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21/12 acocella

Poesia “i fiumi”:

la Dorina è un avvallamento tipico del carso, perfetto per chi vuole “raccogliersi”,
c’è l’idea di una dimensione di sospensione, quasi una capsula temporale che si sta formando
Albero mutilato, legato alla corrispondenza tra l’uomo poeta e la parola che Ungaretti scrive (??) non si
capisce se abbandonato sia l’albero o il poeta stesso , (radice simbolista)
Da stamani a riposare.. diventa un qualcosa di quasi ancestrale, quasi religiosa, l’acqua diventa un’acqua
quasi cronologia che trasforma lui sasso in una pietra del tempo (potremmo dire), una pietra levigata, ho
tirato su le mie quattr’ossa come se la pietra fosse diventata il suo scheletro e se ne è andato come un
acrobata sull’acqua
L’acrobata, immagine del circo, immagine non di guerra, capsula temporale
Acrobata che viene dall’immaginario del circo ora sembra quasi un cristo che cammina sulle acque, è
un’immagine cristologica
ACOCCOLATO, non esistono altre poesie di guerra con un participio passato del genere
Chinato a ricevere il sole: sorta di posizione fetale, chino su se stesso, immagine di infanzia
Questo è l’isonzo ecc = lui si sente dentro il tutto, UNA PARTE DEL TUTTO, il suo movimento asseconda il
movimento del cosmo
Il suo unico dubbio è quando non sente, lui poeta, di essere in armonia col cosmo
Ungaretti crede nella parola che tocca l’assoluto: punto luce che perfora il buio pesto
Occulte mani: acqua dell’isonzo, mani dell’isonzo che gli regalano la rara felicità : lui si sente in ARMONIA :
ecco che il tempo diventa fluido, sentimento del tempo
Serchio: fiume di Lucca, terra dei genitori, Nilo: la sua infanzia, il Nilo e il deserto
La Senna: a Parigi c’erano tutti gli sradicati, tutte le razze, tutte le culture e Parigi era centrale nella cultura
europea, prima la seconda lingua a scuola, all’università era il francese
Lui nel flusso del fiume ripercorre, incontra e racconta tutta la sua vita: [nostalgia = nuova curvatura ]
Che in ognuno mi traspare : la parola è punto luce, quasi una fosforescenza: mi traspare ora che è notte che
la mia vita mi pare una corolla di tenebre : RACCOGLIMENTO, è indubbio che la chisura ha a che fare con
l’accoccolarsi nella pietra e nell’acqua del fiume : uomo di pietra, lupo di mare, poeta Ungaretti: tutto il cosmo
si chiude intorno ad Ungaretti solo in quella notte che fa da corolla e questo movimento resta
Cosa succede? Che davanti a questo buio Ungaretti non lo oltrepassa ma anzi quasi con una capriola, così
accoccolato va all’indietro : perciò il futuro come aspettativa, non è il procedere in avanti,
si sente docile fibra di questa notte immensa, cosmica e fa un movimento all’indietro, va a recuperare la
parola originaria in una dimensione di innocenza, pre adamitica questo è il movimento che fa Ungaretti in
sentimento del tempo
e dice che la sua parola non è ORIGINALE NUOVA come quella dei futuristi ma ORIGINARIA, viene da una
dimensione infinitamente lontana e precedente. POESIA FOSSILE: ogni parola ha abitato un tempo in una
poesia ed era in questo senso che Guglielmi parlava di METAFISICA di Ungaretti, è come se il poeta sul
bordo dell’oblio, avendolo continuamente presente, a furia di MEMORIA (che per Ung. È una parola
centrale) recuperasse L’INNOCENZA ORIGINARIA: questa frase che vi ho detto è la parafrasi di un
pensiero di Ungaretti stesso : Petrarca e Leopardi sono i due modelli della scrittura dell’allegria
Ungaretti scrive un saggio INNOCENZA e MEMORIA: INNOCENZA Leop, MEMORIA Petr.
In sentimento del tempo compare un terzo elemento poetico, IL MAGNIFICO, William Blake
William Blake, che Ungaretti amava moltissimo, diceva che “a furia di memoria si ritorna innocenti” = tutto
torna, questo è il movimento di Ungaretti, accoccolato in zona di guerra, davanti al buio cosmico che gli fa da
corolla, lui con una sorta di capriola torna ad un’innocenza originaria ed era un qualcosa proprio di quegli
anni, in tutta Europa.
Da noi c’è proprio il RITORNO ALL’ORDINE, dopo sperimentalismo, vociani c’è la RONDA = effetto RONDA
nel sentimento del tempo; Strabinksy = recupero di musica del 600 e del 700, Picasso si mette a studiare
Giotto e anche De Chirico recupera l’origine = probabilmente distinzione ORIGINARIO / ORIGINALE ,
Ungaretti la prende da un saggio di De Chirico.
Questa capriola all’indietro era un movimento di tutta Europa e un po’ si capisce perché se tutto precipita in
avanti verso l’orrore con questo movimento all’indietro noi abbiamo la possibilità di un equilibrio

Per vedere il cambio della voce di Ungaretti possiamo accostare due boschi (?)

Se non fosse per la religione della parola che è sempre presente e come se fossero in Ungaretti due boschi
diversi, o, come diceva Montale, due diversi tavoli
Il primo bosco si chiama “Bosco Capuccio” e per questo nome fiabesco Ungaretti intitola la poesia “c’era una
volta”, l’altro bosco di sentimento del tempo è quello della poesia “Isola”, poesia famosissima che ha a che
fare con la città dominante in sentimento del tempo che è Roma.
Per capire il sentimento del tempo bisogna avere davanti agli occhi la Roma barocca, la Roma delle rovine,
la Roma che esponeva il vuoto; in sentimento del tempo all’assenza tipica della dimensione petrarchesca si
sostituisce la dimensione catastrofica e apocalittica del VUOTO.
L’ASSENZA è qualcosa che c’era e non c’è più, il VUOTO non è più recuperabile neanche nostalgicamente
E infatti la poesia “Isola” è legata a un luogo romano dove lui si isolava, perciò la chiama isola, il bosco

C’ERA UNA VOLTA


 
Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona.

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna.

Non è tanto movimento verso il fiabesco ma verso l’assoluto, è una circolarità perfetta. Lui sta nel bosco
cappuccio e anche qui c’è una montagna (declivio) e qui la pietra diventa velluto: l’erba fa sembrare il
declivio velluto verde. E allora sui ricorda di una dolce poltrona di velluto verde di un caffè parigino dove lui
andava e finiva per addormentarsi. E’ un tempo circolare dove in qualche modo la sensazione di velluto che
lui prova poggiandosi alla montagna gli ricorda Parigi e la luce della luna diventa la luce fievole (quella del
caffè remoto) come questa di questa luna. Attraverso un’associazione lui ritorna in zona di guerra: luce
fievole come questa di questa luna
(Ancora una volta l’indeterminazione, il vago , Leopardi, il porto sepolto, questo questo )
Movimento circolare e avvolgente, un solo istante in cui un io autobiografico che è un effetto di verità ??

Tre anni dopo cambia tutto, Ungaretti diventerà il modello dell’ermetismo


La corrente ermetica degli anni Trenta che in particolare si troverà a Firenze , si parla di oscurità . Ungaretti
amava da subito Mallarmè malgrado fosse oscuro ERMETISMO: condensarsi di senso all’interno di una
singola parola; e quello che sorprende e che in realtà l’Allegria è di uno sperimentalismo straordinario, è
sicuramente molto piu avanti rispetto a sentimento del tempo come scrittura
Perché se no non si capisce il ritorno a una metrica tradizionale, gli endecasillabi, parole arcaiche, ritorna la
sintassi per intero, la punteggiatura (nell’Allegria c’è solo il punto esclamativo)
Ma in realtà c’è il movimento all’indietro, c’è il fattore temporale
Filosofo che a Parigi ascoltano Ungaretti e che influenzò anche Pirandello
Bergson: che aveva scritto “materia e memoria”, ed era il teorico del TEMPO come FLUSSO (fiume in Ung =
flusso del tempo ) e dice che il passato si affaccia nel presente per mordere il futuro, cioè c’è un unico flusso,
non c’è piu distinzione tra passato, presente e futuro
Nell’accoccolarsi, raccogliersi di Ungaretti, capriola all’indietro è fondamentale il flusso continuo del tempo
Per questo recupera dimensioni arcaiche , di poesia arcaica (es il locus amoenus, il lago, il pastore, le
pecore ) ecc
Nel movimento verso l’originario, presente, passato e futuro sono un unico flusso : è un movimento europeo
che accade anche nelle arti visive

Isola

A una proda ove sera era perenne


. di anziane selve assorte, scese,
. e s’inoltrò
. e lo richiamò rumore di penne
. ch’erasi sciolto dallo stridulo
. batticuore dell’acqua torrida,
. e una larva (languiva
. e rifioriva) vide;
. ritornato a salire vide
. ch’era una ninfa e dormiva
. ritta abbracciata a un olmo.

. In sé da simulacro a fiamma vera


. errando, giunse a un prato ove
. l’ombra negli occhi s’addensava
. delle vergini come
. sera appiè degli ulivi;
. distillavano i rami
. una pioggia pigra di dardi,
. qua pecore s’erano appisolate
. sotto il liscio tepore,
. altre brucavano
. la coltre luminosa;
. le mani del pastore erano un vetro
. levigato da fioca febbre.

Si crea una specie di sistema sin estetico di sfumato, di non finito che amplia ulteriormente il senso: ermetico

E viene recuperata una dimensione arcaica (addirittura la ninfa) e non c’è più l’io, c’è una terza persona
indefinita, non c’è piu il tempo presente ma c’è un tempo trasposto al passato (spesso l’imperfetto) e poi non
c’è più l’analogia col come, è un’analogia allusiva (sempre metamorfica e metaforica = barocco) che amplia il
senso all’infinito cercando un contatto con l’assoluto, è la parola che in qualche modo diventa luce

E allora l’analogia col come che aveva dominato nell’Allegria ora non c’è più ed è sostituita dall’allusiva.
Sono queste le grandi differenze. Scompare io per terza persona indefinita, non c’è piu tempo presente,
attimo, urgenza ma imperfetto. Non c’è piu linguaggio scabro, quasi espressionistico ma parole alte, auliche
della tradizione. Ritorna la sintassi, l’endecasillabo e come quinto elemento

MENGARDO è importantissimo, linguista, ha parlato di queste 5 differenze e la quinta è “questo mondo del
sentimento del tempo è legato al NON FINITO”,

Ungaretti:

interesse per la pietra, come uno scultore che scolpisce il non finito (Michelangelo, i prigioni, Michelangelo,
pietà rondanini che Ungaretti dice che la pietà rondanini è fondamentale per la sua idea di tempo:
Michelangelo inoltre è per lui centrale, come la Roma Barocca, del vuoto ecc; per spiegare l’idea del tempo
come apocalisse, catastrofi ecc fondata sul vuoto dice “Michelangelo”, perché è con Michelangelo che nasce
il Barocco)

Pietà rondanini, fondamentale, è una pietà in piedi diversa dalle altre: quelle classiche sono diverse. La
prima è bella ma è la prima, la piu acerba, Michelangelo ha lavorato fino alla vecchiaia e ci vuole fatica. Pietà
rondanini, pietà in piedi, Michelangelo, fatica a scolpirla ecc

L’isola:

C’è la febbre del pastore non spiegata, nessuno capisce perché Ungaretti dica questa cosa.

Proda = Riva, riva dell’isola dove la sera era perenne perché c’erano degli alberi secolari, ripiegati su se
stessi, SCESE (non si sa chi, 3° persona indefinita) e si inoltrò richiamato da rumore di penne (uccello alzato
in piedi)

Sfridulo batticuore dell’acqua torbida: sfridulo batticuore: catena analogica = è dall’uccello ma dal punto di
vista barocco e metamorfico diventa l’incresparsi della superfice dell’acqua

Siamo in un locus amenus (acqua) ma torrido e una larva che si accendeva e si spegneva, vide una ninfa
abbraccia a un olmo : dimensione arcaica, ninfa in piedi abbracciata ad un albero tipico del locus amenus
della tradizione.
Errando vuol dire non sapendo se era un simulacro ovvero un’immagine virtuale o era veramente così,
giunse a un prato dove l’ombra negli occhi si addensava ecc giunge ad un prato dove l’ombra si faceva
densa negli occhi di queste vergini (ninfe) come densa si fa la sera ai piedi delle ninfe

E’ cambiato: distillava dai rami ecc è tutto buio, la luce (pioggia) come gocce che cade dai rami, sembrano
quasi dardi, frecce sottili che cadono dal buio

Pecore (locus amennus) liscio tepore (della luce?) = sinestesie

Altre brucavano i fili d’erba illuminati da quel poco di luce che gocciolava

Le MANI (sempre mani nelle poesie di Ungaretti) erano vetro levigato da fioca febbre

La terza persona di cui prima è il pastore che vede questa scena in un bosco dove la sera è perenne e la
febbre che ci fa sulle sue mani ? perché ungaretti chiude la poesia con quest’effetto di mani infebbrate?

Il lago era torbido perché? Febbre, l’acqua è torbida, per tutta la poesia effetto di luce

Luce: la parola è in Ungaretti un punto di luce, Ungaretti non è cambiato, tutta la poesia è legata alla poesia
che è luce dentro il buio e per questo l’acqua è torbida e le mani sono quelle che scrivono, sono febbre
perché la parola di Ungaretti diventa luce / febbre / calore perché è a contatto l’assoluto

Saba: ricucire Montale: Ungaretti: contatto con l’assoluto

Febbre dovuta al contatto con l’assoluto per la poesia dove lui si isola e però la sua parola poetica trafora il
buio del bosco, il poeta veramente raggiunge il contatto con l’abisso dell’assoluto e diventa luce

Dove il tempo è vortice e consuma tutto esiste il passaggio orizzontale dell’uomo nel buio, la sua caducità , il
suo movimento passo dopo passo che è il suo respiro in terra, il suo tremito come il tremito delle foglie sugli
alberi, e quello fu l’antichissimo Mimnermo a collegare le foglie alle vite umane, cosa diventata poi immagine
virgiliana, leopardiana, immagine ungarettiana

Soldati

Si sta come 3
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Poesia del “come” (Acoc. Legatissima a quel come)

Come versicolo spostato al primo verso, perché così siamo noi esseri umani sulla terra, effimeri ed eterni al
tempo stesso (come foglie dell’albero, albero impronta fossile ecc), dentro la caducità del muoversi
orizzontale noi stiamo attaccati all’albero come le foglie, con quell’attaccamento alla vita che aveva Ungaretti
nell’allegria, quel voler essere ancora vivi quando tutto intorno muore e con quell’essere d’oro, luce del buio
per rendere ancora piu luminoso un istante: questo resta in Ungaretti, la parola che trafora il buio, la luce del
passaggio umano che resta, resta anche nell’utimo Ungaretti, in terra promessa, nell’impietrito e il velluto,
nello sguardo di Dugna, luce, faro = antonomasia faro che è il nome del primo faro di Alessandria d’Egitto
del porto sepolto (??)

Ginkno Bilboa, albero con foglia dal punto di vista botanico scissa in due, albero – impronta fossile ecc

 Lago luna alba notte, poesia a chiave, costruita come un’enigma: le 4 parole del titolo corrispondo alle
quattro strofe
LAGO LUNA ALBA NOTTE

Gracili arbusti ciglia

Di celato bisbiglio …
Impallidito livore rovina …
Un uomo, solo, passa

Col suo sgomento muto…


Conca lucente,

Trasporti alla foce del sole.


Torni ricolma di riflessi, anima,

E ritrovi ridente

L’oscuro…
Tempo, fuggitivo tremito…

A chiave Ungaretti mette il nome del lago: (???), Gracili arbusti di ciglia di celato bisbiglio è il lago come un
occhio e i gracili arbusti sono come delle ciglia e hanno un bisbiglio celato = ciglia intorno all’occhio = prima
stoffa è l’occhio
La seconda strofa è la luna, livore, rovina che precipita = tramonto (?)
Conca lucente.. sole è l’alba che si vede nel lago (conca lucente) , foce del sole = alba, si illumina il lago si
guarda il sole sorgere
Ultima strofa: notte, tempo circolare, velocissimo, da alba a notte, salto temporale vertiginoso: ritrovi
nell’oscuro della notte anima ridente, tempo fuggitivo tremito ecc (sentimento del tempo), il tempo in
sentimento del tempo è FUGGITIVO

Un uomo solo col suo sgomento = passaggio temporale dell’uomo nel tempo fuggitivo, passaggio orizzontale
dell’uomo con la sua caducità che si porta dentro e la sua parola e il respiro e il tremito

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