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I cambiamenti al Codice delle Assicurazioni

Nell’ultima Legge di Bilancio (l. 30 dicembre 2018, n. 145) approvata dalla maggioranza Lega – 5 Stelle, sono
avvenute importanti modifiche al comma 2 dell’art. 142 del Codice delle Assicurazioni
«Prima di provvedere alla liquidazione del danno, l’impresa di assicurazione è tenuta a richiedere al danneggiato una
dichiarazione attestante che lo stesso non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni
sociali obbligatorie. Ove il danneggiato dichiari di avere diritto a tali prestazioni, l’impresa di assicurazione è tenuta a
darne comunicazione al competente ente di assicurazione sociale e potrà procedere alla liquidazione del danno solo
previo accantonamento di una somma a valere sul complessivo risarcimento dovuto idonea a coprire il credito
dell’ente per le prestazioni erogate o da erogare a qualsiasi titolo» (in neretto i mutamenti alla versione precedente).

I cambiamenti al Testo Unico


Sono altresì mutate, sempre a causa della medesima legge approvata dal Parlamento, gli artt. 10 (comma 6, 7 e 8) e 11
(comma 1) del T.U. n. 1124 del 31 giugno 1965, che come sapete, disciplinano la posizione dell’INAIL insieme al d.lgs.
n. 38 del 2000.
Comma 6, 7 e 8 art. 10
«Non si fa luogo a risarcimento qualora il giudice riconosca che questo complessivamente calcolato per i pregiudizi
oggetto di indennizzo, non ascende a somma maggiore dell’indennità che a qualsiasi titolo ed indistintamente per effetto
del presente decreto è liquidata all’infortunato o ai suoi aventi diritto.
Quando si faccia luogo a risarcimento, questo è dovuto solo per la parte che eccede le indennità liquidate a  norma degli
artt. 66 e seguenti e per le somme liquidate complessivamente ed a qualunque titolo a norma  dell’art. 13, comma 2,
lettere a) e b), del d.lgs. 23 febbraio 2000, n. 38.
Agli effetti dei precedenti commi sesto e settimo l’indennità d’infortunio è rappresentata dal valore capitale della rendita
complessivamente liquidata, calcolato in base alle tabelle di cui all’articolo 39 nonché da ogni altra indennità erogata a
qualsiasi titolo».
Comma 1 art. 11
«L’istituto assicuratore deve pagare le indennità anche nei casi previsti dal precedente articolo, salvo il  diritto di
regresso per le somme a qualsiasi titolo pagate a titolo di indennità e per le spese accessorie nei  limiti del complessivo
danno risarcibile contro le persone civilmente responsabili. La persona civilmente responsabile deve altresì versare
all’Istituto Assicuratore una somma corrispondente al valore capitale dell’ulteriore rendita a qualsiasi titolo dovuta,
calcolato in base alle tabelle di cui all’articolo 39 nonché ad ogni altra indennità erogata a qualsiasi titolo».
In buona sostanza, dalla lettura, non certo facile delle disposizioni legislative, che regolano casi di assai frequente
riscontro (incidenti stradali giudicati come “infortuni in itinere”) pur non mutando la cifra erogata dai responsabili civili
e dai suoi assicuratori, muta completamente la destinazione delle somme per l ‘”infortunato”.

Gli effetti
Esempio 1 Esempio 2 Esempio 3
Vittima —> DNP € 100 e DP € 0 Vittima —> DNP € 300 e DP € 0 Vittima —> DNP € 80 e DP € 50
INAIL —> REN € 100 (50% DB e 50% INAIL —> REN € 200 (50% DB e 50% INAIL —> REN € 200 (50% DB e 50%
DP) DP) DP)
Esito —> INAIL € 100 – Vittima € 0 Esito —> INAIL € 200 – Vittima € 100 Esito —> INAIL € 130 – Vittima € 0
Disciplina preesistente (al 31.12.2018): Disciplina preesistente (al 31.12.2018): Disciplina preesistente (al 31.12.2018):
INAIL € 50 – Vittima € 50 INAIL € 100 – Vittima € 200 INAIL € 130 – Vittima € 0

Esempio 4
Vittima —> DNP € 150 e DP € 0
INAIL —> REN € 300 (€ 100 DB e € 200
DP)
Esito —> INAIL € 150 – Vittima € 0
Disciplina preesistente (al 31.12.2018):
INAIL € 100 – Vittima € 50
Legenda: DNP (danno non patrimoniale; DP (danno patrimoniale); REN (rendita INAIL)