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SDG e Global Compact

Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile


Sono 17 obiettivi e principi che sono articolati in molti obiettivi. È un insieme di principi adottate
dall’assemblea delle nazioni unite nel 2015, e dovevano essere applicati a tutti i paesi:

Tutti i settori dovrebbero cercare di tendere a questi obiettivi.


Sono obiettivi e principi generali e di tendenza, generali di sviluppo, per il minimo che deve essere
garantito.
Si stabiliscono dei target sulla base di indici, per cui si creano delle statistiche sulla base dei paesi.
C’è un’articolazione di cose concrete per arrivare a questo obiettivo finale.

Nel 2000 già c’era stata “un’agenda” per lo sviluppo sostenibile. Le logiche dopo la Seconda guerra
mondiale erano che lo sviluppo erano portate dal libero mercato, cioè l’economia interna dello
Stato doveva essere aperta a un mercato multilaterale e internazionale.
La filosofia dopo la Seconda guerra mondiale era quella di lasciare le imprese libere e poter
commercializzare dove vogliono. Nel 1970 inizia il discorso sulla sotenibilità delle imprese.

Questi sono strumenti di soft law, le imprese rispettano questi principi ma non sono regole che
implicano dirette sanzioni, a meno che non vengano traformati in legg. Molto probabilmente la
Union C. non avrebbe dovuto risarcire il danno.
Responsabilità sociale dignifica che l’imprenditore deve anche salvaguardare l’ambiente
economico che ha intorno.

Gli amministratori di una SPA organizzano la società, con responsabilità nei confronti dell’azionista
e dare il maggior utile possibile. Questa logica, soprattutto per le società quotate in borsa, porta a
un’analisi nel breve periodo.
Si deve considerare anche la tutela sociale, la tutela dei lavoratori, dei creditori volontari e
involontari. Tutti questi interessi bisogna provare a inserirli nella logica imprenditoriale, senza
sminuire la logica imprenditoriale stessa.

Mentre in passato si diceva che è lo stato che deve rimediare alle esternalità negative, oggi si dice
che anche l’impresa stessa deve avere comportamenti che assicurano la sostenibilità.

Quando una multinazionale va all’estero ha una serie di obblighi anche in un paese in cui il
governo non tutela i diritti umani.

Il primo settore riguardava i danni all’ambiente e come mettere in atto le politiche volte alla tutela
dell’ambiente.
C’è un ruolo diretto delle imprese nel modo in cui sfrutta le risorse, imposta gli investimenti e
sfrutta lo sviluppo tecnologico. Si parla di direzioni da dare ai piani industriali di sviluppo delle
imprese.
Global Compact

Kofi Ann, segretario Generale della Nazioni Unite, propose a Davos nel 1999: “propongo a voi, i
business leader….

Nasce la costituzione di un network a cui partecipano tutti, dove il settore privato comincia a dare
un contenuto concreto ai principi.

Il global compact delle nazioni unite è, in senso ampio:


- Un’iniziativa volontaria di adesione a un insieme di principi che promuovono i valori della
sotenibilità nel lungo periodo attraverso azioni politiche, pratiche aziendali, pratiche
aziendali, comportamenti sociali e civili che siano responsabili e tengano conto anche delle
future generazioni
- Un impegno, siglato con le nazioni unite dai top manager delle aziende partecipanti, a
contribuire a una nuova fase della globalizzazione caratterizzata da sostenibiltià,
cooperazione internazionale e partnership in una prospettiva multi- stakeholder.

Nel mercato ci sono anche sanzioni reputazionali, non solo giuridiche, quindi quelle del mercato.

Dal punto di vista operativo, è:


- Un network che unisce governi, imprese, agenzie delle nazioni unite, organizzazioni
sindacali e della società civile, con lo scopo di promuovere su scala globale la cultura…
- ….
- …..

I principi del GC

Si tratta di principi che derivano dalla dichiarazione universale dei diritti umani, dalla dichiarazione
ilo….

Diritti Umani
Principio 1: alle imprese è richiesto di promuovere e rispettare i diritti umani universalmente
riconosciuti nell’ambito delle rispettive sfere di influenza. (tutela del lavoro e del lavoro minorile,
principio di discriminazione)
Principio 2: assicurarsi di non essere, seppure indirettamente, complici negli abusi dei diritti umani.

Lavoro
Principio 3: alle imprese è richiesto di sostenere la libertà di associazione dei lavoratori e
riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva
Principio 4: l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio
Principio 5: l’effettiva eliminazione del lavoro minorile
Principio 6: l’eliminazione di ogni forma di discriminazione in materia di impiego e professione

Ambiente
Principio 7: alle imprese è richiesto di sostenere un approccio preventivo nei confronti delle sfide
ambientali (principio di prevenzione)
Principio 8: di intraprendere iniziative che promuovano una maggiore responsabilità ambientale
Principio 9: incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente
Lotta alla corruzione
Principio 10: le imprese si impegnano a contrastare la corruzione in ogni sua forma, include
l’estorsione e le tangenti.

COP
….

Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali


OCSE  organizzazione internazionale con sede a Parigi. È un’organizzazione con pochi membri
(nasce come un prodotto dell’occidente), precedentemente era l’ente che aveva applicato in
Europa il piano Marshall.
Queste linee guida si rivolgono agli Stati Uniti che alle imprese (chiedono che le imprese realizzino
in modo attivo questi principi nella loro attività quotidiana). Nel 2011 sono stati aggiunti i principi
di tutela dei diritti umani

Autoregolazione anche nei rapporti con i concorrenti.


Esiste una legge in Italia che si occupa di struttura del mercato e dice che le imprese debbono
avere dei comportamenti che non falsano il gioco della concorrenza. Dietro la logica della
concorrenza vi è comunque una logica di mercato. Si può modificare la curva dell’offerta per
modificare l’ottimo paretiano. Ciò è vietato secondo il diritto della concorrenza.

Queste linee guida sono molto importanti e vengono creati i PCN (punti di contatto nazionale). Tali
punti sono stabiliti in ciascun Paese, e fanno un’attività puramente di predisposizione di standard,
rapporti con le imprese, e di MEDIAZIONE.
In vari settori, e in particolare in quello imprenditoriale, si ha l’arbitrato, ossia una disputa che
viene risolta in ambito privato. Questo strumento è considerato molto più veloce, e inoltre può
essere mantenuto completamente segreto, ciò implica che l’impresa può salvaguardare la propria
reputazione.
Ci sono anche sistemi alternativi all’arbitrato, ovvero la mediazione: nella mediazione il mediatore
non assume nessuna decisione ma aiuta le parti a trovare una soluzione.
Questi PCN non sono arbitrati, sono di più dei mediatori. Ogni volta che uno stakeholder deve
comunicare qualcosa all’impresa, che non abbia applicato le linee guida OCSE può rivolgersi al
PCN.
Può fare azione e andare davanti al PCN chi ha un interesse leso.
Nel caso in cui vi fosse un interesse collettivo, come il diritto all’ambiente. In questi meccanismi le
ONG o le associazioni dei consumatori non hanno bisogno di dimostrare nessun interesse diretto.
Ciò permette a chiunque di contestare il comportamento all’impresa.
Si risolve con una segnalazione del PCN all’impresa, invitandolo a modificare tale comportamento
e rispettare un dato principio. Lo strumento sanzionatorio è sostituito dal monitoraggio e dopo un
anno c’è un rapporto per vedere se sono stati fatti progressi dialogici (con ONG o associazioni).
Due diligence: monitoraggio dell’attività del fornitore
Obbligo extraterritoriale per l’applicazione delle linee guida
Fondo: per trovare un modo per il risarcimento

I PCN sono nei paesi OCSE ma valutano anche i comportamenti che avvengono fuori dal proprio
territorio, quindi anche i paesi in via di sviluppo. A Bhopal il giudice diceva che poiché riguardava
un problema indiano non poteva riguardare gli USA, perché veniva applicata la giurisdizione id
dove avveniva il fatto. In questo caso, vanno rispettati gli standard di dove si sta.
I PCN tra loro comunicano, quindi si crea una sorta di giurisprudenza, per cercare di applicare le
linee guida in modo omogeneo.

La supply chain: catena di fornitura  le imprese stabiliscono dei rapporti su base puramente
contrattuale. Possibilità di lavorare non solo per gruppo ma di imporre queste norme anche a dei
rapporti contrattuali.
In UC anche in una situazione di gruppo non si è riusciti a ricollegare i comportamenti alla casa
madre.

La concussione è uno strumento diverso dalla corruzione, poiché funziona che sanzioni il
comportamento della pubblica amministrazione nei confronti del privato. Ciò copre anche le
situazioni in cui cerco di dare le mazzette alla società controllata direttamente dalla pubblica
amministrazione.