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10/6/2021 Che Guevara - Wikipedia

Che Guevara
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«Hasta la victoria siempre. Patria o muerte.» «Fino alla vittoria sempre. Patria o morte.[1]»

(Ernesto Che Guevara)

Ernesto Guevara, più noto come el Che (in spagnolo:


pronuncia /el 'ʧe/), Che Guevara o semplicemente Che
(Rosario, 14 giugno 1928[2] – La Higuera, 9 ottobre 1967), è stato
un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore, politico e medico
argentino.

Guevara fu membro del Movimento del 26 luglio e dopo il


successo della rivoluzione cubana assunse un ruolo nel nuovo
governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato
politico. Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la
rivoluzione socialista[4] in altri Paesi, prima nell'ex Congo belga
(ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L'8
ottobre 1967, a La Higuera (dipartimento di Santa Cruz), venne
ferito e catturato da un reparto antiguerriglia dell'esercito
boliviano assistito da forze speciali statunitensi costituite da
agenti speciali della CIA. Il giorno successivo venne giustiziato La foto di Korda, intitolata
sommariamente e mutilato delle mani nella scuola del villaggio. Il Guerrillero Heroico: la foto che ritrae
suo cadavere, dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande, Guevara è stata una delle fotografie
fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di più stampate del XX secolo; in tutto
antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo il mondo ci sono innumerevoli
boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si immagini del Che su riviste, libri,
trovano nel mausoleo di Santa Clara di Cuba. cartoline, poster, magliette e
bandiere, ma il fotografo che la
La figura di Guevara ha suscitato grandi passioni sia in suo favore scattò, Alberto Korda, non ne trasse
sia contro: dopo la sua morte è divenuto un'icona dei movimenti alcun guadagno.[3]
rivoluzionari di sinistra, idolatrato oltre che dagli stessi cubani
anche da tutti quelli che si riconoscevano nei suoi ideali.

La fotografia ritratto di Che Guevara, chiamata Guerrillero


Heroico e opera di Alberto Korda, dopo la sua morte divenne una
delle immagini più famose e riprodotte al mondo, nelle sue varie
versioni, del XX secolo. Usata e riprodotta per scopi simbolici,
artistici e pubblicitari,[5] è stata definita dal Maryland Institute
College of Art come la foto più celebre di sempre.[6]

Indice Firma di Che Guevara

Biografia
Infanzia e gioventù
Il Sudamerica in motocicletta

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In Guatemala
La rivoluzione cubana
Nel governo cubano
L'allontanamento da Cuba
In Congo
In Bolivia
La guerriglia
Cattura e uccisione
La giovane che "vendicò" Che Guevara
Vita privata
Guevara come icona rivoluzionaria
Opposizione alla sua figura
Scritti di Guevara
Edizioni italiane delle opere di Guevara
Onorificenze
Filmografia parziale
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Biografia

Infanzia e gioventù

Ernesto Guevara nacque a Rosario, nella provincia di Santa Fe, il


14 giugno del 1928[7] da un'abbiente famiglia borghese,
primogenito dei cinque figli (tre maschi e due femmine) di
Ernesto Rafael Guevara Lynch (1900-1987)[8], un imprenditore
argentino[8] di origini basche ed irlandesi, e di Celia de la Serna[8]
(1906-1965), un'attivista politica e femminista militante, atea ed
anti-clericale[9][10], proveniente da un'agiata famiglia parte della
cosiddetta "oligarchia del bestiame argentina"[9][11][12], di remote
origini spagnole (più precisamente della Cantabria), basche e
guaraní[13][14][15] (secondo lo storico e genealogista Narciso
Binayán Carmona, la madre di Che Guevara sarebbe stata una
diretta discendente del conquistador Domingo Martínez de
Irala[16][17][18][19]). In accordo con le norme dell'onomastica
spagnola, il nome legale di Ernesto Guevara viene talvolta
accompagnato da de la Serna e/o Lynch.[20] La coppia era colta,
aveva tratti bohémiens e trasmise ai suoi figli spensieratezza,
spirito di avventura e interesse per la letteratura, i quali
caratterizzeranno Ernesto nel corso della sua vita.[8] Documento di nascita di Ernesto
Guevara
Relativamente alla data di nascita si hanno notizie discordi: nella
biografia redatta da Jon Lee Anderson, è citata l'affermazione
della madre, poi riferita da terzi, secondo cui la data corretta
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sarebbe il 14 maggio, mentre le altre fonti concordano sul 14 giugno. Pochi giorni dopo essere venuto
al mondo, il piccolo Ernesto contrasse una broncopolmonite che quasi lo uccise.[21] Gli anni della
prima infanzia li trascorse a Caraguatay, nella provincia di Misiones.[21]

Nel maggio 1931 gli venne


diagnosticata l'asma.[22] Gli
attacchi della malattia erano
molto acuti e lo affliggeranno
per tutta la vita,[22] oltre a
pesare fortemente
sull'economia della famiglia,
non sempre florida[23]. Per
mitigare le sofferenze del
La casa natale di Ernesto "Che"
giovane Ernesto, la famiglia
Guevara a Rosario
si spostò in cerca di un clima
secco di montagna: essa si
trasferì dapprima a Córdoba
e poi ad Altagracia, un piccolo villaggio in provincia di Córdoba,
dove Ernesto vivrà dai cinque ai diciassette anni.[22] Non poteva
frequentare la scuola con regolarità a causa della malattia e fu
quindi la madre a insegnargli a leggere e a scrivere.[24] Nel 1936
Il Che nel 1951, in Argentina
incominciò a frequentare la scuola in modo non regolare.[23]

Altra passione giovanile furono gli scacchi, gioco insegnatogli dal


padre nelle molte ore nelle quali l'asma lo costringeva a letto, nonostante Ernesto cercasse sempre di
imporsi sulla malattia.[25] Il ragazzo si adirava quando capiva che gli lasciavano vincere le partite
deliberatamente.[25] Nel 1939 conobbe lo scacchista cubano campione del mondo José Raúl
Capablanca[26] e all'età di dodici anni partecipò a diversi tornei scacchistici locali. Imparò a
maneggiare la pistola fin dai cinque anni e le domeniche era solito andare a sparare al bersaglio col
padre.[27] Durante l'adolescenza, si appassionò alla poesia, specialmente a quella di Pablo Neruda;
come molti sudamericani della sua estrazione sociale e culturale, nel corso degli anni Guevara scrisse
diverse poesie. Era un lettore vorace ed eclettico,[27] con interessi che variavano dai classici
dell'avventura di Jules Verne, Alexandre Dumas, Robert Louis Stevenson, Miguel de Cervantes ed
Emilio Salgari[27] ai saggi di Sigmund Freud e Carl Gustav Jung e ai trattati filosofici di Bertrand
Russell. Nonostante l'educazione borghese, i suoi amici erano i ragazzi poveri di Córdoba,[27] che lo
ricorderanno come audace e sicuro di sé[26].

Nel 1940, durante la seconda guerra mondiale, il padre di Ernesto si unisce alla Acción Argentina,
un'organizzazione antifascista simpatizzante con gli alleati.[28] Anche il giovane Ernesto ottiene, a soli
dodici anni, la tessera personale e si offre di indagare sulla presenza di nazisti fra i tedeschi che vivono
nella zona di Altagracia.[28] A tredici anni, incomincerà il suo primo lavoro, raccoglitore di uva in uno
dei vigneti della regione, ma dopo soli tre giorni di attività fu costretto a interrompersi a causa degli
attacchi di asma; il proprietario del vigneto non gli pagò il dovuto.[28] Nel 1942 si iscrisse al liceo
pubblico e incontrò i fratelli Granado, Tomás, suo compagno di classe, e Alberto, maggiore di sei
anni.[28]
Si dedicò allo sport, specialmente al rugby (militò per un breve periodo anche nel San Isidro),
con ottimi risultati nonostante l'asma[29], che lo costringeva a portarsi l'inalatore antiasmatico a bordo
campo[30] In questo contesto acquisì il soprannome Fuser, contrazione di Furibondo Serna, suo tipico
grido quando partiva all'attacco,[30] e più tardi quello di el Chancho, "il maiale", perché era sempre
sporco[31].

La sua passione per la letteratura non si era affievolita: leggeva Jack London, Pablo Neruda (che
recitava ad alta voce, dimostrando un'ottima memoria)[31], Horacio Quiroga, José Ingenieros, John
Steinbeck, Émile Zola, William Faulkner (di cui lo colpì Santuario), persino Charles Baudelaire in
lingua originale (il francese gli venne insegnato dalla madre). Si appassionò inoltre alla psicologia
leggendo Sigmund Freud, Carl Gustav Jung e Alfred Adler.[30] Acquisì un grande interesse per il

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personaggio del Mahatma Gandhi, che divenne l'eroe della sua gioventù, e si impressionò molto
[30]

quando venne a sapere del suo assassinio.[32] Nonostante questa ammirazione per Gandhi, Guevara
non condivideva la sua idea secondo la quale il privilegio potesse essere distrutto senza violenza.[33]
Molto forte fu anche l'influenza di Jawaharlal Nehru e il suo libro La scoperta dell'India divenne uno
dei libri preferiti di Guevara.[34] Fra le sue letture, delle quali prendeva nota e che commentava sui
libri – per un paio d'anni scrisse anche un piccolo dizionario filosofico –,[35] si contano anche
Stéphane Mallarmé, Friedrich Engels e Karl Marx, Federico García Lorca, Antonio Machado e Paul
Verlaine.[30] I suoi voti al liceo erano buoni per le materie umanistiche, come letteratura, filosofia e
storia, e scarsi per quelle scientifiche, cioè matematica e storia naturale, e anche per inglese e
musica.[35] Come affermò lo stesso Che, sebbene cominciasse a esprimersi il suo antimilitarismo,[31]
durante la sua adolescenza le cause sociali non lo interessavano e non partecipò in alcun modo a lotte
politiche o studentesche.[35] A causa dell'asma venne riformato dal servizio militare e si iscrisse alla
facoltà di ingegneria, lavorando poi alla costruzione di opere pubbliche e a progetti viabilistici.[35] In
seguito alla morte della nonna, alla quale Ernesto rimase vicino per gli ultimi suoi diciassette giorni di
vita, e forse a causa dell'esperienza maturata con la propria asma, decise di abbandonare ingegneria e
iscriversi alla facoltà di medicina, sognando – come rivelò lo stesso Che – di diventare un famoso
ricercatore[36].[32] Il primo anno di università non fu brillante, principalmente perché studiava gli
argomenti che gli interessavano, come quelli di psicologia, non quelli del suo corso.[37] Continuavano
le passioni per gli scacchi e per il rugby: perse una simultanea con il grande maestro Miguel Najdorf,
mentre sorprendeva tutti correndo sul campo di rugby per ottanta minuti nonostante l'asma.[38]
Durante il periodo universitario il Che dimostra i suoi primi timidi interessi nella politica, accusando i
marxisti della Juventud Comunista di essere settari e privi di elasticità.[39]

Nella tarda adolescenza si appassionò alla fotografia. Anni dopo, avrebbe fotografato i siti archeologici
visitati nei suoi viaggi. Studiò dal 1941 nel Colegio Nacional Deán Funes e, nel 1948, si iscrisse
all'Università di Buenos Aires per studiare medicina: dopo diverse interruzioni, si laureò il 12 luglio
1953.[40]

Il Sudamerica in motocicletta

Guevara adattò alla sua bicicletta un piccolo motore e partì il 1º


gennaio 1950 per un viaggio in solitaria[41] nelle province rurali
del nord dell'Argentina. Dal febbraio 1951 cominciò a lavorare
come infermiere su mercantili e petroliere e viaggiando su di essi
raggiungerà il Brasile, Trinidad e Tobago e Venezuela.[34] Nel 1951
un suo vecchio amico, il biochimico Alberto Granado, suggerì a
Guevara di prendere un anno di pausa dagli studi in medicina per
intraprendere il viaggio attraverso il Sudamerica che per anni si
erano proposti di fare.[42] Guevara e Alberto partirono dalla città
La motocicletta Norton utilizzata
di Alta Gracia a cavallo di una motocicletta Norton 500 del 1939,
nelle riprese del film I diari della
cui Granado aveva dato il soprannome di La Poderosa II ("La
motocicletta
Potente II").[42] Dopo un grave incidente a Temuco, che causerà
danni al telaio della motocicletta,[43] i due rimasero colpiti dalle
penose condizioni dei minatori cileni sfruttati dalle compagnie
inglesi, nonché dal razzismo e dal maltrattamento subito dagli indigeni peruviani[44]. Cruciale fu
l'arrivo al lebbrosario di Huambo, tenuto in pessime condizioni, dove i due si offrirono come
medici.[45] In Perù, Guevara rimase affascinato da Cusco e dal Machu Picchu.[44] A Lima i due
incontrarono il dottor Hugo Pesce, esperto della ricerca sulla lebbra e marxista.[45] Un mese dopo
raggiunsero il lebbrosario di San Pablo, dove svolsero ancora attività mediche.[46] Durante il soggiorno
al lazzaretto Guevara attraversò a nuoto il Rio delle Amazzoni.[46] I due vennero colpiti dal forte
contrasto fra ricchezza e miseria a Caracas,[47] ultima tappa del viaggio, dove Guevara si separò da
Granado volando con un aereo a Miami;[48] nella città Guevara trascorse venti giorni, i quali verranno
ricordati dallo stesso Che come i più duri e più amari della sua vita.[48]

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Questo viaggio, raccontato nel diario personale Latinoamericana (Notas de viaje) – da cui venne
tratto il film I diari della motocicletta del 2004 –, rappresentò una svolta nella vita di Ernesto
Guevara, che da questo momento incominciò a interessarsi alle questioni politiche.[49] Dopo aver visto
la povertà di massa ed essere stato influenzato dalle letture sulle teorie marxiste, concluse che solo la
rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche dell'America Latina. I
suoi viaggi gli fornirono anche l'idea di non vedere il Sudamerica come una somma di diverse nazioni,
ma come un'unica entità, per la liberazione della quale era necessaria una strategia di respiro
continentale. Cominciò a immaginare la possibilità di una Ibero-America unita e senza confini, legata
da una stessa cultura (mestizo); questa idea assumerà notevole importanza nelle sue ultime attività
rivoluzionarie. Ritornato in Argentina, riprese a studiare in modo quasi maniacale e si laureò il 12
giugno 1953, con specializzazione in allergologia,[50] mentre erano già in progetto altri viaggi per
l'America del Sud e l'America centrale.[51]

In Guatemala

Guevara ricominciò a viaggiare, visitando Bolivia, Perù, Ecuador, Panama, Nicaragua, Honduras e El
Salvador, per lo più paesi in cui erano in corso disordini e sommosse e con un equilibrio politico
piuttosto instabile. In Costa Rica, dove maturò il disprezzo per i domini della United Fruit, conobbe
importanti esiliati politici – fra i molti Juan Bosch, Rómulo Betancourt e Manuel Mora Valverde –,
alcuni dei quali avevano fronteggiato la dittatura di Fulgencio Batista nell'assalto alla Caserma
Moncada e che lo portarono a conoscenza di Fidel Castro, sul cui valore il Che si mostrò inizialmente
scettico.[52] Raggiunse poi il Guatemala dove il presidente Jacobo Arbenz Guzmán guidava un governo
populista che cercava di portare avanti una rivoluzione sociale attraverso varie riforme, soprattutto
fondiarie, e che sembrò suscitare ammirazione in Guevara.[53]

Il principale contatto di Guevara in Guatemala fu la socialista Hilda Gadea, intellettuale peruviana


esiliata dalla dittatura di Manuel A. Odría a causa della sua partecipazione all'Alleanza Popolare
Rivoluzionaria Americana – disprezzato dal Che –[54],[55] che lo introdusse in ambienti vicini al
governo Arbenz. Guevara prese anche contatto con diversi esuli cubani, legati a Fidel Castro, tra cui
Antonio Ñico López, che aveva preso parte all'attacco della caserma Carlos Manuel de Céspedes a
Bayamo – avvenuto lo stesso giorno dell'assalto alla Caserma Moncada –,[55] e che sarebbe morto al
ponte Ojo del Toro poco dopo lo sbarco a Cuba della Granma. Guevara si unì a questi moncadistas
nella vendita di oggetti religiosi connessi al culto del Cristo nero[56] e aiutò anche due medici
venezuelani specialisti della malaria, Vega e Peñalver. Nei tentativi di lavorare come medico nei
sindacati si scontrò con il collegio medico, che definì «assolutamente reazionario» perché gli precluse
diverse possibilità di lavoro.[57] La passione per la letteratura e le discussioni sul marxismo fortificano
i rapporti fra Guevara e Gadea, tanto che egli le chiese di sposarlo, ma lei si mostrò titubante.[58]

La sua situazione economica era piuttosto precaria e fu costretto a dare in pegno alcuni gioielli di
Hilda. Il 15 maggio 1954, arrivò per nave un carico d'armi di marca Škoda, inviato dalla
Cecoslovacchia comunista a sostegno del governo Arbenz.[59] Il carico, stimato in 2.000 tonnellate
dalla CIA[60] e in appena due tonnellate da Jon Lee Anderson[61] (si pensa però che la stima di
Anderson sia il risultato di un errore di stampa),[62] venne usato come pretesto per l'inizio
dell'attacco[59]: un piccolo esercito, armato e finanziato dalla CIA (appoggiata dalla United Fruits) e
comandato da Castillo Armas,[60] entrò in Guatemala il 18 giugno, mentre nei giorni precedenti si era
formato un clima di propaganda e disinformazione (secondo l'operazione PBSUCCESS) e la
popolazione civile era stata bombardata.[63] A partire dal 25 giugno i comandi militari di Arbenz si
rifiutarono di obbedire e lo obbligarono a dimettersi.[64] In pochi giorni i golpisti presero il potere.[65]
Guevara prestò il suo aiuto arruolandosi come medico in una brigata di sinistra,[66] e dopo la sconfitta
si impegnò nell'organizzare una sorta di resistenza[65], mentre Gadea venne arrestata per pochi
giorni[67].

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Il colpo di Stato contro Arbenz consolidò l'opinione di Guevara che gli Stati Uniti fossero una potenza
imperialista, che si sarebbe sempre opposta ai governi intenzionati a ridurre le disparità economiche,
endemiche in America Latina e negli altri paesi in via di sviluppo. Questo rafforzò ulteriormente la sua
convinzione secondo cui solo il socialismo, raggiunto attraverso la lotta armata e difeso dal popolo in
armi,[66] avrebbe risolto i problemi dei paesi poveri.

La rivoluzione cubana

Guevara abbandonò dunque il Guatemala per recarsi in Messico,


dove giunse il 21 settembre 1954[68], ma sognava di partire per
altri luoghi, soprattutto l'Europa[69]. Qui lavora come cronista
scrivendo articoli sui Giochi panamericani del 1955.[70] Mentre si
consolidava l'unione con Gadea,[71] Guevara incontrò numerosi
esuli già conosciuti, fra cui Ñico López,[72] i quali lo misero in Fronte della banconota cubana da 3
contatto con l'esule cubano marxista Raúl Castro, che aveva pesos
partecipato all'assalto alla caserma Moncada e che gli presentò
suo fratello Fidel Castro, leader del Movimento del 26 luglio.[73]
Durante una fervida conversazione durata tutta la notte, Guevara rimase profondamente
impressionato dalla figura di Castro e decise di aderire al movimento rivoluzionario che voleva
abbattere il dittatore cubano Fulgencio Batista.[74]

Anche se i piani prevedevano che Guevara sarebbe stato solo il medico del gruppo,[74] partecipò
all'addestramento militare insieme con gli altri membri del movimento e, alla fine del corso, fu
segnalato dall'istruttore, il colonnello Alberto Bayo, come il migliore degli allievi. Nell'agosto del 1955
Gadea scoprì di essere incinta.[75] Il 18 agosto dello stesso anno Guevara e Gadea si sposarono[76] e la
loro figlia, che chiamarono Hilda Beatríz, nacque il 15 febbraio 1956.

Ritornato a Città del Messico dopo il viaggio di nozze compiuto nel novembre 1955,[77] Guevara
ottenne la cattedra di fisiologia alla Universidad Nacional Autónoma de México,[78] ma non la
accettò.[79] Nel frattempo si iniziava a formare un piccolo nucleo di sovversivi, con un'importante
componente femminile,[80] intorno alla figura di Fidel Castro e strettamente legato al Movimento del
26 luglio.[81] Tale gruppo si dedicò per tre mesi agli allenamenti,[82] ai quali partecipò anche Guevara
mettendo in mostra ottime abilità.[83]
È durante questo periodo che Ernesto Guevara acquisì il
soprannome Che, attribuitogli dai compagni di lotta cubani, che lo accompagnerà per sempre.[83] Esso
nacque dal fatto che Guevara soleva utilizzare spesso l'intercalare che, parola senza un significato
preciso – equivalente ai termini italiani ehi, bene, dunque – utilizzata molto frequentemente in
Argentina per richiamare l'attenzione di un interlocutore.[83][84][85]

Sventato un complotto per uccidere Fidel, il 20 e il 21 giugno 1956 venne effettuata una retata da
parte delle autorità messicane in accordo con la polizia cubana. Fra i tanti furono arrestati anche
Hilda e la bambina e Guevara, che ammise di fare parte del movimento rivoluzionario e venne
rilasciato solo 57 giorni dopo, forse in cambio di un'ingente somma di denaro.[86] Poco prima della
partenza Fidel strinse accordi politici con esponenti rivoluzionari, fra i quali Frank País e José
Antonio Echeverría, necessari per la riuscita della missione.[87] A causa della presenza di un traditore
nel gruppo, i membri furono costretti a partire all'improvviso (Guevara non si portò le medicine per
l'asma e soffrì molto durante il viaggio)[88] affinché non potesse essere avvisata la polizia in tempo.[89]
Riuniti il 24 novembre 1956 a Tuxpan, nella provincia messicana di Veracruz, 82 uomini si imbarcano
il giorno seguente sulla nave Granma;[90] Guevara, l'ex partigiano Gino Donè Paro (unico europeo
partecipante)[91], il messicano Alfonso e il dominicano Ramon Mejías, detto Pichirillo, erano i soli non
cubani a bordo. Il viaggio non fu facile a causa del più che eccessivo numero di persone a bordo, del
continuo maltempo e delle pessime condizioni dell'imbarcazione.[92] Il 2 dicembre avvenne lo sbarco
alla spiaggia di Las Coloradas,[93] una zona paludosa vicino a Niquero. Poco dopo furono attaccati dai
militari di Batista e la metà di loro cadde in combattimento o fu uccisa dopo la cattura. In uno degli
scontri col nemico, Guevara subì da un proiettile una ferita al collo, che credette mortale.[94] Si unì poi

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al gruppo condotto da Juan Almeida, attanagliato dalla fame e dalla sete[96]. I dodici sopravvissuti,
[95]

a cui si aggiunsero cinque contadini incontrati dopo lo sbarco (per un totale di diciassette uomini),[97]
si riorganizzarono e fuggirono sulle montagne della Sierra Maestra per condurre la guerriglia contro il
regime. Nelle azioni militari Guevara agì sia come combattente sia come medico (in particolare nel
ruolo di dentista)[98], curando anche i soldati feriti dell'esercito[99], ma non rivestiva ancora un ruolo
fondamentale all'interno del Movimento del 26 luglio[100]; si prestò come medico anche nei piccoli
villaggi incontrati[101]. Nel frattempo si ingrossavano le file dei combattenti,[102][103] mentre il Che
soffriva per i fortissimi attacchi d'asma[104] e per le febbri malariche[105]. Guevara uccise Eutimio
Guerra, il delatore del gruppo che causò numerose vittime fra i contadini che aiutavano i
rivoluzionari.[106] Nel luglio 1957 Fidel lo nominò comandante della seconda colonna dell'esercito
guerrigliero, la quale avrebbe dovuto operare nella valle El Hombrito, a est del Pico Turquino; a
proposito il Che nel suo diario si definì «l'uomo più orgoglioso del mondo».[107] Il primo attacco del
reparto fu quello alla caserma di Bueycito.[108] Alla colonna del Che si unirono altri combattenti, tra
cui alcuni adolescenti come Leonardo Tamayo e i fratelli Acevedo,[109] a molti dei quali insegnerà a
combattere e a leggere e scrivere.[110] Alla fine di agosto i 72 soldati affrontarono con poche armi la
colonna nemica comandata da Merob Sosa, costituita da 205 uomini ben equipaggiati, i quali tuttavia
furono costretti a ritirarsi.[111] Nel bisogno di creare una rete di contatti Guevara si scontrò più volte
con i coordinatori rivoluzionari della città, diffidando da essi più a torto che a ragione.[112][113] La
colonna si arricchì con l'arrivo di Camilo Cienfuegos oltre che di tre ex nemici convertiti alla
rivoluzione.[114] Sulla Sierra Maestra nel novembre 1957 vennero incominciate le stampe del giornale
El Cubano Libre, stampato clandestinamente, da un'idea dello stesso Guevara, che gli dedicò notevole
impegno[115].[116] Un altro progetto di cui si occupò fu Radio Rebelde, che dal 24 febbraio trasmise a
onde corte[117] gli obiettivi del movimento rivoluzionario. Il 29 novembre la colonna del Che si
fronteggiò contro il reparto nemico di Sánchez Mosquera nella battaglia di Mar Verde, al termine
della quale il comandante Guevara si distinse ancora una volta per opporsi alla fucilazione di soldati
nemici,[118][119] nonostante mostrava rigore con le proprie truppe[120]. Presto però le truppe del Che
furono costrette a lasciare la base di El Hombrito per via di un attacco nemico, durante il quale
Guevara rimase ferito al piede sinistro;[121] spostarono il loro accampamento a La Mesa.[122] Forse
troppo duro con sé stesso, il comandante Guevara credeva di aver fallito troppe volte e chiese a Fidel
di rilevarlo dal comando della sua colonna, ma egli non lo fece.[123] In realtà Guevara era riuscito a
creare un'ampissima rete contadina fedele e adulatoria, e in generale stava crescendo il mito e il
rispetto attorno alla sua figura[115].[123] Nonostante ci tenesse a essere sempre in prima linea, per
volere di Castro Guevara svolse comunque attività perlopiù di collegamento e coordinamento delle
operazioni mentre si svolgevano le azioni più violente della rivoluzione.[124] A ogni modo la colonna
del Che divenne più numerosa grazie a un gran numero di contadini giovani, mentre solo tre soldati
provenivano dalla spedizione originale del Granma; l'età media si attestava sui 24 anni e, nonostante
gli sforzi dello stesso Guevara,[113] il 90% dei membri era analfabeta.[125] Incontrarono lungo la marcia
un proprietario statunitense di una piantagione, il quale preparò loro un piccolo banchetto;
nonostante fosse una grande tentazione per degli uomini che mangiavano poco e male da mesi,
Guevara rifiutò ogni cosa dallo statunitense, che considerava suo nemico.[126]

Negli ultimi giorni del dicembre 1958 Che Guevara diresse l'attacco condotto dalla sua "squadra
suicida" (un reparto che svolse le missioni più rischiose dell'esercito rivoluzionario)[127] su Santa
Clara. Fu una delle battaglie decisive della rivoluzione, anche se la serie di sanguinose imboscate,
prima durante la offensiva sulla Sierra Maestra poi sulla Guisa e l'intera campagna delle pianure di
Cauto probabilmente ebbero una maggiore importanza militare. Batista, dopo essersi accorto che i
suoi alti ufficiali, come il generale Cantillo che aveva incontrato Castro allo zuccherificio abbandonato
"Central America", stavano stipulando una pace separata, fuggì nella Repubblica Dominicana il 1º
gennaio 1959.[128]

Nel governo cubano

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Il 2 gennaio 1959 la colonna del Che entrò nella capitale di Cuba,


L'Avana, e occupò la fortezza militare "La Cabaña", eretta al
tempo della colonizzazione spagnola. Per i sei mesi in cui rivestì
l'incarico di comandante della prigione esaminò le domande di
grazia presentate in seguito ai processi e alle esecuzioni di circa
55 militari,[130] ex ufficiali del regime di Batista, accusati e
condannati per omicidi extragiudiziali e torture. Alcuni di esse
erano membri del BRAC (Buró de Represión de Actividades Guevara con Simone de Beauvoir e
Comunistas, "Ufficio repressione attività comuniste"). In questo Jean-Paul Sartre a Cuba, nel 1960;
periodo organizzò una scuola di alfabetizzazione per tutti gli ex Sartre lo definirà «l'essere umano
combattenti e incontrò Salvador Allende. Successivamente il Che più completo del nostro tempo»[129]
dedicherà al futuro Presidente del Cile il libro La guerra di
guerriglia: "A Salvador Allende che con altri mezzi cerca di
ottenere la stessa cosa. Con affetto, Che". Ernesto Guevara
Il 7 febbraio 1959, il nuovo governo nominò Guevara
"Cittadino cubano per diritto di nascita". Poco dopo,
Guevara incominciò le procedure di divorzio, per porre una
fine anche formale al suo matrimonio con Hilda Gadea, da
cui si era separato, nei fatti, già prima di partire dal Messico
con la Granma. Il 2 giugno 1959, sposò Aleida March, una
cubana che faceva parte del Movimento del 26 di luglio, con
cui viveva dalla fine del 1958. Dieci giorni dopo, in
rappresentanza del governo partì per il Medio Oriente e
l'Asia, alla testa di una delegazione economica che aveva
come obiettivo principale l'apertura di nuovi mercati. Nello
stesso anno, durante l'estate, visitò la Jugoslavia e fece tappa
anche a Fiume, dove i funzionari locali lo accompagnarono
nelle fabbriche della zona, come il cantiere navale "3
maggio", per capire il sistema aziendale dell'autogestione
delle stesse da parte dei lavoratori.

In seguito, Guevara divenne dirigente dell'Istituto Nazionale Ministro dell'Industria e


per la Riforma Agraria e poi presidente della Banca dell'Economia della Repubblica di
Nazionale di Cuba (in un certo senso, uno scherzo del Cuba
destino, poiché aveva spesso condannato il denaro; espresse Durata mandato 23 febbraio 1961 –

il suo disagio firmando le banconote col soprannome "Che"). 1º aprile 1965


In questo periodo, riemerse la sua passione per gli scacchi e
prese parte a molti tornei nazionali e internazionali che si Capo di Stato Fidel Castro
tenevano a Cuba.[131] Desiderava molto incoraggiare i giovani Predecessore carica istituita
cubani ad accostarsi agli scacchi e organizzò molte attività
Successore Joel Domenech
per stimolare il loro interesse verso il gioco.
Benitez
Già dal 1959, Guevara aiutò a organizzare tentativi
rivoluzionari, a Panama e nella Repubblica Dominicana. In Presidente della Banca centrale
questi tentativi morì Ramón López (Nené), aiutante del della Repubblica di Cuba
comandante Camilo Cienfuegos. Nel 1960 Guevara prese
Durata mandato 26 novembre
parte ai soccorsi alle vittime in seguito all'esplosione della
nave La Coubre. Mentre l'operazione di salvataggio era in 1959 –

corso, avvenne una seconda esplosione. I morti furono oltre 23 febbraio 1961
cento.[132] Fu in questa occasione che Alberto Korda scattò la Predecessore Felipe Pazos
sua fotografia più famosa. Non è chiaro se la nave fu
Successore Raúl Cepero
sabotata o se esplose per un incidente.
Bonilla

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Coloro che favoriscono la teoria del sabotaggio tendono ad Dati generali


attribuirlo alla CIA[133] e spesso attribuiscono la colpa a Partito politico Movimento del 26
William Alexander Morgan,[134] un rivale di Guevara nelle luglio

forze anti-Batista delle province centrali. Alcuni esuli cubani


Partito Comunista
portano avanti la teoria secondo cui l'attentato sarebbe stato
compiuto da alcuni filosovietici, nemici di Guevara.[135] Dopo di Cuba
essere stato direttore dell'Istituto Nazionale per la Riforma Titolo di studio laurea in medicina
Agraria e della Banca Nazionale di Cuba, Guevara venne Università Università di
nominato Ministro dell'Industria. In questa posizione,
Buenos Aires
contribuì a modellare il socialismo cubano, diventando una
delle figure politiche più importanti dell'isola. Professione medico,
guerrigliero
Nel suo libro La guerra di guerriglia, Guevara sostenne il
Firma
modello cubano di rivoluzione, cominciato da un piccolo
gruppo di guerriglieri (foco), senza la necessità di ricorrere a
grandi organizzazioni che sostenessero l'insurrezione armata
(dottrina del focolaio). Questa strategia più tardi sarebbe
fallita in Bolivia. Nel saggio El socialismo y el hombre en
Cuba (1965) sostenne la necessità di creare un "uomo
nuovo" (hombre nuevo) assieme allo stato socialista. Durante l'invasione della baia dei Porci (1961),
Guevara non partecipò ai principali combattimenti, essendo stato assegnato da Castro a un comando
nella provincia più occidentale di Cuba, Pinar del Río, dove respinse un tentativo d'invasione (era
un'operazione diversiva, escogitata per distogliere l'attenzione dei cubani dal luogo del vero sbarco).
Durante lo svolgimento di questo incarico, patì una ferita al volto, che affermò essere stata causata
dallo sparo accidentale della sua pistola. Guevara giocò un ruolo importante nello schieramento a
Cuba dei missili balistici sovietici, armati con testate nucleari, causa della crisi dell'ottobre 1962.

L'allontanamento da Cuba

Nel dicembre 1964 Guevara andò a New York in qualità di capo della delegazione cubana e tenne un
discorso all'Assemblea Generale dell'ONU[136]. In quell'occasione, apparve nel programma domenicale
d'informazione Face the Nation sulla CBS e incontrò diverse personalità ed esponenti di gruppi
politici. Tra loro, il senatore statunitense Eugene McCarthy, componenti del gruppo guidato da
Malcolm X e dalla radicale canadese Michelle Duclos.[137][138] Il 17 dicembre volò a Parigi, dando inizio
a un viaggio di tre mesi, in cui visitò la Repubblica Popolare Cinese, l'Egitto, l'Algeria, il Ghana, la
Guinea, il Mali, il Dahomey, il Congo-Brazzaville e la Tanzania, con soste in Irlanda, a Parigi e a
Praga.

Ad Algeri, il 24 febbraio 1965, fece l'ultima apparizione pubblica sul palcoscenico internazionale,
intervenendo al "Secondo seminario economico sulla solidarietà afro-asiatica". Nel suo discorso
dichiarò: "In questa lotta fino alla morte non ci sono frontiere. Non possiamo rimanere indifferenti di
fronte a quanto accade in ogni parte del mondo. Una vittoria di qualsiasi nazione contro
l'imperialismo è una nostra vittoria, come una sconfitta di qualsiasi nazione è una nostra
sconfitta".[139] Sorprese quindi il suo uditorio proclamando: "I paesi socialisti hanno il dovere morale
di liquidare la loro tacita complicità con i paesi sfruttatori del mondo occidentale".[140] Delineò anche
una serie di misure che, secondo lui, i paesi del blocco comunista avrebbero dovuto prendere per
raggiungere questo scopo.[141] Ritornò a Cuba il 14 marzo, ricevuto solennemente all'aeroporto di
L'Avana da Fidel e Raúl Castro, Osvaldo Dorticós e Carlos Rafael Rodríguez.

Due settimane dopo, Guevara si ritirò dalla vita pubblica e scomparve. Dove fosse restò il grande
mistero cubano per tutto il 1965, anche se era sempre genericamente considerato il "numero due" del
regime dopo Castro. La sua assenza fu variamente attribuita al relativo insuccesso del piano
d'industrializzazione che aveva portato avanti da ministro dell'Industria, alle pressioni esercitate su
Castro dai Sovietici, allarmati dalle tendenze filocinesi di Guevara, in un momento in cui la frattura

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tra Mosca e Pechino si approfondiva, oppure a gravi divergenze tra Guevara e il resto della dirigenza
cubana sullo sviluppo economico dell'isola e sulla sua linea politica. È anche possibile che Castro fosse
stato reso diffidente dalla popolarità di Guevara, che poteva farlo diventare una minaccia. I critici di
Castro affermano che le sue spiegazioni sulla scomparsa di Guevara sono sempre sembrate sospette e
molti trovano sorprendente che Guevara non dichiarasse mai le sue intenzioni in pubblico, ma solo
con una lettera priva di data a Castro.

L'orientamento filocinese di Guevara era sempre più problematico per Cuba, mano a mano che
l'economia del paese diventava sempre più dipendente dall'Unione Sovietica. Dai primi giorni della
rivoluzione cubana, Guevara era stato considerato un sostenitore della strategia maoista nell'America
Latina. Il suo piano per una rapida industrializzazione di Cuba per molti era comparabile alla
campagna cinese del Grande balzo in avanti. Secondo diversi osservatori occidentali della situazione
cubana, l'opposizione di Guevara alle raccomandazioni e alle condizioni sovietiche, che Castro aveva
dovuto accettare, potrebbe essere la ragione del suo allontanamento dalla vita pubblica. D'altronde,
sia Guevara sia Castro sostenevano l'idea di un fronte unico tra Unione Sovietica e Cina, tentando
anche, senza successo, di riconciliare le due maggiori potenze comuniste.

Durante la crisi dell'ottobre 1962, Guevara percepì come un tradimento sovietico la decisione – presa
da Nikita Chruščёv senza consultare Castro – di ritirare i missili da Cuba. Divenne quindi più scettico
nei confronti dell'Unione Sovietica. Come emerso dal suo ultimo discorso ad Algeri, del 24 febbraio
1965, aveva incominciato a vedere l'emisfero settentrionale, guidato a ovest dagli Stati Uniti e a est
dall'Unione Sovietica, come unica entità sfruttatrice dell'emisfero meridionale. Di fronte alle più
diverse ipotesi sul destino del rivoluzionario argentino, Castro, il 16 giugno 1965, disse che l'opinione
pubblica sarebbe stata informata su Guevara quando lo stesso Guevara avesse ritenuto opportuno
farlo. Intanto le voci si diffondevano sia a Cuba sia all'estero.

Il 3 ottobre di quello stesso anno, Castro rese pubblica una lettera priva di data[142] presumibilmente
scrittagli da Guevara diversi mesi prima, in cui questi riaffermava la sua solidarietà con Cuba, ma
dichiarava anche la sua intenzione di abbandonare l'isola e di andare a combattere altrove per la
Rivoluzione. Nella lettera Guevara spiegava che: "Altri Paesi nel mondo hanno bisogno dei miei
modesti sforzi" e annunciava di dimettersi da tutte le cariche che occupava, nel governo, nel partito e
nelle forze armate. Rinunciò anche alla cittadinanza di Cuba, che gli era stata concessa nel 1959 per i
suoi meriti nella rivoluzione. Durante un'intervista con quattro giornalisti stranieri il 1º novembre,
Castro disse di essere al corrente di dove fosse Guevara e aggiunse, riguardo alle voci su una possibile
morte del vecchio compagno d'armi, che questi, al contrario, godeva di ottima salute. Dove fosse
Guevara restò, comunque, un mistero per i successivi due anni, durante i quali i suoi movimenti
rimasero segreti.

In Congo

Durante un incontro, durato tutta la notte tra il 14 e il 15 marzo 1965, Guevara e Castro si trovarono
d'accordo sul fatto che il Che avrebbe guidato personalmente la prima azione militare cubana in
Africa. Alcune fonti affermano che Guevara convinse Castro ad affidargli questa impresa, mentre altre
sostengono che fu Castro a convincere Guevara a intraprendere la missione, argomentando che le
condizioni sociali dei diversi paesi latino americani presi in considerazione come possibili "fuochi" di
guerriglia non erano ancora ottimali;[143] lo stesso Castro ha confermato questa seconda versione.[144]

L'operazione cubana nell'ex Congo Belga era finalizzata al sostegno del movimento marxista dei
Simba, favorevole a Patrice Lumumba. Durante la missione africana, per un certo periodo Guevara fu
assistito dal capo guerrigliero Laurent-Désiré Kabila, che aiutava i sostenitori di Lumumba a condurre
una rivolta, soppressa dall'esercito congolese nel novembre di quello stesso 1965. Guevara considerò
Kabila insignificante, scrivendo di lui: "Niente mi fa credere che sia l'uomo adatto al momento".[145]
Guevara aveva 37 anni ed era privo di un'istruzione militare formale. La sua asma gli aveva infatti
evitato il servizio militare in Argentina, fatto di cui fu felice, date le sue opinioni politiche di
opposizione al governo. Aveva comunque al suo attivo le esperienze della rivoluzione cubana.
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Mercenari sudafricani e britannici ed esuli cubani lavorarono con


l'esercito congolese per ostacolare i piani di Guevara. Furono in
grado di monitorare le comunicazioni dei reparti agli ordini del
rivoluzionario argentino, di tendere imboscate ai guerriglieri e
alle truppe cubane ogni volta in cui tentarono un attacco, di
interrompere le linee di rifornimento di Guevara.[146][147] Il
proposito di Guevara era quello di esportare la rivoluzione cubana
indottrinando i Simba all'ideologia comunista e insegnando loro
le strategie della guerriglia.

L'incompetenza, il settarismo e le lotte intestine delle varie fazioni


congolesi furono indicate da Guevara come le principali ragioni
del fallimento della rivolta. Dopo sette mesi, malato, sofferente
per l'asma e frustrato dalle avversità, Guevara abbandonò il
Congo con i cubani sopravvissuti (sei membri della sua colonna
erano morti). A un certo punto, Guevara fu tentato di rimandare a
Cuba soltanto i feriti, rimanendo a combattere da solo in Congo
fino alla fine, per offrire un esempio ai rivoluzionari. I suoi Guevara in Congo, ospite in un
compagni d'armi e due emissari di Fidel Castro lo convinsero villaggio locale
però a lasciare il campo di battaglia.

Dal momento che Fidel Castro aveva reso di dominio pubblico una lettera che Guevara gli aveva
inviato, in cui il rivoluzionario argentino scriveva della sua intenzione a recidere ogni legame con
Cuba per dedicarsi interamente alla rivoluzione in altre parti del mondo, il Che non se la sentì
moralmente di tornare sull'isola e passò i successivi sei mesi vivendo clandestinamente a Dar es
Salaam, Praga e nella Repubblica Democratica Tedesca. Durante questo periodo scrisse le sue
memorie sull'esperienza in Congo e cominciò a elaborare altri due libri, uno di filosofia (Apuntes
Filosóficos) e uno di economia (Notas Económicas). In tutti questi mesi, Castro seguitò a esortarlo
perché tornasse a Cuba, ma Guevara accettò solamente quando capì che sarebbe rimasto sull'isola per
i pochi mesi necessari a preparare una nuova impresa rivoluzionaria in America Latina e che la sua
presenza sarebbe rimasta strettamente riservata.

In Bolivia

La guerriglia

Le ipotesi su dove Guevara potesse essere continuarono a


inseguirsi per tutto il 1966 e i primi mesi del 1967. Rappresentanti
del movimento indipendentista mozambicano FRELIMO
raccontarono di incontri con lui alla fine del 1966 o all'inizio del
1967 a Dar es Salaam, dopo i quali rifiutarono la sua offerta di
aiuto al loro progetto rivoluzionario. In un discorso tenutosi
durante la manifestazione del 1º maggio 1967 all'Avana, il
ministro delle forze armate facente funzione, maggiore Juan
Almeida, annunciò che Guevara stava "servendo la rivoluzione da Uno dei passaporti falsi usati da
qualche parte nell'America Latina". Le notizie, sempre più Che Guevara per entrare in Bolivia,
consistenti, secondo cui stava conducendo la Guerriglia in Bolivia camuffato, in questo caso, sotto il
vennero infine considerate degne di fede. nome di Ramón Benítez.

Su richiesta di Fidel Castro, un pezzo di terreno in una zona


remota era stato comprato dai comunisti boliviani perché Guevara lo utilizzasse come base e campo
d'addestramento. Probabilmente, per Guevara e i cubani che lo accompagnavano, la scelta di non
incominciare a combattere subito, ma di addestrarsi in questo campo nella regione di Ñancahuazú
comportò maggiori rischi. Poco fu fatto per gettare le basi di un esercito guerrigliero. La presunta ex
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operativa della Stasi Haydée Tamara Bunke Bider, più nota con il nome di battaglia di Tania, si era
[148]

installata a La Paz come principale agente di Guevara. Vennero diffuse voci su una sua collaborazione
col KGB e si è spesso ritenuto che abbia servito inconsapevolmente interessi sovietici, portando le
autorità boliviane sulle tracce dei guerriglieri. Tania cadde in Bolivia qualche tempo prima di
Guevara. Il diario, trovato addosso al suo cadavere, avrebbe aiutato i boliviani a individuare i
movimenti dei cubani.

Le numerose foto di Guevara e degli altri membri del gruppo, lasciate nel campo base dopo che questo
fu abbandonato a seguito dei primi scontri con l'esercito boliviano nel marzo 1967, fornirono al
presidente René Barrientos Ortuño la prova della presenza del rivoluzionario argentino nel paese. Si
dice che, dopo averle viste, Barrientos espresse il desiderio di vedere la testa di Guevara piantata su
una picca e mostrata nel centro di La Paz. Ordinò quindi all'esercito di dare la caccia al gruppo
cubano. Il reparto di Guevara, composto da circa 50 combattenti e denominato ELN (Ejército de
Liberación Nacional de Bolivia), era ben equipaggiato e inizialmente conseguì un certo numero di
successi contro le forze boliviane, sul terreno difficile e montuoso della regione di Camiri. In
settembre, tuttavia, l'esercito riuscì a eliminare due gruppi guerriglieri, uccidendo uno dei capi.

Nonostante la natura violenta del conflitto, Guevara fornì cure mediche a tutti i militari boliviani che i
guerriglieri presero prigionieri e, di seguito, li rilasciò. Anche dopo l'ultima battaglia di Quebrada del
Yuro, in cui fu ferito e catturato, quando fu condotto in un centro di detenzione provvisoria e vide che
lì si trovavano diversi militari boliviani rimasti feriti nel combattimento, si offrì di fornirgli assistenza
medica (offerta rifiutata dall'ufficiale boliviano in comando)[149]. Il piano di Guevara per fomentare la
rivoluzione in Bolivia si basava su alcune concezioni sbagliate:

si aspettava di dover affrontare solo il governo militare locale e il suo esercito, male armato e
poco equipaggiato. Al contrario, appena il governo statunitense ebbe confermata la sua presenza
in Bolivia, inviò personale della CIA e di altre agenzie per aiutare a organizzare la contro
guerriglia. L'esercito boliviano venne addestrato da consiglieri appartenenti alle forze speciali
dell'esercito statunitense, incluso un nuovo battaglione dei Rangers esperto in combattimento
nella giungla. I reparti speciali statunitensi probabilmente presero parte anche a certi
combattimenti;
si aspettava di ricevere assistenza e cooperazione dai locali oppositori al governo. Queste
aspettative vennero frustrate e il Partito comunista boliviano, filosovietico e non filocubano, non lo
aiutò affatto, anche se alcuni membri, come Rodolfo Saldana, Serapio Aquino Tudela e Antonio
Jimenez Tardiolo lo fecero a titolo personale o si arruolarono nei suoi reparti, contro la volontà dei
vertici di partito;
si aspettava di rimanere in contatto radio con L'Avana. Al contrario, le due trasmittenti a onde
corte che gli erano state fornite erano difettose, impedendo le comunicazioni con Cuba. Dopo
qualche mese, il registratore a nastro che utilizzavano per registrare e decodificare i messaggi
radio provenienti da Cuba fu perso durante l'attraversamento di un fiume.

Oltretutto, la sua inclinazione al confronto più che al compromesso contribuì probabilmente alla sua
incapacità di sviluppare un buon rapporto di lavoro con i dirigenti boliviani, come era avvenuto anche
in Congo.[150] Questo tratto del suo carattere era emerso anche nel corso della guerriglia a Cuba, ma
era stata tenuta sotto controllo dalla guida di Fidel Castro.[151]

In realtà l'ipotesi che il Che stesse preparando la rivoluzione in Bolivia sembra non essere corretta. È
più probabile, come confermano anche le ricerche del giornalista boliviano José Luis Alcázar, che
stesse preparando una scuola d'addestramento per guerriglieri, per portare in un secondo tempo
queste forze a sud ed entrare nel suo Paese d'origine, l'Argentina.[152]

Cattura e uccisione

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Già da più di un mese, dal 31 agosto, l'avanguardia di Guevara era


rimasta sola dopo l'annientamento da parte dell'esercito della
retroguardia comandata da Joaquin, a Puerto Mauricio, sul Rio Grande.
L'imboscata avvenne dopo la delazione del contadino Honorato Rojas
che, sotto minaccia dell'esercito (la moglie si lamentò per le percosse
inferte al marito), informò sul luogo del possibile attraversamento del
fiume da parte dei guerriglieri.

La caccia a Guevara in Bolivia fu guidata da Félix Rodríguez, un agente


della CIA che era stato infiltrato a Cuba per prendere contatto con i
ribelli dei Monti Escambray e con ambienti anti castristi di L'Avana
prima dell'invasione della baia dei Porci e che era stato con successo
fatto uscire dall'isola dopo il fallimento dello sbarco.[153][154] In Bolivia
Félix Rodríguez agiva con il nome di Félix Ramos.

Guevara, durante i primi giorni di ottobre, ormai con poche Il cadavere di Guevara
informazioni, senza viveri e con scarse vie di scampo, si rifugiò in un
canalone (quebrada) dove fu circondato dalle forze militari. Qui fu
catturato dall'esercito boliviano, assieme ad altri guerriglieri, l'8 ottobre del 1967 nella quebrada del
Yuro, a pochi chilometri dal villaggio di La Higuera. Si arrese dopo essere stato ferito alle gambe.
Essendo disarmato, avrebbe detto: «Non sparate. Sono Che Guevara. Posso esservi più utile da vivo
che da morto».[155] Il capo dell'esecutivo boliviano René Barrientos, appena informato della cattura,
ordinò l'uccisione e diffuse un comunicato in cui affermava che Che Guevara era morto in
combattimento; invece Rodríguez voleva chiedere istruzioni ai suoi superiori. Guevara fu recluso nella
piccola scuola del paese, dove passò la notte. Avrebbe chiesto: «Posso avere qualcosa da mangiare? Mi
piacerebbe morire a stomaco pieno»[155] e gli sarebbe stato portato un piatto di montone con
patate.[155]

Rodríguez riferì la notizia della cattura tramite la rete dell'Agenzia in Sud America, al direttore
generale della CIA, Richard Helms, a Langley, in Virginia, mentre governava l'amministrazione
Johnson. Che Guevara fu ucciso nel primo pomeriggio successivo, il 9 ottobre 1967. Fu scelto a sorte
tra alcuni volontari, Mario Terán, un sergente dell'esercito. Su quanto accadde dopo, esistono diverse
versioni. Qualcuno dice che Terán era troppo nervoso, al punto di uscire dal locale e dover essere
ricondotto dentro a forza. Per altri, non volle guardare Guevara in faccia, così da sparargli alla gola,
ferita che sarebbe stata fatale. Per altri ancora, il sergente avrebbe avuto bisogno di ubriacarsi, al fine
di portare a termine il compito. La versione più accreditata racconta che Guevara ricevette diversi
colpi d'arma da fuoco alle gambe, sia per evitare di deturpargli il volto e ostacolarne l'identificazione,
sia per simulare ferite in combattimento, così da nascondere l'esecuzione sommaria del prigioniero,
così come lo stesso Félix Rodríguez ammetterà in un'intervista del 2017, affermando che era già stata
data la notizia per radio che il Che era morto in combattimento. Rodríguez, dopo aver parlato col
Guevara uscì dalla stanza e disse a Mario Terán di non sparargli in volto, perché apparisse morto in
combattimento. Poi si appartò a un centinaio di metri e da lì, e passate da poco le 13:00 del 9 ottobre,
udì la breve scarica di mitra di Terán che mise fine alla vita del Che.[156][157]

Le sue ultime parole sarebbero state: «Addio figli miei, Aleida, Fidel fratello mio».[155] Avrebbe accolto
così il suo uccisore: «Lei è venuto a uccidermi. Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo».[158] Il
suo corpo fu legato ai pattini di un elicottero e portato a Vallegrande, dove venne adagiato su un piano
di lavaggio dell'ospedale e mostrato alla stampa.[159] Le fotografie prese allora fecero nascere leggende
come quelle di San Ernesto de La Higuera e El Cristo de Vallegrande:[160] ancora oggi in Bolivia
esiste una sorta di culto religioso intorno alla figura di Guevara, nato dalla somiglianza della
prospettiva delle foto con quella del Cristo morto di Andrea Mantegna[161] e dal fatto che il cadavere
aveva ancora gli occhi aperti a causa del vento e «guardava come se fosse vivo», come riporta una
testimonianza. Immagini del Che si ritrovano difatti, spesso, in luoghi di culto boliviani, specialmente
a La Higuera.[162][163] Dopo l'esecuzione, Rodríguez prese per sé oggetti personali di Guevara e negli

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anni seguenti avrebbe spesso mostrato con orgoglio ai giornalisti questi cimeli. Dopo che un medico
militare ebbe amputato le mani al cadavere onde identificare le impronte, l'esercito boliviano fece
sparire il corpo, rifiutandosi di rivelare se i resti fossero stati sepolti o cremati.

Secondo una versione opposta la CIA non aveva interesse nella


morte di Che Guevara, secondo l'agente segreto americano
William Blum, il programma della CIA era di portare Guevara a
Panamá e usarlo per fare un processo contro Cuba.[164] A sostegno
di questa tesi, Antonio Moscato scrive che Barrientos non voleva
il processo di Che Guevara, perché si sarebbe trasformato in una
tribuna rivoluzionaria, come aveva fatto anni prima Fidel Castro a
Cuba con Batista.[165] Un altro fatto, di minore rilevanza, collegato
alla cattura e alla morte di Guevara fu l'arresto di Régis Debray:
Il Mausoleo di Che Guevara, con la
nell'aprile 1967 le forze governative boliviane catturarono Debray,
tomba sotto il monumento, a Santa
un giovane francese, professore di filosofia all'Università
Clara (Cuba) dell'Avana, che aveva studiato all'École Normale Supérieure con il
filosofo marxista Louis Althusser,[166] accusandolo di collaborare
alla guerriglia. Debray dichiarò con forza di lavorare solo come
giornalista e rivelò che Guevara, scomparso da tempo, stava guidando la guerriglia. Il processo a
Debray (che divenne un caso internazionale) era appena incominciato quando le autorità boliviane,
l'11 ottobre, riportarono (falsamente) che Guevara era stato ucciso nello scontro con le forze
governative dei giorni precedenti.

Il 15 ottobre Castro riconobbe pubblicamente la morte di Guevara e proclamò tre giorni di lutto
nazionale. La morte del Che fu vista come un grave fallimento per i movimenti rivoluzionari di
impronta socialista operanti nell'America Latina e nel resto del terzo mondo. Il 28 giugno 1997 i resti
del cadavere di Guevara furono esumati in una fossa comune vicino alla pista di volo a Vallegrande; a
guidare gli scavi fu l'antropologo cubano Jorge Gonzalez che il 2 luglio annunciò lo storico
rinvenimento.[167][168] Pochi giorni dopo le spoglie del Che venivano riportate a Cuba e accolte nella
base militare di San Antonio de los Banos, 35 chilometri a Sud di L'Avana, da Fidel Castro, suo fratello
Raúl, ministro delle FAR (Forze armate rivoluzionarie), la vedova del Che, Aleida March, i figli Aleida,
Celia, Camilo ed Ernesto, alcuni dirigenti politici e militari e gli amici.[169]

Dall'11 al 13 ottobre 1997 a Cuba fu proclamato lutto nazionale:[170] le ossa di Guevara, assieme a
quelle di sei altri combattenti cubani morti durante la campagna in Bolivia, furono pubblicamente
commemorate[171] e quindi tumulate il 17 con tutti gli onori militari in un mausoleo costruito
appositamente nella città di Santa Clara,[172] dove trentanove anni prima aveva vinto quella che era
stata ritenuta la battaglia decisiva della rivoluzione cubana. Il monumento è corredato da una grande
statua con la scritta "Hasta la victoria siempre" e da una lapide recante la parte iniziale del testo del
famoso ordine di servizio firmato da Fidel Castro il 21 agosto 1958, con cui venivano comunicate le
istruzioni operative per la colonna numero 8, comandata da Guevara: "Se asigna al comandante
Ernesto Guevara la misión de conducir desde la Sierra Maestra hasta la provincias de Las Villas
una Columna rebelde y operar en dicho territorio de acuerdo con el plan estratégico del Ejército
rebelde".

La giovane che "vendicò" Che Guevara

La mattina del 1º aprile 1971 Roberto Quintanilla, l'ex colonnello dei servizi segreti boliviani che aveva
voluto la morte di Che Guevara e che aveva posato trionfante sul corpo del suo luogotenente Inti
Peredo, venne assassinato nella sede del consolato boliviano di Amburgo. I colpi mortali partirono da
una Colt Cobra registrata a nome di Giangiacomo Feltrinelli. La vendetta si consumò per mano di
Monika Ertl, una giovane di origine tedesche che aveva abbracciato gli ideali rivoluzionari.[173]

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Per attuare il suo piano, la giovane si era finta una giornalista australiana ed aveva chiesto di poter
intervistare il neo console Quintanilla. Non appena entrata nello studio consolare, Monika Ertl
estrasse dalla borsa la pistola e sparò tre colpi, che colpirono tutti l'ex colonnello dei servizi segreti.
Nella fuga la donna abbandonò nello studio la pistola, la borsa, una parrucca ed un biglietto con su
scritto: "Vittoria o morte".

Si scoprì poi che la giovane aveva combattuto in seconda linea in Bolivia assieme a Che Guevara, e che
dopo la sua morte era entrata a far parte dell'E.L.N. (Esercito di Liberazione Nazionale) boliviano[174].

Dopo l'uccisione di Roberto Quintanilla della ragazza si persero le tracce, per poi scoprire che era
tornata in Bolivia a combattere con l'E.N.L. Monika Ertl morirà due anni dopo, nel 1973, a seguito di
un'imboscata da parte dell'esercito boliviano. Il luogo di sepoltura non è mai stato reso noto[175].

Vita privata
Ernesto Guevara si sposò due volte ed ebbe cinque figli.

Il primo matrimonio fu con Hilda Gadea[176] il 18 agosto del 1955,


in Messico. Hilda era un'economista e dirigente peruviana
dell'APRA che conobbe Guevara in Guatemala. Insieme ebbero
una figlia, Hilda Beatriz Guevara Gadea, detta Hildita, nata il 15
febbraio del 1956 e morta il 21 agosto 1995.[177] Guevara divorziò
da Hilda nel 1959, dopo la rivoluzione Hilda ricoprì alti incarichi
a Cuba dove si era definitivamente trasferita, scrivendo anche un
libro dal titolo Che Guevara: los años decisivos. Morì nel 1974 a
Nella foto, da sinistra a destra:
L'Avana.
Aleida March, Camilo, Hilda, Celia e
Aleida, 1963
Il secondo matrimonio fu con Aleida March Torres, avvenuto a
L'Avana il 2 giugno del 1959. Aleida era una militante del
Movimento del 26 luglio della provincia di Villa Clara e conobbe
Guevara quando questi stava sviluppando la sua offensiva finale al regime di Batista, poco prima della
battaglia di Santa Clara. Insieme ebbero quattro figli: Aleida Guevara March, nata il 24 novembre del
1960, Camilo Guevara March (nato il 20 maggio 1962), Celia Guevara March (14 giugno 1963) ed
Ernesto Guevara March (24 febbraio 1965).

Lo storico messicano Jorge Castaneda nel suo libro Compañero, vita e morte di un mito menziona
anche di un figlio di Guevara avuto da una relazione extramatrimoniale con Lidia Rosa López, Omar
Perez, nato il 18 marzo del 1964.[178]

Guevara come icona rivoluzionaria


La figura di Ernesto Guevara è assurta alla dimensione di mito per quella parte di persone che si
riconoscono nei suoi ideali rivoluzionari.

A testimonianza della grande risonanza mediatica dell'immagine di Guevara si può portare ad


esempio il fatto che la fotografia del Che scattata il 6 marzo 1960 dal fotografo Alberto Korda e da
questi regalata all'editore italiano Giangiacomo Feltrinelli è diventata una delle immagini più famose
del XX secolo, la più celebre secondo l'Istituto d'Arte del Maryland.[179] Meno nota è la circostanza
dello scatto: fu realizzata da Korda durante il funerale di Stato dei 101 morti causati dall'esplosione
del cargo "la Coubre" il 4 marzo 1960 ormeggiato al porto di La Habana. La responsabilità diretta di
questo atto terroristico è da attribuirsi agli esuli anticastristi e dall'appoggio logistico e finanziario
della CIA nell'ambito dell'operazione Mongoose.

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Guevara è stato interpretato al cinema da Francisco Rabal (1968),


Omar Sharif (1969), Antonio Banderas (1996), Alfredo Vasco
(1999), Gael García Bernal (2004), Eduardo Noriega (2003), Jesu
Garcia (2005) e Benicio del Toro (2008).

Opposizione alla sua figura


Alcuni autori hanno accusato Guevara per la sua concezione
ideologica, che reputano esemplificata tra l'altro dalla seguente
dichiarazione del Che: Durante la protesta Occupy Wall
Street, svoltasi nel 2011, un
manifestante porta un cartello col
«L'odio come fattore di lotta; l'odio intransigente contro il motto del Che
nemico, che permette all'uomo di superare i suoi limiti
naturali e lo trasforma in una efficace, violenta, selettiva
e fredda macchina per uccidere. I nostri soldati devono
essere così: un popolo senza odio non può distruggere
un nemico brutale. Bisogna portare la guerra fin dove il
nemico la porta: nelle sue case, nei suoi luoghi di
divertimento. Renderla totale. Non bisogna lasciargli un
minuto di tranquillità [...] farlo sentire come una belva
braccata.»

(dal Messaggio alla Tricontinental il 16 aprile 1967, articolo di Ernesto


Guevara pubblicato in quattro lingue, ovverosia spagnolo, inglese,
francese e italiano, a cura della Segreteria Esecutiva dell'OSPAAAL,
l'Organizzazione della Solidarietà dei Popoli d'Africa, Asia e America
Latina leggibile nel suo testo originale (in spagnolo),[180] in inglese[181]
e in italiano.[182][183])

Accuse vengono mosse anche in relazione al ruolo che Che


Guevara ha avuto come giudice d'appello nel contesto
dell'applicazione delle cosiddette "Ley de la Sierra": si trattava di
una normativa penale risalente al XIX secolo.[184] Tali "Ley de la
Sierra" comminavano la pena capitale per i criminali[185] e
vennero estese all'intero territorio cubano nel 1959, allo scopo di
perseguire coloro che erano considerati "criminali di guerra".
A
proposito di queste accuse, Jon Lee Anderson afferma di non aver
trovato fonti credibili che attribuiscano a Guevara la morte di
innocenti, bensì di quanti si erano macchiati di colpe come stupri,
torture e omicidi e di aver condotto le sue ricerche anche tra gli
anticastristi e la comunità cubana in esilio.[186] Nel corso dei
processi tenutisi a La Cabana nel periodo summenzionato venne Il presidente brasiliano Jânio
inflitta la pena di morte per fucilazione [187]
seppure le fonti siano Quadros consegna a Ernesto
discordi sul numero esatto dei condannati. [188][189][190]
Jon Lee Guevara l'Ordine della Croce del
Anderson, tuttavia, riporta che Guevara, giunto alla fortezza della Sud, 1961
Cabana, trattò con rispetto molti ufficiali dell'esercito
sconfitto.[191] A La Cabana furono istituiti due tribunali
rivoluzionari, uno per giudicare poliziotti e soldati, uno per i civili;[192] Guevara non era membro di
nessuno dei due, ma nella sua posizione di comandante della guarnigione esaminava le richieste di
appello e i presidenti dei tribunali erano suoi subordinati.[193]
D'altra parte, Roberto Occhi cita
Castaneda: "Le responsabilità di Guevara negli eventi della Cabana [...] devono comunque essere
considerate nel contesto di quel tempo. Non ci fu nessun bagno di sangue, né fu sterminata gente
innocente [...]. Dopo gli eccessi di Batista e lo sfogo di passioni in quei mesi d'inverno è anzi
sorprendente il fatto che ci siano state così poche violenze ed esecuzioni".[194]
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Tali processi e le relative esecuzioni sono state tacciate di arbitrarietà: il rispetto dei diritti
dell'imputato, come la presunzione d'innocenza e il diritto a un giusto processo, secondo i critici,
sarebbe stato meramente formale e non sostanziale, il che sarebbe dimostrato dalla brevità dei
procedimenti giudiziali e dalla violazione fattuale del diritto di difesa.[195] Il modo in cui i processi
vennero condotti e le condanne inflitte suscitarono scandalo e proteste presso la stampa occidentale e
in particolare presso il Time.[185] Jon Lee Anderson, invece, riporta le testimonianze di Miguel Angel
Duque de Estrada e Orlando Borrego per l'istruzione dei processi: coloro che si erano macchiati di
colpe estreme, come torture ed assassinii, venivano condannati, non chi si era reso colpevole di reati
leggeri. Quanti avevano subito dei maltrattamenti non potevano essere tra coloro che giudicavano gli
imputati proprio per evitare estremismi. Anderson riporta che i processi erano corretti nella sostanza,
con avvocati di difesa, testimoni, pubblico e pubblica accusa[196].
Secondo quanto riporta Taibo, il
tribunale rivoluzionario riservato ai civili non comminò pene capitali[197]. Il Che credeva nella giustizia
rivoluzionaria e la pressione dell'opinione pubblica in questo senso era molto forte, tuttavia, il
biografo scrive che Guevara disse, rivolgendosi ad un gruppo di ribelli troppo solleciti nel voler
ottenere una giustizia immediata: «Né voi né nessuno può farsi giustizia da solo. Esistono dei
tribunali rivoluzionari»[197]. Sempre riferendosi al Che, Taibo scrive anche che "risultano
assolutamente irreali le versioni diffuse tra gli esuli cubani che lo fanno diventare il macellaio della
Cabana, personalmente responsabile di tutte le fucilazioni avvenute a Cuba"[197].

Nel 1960 inaugura il sistema concentrazionario cubano, venendo posto a capo del primo campo di
lavoro castrista, creato quell'anno a Guanahacabibes sulla penisola di Guahana allo scopo di punire,
per stessa ammissione di Guevara, "la gente che ha mancato nei confronti della morale
rivoluzionaria".[198] Il periodo di attività del campo si protrasse ben oltre il periodo in cui Guevara ne
fu a capo.[199][200][201][202]
Régis Debray, ideologo dei focolai di guerriglia rivoluzionari, compagno di
Guevara in Bolivia e suo delatore dopo essere stato arrestato, affermò con riferimento a questi che «è
stato lui e non Fidel a ideare il primo "campo di lavoro correzionale"».[203] Guevara è stato visto da
alcuni come la mente del regime castrista nella sua prima fase di vita (all'incirca tra il 1959 e il 1965)
ed è stato pertanto considerato responsabile o comunque complice di quanto avvenuto in questa parte
della storia di Cuba.[199]
Per quanto riguarda Guanahacabibes, in Taibo, invece, si legge che il campo
di lavoro comprendeva un centinaio di persone, senza vigilanza e fornite di armi. È un villaggio
autosufficiente, dove, nei casi di indisciplina o errori nel lavoro, si rimaneva da alcune settimane ad
un massimo di un anno.
Chi subiva la sanzione, poteva ricorrere in appello. Il ministero si occupava
dei bisogni della famiglia di chi stava nel campo per tutto il periodo. Al suo ritorno, il lavoratore
riprendeva il suo posto al ministero. Guevara andava la domenica per dividere il lavoro con gli
occupanti del campo.[204] Secondo invece lo storico Jorge G. Casteṅeda, Che Guevara nell'istituire il
primo campo di lavoro a Guanahacabibes mostrò la sua corresponsabilità nella repressione dei
dissidenti politici effettuata dal regime castrista.[205]

Riguardo alla "rieducazione" dei dissidenti e degli omosessuali tra il 1965 e il 1968 negli UMAP
(Unidad Militar de Ayuda a la Producción) la cui creazione è successiva alla partenza di Guevara da
Cuba, va rilevato che Castro nel 2010, ha chiesto pubblicamente scusa riguardo agli omosessuali,
assumendosene la responsabilità politico-morale, sostenendo che «se qualcuno è responsabile, sono
io. Non darò la colpa a nessuno».[206]

Scritti di Guevara
Guevara fu autore di poesie e di saggi letterari e storici, interessanti anche perché contengono le sue
osservazioni politiche, come è possibile per esempio riscontrare nel commento che scrisse sul libro di
Pablo Neruda intitolato Canto Generale.[207]

Guevara fu autore di La guerra di guerriglia, un libro di strategia militare, che tratta del modo di
condurre guerre irregolari. Venne considerato per un certo tempo un testo utile per comprendere,
condurre e contrastare le strategie di guerra basate sulla guerriglia.[208] Secondo molti, invece, la sua
uccisione in Bolivia testimonia come, in materia, non esistano strategie risolutive.[209] Guevara

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credeva che un piccolo gruppo (foco) di guerriglieri, attaccando


violentemente il governo, avrebbe potuto stimolare fra la
popolazione sentimenti rivoluzionari, grazie ai quali non sarebbe
stato necessario costituire dei movimenti molto forti e portare
avanti la lotta rivoluzionaria con fasi regolari prima di lanciare
l'insurrezione armata finale. Era infatti convinto che il consenso
popolare fosse indispensabile per la rivoluzione e che senza di
esso non fosse possibile portare avanti alcun movimento
rivoluzionario.

Coloro che sostengono ancor oggi la validità delle strategie


esposte in La guerra di guerriglia attribuiscono l'insuccesso di
Guevara in Bolivia alla particolare realtà boliviana, nella quale i
contadini, che avrebbero dovuto costituire la base dell'esercito di
Guevara per la progettata rivoluzione boliviana, guardavano con
diffidenza gli stranieri che dicevano di combattere per loro, il che
determinò l'isolamento del gruppo di Guevara.[210] Essi affermano Guevara con il celebre sigaro
Montecristo
che sulle cause dell'insuccesso boliviano avrebbe pesato anche il
contesto internazionale: i partiti comunisti boliviani non
avrebbero collaborato alla progettata insurrezione, e in quella fase
delicata della guerra fredda ogni tentativo di riproporre la
"rivoluzione mondiale" non sarebbe stato ben visto nei maggiori
paesi del blocco socialista.[211]

Tra i suoi scritti anche Prima di morire. Appunti e note di lettura,


che raccoglie citazioni ritrovate dopo la morte di Guevara in un
suo quaderno di appunti.

Guevara si mostrò sempre umile nei propri diari e nelle Altra immagine celebre del
corrispondenze con la famiglia e gli amici, minimizzando Comandante con il sigaro
l'importanza del suo ruolo negli eventi.[55] Nonostante nelle
battaglie fu sempre l'ultimo a ripiegare,[111] nel primo attacco della
sua colonna, quello alla caserma di Bueycito nell'agosto 1957,
ammise di essersi dato alla fuga, analogamente a come aveva fatto
durante l'attacco di sorpresa di Altos de Espinosa.[212] A proposito
il giornalista argentino Rodolfo Walsh dichiarò anni dopo: «Che
io ricordi, nessun capo militare, nessun generale, nessun eroe
aveva mai descritto sé stesso in fuga in due occasioni».[212]

Edizioni italiane delle opere di Guevara


La guerra per bande, Milano, Edizioni Avanti!, 1961.
Sulla Sierra con Fidel. Cronache della rivoluzione cubana,
Roma, Editori Riuniti, 1965.
Creare due, tre molti Viet-Nam. È la parola d'ordine, Milano,
Libreria Feltrinelli, 1967.
Da un altro Vietnam, Roma, Samonà e Savelli, 1967.
La guerra di guerriglia e altri scritti politici e militari, Milano, Famoso rilievo scultoreo di Che
Feltrinelli, 1967. Guevara, opera dell'artista cubano
Enrique Ávila, ispirato alla celebre
Lettere, diari e scritti, Roma, Tindalo, 1967.
fotografia del Che di Alberto Korda,
Il socialismo e l'uomo a Cuba, Milano, Libreria Feltrinelli, Plaza de la Revolución, L'Avana,
1967. Cuba
Ai giovani; Cuba non è un'eccezione storica, Roma, Samona
e Savelli, 1968.
https://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara 18/28
10/6/2021 Che Guevara - Wikipedia

Contro la burocrazia; Che cos'è un quadro rivoluzionario; Operai e partito, Roma, Samonà e
Savelli, 1968.
Diario in Bolivia, Milano, Feltrinelli, 1968.
Opere, 3 voll., Milano, Feltrinelli, 1968-1969.

I, La guerra rivoluzionaria, Milano, Feltrinelli, 1968.


II, Le scelte di una vera rivoluzione, Milano, Feltrinelli, 1968.
III, Nella fucina del socialismo, Milano, Feltrinelli, 1969.

Questa grande umanità, Roma, Tindalo, 1968.


Scritti, discorsi e diari di guerriglia. 1959-1967, Torino, Einaudi, 1969.
Il marxismo vivente del Che. Raccolta di scritti di Ernesto Che Guevara, Milano, Nuove Edizioni
Internazionali, 1987.
Scritti politici e privati di Che Guevara, Roma, Editori Riuniti, 1988. ISBN 88-359-3152-5
Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta, Milano, Feltrinelli, 1993. ISBN 88-07-
81259-2
Latinoamericana. Due diari per un viaggio in motocicletta, Milano, Feltrinelli, 1993. ISBN 88-07-
42069-4
La costruzione del partito nel pensiero del Che, Sesto San Giovanni, Il papiro, 1993.
Scritti scelti, 2 voll., Roma, Erre Emme, 1993. ISBN 88-85378-50-1
L'anno in cui non siamo stati da nessuna parte. Il diario inedito di Ernesto Che Guevara in Africa,
Firenze, Ponte alle Grazie, 1994. ISBN 88-7928-275-1
Diario da Cuba, Roma, Libera informazione, 1994.
Calida presencia. Lettere di Che Guevara a Tita Infante, 1952-1956, Milano, Punto rosso, 1996.
La conquista della speranza. Diari inediti 1956-1957, con Raúl Castro, Milano, M. Tropea, 1996.
ISBN 88-438-0000-0
Ideario, Roma, Grandi tascabili economici Newton, 1996. ISBN 88-8183-384-0
Diario della rivoluzione cubana, Roma, Grandi tascabili economici Newton, 1996. ISBN 88-8183-
544-4
I giovani, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-110-3
Cuba: eccezione storica o avanguardia nella lotta al colonialismo?, Milano, Baldini & Castoldi,
1996. ISBN 88-8089-106-5
L'economia (Che y la economia), Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-107-3
Politica e sviluppo, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-157-X
Lettere scelte, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-159-6
Opere scelte, 2 voll., Milano, Baldini & Castoldi, 1996.

I, L'azione armata, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-8089-185-5


II, La trasformazione politica, economica e sociale, Milano, Baldini & Castoldi, 1996. ISBN 88-
8089-186-3

Diario di Bolivia. Illustrato e versione definitiva, Roma, Erre Emme, 1996. ISBN 88-85378-87-0
La rivoluzione dei popoli oppressi, Roma, Datanews, 1996. ISBN 88-7981-036-7
Breviario, Milano, Rusconi, 1997. ISBN 88-18-36116-3
Passaggi della guerra rivoluzionaria, Roma, Erre Emme-La Habana, Editora politica, 1997. ISBN
88-457-0107-7
Testi essenziali, Roma, Erre Emme, 1997. ISBN 88-457-0108-5
Prima di morire. Appunti e note di lettura, Milano, Feltrinelli, 1998. ISBN 88-07-81491-9
Poesie e scritti sulla letteratura e l'arte, Roma, Grandi Tascabili Economici Newton, 1999. ISBN
88-8289-237-9

https://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara 19/28
10/6/2021 Che Guevara - Wikipedia

Passaggi della guerra rivoluzionaria: Congo, Milano, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 88-200-2698-
8
Otra vez, Milano, Sperling & Kupfer, 2000. ISBN 88-200-2990-1
Il sogno rivoluzionario, Roma, Newton & Compton, 2000. ISBN 88-8289-451-7
Diario della rivoluzione cubana, Roma, Grandi Tascabili Economici Newton, 2002. ISBN 88-8289-
753-2
Poesie, Napoli, Liguori, 2002. ISBN 88-207-3464-8
America latina. Il risveglio di un continente, Milano, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-42116-X
Leggere Che Guevara. Scritti su politica e rivoluzione, Milano, Feltrinelli, 2005. ISBN 88-07-
42113-5
La storia sta per cominciare. Una biografia per immagini, Milano, Oscar Mondadori, 2005. ISBN
88-04-54879-7
Sui giovani e sull'università, Napoli, La Città del Sole, 2005. ISBN 88-8292-271-5
Giustizia globale, Milano, Oscar Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55373-1
La guerra rivoluzionaria a Cuba, Milano, Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-58080-5

Onorificenze
Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Egitto)
— 1959[213]
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
«Per la sua collaborazione alla promozione di relazioni amichevoli tra i due paesi»

— 1960[214]
Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
— agosto 1961[215]
Ordine della Grande Rivoluzione del 1º settembre (Libia)
«Per esprimere a Vostra Eccellenza, al governo di Cuba e al popolo cubano, la nostra
gratitudine e il nostro rispetto»

— 1990[216]
Battaglia di San Jacinto dell'Ordine Augusto César Sandino (Nicaragua)
— 2008[217]

Filmografia parziale
Che! (1969), regia di Richard Fleischer
Evita (1996), regia di Alan Parker
I diari della motocicletta (2004), regia di Walter Salles
Che - L'argentino (2008), regia di Steven Soderbergh
Che - Guerriglia (2008), regia di Steven Soderbergh

Note
riferisce che quest'ultima le abbia confidato di
1. ^ Claudia Furiati, La storia mi assolverà : vita essere incinta al momento del matrimonio con
di Fidel Castro, una biografia consentita, il Ernesto Guevara Lynch, che la vera data di
Saggiatore, p. 429, ISBN 978-88-565-0183-4. nascita del figlio era il 14 maggio e che il
2. ^ Il certificato di nascita di Ernesto Guevara certificato di nascita era stato falsificato
riporta la data del 14 giugno 1928. Julia posticipando la data di nascita di un mese per
Constenla, storica e amica personale della evitare lo scandalo. (ES) Intervista a Julia
madre di Ernesto Guevara, Celia de la Serna, Constenla di Luciana Peker, Pagina/12, 3
https://it.wikipedia.org/wiki/Che_Guevara 20/28
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marzo 2005 (http://www.pagina12.com.ar/diari p://urumelb.tripod.com/che/literatura/biografia.


o/suplementos/las12/13-1788-2005-03-03.htm htm) il 15 agosto 2014 in Internet Archive..
l)). Il biografo Jon Lee Anderson ritiene valida 13. ^ Martínez Vivot, José María (1990): artículo
questa versione dei fatti. Cfr: Anderson, Jon en el Boletín n.º 5. Buenos Aires: Centro de
Lee, Che Guevara: una vida revolucionaria, Estudios Genealógicos, 1990.
Barcellona: 1997, Anagrama, pag. 17 e, nella 14. ^ Carlos Manuel De la Serna, Descendientes
traduzione in inglese, Che Guevara: A de Domingo de la Serna y Paliza, Genealogía
Revolutionary Life, New York: 1997, Grove de la familia De la Serna, 2008. URL consultato il
Press, pp. 3 e 769. 13 febbraio 2009.
3. ^ (EN) Vedi qui (http://www.pix.dk/korda2.htm). 15. ^ Antonio Castejón, Los Guevara y los De La
Nel 2000 Korda ottenne dal produttore di Serna del Che Guevara, in Euskalnet.
alcolici Smirnoff un risarcimento di 50 000
dollari per l'utilizzo illecito dell'immagine in una 16. ^ Relatos, hallazgos y evocaciones de
campagna pubblicitaria. Tale cifra venne nuestro pasado Historias inesperadas, La
tuttavia donata dallo stesso Korda al servizio sangre guaraní de Belgrano, Bioy y el Che,
sanitario cubano. Diario La Nación, 16 maggio 2011. URL
consultato il 27 dicembre 2016.
4. ^ «[...] Lo sviluppo dei paesi, che iniziano il
cammino verso la liberazione 17. ^ Narciso Binayán Carmona, Historia
[dall'imperialismo] deve essere a carico dei genealógica argentina Buenos Aires, Buenos
paesi socialisti. Non può esistere il socialismo Aires, Emecé Editores, 1999, ISBN 950-04-
se nelle coscienze non si opera un 2058-9.
cambiamento che provochi un nuovo 18. ^ Leonor "Iboty-I Yu" Moquiracé (india
atteggiamento fraterno nei confronti guaraní), in Geni.
dell'umanità tanto da un punto di vista 19. ^ Formación de la sociedad paraguaya, in
individuale, cioè nella società nella quale si ABC, Paraguay, 8 maggio 2009. URL consultato
sta costruendo il socialismo o è già stato il 3 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 12
costruito, quanto da un punto di vista maggio 2018).
mondiale nei riguardi di tutti i popoli che 20. ^ Nella lingua spagnola una persona può
soffrono l'oppressione imperialista» Discorso inserire nel proprio cognome sia quello del
del 24 febbraio 1965 al Secondo Seminario padre che quello della madre, sebbene solo in
Economico di Solidarietà Afroasiatica quest'ordine. Alcune persone li mettono
https://www.youtube.com/watch? entrambi, altre solo quello del padre. Nel caso
v=ilWnczCS8WI di Guevara, è stato aggiunto Lynch quando si
5. ^ idel Castro, Hemingway e il Che. Le foto di è voluto enfatizzare la sua discendenza
Korda vanno all'asta, Il Corriere, 24 febbraio irlandese, mentre de la Serna è utilizzato per
2010. rispetto nel confronti della madre.
6. ^ Maryland Institute of Art, Che Guevara 21. Taibo II, p. 19.
photographer dies, BBC News, 26 maggio 22. Taibo II, p. 20.
2001.
23. Taibo II, p. 22.
7. ^ Secondo altre fonti il 14 maggio
24. ^ Taibo II, pp. 21-22.
8. Taibo II, p. 18.
25. Taibo II, p. 21.
9. «Ernesto "Che" Guevara. Primeros años» (htt
p://www.lajiribilla.co.cu/2005/n230_10/historia. 26. Taibo II, p. 24.
html), artículo de William Gálvez, en La 27. Taibo II, p. 23.
Jiribilla. Consultado el 16 de marzo de 2013. 28. Taibo II, p. 25.
10. ^ «Los padres (https://pendientedemigracion. 29. ^ Simone Battaggia, «Ho giocato col Che.
ucm.es/info/bas/utopia/html/bioche02.htm) Placcatore ribelle», in La Gazzetta dello
[del Che]». Sport, 21 giugno 2007.
11. ^ Árbol genealógico de la familia De la Serna. 30. Taibo II, p. 26.
(http://www.familiadelaserna.com.ar/descen_d 31. Taibo II, p. 27.
go_serna_paliza/d1.htm) Consultado el 16 de
32. Taibo II, p. 29.
marzo de 2013.
33. ^ Biagi 1989, p. 194.
12. ^ «Biografía del Che» (http://urumelb.tripod.co
m/che/literatura/biografia.htm) Archiviato (http 34. Taibo II, p. 38.
s://web.archive.org/web/20140815092245/htt 35. Taibo II, p. 28.

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10/6/2021 Che Guevara - Wikipedia

36. ^ Taibo II, p. 32. 63. ^ Taibo II, pp. 72-73.


37. ^ Taibo II, p. 33. 64. ^ Taibo II, pp. 73-74.
38. ^ Taibo II, pp. 33-34. 65. Taibo II, p. 74.
39. ^ Taibo II, p. 34. 66. Taibo II, p. 73.
40. ^ Jorge Castañeda, Compañero. Vita e morte 67. ^ Taibo II, pp. 74-75.
di Ernesto Che Guevara, 1997, p. 61: nel 68. ^ Taibo II, p. 78.
1952 Guevara dette gli ultimi esami «in 69. ^ Taibo II, p. 86.
quattro sessioni: uno in ottobre, tre in
novembre e dieci in dicembre». L'uomo 70. ^ Taibo II, p. 84.
d'affari e attivista anti-castrista Enrique Ros, 71. ^ Taibo II, p. 87.
nel suo libro Ernesto Che Guevara: mito y 72. ^ Taibo II, p. 80.
realidad dubita che Guevara si sia 73. ^ Taibo II, p. 88.
effettivamente laureato, sostenendo che
all'Università di Buenos Aires non esisterebbe 74. Taibo II, p. 90.
documentazione al riguardo. 75. ^ Taibo II, p. 91.
41. ^ Taibo II, p. 35. 76. ^ Taibo II, p. 92.
42. Taibo II, p. 42. 77. ^ Taibo II, p. 96.
43. ^ Taibo II, p. 43. 78. ^ Taibo II, p. 97.
44. Taibo II, p. 45. 79. ^ Taibo II, p. 100.
45. Taibo II, p. 46. 80. ^ Taibo II, p. 99.
46. Taibo II, p. 47. 81. ^ Taibo II, p. 98.
47. ^ Taibo II, p. 49. 82. ^ Taibo II, p. 101.
48. Taibo II, p. 50. 83. Taibo II, p. 104.
49. ^ Taibo II, pp. 50-51. 84. ^ Archivio Corriere della Sera, su
archiviostorico.corriere.it.
50. ^ Dai cenni biografici presenti sul risvolto di
copertina di Diario in Bolivia, Feltrinelli. 85. ^ Che Guevara: la più completa biografia,
51. ^ Taibo II, pp. 54-55. Roberto Occhi, Verdechiaro edizioni, 2007,
ISBN 88-88285-29-6, 9788888285290, pag.
52. ^ Taibo II, p. 62. 70
53. ^ Taibo II, p. 66. 86. ^ Taibo II, pp. 105–110.
54. ^ Taibo II, pp. 70-72. 87. ^ Taibo II, pp. 112–113.
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Jon Lee Anderson, Che Guevara, Roma, Fandango, 2009
Antonio Moscato, Il Che inedito - Il Guevara sconosciuto, anche a Cuba, Edizioni Alegre, Roma,
2006

Voci correlate
Alberto Granado
Abd el-Krim
Camilo Cienfuegos
Che Guevara nella cultura di massa
Crisi dei missili di Cuba
Comunismo
Dottrina del focolaio
Fidel Castro
Guerriglia
Harry Villegas
La guerra di guerriglia
Movimento del 26 luglio
Storia di Cuba
Raúl Castro
Rivoluzione cubana
Storia contemporanea della Bolivia
Socialismo
UMAP

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Collegamenti esterni

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Ernesto Che Guevara (1967-2007)
(ES) Che, Guía y Ejemplo: (https://web.archive.org/web/20110910062142/http://www.sancristobal.
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(EN) n79018345 (http://id.loc.gov/authorities/names/n79018345) · GND (DE) 118543369
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(ES) XX890987 (http://catalogo.bne.es/uhtbin/authoritybrowse.cgi?action=display&author
ity_id=XX890987) (data) (http://datos.bne.es/resource/XX890987) · NLA (EN) 35156105
(https://nla.gov.au/anbd.aut-an35156105) · NDL (EN, JA) 00441936 (https://id.ndl.go.jp/au
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