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Verdi

lunedì 10 maggio 2021 16:23

Verdi si affaccia sul novecento ma attraversa passo dopo passo tutto l'ottocento e
diventa il simbolo dell'ottocento italiano.

Le cinque lettere del nome di Verdi sono Vittorio Emanuele Re d'Italia.

La musica di verdi è stata recepita come fatto politico e questo non era mai successo
prima d'ora. L'Italia tra i vari stati europei era quello più frammentato, gli altri erano
grandi e uniti nello stesso regno, l'Italia era sempre stata difficile ad essere unita.

L'Italia non ha mai avuto un carattere unito, nel nome di Verdi l'Italia si unisce e dopo
l'unità d'Italia viene invitato come ospite onorario al parlamento di Torino perché la sua
opera aveva contribuito a unire l'Italia. Da un certo punto di vista la musica di Verdi è
più facile di Bellini o Donizzetti, e aveva delle storie che piacevano agli italiani e Verdi ha
saputo come nessun altro a scrivere per il coro. I cori di Verdi sono dei cori che noi
possiamo ascoltare in carrellata e ci raccontano sempre qualcosa nel quale noi popolo
italiano ci identifichiamo.

All'estero studiare Verdi significa studiare la cultura Italiana, se io ascolto Verdi capisco
cos'è l'Italia.

La produzione di Verdi viene divisa in tre parti, il primo Verdi il Verdi centrale e l'ultimo
Verdi.

Le prime opere di Verdi arrivano fino al 1851, il Verdi centrale è legato a Rigoletto,
Trovatore.

Anche la produzione di Beethoven viene diviso in tre fasi, sul modello Beethoveniano
anche le opere di Verdi vengono divise in tre gruppi.

Le prime opere di Verdi, scritte con più velocità sono quelle più brevi, e hanno tutte alla
base una tematica politica legata al risorgimento e all'unità popolare. Patria.

Nelle opere centrali Stiffelio, Rigoletto, Trovatore e Traviata, Verdi si occupa della
famiglia, la famiglia italiana a metà 800', una famiglia dove il padre è il capo, dove i
rapporti sono sempre di dominanza maschile su quelle femminili. Verdi è molto
interessato all'interiorità femminile. Le donne di Donizzetti erano donne che perdevano
sempre, quelle di Verdi sono donne che hanno determinato la propria vita non l'hanno
subita.

L'ultima parte delle opere Verdiane sono le opere di Parigi, San Pietro Burgo e la Scala.
Le prime opere e le ultime opere di Verdi debuttano alla scala. Verdi con la scala avrà un
rapporto molto tormentata.

Il nemico di Verdi nella scrittura musicale era la censura, Verdi voleva parlare al
presente e molto spesso le opere di Verdi al debutto erano degli insuccessi dovuti al
fatto che le sue opere parlavano al presente, nelle opere di Verdi c'è sempre un
riferimento al presente anche se parla di una storia lontana: uno dei fiaschi più
clamoroso è stato quello di Traviata, mentre oggi insieme a Bohème e Carmen sono le 3

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clamoroso è stato quello di Traviata, mentre oggi insieme a Bohème e Carmen sono le 3
opere più eseguite al mondo.

Traviata, nel 1853 nella sua prima rappresentazione fece fatica ad arrivare alla fine
perché non piacque al pubblico. Attraverso la musica di Verdi la Traviata diventa una
denuncia alla prostituzione e per il pubblico era normale andare a prostitute.

Suggerirono a Verdi di ambientare la vicenda nel 600' ma Verdi non volle perché la
storia di Violetta era vera, era una ragazza francese molto conosciuta e la sua tomba era
sempre piena di fiori.

Verdi diceva che non voleva "mettere parrucche" non voleva finizioni, i cantanti usavano
normalmente le parrucche, ma a Verdi dava un senso di falsità e non voleva un aspetto
di antichità ma di attualità.

Per Verdi il ragionamento era, se nei libri ci sono le storie vere, perché non posso
portarle a teatro? Victor Hugo era il più grande scrittore francese, molte sue opere
vennero denunciate come "il re si divere", e in Francia c'era il re, Verdi vede questo
dramma e lo vuole portare in musica intitolandolo Rigoletto che ha la stessa sorta di
denuncia che c'è nel romanzo.

L'altro elemento nuovo dal punto di vista dei testi sono i soggetti presi da Shakespeare,
che nell'opera era già entrato con Otello e Giulietta e Romeo, ma quando Verdi prende
Macbeth lo porta con una grandissima genialità.

Le caratteristiche nuove del teatro di Verdi è il canto, in Bellini in tutta la sua produzione
è sempre omogeneo così anche in Donizzetti, non c'è una grande evoluzione. Dal primo
Verdi all'ultimo Verdi la scrittura musicale cambia completamente.

Non cambia soltanto la scrittura orchestrale ma cambia anche la scrittura per coro. Per
Verdi il coro è sempre un elemento importante insieme all'orchestra ed era molto
attento alla regia, soprattutto nelle ultime opere, e spiegava ad ogni cantante dove
doveva mettersi in scena e in che posizione.

Quando Verdi era vivo gli avevano chiesto di Intitolare il conservatorio di Napoli a suo
nome, Verdi risponde di no perché lui non era mai stato ammesso a studiare in
conservatorio.

Ascolti
Verdi, Va Pensiero

Siamo in fa# maggiore una tonalità molto insolita, è un pezzo molto difficile
dall'impostazione tonale. Le quattro voci del coro cantano all'unisono, apparentemente

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dall'impostazione tonale. Le quattro voci del coro cantano all'unisono, apparentemente
una cosa molto facile.

Verdi nasce nel 1813 e Verdi aveva un passaporto del Ducato di Parma dove la lingua
ufficiale era il francese perché era sotto la Francia. Verdi nasce in un piccolo gruppo di
case in una piccola città alle Roncole di Busseto che all'ora era una piccola cittadina del
ducato di parma e piacenza anche se adesso è sotto Parma. Le roncole erano quattro
case e verdi nasce nel palazzo dell'osteria dei suoi genitori, di fronte alla casa c'è una
piccola chiesa dove verdi va a suonare l'organo, il suo prima insegnante era il prete.

Poi va a studiare al liceo e forma una buona scuola perché le famiglie più abbienti
aiutavano le famiglie più povera, Verdi venne aiutato dalla famiglia Barezzi e i signor
Barezzi venen sempre chiamato da Verdi papà. Quindi il signore Barezzi proprietario del
negozio di Barezzi che finanzia i suoi studi in cambio di lezioni di pianoforte alla figlia che
poi sposerà.

A 18 anni Verdi viene bocciato al conservatorio di Milano.


Il conservatorio di Milano era un collegio, si viveva in conservatorio, e Verdi fa l'esame
per essere ammesso a pianoforte e viene bocciato per tre morivi: il primo è che Verdi
era straniero e il conservatorio metteva a disposizione solo alcuni posti per quelli fuori
dal lombardo-veneto, il secondo motivo era che era troppo vecchio e l'impostazione
della mano era irrecuperabile lui era convinto di suonare benissimo il pianoforte.

Il maestro Napoletano di Verdi, Lavigna gli fece scrivere tantissime opere in stile severo
e poi gli fece sentire tutte le prime alla scala tra cui il Don Giovanni.

Il Machbeth diventa per la prima volta in musica, la prima versione è del 1847

Verdi Patria oppressa - Versione 1847

Verdi, Patria oppressa - Versione 1865

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Sono due versioni molto diversi di un coro di popolo, è il popolo italiano che canta della
nostra patria, ma qui non è la patria sognata come in va pensiero, ma una patria
oppressa e schiacciata. Nella prima versione c'è un coro rinascimentale e il coro è unito
e ha un carattere un po' cullante, restituisce un coro di fiducia. Il secondo è un coro
frantumato di disperati.

Cos'è successo storicamente tra queste due date? Nel 48 ci sono stati i moti
rivoluzionari, poi battaglie su battaglie si è arrivare nel 1865 all'unità d'Italia da quattro
anni e invece di essere contento ha un messaggio negativo perché non era questa l'Italia
immaginata. Lui con Machbeth riesce a portare il 600' inglese in Italia.

Qui Verdi racconta in modo popolare il popolo, nel trovatore ci racconta un coro di
zingari che nella notte canta:

Verdi, "Chi del gitano i giorni abbella?" da 'Il trovatore'

Questo coro ci riproduce in modo concreto l'attività degli zingari nell'ottocento che
erano nei grandi fabbri dove viene utilizzata un'incudine che produce questo suono di
lavoro. Verdi mette insieme l'elemento più popolare della classe bassa degli zingari che
cantano nella notte con il rumore dell'incudine.

Del romanticissimo verdi cogli anche l'elemento di raccontare il popolo che lavora
mestieri duri, non c'è solo il popolo che sogna ma anche quello che lavora. Lui veniva da
un popolo contadino quindi le campane, la compagna saranno elementi sempre
presenti. Verdi non avrà mai una casa a Milano, Parigi, Roma, avrebbe potuto comprarsi
case meravigliose invece preferisce costruirsi una casa di campagna vicino alle roncole
che è una villa di campagna dove si lavora e da lavoro molti contadini e fa costruire un
ospedale perché si era accorto che quando i contadini si ferivano o dovevano partorire
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ospedale perché si era accorto che quando i contadini si ferivano o dovevano partorire
spesso morivano perché non arrivavano in tempo all'ospedale.

Verdi era un uomo molto moderno e si interessava sempre di tutti gli elementi tecnici
che c'erano negli altri paesi.

Verdi era generoso, quando gli viene chiesto quale fosse la sua opera migliore lui
rispondeva La casa di riposo per i musicisti di Milano, costruito da Camillo Boito fratello
di Arrigo Boito. Al tempo di Verdi non esisteva la pensione e i musicisti vecchi non
avevano da mangiare, quindi lui fa costruire questa casa dove possono andare dai
musicisti. Casa Verdi è ancora sostenuta da Giuseppe Verdi.

Quando muore la moglie allora prende una stanza al Grand Hotel de Milan in via
Manzoni e le due stanze di Verdi sono considerate un piccolo museo. Quando Verdi
muore Milano è in lutto perché rappresenta la fine di un'epoca, le macchine per non
fare rumore in via Manzoni viene messo uno strato di paglia in modo da non disturbare
la morte di Verdi, che voleva un funerale povero senza sfarzo. Dopo tre mesi dalla morte
vengono riesumate le salme di Verdi e sua moglie e vengono seppelliti a casa Verdi,
vengono chiamati tutti i cori che cantano Va Piensiero diretti da Toscanini. Dal funerale
di Verdi il Va pensiero diventa il simbolo del compositore.

Falstaff: Tutto nel mondo è burla

L'ultimo coro dell'ultima opera di Verdi di conclude con una scrittura fugata, come aveva
imparato dal suo primo insegnante.

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