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Terza regola. Acquistate l’abitudine di volere.

Nell’acquistare
l’abitudine di volere, valetevi di qualsiasi occasione per ripetere lo
sforzo della volontà lungo le linee dell’abitudine. Quante più volte
farete una certa cosa, tanto più facilmente, progressivamente, vi
riuscirà di ripeterla meglio, poiché con questo l’abitudine viene ad
essere fissata in modo più fermo. L’abitudine è una forma di
impressione che risulterà tanto più profonda quanto più spesso
imprimerete lo stampo della volontà nella cera della mente. Esercizio,
esercizio, esercizio; pratica, pratica, pratica.
Quarta regola. La prima battaglia è la più dura. La lotta maggiore ha
luogo all’inizio della pratica o della formazione di una nuova abitudine
volitiva. E’ in questo momento che diventa maggiore la necessità di
combattere con tutte le proprie forze, ma, una volta vinta la prima
battaglia, i combattimenti successivi diventano semplici schermaglie.
E’ necessario dunque cingere bene l’armatura e maneggiare la spada
con energia. Cessate, per esempio di fumare o di bere, e vedrete che
gran parte della lotta verra’ condensata in un combattimento che
durerà al massimo pochi giorni e che addirittura potrebbe essere
vinto fin dal primo giorno. E cercate di non deviare neppure
minimamente all’inizio, poiché una deviazione iniziale renderà assai
più difficile il proseguimento. Non appena avrete disposto la volontà
in modo da seguire un’abitudine, non dovete tollerare “ strappi” per
nessuna ragione. Un ben noto scrittore a riguardo ha paragonato
questi strappi ad un gomitolo di corda che si cerca di avvolgere; ogni
caduta svolge molto più filo di quanto possano operare numerosi
avvolgimenti.
Quinta regola. Acquisizione di una seconda natura. Cercate di fissare
attraverso ogni mezzo l’abitudine con una forte impressione mentale.
Quando tale abitudine sarà fermamente impressa nella mente,
troverete naturale e facile agire lungo le sue direttive; nonché
particolarmente difficile agire in maniera contraria. Ricordatevi che
state per formarvi “una seconda natura”.
Sesta regola. Giudicate, pensate, misurate: andate avanti. Guardate
bene prima di saltare. Osservate bene tutti i lati di una cosa prima di
intraprenderla. Applicate le vostre capacità intellettuali e non fatevi
trascinare dal giudizio altrui. Impiegate sempre la ragione e le vostre
capacità di giudizio: possedete queste due facoltà proprio per usarle.
Ma una volta che vi sarete resi conto di essere nel giusto quando
agite in un certo modo, dovrete imparare ad andare fino in fondo; a
controllare la vostra volontà-potenza e a non passare all’azione se
non siete certi di trovarvi sulla buona strada. Tutto ciò esige sangue
freddo e padronanza delle proprie funzioni emozionali e passionali. E’
importante guardarsi da sé stessi. I bambini, i selvaggi e gli individui
non sviluppati sono pressochè totalmente privi della capacità di
padronanza dei loro desideri, e si lasciano influenzare dall’esterno.
Occorre che l’individuo impari a frenare il suo carattere; in questo
modo terrà la sua volontà-potenza sotto controllo per usarla al
momento opportuno. Tirate il grilletto della vostra volontà da voi
stessi, dopo aver preso bene la mira. Non permettete che altri lo
facciano per voi e procurate di non tirarlo in risposta ad un
sentimento avventato e poco meditato.A questo proposito una buona
norma e’ dettata dal prof. Hoffding che afferma: “Anche se non è
possibile impedire il sorgere di un sentimento, possiamo tuttavia
limitare il suo sviluppo, inibendo il movimento organico che
l’accompagna, l’indulgenza per cui esso aumenta”. In altri termini
astenetevi dall’azione fisica ed il sentimento morirà. Vi accorgete ora,
come questo concetto dell’espressione fisica e della mimetizzazione,
corra parallelamente al concetto degli stati mentali in sede
psicologica?
Settima regola. Riempite la vostra mente di buone immagini mentali.
Colmate la mente di immagini mentali di ciò che desiderate diventi
abitudine; così facendo aggiungete continuamente olio alla fiamma
del desiderio che, come sapete, è la causa del manifestarsi della
volontà. Il desiderio femminile comanda e la volontà maschile cerca
di soddisfare le richieste della sua compagna, in qualunque direzione
sia essa indicata. Perciò quanto più la volontà maschile vede ciò che il
desiderio femminile domanda, tanto più quest’ultimo domanda, e
quanto più il desiderio stesso domanda tanto più la volontà diventa
desiderosa di compiacerlo. Il pomo fu mostrato ad Eva, ella disse ad
Adamo che era buono, invitandolo a mangiarne; egli accettò l’invito
ed il peccato fu consumato. Ma questo vale tanto per il male quanto
per il bene poiché il principio che si trova alla base è identico e
ugualmente valido per entrambi i casi.
Ottava regola. Mimetizzate l’abitudine. Mimetizzate quanto più vi è
possibile l’abitudine . Cercate di imparare la parte, in modo tale che i
movimenti vi giungano spontanei.
Nona regola. Esercitatevi a fare ciò che non vi è gradito. Eseguite
sovente cose che non vi portano particolare piacere. Questo vi
permetterà di rafforzare in modo estremamente vigoroso la vostra
volontà per motivi evidenti a ciascuno di voi. Quale sarebbe mai la
condizione dei vostri muscoli se non ne faceste uso? E quale quella
della volontà se non vi esercitaste a fare cose che non vi sono
gradite? Chiunque, anche il più debole degli uomini, può far cose che
gli piacciono, senza che ad esse venga opposto resistenza. Ma l’uomo
deve agire malgrado le resistenze opposte sia dall’esterno che
dall’interno. E quando uno ha imparato a dominare se stesso, allora è
capace di dominare il mondo esterno; certo non prima. Si può
paragonare un tale esercizio al pagamento dei premi di assicurazione
sulla proprietà e all’accumulazione di riserve per i giorni di necessità.
“ Mentre un altro continua a gridare per il latte versato, colui che
possiede una simile volontà ha già cominciato a mungere un’altra
vacca.” Chi è riuscito ad ottenere grandi successi nella vita, quasi
sempre ha esercitato la sua volontà nell’esecuzione di cose difficili o
spiacevoli. Allorchè si è imparato a dire “ Si o no” a sé stesso, si può
dire si o no agli altri con la massima energia.
Decima regola. Coltivate la fermezza di proposito. L’uomo di forte
volontà deve imparare a vedere un oggetto di fronte a sé e tener
fissa la sua volontà su di esso. E’ di scarsa rilevanza che debba
abbandonare la linea retta d’approccio in seguito ad ostacoli
imprevisti, o inciampare spesse volte: egli deve sempre ricordare il
fine a cui mira e tenersi attaccato a quello.

Gli uomini che modificano spesso i loro propositi, gli individui


banderuola, presentano scarsa volontà, e alla fine i loro risultati sono
di gran lunga inferiori. Fortunati sono coloro che sanno ciò che
vogliono e non lo dimenticano mai. Necessita loro un po’ di tempo,
per fissare bene in mente ciò che desiderano, ma una volta che vi
riescono, gli si attaccano con tenacia ed invincibile determinazione,
così che queste qualità riescono sempre a procurare la vittoria. E
l’individuo dai fermi propositi giunge sempre fino alla fine anche se gli
altri all’inizio sembra che debbano superarlo nella corsa.
Concentratevi e cercate di raggiungere questa virtù fondamentale.
FACOLTA’ MENTALI DA ESERCITARE E SVILUPPARE PER UNA
VOLONTA’ MAGNETICA.

1) CONTINUITA’. Questa facoltà è stata individuata come la facoltà


che rende possibile ad un uomo di insistere sopra una cosa finchè
essa non sia compiuta; gli fornisce la pazienza di perseverare con
continuità nei propri intendimenti e gli procura stabilità di
propositi. L’uomo che ne è deficiente è sempre inquieto, debole
instabile e incostante; tale da non poter far conto di lui in alcuna
circostanza. Per sviluppare questa capacità, seguite il triplice
metodo nel senso di concentrarvi, persistere ed attaccarvi a una
cosa una volta che l’abbiate intrapresa. Fate cioè il lavoro al
completo e combattete ogni distrazione e tutto ciò che possa
determinare un mutamento.
2) VITALITA’. Questa caratteristica è definita come quella che
fornisce all’individuo una tenacia inesauribile e lo fa combattere
vantaggiosamente contro le malattie, le debolezze, la stessa
morte. Essa è estremamente necessaria per l’uomo magnetico
poiché gli permette di diventare non solo più forte, ma gli
consente una capacità di resistenza tale da poter incassare
qualsiasi avversità senza venirne debilitato. Come esempio
confrontate la “lotta per l’esistenza” in un animale della famiglia
dei felini e lo scarso attaccamento alla vita presente nelle pecore e
nei conigli. Scorgerete in questo modo chi nel mondo animale è
più rispettato fra le varie specie. Coltivate con ogni mezzo quella
lotta risoluta per la vita che viene combattuta da ogni creatura
forte.
3) COMBATTIVITA’. Questa capacità è evidente allorquando si
presentano nell'individuo caratteristiche di coraggio, arditezza,
capacità difensive, autoprotezione, determinazione e temerarietà.
Essa è propria di ogni carattere forte. E’ vero anche che la sua
perversione rende l’uomo rissoso e litigioso; naturalmente uno
stato simile deve essere evitato. Ma la sua mancanza produce il
“povero diavolo” che nel mondo è tenuto in quella considerazione
che tutti conosciamo. L’uomo magnetico deve possedere questa
facoltà ai gradi maggiori, e deve saperla controllare alla
perfezione. Deve essere, questo, un tipico caso di politica “ del
bastone e della carota” di cui sentiamo costantemente parlare. IL
mondo ama i coraggiosi e disprezza i vili. Questa significa in altri
termini coraggio mentale o viltà mentale, specialmente oggi in cui
la lotta si sviluppa particolarmente su questo piano. Imparate con
ogni mezzo ad essere uomo ed a guardare il mondo con fermezza
e con calma ripetendo le parole dell’antico verso: “ Quando
crollerà la base di questa roccia, crollerà anche la mia.” Non siate
attaccabrighe,ma evitate anche che il vostro carattere si presti ad
accettare soprusi. Non siate né coniglio né pecora. Attraverso la
discussione, l’argomentazione, il conflitto mentale, la resistenza
mentale, l’affermazione della vostra individualità, sviluppate la
vostra volontà col triplice metodo. Fate valere i vostri diritti,
abbiate fiducia in voi stessi; ricordate sempre che “volere è
potere”.
4) DISTRUTTIVITA’. Questo termine viene usato per designare la
facoltà che si rende manifesta nella determinazione di superare gli
ostacoli, abbattere resistenze, eliminare barriere, puntare dritti
verso il proprio scopo. Questa è una qualità necessaria all’uomo
magnetico, se non vuole essere sopraffatto, trattato con disprezzo
e messo in disparte. L’assenza di essa fa si che egli sia vinto dagli
ostacoli o dalla resistenza che incontra la sua azione; lo fa
diventare la persona del “ non posso” ed uccide la sua originalità.
Come al solito per migliorare questa capacità fate uso del triplice
metodo lungo le linee della preparazione di un nuovo terreno
mentale, dell’abbattimento degli ostacoli, dell’essere attaccati alla
proprietà; dell’andare fino in fondo anche se si dovesse essere
avversati dai più.
5) ACQUISITIVITA’. Questo termine viene adoperato per designare
quella facoltà che si rende manifesta nell’ottenere, acquistare,
possedere, attirare a sé ciò che si desidera. Se uno non desidera
possedere, non potrà realizzare alcun progresso nel mondo. E’
d’uso volere con forza, per poter passare all’azione. Pertanto è
necessario notare che quando si desidera possedere del denaro, in
realtà si desidera null’altro che ciò che è possibile comprare
attraverso di esso. Il denaro serve a quasi tutto ciò che occorre
per il benessere e il sostentamento dell’uomo. In sé, esso non è
nulla e chi lo ama semplicemente per averlo, è un folle. Ma è
anche un simbolo di ogni cosa e senza di esso in pratica nulla è
possibile possedere. IL denaro fa raggiungere lo scopo, ad una
persona sana di mente, di avere ciò che gli serve al fine di un
sufficiente sostentamento della sua vita. In un modo o nell’altro,
tutti sono a caccia di denaro, si tratta del figlio o della figlia di ogni
beata madre. A cosa servirebbe negarlo? Un giorno avremo
condizioni economiche migliori, ma fino a quel tempo tutti
dobbiamo fare del nostro meglio per afferrare al volo l’agile
denaro. Poiché al contrario rischiamo di non mangiare, né di
vestirci, né di alloggiare, né di possedere libri, né musica, né
qualsiasi altra cosa capace di rendere la vita degna di essere
vissuta. Sviluppate quindi un grado normale di acquisitività se
desiderate operare qualcosa nel mondo, ma evitate di essere
egoisti; cercate di ottenere ciò che vi è possibile, ma non togliete
agli altri la possibilità di fare altrettanto. Vivete e lasciate vivere.
6) SEGRETEZZA. Questo è il nome dato a quella capacità che si
manifesta come tatto, diplomazia, mantenimento del segreto,
freno dei propri impulsi. La sua perversione conduce all’inganno,
alla falsità, alla menzogna. Ma una certa quantità di essa è
necessaria per non cadere nell’equivoco della leggerezza, della
semplicità grossolana, della chiacchiera, dell’indiscrezione.
Sviluppatela con il triplice metodo facendo uso di tatto, di
reticenza e di cortesia; badate ai vostri affanni, evitate i
pettegolezzi e siate il più possibile riservati. Ricordate che la
mancanza di questa facoltà ha mandato alla rovina numerosi
individui. Pur ammettendo che la donna ha un’innata tendenza a
rivelare i segreti, tuttavia essa sa astenersi, quando lo vuole,
dall’essere indiscreta.
7) CAUTELA. Questa facoltà si rende evidente nell’accuratezza, nella
prudenza, vigilanza e giudiziosità. Se pervertita essa conduce alla
timidezza, alla irresolutezza, alla mancanza di decisione. Tuttavia
un certo bagaglio di cautela è sempre necessario. E’ d’uopo
imparare ad usare come si deve giudizio e ragione; ad avere la
sicurezza di essere nel giusto prima di andare avanti. Se di cautela
ne avete fin troppa, frenatela col triplice metodo, sviluppando
l’arditezza, il coraggio e l’indifferenza di fronte al pericolo.
8) APPROBATIVITA’. Questa facoltà si rende evidente nel desiderio
per l’approvazione e la lode, nell’adulazione, nella fama, nella
messa in mostra di ciò che riflette la propria personalità. Se
desiderate limitarla potrete usare il triplice metodo sulle direttive
dell’indifferenza all’approvazione o all’opinione del pubblico.
Imparate a vivere la vostra vita e a star ben saldi sulle vostre
gambe. Designate un oggetto adatto, seguite il giusto cammino e
che gli altri pensino pure ai loro affari. Vedrete che la gente non vi
lesinerà i favori se riuscirete a raggiungere i vostri scopi.
Guardatevi pure dal farvi ingannare dalla lode o dall’adulazione:
chi oggi vi elogia, è pronto domani a condannarvi, quando
l’occasione si presenterà. Non rendetevi schiavo del pubblico e
delle sue opinioni, cercate al contrario di dominarlo, poiché esso
non è governato dall’amore, ma dal turpe desiderio di spezzare
tutto ciò che gli è di fronte.

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