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Piccola Circolazione per sentire e controllare il proprio KI

Secondo il pensiero taoista come tutto l’Universo è permeato da un energia interna, il KI, così l’uomo
possiede una sua energia interna, influenzata dall’energia del cielo e della terra.

Proprio per questo l’uomo deve vivere in natura , rispettandone i cicli ed evitando le disarmonie e le
influenze negative.

L’energia complessiva dell’uomo, il suo KI, ha varie nature: respiratoria, alimentare, originaria che si
trovano nei tre punti del corpo, indicati come Tan Tien. Questa energia può essere coltivata attraverso
pratiche meditative o attraverso dei movimenti, così il flusso di KI interno viene generato e fatto circolare
in altre parti del corpo. Il flusso di KI circola nel corpo guidato dal pensiero; scorre nel corpo, seguendo
dei percorsi ben definiti, i più importanti dei quali sono chiamati piccola e grande circolazione.

Esistono innumerevoli possibilità e varianti per le tecniche di circolazione del KI, ma fattore principale è,
durante questi momenti, il riuscire a tenere libera la mente evitando l’insorgere di pensieri. Tutti gli
esercizi possono essere eseguiti con gli occhi aperti o chiusi, questo dipende dalle caratteristiche
personali di ogni individuo. Se eseguiamo gli esercizi con gli occhi aperti fissiamo lo sguardo in un , se
operiamo ad occhi chiusi dirigiamo internamente il nostro sguardo tra le due sopracciglia.

Un esercizio molto utile per sentire e controllare il movimento del proprio KI, è quello della Piccola
Circolazione che si effettua nella posizione Seiza (in ginocchio) e con le mani in una forma di mudra.
Perché sia efficace l’esercizio, occorre possedere il controllo della respirazione e una buona
immaginazione. Vediamo insieme le fasi della piccola circolazione.

Ponendo l’attenzione al centro, Seika-tanden (qualche centimetro sotto l’ombelico) iniziare l’inspirazione
immaginando di mandare l’energia verso il basso ventre attraverso gli organi genitali e l’ano, poi salire
lungo la colonna vertebrale, quindi per la linea mediale della testa, cervelletto e cervello, per finire nella
fronte nel punto dello Jo-Tanden (posizione del terzo occhio).

Ritenere il respiro a pieno.

Quando inizia l’espirazione, l’attenzione segue sempre una linea mediana passante per il naso, la bocca,
la gola, poi scende lungo lo sterno, il plesso solare (addominali) per terminare in Seika-Tanden. Ora si
ritiene il respiro a vuoto e così di seguito.

L’esercizio completo comporta la ricerca di Anjo-Daza, il vuoto mentale nei due punti di pausa
respiratoria, così come le parole del maestro O’Sensei Ueshiba Morihei “ascoltare suono di vuoto con
orecchie di spirito“.