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Art. 142 d.lgs.

209/2005
Se il fatto è causato da terzi, l’Inps si avvale delle azioni di rivalsa/surroga nei confronti di chi ha provocato il
danno e della sua assicurazione. Non bisogna accettare somme dall’assicurazione prima che l’Inps eserciti la sua
rivalsa

In caso di infortunio extralavorativo causato da fatti dolosi o colposi di terzi e, in particolare, come conseguenza di
incidente stradale, l’INPS è tenuto a erogare l’indennità di malattia per incapacità temporanea al lavoro o la pensione
di inabilità o l’assegno ordinario di invalidità quando la capacità di lavoro è annullata o ridotta a meno di un terzo.
Allo stesso modo INPS è tenuto pure all’erogazione di eventuale invalidità civile (pensioni, assegni, indennità) se la
causa è un fatto illecito provocato da terzi.
Tuttavia INPS, dovendo pagare il danno, ha diritto a rivalersi sul terzo responsabile e sulla sua compagnia di
assicurazione.
Il diritto alla rivalsa (surroga)è previsto dalle seguenti norme:
• indennità di malattia, articolo 1916 codice civile;
• assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità, articolo 14 legge 222/1984;
• provvidenze economiche di invalidità civili (pensioni, assegni, indennità), articolo 41, comma 1, della legge
183/2010.
Il caso più frequente è quello di un incidente stradale a causa del quale un soggetto subisce danni permanenti al fisico
per colpa di terzi. Se questo soggetto inoltra domanda di riconoscimento di invalidità civile o di accompagnamento e
l’INPS la concede, l’INPS può – o meglio – deve rivalersi sul soggetto che ha causato il danno o sulla sua compagnia di
assicurazione. Altre norme regolamentano invece i rapporti tra le imprese di assicurazione e INPS (articolo 142 del
D.Lgs 209/2005; l’articolo 42, comma 2, 3 e 4 legge 183/ 2010).
Nel gennaio 2011 è stata sottoscritta una convenzione tra INPS e ANIA (associazione nazionale imprese
d’assicurazione) per favorire l’esercizio delle azioni surrogatorie e la liquidazione dei sinistri.
La legge 183/2010 prevede per il medico curante, constatato che l’incapacità lavorativa derivi da responsabilità di
terzi, l’obbligo di segnalazione nei certificati di malattia, al fine di permettere all’INPS di azionare la surroga e la
rivalsa.

Il modello INPS AS1 (per infortunio extra lavorativo provocato da terzi)


E’ il modello che riceve il lavoratore da INPS con avvertenza all’interessato, in caso di accordo o pagamento, a non
accettare somme dall’assicurazione prima che INPS non sia stato garantito nei suoi diritti, pena la restituzione all’INPS
di quanto corrisposto a titolo delle varie prestazioni.
Inoltre, gli utenti che richiedono prestazioni di invalidità pensionabile e/o civile, nel caso che l’incapacità lavorativa sia
stata causata da responsabilità di terzi, non debbono sottoscrivere alcun atto di quietanza di liquidazione del danno da
parte della compagnia assicuratrice e di comunicare all’INPS la responsabilità di terzi, all’atto della domanda.
Se l’evento (incidente stradale o altro) sia di natura accidentale o sia stato provocato da terzi:
- nell’evento di natura accidentale non si deve compilare null’altro;
- nell’evento provocato da terzi occorre continuare nella compilazione indicando tutti i dati richiesti per
l’individuazione del responsabile dell’evento e della sua Assicurazione.
I termini di prescrizione
I termini prescrizionali in relazione all’esercizio del diritto di rivalsa sono:
- cinque anni per gli infortuni derivanti da fatto illecito di terzi ;
- due anni per i sinistri causati dalla circolazione di veicoli di ogni specie;
- il più lungo termine di prescrizione previsto per il reato, quando l’evento lesivo è considerato dalla legge come reato,
salvo quanto previsto dal 3° comma, 1° capoverso, dell’art. 2947 c.c.
Nell’ipotesi di prestazioni erogate in favore di persona trasportata:
- un anno per i sinistri che colpiscono la persona trasportata, nel caso di trasporto pubblico o privato, a titolo oneroso
ovvero a titolo gratuito, salva l’estensione prevista dal comma 2 dell’art. 2951 c.c.;
- due anni per i sinistri occorsi a persone trasportate a titolo di cortesia o di amicizia, da esercitarsi nei confronti del
vettore.
Nell’ipotesi di pregiudizio, arrecato dall’assistito, al diritto di rivalsa:
- dieci anni nel caso in cui l’assistito abbia reso dichiarazione negativa in ordine alla titolarità o alla pendenza di
domanda di prestazioni di invalidità civile, e successivamente, ponga in essere atti tali da compromettere l’azione di
rivalsa dell’Istituto di cui all’art. 41 della legge n. 183/2010 (art. 2946 c.c.).
Le prestazioni per le quali l’Inps deve attivare l’azione di rivalsa sono:
• l’indennità di accompagnamento che spetta agli invalidi civili totali, il cui importo mensile (12 rate in un anno)
è di euro 516,35;
• la pensione di inabilità, sempre per gli invalidi civili totali (età 18-65 anni), il cui importo mensile (13 rate) è di
euro 282,55;
• l’assegno mensile di assistenza, per gli invalidi civili parziali (età 18-65 anni), il cui importo mensile (13 rate) è
di euro 282,55;
• l’indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti il cui importo mensile (12 rate) è di euro 915,53;
• l’indennità speciale per i ciechi parziali il cui importo mensile (12 rate) è di euro 209,51;
• la pensione per i ciechi assoluti o parziali il cui importo mensile (13 rate) è di euro 305,56 per chi non è
ricoverato, ossia euro 282,55 per chi invece è ricoverato;
• l’indennità di comunicazione per i sordi il cui importo mensile (12 rate) è di euro 256,21;
• la pensione per i sordi (età tra 18 e 65 anni), il cui importo mensile (13 rate) è di euro 282,55 ;
• indennità mensile di frequenza il cui importo mensile (12 rate) è di euro 282,55.

Spesso nel campo delle assicurazioni si sente parlare di inabilità temporanea. Questo vocabolo viene usato con
frequenza, specialmente in caso di incidenti oppure sinistri stradali. Tuttavia, molti non conoscono appieno il
significato del termine ed altri ancora ignorano la sua esistenza. Comunque, è sempre consigliato conoscere termini del
genere perché in futuro potrebbe essere utili appellarsi a tali opzioni, specialmente nel caso delle assicurazioni e dei
sinistri stradali. Ecco dunque tutto ciò che occorre comprendere in merito l'inabilità temporanea. Di seguito, verranno
analizzati la definizione, l'indennità ed il calcolo di inabilità temporanea e totale al lavoro.

Definizione inabilità temporanea


In primo luogo quindi, è opportuno concentrarsi sulla definizione del termine inabilità temporanea. Per inabilità
temporanea si intende la perdita della possibilità di svolgere tutte le azioni che solitamente vengono svolte durante la
propria routine quotidiana, a causa di un incidente stradale. Per fare un esempio pratico, occorre immaginare che due
persone siano state coinvolte in un sinistro stradale. La parte lesa ha riportato ferito o addirittura lesioni che lo
costringono ad indossare correttori, collari e simili.
In tal caso la libertà nei movimenti e nelle azioni di tale individuo viene limitata ed a causa dell'incidente la persona
non riesce a svolgere le comuni azioni di ogni giorno.

In un caso del genere quindi si parla di inabilità temporanea. Comunque, l'inabilità temporanea viene considerato
come il danno più lieve nei confronti delle persone previste nelle polizze assicurative standard. Si parla di inabilità
temporanea anche quando una persona che ha subito un danno a causa di un incidente stradale non riesce a riprendere
oppure svolgere il suo lavoro quotidiano. Infine, si ricorda che l'inabilità temporanea può essere stabilita solo da un
medico competente e professionale.

Risarcimento inabilità temporanea


Dopo aver analizzato il significato di inabilità temporanea e la sua definizione, occorre concentrarsi sul risarcimento
previsto in casi del genere. Generalmente, ci sono diversi modi attraverso il quale si può ricevere un risarcimento. I più
conosciuti e comuni comunque sono tre:
• Risarcimento giornaliero: il più comune tipo di risarcimento per l'inabilità temporanea risulta essere quello
giornaliero. Come detto in precedenza, una persona colpita da inabilità temporanea è impossibilitata a
svolgere correttamente il proprio lavoro. Per questa ragione non potrà recarsi sul posto di lavoro e dunque
percepire correttamente la mensilità dovuta. Il risarcimento giornaliero permette di non perdere tale denaro,
dal momento che sarà l'assicurazione a coprire le eventuali perdite. Il risarcimento giornaliero dunque, può
essere stabilito anche in base alla paga percepita. Naturalmente, appena gli effetti del danno causato da
sinistro stradale saranno svaniti e sarà possibile ritornare al proprio lavoro, il risarcimento quotidiano cesserà.
• Risarcimento con franchigia: in alcuni casi è possibile ricevere un risarcimento con franchigia. Il medico
che stabilisce l'inabilità temporanea naturalmente fa anche una previsione di quanto questa condizione
malevola potrebbe durare. La franchigia è un risarcimento che copre i costi per tale periodo di tempo. Se il
periodo di inabilità dovesse continuare allora si ha diritto ad un risarcimento extra, in base a quanti giorni
sono stati superati. In caso contrario, se si dovesse tornare prima del previsto, allora la franchigia verrebbe
annullata, con la persona che avrebbe diritto solo ad un risarcimento parziale.
• Risarcimento per inabilità che non impedisce il lavoro: ci sono poi casi particolari attraverso il quale è
possibile ricevere un risarcimento e continuare a lavorare allo stesso tempo. Ad esempio, un medico potrebbe
stabilire che i danni riportati dall'incidente potrebbe rendere più difficile lo svolgimento del lavoro, ma non
renderlo impossibile. In questo caso, si potrebbe decidere di continuare a lavorare per non perdere soldi sullo
stipendio ed allo stesso tempo ricevere un risarcimento per l'inabilità di entità modesta.
Come si calcola la diaria
Dopo aver considerato le diverse tipologie di risarcimento adottate in caso di inabilità temporanea, è bene concentrarsi
sul calcolo della diaria. Quest'ultimo è il calcolo che serve per conoscere a quanto ammonta il valore del risarcimento
che dovrebbe essere versato a colui che è stato vittima di un incidente stradale. In primo luogo, bisogna sapere che
secondo gli ultimi decreti ministeriali emessi dal governo italiano, il valore di ogni giorno di lavoro perso a causa
dell'inabilità temporanea è pari a circa 46 euro. Questo valore deve essere poi diviso per la percentuale di inabilità
temporanea.
Se ad esempio si è contratta un'inabilità temporanea del 50% o inabilità parziale, allora il valore del risarcimento sarà
pari a circa 23,50 euro per ogni giorno lavorativo perso.
Lo stesso calcolo deve essere effettuato poi anche nel caso in cui dovesse essere riscontrata un'inabilità pari al 25%, che
spesso viene identificata come inabilità temporanea minima. In quel caso il valore del risarcimento giornaliero
scenderebbe ancora, fino ad arrivare a circa 11 euro al giorno. Naturalmente, la legge italiana sostiene che in caso di
inabilità del cento per cento, anche definita inabilità totale, vengano corrisposti al lavoratore i circa 46 euro quotidiani.
Come si è visto dunque, il calcolo della diaria è un'operazione semplice da compiere, utile per comprendere il reale
valore dell'eventuale risarcimento da ricevere in caso di circostanze avverse.

Incidente stradale: a chi spetta l’indennità INPS ed il danno biologico?


L’indennità di malattia pagata dall’INPS ed il danno biologico – ovvero l’Invalidità Temporanea Totale (I.T.T.) e
l’Invalidità Temporanea Parziale (I.T.P.) – sono due tipologie di danno diverse; vediamo quindi di spiegare a chi spetta
l’erogazione dell’indennità INPS ed il danno biologico.
Quando, in conseguenza di un sinistro stradale, si subiscono delle lesioni personali, si è costretti ad un periodo di
inabilità più o meno lungo a seconda della gravità delle lesioni stesse: durante questo periodo non sarà possibile
svolgere tutte quelle attività quotidiane che normalmente si facevano prima dell’incidente, tra queste c’è anche ed in
primo luogo l’attività lavorativa. Pertanto, se a causa dell’incidente il danneggiato non può svolgere (temporaneamente)
il proprio lavoro, subisce un danno economico, dovuto al fatto che se non può lavorare non può percepire lo stipendio:
in questo caso quindi il lavoratore verrebbe privato del suo (o di una parte del suo) reddito e per questo il danno in
questione è definito come danno patrimoniale, in quanto colpisce il patrimonio del soggetto danneggiato.
L’indennità di malattia erogata dall’INPS serve a “risarcire” questo danno patrimoniale subito dal danneggiato che è
anche lavoratore dipendente. L’INPS, infatti, in caso d’infortunio causato da incidente stradale, è tenuto all’erogazione
dell’indennità di malattia in caso d’incapacità temporanea al lavoro (o della pensione d’inabilità o dell’assegno
ordinario d’invalidità quando la capacità di lavoro dell’assicurato danneggiato viene a essere soppressa o ridotta a meno
di un terzo). Il danno indennizzato dall’INPS è quindi un danno patrimoniale, perché presuppone una perdita economica
(la retribuzione del danneggiato che non può svolgere l’attività lavorativa). Per questo motivo l’indennità di malattia
dell’INPS spetta al lavoratore dipendente e non anche a chi non lavora (disoccupato, casalinga, studente) e neppure al
lavoratore autonomo.
Diversamente, il danno biologico (o l’I.T.T. e I.T.P.) non ha nulla a che vedere con perdite patrimoniali e mancati
guadagni: il danno biologico riguarda la lesione dell’integrità psico-fisica della persona. Il risarcimento del danno
biologico insomma non serve a coprire perdite patrimoniali, ma ad indennizzare chi ha subito una lesione personale in
quanto tale. Per questa ragione il danno biologico, che è un danno non patrimoniale in quanto prescinde dalla capacità
di produrre reddito della persona, spetta anche a chi non svolge alcuna attività lavorativa.
Quindi, l’indennità di malattia dell’INPS non esclude affatto il diritto di percepire dall’assicurazione per l’RCA
anche il risarcimento del danno biologico (ITT e l’ITP oltre agli eventuali postumi permanenti se accertati in sede
medico – legale), risarcimento che si aggiunge all’indennità erogata dall’INPS. La ripresa dell’attività lavorativa, d’altra
parte, lascia presumere l’avvenuta guarigione: quindi difficilmente si potrà ottenere dall’assicurazione l’indennizzo dei
giorni in cui hai ripreso a lavorare.
Una volta che il medico avrà certificato l’avvenuta guarigione, l’invalidità temporanea (IT) è chiusa. A questo punto
non rimarrà che l’accertamento e la quantificazione degli eventuali postumi permanenti da parte del medico – legale.

L’art.139 del Codice delle Assicurazioni (D.lgs 209/05) rubricato “Danno biologico per lesioni di lieve entità”
disciplina il risarcimento del danno (di lieve entità) causato da incidenti stradali. Ecco cosa dice la norma:
“1. Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti alla
circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è effettuato secondo i criteri e le misure seguenti
a) a titolo di danno biologico permanente, è liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori al 9 % un
importo crescente in misura più che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità;
tale importo è calcolato in base all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidità del relativo
coefficiente secondo la correlazione esposta nel comma 6. L’importo così determinato si riduce con il
crescere dell’età del soggetto in ragione dello zero virgola cinque per cento per ogni anno di età a partire
dall’undicesimo anno di età. Il valore del primo punto è pari ad euro seicentosettantaquattro virgola
settantotto (*);
b) a titolo di danno biologico temporaneo, è liquidato un importo di euro trentanove virgola trentasette
(*) per ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea inferiore al cento per cento, la
liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun
giorno.
2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente
all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica
un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del
danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito.
3. L’ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma 1 può essere aumentato dal giudice in
misura non superiore ad un quinto, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del
danneggiato.
4. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il
Ministro della giustizia e con il Ministro delle attività produttive, si provvede alla predisposizione di una
specifica tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra uno e nove punti di
invalidità.
5. Gli importi indicati nel comma 1 sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle attività
produttive, in misura corrispondente alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai ed impiegati accertata dall’ISTAT.
6. Ai fini del calcolo dell’importo di cui al comma 1, lettera a), per un punto percentuale di invalidità
pari a 1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0, per un punto percentuale di invalidità pari a
2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 3 si
applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,2, per un punto percentuale di invalidità pari a 4 si applica
un coefficiente moltiplicatore pari a 1,3, per un punto percentuale di invalidità pari a 5 si applica un
coefficiente moltiplicatore pari a 1,5, per un punto percentuale di invalidità pari a 6 si applica un
coefficiente moltiplicatore pari a 1,7, per un punto percentuale di invalidità pari a 7 si applica un
coefficiente moltiplicatore pari a 1,9, per un punto percentuale di invalidità pari a 8 si applica un
coefficiente moltiplicatore pari a 2,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 9 si applica un
coefficiente moltiplicatore pari a 2,3″
(*) I nuovi importi aggiornati con il Decreto Ministeriale del 17 luglio 2017, a decorrere dal mese di aprile 2017,
sono i seguenti:
• 803,70 euro per quanto riguarda l’importo relativo al valore del primo punto di invalidità;
• 46,80 euro per quanto riguarda l’importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta.
Nel caso in esame, quindi, per ottenere l’importo del risarcimento si dovranno moltiplicare i giorni di invalidità
temporanea assoluta per 42,48 euro. Si tenga, comunque, presente che non tutti i trenta giorni saranno computati come
“invalidità assoluta”, solitamente circoscritta solo ai primi giorni di malattia; il danno biologico temporaneo (o inabilità
temporanea) infatti si misura in percentuale di tempo in cui un individuo non ha potuto vivere le proprie quotidiani
personali attività e può essere totale o parziale.
Un esempio di risarcimento del danno biologico temporaneo da “colpo di frusta” può essere questo: 10 giorni al 100%
= € 424,80 (10 x 42,48) + 10 giorni al 50% + € 212,40 (42,48 /2 x 10) + 10 giorni al 25% € 106,20 (10 x 10,62) =
totale € 734,40 (il calcolo è puramente indicativo).
Per l’accertamento dell’eventuale esistenza (e dell’entità) del danno biologico permanente, occorre sottoporsi ad una
visita medico-legale.
Danno biologico di lieve entità: gli importi aggiornati - Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 09/01/2019 ,
G.U. 04/02/2019
Gli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, di cui all'art. 139 del Codice delle
Assicurazioni (D.lgs. 209/2005), derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti,
sono stati aggiornati. L'aggiornamento è stato disposto con il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 9
gennaio 2019 e tiene conto dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al
mese di aprile 2018.
I nuovi importi si applicano a decorrere dal mese di aprile 2018 e sono stati così rideterminati:
• 807,01 centesimi per quanto riguarda l'importo relativo al valore del primo punto di invalidità;
• 47,07 centesimi per quanto riguarda l'importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta.