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CRITERI DI PROGETTAZIONE

GUIDA ALLA PREPARAZIONE


DEGLI SCHEMI TUBAZIONI E STRUMENTI DI BASE

BOZZA PER COMMENTI

PRG.GG.GEN.0002

Rev. 0

Novembre 1997

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Rev. 0 Data Nov. 1997

Foglio 2 (51)

INDICE

1. GENERALITA' 3
1.1. Scopo e campo di applicazione 3
1.2. Riferimenti 3
1.3 Abbreviazioni 3

2. INTRODUZIONE 4
2.1. Definizione 4
2.2. Istruzioni generali per la stesura dello schema 4
2.3. Numerazione delle apparecchiature 4

3. CONTENUTO DEGLI SCHEMI 5


3.1. Stesura dello schema tubazioni e strumentazioni 5
3.2. Rappresentazione apparecchiature 5
3.3. Tubazioni 10
3.4. Strumentazione 11

APPENDICE I REGOLAZIONE FORNI 12


APPENDICE II COLONNE & RECIPIENTI 22
APPENDICE III SCAMBIATORI 26
APPENDICE IV AIR COOLERS
APPENDICE V POMPE
APPENDICE VI TURBINE
APPENDICE VII COMPRESSORI
APPENDICE VIII GRUPPI VUOTO
APPENDICE IX FILTRI
APPENDICE X PRESE CAMPIONE
APPENDICE IX MISCELLANEA

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Foglio 3 (51)

1. GENERALITA'

1.1. Scopo e campo di applicazione

Il presente documento ha lo scopo di definire i criteri di preparazione degli schemi tubazioni e


strumenti (P&ID’s) di base dei sistemi primari e secondari degli impianti petroliferi e chimici.
I criteri descritti in questo documento devono essere seguiti integralmente qualora non vi siano
differenti richieste particolari da parte della committenza dovute a obblighi contrattuali.

1.2. Riferimenti

1.3 Abbreviazioni

P&ID Schema tubazioni e strumenti

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Foglio 4 (51)

2. INTRODUZIONE

2.1. Definizione

Lo schema tubazioni e strumenti è un documento che viene sviluppato in due fasi successive.
Nella prima fase, che rientra nella progettazione di processo di un impianto, vengono fornite le
informazioni di processo che, in aggiunta a quelle contenute nei fogli dati delle singole
apparecchiature e della strumentazione, sono necessarie alle unità tecniche per la successiva
meccanizzazione dello schema stesso.
Nella seconda fase, detta anche di meccanizzazione, lo schema viene completato con la
collaborazione delle unità tecniche, che elaborano l'ingegneria di dettaglio, fino a rappresentare
apparecchiature, tubazioni e strumentazione dell'impianto così come esso sarà costruito.
In funzione di specifiche esigenze di commessa, (offerta, process package, ecc.) lo sviluppo
dei P&ID può limitarsi alla sola prima fase con o senza qualche attività sviluppata nella fase di
ingegneria di dettaglio (corpi degli scambiatori, passi dei forni, elenco linee, ecc.).
Quest'ultimo è il caso preso in considerazione dal presente criterio.

2.2. Istruzioni generali per la stesura dello schema

Gli schemi P&ID vengono generalmente elaborati su formato di dimensioni massima A1


allungato (3C).
Vengono impostati, anche sulla base di impianti analoghi precedenti, prevedendo gli spazi
necessari per la successiva meccanizzazione.
Tutte le lettere, i numeri, le frecce, la distanza tra le tubazioni ed i dettagli particolari devono
essere di dimensioni tali che, dopo la riduzione in formato A3 siano ancora leggibili come
prescritto nell'allegato 2 della OPR.GM.XE.5012.
Devono essere usate frecce per mostrare la direzione del flusso nelle linee di processo e dei
servizi ausiliari e, quando è richiesto per definire il sistema di controllo, anche nelle linee di atti-
vazione degli strumenti.
Per le colonne di distillazione devono essere indicati i piatti di frazionamento con numerazione
dei piatti fatta a partire dall'alto. Devono essere indicati solo i piatti significativi. Devono essere
rappresentati schematicamente tutti gli interni principali che caratterizzano le apparecchiature.
Gli schemi devono essere disegnati usando linee di due spessori diversi; lo spessore più
grande sarà utilizzato per rappresentare le linee di processo principali (ad esempio: carica,
prodotti, ricicli, ecc.), e quello più sottile per le linee di processo secondarie (ad esempio:
bypass di avviamento, scarichi a blow down, ecc.) e per le linee dei servizi.
Gli incroci tra due linee di processo sono rappresentati interrompendo la continuità della linea
verticale, mentre dovranno essere sempre interrotte le linee della strumentazione quando
incroceranno altre linee.

2.3. Numerazione delle apparecchiature

I componenti di un impianto devono essere identificati e numerati secondo regole definite


normalmente nella specifica generale di commessa che raccoglie le richieste della
committenza e a cui si deve fare riferimento nello sviluppo della progettazione.
Il criterio di progettazione SPC.GG.SIM.0001 stabilisce le regole da seguire per le sigle di
identificazione e per i simboli grafici tipici per ogni tipo di componente, che dovrà essere
applicata quando non esistano le specifiche richieste di cui sopra. Esiste pure uno schema che
riassume quanto sopra e viene completato per ogni progetto.

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Foglio 5 (51)

3. CONTENUTO DEGLI SCHEMI

3.1. Stesura dello schema tubazioni e strumentazioni

Il P&ID deve mostrare, per ogni impianto, tutte le apparecchiature, tutta la strumentazione e
tutte le tubazioni di processo ed ausiliarie. Le apparecchiature devono essere disposte in una
sequenza logica di flusso da sinistra verso destra. La distribuzione dei servizi ausiliari entro i
limiti di batteria dell'impianto viene mostrata su schemi separati.
Lo Schema tubazioni e strumenti di un sistema deve essere disegnato su di uno o più fogli
formato A1 che deve essere pienamente leggibile allorchè fotoridotti in formato A3.
La zona superiore del disegno deve essere utilizzata per posizionare i cartigli delle
apparecchiature. La zona sottostante deve essere dedicata alle correnti gassose (o vapori); al
di sotto devono essere posizionate le apparecchiature di processo. Nella parte inferiore del
disegno devono essere rappresentate le correnti liquide. In particolare, i recipienti e le colonne
devono essere posizionati nella parte alta del foglio e le pompe con essi connesse, nella parte
sottostante i recipienti e le colonne. In generale, occorre rispettare la realtà fisica ed
impiantistica.
Quando il P&ID di un impianto si sviluppa su più fogli, la linea di una corrente di processo in
entrata/uscita dal foglio deve terminare con un rettangolo; all'interno di questo rettangolo
devono essere indicati i seguenti dati:
• la sigla dell'apparecchiatura di provenienza/destinazione della corrente;
• il numero del relativo disegno di provenienza/destinazione.
Su ogni corrente in ingresso/uscita dall'impianto sarà indicato, per i fluidi di processo, il tipo di
fluido (esempio: kerosene, gasolio, ecc.).
Le modifiche su impianti esistenti, siano esse relative ad apparecchiature, a tubazioni o a
strumentazione, devono essere disegnate in tratto più grosso dell'esistente. Le
apparecchiature che vengono poste in una posizione diversa rispetto all'originale, devono
essere disegnate a tratto tratteggiato.
Gli incroci fra le linee tubazioni verticali ed orizzontali devono essere evitati, interrompendo la
linea verticale; le linee di strumentazione devono essere sempre interrotte quanto incrociano
una linea tubazione.
Il disegno ... mostra un esempio tipico di Schema tubazioni e strumenti.
L’emissione degli schemi tubazioni e strumenti deve essere accompagnata dall’emissione
dell’elaborato (Symbol Legend sheet P&IDs), da prepararsi sulla base della PRG.GG.SIM.0001
o della simbologia a progetto.

3.2. Rappresentazione apparecchiature

Per ogni apparecchiatura deve essere sempre indicata la sigla di identificazione e la


descrizione del servizio e le informazioni relative alla capacità a condizioni di provetto mostrato
nella figura seguente. Questa informazione deve essere riportata lungo il bordo inferiore o
superiore del foglio in corrispondenza delle singole apparecchiature. In linea di massima le
informazioni saranno organizzate utilizzando i cartigli mostrati di seguito:

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Foglio 6 (51)

REATTORI E COLONNE
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Inside mm
Diameter
Height (TtoTL) mm
Des. Temp. °C
Des. Press. bar g
Insulation Yes/No

RECIPIENTI Verticali
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Inside mm
Diameter
Height (TtoTL) mm
Des. Temp. °C
Des. Press. bar g
Insulation Yes/No

RECIPIENTI Orizzontali
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Inside mm
Diameter
Lenght (TtoTL) mm
Des. Temp. °C
Des. Press. bar g
Insulation Yes/No

SERBATOI
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Capacità nom. m3
Des. Press. bar g
Insulation Yes/No

SCAMBIATORI
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Des. Duty kJ/
s
Des. Temp. Lato Mant. °C
Des. Press. Lato Mant. bar
g
Des. Temp. Lato Tubi °C

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Foglio 7 (51)

Des. Press. Lato Tubi bar


g

AIR COOLERS
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Des. Duty kJ
/s
Des. Temperature °C
Des. Pressure ba
rg

POMPE
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Capacità m³/
h
Pressione bar
aspirazione
Pressione mandata bar
Massa volumica kg/
m3
Des. Temperature °C
Des. Pressure bar
g

COMPRESSORI
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Capacità m³
/h
Pressione ba
aspirazione r
Pressione mandata ba
r
Des. Pressure ba
rg

EIETTORI
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Capacità m³
/h
Pressione ba
aspirazione r
Pressione mandata ba
r

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Foglio 8 (51)

TURBINE
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Potenza rated k
W
Press. vapore ba
ingresso r
Press. vapore uscita ba
r

FILTRI
Sigla dell'apparecchiatura
Servizio
Portata m³
/h
Des. Temp. °C
Des. Press. ba
rg

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Foglio 9 (51)

3.3. Dettagli minimi riportati

Per le apparecchiature sotto indicate, devono comparire fin dalla prima fase di sviluppo i
seguenti dettagli ed informazioni:

3.3.1. Forni

• Sistema di distribuzione e controllo del combustibile.


• Tutti i serpentini con indicazione delle dimensioni in ingresso ed in uscita.
• Dischi ad otto in ingresso ed uscita dei serpentini.
• Connessioni per la prova idraulica in ingresso ed uscita dei serpentini.
• Indicatori di temperatura sui serpentini per la rilevazione della temperatura di pelle.
• Tutta la strumentazione come DG, TI e gli eventuali analizzatori che permettono di
rilevare il corretto funzionamento del forno.
• Linee ausiliarie del vapore di soffocamento e dei soffiatori di fuliggine eventuali.
• Connessione per decoking (se richiesto); per maggior chiarezza il sistema di decoking
potrà venir rappresentato su foglio separato.

3.3.3. Recipienti e serbatoi

• Tutti i bocchelli sia di processo che di strumentazione, le connessioni per sfiati, dreni,
"steam out", valvole di sicurezza, dischi di rottura, valvole di respirazione e sfiato.
• Gli interni, come ad esempio setti rompivortice, stramazzi, rete antitrascinamento, pacchi
coalescenti, ecc., rappresentati schematicamente.
• Altezza da terra o da altre apparecchiature (se richiesto).
• Altezza dal fondo (o da linea di tangenza) di tutti gli strumenti di livello rappresentati
(controllori, allarmi e blocchi) e di altri strumenti, ove necessario.

3.2.2. Colonne

Le colonne vanno trattate come i recipienti; in più devono essere indicati i piatti di testa e di
fondo, ed i piatti significativi con il loro numero progressivo.
Si deve inoltre tener presente che se la colonna è divisa in tronchi, i dati relativi devono essere
indicati per ogni tronco.

3.3.4. Scambiatori di calore

• Bocchelli di processo e di strumentazione.


• Eventuali setti di processo.
• Eventuali dreni, sfiati, valvole di sicurezza.
• Altezza da terra, da altre apparecchiature o da piani di riferimento (se richiesto).
• Altezza dal fondo (o da linea di tangenza) di tutti gli strumenti; di livello (controllori, allarmi,
blocchi) quando presenti, come ad esempio nel caso di generatori di vapore o ribollitori
tipo kettle.

3.3.5. Pompe

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Foglio 10 (51)

• Filtro in aspirazione con identificazione del tipo.


• Sfiati e dreni, che il servizio macchine concorderà con il processista.
• Bypass caldo ove richiesto.

3.3.6. Compressori

Per i compressori alternativi, rappresentare tutti i cilindri, i collettori, gli smorzatori di pulsazioni
e tutta la strumentazione.
Per i compressori centrifughi, rappresentare il sistema antipompaggio con i relativi separatori e
refrigeranti interfase e tutta la strumentazione.
Per i sistemi complessi, deve essere elaborato uno schema specifico separato con opportuna
identificazione sullo schema principale.

3.3.7. Gruppi vuoto

Devono essere indicate tutte le apparecchiature costituenti il sistema (scambiatori, recipienti,


linee principali e di circolazione, strumentazione, valvole di intercettazione, di sicurezza e di
controllo).
Per sistemi complessi viene elaborato un foglio separato con opportuna identificazione nello
schema principale.

3.3.8. Filtri

Per casi complessi, viene elaborato un foglio separato opportunamente identificato sullo
schema principale.

3.3. Tubazioni

Per ogni tubazione dovranno essere indicati:


• Diametro nominale.
• Classificazione (Rating e Facing) se maggiore di 150 RF; quando è 150 non si indica.
• Materiale di costruzione, se diverso da acciaio al carbonio.
• Ricottura (stress relieving), quando richiesto.
• Sovraspessore di corrosione, (se richiesto per esigenze di processo).
• Coibentazione, se presente, indicando che è richiesta per protezione personale quando
non necessaria per il processo.
• Steam tracciatura o incamiciatura, quando esistente, indicando la minima temperatura alla
quale deve essere mantenuto il fluido di processo (generalmente 20°C maggiore del punto
di scorrimento).
• Eventuali esigenze di processo di pendenza della linea, di evitare sacche, o di posizione
definita delle connessioni (esempio: ingresso dall'alto, ingresso dal basso, ecc.).
• Lunghezza minima, qualora richiesta dal processo per esigenze proprie.
• Temperatura per il calcolo dello stress della linea, se è diversa dalla temperatura di
esercizio.
• I dreni di processo, con relativi dettagli.

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Foglio 11 (51)

• Le prese campione.
• Le valvole di controllo con la loro azione ed il relativo bypass (se esistente), oppure il
volantino di azionamento manuale.
• Tutte le valvole di sicurezza con la relativa pressione di scatto.
• I sistemi di flussaggio, gli scarichi in fogna e/o a "closed drain".

Devono inoltre essere indicati:


• Le tubazioni dei servizi ausiliari alle apparecchiature servite, con la relativa intercettazione.
• Le tubazioni di avviamento, fermata, ricircolazione, sfiato per i singoli sistemi
(riscaldamento turbine, sfiati per generatori di vapore) e di scarico di processo a blow
down per l'impianto ed i singoli sistemi.
• Lo schema tipico di distribuzione delle tubazioni in entrata agli scambiatori ad aria.
• Le valvole di sicurezza di espansione termica (thermal expansion), installate per
proteggere tubazioni ed apparecchiature intercettabili contenenti liquidi.

3.4. Strumentazione

Devono essere indicati tutti gli strumenti montati localmente, a quadro locale ed al quadro
principale di sala controllo centralizzata.
Le linee di alimentazione dell'aria strumenti non devono essere indicate.
Sistemi di strumentazione complessi, come quelli richiesti per i forni o i compressori, possono
essere mostrati su fogli separati, facendone riferimento sullo schema principale.
Quando ci sono più punti di rilevamento di una variabile operativa, devono essere tutti
rappresentati.

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Foglio 2 (2)

APPENDICE I

REGOLAZIONE FORNI

Nelle figure seguenti sono rappresentati gli schemi di regolazione tipici per forni.
Sono inclusi anche gli schemi degli anelli di distribuzione dei fuels (olio e gas), la strumentazione
normale dei serpentini e della camera di combustione e gli schemi per il decoking.

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Foglio 2 (2)

Dett. I.A
SCHEMA TIPICO CON FUEL GAS

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Foglio 2 (2)

Dett. I.B
BRUCIATORE FUEL GAS

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Foglio 2 (2)

Dett. I.C
SCHEMA TIPICO CON FUEL OIL/FUEL GAS

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Foglio 2 (2)

Dett. I.D
BRUCIATORE FUEL OIL/FUEL GAS

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Foglio 2 (2)

Dett. I.E
SCHEMA TIPICO DI TIRAGGIO FORZATO

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Foglio 2 (2)

SCHEMA TIPICODI PRODUZIONE VAPORE

Vengono mostrati l’arrangiamento di sistemi per la produzione di vapore, essenzialmente di


due tipi:
• Dett. I.F/1: schema tipico con circolazione forzata di acqua attraverso il generatore, con
separatore di vapore
• Dett. I.F/2: schema tipico con produzione diretta con scambiatore tipo “Kettle”.

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Foglio 2 (2)

Dett. I.F/1
SCHEMA TIPICODI PRODUZIONE VAPORE (con recipiente separatore)

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Foglio 2 (2)

Dett. I.F/2
SCHEMA TIPICODI PRODUZIONE VAPORE (tipo “Kettle”)

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Foglio 2 (2)

Dett. I.G
SCHEMA TIPICO DI DECOKING

Vengono mostrati l’arrangiamento per un forno a 2 serpentini e la possibilità di fare il


decoking sia nel senso del flusso normale che nella direzione opposta. Per dettagli sulle
portate di vapore e di aria e dimensionamento del separatore di decoking si veda il
Criterio di progettazione PRC.PR.HEB.002.

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Foglio 2 (2)

APPENDICE II
COLONNE & RECIPIENTI

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Foglio 2 (2)

Dett. II.A
SCHEMA TIPICO PER DRENO APERTO

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Foglio 2 (2)

Dett. II.B
SCHEMA TIPICO PER DRENO CONVOGLIATO
(NEL CASO DI FLUIDI TOSSICI O GPL)

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Foglio 2 (2)

Dett. II.C
DRENAGGI E SFIATI PER ALBERI PORTALIVELLI

Prese dall’alto e dal basso (sono richiesti vents e dreni)

Prese laterali (non sono richiesti vents e dreni)

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Foglio 2 (2)

APPENDICE III

SCAMBIATORI

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Foglio 2 (2)

Dett. III.A
REFRIGERANTI AD ACQUA

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Foglio 2 (2)

Dett. III.B
SCAMBIATORI A DUE O PIU’ CORPI

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Foglio 2 (2)

APPENDICE IV

AIR COOLERS

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Foglio 2 (2)

APPENDICE V

POMPE

Nelle figure seguenti sono rappresentati gli arrangiamenti tipici e la strumentazione minima
richiesta per pompe centrifughe ed alternative. Si applicano le seguenti osservazioni generali:
1. Prevedere by pass della valvola di non ritorno, quando la temperatura operativa è maggiore di
150°C.
2. Il filtro in aspirazione pompa sarà a Y per tubazione di diametro inferiore o uguale a ...”, sarà a T
per diametri maggiori.
3. Per pompe che aspirano da recipienti sotto vuoto prevedere la connessione di vent collegata al
recipiente di aspirazione.

Dett. V. A

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Foglio 2 (2)

Dett. V. B

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Foglio 2 (2)

Dett. V. C
Pompe per liquidi ad alta tensione di vapore, (tipo LPG)

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Foglio 2 (2)

Dett. V. D
Pompe alternative

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Foglio 2 (2)

APPENDICE VI

TURBINE

Nelle figure seguenti sono rappresentati gli arrangiamenti tipici per turbine “special
purpose” e “general purpose”. Si applicano le seguenti osservazioni generali:
1. La valvola on/off automatica sul vapore sarà prevista solo in caso di start up
automatico.

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Dett. VI.A
TURBINA “SPECIAL PURPOSE”

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Foglio 2 (2)

Dett. VI.B
TURBINA “GENERAL PURPOSE”

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Foglio 2 (2)

APPENDICE VII

COMPRESSORI

Nelle figure seguenti sono rappresentati gli arrangiamenti tipici e la strumentazione minima
richiesta per compressori centrifughi ed alternativi.

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Foglio 2 (2)

DETT. VII. A

SCHEMA TIPICO COMPRESSORE CENTRIFUGO

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DETT. VII. B

SCHEMA TIPICO COMPRESSORE ALTERNATIVO MULTISTADIO (2 STADI)

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Foglio 2 (2)

APPENDICE VIII

GRUPPI VUOTO

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Foglio 2 (2)

APPENDICE IX

FILTRI

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Foglio 2 (2)

APPENDICE X

PRESE CAMPIONE

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DETTAGLIO “A”

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APPENDICE XI

MISCELLANEA

1 Valvole di sicurezza

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Foglio 2 (2)

2 Connessioni utilities

Connessione per svaporamento

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3 Cambio classe di linea

Limite batteria

Linee dei servizi

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4 Arrangiamento linee al LIMITE DI BATTERIA

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