentoso e un gruppo fosfato) che a loro volta sono le unità molecolare che
compongono gli acidi nucleici DNA e RNA. Nel DNA, le basi azotate sono: adenina,
guanina, citosina e timina; nell'RNA, sono le stesse, tranne la timina, al cui posto c'è una
base azotata chiamata uracile.
Esistono due classi di basi azotate: la classe delle basi azotate che derivano dalla
pirimidina e la classe delle basi azotate che derivano dalla purina, in particolare citosina,
timina e uracile appartengono alla classe delle basi azotate pirimidiniche; adenina e
guanina, invece, compongono la classe delle basi azotate puriniche.
Come si organizzano le basi all’interno di un nucleotide?
La base azotata di un nucleotide si unisce sempre al carbonio in posizione 1 del
pentoso corrispondente, attraverso un legame covalente N-glicosidico. Nello specifico
guanina e adenina si legano all’azoto in posizione 9, mentre citosina e timina all’azoto
in posizione 1. La combinazione di una base azotata e un pentoso forma una molecola
organica che prende il nome di nucleoside. Quindi, è l'aggiunta del gruppo fosfato che
cambia i nucleosidi in nucleotidi.
A fornire un contributo determinante alla scoperta della struttura del DNA furono il
biologo americano James Watson e il biologo inglese Francis Crick, nel 1953. Il DNA è
una macromolecola biologica costituita da due filamenti che non sono altro che polimeri
di nucleotidi, avvolti strettamente l’uno all’altro a formare una doppia elica.
Questi filamenti sono orientati in senso antiparallelo ed è importante sottolineare che i
nucleotidi che li costituiscono hanno una disposizione tale, per cui le basi azotate sono
orientate verso l'asse centrale (verso l’interno) di ciascuna spirale, mentre i pentosi e i
gruppi fosfato formano l'impalcatura esterna di quest'ultime, e sono dunque rivolte
verso l’esterno.

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In questo modo le basi azotate di ciascun filamento sono in grado di interagire


e di legarsi con la propria ‘gemella’ nel filamento opposto tramite legami ad
idrogeno.
L'appaiamento tra basi azotate è altamente specifico. Infatti l'adenina si unisce soltanto
alla timina, mentre la citosina si lega soltanto alla guanina. Questo concetto molto
importante è definito con il termine di “complementarietà tra basi azotate”, per indicare
l'univocità di legame dell'adenina con la timina e della citosina con la guanina.
L'individuazione degli appaiamenti complementari tra basi azotate rappresentò la chiave
di volta, per spiegare le dimensioni fisiche del DNA e la particolare stabilità di cui
godono i due filamenti polinucleotidici.
Ad unire due basi azotate in una molecola di DNA sono una serie di legami chimici, noti
come legami a idrogeno. Adenina e timina interagiscono tra loro per mezzo di due
legami a idrogeno, mentre guanina e citosina per mezzo di tre legami a idrogeno.
Conoscendo ora la teoria alla base dell’abbaiamento delle basi azotate all’interno di una
doppia elica di DNA per risolvere il quesito proposto sarà sufficiente svolgere due
passaggi:
1) Individuare il filamento complementare al tratto proposto dal quesito. E questo lo
possiamo fare sapendo che la timina è complementare dell’adenina (e viceversa)
e la citosina è complementare della guanina (e viceversa). Su queste basi il
filamento complementare sarà:
TAAGCTCA
2) Sommare i legami ad idrogeno che sono presenti tra le basi complementari di
tale filamento. Questo lo possiamo fare sapendo che tra timina e adenina sono
presenti 2 legami ad idrogeno mentre tra citosina e guanina 3. A questo punto
basta fare la somma e avremo
2+2+2+3+3+2+3+2= 19 (risposta corretta E)

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Indica la resa complessiva di due glicolisi complete e una glicolisi interrotta


dopo le prime quattro reazioni considerando inoltre che al termine ciascuna
glicolisi si assiste al completamento di un ciclo degli acidi tricarbossilici:
a) 2 NADH + 2 piruvato + 2 ATP + 2 H2O + 2 H
b) 3 NADH + 2 FADH2 + 10 ATP + 1 GTP + 3 CO2
c) 20 NADH + 4 FADH2 + 4 piruvati+ 12 CO2 + 2 ATP + 4 GTP + 4
H+
d) 10 NADH + 3 piruvati + 5 ATP + 2 GTP + 2 FADH2 + 4CO2 + 4H+
e) 10 NADH + 4 piruvati + 4 ATP + 2 GTP + 2 FADH2 + 4CO2 + 4H+

Questo quesito può apparire piuttosto complicato, ma è risolvibile tenendo a mente le


basi teoriche riguardanti glicolisi e ciclo di Krebs (ciclo degli acidi tricarbossilici).
La glicolisi è un processo biochimico costituito da 10 tappe enzimatiche specifiche, in
cui cioè ciascuna reazione è catalizzata da un proprio enzima, che ha lo scopo di
convertire una molecola di glucosio in due molecole di piruvato con guadagno di ATP e
di coenzimi ridotti.
Le varie tappe della glicolisi sono sequenziali e ordinate, e il prodotto di una reazione
diviene il substrato di quella successiva.
E' un processo completamente citoplasmatico, poiché tutti gli enzimi si trovano nel
citoplasma. La glicolisi può essere grossolanamente divisa in due grandi parti: una prima
fase preparatoria e non ossidativa e una seconda fase ossidativa in cui si ha la maggior
produzione di ATP. In particolare la fase preparatoria è definita endoergonica in quanto
è una fase di ‘energizzazione’ dei vari substrati presenti nelle prime cinque tappe. In
questa fase infatti vengono investite dalle cellule 2 molecole di ATP che vengono
utilizzate per fosforilare (per trasferire un gruppo fosfato da una molecola ad un’altra) il
glucosio e il fruttosio 6 fosfato rispettivamente. Questo processo può apparire
controproducente, ma in realtà il processo di fosforilazione di queste molecole permette
non solo di mantenere le stesse all’interno della cellula impedendo che fuoriescano
causando l’interruzione della glicolisi, ma anche di immagazzinare nelle molecole stesse
energia metabolica che permetterà una resa energetica migliore. La seconda fase
invece, quella ossidativa, è quella in cui si ha un vero e proprio guadagno di ATP
(esoergonica), che permette in ultima analisi di calcolare la resa complessiva della
glicolisi.

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Nell’immagine qui in basso sono indicate nel dettaglio tutte le tappe del processo
glicolitico, e per ciascuna sono indicate substrati, prodotti e enzimi che catalizzano la
reazione.

La reazione completa di una glicolisi è la seguente:


Glucosio + 2 NAD+ + 2 ADP + 2 Pi → 2 NADH + 2 piruvato + 2 ATP + 2 H2O
+ 2 H+.
Il quesito comincia chiedendo la resa di due glicolisi complete e di una glicolisi interrotta
dopo le prime 4 reazioni. Ora che conosciamo la resa di una glicolisi completa e che
sappiamo che la prima fase della glicolisi è quella di investimento energetico (in cui
vengono investite 2 ATP), non ci resta che moltiplicare per due (quante sono appunto
le glicolisi complete) la resa indicata sopra, ricordando di sottrarre a questo 2 molecole
di ATP della glicolisi interrotta a metà.
Dunque per quanto riguarda le due glicolisi e mezza la resa sarà: 4 NADH + 4 piruvato
+ 2 ATP + 4 H2O + 4 H+
Affrontiamo ora la seconda parte del quesito che tratta del ciclo degli acidi tricarbossilici
(ciclo di Krebs).

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Il ciclo di Krebs è anche chiamato ciclo degli acidi tricarbossilici e utilizza come
metabolita di partenza l'acetil coezima A, che si ottiene per azione della piruvato
deidrogenasi sul piruvato prodotto dalla glicolisi.
Dal ciclo di Krebs si ottengono ATP e potere riducente; il potere riducente viene inviato
alla catena respiratoria dove NADH e FADH2 vengono ossidati rispettivamente a NAD+
e FAD: il potere riducente viene ceduto, lungo la catena respiratoria, a dei sistemi di
accoppiamento dai quali viene prodotto ulteriore ATP.
In particolare la decarbossilazione ossidativa del piruvato è un processo metabolico che
converte il piruvato prodotto dalla glicolisi in acetil-coenzima A, substrato del ciclo di
Krebs. Per questo motivo, tale processo è a tutti gli effetti la via di collegamento tra
queste due vie metaboliche e, di conseguenza, una parte fondamentale
del catabolismo dei carboidrati.
La reazione ha luogo a livello del mitocondrio, all'interno del quale il piruvato viene
trasportato attivamente nella matrice mitocondriale mediante trasporto attivo secondario
sfruttando il gradiente protonico instauratosi a cavallo della membrana interna del
mitocondrio. È catalizzata dal complesso enzimatico della piruvato deidrogenasi.
Si forma 1CO2, 1acetil coA e 1NADH
La resa della decarbossilazione ossidativa deve essere quindi tenuta in considerazione
nel conteggio ai fini della risoluzione del quesito. In particolare dovremo moltiplicare tale
resa per 4, in quante sono solo 2 le glicolisi che sono state portate a termine e dunque
avremo a disposizione 4 piruvati per altrettante reazioni di decarbossilazione ossidativa.
Quindi terremo in considerazione la formazione di 4NADH e 4CO2.

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(l’immagine è esplicativa riguardo alle reazioni del ciclo)


All’interno del ciclo possiamo notare 4 processi di ossidazione, 3 mediati dalla
formazione di NADH e uno mediato da produzione FADH2. Pertanto il bilancio
energetico per ogni acetil coA che entra nel ciclo è:
3 NADH + 1 FADH2 + 2 CO2 + 1 GTP
Ai fini del quesito dobbiamo però moltiplicare tale resa x4, in quanto i piruvato che
abbiamo a disposizione per essere trasformati in Acetil Coa sono appunto 4, due per
ciascuna glicolisi che è stata portata a termine (due appunto).
Dunque anche in questo caso abbiamo: 12 NADH + 4 FADH2 + 8 CO2 + 4 GTP.
A questo punto per rispondere al quesito non ci resta che sommare tutto cio che
abbiamo calcolato fino ad ora:
4 NADH + 4 piruvato + 2 ATP + 4 H2O + 4 H+
4NADH e 4CO2
12 NADH + 4 FADH2 + 8 CO2 + 4 GTP
La risposta corretta è 20 NADH + 4 FADH2 + 4 PIRUVATO + 12 CO2 + 2 ATP + 4
GTP + 4 H+
Altro giro, altro quiz.
Indicare quante arterie coronarie sono presenti nel cuore di un essere umano:
a) 4
b) 5
c) 3
d) 2
e) 7
Le coronarie sono le due (risposta corretta D) arterie del corpo umano, che hanno
l'importante compito di ossigenare il tessuto muscolare del cuore, al fine di mantenere
in salute quest'ultimo e ottimizzarne indirettamente la funzionalità.
Le due coronarie nascono dall'aorta ascendente, per la precisione in un tratto chiamato
radice aortica, e si distribuiscono una sulla porzione destra del cuore (arteria coronaria
destra) e una sulla porzione sinistra del cuore (arteria coronaria sinistra).
Come abbiamo detto le coronarie nascono in corrispondenza del primissimo tratto
dell'aorta ascendente, tratto che è conosciuto come radice aortica e che presenta 3
caratteristiche insenature note come seni aortici. Più nello specifico, la coronaria sinistra
origina dal cosiddetto seno aortico anteriore della radice aortica, mentre la coronarie
destra trae origine dal cosiddetto seno aortico posteriore sinistro della radice aortica.
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Dal seno aortico posteriore, la coronaria destra si porta verso la sezione destra del
cuore e, con un orientamento infero-diagonale, imbocca e transita attraverso il
cosiddetto solco coronarico destro, fino a raggiungere la crux cordis, che è il solco
cruciforme che si forma sulla parte inferiore del lato posteriore dal cuore, per effetto
dell'incontro tra i solchi coronarici (linea di separazione tra un atrio e il suo ventricolo
sottostante) e il setto interventricolare (lamina di tessuto cardiaco che separa i due
ventricoli).
Nel seguire il suddetto percorso (solco coronarico destro – crux cordis), la coronaria
destra emette 3 branche collaterali, che, nello specifico, sono:
1) L'arteria discendente posteriore destra (o arteria interventricolare posteriore)
2) L'arteria del nodo seno-atriale e del nodo atrio-ventricolare. Questa branca della
coronaria destra si dirige laddove il cuore presenta il suo sistema di conduzione
elettrica (pacemaker).
3) L'arteria marginale destra
Per quanto riguarda invece la coronaria di sinistra a partire dal seno aortico anteriore,
l'arteria coronaria sinistra si porta verso la sezione sinistra del cuore e, con un
orientamento infero-diagonale, s'incunea nel solco coronarico sinistro per circa 20
millimetri; dopodiché, interrompe il proprio decorso, dividendosi in due branche, che
sono:
1) L'arteria discendente anteriore sinistra (o arteria interventricolare anteriore).
2) L’arteria circonflessa sinistra

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Indicare quale/i affermazione/i riguardanti l’aldosterone è/sono corrette


1. È un ormone peptidico
2. È responsabile della regolazione della concentrazione di K+
3. Agisce prevalentemente sulla volemia
a)1 e 2
b)2 e 3
c)Solo 1
d)1 e 3
e)Solo 2
L'aldosterone è un ormone steroideo capostipite della famiglia dei mineralcorticoidi
prodotto dalle ghiandole surrenali, in particolare dalla zona glomerulare, con lo scopo di
regolarizzare i livelli di sodio, di potassio ed è indispensabile per la regolazione del
volume dei liquidi extracellulari (risposta corretta B).
Più specificatamente, agendo soprattutto a livello renale, l'aldosterone: aumenta il
riassorbimento del sodio nel tubulo distale e nel dotto collettore e aumenta
l'eliminazione di potassio ed idrogenioni. Proprio per questo motivo è definito sodio
ritentivo e potassio espulsivo. Allo scopo di capire perche l’aldosterone sia cosi
importate nel nostro organismo è bene spiegare quali sono gli stimoli che ne inducono il
rilascio:
1) iperpotassiemia (elevata concentrazione di potassio nel sangue)
2) iponatremia (ridotta concentrazione plasmatica di sodio)
3) ipovolemia
4) ipotensione
Questi ultimi due stimoli sono spiegati dal fatto che la ritenzione di sodio
aumenta il volume di sangue circolante e con esso la pressione arteriosa e la
ritenzione di liquidi.
Uno stimolo molto importante è inoltre la costrizione dell’arteriola afferente, costituente
del glomerulo renale. Questo meccanismo di controllo è mediato dal sistema renina-
angiotensina-aldosterone (RAAS).
Questo complesso sistema presiede alla regolazione della pressione arteriosa, cioè della
forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, da cui dipende l'adeguata
perfusione di sangue a tutti i distretti corporei.
Il RAAS agisce da un lato incrementando il volume del sangue (attraverso lo stimolo su
sintesi e rilascio di aldosterone dalla corteccia surrenale), e dall'altro inducendo
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vasocostrizione (ovvero riducendo il calibro dei vasi). ll centro di controllo primario del
sistema renina-angiotensina si trova a livello renale, e più precisamente nelle cellule
dell'apparato iuxtaglomerulare, dove viene prodotto e immagazzinato l'ormone
proteolitico renina (mi raccomando ricordate che la renina è un enzima).
Il suo effetto biologico lo porta ad agire su una proteina plasmatica sintetizzata dal
fegato, chiamata angiotensinogeno, trasformandola in angiotensina I. Questa proteina
ematica viene a sua volta trasformata da un enzima di conversione prodotto a livello
delle cellule endoteliali dei capillari polmonari (il cosiddetto ACE, acronimo di
Angiotensin Converting Enzyme) in angiotensina II.
L’angiotensina II in modo particolare agisce su una grande varietà di recettori identificati
come AT, e così facendo è in grado di:
1) favorire la contrazione delle arteriole (con aumento della pressione arteriosa
come abbiamo detto prima).
2) Stimolare il centro della sete, che si trova a livello ipotalamico. In questo modo si
introducono liquidi con lo scopo di aumentare la volemia
3) Stimolare la secrezione di aldosterone a livello della zona glomerulata della
corticale del surrene con lo scopo di riassorbire una grande quantità di sodio
filtrato a livello renale e di conseguenza di riassorbire acqua, che esattamente
come prima aumenterà la volemia. In pratica l’aldosterone aumenta il
riassorbimento di sodio e cosi facendo sposta acqua dal rene al sangue
impedendo a questa di diventare urina, e quindi di andare ‘persa’.
Il sistema renina-angiotensina viene quindi attivato ogni qualvolta si verificano in modo
acuto condizioni che portano ad una notevole caduta dei valori pressori, ad esempio un
trauma con perdita di sangue, o più semplicemente stati di disidratazione.

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Chimica.
Continuiamo, imperterriti, alla scoperta delle terre chimicose.

Quale delle seguenti sequenze è ordinata secondo numeri di ossidazione


crescenti per l’azoto?
A) HNO3 HNO2 N2O4
B) N2O4 HNO3 HNO2
C) HNO3 N 2 O4 HNO2
D) NO N2O4 HNO2
E) N2H4 NO HNO2
Definizione: per numero di ossidazione si intende la carica che l’atomo assumerebbe se
i doppietti elettronici di legame venissero assegnati sempre all’atomo più elettronegativo
tra quelli coinvolti nel legame.
Per elettronegatività si intende la tendenza ad attrarre a sé gli elettroni di legame (e-
coinvolti nel legame). È una tendenza periodica che aumenta lungo i periodi da sinistra
a destra e diminuisce lungo i gruppi dall’alto verso il basso.
N - azoto, è del gruppo VA (o 13)

Regole per la determinazione del numero di ossidazione:


❖ Gli atomi di un elemento nel suo stato elementare (per esempio H2, S8 o Ar)
hanno n° ox=O
❖ L’ idrogeno ha generalmente n° ox=+1, tranne quando è legato ad un non
metallo (in KH, K=+1 e H=-1 perché i non metalli sono meno elettronegativi
dell’H).

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❖ I composti del IA e IIA hanno rispettivamente n°ox +1 e +2.


❖ I cationi monoatomici e gli anioni monoatomici hanno n°ox pari alla carica dello
ione (n° ox Ca2+ =+2; n°ox di Cl-= -1).
❖ Il fluoro, elemento più elettronegativo, ha n°ox sempre pari a -1.
❖ L’ossigeno ha generalmente n°ox=-2, tranne che nei perossidi (H2O2 ) dove ha
n°ox=-1, nei superossidi (composti dell’ossigeno con i metalli alcalini - KO2)
dove assume n°ox -1/2. caso particolare OF 2, dove assume n°ox +2.
❖ In un composto la somma algebrica dei numeri di ossidazione degli atomi o degli
ioni che lo costituiscono è sempre uguale a zero.
❖ In uno ione poliatomico la somma algebrica dei numeri di ossidazione degli atomi
che lo costituiscono è uguale alla carica dello ione ([Cl-O]- -> n°ox ossigeno= -2,
n°ox Cl= +1 cosicché la loro somma sia -1)

• NO
N°ox ossigeno= -2; N° ox azoto= +2
• N2O4
N° ox ossigeno= -2. Questa volta però abbiamo 4 atomi di ossigeno, quindi -2x4= -8
(carica totale dell’ossigeno). Quanto vale n°ox azoto? Abbiamo 2 atomi di azoto, che
devono eguagliare un totale di -8 di carica. Ogni atomo di azoto quindi ha n°ox +4,
cosicché +4x2=+8 (ricorda: la somma dei numeri di ossidazione degli atomi in una
molecola neutra è 0).
• N2 H4
N°ox idrogeno= +1, abbiamo 4 atomi quindi +1x4= +4 (carica totale degli idrogeni-
gli idrogeni contribuiscono per una carica positiva di +4).
N°ox azoto: dobbiamo arrivare con due atomi di azoto ad una carica di +4, quindi ogni
azoto avrà n°ox= -2 (-2x2=-4 -> -4+4=0).
• HNO2
N°ox idrogeno= +1; n°ox ossigeno= -2 (-2x2=-4 come carica formale totale
sull’ossigeno). Per calcolare n°ox azoto basta sommare i contributi degli atomi di
idrogeno e ossigeno: +1-4=-3. L’unico atomo di azoto deve rendere 0 la carica totale,
quindi deve assumere n°ox= +3
• HNO3
N°ox idrogeno= +1; n°ox ossigeno= -2 (-2x3=-6 come carica formale totale
sull’ossigeno). Sommiamo i contributi degli atomi di idrogeno e ossigeno: +1-6=-5.

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L’unico atomo di azoto deve rendere 0 la carica totale, quindi deve assumere n°ox=
+5.
Risposta corretta E.

Una soluzione contiene 10g di HNO3 (P.M. 63 g/mol) in 500 mL di soluzione.


Qual è il pH della soluzione?
A) Circa 0.5
B) 1.25
C) 6.48
D) 13.5
E) Quesito senza soluzione univoca/corretta

HNO3 è un composto ternario, ossiacido, cioè un acido (monoprotico) forte.


Acido secondo Brønsted-Lowry: qualsiasi specie che dona H+ (equilibrio acido base,
base è accettore di H+).
È utile ricordare che gli acidi forti sono tutti gli acidi alogenidrici HCl, HBr, HI (ecceto HF,
debole) e tutti gli ossiacidi (composti di H+NoMe+O) con un numero di ossigeni che
supera di 2 il numero di H. Un acido forte, in soluzione, è completamente dissociato in
ioni.
Secondo B-L esiste un equilibrio acido base tale per cui:
Acido+ Base ⇄ Base coniugata (acido) + Acido coniugato (base)
HCl+H2O ⇄ Cl- + H3O+

Definizione: il pH di una soluzione è –log[H3O+], espressa in mol/L


pH=–log[H3O+]

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Soluzione acida: [H3O+]>[OH-], ovvero [H3O+]>1x10-


7
M – pH<7
Soluzione basica: [H3O+]<[OH-], ovvero
[H3O+]<1x10-7 M – pH>7
Soluzione neutra: [H3O+]=[OH-] – pH=7
Relazioni utili:
• pH+pOH=14
• Kw= prodotto ionico dell’acqua= [H3O+]x[OH-]=10-14 a 25 gradi (è un valore
costante non solo nell’acqua pura ma in tutte le soluzioni acquose).
L’ acido nitrico in soluzione dissocia completamente, cioè per ogni mole di acido si
forma una mole di ione H3O+ per cui [H3O+]eq=[Ca]in
Per risolvere il quesito occorre determinare il numero di moli (n) dell’acido nitrico:
nHNO3= m(g)/P.M. (g/mol) = 10g/63 (g/mol)=0.15 mol (circa).
Una volta fatto ciò, calcoliamo la concentrazione molare dell’acido nitrico:
MHNO3= n(mol)/V(L) = 0.15 mol/O,5L= 0.3 mol/L
La concentrazione degli ioni idronio è uguale a quella dell’acido nitrico.
Calcoliamo il pH con la definizione:
pH= -log [H3O+]= -log [0.3]= -log[3/10]= -log(3)-log(10)= 1-log(3)
Il log(3) è un numero compreso fra 0 e 1, quindi l’unica soluzione attendibile è la A.
Risposta corretta A.
Per completezza di ragionamento:
❖ Una base forte libera moli ioni OH- pari alla concentrazione iniziale della base
(definizione di base di Arrhenius: una base è una sostanza che in acqua si
dissocia in ioni OH-).
❖ Acidi e basi deboli in acqua si dissociano debolmente nei loro ioni, quindi la
concentrazione di H3O+ o di OH- è minore della concentrazione iniziale dell’acido
[Ca] o della base [Cb].
Valgono le seguenti relazioni per acidi e basi deboli:
❖ [H3O+]= √ [Ca] x Ka ; [OH-]= √ [Cb] x Kb
❖ Ka e Kb sono le costanti di dissociazione acida e basica (fornite dal testo)
❖ Ka x Kb = Kw

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Quale delle seguenti condizioni favorisce il procedere verso destra della


reazione all’equilibrio:
H2(g) + I2(g) ⇄ 2HI(g)
A) Sottrazione di I2 gassoso
B) Diminuzione della pressione
C) Aggiunta di I2 gassoso
D) Aggiunta di HI gassoso
E) Aumento del volume
Equilibrio chimico: per definizione l’equilibrio chimico in una reazione chimica si
raggiunge quando le concentrazioni dei reagenti e dei prodotti rimangono costanti nel
tempo e la velocità della reazione diretta eguaglia la velocità della reazione inversa.
[R]eq≠[P]eq!
Infatti all’inizio di una reazione chimica sono presenti solo i reagenti; man mano che i
reagenti si urtano efficacemente si formano i prodotti ([P] aumenta, [R] diminuisce).
Quando si raggiunge l’equilibrio, il numero di molecole di reagenti che si trasforma in
prodotto eguaglia il numero di molecole di prodotti che si trasformano in reagenti!
All’ equilibrio è costante il rapporto tra il prodotto delle concentrazioni dei prodotti
elevati al proprio coefficiente stechiometrico e il prodotto delle concentrazioni dei
reagenti elevati al proprio coefficiente stechiometrico. Tale valore è Kc, costante che
dipende solo dalla temperatura.
[𝐻𝐼]2
Kc=[𝐻2]𝑥[𝐼2]

Queste sono concentrazioni all’equilibrio.


Se Kc è alta (>1) una quantità elevata di reagenti si trasforma in prodotti, mentre se la
costante di equilibrio è bassa (<1) solo una piccola quantità di reagenti si trasforma in
prodotti.

Principio di Le Châtelier: se perturbato, un sistema chimico reagisce alle variazioni a cui


è sottoposto, in modo da annullarne gli effetti e raggiungere un nuovo stato di
equilibrio; la Kc non varia, se non vi è una variazione di temperatura!
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A(g) + B(g) ⇄ C(g) + D(g)


• Un aumento delle concentrazioni dei reagenti o una diminuzione della
concentrazione dei prodotti sposta l’equilibrio verso destra.
• Una diminuzione della concentrazione dei reagenti o un aumento della
concentrazione dei prodotti, sposta l’equilibrio a sinistra.
Risposta corretta C.
• Se i componenti sono in fase gassosa, un aumento della pressione (o una
diminuzione del volume) sposta l’equilibrio dove vi sono meno moli; una
diminuzione della pressione (o un aumento del volume), sposta l’equilibrio dove
vi sono più moli.
• Quando ∆n=0, una perturbazione di pressione o volume non modifica l’equilibrio.
• Un’ aggiunta di un gas inerte, non fa variare la posizione di equilibrio
Se la reazione è in fase eterogenea (sono presenti tra reagenti e prodotti fasi solide e
liquide oltre a quelle gassose), NON consideriamo i componenti che non siano gas.
C(s) + 2H20(g) ⇄ CO2 (g) + 2H2 (g)
• Variazione di temperatura: questa perturbazione porta l’equilibrio a spostarsi ma
ne modifica il valore di Kc
• Consideriamo il calore «q» come reagente o prodotto: valgono le leggi sulla
diminuzione o sull’aumento di R e P.
• A(g) + B(g) ⇄ C(g) + q r. esotermica con ∆H<O. Aumentando la T, l’equilibrio si
sposta verso i reagenti, il valore di Kc diminuisce; diminuendo la T sposta
l’equilibrio verso i prodotti, Kc aumenta.
• A(g) + q ⇄ C(g) + D(g) r. endotermica con ∆H>O. Aumentando la T, l’equilibrio
si sposta verso i prodotti, Kc aumenta; diminuendo T, l’equilibrio si sposta verso i
reagenti, Kc diminuisce.
• Aumentando la temperatura, viene quindi sempre favorita la reazione
endotermica (che sia inversa o diretta)!

Quale delle seguenti sequenze è ordinata secondo angoli di legame fra atomi
decrescente?
A) CO2 CH4 BF3
B) NH3 CH4 CO2
C) CH4 NH3 H20
D) H2O CH4 SO3

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E) Quesito senza soluzione univoca e/o corretta


• La teoria VSEPR (Valence Shell Electron Pair Repulsion) definisce la geometria
delle molecole, è necessaria per valutare la disposizione spaziale degli atomi in
una molecola e gli angoli di legame. La geometria determina alcune delle
proprietà chimiche, come ad esempio la polarità.
• L’angolo di legame, misurato in gradi, è l’angolo formato dai nuclei di atomi
circostanti ad un atomo centrale. Una molecola poliatomica (o ione) possono
essere rappresentati con la formula generale
AXnEm
Dove A è l’atomo centrale, X un atomo circostante, E è un doppietto elettronico, n e m
sono numeri interi che indicano il numero di doppietti condivisi (impegnati nel legame
A-X, n) e il numero di doppietti «non condivisi» o liberi posti sull’atomo centrale (m).
❖ Le coppie si dispongono per minimizzare la repulsione
❖ Esistono 5 famiglie

• Due coppie elettroniche; geometria lineare – AX2


Una molecola con 2 atomi laterali legati ad un atomo centrale possiede una geometria
lineare. La disposizione lineare prevede che tra il nucleo di A e i nuclei di X vi sia un
angolo di legame di 180 gradi. (CO2, HCN, NO2+).
• Tre coppie elettroniche; geometria planare trigonale – AX3 o AX2E
Si suddivide dunque in due sottoclassi.
- Planare trigonale: in una molecola o ione di tipo AX3, l’atomo centrale è legato a tre
atomi che si dispongono lungo i vertici di un triangolo equilatero. Tra i nuclei vi sono
angoli di legame di 120 gradi. (BF3, SO3, NO3-).
- Piegata (o angolare): in una molecola o ione di tipo AX2E, due atomi sono legati
all’atomo centrale, ma su di esso vi è un doppietto elettronico solitario che schiaccia
l’angolo di legame, cioè crea una repulsione con i doppietti che partecipano al legame.
L’angolo di legame è inferiore a 120 gradi, tipicamente 116 gradi. (SO2, O3).
• Quattro coppie elettroniche; geometria tetraedrica – AX4, AX3E e AX2E2
Si divide in 3 sottoclassi
-Tetraedrica: in una molecola o ione di tipo AX4 l’atomo centrale è legato a quattro
atomi disposti lungo i vertici di un tetraedro. Gli angoli di legame sono di 109,5 gradi.
(CH4, NH4+).
-Piramidale trigonale : in una molecola o ione di tipo AX3E, uno dei vertici del tetraedro è
occupato dal doppietto libero (o non condiviso) posto sull’atomo centrale, che è legato

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a tre atomi. Le repulsioni elettroniche tra doppietti solitari e di legame, schiacciano


l’angolo di legame a 107 gradi. (NH3, H3O+).
-Piegata (o angolare) : in una molecola o ione di tipo AX2E2, due vertici del tetraedro
sono occupati da doppietti elettronici liberi posti sull’atomo centrale, che è legato a due
atomi. I doppietti, ancora una volta, schiacciano l’angolo di legame a 104,5 gradi.
(H2O, ClO2-). Risposta corretta C.

• Cinque coppie elettroniche; geometria bipiramidale trigonale – AX5 (AX4E, AX3E2


e AX2E3).
-Bipiramidale trigonale: in una molecola o ione di tipo AX5 l’atomo centrale è legato a
cinque atomi disposti lungo i vertici di una doppia piramide (sopra e sotto). Gli
angoli di legame sono di 90, 120 e 180 gradi. (PCl5).
• Sei coppie elettroniche; geometria ottaedrica– AX6
- ottaedrica: in una molecola o ione di tipo AX6 l’atomo centrale è legato a sei
atomi disposti lungo un ottaedro. Gli angoli di legame sono di 90 e 180 gradi.
(SF6).

Un chimico ha disposizione in bottiglia una soluzione di H 2SO4(P.M. 98 g/mol)


al 70%m (d= 1.80 g/mL), deve preparare una soluzione di 1L di
concentrazione 0.1 M. Quanti mL di soluzione in bottiglia devo prelevare e
portare a volume (aggiungere acqua fino ad ottenere un litro)?
A) 20 mL circa
B) 50 mL
C) 8 mL circa
D) 100 mL

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E) Non è possibile rispondere alla domanda

Definizione: la concentrazione di una soluzione esprime la quantità di soluto contenuta


in una determinata quantità di soluzione o di solvente. Può essere espressa in unità
fisiche (percentuale in massa, in massa su volume, in volume) o in unità chimiche
(molarità, frazione molare, molalità o normalità).
Nel quesito l’idea è quella di trasformare la percentuale in massa in una concentrazione
molare.
𝑚 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑔)
C%m/m= x100
𝑚 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑔)
𝑛 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑙)
M= molarità= esprime la quantità di moli n di soluto in 1L di
𝑉 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝐿)
soluzione.
Soluto : elemento della soluzione presente in minore quantità.
Solvente : elemento della soluzione presente in maggiore quantità (di solito acqua).
Per risolvere il quesito, occorre considerare che, prima e dopo la diluizione, il numero di
moli del soluto non varia => n (soluto) f = n (soluto) i  Mi x Vi= Mf x Vf
Domanda chiave: quanti mL della soluzione in bottiglia devo prelevare, cioè quanti mL di
soluzione contengono esattamente 0.1 mol di H2SO4 in 1L?
Conoscendo la molarità iniziale (nascosta dietro al dato della C%m/m ) e la molarità
finale che vogliamo ottenere (0.1 M significa 0.1 mol/1L di soluzione), e il volume
finale (1L di soluzione), basta risolvere l’equazione precedente esplicitando il volume
iniziale da prelevare Vi = Mf x Vf / Mi
Una volta prelevato il V iniziale dalla bottiglia, aggiungiamo acqua fino a raggiungere un
litro – in questo modo aiuteremo il chimico a preparare la soluzione voluta.
Partiamo dal dato della densità: ci chiediamo quanto «pesa» 1L di soluzione.
Ricordando che 1L= 1000ml (il testo ci fornisce la densità in g/mL), calcoliamo la
massa della soluzione.
𝑔 1000 𝑚𝐿
d= m/V  m= dxV= 1.80 x = 1800 g (un litro di soluzione di acido
𝑚𝐿 1𝐿
solforico ha una massa di 1800g).
Ricorro ora alla C%m/m perché vogliamo trovare i g di H2SO4 contenuti in questi 1800 g
di soluzione.
𝑚 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑔)
C%m/m = x100 
𝑚 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑔)
C%m/m x 𝑚 (𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑔) 70
m (soluto in g) = = 100 ⋅ 1800 = 1260 g H2SO4
100

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Ora calcoliamo la Molarità della soluzione (moli di acido solforico diviso 1L di


soluzione). Per fare questo, calcoliamo:
n H2SO4= m (g) / P.M. (g/mol) = 1260 g/98 g/mol = 12.6 mol circa di H2SO4
(approssimiamo a 100 g/mol).
Abbiamo ottenuto quindi 12.6 mol di acido, che diviso 1L di soluzione danno una
molarità M= 12.6 mol/L (o M) – questa è la molarità iniziale di acido Mi
Calcoliamo il volume iniziale da prelevare:
Vi = Mf x Vf / Mi = 0.1 M x 1000ml /12.6 M = 7.98 mL
Dobbiamo prevelare 7.98 mL dalla bottiglia, e portare a volume di 1L con solvente
puro, acqua.
Risposta corretta C.

Matematica.
Bene, quasi finito. Let’s do some math!

In un piano cartesiano quale delle seguenti rette è parallela a quella passante


per i punti A ( 1; 1 ) e B ( 3;2) ?

a. 4y+2x-4=0
b. y+x+1 =0
c. 2y-4x-1=0
d. 2y-x+2=0
e. 3y+3x -1=0

Le rette.
Una retta è un insieme di punti del piano cartesiano che verificano un’equazione.
L’equazione della retta può essere scritta come
ay + bx + c=0 (forma implicita)
Oppure come
y= mx + q (forma esplicita)

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Si può facilmente passare dall’una all’altra e ogni retta è individuata da una sola
equazione

y= 2x+1 (forma esplicita)

sposto tutti i fattori dallo stesso lato dell’uguale:

y-2x-1=0 (forma implicita)

Per rappresentare una retta assegno valori arbitrari a x (asse orizzontale) e risolvendo
l’equazione trovo quanto vale la y (asse verticale)

Il coefficiente angolare.
Il coefficiente angolare (m) è il numero che moltiplica la x quando la retta è scritta in
forma esplicita (y= mx+q):

y= 2x+1 ha coefficiente 2

Per trovare il coefficiente di una retta scritta in forma implicita, la trasformo prima in
esplicita:
2y- x+4 = 0

2y= x+4 (isolo la y e quello che la moltiplica)

Pro-Med.
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2y x+4
= (divido entrambi i membri per il numero che moltiplica la y, per il secondo
2 2
principio di equivalenza)

x+4
y= (divido entrambi gli addendi a numeratore per il denominatore)
2

x 4
y= +
2 2

x 1
y= +2 (qui il coefficiente è )
2 2

Il coefficiente angolare mi indica di quanto è inclinata la retta: il coefficiente della retta


blu sarà maggiore di quello della retta arancione.

Una retta (es. la verde) può anche avere coefficiente negativo.

Rette parallele e perpendicolari.


Due rette sono perpendicolari quando il loro coefficiente angolare (m) è l’uno l’opposto
1
del reciproco dell’altro (Es. 2 e e - ).
2

Due rette sono parallele quando hanno lo stesso coefficiente angolare (Es. -3 e -3).

Ricordiamo che una retta del tipo y= 2 ha coefficiente 0 , ma sarà perpendicolare a


tutte le rette del tipo x=n (n è un numero qualsiasi) e parallela a tutte le rette del tipo
y=n.

N.B. Ogni retta ha infinite rette perpendicolari, tutte con lo stesso coefficiente
(inclinazione) ma passanti per punti diversi.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Risoluzione.
• Cerco la retta passante per A (1;1) e B (3;2)
• Ricavo il coefficiente della retta
• Il coefficiente deve essere lo stesso della parallela, quindi lo confronto con i
coefficienti delle rette delle varie opzioni.

Per trovare l’equazione di una retta passante per due punti sfrutto una formula della
geometria analitica :

𝑦−𝑦𝐴 𝑥−𝑥𝐴
=
𝑦𝐵−𝑦𝐴 𝑥𝐵−𝑥𝐴

𝑦−𝑦𝐴 𝑥−𝑥𝐴
Sostituisco le coordinate ( A (1;1) , B (3;2) ) alla formula =
𝑦𝐵−𝑦𝐴 𝑥𝐵−𝑥𝐴
, e ottengo:

𝑦−1 𝑥−1
=
2−1 3−1

𝑦−1 𝑥−1
Risolvo:
1
= 2
-> moltiplico per 2 entrambi e a destra semplifico

2(y-1)= x-1

2y-2 =x-1, isolo la y

2y= x+1
𝑥+1
y= , divido entrambi per il divisore
2

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

𝑥 1 1
y= + (coefficiente= )
2 2 2

1
Il coefficiente della retta per A e B è , e la parallela avrà lo stesso coefficiente, per cui
2
verifico i coefficienti delle rette delle opzioni:
−2𝑥+4 −2𝑥 4 −1
a. 4y+2x-4=0 -> y= -> y= + (1) m= (NO)(semplifico 2 e 4)
4 4 4 2

b. y+x+1 =0 -> y= −𝑥 − 1 m= -1 (NO)


+4𝑥+1 4𝑥 1
c. 2y-4x-1=0 -> y= -> y= + m= 2 (NO)
2 2 2

+𝑥 −2 𝑥 2 1
d. 2y-x+2=0 -> y= -> y= - m= (SI)
2 2 2 2

e. y+3x -1=0 -> y= -3x+1 m= -3 (NO)

Risposta esatta: D

In uno scaffale ci sono 16 libri di fiabe con un numero medio di 30 pagine , 4


libri di poesie con una media di 45 pagine e 10 libri per bambini. Qual è il
numero medio di pagine dei libri per bambini se la media delle pagine di tutti i
libri è 52?

a. 90
b. 100
c. 86
d. 65
e. 58

La media.
La media ponderata è calcolata sommando tutti i valori che si hanno a disposizione
(pagine totali) e dividendo il risultato per il numero dei valori considerati (libri totali).

Solitamente si sfrutta nei problemi in cui è richiesta la media di età, voti, lunghezze etc.

Se consideriamo 3 persone con età di 25, 28, 31 anni la media sarà:


Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

25+28+31 84
3
= 3
= 28

𝑆𝑜𝑚𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 (𝑒𝑡à, 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒, 𝑙𝑢𝑛𝑔ℎ𝑒𝑧𝑧𝑎..)


M=
𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖 (𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒, 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖, 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖..)

Nel caso in cui ci siano dei valori ripetuti vanno sommati tutti a numeratore -> se ci
sono 4 persone con età media di 40 anni e 2 persone con età media 15 a numeratore
avrò:
40+40+40+40 +15+15 -> cioè 40x4 + 15x2

A denominatore devo sempre mettere il numero dei valori considerati, che in questo
caso sono 6 (4 +2)

40𝑥4+15𝑥2 160+30 190


M=
6
= 6
= 6
= circa 31,7 anni

Nel problema abbiamo:

16 libri di fiabe -> numero medio 30 pagine ,


4 libri di poesie -> numero medio 45 pagine,
10 libri per bambini -> numero medio n pagine (incognita)
52 -> media totale delle pagine

In questo caso il valore da trovare non è la media, perché ce la fornisce il testo, ma il


numero delle pagine dei libri per bambini affinché la media sia 52.

Nella formula andiamo quindi a sostituire i dati noti con lo stesso criterio iniziale, ma
lasciamo la x nel dato da trovare (pagine dei libri per bambini):

𝑁𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒


𝑇𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖
=M

𝑃𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑒 ∙ 𝑛.𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑎𝑏𝑒 + 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑒 ∙ 𝑛. 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑒𝑠𝑖𝑒 + 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑒 ∙ 𝑛. 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖
𝑛. 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑎𝑏𝑒+𝑛. 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑒𝑠𝑖𝑒+𝑛. 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖
=M

30∙ 16+ 45 ∙ 4+ 𝑥∙10


16+4+10
= 52

Risolvendo l’equazione troviamo x, cioè il numero medio di pagine che devono avere i
libri per bambini, affinché la media totale di pagine sia 52, cioè il dato richiesto.

30∙ 16+ 45 ∙ 4+ 𝑥∙10


16+4+10
= 52

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

480+ 180 + 𝑥∙10


30
= 52 -> conviene raccogliere il 10 e semplificare

10 ( 48+18+𝑥)
10∙3
= 52

66+x
3
= 52 -> 2° principio delle equazioni

66+x
(3) = 52 (3)
3

66+x = 156 -> 1° principio delle equazioni

X= 156 -66 = 90

Risposta corretta: A.
𝟏
(𝟐𝟏𝟎 ∙𝟐𝟏𝟎 ∙𝟐𝟏𝟎 ∙𝟐𝟏𝟎 )𝟔
Quanto vale ?
𝟐𝟒
a. 2
b. 27
1
c. 4
1
d. 2

e. 1

Le potenze.
𝑎𝑏 -> a è detta base e b è detto esponente

La potenza di un numero è il numero che si ottiene moltiplicando la base per se stessa


quante volte indica l’esponente.
35 = 3x3x3x3x3 = 243

Potenze particolari
𝑎1 = a
𝑎0 = 1 (Qualsiasi numero alla 0 dà 1)
0𝑛 = 0 (n può essere qualsiasi numero)

N.B. Qualsiasi numero (anche negativo)elevato a un esponente pari dà un numero


positivo
Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Proprietà delle potenze.


1. Prodotto di potenze con stessa base -> potenza della base che ha per
esponente la somma degli esponenti.

𝑎𝑏 ∙ 𝑎𝑐 = 𝑎𝑏+𝑐 3 4 ∙ 32 = 34+2

2. Quoziente di potenze con stessa base -> potenza della base che ha per
esponente la differenza degli esponenti.

𝑎𝑏 27
𝑎𝑐
= 𝑎𝑏−𝑐 25
= 27−5

3. Potenza di una potenza -> potenza della stessa base che ha per esponente il
prodotto degli esponenti.

(𝑎𝑏 )𝑐 = 𝑎𝑏𝑥𝑐 (53)2 = 53𝑥2

4. Prodotto di potenze con esponente uguale -> è una potenza con lo stesso
esponente che ha per base il prodotto delle basi.

𝑎𝑏 ∙ 𝑐 𝑏 = (𝑎 ∙ 𝑐)𝑏 34 ∙ 54 = (3 ∙ 5)4

5. Quoziente di potenze con esponente uguale: è una potenza con lo stesso


esponente che ha per base il quoziente delle basi.

𝑎𝑏 𝑎 78 7
𝑐𝑏
=( 𝑐
)𝑏
28
=( 2
)8

N.B. Nel caso in cui trovo la somma della stessa potenza(es. 78 + 78 + 78 ) la tratto
come fosse un numero unico quindi posso dire 78 + 78 + 78 = 3 x 78

Cosa non posso fare?


• A meno che non abbia potenze uguali, non posso fare niente se le potenze sono
sommate o sottratte
75+ 54 -> non modificabile (scritto in questo modo)
58 − 38 -> non modificabile

• Se non ho né stessa base né stesso esponente devo modificare la potenza affinchè


uno dei due sia uguale

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

4
75 ∙ 53 -> non modificabile

Potenze particolari.

• Potenza con esponente negativo -> faccio il reciproco della base e lo elevo allo
stesso esponente, ma positivo
1 1 2 5 53
𝑎 −𝑛 = ( )𝑛 3−5 = ( )5 ( )−3 = ( )3 =
𝑎 3 5 2 23

• Potenza con esponente fratto -> radicale che ha per indice il denominatore della
frazione e per radicando la base della potenza elevata al numeratore della frazione.
𝑛 5
𝑚 2
𝑎𝑚 = √𝑎𝑛 32 = √35
N.B. Poiché quando elevo a potenza moltiplico la base per se stessa tante volte quante
dice l’esponente, se trovo:
𝑎 ∙ 𝑎𝑛 = 𝑎𝑛+1 (aumenta di 1 l’esponente perché moltiplico a per se stesso una volta
in più)

5 ∙ 55 = 56
Va da sé che posso fare anche l’operazione opposta ad esempio:
73 =7 ∙ 72

Risoluzione.
1
(210 ∙210 ∙210 ∙210 )6
Sfruttiamo le proprietà per risolvere l’espressione :
24

Al numeratore abbiamo
1
(210 ∙ 210 ∙ 210 ∙ 210 )6 -> 210 , lo tratto come numero unico
1
(4 ∙ 210 )6 -> 4 lo riscrivo come 22
1
(22 ∙ 210)6 -> prodotto tra potenze con stessa base (regola 1)

1
(210+2 )6
1
(212 )6 -> potenza di potenza (regola 3)
1
12∙ 6
2 -> semplifico e faccio il prodotto tra gli esponenti

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

22 (numeratore dopo le opportune modifiche)

A denominatore abbiamo: 24

Alla fine, il rapporto rimane:

22
-> rapporto tra potenze con stessa base
24

22−4-> differenza tra gli esponenti

𝟐−𝟐 -> frazione con esponente negativo

𝟏 2 𝟏𝟐 𝟏
( )
𝟐
= 𝟐𝟐 = 𝟒

𝟏
La risposta esatta è la C:
𝟒

Se nell'equazione x2 + bx + c = 0 si sa che c < 0, allora sarà sicuramente vero


che:
a. L'equazione non ha radici reali
b. L'equazione ha una radice reale positiva e una radice reale negativa
c. Una radice sarà 0
d. L'equazione ha due radici reali positive
e. Nessuna delle precedenti è corretta

Equazioni: cosa sono?


• Definizione: uguaglianza tra due espressioni algebriche (membri) che si verifica
solo per particolari valori attribuiti alle variabili x, dette incognite.

• Cosa sono le radici di un’equazione? Sono quei numeri che sono soluzioni
dell'equazione stessa, cioè che, se sostituiti all'incognita (x) , rendono
l'equazione un'uguaglianza vera.

La radice dell’equazione 2x+5= 7 sarà 1, infatti sostituendo 2(1) +5 = 7 otteniamo


un’uguaglianza vera (7=7)

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

• Cosa sono b e c? Sono variabili, cioè lettere che rappresentano un numero


arbitrario, non specificato. In questo caso ho un’informazione in più: c deve essere
negativo, cioè minore di 0. Davanti a x2 si può trovare un’altra variabile (a) .

Equazioni: come si risolvono?


• In base al grado (potenza) maggiore della x distinguiamo equazioni di primo grado
(x+1 =8), di secondo grado (x2 + 4x = 7 ), di terzo grado (x3 + 𝑥 = 128 )…

• Equazione di primo grado: sfrutto il primo principio di equivalenza ( aggiungendo o


sottraendo ad entrambi i membri una stessa espressione, contenente o no
l'incognita, si ottiene un'equazione equivalente alla data ) ed il secondo principio di
equivalenza (moltiplicando o dividendo entrambi i membri di una equazione per una
stessa espressione algebrica diversa da zero, contenente o no l'incognita, si ottiene
una equazione equivalente a quella data) per isolare la X.

Risoluzione equazioni di primo grado.


2𝑥+4
3−𝑥
=2
2𝑥+4
(3-x) 3−𝑥
= 2 (3-x) <- 2° principio e semplificazione

2x+4= 6-2x

Isolo i fattori con la X da una parte

2x+2x = 6-4 <- 1° principio (‘’porto dall’altra parte e cambio segno’’)

4x = 2
4 2
x = <- 2° principio
4 4

2 1
x= =
4 2

Equazioni di secondo grado: in generale si scrivono come ax2+bx+c=0.


a, b, c possono assumere qualsiasi valore (sono numeri).

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

• Se a= 0 il primo fattore (a𝑥 2 )si annulla, cioè diventa 0, per cui rimane bx + c =
0 che è un’equazione di primo grado

• Se b=0 rimane ax2 + c = 0 e sfruttando primo e secondo principio ottengo che


−𝑐 −𝑐 −𝑐
x2 = quindi x1 = +√ e x2= - √ . Ho due risultati x2 e x1 perché sia un
𝑎 𝑎 𝑎
numero (x) che il suo opposto (-x) al quadrato danno x2 .

ES. 27x2 -3 =0 (a=27 , b=0 , c=-3)


−𝑐 −(−3) 3 1
x= √ =√ =√ =√
𝑎 27 27 9

1
x= ±
3

• Se c=0 rimane ax2 + bx = 0 e raccogliendo la x e ottengo x(ax+b) =0

Quest’equazione si risolve grazie al principio di annullamento del prodotto, secondo


cui un prodotto è zero solo se uno dei due fattori (che qui sono x e ax+b) è zero.

Anche in questo caso avremo quindi due risultati: x1=0 e x2 lo trovo facendo
−𝑏
ax+b=0 -> ax=-b -> x2=
𝑎

ES. 4x2+7x=0 (a=4 b= 7 c=0)

x(4x+7)=0

7
x1=0 x2 = -
4

Nel caso in cui abbiamo tutte e tre le variabili diverse da 0 (a , b e c), l’equazione si
risolve grazie a questa formula:

−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑎𝑐
X1,2=
2𝑎
Anche in questo caso troviamo 2 soluzioni, una volta sommando e una volta sottraendo
quello che sta nella radice a –b.
Alla formula sostituisco i valori di a, b e c che ho e così trovo le incognite:

ES. x2 + 2x - 3 = 0 (a=1, b=2, c=-3)

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑎𝑐 −2 ± √22 −4(1)(−3) −2 ± √4+12


X1,2= = =
2𝑎 2(1) 2

−2+ √16
X1= =1
2

−2− √16
X2= = -3
2

Risoluzione.
Nel quesito abbiamo x2 + bx + c = 0 (con c < 0) quindi tutte e tre le variabili sono
presenti: a=1 , b e c
Inoltre tutte le opzioni fanno riferimento ai segni delle due radici (x1 e x2), per cui
conviene provare la formula di risoluzione e cercare di trarre una conclusione.

−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑎𝑐
Applichiamo: X1,2=
2𝑎

Sappiamo che a=1 , perché x2 è moltiplicato per 1


−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑐
X1,2= =
2

A questo punto riflettiamo sul fatto che c<0

−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑐
x1,2=
2

Consideriamo √𝑏2 − 4𝑐: siccome c è negativo sicuramente


-4c sarà positivo, perché meno per meno dà sempre più.

Quindi sotto la radice 𝑏2 sarà sommato a qualcosa di positivo, per cui sotto la radice ci
sarà sicuramente qualcosa di più grande di 𝑏2 .

La radice di un numero più grande di 𝒃𝟐 sarà sicuramente più grande di b perché


√𝑏2 = |𝑏| (𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑙𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑏) , quindi √𝑏2 + 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 = qualcosa in più di b

−𝑏 ± √𝑏2 −4𝑐
x1,2=
2

A nominatore avrò quindi –b ± *numero maggiore di b*

X1 = -b + *numero maggiore di b* = numero positivo


X2= -b - *numero maggiore di b* = numero negativo

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Siccome a denominatore ho un numero positivo, sicuramente le frazioni (quindi le


+ −
radici) saranno una volta positiva ( ) e una volta negativa( ) .
+ +

Le radici saranno quindi una positiva e una negativa.

In alternativa, poiché nella domanda c’è scritto ‘’ sarà sicuramente vero che..’’ si poteva
provare a sostituire a b e c due valori a caso e risolvere l’equazione, per poi valutare i
segni delle radici.
Questo metodo non assicura in generale la correttezza della risposta ma sicuramente in
questo caso poteva essere utile.

Ad esempio sostituendo b= 2 e c= -3 (C deve essere NEGATIVO) :

x2 + bx + c = 0

x2 + 2x + -3 = 0

−2 ± √22 −4(−3)
X1,2= 2

−2+ √4+12 −2+ √16 −2+4


X1= 2
= 2
= 2
= +1 (positiva)

−2 − √4+12 −2 −√16 −2 −4
X2= 2
= 2
= 2
= -3 (negativa)

La risposta esatta è quindi la B

ABC è un triangolo equilatero di lato 4 cm. Le mediane che originano da A, B, C


intersecano il lato opposto rispettivamente in M, N, L. Quanto vale l’area del
rombo MNLA?

a. 2√3
√3
b.
2
1
c.
4

d. √3
1
e.
2

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Altezza, mediana, bisettrice.


L’altezza è un segmento perpendicolare ad un lato che origina dal vertice opposto. Le
altezze si incontrano nell’ortocentro.

La mediana è un segmento che origina da un vertice e termina nel punto medio del lato
opposto. Le mediane si incontrano nel baricentro.

La bisettrice è una semiretta che divide l’angolo in due parti uguali. Le bisettrici si
incontrano nell’incentro.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Triangoli equilateri.
I triangoli equilateri sono poligoni regolari che hanno tre lati uguali e tre angoli uguali.
Questi triangoli hanno delle proprietà particolari:
• Gli angoli sono tutti di 60° (la somma interna degli angoli è 180°)
𝑙
• Detto l il lato, le altezze (=mediane) si trovano come √3 (e sono tutte e tre
2
congruenti)
• Per ogni lato l’asse, l’altezza, la mediana e la bisettrice dell’angolo opposto sono
nella stessa retta.
• Tutte le mediane e tutte le altezze sono congruenti fra loro.

Altri poligoni regolari sono:


• Quadrato (ciascun angolo è 90° e la somma è 360°)
• Pentagono regolare (ciascun angolo è 108° e la somma è 540°)
• Esagono regolare (ciascun angolo è 120° e la somma è 720°)

E’ fondamentale fare un disegno chiaro che rispecchi i dati forniti.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Dobbiamo trovare l’area del rombo con vertici ANML.

L’area del rombo si trova:


𝐷𝑖𝑎𝑔𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒 (𝐴𝑀)𝑥 𝑑𝑖𝑎𝑔𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑛𝑜𝑟𝑒 (𝐿𝑁)
2

Devo quindi ricavare AM E LN.


AM è la mediana del triangolo, ma poiché è un triangolo equilatero, coincide con
𝑙
l’altezza e si trova facendo √3
2

4
Il lato è 4, quindi AM sarà √3, che semplificato diventa 2√3
2

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Per trovare LN è necessario conoscere alcune proprietà delle rette e delle similitudini.
L’angolo ALN e l’angolo ABC sono congruenti perché formati da due rette parallele
(quella passante per L e N e quella passante per B e C) che intersecano la stessa retta
(quella che passa per A e B).

Sono detti angoli corrispondenti e sono congruenti.

Poiché si può affermare la stessa cosa degli angoli ANL e ACB, anche il triangolo ANL è
equilatero (ha tre angoli uguali di 60°) e sarà SIMILE ad ABC.

Siccome AN è la metà AC (BN è la mediana), e ANL è un triangolo equilatero, anche LN


sarà la METÀ di ogni lato del triangolo ABC (4cm).
4
LN è quindi = 2 cm
2

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Trovati AM= 2√3 e LN=2 basta applicare la formula dell’area del rombo:

𝐷𝑥𝑑 2√3𝑥2
A= = = 2√3
2 2

La risposta esatta è quindi la A.

Fisica.
Ah, la Fisica. La fantastica e tremenda Fisica.

Un leone e una tigre decidono di fare una gara su una pista rettilinea. Il leone,
partendo da fermo, viaggia ad una velocità costante di 30 m/s, mentre la tigre,
sempre partendo da ferma ha un’accelerazione costante di 5 m/s2. Dopo quanto
tempo la tigre supera il leone?
A) 17 secondi
B) 3 secondi
C) 1/5 di minuto
D) La tigre non supera il leone
E) Quesito senza soluzione univoca e/o corretta

Il quesito richiede la conoscenza di due tipo di moto in due dimensioni: il moto rettilineo
uniforme e il moto rettilineo uniformemente accelerato.
Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

M.r.u. = un moto è detto rettilineo uniforme quando un corpo si muove lungo una linea
retta (asse x o y) e la sua la velocità è costante (il che implica accelerazione=0).
La velocità v rappresenta lo spazio percorso nell’unità di tempo:
𝑠2 −𝑠1 Δ𝑠
• v= =
𝑡2 −𝑡1 Δ𝑡

• s= s0 + v ∙ t

M.r.u.a. = si verifica quando la velocità non è costante, quindi quando c’è


un’accelerazione a (che si misura in m/s2 nel S.I.). Le equazioni di questo moto sono le
seguenti:
𝑣2 −𝑣1 Δ𝑣
• a= =
𝑡2 −𝑡1 Δ𝑡

• v= v0 + a∙t
• x= spostamento dalla posizione iniziale= x0+v0∙t +1/2 a ∙ t2
• v2= v02 + 2a ∙(x – x0)

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Nel quesito:
sl =vl x t (vl = 30 m/s )
st = ½ at x t2 (at = 5 m/s2)
Deve valere che sl= st :
vl x t= ½ at x t2
½ at x t2 -vl x t = 0
Raccolgo t:
t(½ at x t – vl) =0
Questa equazione di secondo grado ha due soluzioni:
Infatti per la legge di annullamento del prodotto, un prodotto è uguale a zero, se
almeno uno dei fattori che sono tra loro moltiplicati si annulla.
A x B x C= 0 se: A=0 o B=0 o C=0
Partendo da fermi, i due animali si trovano nella stessa posizione per un tempo t= 0.
(primo fattore dell’equazione che eguaglia 0).
Ma vi è anche il momento in cui la tigre supera il leone (è il momento in cui sono
affiancati), che si trova ponendo ½ at x t – vl= 0.
Abbiamo quindi trovato un’equazione che mette in relazione i dati conosciuti del
quesito.

Esplicitiamo il t:
½ at x t =vl
t= 2 vl /at
Inseriamo i dati:

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

t= 2 x30 (m/s) /5 (m/s2)= 12 s (1/5 di minuto). La tigre impiega 12 secondi per


superare il leone.
Risposta corretta C.

Un bambino di massa m, incognita, è lasciato cadere, partendo da fermo, dalla


cima di uno scivolo tridimensionale, posto ad una altezza di 10m dal suolo.
Qual è la sua velocità quando raggiunge il suolo?
(Supponi che l’acqua renda nullo l’attrito tra il bambino e la piscina).
A) Non è possibile stabilirlo senza conoscere la massa m
B) 25 m/s
C) 25 km/h
D) 50 km/h
E) Quesito senza soluzione univoca e/o corretta
Conservazione dell’energia: quando in un sistema agiscono solo forze conservative
(forze che non dissipano energia), l’energia cinetica e l’energia potenziale prese
singolarmente posso variare, ma la loro somma, chiamata energia meccanica, non varia.
∆Emeccanica = Emeccanica, finale - Emeccanica, iniziale = 0  ∆K + ∆U= 0
Energia cinetica: è l’energia associata al moto di un corpo (e quindi alla sua velocità)
=> K=1/2mv2
Energia potenziale: è l’energia associata alla posizione del corpo => U= mgh
L’equazione che risolve il problema di conservazione è:
Ki+Ui=Kf+Uf  1/2mv2i+mgh i =1/2mv2f+mghf
Il vantaggio di utilizzare il principio di conservazione dell’energia al posto della legge di
Newton consiste nel poter saltare direttamente dallo stato iniziale allo stato finale,
senza considerare gli stati intermedi del moto.
• Le forze agenti sul sistema bambino/scivolo sono conservative: il bambino è
soggetto alla sua forza peso P= mg (con g= accelerazione di gravità= 9.8 m/s 2)
che è conservativa.
• Non vi sono attriti che si oppongono al moto del corpo (e quindi il lavoro della
forza di attrito La= Fax s x cosα = 0, perché Fa=0). La forza normale allo scivolo
(perpendicolare allo scivolo) non compie lavoro perché è sempre perpendicolare
alla direzione del moto (ancora una volta, il lavoro della forza normale Ln = Fa x s
x cosα =0 perché cos(90)= 0

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

• Vale il teorema di conservazione dell’energia, quindi applichiamo l’equazione


precedente
1/2mv2i+mgh i =1/2mv2f+mghf

Istante iniziale.
• Il bambino parte da fermo, vi =0
(e quindi Ki =1/2mv2i =0).
Nell’istante in cui scivola, infatti,
c’è solo il contributo di energia
dovuto alla posizione
sopraelevata di 10m, quindi solo
Ui= mgh i=m x 10 m/s2 x10 m.

Istante finale.
• Il bambino arriva alla fine dello scivolo con una velocità finale vf , quindi vi è un
contributo di energia cinetica Kf =1/2mv2f. Nell’istante finale in cui tocca terra, il
contributo di energia dovuto alla posizione è nullo, in quanto h f =0 (Uf= mgh
f=0).

1/2mv2i+mgh i =1/2mv2f+mghf
mgh i =1/2mv2f
gh i =1/2 v2f
v2f= 2gh i
vf= √2gh i
vf= √2 x 10 m/s2 x 10 m = 14 m/s
- Per convertire da m/s a km/h è necessario moltiplicare per 3.6.
- Per convertire da km/h a m/s è necessario dividere per 3.6.
𝑚 1𝑘𝑚 3600𝑠 𝑘𝑚
Moltiplichiamo: 14 ⋅ ⋅ = 50 .
𝑠 1000𝑚 1ℎ ℎ

Risposta corretta D.

Hai a disposizione una resistenza R 1 = 20 ohm e una lampadina avente una


resistenza R2 = 5 ohm, che puoi collegare in serie o in parallelo. Attacchi al
circuito un generatore di corrente (una batteria) con una differenza di potenziale
di 2V. Quale delle seguenti modalità permette di avere una intensità della
lampadina maggiore se circola una corrente i?
Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

A) Collegare in serie la resistenza R1 alla lampadina


B) Collegare in parallelo la resistenza R1 alla lampadina
C) Non è possibile stabilirlo se non si conosce i
D) La batteria non permette di accendere la lampadina
E) Quesito senza soluzione univoca/corretta

Il quesito richiede l’analisi di circuiti in serie ed in parallelo. Vediamone i possibili


componenti.
• Batteria: è il componente che genera una differenza di potenziale ∆V. ha un polo
positivo ed uno negativo. L’unità di misura di ∆V è il Volt. 1V=1 J/ 1C (J= joule,
u.d.m. per l’energia; 1C= 1 coulomb, u.d.m. per la carica).
• La corrente i nel circuito, è il flusso di carica ∆Q nell’unità di tempo: i= ∆Q/ ∆t
e si misura in Ampere. 1 A= 1C/1s. Per convezione, il verso della corrente è
quello che avrebbero le cariche positive (opposto a quelle delle cariche negative).
• Condensatore (non nel quesito): ha la capacità di immagazzinare cariche
elettriche (e quindi mantenere una d.d.p., se
caricato). La capacità C di un condensatore è C=
Q/V e si misura in Farad. 1F=1C/1V

• Resistore: elemento che oppone una certa


resistenza quando è attraversato da corrente. Determina un abbassamento della
d.d.p. e si misura in ohm. 1 ohm= 1V/1 A.

Ohm infatti scoprì che la corrente i è proporzionale alla d.d.p. applicata. Le leggi di
Ohm sono:
∆V= R x i ; R= ρ x L (lunghezza in m)/ A (area della sezione).
ρ è la resistività del materiale (ohm x m) – i conduttori hanno basse ρ e basse R.
• Quando sono in serie, due resistenze o due condensatori, sono collegati uno
dopo l’altro. La corrente che li attraversa è la stessa.
• Quando sono in parallelo, due resistenze o condensatori, vi è un «nodo» nel loro
collegamento (figura). Gli elementi sono attraversati dalla stessa d.d.p.
• Vi è la possibilità di trovare la Ceq o la Req di due elementi in serie o in parallelo.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

1
Ceq (parallelo) = C1+C2+Cn; Ceq (serie)= 1 1 1
+ +
𝑐1 𝑐2 𝑐𝑛

1
Req (serie) = R1+R2+Rn; Req (parallelo)= 1 1 1
+ +
𝑅1 𝑅2 𝑅𝑛

• La potenza elettrica trasferita, in generale, è P=V x i. si misura in Watt.


1W=1J/1s.
Se sostituiamo ∆V= R x i in P= V x i, troviamo la potenza elettrica dissipata
attraverso una resistenza: P= V2/R = i2 x R.

Torniamo al quesito.
Se colleghiamo in serie la resistenza e la lampadina, la R eq è la somma delle due. Req=
R1+R2= 20 ohm +5 ohm= 25ohm.
1 1 1 1 1
Se le colleghiamo le due resistenze in parallelo, la Req = 1 1 = 1 1 = 1+4 = 5 = 1=
+ +
𝑅1 𝑅2 20 5 20 20 4
4 ohm
Quindi la resistenza e la lampadina, collegate in parallelo si oppongono di meno alla
corrente.
È valida la I legge di Ohm: ∆V= Req x i  i= ∆V/Req.
Dobbiamo fare i calcoli con R eq,parallelo ed R eq,serie
• Per l’analisi in serie: i= 5V/25 ohm= 0.2 A
In serie circola una corrente bassissima => Vl= i x Rl = 0.2 x 5= 1W
• Per l’analisi in parallelo: i= 5V/4 ohm= 1.25 A
• Nella lampadina, se collegata in parallelo (dove la d.d.p. della lampadina = d.d.p.
della batteria) circola una corrente i= 5V/5ohm = 1 A
Calcoliamo la potenza elettrica P=V x i, notando che maggiore è la potenza trasferita
alla lampadina, maggiore è l’intensità luce.
• se la lampadina è in parallelo viene attraversata da una corrente di 1 A, Pl= V x il
= 5V x 1 A= 5W

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

La lampadina esprime più potenza se collegata in parallelo, si illumina di più.


Risposta corretta B.

Un proiettile di rame di massa mp= 100g viene riscaldato ad una temperatura di


300 °C. Si fa poi cadere il proiettile in recipiente di vetro che contiene una
massa di acqua di 500g, la cui temperatura iniziale è di 10 °C (si trascuri la
capacità termica del recipiente, che è isolato, e l’evaporazione dell’acqua). Quale
temperatura si raggiunge all’equilibrio termico? (ca= 1 cal/(g x °C); cp= 0.1 cal/(g
x °C))
A) 15 °C
B) 20 °C
C) 350 K
D) 30 °C
E) Quesito senza soluzione univoca e/o corretta
Calore specifico: è la quantità di calore che bisogna fornire ad una unità di massa per
alzare la sua temperatura di 1 grado (centigrado o K).
Il calore specifico ha la seguente espressione matematica:
C= Q/ m x ∆T,
dove Q è il calore scambiato, m è la massa del corpo misurata in kg, e ∆T è la
differenza di temperatura tra lo stato finale (all’equilibrio) e lo
stato iniziale.
Il calore specifico si misura in J/Kg x K nel S.I.
1 cal = 4,184 J (non è richiesta la conversione nel quesito).

Se nel sistema non entra calore, né da esso fuoriesce (le pareti del sistema sono
isolate), la somma algebrica dei trasferimenti di calore interni deve essere uguale a
zero.
In quando dobbiamo trascurare l’evaporazione dell’acqua, i trasferimenti interni di calore
non provocano cambiamenti di fase.
Indichiamo con Qa il calore «acquistato» dall’acqua, con Qp quello ceduto dal proiettile di
rame, vale che:
Qa+Qp=0  Qa=-Qp
L’espressione di Qa= ma x ca x (Tf, eq-Ti,a)

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

L’espressione di Qp= mp x cp x (Tf,eq-Ti,p)


Sostituendo nella precedente:
𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ (𝑇𝑓,𝑒𝑞 − 𝑇𝑖,𝑎 ) = − 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ (𝑇𝑓,𝑒𝑞 − 𝑇𝑖,𝑝 )

Notiamo che le temperature sono presenti nell’equazione solo come differenze: le scale
Celsius e Kelvin sono due scale centigrade, ed in particolare lo zero assoluto (O K)
corrisponde a circa -273 °C. In particolare, vale che TK=T°C+273; questo calcolo nel
quesito non è richiesto, perché centigrade entrambe.
Possiamo usare entrambe le scale, indifferentemente per questo tipo di quesiti. (anche
se è sempre meglio utilizzare la scala Kelvin!).
Esplicitiamo 𝑇𝑓,𝑒𝑞
𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ 𝑇𝑓,𝑒𝑞 - 𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ (𝑇𝑖,𝑎 ) = − 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑓,𝑒𝑞 + 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑖,𝑝
𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ 𝑇𝑓,𝑒𝑞 + 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑓,𝑒𝑞 = 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑖,𝑝 + 𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ (𝑇𝑖,𝑎 )
𝑇𝑓,𝑒𝑞 (𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 + 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝)= 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑖,𝑝 + 𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ (𝑇𝑖,𝑎 )

Infatti ci aspettiamo che 𝑇𝑖,𝑝 > 𝑇𝑓,𝑒𝑞 cioè che


il proiettile ceda calore all’acqua, perché corpo caldo
Infatti per il secondo principio della termodinamica «non è possibile realizzare una
trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo
ad uno più caldo senza apporto di lavoro esterno (enunciato secondo Clausius).
𝑇𝑓,𝑒𝑞 = [𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝 ⋅ 𝑇𝑖,𝑝 + 𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 ⋅ (𝑇𝑖,𝑎 )]/(𝑚𝑎 ⋅ 𝑐𝑎 + 𝑚𝑝 ⋅ 𝑐𝑝)
Sostituiamo i valori:
Num = (100g x 0.1 cal/gx°C x 300 °C + 500g x 1 cal/gx°C x 10 °C )=
= 3000 cal + 5000 cal= 8000 cal
Den = (100g x 0.1 cal/gx°C + 500g x 1 cal/gx°C )=

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

=10 cal/ °C + 500 cal/ °C = 510 cal/ °C


𝑇𝑓,𝑒𝑞 = 8000 cal/ 510 cal/ °C = 15 °C
Risposta corretta A.

Un blocco di densità d= 800 kg/m^3 galleggia in un fluido di densità d=1200


kg/m^3. L’altezza H del blocco è di 6 cm. Che tratto h della sua altezza è
sommerso?
A) 4 cm
B) 0.06 m
C) 1 cm
D) 4 mm
E) Quesito senza soluzione univoca e/o corretta

Il blocco galleggia nel fluido perché la sua densità è minore.


Ci sarà quindi una porzione di blocco che è emersa, proprio come un succede agli
iceberg.
Densità= d= m/V. Si esprime come kg/m^3 nelle unità del sistema internazionale.
Il quesito ci chiede di fatto quale porzione di altezza H è sommersa (e corrisponde ad
h), ovvero la percentuale per cui il corpo è sommerso.
Una percentuale si calcola con una frazione, quindi per risolvere il quesito basterebbe
dividere la densità del blocco per la densità del fluido e moltiplicare per 100.
%blocco sommerso= d/df x100 = 800/1200 x100= 66,6%
Calcoliamo il 66% di 6: 66:100 = x:6 cm  x= 66,6 x 6 cm/100 = 4 cm.
Vediamo insieme il ragionamento!
Per il principio di Archimede un qualsiasi “corpo immerso totalmente o parzialmente in
un fluido, riceve una spinta verso l’alto, detta forza di
galleggiamento, pari al peso del volume di liquido spostato”. In
altri termini, il blocco galleggiante è soggetto alla forza perso
Fg=mg diretta verso il basso, e alla forza di galleggiamento di
Archimede Fa, diretta verso l’alto.
La seconda legge di Newton afferma che la sommatoria delle
forze agenti sul sistema è uguale alla massa per l’accelerazione
del sistema: ∑ 𝐹= m x a.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

In questo caso ci sono due forze in gioco, ma il corpo è parzialmente sommerso,


dunque è in equilibrio (e quindi non c’è accelerazione).
L’immersione in un fluido richiede che la spinta di Archimede verso l’alto eguagli la forza
di gravità verso il basso. La spinta archimedea, di galleggiamento, è uguale al peso m fxg
del fluido spostato dalla porzione sommersa del blocco.
Forza di Archimede Fa= mfg in cui mf è la massa del fluido spostato dal volume
sommerso Vf del blocco. La massa del fluido spostato mf= df x Vf. Non conosciamo Vf
direttamente, ma Vf= L x L’ x h, dove L è la lunghezza del blocco, L’ la sua larghezza e
h l’altezza sconosciuta, sommersa.
Fa= mf x g= df x Vf x g= df x L x L’ x h x g.
Analogamente possiamo scrivere il modulo F g della forza di gravità agente sul blocco:
Fg = m x g= d x V x g= d x L x L’ x H x g
Il blocco è a riposo, quindi per la seconda legge di Newton:
Fa- Fg = 0
df x L x L’ x h x g – d x L x L’ x H x g = 0
df x L x L’ x h x g = d x L x L’ x H x g
Semplifichiamo i termini uguali in entrambi i membri:
df x h = d x H
Esplicitiamo h:
𝑘𝑔
800
𝑚3
h = d x H/ df = 𝑘𝑔 ⋅ 6𝑐𝑚 = 4 𝑐𝑚
1200 3
𝑚

Risposta corretta A.

Pro-Med.
Pro-Med. Circondati di persone, non di libri.

Conclusioni.
Come è andata? Sentite che questo PDF e l’Evento Online a cui avete partecipato vi
hanno permesso di capire questo genere di quiz? Speriamo che sia così, perché ci
abbiamo messo settimane per rendere tutto perfetto. Anche questo stesso PDF è stato
sviluppato con lacrime e sudore, in quanto spesso ci chiedevamo come rendere un
concetto in modo ancora più semplice. Crediamo di essere riusciti a farvi entrare nella
testa queste tipologie di quesiti, in modo da permettervi di fare punti facili in caso
escano al test domande simili.
Sono passati ormai più di 4 anni da quando abbiamo lanciato Pro-Med. Siamo partiti da
una semplicissima pagina Facebook, nel febbraio del 2016. Eravamo (e siamo!)
studenti universitari. Eravamo al termine della nostra prima sessione universitaria e
volevamo promuovere un’idea:
I social network sono i migliori alleati degli studenti per la preparazione ai test
universitari, se usati con criterio. Non a caso, siamo stati i primi in questo settore a
sfruttare Instagram, WhatsApp e la newsletter per dare valore e utilità ai nostri studenti:
è quello in cui crediamo. Quando abbiamo preparato il test di Medicina (che abbiamo
fatto e passato nel 2015), studiavamo molto di più da Facebook e WhatsApp che dai
libri. Perché? Perché parlavamo con gli altri studenti, ci scambiavamo dubbi e metodi di
studio, ci tranquillizzavamo a vicenda. Condividevamo, proprio come, nel nostro caso,
dei buoni Medici nella loro equipe. La condivisione è la cosa che ci ha da sempre
appassionato di più. Siamo nati per coltivare community, gruppi di studio. Siamo nati
per dare supporto, didattico ed emotivo, a tutti gli studenti che fanno parte del nostro
ecosistema.
La Pro-Med Family è oggi un gruppo di oltre 50 studenti universitari che ogni giorno
lavorano sodo per aiutare. Lavorano sodo per ispirare. Lavorano sodo per creare la
nuova generazione di Medici e Professionisti Sanitari. E’ stato davvero un piacere tenervi
compagnia, speriamo di rivedervi nelle prossime attività gratuite (che sono all’ordine del
giorno nei nostri canali) e, se volete affidarvi a noi, nei nostri Corsi di preparazione
intensivi.
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Scuola Online e sulla nostra Masterclass, da inserire in fase di acquisto
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Un abbraccio forte, vi vogliamo bene. Pro-Med Family

Pro-Med.