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LA TRASFORMAZIONE PERSONALE

UNA NUOVA PROSPETTIVA.


Molte persone credono che la vita sia un inferno. Buddha ravvisava la
sofferenza nell’esistenza umana, ma asseriva che sebbene la vita sia
potenzialmente sofferenza, noi siamo in grado di trasformarla. La pratica zen
mostra come operare tale trasformazione. Lo zen è un approccio peculiare che
consente di gestire le difficoltà della vita; anche il sentiero più oscuro viene
rischiarato dalla limpida luce della meditazione. Si viene trasformati per
vivere intensamente e completamente, accettando la felicità e facendo fronte
alla tristezza dal proprio centro di equilibrio illuminato di calma e fiducia.

RIMUOVERE GLI OSTACOLI.


Parte del processo di trasformazione del sé secondo o spirito zen implica una
de-costruzione, ovvero la rimozione di tutto ciò che interferisce con la mente
illuminata. Questo spiegava il maestro zen Bankei alle numerose persone che
assistevano ai suoi discorsi: “ Sostanzialmente non c’è nulla di sbagliato in voi;
semplicemente consentite che piccoli errori involontari mutino la mente-
Buddha in pensiero”. La questione sollevata da Bankei era la seguente:
sebbene possano verificarsi eventi negativi, la nostra mente originale,limpida
e radiosa, è comunque sempre disponibile come risorsa di stabilità. Talvolta ci
identifichiamo più con gli errori che con la nostra mente chiara, creando il
disagio. Di conseguenza posiamo sentirci stretti alle corde, oberati di
problemi, e perdiamo ogni contatto con quella risorsa interiore che è sempre
presente, ovvero la mente originale.

LA PERCEZIONE E’ UN COSTRUTTO.
Gli psicologi che studiano i meccanismi del pensiero stanno scoprendo che la
percezione è un costrutto. Secondo questa teoria, siamo soggetti a
un’interazione costante tra percipiente e oggetto percepito, tra il mondo che
ci circonda e i pensieri intimi che intratteniamo su di esso. Formuliamo ipotesi
sul mondo e le mettiamo costantemente alla prova e, sulla base di tali ipotesi,
sviluppiamo determinati atteggiamenti verso il mondo. Tali atteggiamenti si
cristallizzano quindi in concetti che diamo per scontati:” Le cose vanno così”. I
nostri concetti vengono interpretati come provenienti dall’esterno, mentre in
realtà siamo noi ad averli costruiti attraverso tale processo. Talvolta questi
concetti creano disagio. Il dolore ne è un buon esempio: molte persone temono
il dolore, ma non si rendono conto che esiste una differenza tra la sensazione
del dolore e la paura del trauma prodotto da tale sensazione. In molti casi, la
paura del dolore crea più sofferenza che non il dolore stesso. Le persone che
affrontano bene il dolore sanno che, pur percependo sensazioni che creano
profondo disagio, queste non possono ferirle. Pertanto, si rilassano e lasciano
cadere i timori anticipatori; in tal modo il dolore per quanto gravoso, viene
avvertito con minore intensità e come realtà più facilmente gestibile.
Trasformare i disagi
Un uomo cercava una cura per un suo disagio cronico. A volte si sentiva così
nervoso da dover lasciare persino il lavoro. Una notte sognò di essere un
taglialegna il cui compito era quello di dirigere i tronchi lungo il fiume man
mano che si ammassavano, ma i tronchi convergevano tutti insieme su di lui. Si
svegliò in preda all’ansia in un bagno di sudore. Pensò allora a come tendeva a
gestire le cose: spesso evitava le situazioni poiché lo rendevano nervoso, e
tutto finiva per accumularsi finchè non lo sopraffaceva, come nel sogno.
Grazie alla terapia imparò a risalire il fiume controcorrente e gestire i
tronchi uno alla volta prima che si accumulassero ostruendo il passaggio più a
valle.

La tendenza a combinare i problemi è un costrutto mentale. Le cose accadono


una alla volta, ogni momento è nuovo. Quando l’uomo , teso e nervoso, si rese
conto di ciò, fu in grado di affrontare i problemi senza sommarli l’uno all’altro
e a gestire ogni situazione in modo appropriato, una alla volta.

NON FARE DISTINZIONI.


La vita può diventare una dura prova a causa delle valutazioni personali su noi
stessi e sugli altri. La gente spesso giudica il proprio operato ponendolo a
confronto con le proprie azioni nei momenti migliori o con quelle del prossimo.
Magari può giudicare di non essere all’altezza e quindi accumulare ansia sulla
base di tale valutazione, ma non bisogna fare distinzioni. Ogni persona è unica
nel suo genere e ogni situazione è leggermente diversa dalle altre. Tutto è
interconnesso, come la rete dell’imperartrice Indra: la rete non è una
gerarchia verticale ove un elemento è subordinato all’altro, bensì presenta un
assetto orizzontale. I contadini ad esempio, occupano un posto importante
nello schema delle cose, al pari dei commercianti. Voi rivestite importanza nel
vostro contesto e siete pari dell’ Unità. Lasciar cadere giudizi e confronti
schiude la possibilità di vedere sé stessi con maggiore precisione per quel che
si è realmente. Cercate di attenervi a descrizioni concise ed evitate ogni
forma di giudizio ogni volta che lavorate su voi stessi; solo allora sarete più
vicini alla vostra vera natura. A questo punto, il cambiamento diventa
possibile, secondo le vostre connaturate potenzialità.

ALLONTANARE LA TENSIONE
La tensione sovente diventa un abitudine inconscia che accresce un disagio
generalizzato. La gente si irrigidisce senza neanche rendersene conto. La
meditazione consapevole vi aiuta a notare quando state accumulando tensione
e vo offre l’opportunità di dissiparla.
Consapevolezza della tensione durante il giorno
Man mano che procedete nella giornata, soffermatevi un momento a
contemplare le vostre tensioni. Osservate se state contraendo inutilmente
qualche parte del corpo, ad esempio se state irrigidendo il collo o tenete le
spalle alzate mentre siete seduti. Riuscite ad allentare un poco questa
tensione? Respirate tranquillamente e lasciate da parte i pensieri. Siate

consapevoli di voi stessi senza giudicare. Invitatevi semplicemente ad essere


più rilassati. Ritagliatevi del tempo durante la giornata per rilassarvi. A volte
pochi minuti quà e là durante il giorno determinano un cambiamento; alla fine,
riuscirete ad invertire la tendenza all’adattamento alla tensione e ad
abbassare il livello generale di disagio nella vita. Potreste sorprendervi nel
vedere che un centro di calma interiore emerge da sé.

LE EMOZIONI COME SOGLIA DELLO ZEN


Carl Jung definì le emozioni come “ un’attività della psiche nel suo complesso,
un tracciato completo dell’anima.” Le emozioni attingono dunque dall’essere
genuino. Viceversa, sempre secondo Jung, i sentimenti derivano dall’ego e dalla
sua interazione con il mondo. La meditazione zen conduce la persona oltre le
preoccupazioni dell’ego individuale nel regno universale. Attraverso la
meditazione si impara a gestire i sentimenti ordinari in modo da convogliare la
natura emotiva più profonda nel compimento di un esistenza creativa ed
appagante.
Sono le persone i veri fautori delle opinioni e dei gusti personali, nonché
dell’insistenza che certe cose debbano essere fatte in determinati modi; in
breve, si prendono troppo sul serio. Allora, se qualcuno è in disaccordo, si
arrabbiano, provano tristezza o frustrazione. La pratica zen ci insegna a
dimenticare l’ego. Le inclinazioni personali non devono essere assunte come
verità assolute. Dimostrate apertura facendo le cose in più modi alternativi e,
cosa ancora più importante, fatele in accordo con la loro vera Via. Lasciatevi
alle spalle il vostro ego individuale, con le sue forti preferenze personali, e
scoprirete che le reazioni emotive intense non possono essere sollecitate da
altri inopportunamente. Sarete padroni della situazione e assisterete a una
riduzione delle reazioni emotive che vi provocano disagio.
Svuotare la mente per trovare la calma.
A volte si ha bisogno di distaccarsi dai propri sentimenti. Magari vi trovate in
una situazione in cui essere in collera non è appropriato, oppure potreste
avere iniziato a oltrepassare i limiti di una reazione abituale e non sapete
come trattenervi. Innanzitutto, notate cosa state provando, quindi rilassate il
corpo e sgombrate la mente dai pensieri. Ogniqualvolta un pensiero o una
sensazione molesta compare, limitatevi a ignorarla e tornate alla condizione di
non-pensiero. Continuate a lavoraci su finchè il torrente di emozioni non
rallenta. Pian piano vi sentirete pervadere dalla calma.

ACCETTARE I PROPRI SENTIMENTI


Il Maestro Yamaoka Tesshu fornì una prospettiva zen sulla natura emotiva
dell’essere umano:
Quando vi è felicità, siate felici. Quando vi è rabbia, siate in collera. Quando
vi è dolore, siate tristi. Quando vi è piacere, godetene. Questo è agire di
conseguenza, liberi da qualsiasi impedimento.

I problemi emotivi sorgono quando siamo scissi dalle nostre emozioni. La


rabbia, la tristezza e la frustrazione sono sentimenti che la gente tipicamente
si rifiuta - come è comprensibile - di sperimentare. Tuttavia nel tentativo di
evitare il disagio, rischiamo di perderci la vera soddisfazione. Le emozioni
diventano indicatori significativi di profondità spirituale quando si vive
appieno ciò che si prova. Siate Unità con le vostre emozioni e ne sarete
padroni.

UNA VITA ZEN

Lo zen traduce in pratica il tradizionale concetto buddista secondo cui il


samara ( la vita quotidiana ) è nirvana ( illuminazione ). L’illuminazione la si puo
trovare nella vita ordinaria così come si manifesta in un dato momento. Le
gioie e le soddisfazioni più grandi dell’illuminazione non risiedono altrove se
non in noi stessi. La Via dello zen riguarda lo svolgimento dei compiti e delle
attività quotidiane della vita, ma con una differenza; qualsiasi cosa si faccia,
rappresenta un occasione per non deviare dal sentiero zen: “ Quando siete
concentrati sulla qualità del vostro esser, siete pronti per l’attività”. La
qualità della vostra consapevolezza è dunque l’attività stessa. Ogni azione
viene attuata pienamente, così immersi nel momentp presente da non essere
più razionalmente coscienti di ciò che si sta facendo; esiste solo il fare. Un’
attività di tale natura determina una profonda integrazione tra mente e
azione. Tra sé e la propria vita, in armonia con il mondo. Ogni aspetto
dell’esistenza può essere vissuto in questo modo, illuminando ogni angolo della
propria esistenza.
Ricreazione
Date avvio al processo di integrazione dello zen nella vostra vita iniziando da
qualcosa che amate fare. Gli esseri umani presentano una tendenza spontanea
e innata a prestare attenzione alle cose che piacciono. Sfruttate questa
capacità naturale per estendere lo zen oltre i confini della pratica solitaria di
zazen alla vita di ogni giorno. Quando avrete introdotto la vigile
consapevolezza meditativa nel tempo trascorso in attività ricreative,
scoprirete quanto possa essere più piacevole e appagante.
Un momento di vacanza
E’ probabile che conosciate persone che sono sempre in cerca di distrazioni,
ma non sono realmente felici. In fondo, la vera gioia viene dall’interno. Lo
avrete probabilmente sperimentato se avete mai apprezzato così tanto
un’esperienza da avere l’impressione di essere in vacanza, anche se non vi
siete mai mossi dal luogo in cui vi trovavate. In un’altra occasione, magari
avete preso una vacanza, ma vi siete sentiti così preoccupati per un problema
da non avere affatto la sensazione di essere partiti. E’ la qualità della mente
estesa all’esperienza ciò che fa la differenza. Lo zen è un viaggio che si può
intraprendere ovunque e in qualsiasi momento; a prescindere da dove andiate o
cosa facciate, potete viaggiare lungo il sentiero.

In primavera, i fiori
In estate, la fresca brezza;
In autunno, la luna
E la neve in inverno
Se la mente non è oscurata da cose inutili,
Questo giorno è un giorno felice
Nell’esistenza umana.

Cercate il piacere nelle piccole cose. Lasciate che ogni istante rechi felicità;
per quel momento, siate assolutamente in pace. Riuscite a percepire la brezza
tranquilla, a udire un uccello cantare su un albero vicino o a vedere una nube
veleggiare in cielo? Anche nel pieno del più frenetico periodo di stress e
difficoltà, questi piccoli miracoli accadono.

ALIMENTAZIONE ZEN

Mangiare è un’attività che chiunque pone in atto, ma sovente acquista tali e


tante caratteristiche che non hanno nulla a che fare con l’obiettivo reale
dell’alimentarsi, ossia quello di assumere il nutrimento che sostenta la vita. La
gente sfrutta l’atto del mangiare come mezzo di intrattenimento, di
distrazione, di gratificazione o persino per ridurre lo stress.
Sfortunatamente, non si può trovare profonda soddisfazione ammassando
pure e semplici interpretazioni nel proprio piatto. Scoprite invece le ben più
gratificanti soddisfazioni che derivano dall’essere in stretta sintonia con
l’esperienza effettiva del mangiare. Lo zen aiuta a ricondurre l’atto del
mangiare al semplice mangiare. In questo modo, possibile che ci si ritrovi non
solo a consumare la quantità di cibo ottimale per la salute, ma che ci si
sorprenda anche a scoprire maggiore gioia nel cibo man mano che ci si sente
colmare dall’illuminazione.

LA PRATICA ZEN DEL LAVORO

Ogni persona ha le sue capacità: alcune sono dotate di una naturale forza
fisica, altre afferrano intuitivamente i meccanismi delle cose, e altre ancora
riescono a capire i concetti astratti. Ogni persona trova espressione per
questi talenti nel lavoro; pertanto, svolgere bene fino in fondo il proprio lavoro
consente di esprimere la propria vera natura in modo altruista. Lo zen non è
altro che questo. Il maestro zen Loori disse:” Le cose che ci risultano più
difficili hanno molto di più da insegnare.” Le sfide correlate al lavoro
diventano un opportunità per praticare lo zen, e dunque, ne valgono lo sforzo.
I monaci che vivono nei monasteri trascorrono lunghe e faticose ore in
meditazione, spesso sopportate con minime quantità di cibo e di sonno.
Talvolta hanno l’impressione di tendere la corda oltre i loro limiti personali. Il
lavoro presenta tipi analoghi di sfida. Voi come reagite? I grandi maestri zen
della storia reagivano tuffandosi completamente nell’esperienza. Pare che di

notte Hakuin si assicurasse a delle cinghie pur di continuare a meditare senza


cadere per terra. Dogen rinunciò a qualsiasi comodità per perseguire la sua
meditazione. Lo zen aiuta a scavare a fondo in se stessi per portare alla luce
risorse interiori nascoste di cui non si è neppure a conoscenza. Affrontate la
vita in modo diretto. Pensieri e timori sono illusioni della mente: lasciateli
andare.
Presenza sul lavoro
Senza la piena presenza in ciò che si fa, la vita passa e si perde l’occasione di
viverla pienamente. La totale presenza sul lavoro inizia con la meditazione.
Focalizzare l’attenzione sul lavoro così come vi accostereste a un piccolo
compito domestico, con piena consapevolezza.
Fare ciò che deve essere fatto
Sedete alla scrivania. Impugnate l’attrezzo con cui lavorate o fate qualsiasi
cosa possa dirigere la vostra piena attenzione su questo particolare momento.
Notate come il corpo viene a contatto con la sedia mentre siete seduti o con il
suolo se state in piedi. Prestate attenzione all’ambiente circostante, ai mobili,
alla luce e alla temperatura. Quali rumori udite intorno a voi? Ora lasciate che
il pensiero si diriga su ciò che dovete fare. Qual è la cosa che emerge come
più importante? Concentratevi sul momento presente, voi sapete cosa occorre
fare. Man mano che svolgete le vostre attività durante la giornata,fate una
pausa e rivolgete l’attenzione alle vostre percezioni: ciò vi manterrà in
sintonia con ciò che va fatto.- Se i pensieri si allontanano dal presente,
potreste venire distratti da questioni irrilevanti che vi conducono nella
direzione sbagliata. In tal caso tornate sempre al momento attuale. A volte
potreste avere l’impressione che i pensieri vengano trascinati altrove da
associazioni mentali o distrazioni che hanno luogo intorno a voi. Un pensiero
conduce a un altro e, alla fine, non prestate attenzione al lavoro di fronte a
voi. Così come riconducete l’attenzione alla meditazione quando la mente
divaga, riportate dolcemente i pensieri sul lavoro. Se vi distraete facilmente.
Potreste dover richiamare all’ordine i pensieri più volte. Non scoraggiatevi e
non formulate giudizi di sorta, limitatevi a concentrare nuovamente
l’attenzione. Man mano che praticherete la meditazione, vi accorgerete che le
distrazioni vi influenzeranno sempre meno.

UNA VITA PIENA


La vostra vita zen è una vita piena, artistica e creativa, appassionata ed
emotiva, calma e tranquilla. Vivete nel mondo quotidiano con mente quotidiana,
meditando mentre entrate in sintonia con l’essenza spirituale profonda di
tutte le cose. Affrontate ogni situazione con coraggio quando si presenta. Non
fuggite. La consapevolezza può affrancarvi dalle costrizioni esterne. Rimanete
in sintonia e acquisterete la capacità di affrontare qualsiasi cosa la vita vi
riservi, trovando soddisfazione e felicità in ogni singolo momento lungo la Via.
Vivendo all’unisono con l’universo, nulla vi può ostacolare. Siete la persona che
volete essere, aggregando la vostra unicità al tutto.

Afferra il momento
Prima che sia passato
La prima occasione
È anche l’ultima
Ogni istante di tempo
è di per sé completo
e il potenziale della vita
è sempre unico

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