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IDROGEOLOGIA

Tipi di acqua nel sottosuolo:


● Acqua igroscopica: Acqua ottenuta dalle particelle del mezzo
● Acqua gravifica: acqua che si può muovere sotto la forza di gravità
● Acqua capillare: Acqua mantenuto dalla tensione superficiale.
La superficie freatica è la quota cui l’acqua sotterraneo e a pressione relativa zero. Sotto la superficie
freatica, l’acqua si trova ad una pressione più alta dell’atmosferica.
Sopra la superficie freatica, l’acqua è ritenuta per tensione superficiale. Il mezzo poroso è saturo sopra la
superficie freatica solo per un piccolo spessore. Questa zona è denominata zona capillare o Frangia
capillare

ACQUIFERI, ACQUITARDI, ACQUICLUDI


L’acquifero secondo il geologo è un complesso roccioso nel quale sono presenti e circolano con continuità
acque sotterranee. Secondo l’ingegnere è un’unità geologica che può immagazzinare e trasmettere acqua
con portate sufficienti per lo sfruttamento.
L’acquitardo secondo il geologo è una formazione con bassa conduttività idraulica. Per l’ingegnere è
un’unità geologica che può immagazzinare acqua ma non trasmetterla.
L’acquicludo per un geologo è un’unità geologica che non può immagazzinare o trasmettere acqua. Per un
ingegnere è un’unità geologica utilizzabile per il confinamento di fluidi o materiali inquinanti.
Un acquifero freatico è un acquifero limitato inferiormente dalla cui tardo è il limite superiore è costituito
dalla superficie freatica.
Un acquifero confinato è un acquifero che risulta limitato tra due acquitardo:
● Il livello dell’acqua in un pozzo acquifero confinato risale sempre al di sopra del tetto dell’acquifero

Un acquifero confinato ha sempre una sua parte in condizioni non confinate. Tale parte rappresenta l’area
di ricarica. La ricarica forza l’acqua fluire verso il basso dove rimane intrappolata. L’acqua è così in
pressione a causa del peso dell’acqua a monte e per il confinamento tra strati impermeabili.

Un’acquitardo è un’unità con una K almeno 100 volte più bassa dello strato acquifero
sovrastante/sottostante.
Sopra la frangia capillare, i pori sono occupati da aria. La zona sopra la frangia capillare è detta zona
insatura, che può avere spessore nullo o di centinaia di metri.
L’acqua d’infiltrazione incontra del materiale a grana fine e si accumula creando una zona satura. Questa
zona è denominata acquifero sospeso. Costituito da una lente satura limitata superiormente da una
superficie freatica.

LEGGE DI DARCY, CONDUTTIVITA’ IDRAULICA


Studio dell’efficacia filtrante di letti di sabbia per la rimozione del particolato dalle acque.
Darcy condusse gli esperimenti con sabbie di diversa granulometria e differenti L (spessori di sabbia),
misurando la portata per diversi valori di Δ h (differenza di carico idraulico h2 −h1).

Gli esperimenti di Darcy provarono che la portata Q ( ΔΔVt ),con L costante era proporzionale a Δ h, mentre
con Δ h costante, era inversamente proporzionale a L

Q=K∗ ( ΔLh ) ∙ A=K ∙i ∙ A


Con A l’area della sezione filtrante, i il gradiente e K il coefficiente di permeabilità o conduttività idraulica.
Q [ L3 T −1 ]
[ −1
q LT = ] 2
=K [ LT −1 ] i=velocità di Darcy
A[L ]
L’approccio Darcyano comporta:
 Un approccio macroscopico con il quale si rappresenta un mezzo poroso come un continuo
 La definizione di parametri macroscopici come la conduttività idraulica
 Utilizzo di leggi macroscopiche per ottenere descrizioni medie del comportamento microscopico

La velocità reale è la velocità con cui le molecole d’acqua si muovono attraverso il mezzo poroso, mentre la
velocità di Darcy è un volume d’acqua che passa attraverso una determinata sezione nell’unità di tempo.
Solo in un mezzo poroso con porosità 100% la velocità di Darcy è uguale alla velocità reale.
Le legge di Darcy assume che il flusso avviene in un percorso rettilineo, cosa non vera. Si può definire la
velocità media lineare del fluido dividendo la portata Q per l’area della sezione filtrante

Aw

A
Dove η è la porosità areale e A w è l’area occupata dal fluido, frazione dell’area totale A della sezione del
volume unitario.
La velocità media lineare (v) attraverso i pori è:
Q Q q −1 dh
v= = = = K
A water ηA η η dl
Essendo η sempre minore di 1, la velocità media lineare è sempre maggiore della velocità di Darcy. Ma la
velocita media lineare, non è la velocità reale perché quest’ultima è ancora maggiore, dato che le molecole
devono percorrere vie irregolari più lunghe di quelle linearizzate della velocità media lineare.
La costante K (coefficiente di permeabilità) è funzione sia del mezzo che del fluido.
Nell’esperimento, il flusso specifico q varia se si cambiano le caratteristiche granulometriche del mezzo
poroso o se varia il fluido.
Usando un mezzo poroso, grani di vetro di diametro d, e tenendo costante il gradiente idraulico, e variando
con fluidi di diversa densità e viscosità dinamica, il flusso è dato da:
−C d 2 ρg dh −C d 2 ρg kρg
q= da cui K= =
μ dl μ μ
Dove:
 C d 2 =k ed è il termine che riguarda il mezzo poroso e quindi la permeabilità intrinseca
ρ
 fattore che riguarda il fluido
μ
 g termine che riguarda i fattori esterni
La costante C per materiali acquiferi reali include l’effetto delle proprietà del mezzo che influenzano la
filtrazione come:
 Distribuzione granulometrica
 Sfericità e arrotondamento
 Tipo di organizzazione spaziale
Per ogni formazione geologica
 La porosità descrive lo spazio nel quale è possibile trovare il fluido
 La permeabilità intrinseca (k, m2) descrive la capacità di un materiale di trasmettere un fluido.
Porosità e permeabilità intrinseca non sono strettamente correlate.
La permeabilità intrinseca ha le dimensioni di un’area. L’unità di permeabilità è il Darcy [d]
−kρg dh
q=
η dl
1 Darcy: la permeabilità intrinseca che origina un flusso specifico di 1 cm/s per un fluido con viscosità di 1
dh
centipoise sotto un gradiente idraulico che rende il termine g uguale ad 1 atm/cm.
dl
K=1 Darcy =10−12 m 2

STIMA DELLE CONDUTTIVITÀ IDRAULICA


Il problema principale sta nella stima dei parametri idrogeologici di un acquifero. La conduttività idraulica,
non può essere misurata direttamente, ma solo stimata da dati di laboratorio e/o di campo.
La conduttività idraulica ha generalmente relazione con le proprietà fondamentali del mezzo in
cui l’acqua circola: nel caso, di un mezzo poroso, la conduttività idraulica ha relazione con la distribuzione
granulometrica
S’intende per distribuzione granulometrica di un terreno una rappresentazione semplice della
distribuzione delle dimensioni delle particelle che lo costituiscono.
Per la stima del parametro si possono utilizzare differenti approccio come:
1. Analisi granulometriche: individuazione dei parametri necessari all’applicazione di formule empiriche.
2. Prove d’infiltrazione: dove gli infiltrometri sono usati per misurare la quantità di acqua che si infiltra nel
tempo attraverso un profilo di sedimento/suolo; Può essere effettuato con il metodo a carico costante e
quelli a carico variabile.
3. Prove in pozzo: estrazione d’acqua da pozzi, con la misura delle portate estratte dal pozzo e delle
depressioni causate nell’intorno del pozzo in opportuni piezometri di controllo.

ETEREOGENEITA’ ED ANISOTROPA
La K usualmente varia sia spazialmente (ETEROGENEITA’) che con la direzione della misura nell’ambito di
una formazione geologica (ANISOTROPIA).
Se K è indipendente dalla posizione, la formazione è omogenea. Se K dipende dalla posizione, la
formazione è eterogenea.
Se K è indipendente dalla direzione della misura in un punto della formazione geologica la formazione è
isotropa. Se K varia dalla direzione la formazione è anisotropa.

MISURE DI LIVELLO STATICO: Piezometri e Pozzi


Il carico idraulico h è la somma di un potenziale di posizione e di un potenziale di pressione.
P
(
h= z +
ρg )
dove h è il carico idraulico, z è la quota del punto di misura rispetto a un datum, P è la pressione nel punto di
misura, ρ è la densità dell’acqua, e g è l’accelerazione di gravità.
Il carico idraulico si misura determinando l’altezza a cui
l’acqua si stabilizza in un pozzo in comunicazione con
l’acquifero e riportando questo valore in termini di quota sul
livello medio mare.
Quando un pozzo ha una lunghezza significativa in
comunicazione con l’acquifero (intervallo finestrato), il livello
nel pozzo rappresenta la media del carico idraulico dell’intero
intervallo.
Se il pozzo ha un intervallo finestrato molto ridotto
(approssimabile ad un punto) il pozzo è noto come piezometro
ed il livello dell’acqua che vi si misura rappresenta un carico
idraulico puntuale.
Il piezometro ha normalmente un diametro più piccolo del pozzo.
In ogni caso, se il piezometro misura il carico idraulico puntuale è detto Piezometro perfetto, se invece il
tratto finestrato ha una certa lunghezza è detto imperfetto. I pozzi sono piezometri imperfetti.

Pozzo e piezometro hanno misure uguali se il carico idraulico è costante lungo la verticale (le tubazioni
attraversano zone caratterizzate da equipotenziali verticali e di conseguenza orizzontali)

GRADIENTI IDRAULICI
Dalle misure di carico idraulico in pozzi finestrati si può
ottenere il gradiente idraulico orizzontale, mentre
misurando co piezometri puntuali si hanno informazioni sul
gradiente idraulico verticale.
Si preferiscono i dati del piezometro, in confronto al pozzo,
perché disponendo due o più piezometri lungo una
verticale, si può verificare se è presente una componente verticale del flusso e quindi anche una differenza di
carico idraulico lungo la verticale dell’acquifero.
La misura dei gradienti è importante quando si lavora su un sistema con acquiferi sovrapposti. In questi casi
è opportuno conoscere la direzione di filtrazione.
SUPERFICI PIEZOMETRICHE- RETI DI FLUSSO
Le misure di carico idraulico sono di base per la ricostruzione delle superfici piezometriche. La superficie
piezometrica o potenziometrica è la superficie che definisce la distribuzione del carico idraulico di una
falda.: nel caso di fala libera la superficie piezometrica coincide con la superficie freatica. Mentre nel caso
di falda confinata essa si situa al di sopra del tetto dell’acquifero ed è concretizzata dall’insieme dei livelli.

Le linee isofreatiche: luogo dei punti d'uguale quota assoluta della superficie freatica; le linee
isopiezometriche rappresentano il luogo dei punti d'uguale quota assoluta della superficie piezometrica.
Le linee rappresentano quindi l'intersezione della superficie freatica/piezometrica con le singole superfici
equipotenziali.
Per ricostruire l'andamento delle superfici equipotenziali occorre un numero sufficiente di misure di carico
idraulico condotte presso una rete di piezometri che deve interessare la falda a diverse profondità.
A scala locale si dispone di reti piezometriche adeguate; la ricostruzione dell’andamento dei livelli statici è
condotta mediante l’utilizzo di pozzi, opportunamente finestrati.

I punti di misura devono essere distribuiti sul territorio studiato. Il potenziale idraulico, cambia nello spazio e
nel tempo. Si hanno quindi:
 Sistemi stazionari: la configurazione della superficie freatica/piezometrica e la distribuzione nello
spazio sono costanti nel tempo
 Sistemi non stazionari: la superficie freatica/piezometrica e la distribuzione spaziale dei carichi
variano con il tempo

Le misure devono essere significative, ossia riferite ad un solo acquifero con note le condizioni al contorno
condotte entro un definito intervallo di tempo.
Per una ricostruzione esaustiva della piezometria occorrono quindi almeno 4 campagne a cadenza
trimestrale e le misure condotte nell’arco di pochi giorni.
Una ricostruzione di un anno idrologico X (periodo di siccità) non ha validità di un anno Y (periodo di
abbondanti precipitazioni).
Le cadenze di misura e gli intervalli di tempo possono variare anche dalla posizione in cui si vuole misurare,
ad esempio in una zona costiera, i carichi idraulici variano durante il giorno, dipendentemente dalle
variazioni periodiche del livello di mare. Due misure su due piezometri-pozzi distinti potrebbero non essere
confrontabili perché condotte n orari diversi tali da corrispondere ai valori estremi dell’escursione di marea.

Se si eseguono corrette misure in un numero adeguato di pozzi, distribuiti in un’area, i dati ottenuti si
possono utilizzare per ricostruire l’andamento delle linee isofreatiche/piezometriche.
E quindi l’andamento delle linee fornisce un’indicazione approssimata della direzione del flusso dell’acqua
sotterranea.

Le linee di flusso sono perpendicolari alle linee isofreatiche/isopiezometriche solo in mezzi omogenei ed
isotropi. Il verso è individuato nella direzione di diminuzione dei carichi. Le linee equipotenziali e le linee di
flusso costituiscono una rete di flusso.

Regole per la costruzione di flusso


Una rete di flusso rappresenta la soluzione grafica delle equazioni del flusso in condizioni stazionarie.
In una rappresentazione grafica bidimensionale di una determinata area, la rete di flusso permette di
delineare il flusso delle acque sotterranee.
Sulla base delle seguenti ipotesi:
 Acquifero saturo, omogeneo ed isotropo
 Flusso stazionario e laminare
 Validità della legge di Darcy
 Incompressibilità del terreno e dell’acqua,

1. Disegnare i contorni della regione per la quale si vuole ricostruire la rete di flusso;
2. Abbozzare le linee equipotenziali:
3. Abbozzare le linee di flusso considerando che esse devono intersecare perpendicolarmente le linee
equipotenziali e non devono invece intersecarsi reciprocamente;
4. Adattare le posizioni delle linee di flusso e delle equipotenziali per rispondere al punto 3;
5. I poligoni creati dalle linee di flusso e dalle linee equipotenziali devono avvicinarsi a quadrati
curvilinei;
6. Disegnare le diagonali dei quadrati: devono intersecarsi perpendicolarmente;

Esistono dei limiti:


 Superficie freatica che è un limite superiore. È una linea dove è nota la distribuzione dei carichi;
Il flusso è ad angolo obliquo
 Gli spartiacque sotterranei sono limiti idraulici. L’acqua non attraversa un limite idraulico
 Limiti geologici: formazioni impermeabili e le faglie. Il flusso è parallelo ai limiti geologici
 Limiti a carico costante: Rappresentati da specchi liquidi, quali laghi, mari, invasi. Sono equivalenti
a linee equipotenziali, il flusso è sempre perpendicolare a tali limiti
 Limiti di conduttività idraulica: limiti che ritrovano tra due formazioni a diversa permeabilità
Le linee di flusso subiscono una rifrazione al passaggio tra due formazioni