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CONTRIBUENTI MENSILI E TRIMESTRALI

Tra gli obblighi dei contribuenti iva vi è quello di effettuare mensilmente o trimestralmente la
liquidazione e il versamento dell’iva allo Stato.

I contribuenti iva possono essere quindi: MENSILI o TRIMESTRALI

• Come regola generale tutti i contribuenti iva sono MENSILI cioè, devono effettuare la
liquidazione e il versamento iva mensilmente, entro il 16 del mese successivo a quello di
riferimento; ad esempio l’iva di gennaio dovrà essere calcolata e versata entro il 16/02 e
così via.
• Possono però essere TRIMESTRALI, cioè effettuare la liquidazione e il versamento iva
trimestralmente, i contribuenti che rispettino le seguenti tre condizioni:

1. Hanno realizzato nell’anno precedente un volume d’affari (dato del totale delle vendite al
netto dell’iva):

• inferiore a € 400.000,00 se effettuano prestazioni di servizi (ad esempio: meccanico,


pettinatrice, commercialista ecc);
• inferiore a € 700.000,00 se effettuano altre attività (ad esempio: vendita di beni, come
negozi, industrie ecc.).

1. Hanno comunicato all’Agenzia delle Entrate di voler adottare tale regime trimestrale;
2. Devono versare in più ogni trimestre l’interesse del 1%.

I contribuenti trimestrali devono versare l’iva ogni tre mesi entro il 16 del secondo mese
successivo al trimestre di riferimento; precisamente:

• L’iva del primo trimestre (gennaio, febbraio e marzo) dovrà essere versata entro il 16/05;
• L’iva del secondo trimestre (aprile, maggio e giugno) dovrà essere versata entro il 16/08;
• L’iva del terzo trimestre (luglio, agosto e settembre) dovrà essere versata entro il 16/11;
• L’iva del quarto trimestre (ottobre, novembre e dicembre) dovrà essere versata
eccezionalmente entro il 16/03 (anziché entro il 16/02);

N.B. Se la data di versamento cade in un giorno in cui le banche sono chiuse (ad esempio: sabato,
domenica o altri giorni festivi) si può versare il primo giorno feriale successivo.

N.B. Generalmente sono trimestrali i piccoli contribuenti; nonostante il pagamento in più del 1% è
sempre conveniente, se possibile, essere trimestrali, in quanto si versa ogni tre mesi e costa meno la
tenuta della contabilità.
LIQUIDAZIONE E VERSAMENTO IVA

Mensilmente o trimestralmente i contribuenti IVA devono effettuare la liquidazione e il versamento


dell’IVA.

LIQUIDAZIONE IVA
Liquidare l’iva significa determinare:
L’IVA da versare allo Stato,
o il credito da riportare nel periodo successivo.
Precisamente:
IVA A DEBITO (sulle vendite, da ricavare dal registro iva vendite)
- IVA A CREDITO (sugli acquisti, da ricavare dal registro iva acquisti)
= DEBITO/CREDITO
+/- CREDITO PRECEDENTE
= IVA DA VERSARE/CREDITO DA RIPORTARE

VERSAMENTO IVA
Se dalla liquidazione iva risulta un’iva da versare occorre effettuare mensilmente o trimestralmente il
versamento dell’iva allo Stato, in via telematica mediante delega bancaria modello F24, usando i seguenti
codici:
CONTRIBUENTI MENSILI
IVA GENNAIO: codice 6001
IVA FEBBRAIO: codice 6002
IVA MARZO: codice 6003
IVA APRILE: codice 6004
IVA MAGGIO: codice 6005
IVA GIUGNO: codice 6006
IVA LUGLIO: codice 6007
IVA AGOSTO: codice 6008
IVA SETTEMBRE: codice 6009
IVA OTTOBRE: codice 6010
IVA NOVEMBRE: codice 6011
IVA DICEMBRE: codice 6012

CONTRIBUENTI TRIMESTRALI
IVA 1°TRIMESTRE: codice 6031
IVA 2°TRIMESTRE: codice 6032
IVA 3°TRIMESTRE: codice 6033
IVA 4°TRIMESTRE: codice 6099
ESEMPIO
Effettuare la liquidazione iva di un contribuente, sia mensile che trimestrale sulla base dei seguenti dati:

APRILE
IVA A DEBITO 2.800
IVA A CREDITO 3.500
CREDITO PRECEDENTE 500

MAGGIO
IVA A DEBITO 5.000
IVA A CREDITO 3.000

GIUGNO
IVA A DEBITO 3.200
IVA A CREDITO 1.200

Contribuente mensile: effettua la liquidazione iva ogni mese


APRILE:
IVA A DEBITO (sulle vendite) 2.800
-IVA A CREDITO (sugli acquisti) 3.500
=CREDITO 700
+CREDITO PRECEDENTE 500
=CREDITO DA RIPORTARE 1.200
Non risultando un debito, cioè iva da versare, non occorre effettuare alcun pagamento con F24 ma si
riporta il credito nella liquidazione iva del mese successivo.

MAGGIO
IVA A DEBITO (sulle vendite) 5.000
-IVA A CREDITO (sugli acquisti) 3.000
=DEBITO 2.000
-CREDITO PRECEDENTE 1.200
= IVA DA VERSARE 800
Risultando un debito occorre compilare il modello F24 e versare in via telematica l’importo di € 800,00
entro il 16/06, cioè entro il 16 del mese successivo.

GIUGNO
IVA A DEBITO (sulle vendite) 3.200
-IVA A CREDITO (sugli acquisti) 1.200
=DEBITO 2.000
-CREDITO PRECEDENTE 0
= IVA DA VERSARE 2.000
Risultando un debito occorre compilare il modello F24 e versare in via telematica l’importo di € 2.000,00
entro il 16/07, cioè entro il 16 del mese successivo.
CONTRIBUENTE TRIMESTRALE: effettua la liquidazione iva ogni tre mesi
(APRILE MAGGIO GIUGNO)
IVA A DEBITO (sulle vendite):
iva a debito di aprile 2800
iva a debito di maggio 5000
iva a debito di giugno 3200
Totale iva a debito: 11.000
-IVA A CREDITO (sugli acquisti)
iva a credito di aprile 3500
iva a credito di maggio 3000
iva a credito di giugno 1200
Totale iva a credito: 7.700
= DEBITO 3.300
-CREDITO PRECEDENTE 500
= IVA DA VERSARE 2.800
+ INTERESSE 1% 28
TOTALE DA VERSARE 2.828
L’importo di € 2.828,00 dovrà essere versato in via telematica con F24 entro il 16/08 cioè entro il
16 del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.

Esercizio da svolgere:
Effettuare la liquidazione iva di un contribuente, sia mensile che trimestrale sulla base dei seguenti dati:

LUGLIO
IVA A DEBITO 1.500
IVA A CREDITO 2.600
CREDITO PRECEDENTE 400

AGOSTO
IVA A DEBITO 4.000
IVA A CREDITO 3.000

SETTEMBRE
IVA A DEBITO 6.200
IVA A CREDITO 2.500
SCOPO DELLA CONTABILITA’

Lo scopo della contabilità è quello di determinare il patrimonio o capitale e il reddito d’esercizio.

Tutto ciò viene evidenziato da un documento detto BILANCIO D’ESERCIZIO che si compone di
due parti:

• lo stato patrimoniale
• il conto economico.

Lo stato patrimoniale comprende:

• ATTIVITA’ (dare)
• PASSIVITA’ (avere)

ed evidenzia il patrimonio (o capitale), dato appunto dalla differenza tra attività e passività.

Il conto economico comprende:

• COSTI (dare)
• RICAVI (avere)

ed evidenzia il risultato economico o reddito d’esercizio, dato appunto dalla differenza tra ricavi e
costi. Il reddito d’esercizio può essere:

• Positivo, detto UTILE D’ESERCIZIO, se i ricavi sono maggiori dei costi,


• Negativo, detto PERDITA D’ESERCIZIO, se i costi sono maggiori dei ricavi.

I prospetti STATO PATRIMONIALE e CONTO ECONOMICO possono essere così riepilogati:

STATO PATRIMONIALE
ATTIVITA’ (dare) PASSIVITA’ (avere)

(SALDO / DEFICIT O PASSIVO NETTO) SALDO / PATRIMONIO NETTO

CONTO ECONOMICO
COMPONENTI NEGATIVI (dare) COMPONENTI POSITIVI (avere)

COSTI D’ESERCIZIO RICAVI D’ESERCIZIO

RIMANENZE INIZIALI RIMANENZE FINALI

SALDO / UTILE D’ESERCIZIO (SALDO/ PERDITA D’ESERCIZIO)


IL PATRIMONIO
Per svolgere la sua attività l’imprenditore deve disporre di vari beni: fabbricati, impianti, merci, denaro, ecc.
Il patrimonio dell’azienda è l’insieme di tutti i beni a disposizione di diritto e di fatto del soggetto aziendale
in un dato momento.
Essendo il patrimonio variabile nel tempo per poterlo determinare occorre riferirci ad un dato istante, cioè
“fotografarlo”. Solitamente si determina al 31/12.
Il patrimonio di un’azienda comprende:
• Attività (Dare)
• Passività (Avere)

ATTIVITÀ:
Le attività ( o elementi attivi del patrimonio) a loro volta si dividono in due gruppi:
• Immobilizzazioni
• Attivo circolante

IMMOBILIZZAZIONI
Le immobilizzazioni sono costituite da quei beni che danno la loro utilità per più esercizi e vengono
acquistati, non per essere venduti o trasformati in altri beni, ma per essere utilizzati come beni strumentali
nell’azienda. Saranno venduti quando non serviranno più o verranno sostituiti con altri beni.
Sono anche immobilizzazioni i crediti a medio/lungo termine e i titoli di difficile realizzo, cioè crediti e titoli
che non è facile trasformare rapidamente in denaro.
A loro volta le immobilizzazioni si dividono in:
• Immobilizzazioni materiali
• Immobilizzazioni immateriali
• Immobilizzazioni finanziarie

Le IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI sono ad esempio: arredamento, automezzi, attrezzature, impianti,


fabbricati, macchine contabili, ecc.

Le IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI sono ad esempio: software, brevetti, diritti d’autore, avviamento,


costi di impianto, ecc.
Software: è rappresentato dai programmi utilizzati per il computer.
Brevetti: rappresentano il diritto di sfruttare in esclusiva un’invenzione per un determinato periodo ti tempo.
Diritti d’autore: rappresentano il diritto di sfruttare in esclusiva una data opera (musica, libro, ecc.).
Avviamento: consiste in una somma pagata quando si acquista un’azienda “già avviata”, cioè che dispone di
una buona clientela, di una buona localizzazione, e produce dei buoni redditi.
Costi di impianto (o spese di costituzione): sono rappresentati dall’ insieme di tutte quelle spese sostituite
dall’azienda per l’inizio della sua attività ad esempio: compensi al notaio per l’acquisto dell’azienda,
pagamento di spese e tasse iniziali ecc.

Le IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE sono costituite:


dai crediti a medio/lungo termine (mutui attivi),
e dai titoli di difficile realizzo, cioè titoli che non si possono trasformare in denaro in breve tempo ( ad
esempio i titoli di difficile vendita e le partecipazioni, cioè azioni di altre società che l’azienda possiede per
controllarle e non per venderle; rimangono pertanto nel patrimonio per lunghi periodi).
ATTIVO CIRCOLANTE
L’attivo circolante è costituito:
• da quei beni che danno la loro utilità per un solo esercizio, cioè che vengono acquistati per essere
venduti o trasformati in altri beni;
• dal denaro;
• dai crediti a breve termine e dai titoli di vasto mercato e facile realizzo, cioè dai crediti e dai titoli che
si possono trasformare rapidamente in denaro.

A sua volta l’attivo circolante si divide in:


• rimanenze
• crediti a breve termine
• disponibilità finanziarie
• liquidità

Le RIMANENZE sono quei beni che l’azienda acquista per trasformare o vendere, come materie prime,
semilavorati, prodotti finiti, merci, imballaggi di consumo ecc.

I CREDITI sono tutti i tipi di crediti a breve termine, cioè con scadenza generalmente non superiore a un
anno; ad esempio crediti verso clienti, cambiali attive, crediti diversi (verso l’IVA, verso l’Erario, …) ecc.

Le DISPONIBILITA’ FINANZIARIE sono tutti titoli di facile realizzo, come ad esempio titoli di Stato
(CCT, BTP, BOT), le azioni speculative (cioè azioni acquistate per rivendere e guadagnare sul prezzo), e i
ratei attivi.

Le LIQUIDITA’ sono costituite dal denaro (in cassa, sul conto corrente bancario, sul conto corrente postale),
dai valori bollati (francobolli e marche da bollo) e dagli assegni (ricevuti e non ancora versati sul conto
corrente).

PASSIVITA’
Le passività (o elementi passivi del patrimonio) a loro volta si dividono in cinque gruppi:
• debiti a breve termine, cioè debiti con scadenza generalmente non superiore all’anno, come ad
esempio debiti v/fornitori, cambiali passive, debiti diversi (verso l’IVA, verso l’Erario ecc.), conto
corrente passivo, debiti per imposte ecc.
• debiti a medio / lungo termine cioè debiti con scadenza generalmente da un anno a cinque anni (a
medio termine) oppure superiore a cinque anni (a lungo termine). Sono ad esempio: mutui passivi,
debiti per TFR (trattamento di fine rapporto), sovvenzioni (cioè prestiti) a medio termine.
• Ratei e risconti passivi
• Fondi rischi e oneri
• Fondi ammortamento

Nota bene
La differenza tra le attività e le passività costituisce il PATRIMONIO NETTO, che non è un bene, né si
trova investito in singoli beni, ma è un valore riferito a un dato istante, che deriva appunto dalla differenza fra
attività e passività.
Se le passività sono invece superiori alle attività la differenza si chiama PASSIVO NETTO o DEFICIT.
Pertanto:
attività maggiori passività = patrimonio netto
attività minori passività = passivo netto o deficit
Nota bene
La differenza tra immobilizzazioni e attivo circolante non è assoluta ma varia da azienda ad azienda.
Ad esempio gli automezzi per la Fiat rappresentano attivo circolante (sono cioè beni che produce per vendere),
mentre per le altre aziende che acquistano gli automezzi per utilizzarli nella loro attività costituiscono
immobilizzazioni (sono cioè beni strumentali).
Ad esempio i computer per l’IBM, la Apple ecc., che li producono per vendere, sono attivo circolante, mentre
per le altre aziende che li acquistano per utilizzarli sono immobilizzazioni.

ALTRE CARATTERISTICHE DI BENI DEL PATRIMONIO

Nell’azienda possono essere presenti oltre ai beni di proprietà dell’imprenditore anche altri beni appartenenti
ad altre persone, depositati presso i locali dell’azienda in custodia, in garanzia, ecc.
Possiamo quindi distinguere i beni in due gruppi:
• Beni propri, cioè di proprietà dell’imprenditore;
• Beni di terzi, appartenenti ad altre persone e che quindi non fanno parte del patrimonio
aziendale.

Inoltre occorre precisare che se l’azienda ha eccedenza di mezzi finanziari può investirli in beni che non
riguardano la sua attività principale e non servono per lo svolgimento dell’attività ma che rappresentano dei
buoni investimenti.
I beni dell’azienda possono quindi essere distinti in:
• Beni del patrimonio principale, costituiti dai beni necessari per lo svolgimento dell’attività tipica
aziendale; sono ad esempio le immobilizzazioni materiali, le rimanenze di magazzino, i crediti verso
clienti, ecc.
• Beni del patrimonio accessorio, costituiti dai beni non necessari per lo svolgimento dell’attività
principale dell’azienda, ma acquistati per investimenti o altri scopi; sono ad esempio le
partecipazioni, i titoli, ecc.

RIEPILOGO CLASSIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI DEL PATRIMONIO


• Secondo il segno abbiamo:
ATTIVITA’ (dare)
PASSIVITA’ (avere)
• Secondo l’aspetto giuridico abbiamo:
BENI PROPRI
BENI DI TERZI
• Secondo l’attività tipica dell’azienda abbiamo:
BENI DEL PATRIMONIO PRINCIPALE
BENI DEL PATRIMONIO ACCESSORIO.
RATEI E RISCONTI

GENERALITA’
Abbiamo visto che tra gli scopi della contabilità vi è quello di determinare il reddito d’esercizio
(utile d’esercizio o perdita d’esercizio).
Il reddito d’esercizio è dato dalla differenza tra ricavi e costi di competenza dell’esercizio; ciò
significa che si devono considerare tutti i costi e i ricavi che riguardano l’esercizio e pertanto:
• aggiungere al reddito quei costi e quei ricavi che non sono ancora pagati o riscossi, ma che
riguardano l’esercizio (ad esempio relativi al 2019 ma che saranno pagati o riscossi nel
2020);
• togliere dal reddito quei costi e quei ricavi che sono stati pagati o riscossi anticipatamente,
ma non riguardano l’esercizio (ad esempio pagati o riscossi nel 2019 ma relativi al 2020).
Tutto ciò si attua al 31/12 mediante il calcolo dei ratei e dei risconti.

RATEI

I ratei hanno lo scopo di AGGIUNGERE al reddito d’esercizio COSTI e RICAVI DI


COMPETENZA, ma non ancora pagati o riscossi. Saranno pagati o riscossi
POSTICIPATAMENTE, cioè nell’esercizio successivo.
In pratica si ha un rateo tutte le volte che si paga o si riscuote posticipatamente e si ha il 31/12 nel
mezzo, cioè l’operazione riguarda in parte un esercizio e in parte quello successivo.

Il rateo è ATTIVO (dare) se si riscuote posticipatamente, perché aggiunge un ricavo.


Il rateo è PASSIVO (avere) se si paga posticipatamente, perché aggiunge un costo.

NOTA BENE: nella linea del tempo il rateo riguarda sempre il periodo che precede il 31/12.

|________RATEO__________|_________________|
31/12
Esempio: in data 01/04/2019 abbiamo dato in affitto un magazzino al canone annuo di € 12.000,00,
da riscuotere posticipatamente e semestralmente il 01/04 e il 01/10; calcolare il rateo al 31/12/2019.

|________RATEO ATTIVO__________|_________________|
01/10/19 31/12/19 01/04/2020

Si tratta di un rateo perché si riscuote posticipatamente; il rateo è attivo (perché si riscuote, cioè
aggiunge un ricavo) e riguarda la parte di affitto di competenza del 2019, cioè il periodo che va dal
01/10 al 31/12/19.
Per calcolarlo occorre fare una proporzione, tenendo presente a cosa si riferisce il prezzo;
precisamente:
12000:12=X:3 (mesi relativi al rateo)
X=3000 rateo attivo (dare)

Esempio: ottenuto in data 01/08/19 un prestito di € 50.000 con interessi 3% da pagare annualmente
e posticipatamente; calcolare il rateo al 31/12/19

|________RATEO PASSIVO__________|_________________|
01/08/19 31/12/19 01/08/2020
Si tratta di un rateo perché si paga posticipatamente; il rateo è attivo (perché pago, cioè aggiungo un
costo) e riguarda la parte di interesse di competenza del 2019, cioè il periodo che va dal 01/08 al
31/12/19.
In tal caso per calcolarlo basta applicare la formula dell’interesse per il periodo del rateo, cioè
calcolare direttamente l’interesse per i mesi che vanno dal 01/08 al 31/12.
I = C x r x t / 1200 I = 50.000 x 3 x 5 /1200 I = 625 rateo passivo (avere).
RISCONTI

I risconti hanno lo scopo di TOGLIERE dal reddito d’esercizio COSTI e RICAVI che sono
già stati pagati o riscossi ANTICIPATAMENTE, ma CHE NON SONO DI COMPETENZA
DELL’ESERCIZIO; andranno a formare il reddito dell’esercizio successivo.
In pratica si ha un risconto tutte le volte che si paga o si riscuote anticipatamente e si ha il 31/12 nel
mezzo, cioè l’operazione riguarda in parte un esercizio e in parte quello successivo.

Il risconto è ATTIVO (dare) se si paga anticipatamente, perché toglie un costo.


Il risconto è PASSIVO (avere) se si riscuote anticipatamente, perché toglie un ricavo.

NOTA BENE: nella linea del tempo il risconto riguarda sempre il periodo che segue il 31/12.

|________________|_______RISCONTO________|
31/12
Esempio: in data 01/10/2019 abbiamo pagato in affitto un’assicurazione semestrale anticipata di €
600,00; calcolare il risconto al 31/12/2019.

|__________________|_________RISCONTO ATTIVO________|
01/10/19 31/12/19 01/04/2020

Si tratta di un risconto perché si paga anticipatamente; il risconto è attivo (perché si paga, cioè
toglie un costo) e riguarda la parte di assicurazione di competenza del 2020, cioè il periodo che va
dal 31/12/19 al 01/04/20.
Per calcolarlo occorre fare una proporzione, tenendo presente a cosa si riferisce il prezzo;
precisamente:
600:6=X:3 (mesi relativi al risconto)
X=300 risconto attivo (dare)

Esempio: dato in affitto un magazzino al canone annuo di € 12.000 pagabile annualmente e


anticipatamente il 01/05/19; calcolare il risconto al 31/12/19

|_________________|_______RISCONTO PASSIVO_______|
01/05/19 31/12/19 01/05/2020

Si tratta di un risconto perché si riscuote anticipatamente; il risconto è passivo (perché riscuoto, cioè
toglie un costo) e riguarda la parte di affitto di competenza del 2020, cioè il periodo che va dal
31/12 al 01/05/20.
Per calcolarlo occorre fare una proporzione, tenendo presente a cosa si riferisce il prezzo;
precisamente:
12000:12=X:4 (mesi relativi al risconto)
X=4000 risconto passivo (avere)
DIFFERENZE TRA RATEI E RISCONTI
RATEI RISCONTI

Il rateo ha lo scopo di AGGIUNGERE al reddito Il risconto ha lo scopo di TOGLIERE dal


d’esercizio quote di costi o di ricavi di reddito d’esercizio quote di costi o di ricavi
COMPETENZA, che saranno però pagati o NON di COMPETENZA, che sono già state
riscossi posticipatamente nell’esercizio pagate o riscosse anticipatamente
successivo
Si ha pertanto un rateo quando si paga o si Si ha pertanto un risconto quando si paga o si
riscuote POSTICIPATAMENTE riscuote ANTICIPATAMENTE

Il rateo riguarda il periodo che PRECEDE il Il risconto riguarda il periodo SUCCESSIVO


31/12 al 31/12

Il rateo è come l’operazione: Il risconto è il contrario dell’operazione:

ATTIVO (D) se si riscuote (perché aggiunge un ATTIVO (D) se si paga (perché toglie un
ricavo) costo

PASSIVO (A) se si paga (perché aggiunge un PASSIVO (A) se si riscuote (xché toglie un
costo) ricavo)

FONDI RISCHI E ONERI

Tali fondi rappresentano dei rischi e delle perdite future PRESUNTE, che:

• non si sa se si verificheranno,
• non si sa quando si verificheranno
• e per quale importo preciso.

I fondi rischi e oneri sono delle passività (avere) e si possono distinguere in due gruppi:

• fondi e rischi che rettificano valori iscritti nell’attivo; rappresentano delle perdite future
presunte.

Il più importante è il fondo svalutazione crediti (o fondo rischi su crediti), che esprime le
perdite presunte future sui crediti, cioè quella parte dei crediti che in futuro si presume non
sarà riscossa.

Altri fondi sono:

fondo svalutazione merci, fondo svalutazione titoli, ecc. che esprimono le perdite future
presunte su merci, titoli ecc.

• fondi rischi che prevedono delle uscite future presunte; sono ad esempio i fondo rischi
vari, il fondo responsabilità civile ecc.
Esempio: indicare nel patrimonio i seguenti valori:

1. crediti v/clienti € 100.000 svalutati del 5%


2. merci € 20.000 svalutate del 10%
3. titoli di facile realizzo €50.000 svalutati del 3%
4. fondo responsabilità civile € 5.000
5. fondo rischi vari €10.000

ATTIVITA’ IMPORTO PASSIVITA’ IMPORTO

Crediti v/clienti 100.000 F.svalutazione crediti (5%) 5.000

Merci 20.000 F.svalutazione merci (10%) 2.000

Titoli di facile realizzo 50.000 F.svalutazione titoli (3%) 1.500

F.responsabilità civile 5.000

Fondo rischi vari 10.000


RIMANENZE DI MAGAZZINO

Sono costituite dalle merci, dagli imballaggi di consumo, dalle materie prime, dai semilavorati, dai
prodotti finiti, ecc, acquistati e non venduti o trasformati nell’esercizio, esistenti nel magazzino al
momento in cui si compila l’inventario.

Il valore attribuito a tali rimanenze si considera un COSTO SOSPESO, cioè un costo già sostenuto
che deve essere rinviato all’esercizio successivo.

Le rimanenze di magazzino sono delle attività (dare).

DEBITI PER TFR

I debiti per TFR (trattamento di fine rapporto) indicano il debito presunto verso i dipendenti per la
liquidazione maturata che sarà però pagata al termine del rapporto di lavoro (per dimissioni,
licenziamento, pensionamento o morte del lavoratore).

È un debito presunto in quanto non si conosce la data in cui dovrà essere pagato né l’importo
esatto, ma si sa che dovrà essere corrisposto.

È un debito a medio / lungo termine (avere) perché generalmente i dipendenti rimangono


nell’azienda per periodi di tempo abbastanza lunghi.

DEBITI PER IMPOSTE

I debiti per imposte indicano il debito presunto verso lo Stato per le imposte sul reddito maturate al
31/12 ma non ancora versate; saranno pagate al momento della redazione della dichiarazione dei
redditi, generalmente nel periodo giugno, luglio e agosto.

È un debito presunto perché non si conosce esattamente la data del pagamento.

È un debito a breve termine (avere) perché le imposte si versano ogni anno.


COSTI PLURIENNALI
I costi pluriennali riguardano quegli elementi del patrimonio che danno la loro utilità per più
esercizi, cioè le immobilizzazioni materiali e immateriali; sono anche detti beni strumentali, in
quanto vengono acquistati per essere utilizzati come strumenti nello svolgimento dell’attività.
L’acquisto di tali beni comporta il sostenimento di un costo che darà la sua utilità per più anni; per
tale motivo si chiamano costi pluriennali. Essi sono delle attività (dare).
Il valore di tali beni non rimane immutato nel tempo, ma diminuisce in seguito:
• al logorio fisico, dovuto all’uso;
• al logorio economico (detto obsolescenza) che riguarda quei beni che sono ancora
fisicamente efficienti, ma che sono obsoleti, in quanto non è più conveniente utilizzarli
perché superati tecnologicamente (ad esempio i computer, cellulari, ecc) o perché fuori
moda.
Tale diminuzione di valore che si rileva ogni anno prende il nome di ammortamento.
La somma delle varie quote di ammortamento costituisce il fondo ammortamento, che esprime la
diminuzione di valore totale del bene strumentale.
Pertanto:
• la quota annua di ammortamento esprime la diminuzione di valore di un anno del bene
strumentale,
• il fondo ammortamento (dato dalla somma delle varie quote di ammortamento)
esprime la diminuzione di valore complessiva del bene strumentale.
Il fondo ammortamento è una passività (avere) che rettifica il valore delle immobilizzazioni
materiali e immateriali.
Nel patrimonio avremo quindi:
• in dare, nelle attività, il costo storico delle immobilizzazioni materiali e immateriali,
• in avere, nelle passività, il relativo fondo ammortamento che esprime la loro
diminuzione di valore.
La differenza tra costo storico e il relativo fondo ammortamento costituisce il valore contabile
residuo.

Esempio. Inserire nel patrimonio i seguenti valori:


Arredamento € 20000 ammortizzato del 30%
Automezzi € 50000 ammortizzati con tre quote del 20%
Attrezzature varie € 25000 interamente ammortizzate
Brevetti € 100000 ammortizzati con una quota del 10% e tre quote del 15%.

ATTIVITA’ PASSIVITA’

Arredamento 20000 Fondo amm.to Arredamento (30%) 6000

Automezzi 50000 Fondo amm.to Automezzi (60%) 30000

Attrezzature varie 25000 Fondo amm.to Attrezzature varie 25000


(100%)

Brevetti 100000 Fondo amm.to Brevetti (55%) 55000