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Urbino
VENERDÌ 18 MARZO 2011 ••

LA CERIMONIA AL COLLEGIO RAFFAELLO


Col 150˚ rispunta
la loggia urbinate In mostra cimeli
«Victor Hugo» del Risorgimento
ERA dal 1924, ovvero da
quando il regime fascista fece
distruggere le logge massoniche
d’Italia, che ad Urbino non si
vedeva una manifestazione
pubblica del Grande Oriente
d’Italia, la massima comunio-
ne massonica del Paese. Quasi
90 anni fa, la loggia d’Urbino
— che contava i personaggi
più in vista della città — ven-
ne devastata: i mobili bruciati, INAUGURATA ieri, alla presenza del
la biblioteca distrutta e gli ade- sindaco Franco Corbucci e degli assessori
renti furono perseguitati. La Lucia Pretelli e Maria Clara Muci la mostra
loggia «Victor Hugo 1893» nu- «Urbino e l’unità d’Italia», realizzata col
mero 1273 all’Oriente di Urbi- patrocinio del Comune e del Legato Albani.
no è però risorta anni fa, tanto L’allestimento è curato dall’urbinate Rodolfo
da riempire nella mappa mas- Fraternale. Esposti documenti e materiale
sonica mondiale un «tassello» originali che risalgono al periodo 1860-1861.
che era rimasto vuoto (nel sito CORONA Sopra, Francesco Dallago, Almerindo Duranti, Francesco Tenella e Paolo Curina
www.grandeoriente.it è possibi-
le vederla nell’elenco ufficiale
delle logge d’Italia).
IERI il maestro venerabile del-
la «Victor Hugo», Almerindo
Duranti, ha deposto una coro-
L’indipendenza nel sangue urbinate
na davanti alla porta di Santa
Lucia, sotto la lapide che ricor-
da l’ingresso dei Finanzieri nel
Francesco Tenella ricorda il ruolo di protagonisti... dimenticati
1860 (riprodotta nella foto in TRA LE CENTINAIA di bandie- tessa, aveva sposato un Nardini.
alto). In una lettera mandata D’altra parte oggi festeggiamo an-
giorni fa al sindaco, la masso- re che festeggiano i 150 anni
neria ha ricordato che la dell’unità d’Italia c’è n’è qualcuna che un altro patriota, il professor
«“Victor Hugo 1893” fu fon- gravida di storia. Francesco Tenel- Pompeo Natalucci, sposato pro-
la Sillani, che ieri abbiamo incon- prio con una delle figlie della con-
data in Urbino alla fine tessa. Egli si unì agli urbinati che si
dell’‘800 da numerosi fratelli. trato per le vie di Urbino, ci intro-
duce a palazzo Nardini - Giovanni- ribellarono al potere pontificio. Ol-
Nel periodo del suo massimo tretutto fu tra i promotori della fer-
fulgore superò il numero di 60 ni in corso Garibaldi, dove custodi-
sce ancora i tesori tricolore di fami- rovia che in meno di quattro ore
iscritti. Nella loggia vi erano portava da Urbino a Roma e diven-
rappresentati tutti i ceti sociali glia. Sfogliando i drappi come fos- ne anche presidente della Provin-
e fu senza ombra di dubbio sero pagine di un libro ce ne raccon- cia e direttore amministrativo
uno dei motori dello sviluppo ta le storie: «Queste bandiere erano dell’Università».
politico e culturale della nostra di mio zio. Quella con lo stemma
città e del Montefeltro». Tra i Per lei queste bandiere saran-
sabaudo e la corona è sicuramente no quindi molto di più che vec-
membri il professor ed onorevo- della marina, mentre quella piccola chie stoffe?
le Francesco Budassi (sindaco (al centro nella foto) è probabil- «Sicuramente, per me hanno un
d’Urbino), l’onorevole Angelo mente la più vecchia e risale agli an- grande valore affettivo».
Battelli di Macerata Feltria ni subito successivi all’unità d’Ita-
(che veniva alle riunioni in Ur- Un valore che però fa il paio
bino a cavallo, coperto dal ta- lia». con la storia di Urbino...
barro) e tanti altri, inclusi retto- La presenza dello stemma è «Infatti: non dimentichiamo che a
Sopra, Francesco Tenella con le bandiere. Sotto, Francesco Giovannini Valbona c’era un centro di recluta-
ri e figure di primo piano già di per sé un elemento im-
dell’Ateneo. Ma, in realtà la portante. Giovannini, che fu un grande pa- mento per garibaldini. Tant’è che
presenza della massoneria ad «Esattamente, oggi siamo ritornati triota e che, giovanissimo, ben pri- molti urbinati presero parte alla
Urbino risale alla seconda me- ma dell’arrivo in Italia di Napoleo- conquista di Roma e alla sconfitta
tà del Settecento. «La Masso- ne, fu il primo rappresentante del di Mentana. Soprattutto partecipa-
neria — scrive Duranti — per
RISORGIMENTO governo provvisorio di Urbino. In rono in massa alla terza guerra d’in-
sua antica tradizione è stata ed I destini delle famiglie urbinati seguito, dopo nemmeno un anno dipendenza che terminò con la glo-
è il centro d’incontro di uomini riosa battaglia di Bezzecca. Tra l’al-
si intrecciano con quelli passò a presiedere il Dipartimento tro un mio bisnonno era fra i Cac-
liberi, di diversa condizione so- dei protagonisti dell’Unità del Metauro, che comprendeva le ciatori del Tevere e in ogni ramo
ciale, culturale, religiosa. La due Provincie di Ancona e Pesaro- della mia famiglia ci fu qualcuno
nostra Istituzione attraverso la Urbino. Nel 1799 lasciò anche que- che partecipò come volontario alle
pratica quotidiana, predispone all’antico tricolore, sul modello sto incarico per difendere la repub- guerre di indipendenza».
all’ascolto del diverso, all’ele- francese, ma allora la bandiera ri- blica napoletana. Si salvò per mira-
vazione culturale, all’ afferma- portava lo stemma della casa Savo- colo mentre molti altri, da Mario
zione di principi di libertà e di NELLA CALMA di Palazzo Nar-
ia che fu protagonista di questa ar- Pagano ad Eleonora de Fonseca Pi- dini - Giovannini di testimonianze
pace (la Croce Rossa, la Socie- ditissima operazione». mentel, vennero impiccati in piaz- arrivò ad un piccolo stato unitario
tà delle Nazioni, l’ONU sono con capitale Bologna, fu eletto nel sul Risorgimento ce ne sono tante
Ci dica un po’ della sua fami- za del Mercato a Napoli». altre. Per oggi tuttavia Francesco
il frutto del diuturno lavoro dei glia... E nel Risorgimento? parlamento bolognese assieme a
nostri fratelli), la Massoneria Terenzio Mamiani. Dopodiché si Tenella Sillani ha finito. Ripiega la
«Viene dall’unione della famiglia «Lo ritroviamo anziano nel mezzo tela consumata delle sue bandiere.
ha dato il suo ampio contributo Giovannini di Urbino e dei Nardi- delle correnti carsiche dei patrioti ritirò a vita privata». «Su questa corda — dice prima di
di idee e sangue all’affermarsi ni di San Leo. I movimenti rivolu- che non avevano interrotto i colle- Come si intrecciano le due fa- salutarci — si sente ancora il pas-
di tanti Stati moderni». zionari riguardano però un perso- gamenti. Nel 1831 quando ci furo- miglie? saggio del sale marino».
naggio in particolare: Francesco no le rivolte della delegazione e si «La nipote di Francesco, una con- Emanuele Maffei