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Cosa significa a km 0?

Scopriamo cosa sono i prodotti


a chilometro 0 e quali sono i vantaggi.

Sono migliori per la tua salute, hanno un sapore più buono, rispettano l’ambiente e ti
permettono di risparmiare. I vantaggi dei prodotti a chilometro zero superano di gran
lunga gli svantaggi. Ecco tutte le ragioni per comprare alimenti di stagione e legati al
territorio in cui vivi.

Sai quanti chilometri ha percorso il cibo che hai cucinato per cena? In media, 1.900. Significa che nel
tragitto dal produttore alla tua tavola, ha potuto inquinare più o meno quanto un'automobile che
viaggia da Parigi a Reggio Calabria. Tutti i giorni. E senza contare quanta plastica viene utilizzata per
gli imballaggi.
Il modo in cui viene prodotto il cibo è uno dei fattori che contribuisce maggiormente al cambiamento
climatico. Il che significa che anche tu puoi fare molto per questo pianeta. Come? Scegliendo alimenti
che di chilometri non ne percorrono nemmeno uno. "Chilometro zero" è un'espressione che ha preso
piede già dal 2004, ma che si usa, e soprattutto si pratica, ancora troppo poco. Una spesa che rispetta
l'ambiente richiede forse un po' più di tempo, ma ha benefici diretti sulla tua salute, è più buona e ti fa
risparmiare!

Il significato di Km 0

Un concetto simile, due modi per esprimerlo. Chilometro zero significa che la distanza fra produttore
e consumatore è ridotta ai minimi termini. Gli alimenti che compri provengono da aziende agricole
della zona che propongono solo cibi biologici. Questo significa che se abiti in Val d'Aosta, non potrai
mangiare arance tutti i giorni e che non troverai il radicchio trevigiano nel mercato dietro casa, a
Firenze. Naturalmente, i primissimi prodotti che vengono esclusi sono quelli che non possono
nemmeno essere coltivati, o allevati, in Italia.
Filiera corta invece è una cultura del consumo che si contrappone alla filiera lunga della grande
distribuzione. Eliminati quindi tutti i passaggi intermedi che separano l'agricoltore da chi acquista e
porta in tavola. Non esistono più imballaggi, confezioni di plastica e camion con celle frigorifere enormi
che percorrono lunghe distanze.
La prima regione italiana a far suo questo buon proposito è stato il Veneto, nel 2008. Con una legge
regionale, la giunta, assieme a Coldiretti, ha dato il via alla campagna "chilometri zero" per incentivare
mense, ristoranti e grande distribuzione a proporre ai consumatori prodotti del territorio e di stagione.
Una cultura del chilometro zero si è poi diffusa piano piano in tutta la penisola. Ad esempio, è probabile
che anche nella piazza del tuo paese ci sia un distributore automatico di latte, o che nella tua città
si organizzino periodicamente mercati dove i contadini della zona possono esporre i loro prodotti. Di
solito in questo circuito rientrano soprattutto frutta, verdura, cereali e carne, oppure prodotti finiti
come formaggi e vino. Ma con il passare del tempo il termine si è ampliato e ora puoi anche pensare di
fare, per esempio, una vacanza a chilometro zero.

I vantaggi del Km 0

Il primo vantaggio di una spesa a chilometro zero è per la tua salute: sai da chi stai acquistando le mele
e sai come le ha coltivate. Puoi quindi essere sicuro di mangiare prodotti che non sono stati nutriti
da concimi chimici o protetti da pesticidi aggressivi. In più, sono freschi, appena raccolti. Niente
maturazioni in celle frigorifere e nessun bisogno di conservanti.
E così si arriva al secondo vantaggio, che è chiaramente il gusto. Sono l'aria aperta e i raggi del sole a
stimolare quelle sostanze che rendono il sapore di una zucchina diverso da quello di una melanzana e
sono i principi nutritivi del terreno che rendono buono un rapanello o una patata.
Ma soprattutto l'eliminazione di tutti i passaggi intermedi fa sì che tu non ne debba più sostenere il
costo. Significa quindi che, il più delle volte, comprando a chilometro zero risparmierai anche fino al
30%. E naturalmente, il vantaggio maggiore lo regali all'ambiente.

Come acquistare a Km 0

In generale, puoi affidarti ai mercati di quartiere dove i contadini e gli allevatori della zona vendono
i propri prodotti. Oppure puoi scegliere di dedicare un weekend a fare un giretto in campagna e scovare
chi ha aperto un punto vendita direttamente nella propria azienda agricola. In questo modo potrai
anche chiedere come lavorano ed essere sicuro che si tratti di produzione biologica.
A volte, poi, anche i supermercati dedicano una sezione agli alimenti di quella regione. Ma
un'opzione più rapida è sicuramente internet, dove puoi trovare anche siti e applicazioni che
mettono in relazione contadini e consumatori e consentono la consegna a domicilio della spesa che hai
ordinato.
Chilometro zero non significa che tu debba dimenticarti per sempre di qualsiasi prodotto che non venga
coltivato dietro casa tua, ma che decidi di basare le tue abitudini alimentari soprattutto sugli
alimenti del tuo territorio e che consideri tutto il resto come un'eccezione da non consumare tutti i
giorni.