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&5,7(5,',352*(77$=,21(

*8,'$$//$6&(/7$('$/',0(16,21$0(172',352&(662'(//(3203(

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5HY

1RYHPEUH

Ex PRG.PR.PUM.1 - Rev. 0 - Dicembre 1987

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Documento RISERVATO di proprietà 6QDPSURJHWWL. Esso non sarà mostrato a Terzi né utilizzato per scopi diversi da quelli per i quali è stato inviato.
(UURUH/DYRFHGLJORVVDULRQRQqGHILQLWD PRG.PR.MAC.0001

Rev. 0 Data Nov. 1994

Foglio 2 (64)

,1',&(

 *(1(5$/,7$

1.1. Scopo e campo di applicazione 3
1.2. Riferimenti 3

 352*(77$=,21(',81$3203$ 
2.1. Introduzione 4
2.2. Condizioni operative e caratteristiche del fluido pompato 5

 7,3,',3203( 
3.1. Pompe cinetiche 14
3.2. Pompe volumetriche 20
3.3. Valvole di sicurezza sulla mandata pompa 26

 )(120(1,',&$9,7$=,21(1(//(3203( 
4.1. Generalità 28
4.2. Sviluppo di gas disciolto 28
4.3. NPSH disponibile 28
4.4. NPSH richiesto 30
4.5. Influenza della portata della pompa sui fenomeni di cavitazione 32
4.6. NPSH nelle pompe alternative 32

 '(77$*/,,1*(*1(5,67,&, 
5.1. Dispositivi di tenuta nelle pompe 35
5.2. Inserimento di una pompa nell'impianto 37

 *8,'$$//
87,/,==2'(,352*5$00,',&$/&2/2 
6.1. Guida alla compilazione del foglio di calcolo manuale 46
6.2. Programmi di calcolo Snamprogetti 52

 *8,'$$//$&203,/$=,21('(/)2*/,2'$7, 
7.1. Introduzione 55
7.2. Compilazione del foglio dati 55

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 6FRSRHFDPSRGLDSSOLFD]LRQH

Il presente documento ha lo scopo di definire i criteri di progettazione di processo delle pompe


centrifughe, alternative, dosatrici e rotative.
Il campo di applicazione è quello relativo agli impianti petroliferi e chimici.

 5LIHULPHQWL

1.2.1. Riferimenti di Codici e Standard Internazionali

Hydraulic Institute Standards for Centrifugal, Rotary & Reciprocating Pumps.


API Std. 610 Centrifugal Pumps for General Refinery Service
API Std. 674 Positive Displacement Pumps-Reciprocating
API Std. 675 Positive Displacement Pumps-Controlled Volume
API Std. 676 Positive Displacement Pumps-Rotary

1.2.2. Riferimenti di normalizzazione interna di Società

OPR.GE.XE.0001 Progettazione di processo per impianti petroliferi e chimici


PRG.PR.VES.0001 Guida alla scelta ed al dimensionamento dei recipienti in pressione utilizzati
per la separazione fisica dei fluidi negli impianti di processo
PRG.GG.GEN.0001 Guida alla scelta delle temperature e pressioni di progetto
PRG.PR.GEN.0001 Criteri di scelta dei materiali metallici da costruzione
PRG.PR.MAC.0003 Guida alla scelta e al dimensionamento di processo delle turbine a vapore
per azionamento meccanico
PRG.GG.NRM.0001 Guida all'utilizzo delle unità di misura

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 352*(77$=,21(',81$3203$

 ,QWURGX]LRQH

La pompa in un impianto ha la funzione di trasferire i liquidi da una apparecchiatura ad un’altra,


attraverso le tubazioni che le collegano. La pompa realizza questa funzione trasferendo l’energia
proveniente dall’esterno (energia elettrica, vapore d’acqua, ecc.) al liquido sotto forma di
pressione.
La progettazione di una pompa avviene in tre fasi principali:
• definizione delle caratteristiche di processo della pompa
• scelta del tipo di pompa e suo inserimento nell’impianto
• progettazione meccanica della pompa.
La prima fase viene sviluppata durante la progettazione di processo. La seconda fase si sviluppa
durante l’ingegneria di processo e l’ingegneria di dettaglio.
La terza fase viene sviluppata dal costruttore della pompa utilizzando le indicazioni fornite dal
progettista di dettaglio.

2.1.1. Definizione delle caratteristiche di processo della pompa

La definizione delle prestazioni che una pompa deve fornire viene fatta dal processista determi-
nando i seguenti parametri:
a. Le portate minima, normale e massima.
b. Le proprietà fisiche del liquido pompato (temperatura, massa volumica, viscosità, tensione di
vapore, punto di scorrimento, ecc.).
I valori delle proprietà fisiche del liquido devono essere quelli relativi alle condizioni control-
lanti per ogni proprietà, che possono essere quelle di esercizio o quelle ambientali.
c. Le condizioni all'aspirazione della pompa (pressione di aspirazione di esercizio e di progetto
ed NPSH disponibile).
d. La pressione che la pompa deve fornire alla mandata.
e. La differenza tra la pressione di mandata e la minima pressione di aspirazione e quindi la
prevalenza.
f. La pressione e la temperatura di progetto per la pompa e per il circuito idraulico a valle: si
determinano secondo i criteri esposti nel documento PRG.GG.GEN.0001.
g. Tipo di regolazione sulla mandata.

2.1.2. Scelta del tipo di pompa e suo inserimento nell'impianto

In questa seconda fase della progettazione della pompa, il processista determina:


a. il tipo di pompa: nella sezione 3 sono descritti i tipi di pompe normalmente utilizzati e i loro
campi di applicazione;
b. il numero di pompe in marcia e di riserva.
c. il consumo stimato della pompa.

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d. il materiale richiesto dalla pompa: il processista indica il materiale per resistere alla
corrosione e all’erosione provocate dal liquido pompato (es. acciaio al carbonio, acciaio 5%
Cr, ecc.).
Il materiale per le varie parti della pompa sarà definito poi nella progettazione di dettaglio.

 &RQGL]LRQLRSHUDWLYHHFDUDWWHULVWLFKHGHOIOXLGRSRPSDWR

2.2.1. Portata

Normalmente per una pompa si definiscono una portata minima, una portata normale ed una
portata di progetto.
Le portate minima e normale vengono dedotte dal bilancio materiale e corrispondono alla più
bassa ed alla più alta delle portate operative, prendendo in esame tutte le marce prevedibili com-
presi avviamento e fuori servizio.
La portata di progetto è calcolata prendendo un opportuno fattore di sovradimensionamento ri-
spetto alla portata massima normale.
Se non ci sono richieste particolari del Cliente, Licenziatario o Normative, valori minimi del fattore
di sovradimensionamento sono:
• carica unità e pompa booster 5 %
• riflusso e pumparound 10 %
• alimentazione ribollitore 10 %
• pompe alimentazione BFW 10 %
(generatori di vapore su fluidi di processo)
• chemicals 15 %
Per portate minime particolarmente basse potrà essere necessario installare dei bypass per la
ricircolazione del liquido. Sarà buona norma prevedere il ritorno della portata riciclata al
recipiente di aspirazione per diminuire gli effetti di aumento di temperatura sull'aspirazione..

2.2.2. Temperatura

La temperatura operativa viene dedotta dal bilancio materiale. Se la temperatura operativa può
variare in maniera significativa durante l'avviamento o in altre particolari condizioni operative, è
necessario definire l'intervallo di temperatura (temperatura minima e massima) in cui la pompa
deve operare.
La temperatura del liquido influenza:
• la progettazione meccanica della pompa
• il materiale della pompa
• insieme alla massima pressione di aspirazione e di mandata, la serie delle flange di aspira-
zione e mandata.
In funzione della temperatura può essere richiesto o meno il raffreddamento della pompa con
acqua.
Se le proprietà del liquido (massa volumica, viscosità, punto di scorrimento, ecc.) alle condizioni
di esercizio sono sensibilmente diverse da quelle alle condizioni ambientali si deve tenerne conto
nella definizione della pompa (es. necessità del fluido di riscaldamento, ecc.).

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Quando in una pompa centrifuga la temperatura è maggiore di 150°C si dovrà prevedere bypass
di riscaldamento della valvola di non ritorno sulla mandata.

2.2.3. Tensione di vapore

La tensione di vapore influenza l'NPSH disponibile della pompa. Se il liquido da pompare si trova
al suo punto di ebollizione la tensione di vapore è uguale alla pressione di esercizio del recipiente
di aspirazione (dal bilancio materiale). Se non si verifica questa condizione la tensione di vapore
si calcola come pressione di ebollizione alla temperatura massima di esercizio della pompa.
Se il liquido da pompare è sottoraffreddato, la tensione di vapore deve essere calcolata tenendo
conto dell'eventuale aumento di temperatura che si ha nella tubazione di aspirazione per
scambio termico con l'ambiente.
Per il calcolo del calore entrante nella tubazione di aspirazione si dovrà considerare la situazione
più gravosa (massima temperatura estiva) e si potrà assumere per il coefficiente globale di
scambio il valore di 2,9 W/(m2⋅K).

2.2.4. Massa volumica

La massa volumica influenza il valore della prevalenza necessaria per produrre la differenza di
pressione richiesta tra aspirazione e mandata della pompa (condiziona quindi la scelta del tipo di
pompa quando la prevalenza richiesta è al limite) e la potenza richiesta per il suo funzionamento.
Il suo valore si deduce dal bilancio materiale.
Quando può variare tra un massimo ed un minimo, il valore massimo determinerà la potenza ne-
cessaria per azionare la pompa mentre il minimo determinerà la prevalenza per cui la pompa de-
ve essere progettata.

2.2.5. Viscosità

La viscosità (normale e massima) ha una influenza significativa sulla scelta del tipo di pompa a
causa del decadimento delle prestazioni di una pompa centrifuga all'aumentare della viscosità
del liquido pompato. Il decadimento delle prestazioni è continuo e graduale per cui tutte le regole
relative a livelli di viscosità sono abbastanza arbitrarie. Nella tabella 2.2.5.a. si fornisce una linea
guida per poter orientarsi sulla scelta del tipo di pompa in funzione della viscosità.
La pompa può richiedere un sistema di riscaldamento (steam di tracciatura) se la viscosità alle
condizioni ambientali è troppo alta (maggiore di 1 000 000 SUS, ca. 215 000 cSt).

2.2.6. Punto di scorrimento (Pour Point)

La pompa richiede un sistema di riscaldamento quando il valore del punto di scorrimento è più
alto della temperatura ambiente.

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7DED*XLGDDOODVFHOWDGHOWLSRGLSRPSDLQIXQ]LRQHGHOODYLVFRVLWj
9LVFRVLWj /LQHDJXLGD
PPV
10 E’ il valore minimo per l’utilizzo di pompe rotative.
A questo valore delle viscosità l'efficienza delle pompe centrifughe comincia a
diminuire, per cui quando il liquido pompato ha una viscosità che supera
questo valore, deve essere indicato sul foglio dati.
30 Le pompe centrifughe sono sempre preferite a parità di altre condizioni.
L'efficienza delle pompe centrifughe comincia a diminuire sensibilmente.
30÷100 Le pompe centrifughe sono da preferire,
anche se il rendimento è penalizzato.
200 Quando la viscosità raggiunge questo valore,
le pompe centrifughe non dovrebbero essere utilizzate.
100÷600 E' il campo delle pompe rotative.
Si possono utilizzare pompe centrifughe se il liquido pompato solo qualche
volta ha una viscosità in questo intervallo.
600÷3 000 Intervallo di massima efficienza delle pompe a viti.

2.2.7. Contenuto di solidi

La presenza di solidi nel liquido pompato influenza la progettazione meccanica della pompa
(forma e velocità periferica della girante, tipo di tenuta dell'albero, resistenza del materiale
all'erosione, ecc.). Inoltre può modificare le caratteristiche del liquido pompato (newtoniano, non
newtoniano, ecc.) e quindi la prevalenza che deve fornire la pompa.
In presenza di solidi costituiti da agglomerati di coke o di catalizzatori si deve prevedere l'instal-
lazione di filtri permanenti in aspirazione pompa.
Quando la presenza di solidi può essere massiccia si deve precisarne il tipo, la distribuzione
delle dimensioni, la densità e la concentrazione.
In caso di solidi che possono essere abrasivi si dovrebbe specificare anche la durezza nella
scala di Mohr o col numero di Knoop.
Le pompe centrifughe standard possono sopportare concentrazioni di solidi fino al 2% in peso
(per le pompe multistadio il limite di concentrazione scende all'1% in peso) e dimensioni delle
particelle solide fino a 100 µ.

2.2.8. Contenuto di gas disciolti

La presenza di gas disciolti ha una ovvia influenza sull'NPSH difficilmente quantificabile. In via
preliminare si può ridurre sensibilmente (fino al 50%) l'NPSH disponibile.

2.2.9 Pressione di aspirazione

Per definire la pressione di aspirazione è necessario determinare, oltre alla pressione esistente
nel recipiente da cui la pompa aspira, le seguenti grandezze:
• l'elevazione del recipiente di aspirazione rispetto all'asse della pompa
• la perdita di carico lungo la tubazione di aspirazione.

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2.2.9.1. Elevazione del recipiente di aspirazione

Il recipiente di aspirazione deve essere tale che dia luogo ad un battente di liquido (NPSH
disponibile) che eviti la vaporizzazione del liquido nel corpo della pompa stessa (NPSH disponibi-
le maggiore dell’NPSH richiesto)..
In certi casi può essere necessario uno studio di ottimizzazione per la determinazione della quota
di elevazione del recipiente in funzione dell'NPSH richiesto dalla pompa.
Normalmente pompe centrifughe di elevata portata richiedono un NPSH maggiore.

2.2.9.2. Perdita di carico sulla tubazione di aspirazione

Per il calcolo delle perdite di carico, se non è ancora definito il profilo reale della tubazione di
aspirazione, si può assumere preliminarmente una lunghezza equivalente di 50 metri minimo o la
distanza tra recipiente di aspirazione e la pompa moltiplicata per 1,5.
Questo valore andrà poi verificato con l'effettivo sviluppo della tubazione.

2.2.9.3. Pressione massima di aspirazione

Il valore della pressione massima di aspirazione è ottenuto aggiungendo alla pressione di scatto
della valvola di sicurezza del recipiente di aspirazione, la pressione derivante dalla massima al-
tezza statica di liquido in aspirazione della pompa.
Nel calcolare l'altezza statica si assume il massimo livello di liquido nel recipiente di aspirazione.
La perdita di carico nella tubazione di aspirazione non viene presa in considerazione in questo
caso perché si assume che la pressione massima di aspirazione si verifica quando il flusso
attraverso la pompa è nullo.

2.2.9.4. Pompe che aspirano da apparecchiature sottovuoto

Nelle pompe che non aspirano da recipienti sotto vuoto, la pressione di aspirazione non dovreb-
be mai scendere molto al di sotto di quella atmosferica. A pressione ridotta il risucchio di aria e lo
sviluppo dei gas disciolti può causare degli inconvenienti. La minima pressione che viene
raccomandata in aspirazione pompa è 80 kPa (a).
La tubazione di aspirazione sarà la più corta possibile e saranno minizzati i tratti orizzontali.
Quando più pompe aspirano da una medesima apparecchiatura sottovuoto, con il battente mini-
mo richiesto per l'NPSH disponibile, si raccomanda di valutare l'opportunità di prevedere l'instal-
lazione di una tubazione di aspirazione indipendente per ogni pompa.

2.2.10. Pressione massima di mandata

Nelle pompe centrifughe il valore della pressione massima di mandata è utilizzato per determi-
nare la pressione di progetto delle apparecchiature a valle. Normalmente la pressione massima
in mandata viene calcolata come la pressione massima di aspirazione più la differenza di pres-
sione massima tra aspirazione e mandata.
La differenza di pressione massima per le pompe centrifughe si ha a portata nulla (mandata
chiusa) ed usualmente viene assunto il 120% della differenza di pressione normale.
Se a pompa scelta si riscontra che il valore della differenza di pressione massima è maggiore del
120% di quella normale (può avvenire per pompe multistadio ad elevata portata) allora la pres-
sione di mandata massima e la pressione di progetto deve essere aumentata di conseguenza.

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Viene raccomandato di non accettare mai una differenza di pressione massima inferiore al 110%
della normale, almeno per le pompe di processo. Ciò potrebbe portare a scegliere delle pompe
con curve di funzionamento troppo piatte e quindi con sistemi di controllo instabili.
La pressione massima di mandata delle pompe volumetriche è pari alla pressione di scatto della
relativa valvola di sicurezza.

2.2.11. Pressione differenziale

La pressione differenziale che la pompa deve fornire risulta dalla somma delle tre componenti:
• statica
• dinamica
• variabile.
La componente VWDWLFD è indipendente dalla portata ed è data dalla somma di:
• differenza di pressione di esercizio fra il punto nel circuito di mandata in cui la pressione è
controllata (normalmente un recipiente) e il recipiente di aspirazione;
• altezza statica calcolata dalla differenza fra il livello massimo nel recipiente di mandata e il li-
vello minimo nel recipiente di aspirazione.
La componente GLQDPLFD, che varia al variare della portata proporzionalmente al quadrato della
portata è data dalla somma di:
• perdita di carico attraverso le apparecchiature in mandata, tra la pompa ed il recipiente finale
e comprende scambiatori, forni, filtri, ecc.
• perdita di carico attraverso le linee del circuito di mandata, incluse curve, giunti a T, flange,
valvole di blocco e di non ritorno, ecc.
La componente YDULDELOH è data dalla perdita di carico della valvola di controllo che viene
modulata in accordo alle esigenze di processo.
E' presente solo nelle pompe centrifughe in quanto le pompe volumetriche non hanno in
mandata una valvola di controllo.

2.2.12. Curva resistente di un circuito

Quando si pensa all'utilizzo di una nuova pompa centrifuga o si studia il comportamento di una
pompa esistente è di notevole aiuto per definire le esigenze di controllo mettere in forma grafica
la curva resistente del circuito e le caratteristiche di funzionamento della pompa (fig. 2.2.12.a.).
Nel caso di una pompa di nuova progettazione la curva prevalenza-portata può essere costruita
fissando il punto normale prevalenza-portata dai dati noti e calcolando gli altri punti da una curva
di funzionamento media (fig. 2.2.12.b.).
La curva resistente del circuito si costruisce fissando come punti del diagramma i valori della
pressione differenziale richiesta dal circuito calcolata a portata normale, a portata nulla e ad al-
cune portate come 50%, 80% e 120% della normale.

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)LJXUDD &XUYDFDUDWWHULVWLFDGLXQDSRPSDFHQWULIXJD
HFXUYDUHVLVWHQWHGHOFLUFXLWR

)LJXUDE&XUYHFDUDWWHULVWLFKHWLSLFKHSHUXQDSRPSDFHQWULIXJD

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Per pressione differenziale richiesta dal circuito si intende, con riferimento al paragrafo prece-
dente, la somma delle componenti statiche e dinamiche. Non è inclusa quindi la perdita di carico
della valvola di controllo.
La perdita di carico della valvola di controllo può essere ricavata come differenza fra la curva
caratteristica della pompa e la curva resistente del sistema.
Il grafico così costruito può essere usato per definire la perdita di carico della valvola di controllo,
per definire la portata della pompa a valvola tutta aperta, per calcolare l'aumento di portata pos-
sibile con l'installazione in parallelo un'altra pompa identica.

2.2.13. Perdita di carico della valvola di controllo

2.2.13.1. Generalità

Per controllare la portata di una pompa centrifuga si può:


a. agire su di una valvola di controllo posta sulla tubazione di mandata della pompa,
mantenendo invariata la velocità di rotazione della girante;
b. variare la velocità di rotazione della girante installando una motrice a giri variabili (turbina)
oppure installando un variatore continuo di giri fra il motore elettrico e la pompa;
c. riciclare sul recipiente di aspirazione parte della mandata.
A velocità di rotazione costante, l'effetto della riduzione della portata è parzialmente compensato
dall'aumento della prevalenza e dalla diminuzione del rendimento. Si ha quindi solo una leggera
riduzione della potenza assorbita rispetto al caso in cui sia applicata una velocità di rotazione va-
riabile.
Quando la velocità di rotazione viene ridotta, l'efficienza della pompa rimane pressoché costante
e la riduzione sia nella portata che nella prevalenza porta ad una diminuzione consistente della
potenza assorbita. Se si usa una turbina a velocità variabile per ottenere una variazione di veloci-
tà di rotazione, virtualmente tutta la riduzione di potenza è energia risparmiata. Se invece per il
medesimo scopo si usa un variatore di velocità una parte della energia risparmiata è consumata
dal variatore di velocità con degradazione a calore.
Nonostante questa sua minore efficienza energetica rispetto al sistema "b", il sistema di controllo
normalmente utilizzato è quello "a" in quanto notevolmente meno costoso e più affidabile. Il
sistema "c" è usato a volte quando si vuole garantire in ogni condizione operativa una portata
minima attraverso la pompa.

2.2.13.2. Determinazione della perdita di carico della valvola di controllo

Quando viene usata una valvola di controllo, per avere condizioni operative stabili è necessario
che una sufficiente perdita di carico sia lasciata disponibile per la valvola di controllo.
La perdita di carico assegnata ad una valvola di controllo si somma però al ∆P della pompa
stessa aumentando il costo della pompa ed il suo consumo.
Di conseguenza c'è un incentivo economico alla minimizzazione del ∆P assegnato alla valvola di
controllo. Di contro un alto ∆P facilita il controllo al variare della portata dal minimo al massimo.
Dall'esperienza una regola che risulta un buon compromesso è la seguente: il ∆P minimo
assegnato alla valvola di controllo è la somma di due contributi:
• un ∆P proporzionale alla perdita di carico di carico dinamica del circuito, pari al 20% della
perdita di carico dinamica stessa alla portata massima normale

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Foglio 12 (64)

• un ∆P funzione della perdita di carico statica determinato come segue:


∆P Statico ∆P della valvola di controllo
≤1,38 Mpa 10% del ∆P Statico
1,38÷2,76 MPa 0,14 MPa
≥2,76 MPa 5% del ∆P Statico
Il ∆P non sarà mai comunque inferiore a 0,07 MPa.
Le regole di cui sopra saranno comunque riconsiderate caso per caso sulla base dell'esperienza,
specie in circuiti ad alta prevalenza (impianti hydrotreating o hydrocracking) o in circuiti a bassa
perdita di carico (se il diametro della valvola di controllo risulta di diametro maggiore al diametro
della tubazione, si aumenterà la perdita di carico della valvola sino ad avere un diametro almeno
uguale al diametro della tubazione).

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Foglio 13 (64)

 7,3,',3203(

I tipi di pompe usati comunemente negli impianti petroliferi e chimici rientrano nelle seguenti ca-
tegorie:
• pompe cinetiche
• pompe volumetriche.
Le pompe cinetiche si dividono in:
• pompe centrifughe (che a loro volta possono essere a flusso radiale, a flusso assiale o a
flusso misto);
• pompe rigenerative (a turbina).
Le pompe volumetriche si dividono in:
• pompe alternative
• pompe rotative.
Nella Fig. 3.a. sono rappresentati graficamente i campi di applicazione dei vari tipi di pompe.

           3RWHQ]DLQ&9ULIHULWDDOO


+  
1000 


Pompe
Alternative Pompe
100 Centrifughe

P

+


D
]
Pompe a
Q
H
10 flusso misto
O
D
Y
H
U
3
Pompe
Assiali
1

0,1
1 10 100 1000 10000 100000

3RUWDWD4P K

)LJXUDD&DPSLGLDSSOLFD]LRQHGHLYDULWLSLGLSRPSH

Nella Tabella 3.a. sono indicati i diversi tipi di pompe normalmente utilizzate negli impianti petroli-
feri e chimici con le loro caratteristiche principali ed i campi di applicazione. I valori delle caratte-
ristiche riportati sono tipici e sono solo indicativi delle prestazioni.

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Foglio 14 (64)

7DED  3UHVWD]LRQLWLSLFKHGHLYDULWLSLGLSRPSH

7LSRGLSRPSD &DSDFLWj 3UHYDOHQ]D 3UHVVLRQH 9LVFRVLWj 5HQGL 7HPS


PDVV PDQGDWD PDVV PHQWR PDVV
PDVV
m3/h m kPa (a) Pa⋅s % °C
Cinetiche
1. Centrifughe
a) orizzontali
• singolo stadio 3÷1 100 150 4 000 0,650 20÷80 450
• due stadi 3÷300 400 4 000 0,450 20÷75 450
• chimiche 250 70 1 500 0,650 20÷75 200
• slurry 250 100 4 000 0,650 20÷80 450
• monoblocco 0,5÷4 500 1 500 70 000 0,450 20÷70 550
"canned"
• multistadi 5÷2 500 4 000 40 000 0,450 65÷90 450
b) verticali
• singolo stadio 5÷2 500 250 4 000 0,650 20÷85 350
• multistadio 5÷18 000 1 800 5 000 0,450 25÷90 250
• in linea 5÷2 700 200 3 500 0,450 20÷80 250
• alta velocità 1÷90 1 800 14 000 0,100 55÷85 200
2. Assiali 50÷100 000 5 1 000 0,650 65÷85 65
3. Rigenerative 0,5÷20 450 10 000 0,100 55÷85 200
Volumetriche
1. Alternative
• pistone, stantuffo 2÷3 000 3 500 350 000 1,000 55÷85 290
• dosatrici 0÷2,0 500 50 000 1,000 20 290
• diaframma 1÷20 350 25 000 0,750 20 260
2. Rotative
• viti 0,2÷450 200 20 000 30⋅103 50÷80 260
• ingranaggi 0,2÷1 100 35 3 500 30⋅103 50÷80 350

 3RPSHFLQHWLFKH

Le pompe cinetiche cedono energia al liquido sotto forma di energia cinetica. Questa energia ci-
netica viene poi trasformata in energia di pressione all'uscita della pompa. Le pompe cinetiche
hanno una efficienza più bassa rispetto alle pompe volumetriche, ma le velocità relativamente al-
te consentono elevate portate in relazione alle dimensioni della pompa.
L'efficienza delle pompe cinetiche è legata a due tipi di perdite, idrauliche e meccaniche. Le per-
dite idrauliche sono talmente rilevanti rispetto alle perdite totali che l'efficienza totale di una
pompa può essere identificata con l'efficienza idraulica.
Le pompe cinetiche richiedono una minore manutenzione rispetto alle pompe volumetriche.

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3.1.1. Pompe centrifughe

Costituiscono un tipo molto vasto di pompe nelle quali la pressione è ottenuta con la conversione
di energia cinetica in energia potenziale. Il moto rotatorio di una o più giranti fornisce energia al
fluido sotto forma di velocità che si converte in altezza statica nella sezione di diffusione della
cassa.
In base alla forma della girante, le pompe centrifughe possono essere così classificate:
• pompe a flusso radiale o pompe centrifughe propriamente dette;
• pompe a flusso misto;
• pompe a flusso assiale.
Le parti fondamentali di una pompa centrifuga sono mostrate nella fig. 3.1.1.a. L'energia
proveniente da una fonte esterna è applicata all'albero, che fa ruotare la girante entro una cassa.
Le pale della girante, ruotando, producono una riduzione di pressione all'occhio della girante. Ciò
provoca un flusso continuo di liquido dal tubo di aspirazione dalla girante. Questo liquido è spinto
all'esterno lungo le pale con una velocità tangenziale crescente. La velocità raggiunta quando la-
scia il bordo delle pale è tramutata in pressione quando passa nella sezione di mandata.
Le pompe centrifughe necessitano di valvole di entrata e uscita solo per la loro intercettazione. Il
flusso di liquido è uniforme ed esente da pulsazioni.

)LJXUDD3RPSDFHQWULIXJDPRQRVWDGLRRUL]]RQWDOH
Poiché questo tipo di pompe opera convertendo energia cinetica in energia potenziale, il liquido
viene spinto ad una altezza statica teorica (espressa in metri di liquido pompato) indipendente
dalla sua densità, quando la velocità di rotazione della girante è fissata. La pressione corrispon-
dente all'altezza statica ottenuta dipende invece dalla densità del liquido pompato.
La massima altezza (in metri di liquido) a cui una pompa centrifuga può spingere il liquido è
determinata dalla velocità di rotazione delle girante, dal diametro della girante e dal numero di gi-

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ranti in serie. Variazioni nella forma della girante e nella angolatura delle pale influenzano la
forma della curva caratteristica e quindi la prevalenza prodotta.
Sono disponibili nel mercato pompe centrifughe che sono in grado di sviluppare una prevalenza
fino a 4 000 metri e portate fino a 20 000 m3/h.
Le pompe centrifughe soddisfano quasi tutte le esigenze degli impianti petroliferi e chimici e sono
quindi largamente usate. Le giranti delle pompe centrifughe convenzionali hanno una velocità
periferica limite dell'ordine di 60 metri al secondo.
Quando il fluido pompato è un impasto liquido-solido (slurry) il limite della velocità periferica
scende a 30 metri al secondo per limitare i fenomeni di erosione.
Sebbene siano disponibili pompe centrifughe per portate molto basse (fino a 0,5 m3/h), a basse
portate (meno di 10 m3/h) il loro rendimento diviene così basso che risultano in genere più
convenienti altri tipi di pompe.
La prevalenza, la potenza assorbita, il rendimento e l'NPSH delle pompe centrifughe variano con
la portata. Le curve, che rappresentano questa variazione, sono specifiche di ogni pompa ma le
deviazioni dell'andamento medio sono minime per le pompe centrifughe più comunemente
usate.
Per la stima del rendimento si può usare la figura 3.1.1.b. oppure il programma PUMPEFF.

)LJXUDE6WLPDGHOUHQGLPHQWR HVSUHVVRLQ GLXQDSRPSDFHQWULIXJD

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La curva caratteristica di una pompa può essere modificata per adeguare la pompa a nuove pre-
stazioni. Il parametro base che deve essere variato è la velocità periferica della girante. La velo-
cità periferica può essere variata agendo su due caratteristiche della girante:
• velocità di rotazione
• diametro.
La velocità di rotazione può essere variata nel caso di una pompa azionata da turbina agendo sul
regolatore di velocità della turbina.
Nel caso di una pompa azionata da motore elettrico deve essere installato un variatore continuo
od un variatore fisso di giri tra la pompa ed il suo motore.
Una pompa è normalmente progettata per poter contenere giranti di diverso diametro, per cui in
caso di variate condizioni di funzionamento si può sostituire la girante con una di diverso diame-
tro.
Le curve di funzionamento fornite con una nuova pompa alle volte includono la previsione di fun-
zionamento a velocità o diametri della girante diversi da quelle di progetto. Quando vengono for-
nite solo le curve per la pompa specifica si possono utilizzare leggi di similitudine dinamica per
stimare le prestazioni modificate con ragionevole accuratezza.
Le leggi di similitudine dinamica applicate alle pompe stabiliscono quanto segue:
• la portata (a prevalenza costante) è direttamente proporzionale alla velocità periferica
Q1 W ⋅D
= 1 1 (1)
Q 2 W2 ⋅ D 2

dove:
W = velocità di rotazione della girante
D = diametro della girante.
• la prevalenza totale sviluppata (a portata costante) è proporzionale al quadrato della velocità
periferica

H1
=
F
W1 ⋅ D1
G IJ2
(2)
H2 H
W2 ⋅ D 2 K
• la potenza richiesta BHP è proporzionale al cubo della velocità periferica (assumendo ren-
dimento costante con variazioni relativamente piccole della portata e della prevalenza)

BHP1
=
F
W1 ⋅ D1
G IJ
3
(3)
BHP2 H
W2 ⋅ D 2 K
3.1.1.1. Innesco della tubazione di aspirazione

Le pompe centrifughe convenzionali non sono autoinnescanti. Cioè non sono in grado di
evacuare il gas o vapore della tubazione di aspirazione in modo che il liquido possa scorrere
nella tubazione di aspirazione e nella cassa della pompa senza aiuto dall'esterno.
Le pompe centrifughe convenzionali non sono autoinnescanti perché le loro giranti non sono in
grado di dare la velocità periferica necessaria a comprimere un gas o un vapore. Infatti l'altezza
statica (misurata in metri di colonna di fluido) che la girante fornisce è indipendente dalla densità
del fluido e quindi è la medesima per il liquido, il vapore ed il gas. Per questo motivo la differenza
di pressione fornita dalla pompa è enormemente più bassa per un vapore o un gas.

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Le pompe centrifughe devono perciò essere riempite di liquido prima di essere avviate. Quando il
battente in aspirazione è negativo, nella tubazione di aspirazione deve essere prevista una
valvola di non ritorno, per evitare che la tubazione si svuoti in caso di fermata della pompa.
Quando il recipiente di aspirazione è in pressione o posto sopra la pompa, l'innesco è ottenuto
semplicemente aprendo la valvola in aspirazione e scaricando il vapore o gas da una connessio-
ne valvolata posta sulla mandata della pompa.
Esistono sul mercato pompe di costruzione particolare che sono autoinnescanti, ma il loro costo
è elevato e devono essere usate solo se indispensabile.

3.1.1.2. Sfiato della cassa pompa

La maggior parte delle pompe centrifughe monostadio utilizzate in servizi di processo sono auto-
sfiatanti. Cioè una piccola quantità di vapore o gas trattenuta nella cassa all'avviamento, dopo
che l'innesco della aspirazione è completo, si scarica rapidamente nella tubazione di mandata
quando la pompa viene avviata.
Deve essere previsto alle volte (ad es. pompe che aspirano da apparecchiature sotto vuoto o
pompanti GPL) il convogliamento degli sfiati nel recipiente di aspirazione o a blow-down per
sicurezza, controllo delle emissioni o per ragioni di pulizia.
Le pompe che pompano liquidi con alta tensione di vapore o che aspirano da sottovuoto,
richiedono sempre delle linee di sfiato per rimuovere i prodotti di vaporizzazione durante le ope-
razioni di avviamento.

3.1.1.3. Tipi più comuni di pompe centrifughe

Anche se la scelta del tipo di pompe centrifughe non è compito del processista si descrivono di
seguito, per completezza di informazione, i tipi più comuni.
a) 0RQRVWDGLRDVEDO]R
E' il tipo più comunemente usato per le pompe di processo.
La sua cassa è sostenuta sulla mezzeria. I due cuscinetti dell'albero sono montati insieme
vicini tra loro sul medesimo supporto con la girante a sbalzo.
Comunemente ha la flangia di aspirazione in asse e quella di mandata in alto, doppi anelli di
usura sulla girante e sulla cassa, la possibilità di raffreddamento ad acqua sul piedistallo,
sulla cassastoppa e sui cuscinetti. Ha una singola aspirazione, girante chiusa, una singola
cassastoppa per una tenuta meccanica, ma abbastanza profonda per sei anelli di tenuta.
Gli aspetti più significativi sono la possibilità dell'esercizio ad alta temperatura, la facile ri-
mozione del rotore e della sede di supporto della cassa per manutenzione in officina senza
smontare le flange delle tubazioni e la sicurezza nella movimentazione di liquidi infiammabili.
b) 6LQJRORRPXOWLVWDGLRFRQJLUDQWHVXGRSSLRVXSSRUWR
Le pompe centrifughe con maggior portata e prevalenza hanno la girante, o le giranti, mon-
tate su alberi con cuscinetti alle estremità e quindi hanno due cassestoppa.
La versione a singolo stadio sviluppa una prevalenza fino a circa 350 metri e quella multi-
stadio fino a 4 000 metri.
La cassa può essere a divisione assiale per temperature fino a 200°C o 0,07 MPa (rel) per
fluidi tossici e a divisione radiale per temperature fino a 450°C.
c) ,QOLQHD
Le pompe centrifughe in linea sono pompe verticali con la cassa costruita per essere imbul-
lonata direttamente sulla tubazione, come le valvole.
Esistono dei modelli fino a 450 m3/h e prevalenza fino a 200 metri.

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La scelta tra la pompa centrifuga orizzontale convenzionale e quella in linea in genere non
dipende dal costo totale (installazione+manutenzione) ma da specifiche situazioni di instal-
lazione. Se lo spazio a disposizione è limitato, in genere si preferisce la pompa in linea.

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d) $GDOWDYHORFLWj
Le pompe centrifughe ad alta velocità possono avere velocità di rotazione della girante da
1 000 a 1 780 rad/s (da 9 550 a 17 000 RPM) ed occasionalmente fino a 2 500 rad/s (24 000
RPM) e sono in grado di dare una prevalenza fino a 1 600 metri.
L'alta velocità dei modelli attualmente sul mercato è ottenuta con un ingranaggio di precisio-
ne tra il motore elettrico e l'albero della pompa.
La temperatura di pompaggio è limitata a 250°C.
L'alta prevalenza è ottenuta con velocità periferiche dal 20 al 60% più alte di quelle delle
pompe convenzionali.
Questo tipo di pompe è usato per basse portate ed alta prevalenza ed è competitivo con le
pompe multistadio.
e) &KLPLFKH
In questa categoria sono comprese pompe costruite con materiali speciali e costosi.
La scelta di queste pompe è limitata a condizioni relativamente poco severe di temperatura,
pressione e portata.
f) 3RPSHSHULPSDVWRVROLGROLTXLGR VOXUU\
Le pompe per movimentare gli "slurries" devono essere in grado di funzionare in condizioni
operative molto severe.
Le caratteristiche di costruzione frequentemente impiegate sono:
• largo passaggio per il flusso per evitare intasamenti
• giranti aperte o semiaperte o arretrate che sono meno sensibili all'intasamento delle gi-
ranti chiuse
• dispositivi per facilitare la disintegrazione delle particelle grosse
• tenuta speciale con flussaggio dall'esterno per l'albero per minimizzare gli interventi di
manutenzione
• scelta dei materiali da costruzione speciali per resistenza alla corrosione e all'erosione
• velocità della girante regolabile per limitarla al minimo necessario per ottenere la preva-
lenza richiesta.

3.1.1.4. Pompe a flusso assiale

Le pompe a flusso assiale sono alle volte chiamate pompe ad elica. Hanno una singola elica con
il flusso che entra assialmente e la mandata quasi assiale. La velocità di rotazione è al di sopra
di 940 rad/s (9 000 rpm). Sono utilizzate per portate elevate e basse prevalenze nei servizi di ac-
qua e sostanze chimiche. Necessitano di bypass per l'avviamento per l'alta prevalenza a
mandata chiusa.

3.1.2. Pompe rigenerative

Le pompe rigenerative, che talvolta sono chiamate pompe turbina a causa della forma della gi-
rante, utilizzano una combinazione di impulso meccanico e forza centrifuga per generare preva-
lenze di parecchie centinaia di metri a basse portate (normalmente meno di 20 m 3/h).
La girante, che ruota ad elevata velocità con piccole tolleranze, ha molti brevi passaggi radiali
incisi su ciascun lato alla periferia. Canali simili sono incisi sulle superfici accoppiate della cassa.
Il liquido che entra nella pompa viene diretto nei passaggi della girante ed avanza con un cam-
mino a spirale intorno alla periferia passando alternativamente dalla girante alla cassa e rice-
vendo in successione gli impulsi necessari.
Le pompe rigenerative sono disponibili per capacità fino a 20 m 3/h, ma sono preferite raramente
alle pompe centrifughe al di là dei 10 m3/h. Esse trovano applicazione più frequentemente fino a

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5 m3/h. La prevalenza è limitata a 200-250 metri per uno solo stadio e 350-450 metri per due
stadi. Il limite di temperatura di esercizio è 200°C. Le prestazioni diminuiscono per viscosità al di
sopra di 100 mm2/s. L'NPSH richiesto varia da 1 a 10 metri.
Il flusso di una pompa rigenerativa è continuo come per le pompe centrifughe. L'elevata penden-
za della curva portata-prevalenza porta ad un elevato consumo di energia quando la portata di-
minuisce raggiungendo il massimo alla mandata chiusa. Quindi le motrici delle pompe rigenera-
tive devono essere dimensionati per la portata minima.
In genere è richiesta una valvola di sicurezza sulla mandata prima della valvola di blocco.
L'efficienza delle pompe rigenerative è tipicamente da 40 a 45% nell'intervallo di 2,5÷8 m3/h, in
confronto al 20% o meno delle pompe centrifughe ad uno stadio alle stesse portate.
La richiesta di manutenzione è notevole. Non sono adatte per servizi corrosivi e il liquido pom-
pato deve essere privo di solidi in sospensione.
Le pompe rigenerative sono economicamente competitive con le pompe alternative per servizi fi-
no a 2,5 m 3/h con una prevalenza al di sopra di 100 metri ed una temperatura sotto i 120°C.
Le pompe centrifughe sono normalmente preferite alle pompe rigenerative per temperature più
alte e prevalenze inferiori.

 3RPSHYROXPHWULFKH

Le pompe volumetriche operano imprimendo ad un volume fisso di liquido una spinta dalle con-
dizioni di ingresso alle condizioni di uscita. Ciò è fatto ad intermittenza nel caso di pompe alter-
native ed in continuo nel caso di pompe rotative.
Le pompe volumetriche hanno una velocità di rotazione più bassa di quella delle pompe cinetiche
e sono quindi fisicamente più grandi a parità di capacità.

3.2.1. Pompe alternative

L'utilizzo di questo tipo di pompe si è notevolmente ridotto. I casi in cui il loro utilizzo è ancora
consigliato sono:
a. Pompaggio di liquidi molto viscosi.
b. Richiesta contemporanea di bassa capacità (0,5÷5 m 3/h) ed alta prevalenza.
c. Servizi intermittenti (come pump-out e slop), quando le caratteristiche dei liquidi pompati lo
consentono, e quando è disponibile un NPSH sufficiente.
d. Servizi con fanghiglia ed impasti liquido-solido.
e. Servizi di pompaggio in cui si può avere un ampio intervallo di portata e di pressione di man-
data.
f. Iniezione di additivi (che richiedono un aggiustamento di dosaggio in operazione).
Le pompe alternative danno un flusso pulsante, danno una elevata pressione a mandata chiusa,
hanno una capacità costante se azionate da motore elettrico e possono "grippare" a condizioni di
basso NPSH disponibile.
Le pompe alternative possono essere a pistone o a diaframma. Queste ultime si utilizzano nel
caso di fluidi tossici.
In generale l'azione delle parti che spingono il liquido in queste pompe è la medesima, un pistone
cilindrico, uno stantuffo od un diaframma circolare passano o si flettono avanti ed indietro in una
camera. In questa camera sono installate valvole per l'ingresso e l'uscita del liquido. L'apertura e

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Foglio 22 (64)

la chiusura di queste valvole è provocata dalla differenza di pressione esistente fra la camera
della pompa e le tubazioni di aspirazione e di mandata.

3.2.1.1. Rendimento di una pompa alternativa

Il rendimento di una pompa è dato dal prodotto dei rendimenti idraulico, volumetrico e meccanico
(vedere anche capitolo 4.1.). Il rendimento idraulico di una pompa alternativa è dato dal rapporto:
H
ηi = (1)
H + Hp

dove:
H = prevalenza della pompa
Hp = perdite di carico totali dovute all'attraversamento delle valvole di ingresso e di uscita.
Da questa formula deriva che il rendimento idraulico di una pompa alternativa è alto per alte pre-
valenze e basse portate (che causano bassi ∆P sulle valvole di ingresso/uscita).
Il rendimento volumetrico è dato dal rapporto fra la portata effettivamente pompata e quella teo-
rica. Il rendimento volumetrico viene espresso anche come il suo complemento a uno ed in que-
sto caso si chiama scorrimento. Lo scorrimento non dovrebbe essere superiore al 5%, ma nelle
pompe nuove o in buono stato è dell'ordine dell'1%.
Il rendimento meccanico varia da circa 50% per pompe piccole e circa 90% per pompe più gran-
di. Il rendimento di una pompa alternativa può essere stimato col programma PUMPEFF.

3.2.1.2. Influenza della viscosità, della densità e del contenuto di solidi

La portata effettiva delle pompe alternative diminuisce quando la viscosità aumenta perché la
velocità deve essere ridotta.
Il rendimento delle pompe alternative diminuisce ad alta viscosità.
La differenza di pressione prodotta da una pompa alternativa è, diversamente che per le pompe
centrifughe, indipendente dalla densità del liquido. Dipende solo da quanta forza è esercitata sul
pistone.
Le pompe alternative possono essere usate anche per fanghi e impasti solido-liquido dove altri
tipi di pompe sono inoperabili ed inaffidabili.
Il costo della manutenzione in tali servizi può essere alto a causa di valvole, cilindri, aste, anelli di
usura ma la maggiore affidabilità ne giustifica la scelta.

3.2.1.3. Controllo della portata

In una pompa alternativa il controllo di portata è ottenuto usualmente ricircolando la portata non
richiesta sull'alimentazione.
Il controllo della portata sul riciclo può presentare due inconvenienti quando la differenza di
pressione fra mandata e aspirazione è molto alta:
a. La rottura della valvola di riciclo in posizione aperta manda in pressione il sistema di aspira-
zione.
b. Normalmente la valvola di controllo ha una sezione di passaggio molto piccola ed è quindi
sensibile all'intasamento e all'erosione.

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Foglio 23 (64)

3.2.1.4. Tipi più comuni di pompe alternative

3.2.1.4.a. Pompe a vapore (dette anche cavallino)

Questo tipo di pompa alternativa è mosso direttamente dal vapore ed è costituito da un cilindro
per il vapore d'acqua in linea con un cilindro per il liquido con un collegamento ad asta diritto tra il
pistone del vapore d'acqua ed il pistone della pompa.
Le pompe cavallino sono disponibili sia come unità simplex (un cilindro per il vapore ed un cilin-
dro per il liquido) che come unità duplex. Le unità duplex sono normalmente usate per capacità
più grandi e per ridurre le pulsazioni di portata delle simplex.
Le pompe cavallino sono quasi sempre a pistone e a doppia azione.
Le pompe cavallino possono essere utilizzate in servizi a capacità variabile prevedendo una
valvola di controllo sulla tubazione del vapore.
Massima pressione di mandata
Per le pompe cavallino la massima pressione di mandata è funzione delle dimensioni dei cilindri
scelti per il liquido ed il vapore d'acqua e dalla differenza di pressione del vapore d'acqua attra-
verso la pompa:

∆PL max. =
b∅ H O g⋅ ∆P
2
2

b∅ Liq.g 2 H2 Omax.

dove:
∆PH2O max. = Massima pressione differenziale del vapore d'acqua (kPa)

∆PLmax. = Massima pressione differenziale fornita al liquido (kPa)

∅ H2O = Diametro del cilindro del vapore d'acqua (m)


∅ Liq. = Diametro del cilindro del liquido (m)
Il diametro del cilindro del vapore acqueo è il diametro standard immediatamente più grande
rispetto al calcolato con il risultato che può essere normalmente sviluppato, alle condizioni di
mandata chiusa, il 130÷150% della differenza di pressione tra mandata e aspirazione.
Il massimo ∆P sommato alla massima pressione di aspirazione dà la pressione massima di
mandata del liquido.

3.2.1.4.b. Pompe meccaniche

Una pompa meccanica converte il moto rotatorio della motrice in moto alternativo con il sistema
biella/manovella; dato il moto alternativo (masse in movimento, attriti, ecc.) queste pompe
accettano una velocità di ingresso relativamente bassa e quindi richiedono la presenza di un
riduttore. Il sistema biella/manovella trasmette il moto ad ad una testa a croce, che a sua volta
aziona gli stantuffi o i pistoni.
Le pompe a bassa pressione ed alta capacità usano costruzioni ad aste e pistoni simili alle
pompe cavallino duplex. Pompe a più alta pressione sono usualmente a pistone a semplice
effetto. I tipi più comuni usano tre pistoni.
Con tre o più pistoni, le pulsazioni di portata sono ridotte rispetto alle pompe a semplice o a
doppio effetto. Spesso è comunque richiesto l'installazione di smorzatori di pulsazione.
Le pompe meccaniche hanno un'alta efficienza e possono sviluppare una pressione molto alta.
Le pompe meccaniche sono costose e sono raramente giustificate dalla maggior efficienza ri-
spetto alle centrifughe, nei servizi in cui queste ultime possono essere usate.

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Può essere giustificato l'uso rispetto alle pompe cavallino in servizio continuo a causa dell'alto
consumo di vapore di queste ultime.

3.2.1.4.c. Pompe dosatrici

Le pompe dosatrici sono pompe alternative che permettono di regolare con estrema precisione
basse portate. Sono normalmente utilizzate per il dosaggio degli additivi. La portata delle pompe
dosatrici può variare da pochi cm3/h a 2 m3/h.
Esistono anche pompe per portate maggiori (8÷9 m3/h) ma la regolazione di portata è più
grossolana.
Le pompe dosatrici possono essere a pistone o a diaframma.
Le prime sono una versione in piccolo delle pompe alternative a pistone con gli anelli di tenuta in
contatto con il liquido pompato. Le seconde impiegano una barriera idraulica di fluido ausiliario
(di solito olio) fra il pistone alternativo e un diaframma impenetrabile che viene in contatto con il
liquido pompato. Non si hanno perdite di liquido di processo in quanto gli anelli di tenuta sono
immersi nel fluido ausiliario.
Le pompe dosatrici sono quasi sempre azionate da un motore elettrico.
I criteri di progettazione di una pompa dosatrice sono gli stessi che per le pompe alternative ad
eccezione dei criteri esposti qui di seguito.
Normalmente le variazioni di capacità si ottengono regolando la corsa del pistone. Si possono
prevedere dei dispositivi per:
• la regolazione automatica della corsa
• la regolazione manuale della corsa.
La portata pulsante preclude l'uso di indicatori o misuratori di portata. Dove è necessario ca-
librare o verificare la portata si deve prevedere una piccola vaschetta locale od una colonna di
calibrazione sulla aspirazione della pompa.
I bocchelli e le valvole delle pompe dosatrici sono piccoli e quindi soggetti a tapparsi o ad in-
collarsi in presenza di particelle solide quindi il liquido pompato deve essere pulito e filtrato.
Le prestazioni e la durata delle valvole di mandata delle pompe dosatrici tendono ad essere
scarse se la pressione di mandata non supera la pressione di aspirazione di almeno 70 kPa. Nei
casi dove la pressione di aspirazione può superare la pressione di mandata si può creare un
flusso di liquido tra aspirazione e mandata a pompa ferma; si può evitare ciò installando una val-
vola di regolazione che mantenga in mandata una pressione maggiore che in aspirazione.

3.2.1.4.d. Pompe a diaframma

Le pompe a diaframma sono pompe alternative che operano per mezzo di un movimento al-
ternativo di un diaframma flessibile. I loro principali vantaggi sono l'assenza di organi di tenuta in
contatto col liquido di processo e l'alta tolleranza per le poltiglie abrasive.
I principali svantaggi sono dovuti al fatto che producono un flusso pulsante e richiedono una
manutenzione relativamente alta delle valvole, del diaframma e del meccanismo di regolazione
del numero delle pulsazioni.
I limiti di capacità e prevalenza per le pompe a diaframma sono rispettivamente di circa 40 m 3/h
e 300 metri.
Il diaframma viene flesso dalla pressione di un fluido pulsante sul lato motore. Più frequen-
temente usata è l'aria però è usato anche il vapore d'acqua o un olio idraulico.
La pressione del fluido motore è usualmente pulsante tra 0 e 100 kPa al di sopra del livello di
pressione di mandata del liquido di processo.

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Le pompe a diaframma trovano applicazione in presenza di liquidi molto corrosivi, tossici o


abrasivi.

3.2.2. Pompe rotative

Le pompe rotative sono pompe volumetriche con elementi pompanti rotanti come ingranaggi, viti,
vani o lobi. Soltanto i tipi a viti o ad ingranaggi vengono utilizzati in numero significativo.
Le pompe rotative richiedono particolari caratteristiche costruttive a causa delle parti rotanti che
possono dare luogo a grippaggio per servizi ad alta temperatura o ad usura quando sono richie-
sti materiali speciali resistenti alla corrosione. Le pompe rotative sono disponibili fino a 100 m3/h
con una differenza di pressione tra mandata e aspirazione fino a 20 MPa.
Il loro uso è limitato alla movimentazione di liquidi con una viscosità troppo elevata per l'utilizzo
delle pompe centrifughe come olio combustibile pesante, oli lubrificanti, grassi o asfalti.
Pompe rotative che movimentano liquidi con viscosità sotto i 20 mm2/s possono essere soggette
ad usura eccessiva ed a notevoli perdite interne e quindi a basso rendimento.
Le pompe rotative che movimentano liquidi ad alta viscosità devono operare a velocità ridotta e
quindi hanno una portata ridotta (Tab. 3.2.2.a.).

7DED  ,QIOXHQ]DGHOODYLVFRVLWjVXOODYHORFLWjGLURWD]LRQHGHOODSRPSD

Viscosità mm2/s 200 650 2 000 4 000 10 000 20 000


Velocità % 100 100 90 75 60 50

Nelle pompe rotative la pressione di aspirazione e l'NPSH disponibile devono essere calcolati
alla massima velocità.
Le pompe rotative non sono adatte per liquidi contenenti quantità apprezzabili di solidi duri ed
abrasivi.

3.2.2.1. Tipi di pompe rotative

I tipi più usati sono le pompe ad ingranaggi e a viti. I tipi a palette scorrevoli e ad ingranaggi
interni trovano applicazione per pompare olio idraulico e per servizi a bassa capacità ma rara-
mente nei servizi di processo.
Sotto 150÷250 m3/h di portata e 2,5÷3,5 MPa di pressione differenziale sono applicabili sia il tipo
a viti che il tipo ad ingranaggi.
In questo campo le pompe ad ingranaggi hanno il vantaggio di avere un costo che è il 50-65% di
quello delle pompe a viti ed una efficienza maggiore di alcuni punti, le pompe a viti hanno il van-
taggio di una maggiore tolleranza per i solidi e meno sensibilità alle condizioni di fluido misto in
aspirazione.
Le pompe a viti danno un flusso più continuo, necessitano di una più bassa manutenzione ed
hanno un costo minore delle pompe alternative di capacità comparabile. Hanno però un rendi-
mento e possibilità di pressione differenziale più bassi rispetto alle pompe alternative.
Esistono pompe a singola vite che sono particolarmente adatte per impasti con particelle relati-
vamente grandi.
Possono essere usate con dimensioni delle particelle da 2 a 30 mm di diametro con capacità fino
a 100 m3/h. Le temperature sono limitate a 100°C quando la camicia dello statore è di gomma e
200°C quando la camicia dello statore è di acciaio inossidabile.

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3.2.2.2. Influenza della viscosità

La ragione principale che fa preferire l'utilizzo di una pompa rotativa ad una pompa centrifuga è
quella di trarre vantaggio dalla sua capacità di movimentare liquidi ad elevata viscosità.
Una seconda ragione che fa preferire le pompe rotative anche se la viscosità del liquido non è
troppo alta è l'efficienza nel movimentare portate molto basse. In questo caso la pompa rotativa
dovrà essere progettata tenendo conto della viscosità del liquido.
L'influenza della viscosità nella progettazione di pompe rotative è riassunta nella tabel-
la 3.2.2.2.a.

7DED,QIOXHQ]DGHOODYLVFRVLWjQHOODSURJHWWD]LRQHGHOOHSRPSHURWDWLYH

9LVFRVLWj
PPV
7,5 E' il livello minimo, la progettazione standard con cuscinetti esterni è limitata
ad una pressione differenziale da 400 a 700 kPa.
7,5 ÷ 32,5 Con progettazione particolare può arrivare a 3 MPa di pressione differenziale.
32,5 ÷ 43 La progettazione standard è adatta fino a 1,0 MPa di pressione differenziale.
43 ÷ 75 La progettazione standard è adatta fino a 2,5 MPa di pressione differenziale.
75 ÷ 110 La progettazione standard è adatta fino a 3,5 MPa di pressione differenziale.
110 Una progettazione speciale rende disponibili le pompe rotative fino ad una
pressione differenziale da 5 a 7 MPa, in alcuni casi particolari fino a 25 MPa.

3.2.2.3. Limitazione di pressione e temperatura

Le pompe ad ingranaggi di costruzione standard sono usate fino ad una pressione differenziale
di 3,5 MPa e fino ad una pressione di mandata di 3,5 MPa.
Le pompe a due viti sono disponibili fino a 2÷3 MPa di pressione differenziale, le pompe a tre viti
o di costruzione speciale sono disponibili fino a 20÷25 MPa di pressione differenziale.
La maggior parte dei modelli di pompe rotative ha una temperatura massima operativa di 180°C
(cuscinetti interni). Sono disponibili modelli con temperatura massima operativa di 400°C (con
cuscinetti esterni a costo più elevato), ma esiste una limitata esperienza al di sopra di 330°C.

3.2.2.4. Influenza di solidi in sospensione

Le pompe rotative convenzionali sono generalmente danneggiate dai solidi presenti nel liquido
pompato. I solidi infatti danno luogo ad erosione, che provoca grosse perdite interne di liquido e
rigatura dei rotori.
Le pompe ad ingranaggi sono più sensibili ai solidi delle pompe a viti.
Le pompe rotative dovrebbero essere utilizzate soltanto per servizi puliti.
In presenza di piccole quantità di solidi (0,1% in peso) si deve ricorrere a modelli particolari.

3.2.2.5. NPSH richiesto

Le pompe rotative hanno un NPSH richiesto simile alle pompe centrifughe. Una pompa con
NPSH richiesto di 3 metri può essere realizzata senza una significativa penalizzazione econo-
mica.
Un NPSH richiesto di 1,5 metri può essere ottenibile ma richiede una maggiorazione di costo.

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3.2.2.6. Tenuta dell’albero

I problemi di tenuta dell'albero nelle pompe rotative sono particolari: la maggiore viscosità del li-
quido fino ad un certo limite è un ausilio alla tenuta, oltre questo limite la maggiore temperatura
richiesta per garantirne la fluidità, il pericolo di impaccamento, ecc. possono creare difficoltà alla
tenuta.
La baderna si comporta in maniera soddisfacente e per certe condizioni è preferibile alle tenute
meccaniche.
Per servizi puliti le tenute meccaniche sono giustificate per la miglior tenuta e quindi sono racco-
mandate. In servizi con bassa viscosità, scarsa lubrificazione sono preferibili cuscinetti esterni,
quindi quattro premistoppa. La combinazione di scarsa lubrificazione con quattro premistoppa
presenta un difficile problema di tenuta.

3.2.2.7. Calcolo dei consumi

La potenza richiesta per le pompe rotative si ricava nella stessa maniera che per le pompe
centrifughe. Il rendimento della pompa può essere stimato col programma PUMPEFF.

 9DOYROHGLVLFXUH]]DVXOODPDQGDWDSRPSD

Tutte le pompe volumetriche devono avere in mandata una valvola di sicurezza.


Le valvole di sicurezza servono al doppio scopo di proteggere le pompe e le tubazioni di man-
data da una eccessiva pressione e proteggere il motore da un eccessivo carico.
La protezione dalla eccessiva pressione è richiesta perché la possibilità di aumentare la pres-
sione di mandata delle pompe volumetriche è limitata soltanto dal momento torcente del motore,
e quindi semplicemente chiudendo una valvola di blocco sulla mandata si possono raggiungere
pressioni molto elevate.
La valvola di sicurezza inoltre serve da protezione aggiuntiva per il motore elettrico, riducendo la
possibilità che scatti l'interruttore termico del motore.
In pratica spesso la protezione dal sovraccarico elettrico richiede un limite più basso di quello
della protezione per sovrapressione.
A causa della doppia funzione della valvola di sicurezza la pressione di scatto deve essere fissa-
ta in due stadi:
a. Durante la progettazione di processo (prima che siano scelti i modelli della pompa e le di-
mensioni del motore) la pressione di scatto della valvola è scelta e specificata sulla base
della sovrapressione.
b. Durante l'ingegneria di dettaglio, quando il modelli della pompa e la dimensione del motore
sono stati scelti, deve essere verificato che la pressione di scatto protegga il motore dal so-
vraccarico.
La valvola di sicurezza deve essere installata all'interno delle valvole di blocco della pompa e lo
scarico sarà convogliato al recipiente di aspirazione, per evitare che la pompa si surriscaldi per la
ricircolazione.
La valvola e le sue tubazioni devono essere accompagnate con vapore nei servizi ad alta vi-
scosità.
La valvola di sicurezza non deve essere utilizzata per il controllo normale della pressione di
mandata. Se non vi sono altri mezzi per il controllo della pressione di mandata, si deve preve-
dere una valvola regolatrice di pressione, in parallelo con la valvola di sicurezza, per evitare una
apertura frequente di quest'ultima.

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Foglio 28 (64)

Poiché tutte le pompe volumetriche richiedono valvole di sicurezza, alcuni modelli, specialmente
per piccole dimensioni, sono costruiti con una valvola incorporata nella cassa della pompa.
Questa soluzione non è accettabile per servizi di processo per le seguenti ragioni:
• il flusso di ricircolazione va direttamente sulla aspirazione della pompa senza raffreddamen-
to, quindi la pompa si riscalda rapidamente quando la valvola funziona;
• il controllo della qualità e della progettazione delle valvole incorporate è meno efficace di
quello effettuato per le valvole separate e spesso insufficiente per la protezione delle tuba-
zioni ed accessori del sistema di mandata;
• la verifica delle valvole incorporate con le strutture di officina in stabilimento possono richie-
dere apparecchiature speciali;
• le parti delle valvole incorporate non sono intercambiabili con quelle delle altre valvole di si-
curezza.
Per le pompe dosatrici, a causa delle dimensioni ridotte della pompa, delle tubazioni e del motore
e a causa del più basso livello di rischio in caso di rottura di un componente, valvole incorporate
o fornite dal venditore delle pompe dosatrici sono invece normalmente accettabili.

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Foglio 29 (64)

 )(120(1,',&$9,7$=,21(1(//(3203(

 *HQHUDOLWj

La cavitazione è il fenomeno che avviene durante l'esercizio delle pompe quando, per effetto
della diminuzione della pressione dovuta alla perdita di carico del liquido all'aspirazione della
pompa, si formano delle bolle di vapore. Il fenomeno si manifesta quando nel punto della pompa
dove la pressione è minima (occhio della girante) la pressione (statica) del liquido scende sotto la
sua tensione di vapore. Quando poi il liquido passa dove la pressione statica è di nuovo supe-
riore alla sua tensione di vapore, le bolle di vapore formatesi implodono.
La cavitazione provoca:
• pitting ed erosione della superficie metallica che possono addirittura portare alla distruzione
della girante
• diminuzione della portata dovuta al blocco del flusso di liquido
• caduta di prevalenza dovuta a turbolenza o a blocco del pompaggio di liquido
• rumorosità della pompa (rumore di vetri rotti).
La forza che tende a vincere la cavitazione è quella data dalla differenza tra la pressione statica
del liquido in aspirazione e la tensione di vapore del liquido alla temperatura di esercizio.
Questa differenza convertita in termini di battente di liquido è chiamata "Battente Netto Positivo
sull'Aspirazione" della pompa o semplicemente, con termine di provenienza anglosassone,
NPSH (Net Positive Suction Head).

 6YLOXSSRGLJDVGLVFLROWR

Strettamente legata al fenomeno della cavitazione è la separazione dei gas disciolti dal liquido,
come la anidride carbonica dalle soluzioni ammoniacali o l'aria dall'acqua. Un gas disciolto inizie-
rà a liberarsi quando la pressione esistente all'occhio della girante è minore della pressione esi-
stente nel recipiente di aspirazione.
Il battente netto statico dovrà essere sufficiente per evitare il fenomeno (ovvero il margine di
NPSH disponibile rispetto al richiesto dovrà essere maggiore dell'usuale).

 136+GLVSRQLELOH

L'NPSH disponibile (NPSHd) è definito come differenza tra la pressione effettiva alla flangia di in-
gresso della pompa e la tensione di vapore del liquido pompato alla temperatura di pompaggio,
convertita a battente in metri di liquido pompato.
Per un buon funzionamento della pompa l'NPSH d deve essere maggiore dell'NPSH richiesto
dalla pompa (NPSHR). Nel confrontare NPSHd e NPSHR è necessario assicurarsi che i due valori
siano congruenti, cioè siano riferiti alla stessa quota. 1RUPDOPHQWHqXWLOL]]DWDFRPHTXRWDGL
ULIHULPHQWRO
HOHYD]LRQHGHOO
DVVHGHOODJLUDQWH SRPSHFHQWULIXJKHRUL]]RQWDOL . Come primo
tentativo si può assumere per questa elevazione il valore di 0,6 m dal suolo da verificarsi coi dati
costruttivi della pompa scelta.
Quando un modello di pompa è stato scelto e le fondazioni della pompa progettate, si deve veri-
ficare l'NPSH disponibile alla flangia di aspirazione della pompa e confrontarlo con l'NPSH richie-
sto. L'NPSHd è quindi dato da:
10 3 ν2
b
NPSHd = P − P0 − ∆Pa ⋅
g⋅ d
g
+h− a
2g
(1)

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Foglio 30 (64)

dove:
NPSHd = NPSH disponibile (espresso in metri di colonna di liquido) alla flangia di aspirazione
della pompa.
P = pressione assoluta (espressa in kPa) nel recipiente di aspirazione.
P0 = tensione di vapore (kPa) del liquido pompato alla temperatura operativa in aspira-
zione pompa; nel caso di fluidi criogenici è necessario tener conto dell'aumento di
temperatura nella tubazione di aspirazione dovuto a scambio con l'ambiente.
∆Pa = perdita di carico (kPa) della tubazione di aspirazione (dal recipiente di aspirazione
fino alla flangia di aspirazione della pompa) calcolata alla portata massima normale
della pompa.
g = accelerazione di gravità (9,806 65 m/s 2).
d = massa volumica (kg/m3) del liquido pompato alla temperatura operativa.
h = distanza verticale (metri) fra il minimo livello nel recipiente di aspirazione e l'asse
della pompa.
Nei recipienti verticali si assume come livello minimo la "tangent line" del recipiente
mentre per i recipienti orizzontali si assume la generatrice inferiore del recipiente.
νa = velocità media (m/s) del liquido (alla flangia di aspirazione della pompa).
Normalmente il termine dell'altezza cinetica ν 2a 2g è trascurabile e non viene conteggiato.
Quando la pompa aspira da recipienti in cui il liquido è al suo punto di ebollizione e nella
tubazione di aspirazione non ci sono variazioni di temperatura, il valore della tensione di vapore
del liquido è il medesimo della pressione nella zona vapore del recipiente.
Si può applicare un margine di sicurezza nello specificare l'NPSH disponibile. Ciò però aumenta
il costo della pompa e quindi deve essere valutato con cautela. Il margine è espresso da:

Margine = NPSHd (calcolato) - NPSHd (specificato) (2)

Per servizi che hanno condizioni di aspirazione stabili e ben controllate è possibile utilizzare
margini nulli. I servizi che possono avere oscillazioni nelle condizioni di aspirazione (portata,
temperatura, pressione, livello) rapide e frequenti richiedono invece un margine per evitare gli ef-
fetti delle oscillazioni.
La definizione dell'NPSH disponibile ha una importanza rilevante sulla scelta del modello di
pompa e quindi sul costo della pompa.
Quando nella definizione delle prestazioni di una pompa risulta un valore dell'NPSH disponibile al
di fuori di quello richiesto da pompe standard è necessario prevedere una pompa progettata 'ad
hoc' accettando qualche penalizzazione nel costo, nell'efficienza o in entrambi.
Quando l'NPSH disponibile è basso (0,3÷2 m) deve essere calcolato accuratamente poiché il
tipo di pompa, la scelta del modello ed il suo costo sono molto sensibili al valore dell'NPSH
disponibile.
L'NPSH disponibile deve essere calcolato tenendo conto della massima portata normale e quindi
anche di:
• pompe che funzionano saltuariamente al di là della portata prevista per variazioni nel con-
trollo di livello o altre fluttuazioni nell'intervallo di controllo;

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Foglio 31 (64)

• due (o più) pompe che qualche volta funzionano con una tubazione di aspirazione
dimensionata per l'esercizio di una pompa;
• esercizio alla massima possibile portata della pompa come può avvenire quando due (o più)
pompe funzionano normalmente in parallelo ed una pompa si ferma inaspettatamente.
Quando dai calcoli risulta un NPSH disponibile basso (minorie di 2 m) si dovrebbe valutare la
convenienza di intervenire sul circuito di aspirazione per modificarlo. Le possibilità di intervento
sono:
• aumentare l'altezza da terra del recipiente da cui la pompa aspira;
• ridurre le perdite di carico sulla tubazione di aspirazione aumentando il suo diametro e/o
riducendo la sua lunghezza equivalente;
• prevedere un rompivortice sulla connessione del recipiente di aspirazione, che deve essere
installata dove esiste la minore possibilità di trascinamento di vapore da parte del liquido;
• prevedere un refrigerante sulla tubazione di aspirazione per abbassare la tensione di
vapore;
• prevedere l'installazione di una pompa verticale con serbatoio di aspirazione (vertical barrel);
• coibentare il tubo di aspirazione per liquidi volatili a bassa temperatura per evitare che il flui-
do si scaldi;
• prevedere una pompa di rilancio a bassa prevalenza (booster) che può funzionare a bassa
velocità di rotazione e basso NPSH richiesto per pressurizzare l'aspirazione della pompa
principale. Il funzionamento delle due pompe può essere semplificato dall'uso di un motore
comune alle due pompe.

 136+ULFKLHVWR

L'NPSH richiesto rappresenta il battente necessario al liquido per fluire senza vaporizzare dall'in-
gresso della pompa al punto dove la pressione statica è minima (normalmente l'occhio della gi-
rante).
La seguente formula permette di stimare i valori dell'NPSH richiesto da una pompa centrifuga in
funzione della velocità di rotazione della girante e della portata. Normalmente questi valori pos-
sono essere garantiti da tutti i fornitori senza dare luogo a costi extra o a bassa efficienza.

F1 W ⋅ 60 ⋅ F Q I I 0,5
1,33

H190 6,2832 G
H3600 JK JK
NPSHR =G ⋅ (1)

dove:
NPSHR = l'NPSH richiesto espresso in metri
W = la velocità di rotazione della girante (rad/s)
Q = la portata di progetto (m3/h)

Nella fig. 4.4.a. è rappresentato un andamento tipico di NPSH disponibile e NPSH richiesto in
funzione della portata della pompa.

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Foglio 32 (64)

(1) Variazione della curva Portata/Prevalenza per un NPSHD insufficiente


in una pompa ad alto numero di giri della girante
(2) Varazione della curva Portata/Prevalenza per un NPSHD insufficiente
in una pompa a basso numero di giri della girante

)LJXUDD5HOD]LRQHIUD136+G136+5HODSRUWDWD

Le conseguenze di avere un NPSH disponibile inferiore all’NPSH richiesto dalla pompa non sono
uguali per tutti i liquidi. Le conseguenze sono più gravi per i liquidi puri perché tutto il liquido
tende a vaporizzare alla stessa pressione e temperatura; le miscele hanno invece una curva di
ebollizione per cui quando si scende sotto la pressione di ebollizione all'inizio vaporizza solo una
parte minima del liquido.
La pendenza della curva della tensione di vapore in funzione della temperatura alle condizioni di
pompaggio influenza la sensitività dell'NPSH richiesto poiché con una curva ripida un piccolo
aumento di temperatura, dovuto anche solo allo scorrimento interno del flusso, può causare un
grande aumento della tensione di vapore restringendo il margine tra NPSH disponibile e richie-
sto.
Normalmente, l'NPSH richesto viene determinato dai costruttori con acqua a temperatura
ambiente; per l'acqua a temperatura più alta e per gli idrocarburi l'NPSH è inferiore. Poiché la
differenza nell'NPSH richiesto tra acqua fredda e altri liquidi non è valutabile con precisione le
pompe vengono scelte sulla base dell'NPSH richiesto provato con acqua senza l'uso di fattori di
correzione.
Le pompe verticali di tipo 'barrel' (con serbatoio di aspirazione) con NPSH richiesto basso per-
mettono un costo minore per l'installazione della tubazione di aspirazione e risentono meno gli
effetti di un NPSH insufficiente, presentano però alcuni svantaggi.
I principali vantaggi sono:
a. minore altezza da terra del recipiente di aspirazione: il valore dell'NPSH richiesto può essere
portato a valori minimi sfruttando la possibilità di aumentare la profondità della pompa verti-
cale;
b. utilizzo di una sola pompa con alte portate: non avendo vincoli sull'NPSH, non è necessario
suddividere la portata su più pompe che richiedono minore NPSH;

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c. maggiore affidabilità di funzionamento.


Per contro gli svantaggi sono:
a. la curva prevalenza-portata ha un andamento più ripido e quindi una maggiore pressione a
mandata chiusa;
b. le pompe verticali richiedono una più alta manutenzione rispetto alle orizzontali. I modelli so-
no meno numerosi;
c. maggior costo di installazione.
Una pompa con "inducer" richiede, a parità di altre condizioni, l'NPSH richiesto.

 ,QIOXHQ]DGHOODSRUWDWDGHOODSRPSDVXLIHQRPHQLGLFDYLWD]LRQH

Il margine tra l'NPSH disponibile in aspirazione della pompa e quello richiesto dalla pompa per
un buon funzionamento tende a diminuire aumentando la portata verso il punto di inizio
cavitazione perché:
a. L'NPSH disponibile in aspirazione della pompa tende a diminuire con l'aumento della portata
per l'aumento delle perdite di carico della tubazione di aspirazione.
b. L'NPSH richiesto tende ad aumentare con l'aumento della portata a causa dell'aumento
delle perdite di carico causate dell'aumento di velocità del liquido che fluisce nell'occhio della
girante.
Quando le sacche di vapore nella pompa divengono abbastanza grandi da bloccare una porzione
del passaggio di liquido, non si può ottenere un aumento della portata al diminuire della preva-
lenza e la pompa viene a funzionare in un segmento verticale della sua curva prevalenza-ca-
pacità.
Il grado di deterioramento del metallo provocato dalla cavitazione tende ad aumentare quando la
differenza tra l'NPSH richiesto e l'NPSH disponibile aumenta perché aumenta la forza dell'implo-
sione delle bolle.

 136+QHOOHSRPSHDOWHUQDWLYH

4.6.1. Massima alzata di aspirazione possibile

I costruttori di pompe alternative usano comunemente il termine MSLA (Maximum Suction Lift
Allowable, massima alzata di aspirazione possibile) che è espresso in mm di mercurio di vuoto
piuttosto che l'NPSH, che è espresso in metri di battente di liquido pompato.
MSLA definisce il massimo vuoto che la pompa può tollerare alla flangia di ingresso prima di ini-
ziare la cavitazione.
MSLA e NPSH sono collegati poiché esprimono il medesimo concetto ma con unità diverse e
con diverso quadro di riferimento.
L'NPSH è un valore assoluto mentre l'MSLA è riferito alla pressione atmosferica.
La conversione da MSLA e NPSH deve essere fatta dal fornitore.

4.6.2. Esigenze di NPSH delle pompe alternative

Quando le pompe a vapore cavitano il moto alternativo diviene irregolare a causa di un aumento
della velocità e della lunghezza irregolare della corsa del cilindro, che a turno fanno sì che la por-
tata diventi irregolare.

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Quando le pompe meccaniche cavitano, la velocità e la lunghezza della corsa del cilindro non
sono influenzate significativamente, ma la formazione intermittente di vapore è causa di una pre-
stazione approssimata e meccanicamente rumorosa. La portata è irregolare e la portata media
diminuisce. In queste condizioni l'esercizio è possibile per lunghi periodi, ma le richieste di manu-
tenzione aumentano.
L'NPSH richiesto da una pompa alternativa è dovuto alle perdite di carico tra la flangia di ingres-
so ed il cilindro. E' influenzato dalla velocità del liquido attraverso la valvola di aspirazione, dal
peso della valvola e dal carico della molla sulla valvola.
Un NPSH richiesto tipico per una pompa alternativa è 3,5 metri, si può scendere a 2,5÷3 metri
scegliendo una pompa più grande, con un costo aggiuntivo in quanto deve essere installata una
valvola con una apertura maggiore a parità di capacità.
Le pompe meccaniche normalmente operano a più alta velocità rispetto alle pompe a vapore,
con più alta velocità nella valvola (a causa dell'area limitata della valvola), ed un più elevato cari-
co sulla molla (per una azione più rapida). Tutto ciò contribuisce ad un più alto NPSH richiesto.

4.6.3. Calcolo dell'NPSH disponibile

Nelle pompe alternative si ha una riduzione dell'NPSH disponibile dovuto alle pulsazioni. La
pulsazione del flusso lungo il tubo di aspirazione di una pompa alternativa è accompagnata da
una accelerazione ciclica del liquido che si muove nel tubo. L'energia richiesta per questa accele-
razione riduce l'NPSH disponibile all'aspirazione della pompa.
L'NPSH disponibile si calcola nella medesima maniera che per le pompe centrifughe, bisogna
però tener conto anche del battente per l'accelerazione del liquido che deve essere sottratto per
ottenere il valore reale dell'NPSH disponibile.
L'altezza di accelerazione è una funzione del momento del liquido nel sistema di aspirazione.
Varia con la massa e la velocità del fluido e la velocità e il tipo di pompa poiché il liquido è conti-
nuamente accelerato e decelerato. Sarebbe vantaggioso possedere dettagli della pompa prima
di dimensionare le linee di aspirazione. Margini inadeguati portano ad eccessive vibrazioni e cavi-
tazioni.
Secondo l'Hydraulics Institute il termine dell'altezza di accelerazione può essere determinato uti-
lizzando la seguente formula:

ha =
bL ⋅ V ⋅ C ⋅ Ng (1)
K ⋅g
dove:
ha = altezza di accelerazione espressa in metri di colonna di liquido
C = 0,200 pompe simplex a doppio effetto
0,200 pompe duplex a singolo effetto
0,115 pompe duplex a doppio effetto
0,066 pompe triplex a singolo e doppio effetto
0,040 pompe quintuplex a singolo e doppio effetto
0,028 pompe septuplex a singolo e doppio effetto
K = 1,4 per liquidi quasi non comprimibili (acqua deaerata)
1,5 ammine, glicoli ed acqua
2,0 idrocarburi
2,5 liquidi relativamente comprimibili (olio diatermico, etano)
N = numero di giri al minuto della pompa

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L = lunghezza totale della tubazione di aspirazione (in metri)


V = velocità media nella tubazione di aspirazione (m/s)
g = accelerazione di gravità (9,806 65 m/s2)

Nel caso si abbiano diametro differenti nella tubazione di aspirazione si ha:

ha tot = haD1 + haD2 + haD3 (2)

Il termine di acceleration head riduce l'NPSH disponibile per la pompa. Nel caso il valore dell'ac-
celeration head risulti eccessivo si può:
• ridurre la tubazione in aspirazione pompa
• aumentare il diametro della tubazione di aspirazione per ridurre la velocità
• diminuire il numero di giri al minuto della pompa aumentando la capacità del pistone
• aumentare il numero delle teste pompanti (una triplex ha un valore della C minore della du-
plex, ecc.)
• installare degli smorzatori di pulsazioni sulla tubazione di aspirazione, in prossimità del
bocchello di aspirazione della pompa.

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 '(77$*/,,1*(*1(5,67,&,

 'LVSRVLWLYLGLWHQXWDQHOOHSRPSH

La scelta del tipo di tenuta dell'albero e dei sistemi accessori è fatta durante l'ingegneria di det-
taglio dopo che la pompa è stata scelta e sono disponibili raccomandazioni specifiche dei co-
struttori della pompa e delle tenute.
Ci sono però delle ragioni per considerare il tipo di tenuta dell'albero anche durante la fase di
progettazione di processo e precisamente:
a. Una appropriata progettazione della tenuta dell'albero ha un significativo impatto sulla sicu-
rezza, sull'operabilità e la manutenzione dell'impianto.
b. Molti sistemi di tenuta dell'albero richiedono fluidi ausiliari per il flussaggio e la tenuta prove-
nienti dalle correnti di processo, che devono essere definiti durante la fase di progettazione
di processo prima che i modelli di pompe siano scelti.
c. Certi servizi di processo richiedono tenute speciali.
Generalmente nella fase di progettazione di processo è sufficiente definire il tipo di tenuta (a
premistoppa o meccanica) e il tipo di liquido di flussaggio (se presente).
Per servizi inusuali o che sono noti per presentare difficoltà nella tenuta dell'albero, devono
essere sviluppati e specificati ulteriori dettagli per una appropriata progettazione. Esempi di det-
tagli aggiuntivi sono:
• tenuta meccanica doppia con lubrificazione tra le tenute (installazione "back to back" o "in
tandem");
• tenuta singola con caratteristiche speciali;
• un particolare tipo di auto-flussaggio basato su esperienze precedenti.

Alcuni aspetti che vengono finalizzati in fase di progettazione di dettaglio e di progettazione


meccanica sono:
• materiale da costruzione delle tenute meccaniche;
• dettagli del sistema di auto-flussaggio o di flussaggio esterno;
• l'utilizzo di tenute per alte temperature;
• tipo di tenuta ausiliaria per controllare l'inquinamento;
• uso delle baderne dove richiesto da particolari condizioni.

Alcune pompe non hanno problemi di tenuta come ad esempio:


• le pompe inscatolate eliminano il problema della tenuta dell'albero includendo il rotore del
motore nel contenitore in pressione insieme con il rotore della pompa, quindi le sole aperture
sono quelle per i conduttori elettrici oltre alle flange di aspirazione e mandata;
• la pompa a diaframmi è un tipo di pompa volumetrica che opera flettendo avanti e indietro
un diaframma. Tale disposizione non richiede una tenuta tra la zona di pompaggio e l'atmo-
sfera.

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5.1.1. Tenuta a premistoppa (o a baderna)

Il primo sistema di tenuta degli alberi rotanti delle pompe è stato quello di riempire l'anello tra l'al-
bero rotante e l'interno della cassastoppa con fune intrecciata o con anelli metallici (tenuta a
premistoppa).
Questo tipo di tenuta pur se più economico delle tenute meccaniche, dà luogo a perdite molto
maggiori e quindi attualmente non è praticamente più utilizzato se non in pompe trattanti acqua.

5.1.2. Tenute meccaniche

Le tenute meccaniche hanno molti vantaggi rispetto alle baderne per cui attualmente la maggior
parte delle pompe di processo monta tenute meccaniche. I principali vantaggi sono:
• ridotta perdita di prodotto;
• minore costo di manutenzione;
• minori fermate della pompa;
• pericolo di fuoco ridotto;
• ridotto inquinamento atmosferico, dell'acqua e dell'ambiente;
• consumi di energia per attrito ridotti.
Una tenuta meccanica è costituita da un elemento rotante ed un elemento stazionario. Le facce
di tenuta sono ad angolo retto rispetto all'asse della girante e sono superfici fortemente levigate i
cui materiali sono scelti per il loro basso coefficiente di frizione e la loro resistenza alla corrosione
da parte del liquido pompato.
Le facce hanno una minima tolleranza attraverso la quale si ha una piccolissima perdita di liquido
che ha la funzione di lubrificare la tenuta e di rimuovere il calore generato per attrito.
Le facce delle tenute meccaniche sono mantenute pressate da una combinazione di forze di
molle e di forze idrauliche sviluppate dalla pressione del liquido nel premistoppa. Per pressione
alta del premistoppa (maggiore di 0,5 MPa) le tenute sono bilanciate.
Per la maggior parte delle pompe è sufficiente una tenuta meccanica singola. Alle volte sono ri-
chieste due tenute meccaniche con un liquido di tenuta iniettato tra le due tenute. La combina-
zione è chiamata tenuta meccanica doppia.
I principali tipi di tenute meccaniche doppie sono:
• WHQXWDPHFFDQLFDGRSSLDEDFNWREDFN:
le due tenute sono installate specularmente. Sono normalmente usate o quando di vuole
assicurare che il fluido pompato non venga rilasciato all'esterno (liquidi tossici o pericolosi) o
quando si vuole evitare che il fluido pompato vada in contatto con la tenuta (liquidi
contenenti solidi abrasivi).
Tra le due tenute viene iniettato un liquido non tossico né abrasivo e compatibile con il fluido
pompato, ad una pressione di quella di cassastoppa. Il trafilamento fisiologico della tenuta fa
sì che il liquido entri verso la cassa della pompa mantenendo pulita la tenuta.
• WHQXWDPHFFDQLFDGRSSLDWDQGHP:
le due tenute sono installate nella stessa direzione. Il liquido di tenuta è alimentato per
gravità da un barilotto posto in posizione elevata rispetto alla pompa; la pressione del liquido
di tenuta è inferiore a quella della pompa per cui la tenuta interna è flussata dal liquido di
processo; la tenuta esterna è flussata dal liquido di tenuta. Sono utilizzate quando si vuole
evitare che la rottura di una tenuta provochi lo scarico all'atmosfera del liquido di processo;

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sul barilotto del liquido di tenuta sono solitamente installati un allarme di alta pressione (che
interviene in caso di rottura della tenuta interna) e di un allarme di basso livello (che
interviene per rottura della tenuta esterna).

5.1.3. Pressione nella cassastoppa

La pressione nella cassastoppa è importante perché è la pressione che un flussaggio esterno od


un fluido di tenuta deve vincere.
La pressione nella cassastoppa non è conosciuta al momento della progettazione. Si può assu-
mere per la pompa, in prima approssimazione, che il fluido di flussaggio debba avere una pres-
sione di circa 0,2 MPa superiore alla pressione di aspirazione.
Il valore effettivo sarà comunicato dal costruttore della pompa.

5.1.4. Tenute per alte temperature

Le tenute adatte per alte temperature, senza raffreddamento sul film di lubrificazione nelle facce
di contatto, sono chiamate comunemente tenute per alta temperatura. La capacità di tenuta ad
alte temperature è ottenuta dall'uso di un soffietto metallico. La temperatura alla quale sono
utilizzate generalmente varia da 200°C a 400°C.
Anche se i materiali e la progettazione di questo tipo di tenute sono insensibili alla temperatura,
le superfici di tenuta possono richiedere il raffreddamento in genere con la scelta di un opportuno
flussaggio per prevenire la parziale vaporizzazione delle piccole quantità di liquido che trafilano
all'atmosfera, eliminando in tal maniera l'effetto lubrificante.
Anche se il raffreddamento non è richiesto per questo scopo, un raffreddamento con acqua è
sempre richiesto per altre parti della pompa.
In quei casi dove il raffreddamento della zona delle superfici di contatto non è necessario per la
bassa volatilità del fluido, si possono utilizzare comunque le tenute per alte temperature in quan-
to offrono i seguenti vantaggi: la tenuta non è dipendente dalla disponibilità di un flusso esterno
freddo per continuità di servizio; la tenuta non richiede un refrigerante del liquido di flussaggio
che consuma acqua di raffreddamento ed è soggetto a sporcamenti.
Il principale svantaggio delle tenute ad alta temperatura è il loro costo (da 1,3 a 2 volte quello di
una tenuta standard). Tuttavia, quando l'uso di tenute ad alta temperatura elimina la necessità
del raffreddamento con acqua del liquido di flussaggio (che è un caso frequente) il costo extra
per tenute ad alta temperatura è facilmente giustificato.

 ,QVHULPHQWRGLXQDSRPSDQHOO
LPSLDQWR

5.2.1. Considerazioni per l'installazione di pompe di riserva

In tabella 5.2.1.a. sono riportate alcune considerazioni sull'opportunità di installare la pompa di


riserva.

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ULVHUYD

&216(*8(1=('(//$)(50$7$ (6(03,2',6(59,=,2 ),/262),$',,167$//$=,21(

'(//$3203$ 1250$/0(17(6(*8,7$

Interrompe un servizio non critico Impianto pilota Non si usa riserva

Riduce la capacità di riserva dispo- Una pompa a serbatoi di stoccaggio Non si usa riserva
nibile

Provoca per un breve periodo, Mescolamento di benzine Non si usa riserva,


relativamente alla capacità di o altre miscele, iniezione di additivi ma conviene avere una pompa
stoccaggio del serbatoio, la formazione completa in magazzino
di un prodotto fuori specifica
Fermata di una unità, Servizi ausiliari ad un impianto Non si usa riserva, ma si specifica
che è frequentemente ferma di produzione acidi una pompa completa in magazzino
per altre ragioni

Fermata di una unità che non è Spedizione dei prodotti unità Riserva in magazzino
essenziale al ciclo lavorativo di polimerizzazione o riserva in comune tra due servizi,
o può essere rapidamente fermata a meno che la riserva piena
od avviata non sia giustificata economicamente

Fermata di una grande unità Quando i servizi sono compatibili Si prevede una riserva comune
o di una unità che è difficile da fermare e richiedono brevi periodi per due servizi
o da riavviare di manutenzione

Fermata di una grande unità Quando i servizi non sono compati- Si prevedono due pompe al 100%
o di una unità che è difficile bili od è previsto un lungo periodo con il medesimo tipo di motore
da fermare o da riavviare di manutenzione
è di grande significato economico

Fermata di una grande unità Può essere il sistema di pump-out Si prevedono due pompe al 100%
per mancanza di corrente di emergenza, l'olio di lubrificazione con diverso tipo di motore
del compressore

5.2.2. Pompe centrifughe

Le pompe centrifughe sono diventate tanto affidabili che non è più necessario per la maggior
parte dei servizi nelle unità di processo installare il 100% di riserva (cioè una pompa di riserva
per ogni pompa in servizio).
Si ha una adeguata affidabilità prevedendo una pompa di riserva per due o più pompe in servizio.
L'uso di riserve comuni è limitato dal fatto che i servizi devono essere analoghi e le condizioni
operative devono essere compatibili.
In genere prima di decidere l'installazione di una riserva in comune a due o più pompe in servizio
si deve accertare che:
• il punto prevalenza-portata delle due o più pompe in servizio, deve cadere in un intervallo di
operabilità della curva di funzionamento della pompa di riserva comune;
• la temperatura di esercizio delle due o più pompe in servizio non dovrebbe differire di più di
100°C;

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• l’NPSH disponibile deve avere un margine sufficiente sull’NPSH richiesto sia dalle pompe in
servizio che da quella di riserva.
Si deve tenere presente che:
• la pompa di riserva comune a due pompe con portate molto diverse, deve essere progettata
per la portata più alta, e per la portata più bassa deve essere previsto un eventuale riciclo
per evitare cavitazione e surriscaldamento;
• la pressione e la temperatura di progetto e la risultante serie delle flange della pompa di ri-
serva devono essere adeguati per i due o più servizi possibili;
• la pompa di riserva comune a due servizi con prevalenza diversa, deve essere progettata
per la prevalenza più alta e l'eccesso di pressione, nel caso a minor prevalenza, dovrà esse-
re smaltito attraverso la valvola di controllo;
• il materiale della pompa di riserva deve essere adeguato per i due o più servizi possibili;
• la tenuta dell'albero deve essere adeguata per tutti i servizi a cui la riserva può essere adibi-
ta.
Si dovrebbe evitare l'uso di riserve comuni a due o più servizi nei seguenti casi:
• quando uno dei servizi da mettere in comune contiene acqua e l'altro acido, poiché la pos-
sibilità che i due flussi si mescolino nel collettore di aspirazione può creare gravi problemi di
corrosione;
• quando è richiesto un servizio continuo e si prevede una elevata manutenzione delle pompe
come nel caso di fluidi fangosi e melmosi, con la presenza di notevoli quantità di solidi;
• quando non c'è compatibilità fra i fluidi trattati.

5.2.3. Inserimento di pompe in parallelo

Le pompe possono essere progettate per operare in parallelo nei seguenti casi tipici:
• quando è richiesto un aumento di capacità. Viene aggiunta una pompa in parallelo ad una o
più pompe esistenti;
• quando la portata del servizio richiesto è superiore alla capacità delle pompe disponibili e
accettabili;
• quando la portata richiesta necessita di una motrice di dimensioni fuori standard o quando si
desidera utilizzare diversi tipi di energia motrice;
• l'uso di più pompe può portare ad un risparmio nell'investimento. Per alte portate tre pompe
al 50% (di cui una di riserva) possono richiedere un più basso investimento di due pompe al
100% (di cui una di riserva);
• per motivi di sicurezza e di affidabilità.
Prima di installare pompe centrifughe in parallelo bisogna fare le seguenti verifiche:
• il valore della prevalenza a mandata chiusa deve essere pressoché uguale per tutte le
pompe;
• le curve di esercizio devono essere simili nella forma per assicurare una appropriata riparti-
zione del carico.

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Nell'installare due pompe in parallelo bisogna fare attenzione alla loro similitudine. Il caso più
semplice si ha quando le due pompe sono identiche. Situazioni più complicate si hanno in ordine
crescente quando:
• due pompe identiche hanno motori differenti
• due pompe sono simili ma hanno differenti curve caratteristiche
• pompe centrifughe hanno curve caratteristiche non crescenti al diminuire della portata
• messa in parallelo di pompe centrifughe con pompe volumetriche.
Quando si prevedono modifiche o ampliamenti di un impianto può essere richiesto di installare in
parallelo pompe rotative e pompe centrifughe. Questo può accadere specialmente nel campo di
viscosità da 30 a 400 mm2/s dove entrambi i tipi sono adatti.
Le pompe rotative hanno una curva portata-prevalenza molto ripida ed operano a portata pres-
soché costante, in queste condizioni la pompa è in grado di dare una pressione di mandata suf-
ficientemente alta tale da fermare completamente il flusso attraverso la pompa centrifuga. Ciò
può danneggiare la pompa centrifuga per surriscaldamenti. Quindi per le pompe centrifughe de-
ve essere previsto un bypass a monte della valvola di non ritorno dimensionato per assicurare un
minimo flusso attraverso di essa.
Le pompe centrifughe ad alta velocità hanno curve prevalenza-capacità calanti ma in compenso
hanno vantaggi economici che superano questa deficienza. In alcune situazioni può essere desi-
derabile usarle in parallelo anche se sono necessarie speciali cautele.
Quando due pompe sono installate in parallelo è necessario prevedere:
• una flangia tarata sulla tubazione di mandata per avere la possibilità di verificare che il flusso
sia equamente distribuito tra le due pompe.
Gli amperometri sui motori elettrici e i misuratori di portata per il vapore delle turbine danno
indicazioni sulla ripartizione dei carichi e sono di aiuto per questo proposito anche se non
sono esaurienti come un misuratore di portata sulla mandata;
• i collettori di aspirazione disposti il più simmetricamente possibile così che le pompe abbiano
lo stesso NPSH disponibile;
• un allarme di bassa portata per segnalare all'operatore che può fermare una pompa quando
la portata totale scende ad un valore così basso per cui una pompa è superflua.
Inoltre bisogna confrontare sempre la curva resistente del sistema con le curve delle pompe e
con la loro risultante per verificare il corretto funzionamento.

5.2.4. Inserimento di due pompe in serie

Le pompe possono essere inserite in serie quando:


• la prevalenza richiesta eccede le possibilità di una singola pompa e la portata è al di là
dell'intervallo di economicità della pompa alternativa;
• l'NPSH disponibile è basso ed una sola pompa non è in grado di funzionare per cui si
installa una pompa booster a monte della pompa principale;
• il fluido da pompare è una poltiglia erosiva. In questo caso si preferiscono due o più pompe
in serie piuttosto che una pompa pluristadio.
Le operazioni in serie qualche volta presentano degli svantaggi, che possono essere:
• il costo delle apparecchiature e dell'installazione è più alto che per una singola pompa;

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• l'affidabilità diminuisce perché il servizio dipende per continuità da entrambe le pompe e da


entrambi i motori. Alle volte si può installare una protezione per prevenire che funzioni una
sola pompa invece che due, la protezione può consistere nell'uso di un solo motore per le
due pompe;
• le variazioni prevalenza-portata si ripercuotono in entrambe le pompe e richiedono speciali
studi sulla risposta del sistema a variazioni di portata e pressione;
• la tenuta dell'albero della pompa a monte sarà difficile se la pressione della pompa a valle è
alta.
Inoltre bisogna confrontare sempre la curva resistente del sistema con le curve delle pompe e
con la loro risultante per verificare il corretto funzionamento.
In genere, quando è possibile, si cerca di evitare l'installazione di pompe in serie.

5.2.5. Accorgimenti per proteggere le pompe centrifughe alle basse portate

Si deve prevedere un bypass di ricircolazione nelle pompe centrifughe quando la portata può
scendere a valori che provocano danni dovuti alla cavitazione, al surriscaldamento o al grippag-
gio. La portata minima di funzionamento della pompa è definita dal costruttore ed in genere è
pari al 10-25% della portata corrispondente alla migliore efficienza.
Un'alta efficienza della pompa (75÷85%) tende a ridurre la portata minima, un'alta prevalenza
tende ad aumentarla.
Si deve fare attenzione, nel progettare un sistema di ricircolazione alla pompa, che la portata ri-
circolata non aumenti sensibilmente la temperatura in aspirazione della pompa. Ciò porterebbe
ad un aumento della tensione di vapore e quindi ad una diminuzione dell'NPSH disponibile. Per
questo motivo la tubazione di riciclo dovrebbe essere sempre collegata al recipiente di
aspirazione piuttosto che alla tubazione di aspirazione. La regolazione di portata sulla tubazione
di bypass è fatta per mezzo di un orifizio calibrato o di una valvola di controllo che inizia ad aprire
quando la portata eguaglia il minimo valore richiesto dalla pompa.
La valvola di controllo richiede un più alto investimento rispetto all'orifizio ma diviene economica
su pompe al di sopra di 35 kW e quando la portata normale è al di sopra del 50% della portata
alla migliore efficienza (poiché il riciclo non è richiesto in esercizio normale).
L'incremento di temperatura trasmesso dalla pompa al liquido può essere calcolato dalla
seguente relazione:
H⋅ g 1 F
G I
∆t = ⋅
1000 ⋅ c η H JK
−1 (1)

dove:
∆t = incremento della temperatura, in °C, del liquido della pompa
H = prevalenza, in metri, corrispondente alla portata considerata.
Si ricava dalla curva portata-prevalenza per la pompa in esame
η = rendimento della pompa alla portata considerata.
Si ricava dalla curva rendimento-portata per la pompa in esame
c = calore specifico, in kJ/(kg⋅°C), del liquido alle condizioni di esercizio
g = accelerazione di gravità (9,806 65 m/s2)

Da questo ∆t e dalla portata di riciclo è possibile calcolare l'aumento di temperatura in ingresso


alla pompa nel caso in cui la tubazione di riciclo si colleghi direttamente alla tubazione di

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aspirazione pompa. Questa soluzione è accettabile soltanto quando l'incremento di temperatura


è piccolo e la differenza tra NPSH disponibile e NPSH richiesto è sufficientemente grande da
permettere l'aumento di temperatura. In tutti gli altri casi la tubazione di bypass deve tornare nel
recipiente di aspirazione.
Quando è richiesta una protezione per bassa portata su pompe in parallelo questa protezione
deve essere prevista separatamente per ogni pompa.
Quando una pompa centrifuga è utilizzata per servizi a bassa portata l'aumento di prevalenza
dalla portata di progetto alla portata nulla è spesso necessariamente più bassa del 10%, come
conseguenza il punto di portata cade in una zona piatta della curva portata-prevalenza. Ciò rende
la portata della pompa molto sensibile alle variazioni di pressione ed il sistema di controllo
instabile. Un mezzo semplice per prevenire questo inconveniente è di prevedere un RO (orifizio
calibrato) nella tubazione di mandata della pompa che crei una perdita di carico aggiuntiva per
avere una curva caratteristica portata-prevalenza della pompa con pendenza maggiore. RO è
dimensionato per una perdita di carico pari all'incremento di pressione differenziale tra la curva
naturale e la curva desiderata, cioè circa il 10% della pressione differenziale massima richiesta
dal servizio. La pompa viene progettata per una prevalenza extra per tener conto della perdita di
carico dell'orifizio. La potenza assorbita dalla pompa sarà pure maggiorata di conseguenza. Poi-
ché l'orifizio e la prevalenza della pompa non possono essere progettati finché non si è fatta una
scelta della pompa, quanto sopra descritto deve essere fatto in accordo con il costruttore della
pompa durante la fase di acquisto della pompa stessa.

5.2.6. Scelta del tipo di motrice

Il tipo più comune di motrice per pompe di impianti chimici e petroliferi è il motore elettrico. Anche
le turbine a vapore sono utilizzate frequentemente mentre altri tipi di motrice sono utilizzati solo in
casi particolari, ad esempio:
• turbine a gas per pompe di oleodotti
• motori diesel per pompe antincendio
• turbine idrauliche quando è possibile recuperare energia dalla riduzione di pressione di un li-
quido.
Tranne casi molto particolari, i motori elettrici utilizzati sono a corrente alternata e possono esse-
re di due tipi:
• motori sincroni che sono più adatti a grosse potenze (sopra i 1 500 kW) e basse velocità
(sotto i 600 giri al minuto). La velocità di questi motori si ricava con la formula:
60 ⋅ f
rpm = (1)
N
dove:
rpm = velocità del motore
f = frequenza della corrente alternata
N = numero di poli del motore elettrico
• motori asincroni che sono più adatti per le potenze inferiori a 1 500 kW. Le loro velocità di
rotazione sono circa il 5% in meno dei motori sincroni con lo stesso numero di poli.
Le turbine a vapore sono in genere più costose dei motori elettrici per potenze inferiori a 225 kW.
Sono quindi utilizzate preferibilmente per grosse potenze.

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Le turbine a vapore sono normalmente regolate strozzando l’ingresso del vapore; sono a giri va-
riabili e normalmente sono dotate di blocco per "overspeed" che interviene normalmente quando
si supera il 110÷115% della velocità di progetto. Fattori che influenzano la scelta del tipo di moto-
re per le pompe sono:
• filosofia delle emergenze;
• esigenza del bilancio di vapore ed energia elettrica;
• semplicità di esercizio: questo fattore favorisce i motori elettrici ed in certe circostanze può
prevalere su altre considerazioni;
• esigenze di manutenzione: le turbine richiedono un po' più manutenzione dei motori elettrici.
Normalmente è previsto lo stesso tipo di motore per la pompa in servizio e per la pompa di riser-
va. L'uso di differenti tipi di motrice (es. motore elettrico o turbina) aumenterebbe il costo di inve-
stimento inutilmente. Quando si richiede una maggiore affidabilità, oltre alla riaccelerazione
(vedere paragrafo 5.2.7.) e all'avviamento automatico della riserva (vedere paragrafo 5.2.8.), può
essere giustificato l'impiego di differenti tipi di motrice. Le pompe di processo azionate da turbina
per ragioni di affidabilità dovrebbero essere limitate a quelle la cui fermata provoca crisi nel si-
stema di sicurezza.
Una pompa di riserva che viene utilizzata come servizio alternativo (ad esempio per lo svuota-
mento di liquido dall'impianto per emergenza) deve essere prevista con motrice alimentata da
una fonte affidabile.

5.2.7. Riaccelerazione automatica dei motori elettrici

Quando la pompa è azionata da motore elettrico e si desidera una maggiore affidabilità del ser-
vizio, si ricorre all'alimentazione preferenziale del motore (riducendo così la possibilità di avere
mancanza di energia elettrica) e/o alla riaccelerazione automatica del motore (che consente al
motore di ripartire automaticamente in caso di caduta di tensione di breve durata).
La riaccelerazione automatica deve essere prevista per tutti quei servizi necessari a mantenere
l'unità in marcia senza danni per le apparecchiature e senza scatti di valvole di sicurezza. Sa-
rebbe inoltre opportuno prevedere la riaccelerazione automatica anche per quei servizi che con-
sentono di tenere l'unità in marcia mantenendo i prodotti a specifica.
La richiesta di avere motori elettrici riaccelerati può avere un notevole impatto sul dimensiona-
mento del sistema elettrico per cui la scelta dei servizi da riaccelerare deve essere fatta con at-
tenzione.

5.2.8. Partenza automatica della pompa di riserva

La maggioranza dei servizi di processo possono tollerare una mancanza di pompaggio per il
tempo richiesto dall'operatore per essere informato e agire manualmente per l'avviamento della
pompa di riserva. Quindi la maggioranza delle utenze di processo non richiedono la partenza
automatica.
Le pompe di riserva devono essere predisposte per la partenza automatica ogni qualvolta l'arre-
sto di una pompa in esercizio provoca la fermata dell'unità o compromette la sicurezza del
personale o delle apparecchiature.
Alcuni casi in cui è necessaria la partenza automatica sono:
• Acqua alimentazione caldaie: la capacità di generazione del vapore è influenzata rapida-
mente dalla mancanza di alimentazione. Una disponibilità continua di vapore è richiesta per

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permettere l’esercizio di ogni impianto nel caso di mancanza momentanea di energia elet-
trica e per permettere la fermata in sicurezza per emergenza.
• Estrazione condensato del condensatore a superficie: l’accumulo del condensato nel con-
densatore a superficie di una turbina a condensazione può esporre la turbina all'ingolfa-
mento della cassa sullo scarico ed a gravi danni della macchina.
• Acqua di raffreddamento: viene influenzato il raffreddamento di processo; la mancanza
dell'acqua di raffreddamento potrebbe causare possibili condizioni di pericolo.
• Alimentazione ai forni: la fermata del flusso di liquido attraverso un forno ad alta temperatura
può portare a surriscaldamento e rottura dei tubi.
• Olio per la lubrificazione forzata di macchine: la rottura dei cuscinetti avviene molto rapida-
mente per mancanza di pressione nel circuito dell'olio.
La partenza automatica della pompa centrifuga sarà comandata da segnale di bassa portata o
bassa pressione.
Le pompe azionate da motore elettrico, con riserva azionata a turbina con avviamento automati-
co, devono essere dotate di motore elettrico a riavviamento automatico.

5.2.9. Dimensionamento delle tubazioni di aspirazione

Le tubazioni in aspirazione alle pompe sono in genere dimensionate secondo i criteri esposti in
PRG.PR.TUB.0001.
In ogni caso sarà necessario verificare che l'NPSH disponibile sia superiore all'NPSH richiesto
dalla pompa.
In genere le pompe alternative richiedono minori velocità a causa dell'effetto del battente di
accelerazione sull'NPSH disponibile.

5.2.10. Drenaggi delle casse delle pompe

Molti servizi di pompaggio per la natura dei fluidi richiedono dispositivi di drenaggio in luogo sicu-
ro delle casse delle pompe prima che siano aperte per la manutenzione.
I tipi di servizio che richiedono questi dispositivi sono:
• servizi che operano al di sopra della temperatura di autoaccensione, come i fondi delle co-
lonne di distillazione atmosferica e sotto vuoto. E' richiesto il drenaggio della cassa per evita-
re la solidificazione del liquido ma può crearsi un pericolo di incendio se il liquido viene sca-
ricato direttamente all'atmosfera;
• servizi con idrocarburi leggeri che vaporizzano immediatamente se scaricati all'atmosfera
causando inquinamento atmosferico e rischio di incendio;
• servizi con fluidi altamente corrosivi, tossici, od irritanti, come fenolo e acido solforico che
possono recare danno al personale e alle apparecchiature se drenati localmente durante la
manutenzione delle pompe.
In alcuni casi è richiesto il lavaggio della cassa con acqua o con solvente dopo il drenaggio ma
ciò non richiede nessun dispositivo addizionale.
In genere i dispositivi da predisporre per il drenaggio sono:
• una connessione di drenaggio della cassa con valvola;

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• una tubazione di drenaggio (¾"), accompagnata con vapore per liquidi ad alto punto di
scorrimento;
• convogliata a fogno o serbatoio di raccolta, quando questo è previsto.

5.2.11. Filtri sull'aspirazione della pompa

5.2.11.1. Filtri temporanei

Sono usati per la protezione delle pompe durante il flussaggio ed il periodo iniziale di esercizio di
impianti nuovi e raccolgono residui di saldatura, scaglie di tubo ed ogni altro materiale estraneo
che può essere presente nei circuiti.

5.2.11.2. Filtri permanenti

Sono utilizzati in servizi dove solidi o materiali estranei sono contenuti normalmente nel liquido da
pompare.
Essi sono progettati per installazione permanente con un sistema di pulizia che non interferisca
con le connessioni di processo. Vengono puliti quando la perdita di carico attraverso di essi rag-
giunge i valori massimi ammessi.
I filtri permanenti possono essere progettati per il lavaggio in controcorrente quando esistono
mezzi adatti nel sistema di processo. In questo caso devono essere previste valvole di blocco su
entrambi i lati del filtro, una tubazione dal lato di mandata della pompa di esercizio al lato a valle
del filtro ed una tubazione disposta dal lato di ingresso del filtro ad un punto a bassa pressione,
che possa raccogliere sia solidi che liquidi di processo.
La scelta delle dimensioni della maglia è fatta in genere durante l'ingegneria di dettaglio e te-
nendo conto delle raccomandazioni del fornitore delle pompe. In ogni caso si dovrà specificare la
massima perdita di carico ammissibile a filtro sporco (di solito non meno di 7 kPa) e di questa
perdita di carico si dovrà tener conto nel calcolo dell'NPSH disponibile per la pompa.
I filtri permanenti possono essere previsti in doppio, sulla tubazione di aspirazione, con relative
valvole di blocco, oppure può essere previsto un solo filtro sulla aspirazione di ciascuna pompa
installato tra la pompa e la valvola di blocco in aspirazione. Quest'ultima disposizione riduce il
numero delle valvole di blocco richiesto per sezionare il filtro ma richiede di disinserire la pompa
ogni volta che il filtro deve essere pulito.

5.2.12. Acqua di raffreddamento

Molte pompe richiedono acqua di raffreddamento per i piedistalli di supporto, l'alloggio dei cusci-
netti e della cassastoppa. In genere è preferita acqua dolce. Il raffreddamento con acqua salata
può essere previsto dopo una valutazione degli alti costi di manutenzione attribuibili alla corro-
sione e alla pulizia.
La quantità di acqua per la progettazione del sistema dell'acqua di raffreddamento può essere
così stimata:

Temperatura operativa della pompa °C ≤150°C 150°C÷250°C >250°C


Portata acqua di raffreddamento m3/h 0,5 1,0 1,5

I valori stimati di consumo di acqua dovranno essere confermati dai costruttori della pompa du-
rante l'ingegneria di dettaglio.

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Foglio 47 (64)

 *8,'$$//
87,/,==2'(,352*5$00,',&$/&2/2

 *XLGDDOODFRPSLOD]LRQHGHOIRJOLRGLFDOFRORPDQXDOH

Per ogni pompa si dovranno compilare tanti fogli di calcolo quanti saranno necessari a coprire
tutte le marce significative della pompa o circuiti di mandata distinti.
Per far ciò è possibile utilizzare il foglio di calcolo elettronico (vedere il paragrafo 6.2.1.) oppure
un foglio di calcolo manuale.
Un esempio di foglio di calcolo manuale, strettamente valido solo per pompe centrifughe, è
riportato in Fig. 6.1.a.
Di seguito diamo una guida per la sua compilazione.

'DWLJHQHUDOL
• 6LJOD
Riportare la sigla di identificazione dell'item.
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio.
• 1ULFKLHVWR
Riportare rispettivamente il numero di pompe operanti come principale e come riserva.
• 0RWULFH
Indicare il tipo di motrice per la pompa principale e di riserva.
• 6ROLGL
Indicare in caso di eventuale presenza di solidi la loro dimensione e percentuale in peso.
• &RPSRVWLFRUURVLYL
Indicare in caso di eventuale presenza di composti corrosivi la loro natura e la loro percen-
tuale in peso.

6FKHPDVHPSOLILFDWRGHOFLUFXLWR
Sul foglio di calcolo è previsto uno spazio che deve essere usato per una rappresentazione
schematica del circuito di aspirazione e mandata della pompa in cui dovranno comparire i
seguenti dati:
• Pressione operativa assoluta del recipiente di aspirazione e del recipiente di mandata.
• L'elevazione rispetto al suolo del recipiente di aspirazione, del recipiente di mandata e
dell'asse della pompa. Se l'elevazione della pompa è ignota, assumere un valore di 0,6 m e
verificare in fase di ingegneria di dettaglio.
Tutte le elevazioni stimate dovranno essere verificate in fase di ingegneria di dettaglio
• Livelli di liquido nei recipienti di aspirazione e di mandata.
• Diametri delle linee di aspirazione e mandata.
• Sigla delle apparecchiature facenti parte del circuito.
• Tutte le apparecchiature esistenti nel circuito come scambiatori, valvole di controllo, orifizi,
distributori, filtri, ecc.

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Foglio 48 (64)

Foglio di calcolo pompe centrifughe


6LJOD 1ULFKLHVWR Princ. Ris.:
6HUYL]LR 0RWULFH Princ. Ris.:
6ROLGL mm. %p &RPSRVWLFRUURVLYL / % p.




6FKHPDVHPSOLILFDWRGHOFLUFXLWR 

&21',=,21,23(5$7,9( 3257$7$

 Temperatura di esercizio °C  Portata normale


 Massa vol. rel. a 15°C/4°C = (kg/h)/Ms.V.E. QNorm. m³/h
 Massa vol. in esercizio Ms.V.E. kg/m³  Sovradimensionamento S.pct. %

 Massa vol. al ritorno Ms.V.R. kg/m³  Portata di progetto


 Viscosità in esercizio MPa·s = QNorm.·(100+S.pct)/100 QProg. m³/h
 Diam. tubazione asp. in.  Portata minima m³/h

 Diam. tubazione mand. in.


35(66,21(',0$1'$7$ &DVR$ &DVR%

35(66,21(',$63,5$=,21(  Elevazione alla dest. B.M. m


 LLL recipiente d’aspiraz. LLLA m  Lungh. eq. stim. tub. mand. m
 HLL recip. aspirazione HLLA m  Press. alla dest. o al L.B. MPa (a)
 C.L. bocch. asp. pompa EBAP m  Press. dovuta al battente
 Min. battente in aspiraz. = B.M.·Ms.V.R.·9,807/10 6 MPa
= LLLA - EBAP Min.B.A. m  Perd. di carico scambiatori MPa
 Mass. battente in aspiraz.  Perd. di carico forno MPa
= HLLA - EBAP Mass.B.A.m  Perd. di carico altre app. MPa
 Lungh. eq. stim. tubaz. asp. m  Perd. di carico orifizio MPa
 Pressione recip. d’aspiraz. MPa  DeltaP tubaz. di mandata
 Press. dovuta al battente = Liq.M.·DeltaPM/100 MPa
= Min.B.A.·Ms.V.E.·9,807 MPa  DeltaP valvola di controllo MPa
 DeltaP tubaz. di aspiraz.  Pressione di mandata MPa (a)
= Leq.A.·DeltaP/100 MPa 

 Pressione min. in aspiraz.  35(66,21(',))(5(1=,$/( 3URJ

  Pressione di mandata MPa (a)


 136+',6321,%,/(  Pressione min. in aspir. MPa (a)
 Pressione min. in aspiraz. MPa  Pressione differenziale P.Diff. MPa (a)

 Tensione di vapore MPa


 Pressione netta in aspiraz. MPa  35(9$/(1=$

 NPSH disponibile = P.Diff.·106/(9,807·Ms.V.E.) m


= P.N.A.·106/(Ms.V.E.·9.807) m
35(660$66',0$1'$7$

&21680,(1(5*,$(/(775,&$  Press. prog. recip. aspiraz. MPa (g)


 Potenza idraulica  Battente mass. aspiraz.
Hyd.p. kW = Ms.B.A.·Ms.V.E.·9,807/10 6 MPa
=
 Rendimento stimato Eff. %  Pressione differenz. mass.
 Potenza ass. all’asse (BHp) = P.Diff.·1,2 MPa
= Hyd.p·100/Eff. kW  Press. mass. di mandata MPa (g)
1RWH

 ................................................................................
 ................................................................................ 'DWD

 ................................................................................ &RPSLODWRGD

 9HULILFDWRGD

)LJD)RJOLRGLFDOFRORPDQXDOH

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Foglio 49 (64)

&RQGL]LRQLRSHUDWLYH
• /LQHD7HPSHUDWXUDGLHVHUFL]LR
Riportare la temperatura di esercizio in °C. Si deduce dal bilancio materiale e termico.
• /LQHD0DVVDYROXPLFDUHODWLYDDƒ&ƒ&
Riportare la massa volumica a 15°C relativa alla massa volumica dell'acqua a 4°C.
Si deduce dal bilancio materiale e termico.
• /LQHHGDD0DVVDYROXPLFDHYLVFRVLWj
Riportare i dati di massa volumica alle condizioni di temperatura operativa e pressione di
aspirazione della pompa (Ms.V.E.), alle condizioni di ritorno (o dove viene calcolato il
battente statico alla mandata) (Ms.V.R.) e la viscosità in esercizio.
I dati si deducono dal bilancio materiale e termico.
• /LQHDH'LDPHWURWXED]LRQHDVSLUD]LRQHHPDQGDWD
Riportare il diametro delle tubazioni di aspirazione e di mandata.

3RUWDWD
• /LQHD3RUWDWDQRUPDOH 41RUP
Riportare la portata normale in m3/h. Si deduce dal bilancio materiale e termico.
• /LQHD6RYUDGLPHQVLRQDPHQWR 6SFW
Riportare il sovradimensionamento richiesto in percentuale.
• /LQHD3RUWDWDGLSURJHWWR 43URJ
Riportare il valore di Linea 8 maggiorato del sovradimensionamento richiesto.
QProg = QNorm. ⋅ (100 + S.pct.)/100
• /LQHD3RUWDWDPLQLPD
Riportare la portata minima in m3/h.
Tale dato è la minima portata che la pompa dovrà pompare alle condizioni di minima
flessibilità dell'impianto o per condizioni operative particolari.

&RQGL]LRQLGLDVSLUD]LRQH
• /LQHDH(OHYD]LRQHLQDVSLUD]LRQHSRPSD
Riportare l'elevazione minima, rispetto al suolo, del liquido in aspirazione (LLLA),
l'elevazione massima (HLLA) e l'elevazione stimata dell'asse della pompa (EBAP).
Queste elevazioni sono le stesse riportate nello schema semplificato.
• /LQHD0LQLPREDWWHQWHLQDVSLUD]LRQH 0LQ%$
Riportare la differenza tra valori di Linea 12 e Linea 14.
• /LQHD0DVVLPREDWWHQWHLQDVSLUD]LRQH 0DVV%$
Riportare la differenza tra valori di Linea 13 e Linea 14.
• /LQHD/XQJKH]]DHTXLYDOHQWHVWLPDWDGHOODWXED]LRQHGLDVSLUD]LRQH
Riportare la lunghezza equivalente stimata della tubazione di aspirazione.
La lunghezza equivalente della tubazione è calcolata sulla base dello sketch isometrico
considerando i fittings e le valvole secondo il criterio PRG.PR.TUB.0001.
In mancanza dello sketch isometrico la lunghezza equivalente può venir stimata come
segue:
Leq = Coefficiente di correzione ⋅ lunghezza geometrica

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Foglio 50 (64)

ed il coefficiente di correzione è 1,6 nel caso di circuiti complessi (all'interno dell'Unità) o 1,2
nel caso di circuiti meno complessi (le linee che collegano apparecchiature comprese entro
le unità di processo con le aree di stoccaggio, linee di spedizione e comunque linee che si
presume abbiano un percorso prevalentemente rettilineo).
Si può in alternativa utilizzare il coefficiente calcolato secondo la seguente tabella:

Diametro Lunghezza geometrica della tubazione (L)


tubazione < 150 m ≥ 150 m
≥8" 3,6-0,016⋅L 1,2
6" 3,0-0,012⋅L 1,2
4" 2,4-0,008⋅L 1,2
≤ 3" 1,95-0,005⋅L 1,2

• /LQHD3UHVVLRQHQHOUHFLSLHQWHGLDVSLUD]LRQH
Riportare la pressione (in MPa (a)) nel recipiente di aspirazione.
• /LQHD3UHVVLRQHGRYXWDDOPLQLPREDWWHQWH 3%$
Riportare il minimo battente statico in aspirazione, espresso in MPa, così calcolato:
P.B.A. = Min.B.A. ⋅ Ms.V.E. ⋅ 9,807 ⋅ 10-6
• /LQHD3HUGLWHGLFDULFRGHOODWXED]LRQHGLDVSLUD]LRQH 'HOWD3$
Riportare la stima delle perdite di carico della tubazione di aspirazione, in MPa, calcolata alla
portata normale, così calcolata:
DeltaPA. = Leq.A ⋅ DeltaP/100
dove DeltaP è la perdita di carico della tubazione d'aspirazione in MPa/100 m.

• /LQHD3UHVVLRQHPLQLPDLQDVSLUD]LRQH 30$
Riportare il risultato della somma algebrica della pressione nel recipiente di aspirazione
(Linea 18) più il battente statico in aspirazione (Linea 19) meno le perdite di carico in aspira-
zione (Linea 20).

136+GLVSRQLELOH
• /LQHD3UHVVLRQHPLQLPDLQDVSLUD]LRQH
Riportare il dato di Linea 21.
• /LQHD7HQVLRQHGLYDSRUH
Riportare la tensione di vapore del liquido pompato alle condizioni di temperatura operativa.
Nel caso di liquido saturo essa è uguale alla pressione nel recipiente di aspirazione.
Nel caso di liquido sottoraffreddato o polmonato con gas inerte o fuel gas essa è inferiore
alla pressione operativa nel recipiente di aspirazione.
• /LQHD3UHVVLRQHQHWWDLQDVSLUD]LRQH 31$
Riportare la differenza tra i valori di Linea 22 e Linea 23.
• /LQHD136+GLVSRQLELOH 136+G
Riportare la pressione netta in aspirazione (Linea 24), espressa in m, così calcolata:
NPSHd = P.N.A. ⋅ 106/(9,807 ⋅ Ms.V.E.)

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Foglio 51 (64)

&RQGL]LRQLGLPDQGDWD
I calcoli seguenti dovranno essere eseguiti per tutte le marce significative della pompa o circuiti
di mandata distinti.
• /LQHD(OHYD]LRQHDOODGHVWLQD]LRQH
Riportare l’elevazione del bocchello o del recipiente alla destinazione.
Questa elevazione è la stessa riportata nello schema semplificato.
Nel caso il circuito di mandata pompe preveda punti alti (a valle dei quali per vaporizzazione
del fluido non viene recuperato il battente, ad es. ingresso serpentino di forni) si considererà
come "elevazione alla destinazione" tale elevazione intermedia.
• /LQHD/XQJKH]]DHTXLYDOHQWHVWLPDWDGHOODWXED]LRQHGLPDQGDWD
Riportare la lunghezza equivalente stimata della tubazione di mandata (vedi linea 17 sotto
Condizioni di aspirazione).
• /LQHD3UHVVLRQHDOODGHVWLQD]LRQHRDOOLPLWHGLEDWWHULD
Riportare la pressione, in MPa (a), nel recipiente di destinazione o al limite di batteria
dell'Unità.
• /LQHD3UHVVLRQHGRYXWDDOEDWWHQWH 3%0
Riportare il battente statico in mandata, espresso in MPa, così calcolato:
P.B.M. = B.Mand. ⋅ Ms.V.R. ⋅ 9,807 ⋅ 10-6
• /LQHDH3HUGLWHGLFDULFRGHOOHDSSDUHFFKLDWXUHLQPDQGDWD
Riportare le perdite di carico di tutte le apparecchiature esistenti nel circuito
(scambiatori/Linea 30; forni/Linea 31; altre apparecchiature/Linea 32 e di orifizi di misu-
ra/Linea 33).
• /LQHD3HUGLWDGLFDULFRGHOODWXED]LRQHGLPDQGDWD 'HOWD30
Riportare la stima delle perdite di carico della tubazione di mandata, calcolate alla portata
normale, in MPa, così calcolata:
DeltaPM. = Leq.M ⋅ DeltaP/100
dove DeltaP è la perdita di carico nella tubazione di mandata in MPa/100 m.
• /LQHD∆3YDOYRODGLFRQWUROOR
Riportare il ∆P assegnato alla valvola di controllo (vedi item 2.2.13.3.).
• /LQHD3UHVVLRQHGLPDQGDWD
Riportare la somma dei valori da Linea 27 a Linea 35.

3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH
• /LQHD3UHVVLRQHGLPDQGDWD
Riportare il maggiore dei valori di Linea 36.
• /LQHD3UHVVLRQHPLQLQDVSLUD]LRQH
Riportare il valore di Linea 21.
• /LQHD3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH
Riportare la differenza tra il valore di Linea 37 e Linea 38.
• /LQHD3UHYDOHQ]D
Riportare la prevalenza della pompa, espressa in m, così calcolata:
Prev. = P.Diff. ⋅ 106 / (9,807 ⋅ Ms.V.E.)

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Foglio 52 (64)

3UHVVLRQHPDVVLPDGLPDQGDWD
• /LQHD3UHVVLRQHGLSURJHWWRGHOUHFLSLHQWHGLDVSLUD]LRQH
Riportare la pressione di progetto del recipiente di aspirazione in MPa (rel)
• /LQHD%DWWHQWHVWDWLFRPDVVLPRLQDVSLUD]LRQH
Riportare il massimo battente statico in aspirazione, espresso in MPa, così calcolato:
P.B.A.Mass. = Mass.B.A. ⋅ Ms.V.E. ⋅ 9,807 ⋅ 10-6
• /LQHD3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOHPDVVLPD
Riportare il valore della pressione differenziale moltiplicata per 1,2.
• /LQHD3UHVVLRQHPDVVLPDGLPDQGDWD
Riportare la somma dei valori da Linea 41 a Linea 43.

&RQVXPLGLHQHUJLDHOHWWULFD
• /LQHD3RWHQ]DLGUDXOLFD
Riportare la potenza idraulica in kW alla portata di progetto e relativa prevalenza, così calco-
lata:
Hyd.p. = QProg. ⋅ P.Diff./36
• /LQHD5HQGLPHQWRVWLPDWR (II
Riportare il rendimento stimato ottenuto utilizzando il programma PUMPEFF.
• /LQHD3RWHQ]DDVVRUELWDDOO
DVVHVWLPDWD
Riportare la potenza assorbita all'asse stimata (BHP), così calcolata:
BHP = Hyd.p./Eff.

$EEUHYLD]LRQL
BHP Potenza assorbita all'asse
DeltaPA.Perdite di carico della tubazione di aspirazione
DeltaPM. Perdita di carico della tubazione di mandata
EBAP Elevazione dell'asse della pompa
HLLA Elevazione massima in aspirazione
Hyd.p. Potenza idraulica
Leq.A. Lunghezza equivalente della tubazione di aspirazione
Leq.M. Lunghezza equivalente della tubazione di mandata
LLLA Elevazione minima in aspirazione
Mass.B.A. Massimo battente in aspirazione
Min.B.A. Minimo battente in aspirazione
Ms.V.E. Massa volumica alle condizioni di temperatura e pressione in aspirazione
Ms.V.R. Massa volumica al ritorno
NPSHd NPSH disponibile

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Foglio 53 (64)

P.B.A. Pressione dovuta al battente in asprazione


P.B.M. Pressione dovuta al battente in mandata
P.Diff. Pressione differenziale
PMA Pressione massima in aspirazione
PNA Pressione netta in aspirazione
QNorm. Portata normale
QProg. Portata di progetto
S.pct. Sovradimensionamento percentuale

 3URJUDPPLGLFDOFROR6QDPSURJHWWL

6.2.1. Programma PMPCLCSS (foglio di calcolo pompe centrifughe)

E’ disponibile il programma su foglio elettronico EXCEL, che permette di calcolare:


• perdite di carico delle linee di aspirazione e di mandata;
• pressione in aspirazione e in mandata;
• NPSH disponibile;
• prevalenza;
• stima della massima pressione di mandata;
• stima del BHP;

I dati di input richiesti dal programma sono:


• pressione nei recipienti di aspirazione e di mandata;
• pressione di progetto meccanico del recipiente di aspirazione;
• elevazione del basso e alto livello nei recipienti di aspirazione e di mandata;
• portata normale e di progetto;
• densità, viscosità e tensione di vapore del liquido pompato;
• diametro delle linee di aspirazione e di mandata;
• lunghezze equivalenti delle linee di aspirazione e di mandata;
• perdite di carico localizzate nelle linee di aspirazione e di mandata.
Si allega un esempio di output del programma.
Per maggiori informazioni sul programma si rimanda al suo manuale d'uso (IST.PT.MAC.0002).

6.2.2. Programma PUMPEFF (stima efficienza di una pompa e dei consumi del motore elettrico)

E' disponibile il programma PUMPEFF per la stima dell'efficienza e dei consumi di una pompa.
Il programma calcola per le pompe centrifughe, alternative e rotative:
• l'efficienza tenendo conto anche della viscosità del fluido pompato;

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Foglio 54 (64)

• la potenza assorbita all’asse;


• il consumo del motore elettrico alle condizioni operative normali e alle condizioni di progetto.

I dati di input richiesti dal programma sono:


• portata normale e di progetto;
• densità e viscosità del liquido pompato;
• pressione di aspirazione e di mandata;
• temperatura ambiente.

Per maggiori informazioni sul programma si rimanda al suo manuale d'uso (IST.PT.MAC.0001).

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Foglio 55 (64)

Foglio di calcolo pompe centrifughe


6LJOD P03004A,B 1ULFKLHVWR 3ULQF 1 5LVHUYD 1
6HUYL]LR VB Gasoil Circ. Reflux 0RWULFH 3ULQF El. 5LVHUYD Electr.
6ROLGL 0,20 mm. 0,50 % p. &RPSRVWLFRUURVLYL Sulphur 1,20 % p.




6FKHPDVHPSOLILFDWRGHOFLUFXLWR 

&RQGL]LRQLRSHUDWLYH 3RUWDWD m³/s


 Temperatura di esercizio °C 325  Portata normale m³/h 340,0 0,0944
 Massa vol. rel. a 15°C/4°C 915,9  Sovradimensionamento % 20
 Massa vol. in esercizio kg/m³ 701,8  Portata di progetto m³/h 408,0 0,1133
 Massa vol. al ritorno kg/m³ 769,2  Portata minima m³/h 38,3 0,0106
 Viscosità in esercizio MPa·s 0,23
 Diam. tubazione asp. in. 8 &RQGL]LRQLGLPDQGDWD 1RUP

 Diam. tubazione mand. in. 6  Elevazione alla destinazione m 30,4


 Lungh. eq. stim. tub. mand. m 80,0
&RQGL]LRQLGLDVSLUD]LRQH  Press. alla dest. o al L.B. MPa 0,325
 LLL recip. aspirazione m 27,6  Press. dovuta al battente MPa 0,229
 HLL recip. aspirazione m 28,2  Perd. di carico scambiatori MPa 0,050
 C.L. bocch. asp. pompa m 0,6  Perd. di carico forno MPa 0,700
 Min. battente in aspiraz. m 27,0  Perd. di carico altre app. MPa 0,700
 Max. battente in aspiraz. m 27,6  Perd. di carico orifizio MPa 0,020
 Lungh. eq. stim. tubaz. asp. m 40,0  DeltaP tubaz. di mandata MPa 0,056
 Pressione recip. d'asp. MPa 0,33  DeltaP valvola di controllo MPa 0,309
 Press. dovuta al battente MPa 0,19  Pressione di mandata MPa 2,39
 DeltaP tubaz. di aspiraz. MPa 0,01 

 Pressione min. in aspir. MPa 0,50  3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH

  Pressione di mandata MPa 2,39


 136+GLVSRQLELOH  Pressione min. in aspir. MPa 0,50
 Pressione min. in asp. MPa 0,502  Pressione differenziale MPa 1,89
 Tensione di vapore MPa 0,330
 Pressione netta in asp. MPa 0,172  3UHYDOHQ]D m 274
 NPSH disponibile m 25,0
3UHVVLRQHPDVVGLPDQGDWD

&RQVXPLHQHUJLDHOHWWULFD  Press. prog. recip. asp. MPa g 0,57


 Potenza idraulica kW 213,6  Battente stat. mass. aspiraz. MPa 0,19
 Rendimento stimato % 72,4  Pressione differenz. mass. MPa 2,27
 Potenza ass. all'asse (BHP) kW 295  Press. mass. di mandata MPa g 3,03


1RWH

 ....................................................................................
 .................................................................................... 'DWD

 .................................................................................... &RPSLODWRGD

 9HULILFDWRGD

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Foglio 56 (64)

 *8,'$$//$&203,/$=,21('(/)2*/,2'$7,

 ,QWURGX]LRQH

Esistono in Snamprogetti specifiche diverse attinenti ai diversi tipi di pompe:


DAT.MA.POA.0024 Pompe alternative
DAT.MA.POA.0025 Pompe alternative a vapore
DAT.MA.POA.0073 Pompe alternative
DAT.MA.POA.0074 Pompe alternative a vapore
DAT.MA.POA.0106 Pompe dosatrici
DAT.MA.POA.0107 Pompe dosatrici
DAT.MA.POC.0010 Pompe centrifughe per pipeline
DAT.MA.POC.0011 Pompe centrifughe per pipeline
DAT.MA.POC.0112 Pompe centrifughe orizzontali
DAT.MA.POC.0115 Pompe centrifughe verticali
DAT.MA.POR.0027 Pompe rotative
DAT.MA.POR.0030 Pompe rotative
DAT.MA.POR.0087 Pompe a coclea
DAT.MA.POR.0110 Pompe a vite

Nel capitolo successivo vengono date le indicazioni per la compilazione del foglio dati di alcuni
tipi di pompe più comunemente utilizzate.

 &RPSLOD]LRQHGHOIRJOLRGDWL

7.2.1. Foglio dati per pompe centrifughe orizzontali

Alcuni dei dati di seguito elencati sono desunti dal foglio di calcolo di cui alla Sez. 6.

'DWLJHQHUDOL
• 6LJOD
Riportare la sigla di identificazione dell'item in oggetto.
• 1XPHURXQLWjSULQFLSDOLULVHUYD
Riportare rispettivamente il numero di pompe operanti come principale e come riserva.
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio.
• ,QVWDOOD]LRQH DOO
DSHUWRFKLXVRDOWUR
Indicare il tipo di installazione.
• )XQ]LRQDPHQWR FRQWLQXRGLVFRQWLQXRDOWUR  SDUDOOHORLQGLYLGDOWUR
Indicare il tipo di funzionamento.
• 7LSRPRWULFHSHUXQLWjSULQFLSDOH
Riportare il tipo di motrice per la pompa principale.
• 7LSRPRWULFHSHUXQLWjGLULVHUYD
Riportare il tipo di motrice per la pompa di riserva.
• $OLPHQWD]LRQHHOHWWULFD 7HQVLRQH9)UHTXHQ]D+])DVL1
Indicare il tipo di alimentazione elettrica.

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Foglio 57 (64)

&DUDWWHULVWLFKHGHOOLTXLGR
• 7LSRGLOLTXLGRSRPSDWR
Indicare il tipo di liquido pompato.
• 7HPSHUDWXUDGLHVHUFL]LRPLQQRUPPDVV
Indicare la temperatura minima, normale e massima di esercizio.
• 0DVVDYROXPLFDPLQQRUPPDVV
Indicare i dati di massa volumica alle condizioni di temperatura minima, normale e massima
di esercizio e pressione di aspirazione della pompa.
• 9LVFRVLWjFLQHPDWLFDDWHPSHUDWXUDPLQQRUPPDVV
Indicare la viscosità alle condizioni di temperatura minima, normale e massima di esercizio.
• 7HQVLRQHGLYDSRUHDWHPSHUDWXUDPDVVLPD
Indicare la tensione di vapore del liquido pompato alle condizioni di temperatura massima di
esercizio.
Nel caso di liquido saturo (in equilibrio con il suo vapore) essa è uguale alla pressione nel
recipiente di aspirazione.
Nel caso di liquido sottoraffreddato o polmonato con gas inerte o fuel gas è inferiore alla
pressione operativa nel recipiente di aspirazione.
• &RPSRVWLFRUURVLYLHURVLYLWRVVLFL VLQR
In caso di presenza di composti corrosivi riportare tra le note la loro natura e la loro percen-
tuale in peso.
• 6ROLGLVRVSHVL WLSRGLPHQVLRQLLQYROXPH
Riportare in caso di presenza di solidi la loro dimensione e percentuale in peso.

'DWLRSHUDWLYL
• 3UHVVLRQHGLDVSLUD]LRQHPLQQRUPPDVV
Indicare il risultato della somma algebrica della pressione nel recipiente di aspirazione più il
battente statico in aspirazione meno le perdite di carico in aspirazione per le tre condizioni.
• 3UHVVLRQHGLPDQGDWDDSRUWDWDQRPLQDOH
Riportare il valore ottenuto alla linea 36 del foglio di calcolo.
• 3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOHDSRUWDWDQRPLQDOH
Riportare il valore ottenuto alla linea 39 del foglio di calcolo.
• 3RUWDWDPLQLPDQRUPDOHQRPLQDOH
Riportare i valori ottenuti rispettivamente alle linee 11, 8 e 10 del foglio di calcolo.
• 3UHYDOHQ]DDSRUWDWDQRPLQDOH
Riportare il valore ottenuto alla linea 40 del foglio di calcolo.
• 136+GLVSRQLELOH
Riportare il valore ottenuto alla linea 25 del foglio di calcolo.
• 3UHVVLRQHPDVVLPDDPPLVVLELOHDPDQGDWDFKLXVD
Riportare il valore ottenuto alla linea 44 del foglio di calcolo.
• 3RWHQ]DDVVRUELWDVWLPDWDDOO
DVVHSRPSD
Riportare il valore ottenuto alla linea 47 del foglio di calcolo.

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Foglio 58 (64)

• 5HJROD]LRQHGHOODSRUWDWD FDPSRWLSR
Indicare l’intervallo di regolazione della portata, espresso in percentuale, e il tipo di
regolazione richiesto.
• 5LDFFHOHUD]LRQHDYYLDPHQWRDXWRPDWLFR VLQR
Col termine riaccelerazione si intende la capacità del motore elettrico di essere riaccelerato
nel caso di caduta di tensione di breve durata (dip of power).
Il processista dovrà rispondere si o no in funzione della criticità del servizio della pompa e/o
delle richieste del Licenziatario/Cliente.
Col termine partenza automatica si intende la possibilità di far partire automaticamente una
pompa tenuta in stand-by in caso di rottura o mancanza di energia dell'unità principale.
• $YYLDPHQWRDPDQGDWD DSHUWDFKLXVD
L'avviamento a mandata aperta viene di norma richiesto nel caso di pompe per le quali sia
previsto l'avviamento automatico.

'DWLFRVWUXWWLYL
• 7LSRGLWHQXWD
E' in generale una scelta dell'ingegneria di dettaglio, ma dipende anche dal tipo di fluido
specificato. Ad es.: se è tossico richiede una doppia tenuta meccanica (più costosa), se è
infiammabile richiede una connessione con il sistema di blow down, ecc. (vedere anche
quanto detto nella sezione 5.).
• )OXLGRGLIOXVVDJJLR WLSRSUHVVWHPS
Quando per esigenze di processo sia richiesto un particolare fluido di flussaggio delle
tenute, questo andrà specificato come tipo, pressione e temperatura (si veda ad es.: il fluido
di flussaggio delle pompe del Quench Oil in un impianto Etilene costituito da Gasolio filtrato
e pompato in circolazione nell'impianto stesso).
• )OXLGRGLUDIIUHGGDPHQWR WLSRSUHVVSURJWHPSHVHUF
In generale sarà acqua di raffreddamento, con le caratteristiche ad essa attinenti, ma
saranno possibili altre scelte, dipendentemente dal tipo di impianto preso su considerazione
(vedere anche quanto detto al capitolo 5.2.12.).
• )OXLGRGLULVFDOGDPHQWR WLSRSUHVVSURJWHPSHVHUF
Il processo dovrà specificare, dove richiesto, il tipo di fluido di riscaldamento previsto e le
sue caratteristiche.
• 0DWHULDOHFDVVDSRPSD SUHVFUL]LRQHPLQLPD
Indicare il tipo di materiale per la cassa pompa compatibile col servizio.
• 6RYUDVSHVVRUHGLFRUURVLRQHFDVVD
Sarà specificato il sovraspessore di corrosione minimo in funzione della corrosione del fluido
pompato.
• 'LDPHWURQRPLQDOHOLQHHDVSLUD]LRQHPDQGDWD
Riportare il valore indicato alle linee 6 e 7 del foglio di calcolo.
• 5DWLQJGHOOHOLQHHGLDVSLUD]LRQHPDQGDWD
In generale sono in funzione della pressione di progetto in aspirazione e mandata della
pompa. Esistono tuttavia alcuni casi particolari da prendere in considerazione. Ad es.: nel
caso si preveda un bypass della valvola di ritegno in mandata pompa per mantenere la
pompa di riserva alla temperatura operativa della pompa operante (servizi caldi o criogenici)

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Foglio 59 (64)

il "rating" della tubazione di aspirazione, fino alla valvola di intercetto compresa, andrà
specificato uguale a quello di mandata.
In alternativa, in caso di pressione di progetto in mandata elevata, si può indicare nel P&ID
come "LO" (Locked Open) la valvola di aspirazione ed indicare il "rating" della linea di
aspirazione.
• 1RWH
Sono dedicate a note esplicative o attinenti a particolari condizioni che possono determinare
il progetto della pompa o dei circuiti, o comunque richiedono verifiche da effettuarsi a valle
dell'acquisto della pompa che possono determinare revisioni in fase di ingegneria di
dettaglio.

7.2.2. Pompe alternative

'DWLJHQHUDOL
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio.
• 6LJOD
Indicare la sigla di identificazione dell'item in oggetto.
• )XQ]LRQDPHQWR FRQWLQXRGLVFRQWLQXR
Indicare il tipo di funzionamento.
• 1XPHURXQLWjSULQFLSDOLULVHUYD
Indicare rispettivamente il numero di pompe operanti come principale e come riserva.
• 7LSRPRWULFH
Indicare il tipo di motrice per la pompa principale e di riserva.

&DUDWWHULVWLFKHGHOOLTXLGRHFRQGL]LRQLRSHUDWLYH
• /LTXLGRSRPSDWR
Indicare il tipo di liquido pompato.
• 3RUWDWD PLQSURJHWWR
Indicare la portata minima e di progetto.
• &RPSRVWLFRUURVLYLWRVVLFL VLQR
Indicare in caso di presenza di composti corrosivi la loro percentuale in peso e dimensione.
• 7HPSHUDWXUDGLSRPSDJJLR PLQHVHUFL]LRSURJPHFFDQ
Indicare la temperatura minima e normale di esercizio e la temperatura di progetto
meccanico.
• 3HVRVSHFLILFR DWHPSPLQHVHUFL]LR
Indicare i dati di massa volumica alle condizioni di temperatura minima e normale di
esercizio e pressione di aspirazione della pompa.
• 9LVFRVLWj DWHPSHUDWXUDPLQHVHUFL]LR
Indicare la viscosità alle condizioni di temperatura minima e normale di esercizio.
• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOO
DVSLUD]LRQH PLQQRUPPDVV
Indicare il risultato della somma algebrica della pressione nel recipiente di aspirazione più il
battente statico in aspirazione meno le perdite di carico in aspirazione per le tre condizioni
citate.

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Foglio 60 (64)

• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOODPDQGDWD QRUP
Indicare la pressione di esercizio alla mandata della pompa.
• 7HQVLRQHYDSRUH DOODWHPSHUDWXUDGLHVHUFL]LR
Indicare la tensione di vapore del liquido pompato alle condizioni di temperatura massima
operativa. Nel caso di liquido saturo (in equilibrio con il suo vapore) essa è uguale alla
pressione nel recipiente di aspirazione. Nel caso di liquido sottoraffreddato o polmonato con
gas inerte o fuel gas è inferiore alla pressione operativa nel recipiente di aspirazione.
• 136+GLVSRQLELOH
Indicare l'NPSH disponibile.
• 3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH
Indicare il valore della pressione differenziale.
• 3RWHQ]DDVVRUELWDDOO
DVVHVWLPDWD
Indicare il valore stimato per la potenza assorbita all'asse.
• 5HJROD]LRQHGHOODSRUWDWD
PDQXDOHDXWRPDWLFD  indicare il tipo di regolazione
VLVWHPDUHJROD]LRQH  indicare come la regolazione è fatta
FDPSR  indicare l'intervallo di regolazione della portata, espresso
come percentuale.
• 7LSRGLWHQXWD
LQTXLQDPHQWROLTXLGRSRPSDWRDPPHVVRVLQR  indicare si o no
LQILOWUD]LRQLDULDDPPHVVHVLQR  indicare si o no
SHUGLWHYHUVRO
HVWHUQRDPPHVVHVLQR  indicare si o no
• )OXLGRULVFDOGDQWH WLSRSUHVVWHPS
Il processo dovrà specificare, dove richiesto, il tipo di fluido di riscaldamento previsto con le
sue caratteristiche: pressione di progetto e temperatura di esercizio.
• 3URWH]LRQHDQWLJHOR VLQR
Definire in funzione del servizio e della località.
• )OXLGRUHIULJHUDQWH WLSRSUHVVWHPS
In generale sarà acqua di raffreddamento, con le caratteristiche ad essa attinenti, ma
saranno possibili altre scelte, dipendentemente dal tipo di impianto preso su considerazione
(vedere anche quanto detto al capitolo 5.2.12.).
• )OXLGRIOXVVDJJLR WLSRSUHVVWHPS
Quando per esigenze di processo sia richiesto un particolare fluido di flussaggio delle
tenute, questo andrà specificato come tipo, pressione di progetto e temperatura di esercizio.
• $YYLDPHQWRDXWRPDWLFR VLQR
Col termine avviamento automatico si intende la possibilità di far partire automaticamente
una pompa tenuta in stand-by caso di rottura o mancanza di energia dell'unità principale.
• 3XOVD]LRQHUHVLGXDPDQGDWD 
Indicare eventuali richieste da parte del Cliente.

&DUDWWHULVWLFKHFRVWUXWWLYH
• 0DWHULDOHDFRQWDWWRFROOLTXLGRSRPSDWR
Indicare il tipo di materiale a contatto col liquido pompato.

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Documento RISERVATO di proprietà 6QDPSURJHWWL. Esso non sarà mostrato a Terzi né utilizzato per scopi diversi da quelli per i quali è stato inviato.
(UURUH/DYRFHGLJORVVDULRQRQqGHILQLWD PRG.PR.MAC.0001

Rev. 0 Data Nov. 1994

Foglio 61 (64)

• 3UHVVLRQHVFDULFRYDOYRODGLVLFXUH]]D
Indicare il valore di scatto della valvola di sicurezza.

7.2.3. Pompe dosatrici

'DWLJHQHUDOL
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio.
• 6LJOD
Indicare la sigla di identificazione dell’item in oggetto.
• )XQ]LRQDPHQWR FRQWLQXRGLVFRQWLQXR
Indicare il tipo di funzionamento.
• 1XPHURXQLWjSULQFLSDOLULVHUYD
Indicare rispettivamente il numero di pome operanti come principale e come riserva.
• 7LSRPRWULFH
Indicare il tipo di motrice per la pompa principale e di riserva.

&DUDWWHULVWLFKHGHOOLTXLGRHFRQGL]LRQLRSHUDWLYH
• /LTXLGLSRPSDWL
Indicare il tipo di liquido pompato.
• 3RUWDWD PLQSURJHWWR
Indicare la portata minima e di progetto.
• &RPSRVWLFRUURVLYLWRVVLFL VLQR
Indicare in caso di presenza di composti corrosivi la loro percentuale in peso e dimensione.
• 7HPSHUDWXUDGLSRPSDJJLR PLQHVHUFL]LRSURJPHFFDQLFR
Indicare la temperatura minima e normale di esercizio e la temperatura di progetto
meccanico.
• 3HVRVSHFLILFR DWHPSPLQHVHUFL]LR
Indicare i dati di massa volumica alle condizioni di temperatura minima e normale di
esercizio e pressione di aspirazione della pompa.
• 9LVFRVLWj DWHPSHUDWXUDPLQHVHUFL]LR
Indicare la viscosità alle condizioni di temperatura minima e normale di esercizio.
• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOO
DVSLUD]LRQH PLQQRUPPDVV
Indicare il risultato della somma algebrica della pressione nel recipiente di aspirazione più il
battente statico in aspirazione meno le perdite di carico in aspirazione per le tre condizioni
citate.
• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOODPDQGDWD QRUP
Indicare la pressione di esercizio alla mandata della pompa.
• 7HQVLRQHYDSRUH DOODWHPSHUDWXUDGLHVHUFL]LR
Indicare la tensione di vapore del liquido pompato alle condizioni di temperatura massima
operativa. Nel caso di liquido saturo (in equilibrio con il suo vapore) essa è uguale alla
pressione nel recipiente di aspirazione. Nel caso di liquido sottoraffreddato o polmonato con
gas inerte o fuel gas è inferiore alla pressione operativa nel recipiente di aspirazione.

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Rev. 0 Data Nov. 1994

Foglio 62 (64)

• 136+GLVSRQLELOH
Indicare l’NPSH disponibile.
• 3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH
Indicare il valore della pressione differenziale.
• 3RWHQ]DDVVRUELWDDOO
DVVHVWLPDWD
Indicare il valore stimato per la potenza assorbita all’asse.
• 5HJROD]LRQHGHOODSRUWDWD
PDQXDOHDXWRPDWLFD  indicare il tipo di regolazione
VLVWHPDUHJROD]LRQH  indicare come la regolazione è fatta
FDPSR  indicare l'intervallo di regolazione della portata, espresso
come percentuale.
• 7LSRGLWHQXWD
LQTXLQDPHQWROLTXLGRSRPSDWRDPPHVVRVLQR  indicare si o no
LQILOWUD]LRQLDULDDPPHVVHVLQR  indicare si o no
SHUGLWHYHUVRO
HVWHUQRDPPHVVHVLQR  indicare si o no
• )OXLGRULVFDOGDQWH WLSRSUHVVWHPS
Il processo dovrà specificare, dove richiesto, il tipo di fluido di riscaldamento previsto con le
sue caratteristiche: pressione di progetto e temperatura di esercizio.
• 3URWH]LRQHDQWLJHOR VLQR
Definire in funzione del servizio e della località.
• )OXLGRUHIULJHUDQWH WLSRSUHVVWHPS
In generale sarà acqua di raffreddamento, con le caratteristiche ad essa attinenti, ma
saranno possibili altre scelte, dipendentemente dal tipo di impianto preso su considerazione
(vedere anche quanto detto al capitolo 5.2.12.).
• )OXLGRIOXVVDJJLR WLSRSUHVVWHPS
Quando per esigenze di processo sia richiesto un particolare fluido di flussaggio delle
tenute, questo andrà specificato come tipo, pressione di progetto e temperatura di esercizio
(si veda ad es.: il fluido di flussaggio delle pompe del Quench Oil in un impianto Etilene
costituito da Gasolio filtrato e pompato in circolazione nell'impianto stesso).

&DUDWWHULVWLFKHFRVWUXWWLYH
• 9DOYRODGLVLFXUH]]DLQFRUSRUDWD VLQR
,ndicare si o no
• 3UHVVLRQHVFDULFR
Indicare il valore di scatto della valvola di sicurezza.
• 0DWHULDOHDFRQWDWWRFROOLTXLGRSRPSDWR
Indicare il tipo di materiale a contatto col liquido pompato.
• 7LSRGLDOLPHQWD]LRQH QRUPSUHIFF
Indicare il tipo di alimentazione del motore elettrico.

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Rev. 0 Data Nov. 1994

Foglio 63 (64)

7.2.4. Pompe rotative

'DWLJHQHUDOL
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio.
• 6LJOD
Indicare la sigla di identificazione dell’item in oggetto.
• )XQ]LRQDPHQWR FRQWLQXRGLVFRQWLQXR
Indicare il tipo di funzionamento.
• 1XPHURXQLWjSULQFLSDOLULVHUYD
Indicare rispettivamente il numero delle pompe operanti come principale e come riserva.
• 7LSRPRWULFHSULQFLSDOHULVHUYD
Indicare il tipo di motrice per la pompa principale e di riserva.

&DUDWWHULVWLFKHGHOOLTXLGRHFRQGL]LRQLRSHUDWLYH
• /LTXLGRSRPSDWR
Indicare il tipo di liquido pompato.
• 3RUWDWD PLQSURJHWWR
Indicare la portata minima e di progetto.
• &RPSRVWLFRUURVLYLWRVVLFL VLQR
Indicare in caso di presenza di composti corrosivi la loro percentuale in peso e dimensione.
• 7HPSHUDWXUDGLSRPSDJJLR PLQHVHUFL]LRSURJPHFFDQLFR
Indicare la temperatura minima e normale di esercizio e la temperatura di progetto
meccanico.
• 3HVRVSHFLILFR DWHPSPLQHVHUFL]LR
Indicare i dati di massa volumica alle condizioni di temperatura minima e normale di
esercizio e pressione di aspirazione della pompa.
• 9LVFRVLWj DWHPSHUDWXUDPLQHVHUFL]LR
Indicare la viscosità alle condizioni di temperatura minima e normale di esercizio.
• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOO
DVSLUD]LRQH PLQQRUPPDVV
Riportare il risultato della somma algebrica della pressione nel recipiente di aspirazione più il
battente statico in aspirazione meno le perdite di carico in aspirazione per le tre condizioni
citate.
• 3UHVVLRQHGLHVHUFL]LRDOODPDQGDWD QRUP
Indicare la pressione di esercizio alla mandata della pompa.
• 7HQVLRQHYDSRUH DOODWHPSHUDWXUDGLHVHUFL]LR
Indicare la tensione di vapore del liquido pompato alle condizioni di temperatura massima
operativa. Nel caso di liquido saturo (in equilibrio con il suo vapore) essa è uguale alla
pressione nel recipiente di aspirazione. Nel caso di liquido sottoraffreddato o polmonato con
gas inerte o fuel gas è inferiore alla pressione operativa nel recipiente di aspirazione.
• 136+GLVSRQLELOH
Indicare l'NPSH disponibile.

Cod. modulo : MDT.GG.QUA.0516 Fg. 01/Rev. 1.94 Cod.file: CRIDESBI.DOT File


dati:prg_pr_mac_0001_r00_i_f.doc
Documento RISERVATO di proprietà 6QDPSURJHWWL. Esso non sarà mostrato a Terzi né utilizzato per scopi diversi da quelli per i quali è stato inviato.
(UURUH/DYRFHGLJORVVDULRQRQqGHILQLWD PRG.PR.MAC.0001

Rev. 0 Data Nov. 1994

Foglio 64 (64)

• 3UHVVLRQHGLIIHUHQ]LDOH
Indicare il valore della pressione differenziale.
• 3RWHQ]DDVVRUELWDDOO
DVVHVWLPDWD
Indicare il valore stimato per la potenza assorbita all’asse.
• 5HJROD]LRQHGHOODSRUWDWD
PDQXDOHDXWRPDWLFD  indicare il tipo di regolazione
FDPSR  indicare l’intervallo di regolazione della portata, espresso
come percentuale.
• 7LSRGLWHQXWD
LQTXLQDPHQWROLTXLGRSRPSDWRDPPHVVRVLQR  indicare si o no
LQILOWUD]LRQLDULDDPPHVVHVLQR  indicare si o no
• )OXLGRULVFDOGDQWH WLSRSUHVVWHPS
Il processo dovrà specificare, dove richiesto, il tipo di fluido di riscaldamento previsto con le
sue caratteristiche: pressione di progetto e temperatura di esercizio.
• 3URWH]LRQHDQWLJHOR VLQR
Definire in funzione del servizio e della località.
• )OXLGRUHIULJHUDQWH WLSRSUHVVWHPS
In generale sarà acqua di raffreddamento, con le caratteristiche ad essa attinenti, ma
saranno possibili altre scelte, dipendentemente dal tipo di impianto preso su considerazione
(vedere anche quanto detto al capitolo 5.2.12.).
• )OXLGRIOXVVDJJLR WLSRSUHVVWHPS
Quando per esigenze di processo sia richiesto un particolare fluido di flussaggio delle
tenute, questo andrà specificato come tipo, pressione di progetto e temperatura di esercizio.
• 0DWHULDOHDFRQWDWWRFROOLTXLGR
Indicare il tipo di materiale a contatto con il liquido pompato.

&DUDWWHULVWLFKHFRVWUXWWLYH
• 9DOYRODGLVLFXUH]]DLQFRUSRUDWD VLQR
indicare si o no
• 3UHVVLRQHVFDULFR
Indicare il valore di scatto della valvola di sicurezza.

Cod. modulo : MDT.GG.QUA.0516 Fg. 01/Rev. 1.94 Cod.file: CRIDESBI.DOT File


dati:prg_pr_mac_0001_r00_i_f.doc
Documento RISERVATO di proprietà 6QDPSURJHWWL. Esso non sarà mostrato a Terzi né utilizzato per scopi diversi da quelli per i quali è stato inviato.