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5HY

2WWREUH

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,1',&(

 *(1(5$/,7$

1.1. Scopo e campo di applicazione 3
1.2. Riferimenti 3

 352*(77$=,21(',352&(662'(//(7255,',
5$))5(''$0(172 
2.1. Definizioni 4
2.2. Sistemi di raffreddamento ad acqua 5
2.3. Progettazione dei sistemi di raffreddamento 13

 *8,'$$//$&203,/$=,21('(,)2*/,'$7, 
3.1. Generalità 26
3.2. Foglio dati per torri di raffreddamento 26

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 6FRSRHFDPSRGLDSSOLFD]LRQH

Il presente documento ha lo scopo di definire i criteri di processo per la selezione e la progetta-


zione delle torri di raffreddamento installate negli impianti petroliferi e chimici.
Il documento illustra i vari sistemi di raffreddamento e definisce i principi di base per il controllo
delle temperature entro i limiti operativi del processo.

 5LIHULPHQWL

1.2.1. Riferimenti di Codici e Standard internazionali

CTI Cooling Tower Institute


HIS Hydraulic Institute Standards
NFPA 78 Lightning Protection Code
NFPA 214 Water Cooling Towers

1.2.2. Riferimenti di normalizzazione di Società

PRG.GG.NRM.0001 Guida all'utilizzo delle unità di misura


PRG.GG.SIM.0001 Guida all'utilizzo dei simboli grafici e delle sigle di identificazione
PRG.GG.GEN.0001 Definizione e scelta della temperatura e pressione di progetto
PRG.PR.VES.0001 Guida alla scelta ed al dimensionamento di processo dei recipienti
PRG.PR.MAC:0001 Guida alla scelta ed al dimensionamento di processo delle pompe

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 352*(77$=,21(',352&(662'(//(7255,',5$))5(''$0(172

 'HILQL]LRQL

Elenchiamo qui di seguito alcune definizioni tipiche delle torri di raffreddamento.


• 7HPSHUDWXUDGLDYYLFLQDPHQWR $SSURDFKWHPSHUDWXUH
Per gli scambiatori questa è la differenza tra la temperatura del fluido caldo in uscita e la
temperatura del fluido freddo in ingresso.
Per le torri di raffreddamento è la differenza tra la temperatura dell'acqua fredda e la tempe-
ratura a bulbo umido dell'aria in ingresso.
• 6SXUJR
L'acqua scaricata intenzionalmente dal sistema per controllare la concentrazione dei sali o di
altre impurità (solidi sospesi) nell'acqua di circolazione.
• &HOOD
La più piccola parte di torre che può funzionare come una unità indipendente con riguardo
all'aria e all'acqua, e può essere dotata di uno o più ventilatori o di uno o più sistemi di distri-
buzione.
• &LFOLGLFRQFHQWUD]LRQH
Il rapporto tra i solidi disciolti nell'acqua di circolazione e i solidi presenti nell'acqua di reinte-
gro. Può anche essere espresso come il rapporto tra i cloruri dell'acqua di circolazione e i
cloruri dell'acqua di reintegro.
• 7UDVFLQDPHQWR
L'acqua persa dalla torre come goccioline trascinate dall'aria in uscita. Questo fenomeno è
indipendente dall'acqua persa per evaporazione. La perdita per trascinamento è controllata
dagli abbattitori di goccioline che limitano la perdita a valori inferiori allo 0,1% della portata di
circolazione del sistema.
• 7HPSHUDWXUDDEXOERVHFFR '%7
Temperatura dell'aria in ingresso o dell'aria ambiente adiacente alla torre di raffreddamento
e misurata con un termometro a bulbo secco.
• 7HPSHUDWXUDDEXOERXPLGR :%7
Temperatura misurata mediante psicrometro. La temperatura a bulbo umido dell'aria in in-
gresso alla torre di raffreddamento è la media di diverse misure effettuate sia sopravento
che sottovento alla torre di raffreddamento, con le dovute tolleranze per gli effetti di interfe-
renze e ricircolazioni.
• ,QWHUIHUHQ]H
La miscelazione dell'aria in ingresso alla torre di raffreddamento con vapori provenienti da
un'altra torre o da un'altra sorgente di calore (caldaie, forni, turbine a gas o refrigeranti ad
aria).
• 5HLQWHJUR
L'acqua aggiunta all'acqua di circolazione del sistema per bilanciare l'acqua persa per eva-
porazione, trascinamento, spurgo e perdite.
• &LFOLSRVVLELOL
I cicli di concentrazione che sono permessi per il controllo dei solidi sospesi e dei solidi di-
sciolti.

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• ∆WGLUDIIUHGGDPHQWR
La differenza tra la temperatura dell’acqua entrante e quella dell’acqua uscente dalla torre di
raffreddamento.
• 5LFLUFROD]LRQH
Condizione in cui una parte dei vapori scaricati dalla torre è ricircolata con l'aria in ingresso
alla torre stessa.

 6LVWHPLGLUDIIUHGGDPHQWRDGDFTXD

Un sistema di raffreddamento ha lo scopo di fornire acqua alle apparecchiature di processo e ai


condensatori in modo da asportare il calore in eccesso.
La scarsa disponibilità di acqua, l'alto costo dell'acqua di reintegro, e le sempre più severe leggi
ambientali richiedono una progettazione ottimale dei sistemi di raffreddamento.
Nei paragrafi seguenti vengono brevemente descritti i vari sistemi utilizzati.

2.2.1 Lago o bacino di raffreddamento

Con questo tipo di raffreddamento, l'acqua è scaricata in un lago o in un bacino dove si raffredda
gradualmente per evaporazione naturale, radiazione e convenzione alla temperatura adatta per il
riutilizzo.
Sono necessarie grandi aree e la disponibilità di grandi quantità di acqua per raggiungere il grado
di raffreddamento richiesto, perché il raffreddamento avviene molto lentamente.
La Fig. 2.2.1.a. rappresenta un tipico sistema con lago o bacino di raffreddamento.

)LJD/DJRREDFLQRGLUDIIUHGGDPHQWR

2.2.2. Raffreddamento con bacini di evaporazione

I bacini di evaporazione hanno caratteristiche molto simili alle torri di raffreddamento.


Per contatto diretto dell'aria con l'acqua calda di ritorno degli impianti, il calore viene ceduto
all'ambiente circostante.
Gli ugelli, atomizzando l'acqua, aumentano la superficie di scambio del calore per unità di
volume, così che non sono necessari i ventilatori ed il materiale di riempimento come nelle torri
di raffreddamento.
Il raffreddamento dell’acqua del bacino è tanto più efficiente quanto più il bacino è situato in una
area naturalmente ventosa. Le perdite di acqua per trascinamento sono alte, dell'ordine del
1÷5% della portata di ricircolo. Le impurità dell'area circostante possono inquinare il bacino e

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causare incrostazioni molto difficili da evitare, inoltre il controllo biologico diventa molto più
difficile e costoso.
La Fig. 2.2.2.a. rappresenta un tipico bacino di raffreddamento per evaporazione.

Ingresso aria Uscita aria

Acqua

Ingresso acqua

)LJD6LVWHPDGLUDIIUHGGDPHQWRFRQEDFLQRGLHYDSRUD]LRQH

2.2.3. Raffreddamento a passaggio diretto

Il sistema di raffreddamento a passaggio diretto prende l'acqua da un lago, fiume o mare e la


scarica dopo averla utilizzata riscaldandola in un punto a valle dell'impianto. Questo tipo di raf-
freddamento è il più semplice e normalmente viene impiegato solo dove l'acqua a una
temperatura adatta è disponibile in grande quantità e dove le leggi ambientali non sono troppo
restrittive.
La Fig. 2.2.3.a. rappresenta un tipico sistema di raffreddamento a passaggio diretto.

)LJD6LVWHPDGLUDIIUHGGDPHQWRDSDVVDJJLRGLUHWWR

2.2.4. Raffreddamento a ricircolazione

Due sono i principali sistemi di raffreddamento a ricircolazione impiegati nell'industria: il sistema


aperto a ricircolazione ed il sistema chiuso a ricircolazione.

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2.2.4.1. Sistema aperto a ricircolazione

Il sistema aperto di raffreddamento a ricircolazione è il più ampiamente diffuso nell'industria ed è


costituito dai seguenti elementi:
• Sistema acqua di reintegro
• Pompe di circolazione
• Tubi di distribuzione e di ritorno
• Torre di raffreddamento evaporativa
• Sistema di spurgo
• Sistema di dosaggio chimici
• Strumentazione e controlli
• Filtro parziale (dove economicamente giustificato).
Il calore trasferito dalle apparecchiature di processo è rilasciato dall'acqua nella torre di raffred-
damento per evaporazione.

Raffreddam.
impianti
di processo

€
Chimici
Trattamento
Spurgo acqua
di scarico

TI
Acqua di reintegro

M ó
Filtro di
bypass

Torre di
LC raffredd. PI PI PI

Bacino
M M T

Pompe di circolazione
Pozzetto
pompe

Note: € Il trattamento dello spurgo viene impiegato solo per raggiungere i limiti di scarico richiesti
ó L'installazione di un filtro di bypass è giustificata solo se economicamente attraente

)LJD6LVWHPDDSHUWRDULFLUFROD]LRQH

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L’acqua di reintegro deve essere, se necessario, filtrata, contenere pochi solidi disciolti, avere
una bassa durezza ed in generale avere caratteristiche tali da minimizzare il costo del condizio-
namento. L'acqua di reintegro può contenere una certa quantità di acqua di scarico opportuna-
mente trattata.
La Fig. 2.2.4.a. rappresenta un tipico sistema aperto di raffreddamento a ricircolazione.

2.2.4.2. Sistema chiuso a ricircolazione

Il sistema chiuso a ricircolazione usa la stessa acqua di raffreddamento ripetutamente in ciclo


continuo. E' comunemente chiamato "sistema ad acqua temperata" quando la temperatura
dell'acqua di raffreddamento utilizzata nelle unità di processo è ad un livello più alto rispetto a
quello impiegato normalmente, come avviene nel caso di prodotti ad elevato punto di
scorrimento o per le cere.
In questo sistema il calore raccolto è scaricato in uno dei modi seguenti:
• all'atmosfera attraverso una torre di raffreddamento a secco (non evaporativa);
• a un sistema di ricircolazione aperto attraverso uno scambiatore di calore.
In aree dove è largamente disponibile acqua salata o acqua mare e mancanti di acqua dolce,
considerazioni economiche possono suggerire di utilizzare un sistema di raffreddamento chiuso
ed il calore raccolto viene rigettato attraverso uno scambiatore di calore a un sistema aperto ad
acqua di mare.

2.2.5. Torri di raffreddamento

La torre di raffreddamento è una apparecchiatura utilizzata per abbassare la temperatura


dell'acqua mediante contatto con l'aria. Principalmente sono di due tipi: a tiraggio meccanico e a
tiraggio naturale; altri tipi come le torri miste a contatto diretto ed indiretto o le torri a contatto
indiretto, sono meno diffuse.

2.2.5.1. Torri a tiraggio meccanico

Le torri a tiraggio meccanico si servono di ventilatori per muovere l'aria attraverso il riempimento
della torre di raffreddamento. Una velocità dell'aria più alta permette un migliore raffreddamento
con un migliore controllo delle condizioni e normalmente si ottiene un costo di installazione più
basso rispetto alle torri a tiraggio naturale.
Normalmente le torri a tiraggio meccanico sono equipaggiate con più di un ventilatore per
ottenere una più alta flessibilità di controllo della temperatura in quei periodi dell'anno quando la
temperatura a bulbo umido è più bassa di quella di progetto. Il flusso dell'aria può essere con-
trollato da motori a giri variabili, da variatori di velocità o da ventilatori a passo variabile. Le torri a
tiraggio meccanico si dividono in due categorie: a tiraggio forzato e a tiraggio indotto.
• A tiraggio forzato
I ventilatori di una torre a tiraggio forzato sono posizionati sull'aria in ingresso e spingono
l'aria, attraverso il riempimento, l'acqua e i separatori di gocce all'atmosfera.
Dato che la velocità dell'aria in uscita è bassa, si hanno frequentemente dei fenomeni di ri-
circolazione che possono ridurre l'efficienza della torre anche del 20%. Molte piccole torri per
il condizionamento dell'aria sono tuttora costruite su questo principio.
La Fig. 2.2.5.a. rappresenta una torre di raffreddamento a tiraggio forzato.

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Separatori di gocce

Distribuzione dell’acqua

Riempimento

Ventilatore
aria

Bacino

)LJD7RUUHGLUDIIUHGGDPHQWRDWLUDJJLRIRU]DWR

• A tiraggio indotto
Le torri a tiraggio indotto hanno i ventilatori situati sul tetto della torre, e l'aria è aspirata at-
traverso il riempimento. Queste torri sono normalmente chiamate a controcorrente o a flusso
incrociato a seconda della direzione del flusso dell'aria rispetto a quello dell'acqua.
Nel progetto tipico a controcorrente rappresentato in Fig. 2.2.5.b., l'aria e l'acqua fluiscono in
direzioni opposte. L'acqua cade per gravità attraverso il riempimento, e l'aria sale
verticalmente attraverso il riempimento e l'acqua. Con questa disposizione si ha l'acqua più
fredda al fondo del riempimento in contatto con l'aria entrante, che è alla temperatura a
bulbo umido.

)LJE7RUUHGLUDIIUHGGDPHQWRDWLUDJJLRLQGRWWRDFRQWURFRUUHQWH

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Nel progetto tipico a flusso incrociato rappresentato in Fig. 2.2.5.c., l'acqua cade per gravità
attraverso il riempimento, e l'aria fluisce orizzontalmente attraverso il riempimento e l'acqua.
La soluzione a flusso incrociato normalmente presenta una minor resistenza al flusso
dell'aria in direzione orizzontale, permettendo così il passaggio di una maggior quantità di
aria a parità di perdite di carico. Questa maggior quantità di aria compensa la minor effi-
cienza del coefficiente di trasporto di massa.

)LJF7RUUHGLUDIIUHGGDPHQWRDWLUDJJLRLQGRWWRDIOXVVLLQFURFLDWL

2.2.5.2. Torri a tiraggio naturale

Questo tipo di torre si può assimilare a un camino o torre iperbolica.


La Fig. 2.2.5.d. rappresenta una torre iperbolica che lavora come un camino, il flusso dell'aria è
causato dalla differenza di densità dell'aria. Infatti l'aria calda e carica di umidità esce dall'alto
della torre mentre l'aria fredda e secca entra dal basso. La maggior parte della struttura, l'involu-
cro, è costruito in cemento armato. Nella soluzione a controcorrente il riempimento occupa la
parte inferiore della torre (circa 3 m), mentre la base della torre è aperta e l'aria di raffreddamen-
to entra attraverso le gambe di sostegno. La soluzione a flussi incrociati ha il riempimento dispo-
sto a ciambella attorno alla base della torre posta al centro, l'aria entra lateralmente passa attra-
verso il riempimento e viene scaricata dal camino.
Le torri iperboliche operano con maggiore efficienza con basse temperature a bulbo umido ed
alte umidità relative.
La localizzazione geografica limita l'impiego di questo tipo di torri; molte sono state installate
nelle centrali di potenza del nord Europa, dove il massimo carico si ha nei mesi invernali e un
certo numero è localizzato nel nordest degli Stati Uniti.
Un vantaggio significativo della torre iperbolica è dovuto al fatto che occupa meno area rispetto
alla corrispondente torre a tiraggio meccanico, inoltre è impedita la ricircolazione dell'aria calda.
La principale limitazione di questo tipo di torre è l'alto costo iniziale di installazione che in certa
misura è bilanciato dall'assenza di consumo di energia elettrica per i ventilatori.
Le torri a tiraggio naturale sono particolarmente adatte per applicazioni di grande capacità: sono
state costruite torri per capacità superiori a 110 000 m3/h con una struttura di 150 m di altezza e
di 90 m di diametro.

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Concettualmente le torri a tiraggio naturale possono essere dotate di ventilatori per aumentare la
loro efficienza quando particolari condizioni ambientali lo richiedano.

)LJG7RUUHGLUDIIUHGGDPHQWRDWLUDJJLRQDWXUDOH

2.2.5.3. Torre evaporativa con riscaldatore d’aria

Questo tipo di torre evaporativa aggiunge un normale scambiatore ad aria, di solito alettato, a
una torre convenzionale. Lo scambiatore è impiegato per riscaldare o preriscaldare, a seconda
della disposizione, l'aria di scarico sopra il punto di rugiada dell'aria ambiente per prevenire le
nebbie all'uscita dalla torre.
La torre può anche operare in condizioni ambientali particolarmente fredde solo con lo scambia-
tore ad aria.
La Fig. 2.2.5.e. rappresenta una torre di raffreddamento evaporativa dotata di riscaldamento
dell'aria.

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)LJH7RUUHHYDSRUDWLYDFRQULVFDOGDWRUHG
DULD

2.2.5.4. Torre di raffreddamento non evaporativa

Questo tipo di torre è costituita da un normale refrigerante ad aria a tubi alettati, che sostituisce il
normale riempimento della torre. La circolazione dell'aria è ottenuta mediante tiraggio forzato o
indotto.

)LJI7RUUHGLUDIIUHGGDPHQWRQRQHYDSRUDWLYD

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I refrigeranti ad aria sono meglio utilizzati quando si dispone di differenze di temperatura suffi-
cienti tra il fluido caldo e quello freddo, dato che il raffreddamento è ottenuto solo mediante
scambio di calore sensibile tra l'aria e l'acqua all'interno dei tubi, in altre parole manca totalmente
la fase evaporativa. La Fig. 2.2.5.f. rappresenta una torre di raffreddamento non evaporativa.

 3URJHWWD]LRQHGHLVLVWHPLGLUDIIUHGGDPHQWR

Il sistema di raffreddamento deve essere fatto in modo che il raffreddamento del fluido di
processo sia il meno costoso possibile. Tale costo deve includere i costi operativi, di manuten-
zione e di investimento.
I principali costi di investimento sono dovuti agli scambiatori di processo inclusi i refrigeranti ad
aria, alla torre di raffreddamento con tutti i componenti incluso il dosaggio dei chimici ed il pre-
trattamento dell'acqua.
I costi operativi sono relativi alla manodopera, al costo dei prodotti chimici e al costo dell'energia
elettrica.
E' necessario condurre una valutazione dettagliata sui costi di investimento e operativi in modo
da assicurare un risparmio reale su tutta la vita dell'impianto.
Spesso i minori costi di investimento non assicurano un reale risparmio in quanto sono vanificati
da altri costi, perciò deve essere fatta una analisi accurata del sistema.

2.3.1. Scambiatori di processo

Il dimensionamento degli scambiatori di calore deve essere fatto in modo da ottimizzare le


interrelazioni tra l'acqua, l'aria e la torre di raffreddamento.
I principali fattori da considerare nello studio sono i seguenti:

2.3.1.1. Aumento della temperatura dell'acqua di raffreddamento

L'aumento di temperatura ottimale deve essere determinato per ciascun scambiatore dopo aver
considerato i seguenti fattori: livello di temperatura, duty, temperatura massima di uscita dell'ac-
qua, velocità minima e massima dell'acqua e materiali di costruzione. Quando si valuta l'aumento
della temperatura di raffreddamento bisogna considerare l'operatività del sistema di pompaggio,
del circuito di distribuzione e della torre di raffreddamento insieme con i costi degli scambiatori.
Negli scambiatori si raccomanda il passaggio dell'acqua di raffreddamento lato tubi.
Per maggiori dettagli vedi il criterio di progettazione sugli scambiatori di calore
PRG.PR.HEB.0001.

2.3.1.2. Temperatura di progetto aria di raffreddamento

Per la temperatura di progetto dell'aria ambiente per i refrigeranti ad aria vedi il criterio di
progettazione sugli scambiatori di calore PRG.PR.HEB.0001.

2.3.1.3. Temperatura di progetto a bulbo umido e temperatura di avvicinamento per la torre di raffred-
damento

La temperatura di progetto a bulbo umido è generalmente definita come quella che non è
superata per più del 5% del tempo durante i quattro mesi più caldi dell'anno.
Molti studi hanno dimostrato che, normalmente, la temperatura di avvicinamento più economica
per le torri a tiraggio meccanico è di 4°C. Comunque, per ciascuna località deve essere valutata
la temperatura di avvicinamento più economica.
I dati considerati devono basarsi almeno su un periodo minimo di dieci anni consecutivi.

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2.3.2. Circuito di distribuzione

Il dimensionamento del circuito di distribuzione dell’acqua di raffreddamento deve essere


accuratamente pianificato in modo da assicurarsi che le perdite di carico attraverso il sistema
siano tali da alimentare ciascun scambiatore con la portata dovuta.
Normalmente la pressione relativa di mandata delle pompe dell'acqua di raffreddamento è
dell'ordine di 450 kPa. Questa pressione è abitualmente adeguata per distribuire e recuperare
l'acqua di raffreddamento con una perdita di carico di 150÷200 kPa per ciascun scambiatore.
Quando il circuito di distribuzione è costituito da linee lunghe e di grande diametro dove la
portata può variare rapidamente, è raccomandabile eseguire uno studio sull'andamento delle
pressioni durante i transitori. Questa analisi deve assicurare che il sistema non sia soggetto ad
elevate variazioni di pressione causate da colpi d'ariete.
La Tab. 2.3.2.a. fornisce la velocità e le perdite di carico per dimensionare in prima approssima-
zione i circuiti di raffreddamento.

7DED&DPSRGLDSSOLFD]LRQHGHOOHYHORFLWjHGHOOHSHUGLWHGLFDULFR

6LVWHPD,QWHUQD]LRQDOH
∅1RPLQDOHWXER 3HUGLWDGLFDULFR 9HORFLWjPD[
LQ N3DP PV
Aspiraz. pompa Mandata pompa Aspiraz. pompa Mandata pompa
2÷6 0,023 ÷ 0,034 0,023 ÷ 0,34 0,3 ÷ 0,6 0,9 ÷ 1,8
8 ÷ 16 0,023 ÷ 0,034 0,34 0,6 ÷ 0,9 2,1 ÷ 3,0
16 e oltre 0,023 ÷ 0,034 0,34 ÷ 0,68 0,9 ÷ 1,8 3,0 ÷ 3,7
6LVWHPD,QJOHVH
∅1RPLQDOHWXER 3HUGLWDGLFDULFR 9HORFLWjPD[
LQ SVLIW IWV
Aspiraz. pompa Mandata pompa Aspiraz. pompa Mandata pompa
2÷6 0,1 ÷ 0,15 1,0 ÷ 1,5 1÷2 3÷6
8 ÷ 16 0,1 ÷ 0,15 1,5 2÷3 7 ÷ 10
16 e oltre 0,1 ÷ 0,15 1,5 ÷ 3,0 3÷6 10 ÷ 12

Le considerazioni su come avviare il sistema di raffreddamento sono molto importanti per la


progettazione del circuito di distribuzione.
Bisogna prevedere un certo numero di connessioni tra le linee di mandata e di ritorno dell'acqua
di raffreddamento ai limiti di batteria delle unità di processo per poter operare il sistema anche in
caso di esclusione di qualche unità. Inoltre la scelta accurata delle dimensioni e del numero delle
pompe permette un avviamento facilitato del sistema.
In climi freddi con possibilità di formazione di ghiaccio bisogna mantenere l'acqua in circolazione
e gli scambiatori intercettati, drenati, con by-pass aperto per mantenere un flusso d'acqua nelle
linee.
Inoltre sul sistema di raffreddamento si deve prevedere la strumentazione sufficiente per potere
effettuare le prove di accettazione:
• portata dell'acqua in circolazione nella torre
• portata dell'acqua di reintegro

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Foglio 15 (27)

• portata dell’acqua di scarico


• temperatura dell’acqua fredda sulla mandata pompe
• temperatura dell’acqua calda di ritorno prima della torre
• temperatura dell’acqua di reintegro
• temperatura dell’acqua di scarico
• potenza dei ventilatori
• pressione nel collettore di distribuzione acqua in torre.

2.3.3. Pompe di circolazione

Il tipo, il numero e la capacità delle pompe devono essere scelti considerando i problemi di
avviamento, di fermata e di operabilità del sistema. Come minimo è preferibile scegliere tre
pompe della capacità pari al 50% della portata totale di circolazione, di cui due azionate da mo-
tori elettrici ed una azionata da turbina a contropressione, (esigenze di bilancio vapore del
complesso possono suggerire l'installazione di più turbine a vapore).
Normalmente vengono impiegate pompe orizzontali installate sotto il livello del liquido, ma non
sono da escludere pompe verticali se un'analisi economica le giustifica.
La Fig. 2.3.3.a. rappresenta una tipica installazione di pompe orizzontali. Si raccomanda di
installare un rompivortice sulla curva di aspirazione e dei giunti di dilatazione in gomma sulle
linee di aspirazione e di mandata.

Torre
di Filtro doppio Giunto di
raffreddamento rimovibile Passerella dilatazione
Muro posteriore
Bacino Pozzetto del pozzetto

PI

5D min.
Pompa di
circolazione
Campana di
Bacino Pozzetto D aspirazione

)LJD,QVWDOOD]LRQHWLSLFDGHOOHSRPSHGLUDIIUHGGDPHQWRRUL]]RQWDOL

Per ottenere un buon funzionamento delle pompe bisogna porre particolare attenzione al
dimensionamento del pozzetto di aspirazione, in modo da evitare vortici indotti ed infiltrazioni di
aria che causerebbero problemi di cavitazione con conseguenti danneggiamenti.
La Fig. 2.3.3.b. rappresenta un tipico pozzetto di aspirazione pompe.
Il disegno finale del pozzetto di aspirazione così come la disposizione delle linee di aspirazione e
di mandata deve essere approvato dal fornitore delle pompe.
I seguenti parametri di progettazione sono basati sulle raccomandazioni contenute nel Hydraulic
Institute Standards, ai quali rimandiamo per un maggior dettaglio.

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Foglio 16 (27)

• L’acqua deve entrare nel pozzetto ad una velocità non superiore a 0,3 m/s alla capacità
massima di progetto e deve incontrare variazioni brusche di sezione ad una distanza dal
bordo della campana di aspirazione superiore ad almeno cinque diametri della stessa
campana.
• Il diametro della campana di aspirazione è dimensionato per una velocità di 1,2 m/s alla
portata di progetto.
• La distanza tra la campana di aspirazione ed il fondo del pozzetto è generalmente pari a
metà del diametro campana.
• La distanza del centro della campana di ingresso dai muri laterali o di divisione non deve
essere inferiore a una volta e mezzo il diametro della campana.
• La distanza del bordo della campana dal muro posteriore del pozzetto non deve essere
superiore a mezzo diametro della stessa campana. Se per ragioni di lay-out si supera tale
distanza deve essere costruito un apposito muro per la campana. Il muro posteriore è quello
in direzione opposta all'ingresso nel pozzetto.

)LJE7LSLFRSR]]HWWRSRPSH

• La distanza dei centri delle campane di aspirazione di più pompe, senza muri di divisione,
non deve essere inferiore a tre diametri campana.

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Foglio 17 (27)

• I muri di divisione tra le pompe non offrono significativi vantaggi operativi, tuttavia se sono
indicati per ragioni strutturali si deve prevedere dietro il muro uno spazio che va dal fondo
almeno fino al minimo livello, e fino a questo livello il muro non può essere più lungo di un
diametro campana.
• La sommergenza richiesta della campana di aspirazione dipende dal progetto della pompa e
dal costruttore selezionato. Generalmente varia da 2,5 diametri campana per pompe grosse
(70 000 m3/h) fino a 4 diametri campana per piccole pompe (1 300 m3/h).

2.3.4. Torri di raffreddamento

2.3.4.1. Condizioni di progetto

Le condizioni di progetto di una torre di raffreddamento includono la temperatura dell'acqua,


dell'aria, di avvicinamento, di bulbo umido, il ∆t di raffreddamento e la potenza dei ventilatori.
La temperatura massima dell'acqua calda di ritorno in torre è di 49°C (120°F).
Le reali necessità di acqua vanno aumentate del 10%.
Prima di scegliere una temperatura a bulbo umido di progetto realistica, bisogna valutare
attentamente eventuali interferenze e ricircolazioni.

2.3.4.2. Interferenza delle torri

Per minimizzare le interferenze bisogna fare attenzione a non localizzare le torri di raffredda-
mento vicino ai punti di scarico di aria o gas caldi.
Quando due o più torri sono localizzate nella stessa area devono essere disposte in modo da
minimizzare le interferenze tra di loro causate dal vento prevalente, soprattutto durante i mesi
estivi nelle ore in cui si hanno le temperature a bulbo umido più alte. Come criterio generale, le
interferenze sono ridotte al minimo se la distanza tra di loro è maggiore della loro lunghezza
media, indipendentemente dalla loro orientazione. Il costruttore della torre deve essere
consultato prima della finalizzazione delle distanze e della orientazione, dato che possono
influenzare il progetto.

2.3.4.3. Ricircolazione

Le ricircolazioni massime, così come le temperature a bulbo umido massime, si verificano solo in
un limitato periodo di tempo e non giustificano il progetto delle torri per tali condizioni onerose.
Una giusta orientazione della torre rispetto al vento prevalente riduce al minimo l'incidenza della
ricircolazione massima. Studi del CTI hanno rivelato che si ha minor ricircolazione con torri corte
quando la direzione del vento è parallela all'asse longitudinale e con torri lunghe quando il vento
è normale all'asse longitudinale.
Si applicano le seguenti raccomandazioni:
• Torri inferiori a 75 m di lunghezza devono essere disposte parallelamente alla direzione
prevalente estiva del vento.
• Torri oltre i 75 m di lunghezza devono essere disposte perpendicolari alla direzione preva-
lente estiva del vento.

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Foglio 18 (27)

)LJD7ROOHUDQ]HGLULFLUFROD]LRQHUDFFRPDQGDWH

7DED)DWWRULGLFRUUH]LRQHGHOOHWROOHUDQ]H
$YYLFLQDPHQWRDOOD
&DPSRGLYDULD]LRQH

7DEXOERXPLGR
ƒ&          

ƒ& ƒ) ƒ)          

2,8 5 0,29 0,47 0,64 0,80 0,97 1,14 1,30 1,47 1,63 1,80
3,3 6 0,31 0,49 0,68 0,85 1,03 1,20 1,37 1,56 1,73 1,91
3,9 7 0,33 0,51 0,71 0,89 1,08 1,25 1,44 1,63 1,83 2,01
4,4 8 0,35 0,53 0,74 0,93 1,12 1,30 1,50 1,70 1,91 2,10
5 9 0,37 0,55 0,76 0,97 1,16 1,35 1,56 1,77 1,97 2,18
5,6 10 0,39 0,57 0,78 1,00 1,20 1,40 1,62 1,83 2,04 2,25
6,1 11 0,41 0,59 0,81 1,04 1,24 1,45 1,66 1,88 2,09 2,31
6,7 12 0,43 0,61 0,84 1,07 1,27 1,49 1,70 1,92 2,13 2,36
7,2 13 0,45 0,63 0,86 1,10 1,30 1,52 1,74 1,96 2,17 2,40
7,8 14 0,46 0,65 0,88 1,13 1,33 1,55 1,77 1,99 2,21 2,44
8,3 15 0,47 0,67 0,90 1,15 1,36 1,57 1,80 2,02 2,25 2,47
8,9 16 0,49 0,69 0,93 1,18 1,39 1,61 1,83 2,06 2,29 2,52
9,4 17 0,51 0,70 0,95 1,20 1,42 1,64 1,86 2,10 2,33 2,57
10 18 0,52 0,72 0,97 1,22 1,44 1,66 1,89 2,13 2,37 2,61
10,6 19 0,53 0,74 0,99 1,24 1,46 1,68 1,92 2,16 2,40 2,64
11,1 20 0,54 0,75 1,00 1,26 1,48 1,70 1,95 2,19 2,43 2,67
11,7 21 0,55 0,77 1,02 1,28 1,50 1,73 1,98 2,22 2,46 2,70
12,2 22 0,56 0,79 1,04 1,30 1,52 1,76 2,00 2,25 2,49 2,73
12,8 23 0,57 0,80 1,05 1,31 1,54 1,78 2,02 2,27 2,52 2,76
13,3 24 0,58 0,81 1,06 1,32 1,56 1,80 2,04 2,29 2,54 2,79
13,9 25 0,58 0,82 1,07 1,33 1,57 1,82 2,06 2,31 2,56 2,81

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Foglio 19 (27)

Il CTI ha anche sviluppato delle curve rappresentate in Fig. 2.3.4.a. illustranti la media delle
massime tolleranze di ricircolazione e la tolleranza raccomandata in funzione della portata di raf-
freddamento di progetto, per un ∆t di raffreddamento di 11,1°C (20°F) e su una temperatura di
avvicinamento (approach temperature) di 5,5°C (10°F). Tolleranze di ricircolazione basate su
altre condizioni di progetto sono ottenute moltiplicando la tolleranza ricavata dalle curve per il
fattore di correzione ricavato dalla Tab. 2.3.4.a.

2.3.4.4. Temperatura a bulbo umido di ingresso

La temperatura di progetto a bulbo umido di ingresso è ottenuta sommando la tolleranza


raccomandata di ricircolazione della Fig. 2.3.4.a. alla temperatura a bulbo umido come definita al
punto 2.3.1.3.
Facciamo notare che la Fig. 2.3.4.a. si riferisce solo a torri a tiraggio meccanico indotto, per le
torri a tiraggio forzato tali valori devono essere maggiorati di 2÷3 volte.

2.3.4.5. Acque di reintegro

Come l'acqua di circolazione viene distribuita nella torre di raffreddamento avvengono delle
perdite che devono essere reintegrate con una sorgente di acqua esterna al sistema. Le perdite
sono dovute ad evaporazione, trascinamento e spurgo.
• Evaporazione
Approssimativamente uguale all'1% della portata di circolazione ogni 5,5°C (10°F) di raf-
freddamento.
• Trascinamento
Approssimativamente uguale allo 0,1% della portata di circolazione. Questa perdita per tra-
scinamento è normalmente garantita da costruttori referenziati.
• Spurgo
Lo spurgo dipende dalla portata di circolazione, dal campo di raffreddamento e dai cicli di
concentrazione.

2.3.4.6. Cicli di concentrazione

La determinazione del giusto numero di cicli di concentrazione necessario per un buon funzio-
namento dipende da una accurata analisi di un certo numero di fattori: progetto del sistema tota-
le di raffreddamento, temperatura massima di pelle, analisi e disponibilità dell'acqua di reintegro,
contaminazione biologica, tempo di ritenzione e limitazioni sugli scarichi.
Per mantenere i cicli a livelli possibili sono importanti sia i solidi sospesi sia i solidi disciolti.
L'acqua di reintegro per la maggior parte delle torri di raffreddamento consente di raggiungere
una media da quattro a sei cicli di concentrazione in modo da evitare la precipitazione dei solidi
sospesi e disciolti nel sistema. Fare operare una torre di raffreddamento evaporativa ad una
concentrazione più elevata offre degli indubbi benefici in risparmio di acqua e riduzione dello
spurgo e del trattamento scarichi. In molti casi l'aumento dei cicli di concentrazione richiede
alcuni trattamenti supplementari come la filtrazione o il pretrattamento dell'acqua di reintegro. La
validità di tale scelta dovrà essere giustificato da un bilancio economico tra lo spurgo e l'impianto
di trattamento in modo da ottenere il costo totale più basso.
La Fig. 2.3.4.b. rappresenta la correlazione tra la portata dell'acqua di reintegro ed i cicli di
concentrazione.

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Foglio 20 (27)

)LJE$FTXDGLUHLQWHJURLQIXQ]LRQHGHLFLFOLGLFRQFHQWUD]LRQH

Riportiamo di seguito un esempio semplificato di determinazione del numero di cicli possibili di


concentrazione:

E
Raffreddamento
impianto

Torre di
raffreddamento B
M
Bacino
Pompe

)LJF6FKHPDVHPSOLILFDWRGLWRUUHHYDSRUDWLYD

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Foglio 21 (27)

a) Calcolo acqua di reintegro (vedi Fig. 2.3.4.c)


M = E+D+B
M = quantità acqua di reintegro, % della portata di circolazione
E = quantità acqua evaporata, % della portata di circolazione
D = quantità acqua di trascinamento, % della portata di circolazione
B = quantità acqua di spurgo, % della portata di circolazione

b) Criteri per stabilire i cicli possibili di concentrazione, C


• basato sulla silice
SiO 2 max
CS =
SiO 2 M

dove:
CS = cicli basati sul contenuto di silice
SiO2 M = contenuto di SiO2 nell'acqua di reintegro (ppm)
SiO2 max = contenuto di SiO2 massimo permesso (150 ppm).

• basato sulla durezza calcica


CaH max.
CH =
CaH M

dove:
CH = cicli basati sulla durezza calcica
CaH M = contenuto di Ca nell’acqua di reintegro come ppm di CaCO3
CaH max. = contenuto di Ca massimo permesso (1 000 ppm) come CaCO3

c) Esempio di calcolo
• Dati:
⋅ portata di circolazione 7 267 m3/h (32 000 US gpm)
⋅ diminuzione di temperatura ∆t 11°C (20°F)
⋅ trascinamento 0,1%
⋅ analisi acqua di reintegro:
- alcalinità 35 ppm come CaCO 3
- solfati 88 ppm come SO4
- silice 8 ppm come SiO2
- durezza 250 ppm come CaCO3
- durezza calcica 200 ppm come CaCO3

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Foglio 22 (27)

• Cicli di concentrazione
150
CS = = 18, 7
8
1000
CH = = 5, 0
200
• Cicli di concentrazione teorici (0% spurgo)
Cicli reali:
E+D +B M
C= =
D +B D +B
ma quando B = 0% si ha:
Cicli teorici:
E+D
CT =
D
dove:
∆t 20
E= = = 2, 0%
10 10
D = 0,1%
2, 0 + 0,1
CT = = 21
0,1
Tuttavia i cicli reali sono limitati dalla durezza calcica nell’acqua di reintegro a 5 cicli.
Cicli possibili
Cp = 5
• Spurgo, B% (basato sulla limitazione delle durezza calcica) a 5 cicli di concentrazione
∆t
B= −D
b g
10 Cp − 1

20
B= − 0,1 = 0, 4%
b g
10 5 − 1

• Acqua di reintegro
M = E+B+D
M = 2,0+0,4+0,1 = 2,5% della portata di circolazione
M = 7 267 m3/h ⋅ 0,025 = 181 m3/h
M = 32 000 gpm ⋅ 0,025 = 800 gpm
La Fig. 2.3.4.b. può essere utilizzata per calcolare direttamente la portata dell'acqua di
reintegro.

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Foglio 23 (27)

2.3.4.7. Bacino delle torri

La funzione primaria del bacino delle torri è quella di raccogliere l'acqua che cade attraverso il
riempimento ed, inoltre, provvedere una riserva di acqua nel caso di interruzione del reintegro.
Gli aspetti più importanti nel progetto di un bacino sono i seguenti:

• &DSDFLWj
Le principali considerazioni riguardanti la capacità richiesta del bacino sono:
⋅ Una sufficiente capacità di stoccaggio in grado di riempire il sistema di distribuzione
all'avviamento consentendo, nel contempo, un buon funzionamento delle pompe di cir-
colazione con un livello di acqua superiore al minimo.
⋅ Una adeguata capacità di riserva nel caso di interruzione dell'alimentazione dell'acqua
di reintegro.
⋅ Una sufficiente riserva di acqua in grado di compensare l'innalzamento della temperatu-
ra a bulbo umido oltre il valore di progetto durante i mesi estivi.
Per un dimensionamento preliminare del bacino si può considerare una capacità nominale di
stoccaggio pari a 10 minuti della portata di circolazione di progetto. Questa capacità deve
essere verificata con le osservazioni sopra riportate per poter giungere al progetto finale. Nel
caso di grosse torri di raffreddamento risulta particolarmente importante poter ridurre la
capacità di stoccaggio sotto i 10 minuti.
Dal punto di vista funzionale è sufficiente una profondità del bacino di 2 m (6 ft). Comunque,
deve essere verificata la capacità di stoccaggio, la struttura della torre e l'accessibilità per la
pulizia. Bacini più profondi probabilmente richiedono rinforzi addizionali sui supporti della
torre.

• 3XOL]LD
Bisogna fare in modo che i materiali estranei presenti nell'acqua possano sedimentare ed
essere rimossi per prevenire lo sporcamento degli scambiatori di calore. Bacini profondi
permettono velocità più basse facilitando così la sedimentazione dei materiali che vengono
rimossi durante i periodi di fermata. Per torri in marcia continua bisogna prevedere dei muri
divisori nel bacino per permettere la pulizia parziale della torre.
I bacini di grandi dimensioni ed i pozzetti delle pompe devono essere muniti di dreni per la
pulizia. I dreni devono essere dimensionati in modo da svuotare il bacino in meno di 18 ore
ed il bacino deve avere una pendenza dell'1% verso i dreni sistemati in modo da proteggere
l'aspirazione delle pompe. Dove non sono previsti i dreni, il bacino deve avere una pendenza
verso il pozzetto di pulizia. Sulle torri di grandi dimensioni bisogna prevedere più dreni o
pozzetti in modo da minimizzare la profondità di scavo. Si deve, inoltre, prevedere come
svuotare e pulire i pozzetti.

• 7URSSRSLHQR
Una apertura o un tubo di troppo pieno deve essere previsto collegato al sistema di dre-
naggio, a meno che le leggi ambientali prevedano diversamente.

• )LOWULGLSXOL]LD
I filtri devono essere facilmente accessibili, rimovibili e installati verticalmente all'ingresso del
pozzetto pompe.
Devono essere previsti filtri doppi in modo che si possa pulire un filtro mentre l'altro è in
servizio. I filtri devono avere una maglia di circa 2 mm. I materiali in contatto con l'acqua

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Foglio 24 (27)

devono essere fabbricati in acciaio inossidabile, in alternativa in funzione del servizio


richiesto si possono considerare materiali come teflon e polietilene.

2.3.4.8. Protezione antigelo

Le torri che operano in climi freddi richiedono particolari accorgimenti per prevenire i danni
causati dalla formazione di ghiaccio. Normalmente tutte le torri a tiraggio meccanico che operano
in climi freddi dovrebbero avere i motori elettrici dei ventilatori a due velocità, temporizzatori ed
invertitori di giri. Questi apparecchi non solo forniscono un semplice mezzo per il controllo della
formazione del ghiaccio, ma anche riducono l'assorbimento di potenza.
Il funzionamento inverso dei ventilatori è impiegato solo per eliminare il ghiaccio, non per
prevenire la sua formazione. Come soluzione estrema, dove è disponibile del vapore, si può in-
stallare nel bacino sotto il livello dell'acqua un distributore di vapore a bassa pressione; in ogni
caso questo sistema deve essere studiato accuratamente. L'installazione di un by-pass sulla
torre permette di aumentare la portata e migliorare la distribuzione ritardando la formazione di
ghiaccio.

2.3.5. Trattamento e condizionamento dell'acqua

Il trattamento dell'acqua di reintegro e di circolazione delle torri di raffreddamento è richiesto per


minimizzare il deterioramento e la manutenzione delle apparecchiature.
Generalmente i problemi relativi all'acqua ricadono nelle seguenti categorie:

2.3.5.1. Incrostazioni

Le incrostazioni si possono evitare controllando il fattore di concentrazione dell'acqua di cir-


colazione mediante lo spurgo o riducendo l'alcalinità dell'acqua di reintegro o dosando acido
nell'acqua di circolazione per controllare il pH. Un bilancio economico tra lo spurgo e il pre-
trattamento consente di stabilire il miglior approccio al sistema. Un'acqua alcalina oltre a causare
incrostazioni può causare la delignificazione del riempimento della torre. Un pH di 7,0÷7,5
dell'acqua di circolazione è il più favorevole per il legno della torre.

2.3.5.2. Corrosione

Il controllo della corrosione è generalmente effettuato mediante iniezione di inibitori di corrosione.

2.3.5.3. Crescita biologica

E' importante ridurre lo sviluppo di alghe e batteri perché essi riducono lo scambio termico,
innescano fenomeni locali di corrosione e favoriscono la rapida crescita di depositi (sedimenti,
prodotti di corrosione, incrostazioni).
Per il controllo microbiologico sono disponibili molti prodotti chimici, ma il cloro è il prodotto più
universalmente impiegato anche se un eccessivo dosaggio causa la degradazione del materiale
ligneo.

2.3.5.4. Sporcamenti

Additivi chimici hanno la funzione di mantenere in soluzione i depositi sotto forma di complessi
stabili per mezzo di chelanti e sequestranti.

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Foglio 25 (27)

Il condizionamento chimico è soggetto alle usanze e leggi locali a protezione dell'ambiente.


Sistemi automatici di controllo sono raccomandati per il controllo del pH, dello spurgo e del do-
saggio dei chimici.
L'installazione di un filtro su parte dell'acqua di ricircolo presenta molti vantaggi:
• ridotta manutenzione dovuta a meno frequenti pulizie degli scambiatori;
• maggior tempo di funzionamento tra due pulizie successive;
• riduzione dei dosaggi chimici;
• riduzione dei solidi sospesi in circolazione.
Solo una piccola percentuale dell'acqua totale in circolazione, usualmente dall'1% al 5%, è
deviata attraverso il filtro. Spesso un 2% della portata è scelto per dimensionare il filtro, ma la
percentuale dovrebbe essere definita più precisamente in funzione della riduzione dei solidi so-
spesi che si vuole ottenere.

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Foglio 26 (27)

 *8,'$$//$&203,/$=,21('(,)2*/,'$7,

 *HQHUDOLWj

Per la trasmissione dei dati per la progettazione di dettaglio di una torre di raffreddamento esiste
un modulo specifico.
• Foglio dati per torre di raffreddamento (DAT.TU.TOR.0029)
L'unità di processo competente, basandosi sui criteri esposti in questo documento, farà una
scelta preliminare che sarà discussa con lo specialista dell'unità tecnica, avvalendosi anche di
informazioni preliminari dei fornitori.
Una volta scelta la tipologia e le caratteristiche fondamentali, il progettista di processo deve
trasferire le informazioni sui fogli dati sopra citati.
Nel capitolo seguente è data una guida per la compilazione del foglio dati relativo alle torri di
raffreddamento.

 )RJOLRGDWLSHUWRUULGLUDIIUHGGDPHQWR
'$778725

3.2.1. Dati Generali

• 6LJOD
Riferirsi al sistema di identificazione degli item a progetto.
• 6HUYL]LR
Descrizione sintetica del servizio a cui la torre è destinata.
• 7LSRGLWRUUH
Indicare se è a controcorrente o a flusso incrociato.
Se non definita a progetto, tale scelta viene fatta con l'unità tecnica competente e con-
fermata dal costruttore.
• 7LSRGLWLUDJJLR
Indicare se indotto o naturale.
Se non definita a progetto, tale scelta viene fatta con l'unità tecnica competente e con-
fermata dal costruttore.
• 1XPHURGLWRUUL
Indicare il numero di torri richiesto.

3.2.2. Caratteristiche di progetto

• &DORUHGDVFDPELDUH
Indicare la quantità di calore di progetto che la torre deve scambiare con l'ambiente. Tale
valore, se non specificato a progetto, è quello calcolato considerando la portata dell'acqua di
circolazione di progetto.
• 3RUWDWDDFTXDGLFLUFROD]LRQH
Indicare la portata di acqua di circolazione di progetto della torre. Tale valore, se non diver-
samente specificato a progetto, è quello calcolato maggiorato del 10% (vedi par. 2.3.4.).
• 7HPSHUDWXUDDFTXDLQHQWUDWD
Indicare la temperatura dell'acqua calda in ingresso alla torre.

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 PRG.PR.SIS.0004

Rev. 0 Ott. 1995

Foglio 27 (27)

• 7HPSHUDWXUDDFTXDLQXVFLWD
Indicare la temperatura dell’acqua fredda in uscita dalla torre.
• 7HPSHUDWXUDGLEXOERXPLGR
Indicare la temperatura a bulbo umido, ottenuta sommando la tolleranza raccomandata di
ricircolazione della Fig. 2.3.4.a. e Tab. 2.3.4.a. alla temperatura a bulbo umido come definita
al punto 2.3.1.3.
• 3UHYDOHQ]DUHVLGXDDFTXDGLFLUFROD]LRQH
Indicare l’altezza statica dovuta alla differenza di livello tra il punto di ingresso ed il punto di
uscita dell’acqua in torre, utilizzata per il calcolo della prevalenza della pompa.
• 3HUGLWDDFTXDSHUWUDVFLQDPHQWR
Indicare il valore stimato della perdita di acqua per trascinamento. Normalmente questo
valore è lo 0,1% della portata di circolazione e deve essere garantito dal costruttore della
torre.
• 3HUGLWDDFTXDSHUHYDSRUD]LRQH
Indicare il valore stimato della perdita di acqua per evaporazione. Approssimativamente tale
valore è uguale all'1% della portata di circolazione ogni 5,5°C di raffreddamento.
• 1XPHURGLFHOOH
La definizione del numero di celle è un fattore economicamente molto importante. In quanto,
se non è prevista una riserva, aumentando il numero di celle aumenta l'affidalilità del servi-
zio; mentre, se è richiesta una riserva, questo numero definisce anche la capacità di riserva.
Infatti con 3 celle di cui una di riserva si ha una riserva del 50%, mentre con 5 celle con una
di riserva si ha una riserva del 25%.

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