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10/6/2021 Jorge Luis Borges - Wikipedia

Jorge Luis Borges


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Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo noto


semplicemente come Jorge Luis Borges (IPA: [ˈxorxe ˈlwis
ˈborxes], ; Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno
1986) è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore, filosofo e
accademico argentino.

Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e


al genere fantastico. Il critico Ángel Flores, primo ad utilizzare
l'espressione "realismo magico" per definire quel genere che
intende rispondere al realismo e al naturalismo dominante del
XIX secolo[1][2], considera come inizio di tale movimento la
pubblicazione del libro di Borges Storia universale dell'infamia
(Historia universal de la infamia)[2].

È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX


secolo, ispirato tra gli altri da Macedonio Fernández, Rafael
Cansinos Assens, dalla letteratura inglese (Chesterton, Kipling,
Stevenson, Wells, De Quincey, Shaw), da quella tedesca
(Schopenhauer, Heine, Kafka) e dal taoismo. Narratore, poeta e Jorge Francisco Isidoro Luis Borges
saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha Acevedo
saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi
del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri
misteriosi e magici, gli slittamenti temporali), sia per la sua più
ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si
manifesta "l'incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per
dirci il loro segreto"[3].
Firma di Jorge Luis Borges
Oggi l'aggettivo «borgesiano» definisce una concezione della vita
come storia (fiction), come menzogna, come opera contraffatta
spacciata per veritiera (come nelle sue famose recensioni di libri
immaginari, o le biografie inventate), come fantasia o come reinvenzione della realtà.

Indice
Biografia
L'infanzia e il soggiorno europeo
Gli inizi della carriera letteraria
La maturità
Borges e il Premio Nobel
Gli ultimi anni
Influenza nella cultura moderna
Orientamento politico
Borges e il peronismo
Il rapporto con la dittatura militare
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Tematiche[4]
Temi ricorrenti
Temi internazionali
Temi religiosi
Opere
Romanzi
Con Adolfo Bioy Casares
Raccolte di racconti
Racconti scritti con Adolfo Bioy Casares
Raccolte di poesie
Saggi
Prologhi
Conferenze
Libro di viaggio
Conversazioni
Onorificenze
Riferimenti Culturali
Note
Bibliografia su Borges
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Biografia

L'infanzia e il soggiorno europeo

Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo nacque prematuro (all'ottavo mese di gravidanza) nella
stessa casa di via Tucumán 840 a Buenos Aires dove era già nata sua madre.[4] Figlio di Jorge
Guillermo, avvocato e insegnante di psicologia - in lingua inglese - all'Instituto del Profesorado en
Lenguas Vivas e di Leonor Acevedo Haedo. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere
Palermo, che diventerà un luogo topico della sua opera. Il futuro scrittore - che sin da piccolo
manifestò i sintomi di quella cecità che nei Borges era ereditaria da ben 6 generazioni - venne educato
in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un'istitutrice inglese e si rivelò ben presto un
bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto - La visiera fatal - e a nove tradusse
il racconto di Oscar Wilde Il principe felice (pubblicato su El País a firma di Jorge Borges: si ritenne
che la traduzione fosse ovviamente del padre). Nel 1908 venne iscritto alla quarta classe elementare
della scuola pubblica.[4]

Nel 1914 si trasferì con i genitori, la sorella Norah (nata nel 1901) e la nonna materna - quella paterna
li raggiunse in seguito - a Ginevra, dove restò fino al 1918. Il soggiorno svizzero, durante il quale
frequentò il Collège Calvin (rue Theodore de Beze, Ginevra, fondato da Giovanni Calvino nel 1559), fu
un periodo di intensi studi (tra cui le lingue latina, francese e tedesca) e ampie letture di autori
europei. Nel 1918, dopo la morte della nonna materna, si trasferì con la famiglia dapprima a Lugano e,
l'anno successivo, a Maiorca. Qui, prima di trasferirsi a Siviglia e poi a Madrid, scrisse i suoi primi due
libri rimasti inediti: uno di poesie (Los ritmos rojos di celebrazione della rivoluzione russa) e uno di

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prose (Los naipes del tahur, Le Carte del Baro). Nel 1919, durante il soggiorno a Siviglia, per la prima
volta venne pubblicata, sul numero 37 della rivista Grecia, una sua poesia, Himno del mar (Inno al
Mare).[4]

Gli inizi della carriera letteraria

Il 24 gennaio 1921 fu
pubblicato il primo numero
della rivista letteraria
spagnola Ultra, la quale,
come appare evidente dal
nome, era l'organo di
diffusione del movimento
ultraista. Tra i collaboratori
più noti si ricordano lo stesso
Borges, Rafael Cansinos-
Assens, Ramón Gómez de la
Jorge Luis Borges nel 1940 (foto Serna e Guillermo de Torre
pubblicata nel 1968) che sposerà nel 1928 Norah
Borges.[4]

Il 4 marzo 1921 la famiglia Borges - composta dalla nonna Jorge Luis Borges nel 1969
paterna, Frances Haslam, che si era unita a Ginevra nel 1916; i
genitori, Leonor Acevedo e Jorge Guillermo Borges e la sorella
Norah Borges - si imbarcò nel porto di Barcellona sulla nave (la "Reina Victoria Eugenia") che li
avrebbe riportati a Buenos Aires.[4]
Al porto li aspettava Macedonio Fernández, la cui amicizia Borges
erediterà dal padre. Una volta a Buenos Aires egli scrisse nella rivista Cosmópolis, fondò la rivista
murale Prisma (della quale però furono pubblicati solo due numeri) e scrisse anche su Nosotros,
diretta da Alfredo Bianchi.[4]

Nel 1922 egli andò a trovare Leopoldo Lugones insieme a Eduardo Gonález Lanuza, per consegnargli
il secondo (e ultimo) numero di Prisma. Fonda la prima serie della rivista Proa con Macedonio
Fernandez e altri scrittori. Nell'agosto del 1924 seconda serie della rivista Proa con Ricardo Güiraldes,
autore di Don Segundo Sombra, Alfredo Brandán Caraffa e Pablo Rojas Paz.
Nel 1931 uscì il primo
numero di Sur, rivista fondata e diretta da Victoria Ocampo; in questo primo numero Borges
collaborò con un articolo dedicato a Coronel Ascasubi.[4]

Nel 1923, il giorno prima del secondo viaggio in Svizzera, Borges pubblicò il suo primo libro di poesie,
Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires), in cui si prefigurava, come disse lo stesso Borges,
tutta la sua opera successiva.
Fu un'edizione preparata in fretta e furia in cui erano presenti alcuni
refusi ed era priva di prologo. Per la copertina sua sorella Norah realizzò un'incisione, e ne furono
stampate all'incirca trecento copie; le poche che ancora si conservano sono considerate dei tesori dai
bibliofili: in alcune sono addirittura rinvenibili correzioni manoscritte realizzate dallo stesso Borges.
L'unica copia appartenente alla Biblioteca Nazionale Argentina è stata rubata nel 2000 insieme ad
altre prime edizioni di Borges.[4]

Più tardi scrisse, tra le altre pubblicazioni, nella rivista Martín Fierro, una delle riviste chiave della
storia della letteratura argentina della prima metà del XX secolo.[4]
Nonostante la sua formazione
europeista, Borges rivendicò con le tematiche trattate le sue radici argentine, e in particolare
"porteñas" (cioè di Buenos Aires), nelle opere come Fervore di Buenos Aires (1923), Luna di fronte
(Luna de enfrente) (1925) e Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín) (1929).[4]

Sebbene la poesia fosse uno dei fondamenti della sua opera letteraria, il saggio e la narrativa furono i
generi che gli procurarono il riconoscimento internazionale.[4]
Dotato di una vasta cultura, costruì
un'opera di grande solidità intellettuale sull'andamento di una prosa precisa e austera, attraverso la
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quale poté manifestare un distacco talora ironico dalle cose del mondo, senza per questo rinunciare al
suo delicato lirismo. Le sue strutture narrative alterano le forme convenzionali del tempo e dello
spazio per creare altri mondi di grande contenuto simbolico, costruiti a partire da riflessi, inversioni,
parallelismi. Gli scritti di Borges prendono spesso la forma di artifici o di potenti metafore con sfondo
metafisico.[4]

Tra i suoi amici di questo periodo si ricordano José Bianco, Adolfo Bioy Casares, Estela Canto e altri,
soprattutto nel novero del circolo della rivista Sur, fondata dalla sua amica Victoria Ocampo.[4]

La maturità

Nel 1938 muore il padre, cieco da


anni. Con l'aiuto del poeta Francisco
Luis Bernárdez, Jorge Luis ottenne
un posto di aiuto catalogatore alla
biblioteca municipale Miguel Cané
nel quartiere di Boedo. In questa
biblioteca poco frequentata poté
continuare la sua attività, cioè a
passare i giorni fra i libri, leggendo e
scrivendo. La vigilia di Natale dello
stesso anno, in seguito a una ferita
Jorges Luis Borges nel
alla testa, dovuta a un banale trauma
1951, foto di Grete Stern
in casa, va in setticemia e rischia la
Jorge Luis Borges nel 1963, alle
vita. Durante la convalescenza, per
prese con i problemi di vista.
aver prova di esserne ancora in
grado, scrive Pierre Menard, autor del Quijote. Nel 1946 Juan
Domingo Perón venne eletto presidente, sconfiggendo così la
Unión Democrática. Borges, che aveva appoggiato quest'ultima, manifestò la sua avversione al nuovo
governo, tanto che fu costretto ad abbandonare la sua posizione di bibliotecario.[4]

Per questo motivo egli dovette superare la sua timidezza e iniziare a tenere conferenze. Nel 1948 sua
sorella Norah e sua madre vennero incarcerate, accusate di aver dato scandalo nella loro vita pubblica.
Norah Borges (e la sua amica Adela Grondona) vennero portate al carcere femminile del Buon
Pastore, mentre a Leonor Acevedo furono concessi gli arresti domiciliari vista l'età avanzata.[4]

Nel 1950 Borges venne eletto presidente della Sociedad Argentina de Autores e, un anno dopo, uscì in
Messico Antiguas Literaturas Germánicas (Brume, dei, eroi), scritto in collaborazione con Delia
Ingenieros.[4]

In seguito alla Revolución Libertadora che depose Perón, Borges fu nominato direttore della
Biblioteca Nazionale Argentina, incarico che ricoprì dal 1955 fino alle sue dimissioni del 1973, dovute
al ritorno al potere proprio di Perón. Lo stesso anno fu eletto membro dell'Accademia argentina delle
Lettere.[4]

Nel 1956 divenne professore di letteratura inglese all'Università di Buenos Aires e presidente
dell'Associazione degli Scrittori argentini. In questo periodo egli fu molto criticato per la sua adesione
al nuovo governo, soprattutto da Ezequiel Martínez Estrada e da Ernesto Sabato. Con quest'ultimo le
diatribe proseguirono fino al 1975.[4]

Dagli anni '40, la malattia agli occhi ereditata dal padre, la retinite pigmentosa[5], unita alla forte
miopia di cui già soffriva, peggiorò rapidamente e gli provocò una progressiva ipovisione, e Borges
divenne completamente cieco alla fine degli anni '60. Questo non rallentò tuttavia la sua creatività
letteraria e il suo ritmo di lavoro.[4]

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Borges ricevette una gran quantità di riconoscimenti. Tra i più importanti: il Premio Nazionale di
Letteratura (1957), il Premio Internazionale degli editori (1961), il premio Formentor insieme a
Samuel Beckett (1969), il Premio Miguel de Cervantes insieme a Gerardo Diego (1979) e il Premio
Balzan (1980) per la filologia, linguistica e critica letteraria. Tre anni più tardi il governo spagnolo gli
concesse la Grande Croce dell'Ordine di Alfonso X il Saggio.

Nel 1967, dopo la fine della ventennale relazione sentimentale e intellettuale con la scrittrice e
traduttrice Estela Canto (iniziata nel 1944) sposò Elsa Helena Astete Millán, ma la coppia divorziò
dopo soli tre anni, nel 1970.[4]

Borges e il Premio Nobel

Nonostante il suo enorme prestigio intellettuale e il riconoscimento universale raggiunto dalla sua
opera, Borges non fu mai insignito del premio Nobel per la letteratura. Si è sempre ritenuto che la
commissione del Premio non abbia mai preso in considerazione l'autore argentino, tuttavia, da alcuni
atti recentemente desecretati, si scopre che nel 1967 Borges fu vicino alla vittoria del Nobel, arrivando
insieme a Graham Greene sul podio degli autori che contesero l'ambito traguardo col poeta
guatemalteco Miguel Ángel Asturias.[6]

Gli ultimi anni

Nel 1973, prima della nuova vittoria del peronismo, Borges


continuò a ricordare il primo governo di Perón come "gli anni
dell'obbrobrio". Nel 1975 morì sua madre, a novantanove anni. A
partire da questo momento Borges effettuò i suoi viaggi insieme a
María Kodama, una sua ex-alunna, divenuta sua segretaria e
infine, a poche settimane dalla morte, sua seconda moglie,
sposata per procura in Uruguay.[4]
Borges con Riccardo Campa Morì il 14 giugno 1986, a 86 anni,
(Roma, 1983)
nella città di Ginevra (Svizzera),
dove periodicamente si recava per
curarsi agli occhi, in seguito a un
cancro al fegato.[4]

Come da lui disposto, i suoi resti riposano al cimitero di Plainpalais


(nella parte sud di Ginevra) sotto una lapide grezza di color bianco. Sulla
parte superiore si legge semplicemente "Jorge Luis Borges"; più in basso
è scritta in inglese antico la frase "And ne forhtedon na" (Giammai con
timore), proveniente dal poema epico del X secolo La battaglia di
Maldon, insieme a un'incisione circolare raffigurante sette guerrieri che,
impugnati gli scudi e sfoderate le spade, si gettano in combattimento e
quindi verso la morte. Sotto sono incise una piccola croce del Galles e le
date "1899/1986". Dietro la lapide sono riportati due versi della Saga dei Tomba di Borges a Ginevra
Völsungar (XIII secolo): "Hann tekr sverthit Gram okk / legger i methal
theira bert" (Egli prese la sua spada, Gram, e pose il nudo metallo tra i
due), al di sotto dei quali è raffigurato un drakkar vichingo. Più in basso compare la scritta "De Ulrica
a Javier Otalora".[4]

Influenza nella cultura moderna


(ES) (IT)

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«Soy ciego y nada sé, pero preveo


«Sono cieco e ignorante, ma intuisco

que son más los caminos» che sono molte le strade»

(J.L.Borges, The unending rose[7])

Borges ha lasciato la sua grande eredità in tutti i campi della cultura moderna, persino in quella pop, e
molti sono gli scrittori che si sono ispirati alle sue opere.[4]
Tra questi ci sono scrittori come Julio
Cortázar, Italo Calvino, Osvaldo Soriano, Umberto Eco, Leonardo Sciascia, John Barth, Philip K. Dick,
Gene Wolfe, Paul Auster, Roberto Bolaño, Zoran Živković, e Carmelo Bene.

Inoltre Borges ha influenzato anche autori di fumetti come Alan Moore e Grant Morrison (che lo cita
indirettamente in un episodio della Doom Patrol), cantautori come Francesco Guccini, Roberto
Vecchioni (Il miracolo segreto, ispirato all'omonimo racconto di Borges), Giorgio Gaber (Io se fossi
Dio, col riferimento alla "superstizione della democrazia"[8]) ed Elvis Costello, e artisti come Luigi
Serafini, autore del Codex Seraphinianus. Egli, come lo stesso filosofo francese afferma nella prima
prefazione del testo, ispirò anche Le Parole e le Cose, uno dei più grandi capolavori di Michel
Foucault.

Umberto Eco, nel romanzo Il nome della rosa dà il nome di Jorge da Burgos a uno dei personaggi,
bibliotecario cieco, chiarendo poi (nelle "postille") che il nome va riferito esplicitamente a Borges.

Orientamento politico

«Io sono individualista e, in quanto tale, sono stato antiperonista, come sono anticomunista,
come sono antifascista.»

(Jorge Luis Borges[9])

Borges si può considerare un liberal-conservatore[10][11], ma per certi versi anche progressista e non
reazionario, al contempo diffidente nei confronti della democrazia di massa in quanto «abuso delle
statistiche» contro l'individuo. Nel racconto L'Altro parla di «superstizione della democrazia», che lo
porta ad una posizione di elitismo[10]. Egli era ostile anche al capitalismo sfrenato, e
contemporaneamente al comunismo (sebbene nel 1917 avesse celebrato la rivoluzione d'ottobre[10]), al
fascismo e alle dittature (nota la sua avversione, negli anni '30, per il filofascismo e l'antisemitismo
della Lega Repubblicana, un partito fondato da Leopoldo Lugones), secondo lui forme di demagogia.
Criticò il nazismo in alcune opere, simpatizzando con gli ebrei perseguitati (a volte affermando di
essere di origine ebraica lui stesso), come ne Il miracolo segreto, presente nella raccolta Finzioni del
1944, con protagonista un immaginario scrittore ebreo che viene fucilato dai tedeschi occupanti a
Praga.[10] Talvolta si definì anche anarchico.[12]

Degno di nota il suo rapporto, buono per la parte culturale, conflittuale in politica, con un altro
grande scrittore sudamericano del XX secolo, Gabriel García Márquez, amico e sostenitore di Fidel
Castro.[13] Borges descrisse se stesso nel 1960 come un aderente al liberalismo classico[14], nonché un
convinto anticomunista (motivo di disputa, talvolta, con la compagna Estela Canto, che era
comunista), antifascista[15] e anti-peronista.[14]

Nonostante fosse il favorito d'obbligo di ogni edizione del Premio Nobel per la letteratura dagli anni
cinquanta in poi, l'Accademia di Stoccolma non lo premiò mai, preferendogli a volte autori meno
conosciuti e popolari. Secondo insistenti voci la ragione andava cercata nelle idee politiche del grande
scrittore che, senza mai essere un attivista (si iscrisse soltanto nel 1960, e con intento dichiaratamente
"donchisciottesco", al Partito Democratico Nazionale, noto anche come Partito Conservatore, che
dopo la fine della coalizione denominata Concordancia aveva però ormai perso ogni centralità),
veniva apparentato al conservatorismo e alla destra. Secondo altri la ragione erano le critiche al poeta
Artur Lundkvist, membro dell'Accademia. Non gli perdonarono le idee tradizionali, filo-occidentali
(seppur amante dell'Oriente), e l'atteggiamento cosmopolita, refrattario al folklore (ma non alla
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madrepatria) e alle forzature moderniste. Tuttavia non era un


nazionalista: in un'intervista concessa al giornalista italiano Toni
Capuozzo, Borges afferma che il nazionalismo «è un male» e
l'Argentina «un'invenzione».[16]

Dal punto di vista spirituale, Borges era agnostico (sovente si definiva


ateo), ma sensibile alle varie suggestioni delle tradizioni religiose (in
punto di morte volle parlare con un sacerdote cattolico, pur non
convertendosi), che però non influenzano la visione politica, ma solo
quella letteraria.[10] Questa indifferenza si ritrova però spesso anche
nella maggior parte della vita dello scrittore, in rapporto alla politica e
ai problemi dell'attualità, e gli è costata molte critiche.[17][18][19]

Egli disse che


Borges ed Ernesto Sabato
«L'impegno sociale dello scrittore è una bestialità.»

(Jorge Luis Borges[16])

Borges e il peronismo

Notoria è la sua antipatia viscerale per Juan Domingo Perón e il suo movimento, il Partito
Giustizialista del quale vide subito le radici fasciste, al cui regime (periodo da lui chiamato "gli anni
dell'obbrobrio") si devono anche l'incarcerazione della madre e della sorella, nonché il temporaneo
licenziamento di Borges dalla Biblioteca Nazionale. Diverse tappe della sua carriera pubblica sono
segnate dal conflitto col peronismo. Alcune di queste:

1. il suo reintegro e la sua nomina a Direttore della Biblioteca Nazionale avviene proprio dopo la
caduta di Perón (1955)
2. il rifiuto da parte del quotidiano La Nación di pubblicare una sua poesia (Il Pugnale) di chiaro
intento tirannicida.
3. la sua presidenza dal 1950 al 1953 della Società degli Scrittori Argentini, di cui il regime peronista
impose la chiusura; Borges stesso ricorda gli ultimi seminari che poté tenere, di fronte a poliziotti
che annotavano i passi salienti delle sue esposizioni.
4. esplicite dichiarazioni di Borges, che sembrano smentire del tutto il suo appoggio al caudillo, anzi
manifestano tutta la sua disapprovazione per il populismo e la demagogia.[20]

Il rapporto con la dittatura militare

Salutò il governo militare argentino con apprezzamenti, per aver


deposto nel 1976 i peronisti e il loro governo populista e corrotto
(guidato, dopo la morte di Perón, dalla sua terza moglie Isabelita
e da José López Rega, che passò poi subito dalla parte dei
militari) con un colpo di Stato apparentemente incruento,
definendo la giunta come "un governo di caballeros e di
galantuomini"; venne invitato a un incontro a cena con il generale
Jorge Rafael Videla nel maggio 1976, con Ernesto Sabato e altri
intellettuali.[10] Una delle critiche più feroci riguarda anche un Borges e il dittatore argentino Jorge
pranzo al tavolo di Augusto Pinochet, il dittatore cileno che Rafael Videla
rovesciò il governo del socialista Salvador Allende nel golpe cileno
del 1973, appoggiato dalla CIA, ma che Borges riteneva avesse
evitato il comunismo e il caos nel paese vicino dell'Argentina, sebbene non approvasse la violenza

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eccessiva del regime. Avvisato della vittoria del Nobel quasi sicura se avesse rinunciato a quel viaggio
in Cile per un giro di conferenze e per ritirare una delle sue 23 lauree honoris causa, rispose che allora
era "un'ottima idea partire".[13] Pronunciò un discorso a Santiago nel settembre 1976, dove elogiò
l'ospitalità del dittatore e, ispirandosi a Machiavelli, parlò del «momento della spada» e dichiarò di
preferire «la spada, la spada chiara alla dinamite illegale». Sebbene García Márquez lo difese,
parlando di "umorismo di Buenos Aires"[13], lo stesso Borges aveva specificato che «lo dico in modo
molto chiaro, sapendo bene quello che dico».[21]

Borges rimase però sconvolto quando scoprì successivamente il comportamento tenuto dai militari
argentini contro i dissidenti - i soldati si resero responsabili, in segreto, di torture, sparizioni forzate e
40.000 morti nella cosiddetta "guerra sporca" - per niente "cavalleresco", al punto di definire i
generali come "banditi", "folli" e "criminali".[22] Si è detto che due avvocati coinvolti nella difesa di
guerriglieri marxisti, una volta, tentarono di investirlo con la macchina mentre attraversava la
Avenida 9 de Julio.[13]

Nel 1980 firmò una petizione di sollecitazione a favore dei desaparecidos nel quotidiano Clarín e
assunse un netto atteggiamento di opposizione, che veniva tollerato in omaggio alla sua statura
intellettuale, e smise anche di scrivere sul quotidiano La Nación, che era vicino al governo, dove fu
annunciata la rottura di Borges con i colonnelli. Nel 1982 condannò quindi l'invasione argentina delle
Isole Malvinas, ordinata dai generali successori di Videla e si dichiarò pacifista, anche se alcune
guerre, in passato, furono da lui ritenute giuste (come la guerra dei sei giorni in cui appoggiò Israele
contro i paesi arabi).[16]

Riguardo alla cena con Pinochet, nel 1984 affermò, parafrasando Pablo Neruda, «confesso che ho
sbagliato». A un generale, secondo cui anche l'assassinio di 5 colpevoli ogni 100 desaparecidos
avrebbe giustificato la morte di 95 innocenti, rispose di farsi ammazzare anche lui, se proprio vuole
convincere del suo argomento.[23]

Nel 1985, dopo la fine della dittatura, partecipò quindi come uditore al processo contro la giunta (da
cui uscirono le prime condanne e il rapporto Nunca más), ma, già malato, ebbe una forte reazione
emotiva e un malore al racconto delle violenze subite da parte di superstiti dei centri di detenzione
clandestini, e dovette essere portato fuori a spalla dai presenti; disse in aula: «Questo è troppo per
me. È orribile. Non riesco a trattenermi».[13]. Espresse così il suo punto di vista e la sua impotenza
nella situazione, in una serie di interviste:

«Ho firmato una dichiarazione di protesta contro le sparizioni, per cui nessuno può
associarmi al governo. La mia fama, indubbiamente immeritata, mi dà una certa impunità e
penso che sia mio diritto, o mio dovere, usarla. Adolfo Bioy Casares, Ernesto Sabato ed
Alicia Jurado (altri intellettuali famosi) possono dire cose che sarebbero pericolose se dette
da A, B o Z. (...) Quando vengo a sapere queste cose e se ne parla, io parlo. La gente pensa
che quel che ho fatto l'ho fatto tardi. È vero. Ma pensate a me come a un cieco che non
legge i giornali e che conosce poca gente. (...) Due madri mi hanno detto che i loro figli sono
stati sequestrati e torturati. La mia non è una posizione politica ma etica. Ho da obiettare
sulle sparizioni e sulle pratiche clandestine della giustizia. Ma non ho soluzioni da offrire. Può
darsi che il governo sia costituito da gente ben intenzionata ma incompetente. Mio nonno e il
mio bisnonno erano colonnelli, anche il generale Soler era un mio parente. Ma io sono contro
tutto questo. Siamo governati dai militari e sono incompetenti. Se il governo fosse in mano ai
dentisti non è detto che sarebbe meglio. O si immagini se fosse in mano ai postini.[13]»

La sua opposizione morale alla dittatura cominciò, come raccontò lui stesso, quando alcune
componenti delle Madri di Plaza de Mayo vennero a trovarlo a casa sua raccontandogli la sorte dei
loro figli scomparsi.[12] Ai desaparecidos è dedicato un racconto dell'ultima raccolta, Los conjurados
(1985).[23]

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Nel 1983 Borges manifestò soddisfazione e ottimismo per l'elezione di Raúl Alfonsín, primo
Presidente dell'Argentina dopo la fine della dittatura.[24]

Tematiche[4]

Temi ricorrenti
La metafora
I libri (e la biblioteca)
L'infinito spaziale e temporale
Il labirinto
Gli specchi
Il doppio
Le tigri
La rosa
Il sogno
Gli scacchi
Il viaggio
I miti nordici
I duelli dei malavitosi
I temi della colpa, del perdono e del peccato
Il paradiso perduto
Dio e le Sacre Scritture
La forma della spada

Temi internazionali
Argentina: è il biografo di Evaristo Carriego, suo
amico del quale scrive una biografia immaginaria
e fantasiosa; lettore di Leopoldo Lugones,
Almafuerte, e altri; vi ambienta: Storia del tango,
Il nostro povero individualismo, Horse Cart
Inscriptions, Celebrazione del Mostro, Il Sud, The
Mountebank
Uruguay: vi ambienta "Avelino Arredondo"
Israele: due poesie, due viaggi, la ricorrente
compiacenza nella possibile (ma discussa)
origine da un ceppo di immigrati ebrei lusitani.
Un convegno su "Borges en Jerusalem" è stato Ritratto di Borges ispirato a Il giardino dei sentieri
celebrato nel 1999 e pubblicato nel 2003 dalla che si biforcano
Vorvuert - Iberamericana. In generale nutre
grande stima e affetto per questa giovane e
antica nazione, e per il popolo ebraico in generale.
Italia: Borges ha una speciale affinità con la Divina Commedia di Dante Alighieri, soggetto dei
Nove saggi danteschi e con Venezia. Alla Divina Commedia è pure liberamente ispirato L'Aleph
(l'amore di Dante per Beatrice = l'amore di Borges per Beatriz Viterbo, personaggio ispirato a
Estela Canto; un'Opera che contenga tutto, l'Aleph = Divina Commedia). Altra lettura prediletta
era Ariosto, il cui italiano ha imparato viaggiando in autobus verso la biblioteca come per Dante. Il
suo particolare amore per Dante Alighieri è stato definito dalla critica "dantismo immanente",
poiché i riferimenti ai concetti danteschi legati alla tradizione cristiana presenti nell'opera
borgesiana si traducono in un'immanenza (come per Thomas Stearns Eliot ed Ezra Pound) che
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non si risolve necessariamente in una perdita di sacralità (cfr. Lore Terracini e Roberto Paoli; il
volume di Riccardo Ricceri è dedicato a Dante e allo specifico tema del dantismo immanente
presente nell'opera dello scrittore argentino). Borges faceva spesso notare il legame tra Italia e
Argentina, affermando scherzosamente di non potersi sentire davvero argentino in quanto non
aveva origini italiane.[25] Borges ammira anche lo scrittore Giovanni Papini, che definisce
"ingiustamente dimenticato"[16]
Spagna: Borges fa frequenti riferimenti al Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes e
allo scrittore del XVII secolo Francisco de Quevedo y Villegas
Francia: è influenzato da Léon Bloy (poeta decadente e reazionario di fine Ottocento) e da Marcel
Schwob, erudito scrittore di fine Ottocento, autore di Vite immaginarie, fonte d'ispirazione per
Storia universale dell'infamia; è un grande estimatore e scrive saggi su Guillaume Apollinaire
Germania: ha una speciale affinità con Heinrich Heine, è influenzato da Franz Kafka e Kurd
Laßwitz; lettore di Fritz Mauthner, Arthur Schopenhauer; scritti sulla Germania: Deutsches
Requiem, Letteratura tedesca nell'età di Bach
Regno Unito: studia intensamente la letteratura inglese e anglosassone; è influenzato da Samuel
Butler, Gilbert Keith Chesterton, Thomas de Quincey, David Hume, Rudyard Kipling, George
Bernard Shaw, Herbert Spencer, Robert Louis Stevenson, Thomas Carlyle, H. G. Wells e Lord
Gibbon, il grande storico del XVIII secolo di cui legge e rilegge Declino e caduta dell'Impero
Romano; ama la Storia della filosofia di Bertrand Russell[16]

India: è lo scenario per i racconti: L'uomo sulla soglia,


L'accostamento ad Almotasim, Tigri blu
Irlanda: è influenzato da Giovanni Scoto Eriugena e Jonathan
Swift; traduce Oscar Wilde in spagnolo; scrive pagine critiche
su James Joyce; è lo scenario di Tema del traditore e
dell'eroe, legge e commenta gli scritti del filosofo idealista
George Berkeley, che era anche un vescovo irlandese.
Stati Uniti: traduttore di William Faulkner in spagnolo; ha una
speciale affinità con il filosofo Ralph Waldo Emerson e Walt Borges con alcune ammiratrici
Whitman, è influenzato da Edgar Allan Poe e scrive saggi su
di lui, su Nathaniel Hawthorne e Ralph Waldo Emerson; vi
ambienta Lo spaventoso redentore Lazarus Morell, racconto ispirato da Mark Twain; scrive molte
pagine di critica riguardo a diversi film, come Quarto potere ("An Overwhelming Film"); scrive
anche una parodia/omaggio dei racconti di Howard Phillips Lovecraft, intitolata There are more
things - una citazione dall'Amleto di William Shakespeare.
Giappone: vi ambienta il racconto L'incivile maestro di cerimonie Kotsuké no Suké
Cina: vi ambienta i racconti Un pirata: la vedova Ching e (in parte) Il giardino dei sentieri che si
biforcano.
Norvegia e paesi nordici: vi ambienta i racconti Lo specchio e la maschera e Undr, entrambi della
raccolta Il libro di sabbia; altri personaggi, come la donna protagonista di Ulrica, il giovane
studioso de La corruzione e il vecchio re de Il disco sono nordici, a testimonianza del suo grande
amore per la letteratura e il mito di quei paesi.

Temi religiosi
Cristianesimo: influenzato da Léon Bloy; Storia dell'Eternità, Tre versioni di Giuda, I teologi, Il
Vangelo di Marco, Un teologo nella morte. L'influenza maggiore gli venne dalla Bibbia (i Vangeli,
specialmente Giovanni, Paolo, Giobbe, Qohelet e anche gli apocrifi), che la nonna protestante
conosceva a memoria e gli leggeva spesso.
Buddhismo: Tema del mendicante e del re, lettura sul Buddhismo in Sette notti.
Islam: L'accostamento ad Almotasim, La ricerca di Averroè, Hakim di Merv, il tintore mascherato
(ma solo l'ambientazione è islamica, in quanto il credo di Hakim è schiettamente gnostico), La
camera delle statue; è stato fortemente influenzato da Le mille e una notte del quale ha anche
realizzato diverse traduzioni.

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Ebraismo: La morte e la bussola, Il Golem, Una difesa della Cabala, Il miracolo segreto, letture
sulla Cabala e su Shmuel Agnon.
Gnosticismo: alcuni dei suoi primi scritti a imitazione di Emanuel Swedenborg; Una vendicazione
del falso Basilide, che soprattutto manifesta l'interesse per le correnti gnostiche ereticheggianti del
Cristianesimo primitivo (Carpocrate, Basilide, i nicolaiti, gli anulari), presenti in molti testi già citati.
Taoismo: fondamentale retroterra della sua opera, è esplicitamente presente nelle opere
ambientate in Cina.
Religioni immaginarie: gli eretici di Uqbar in Tlön, Uqbar, Orbis Tertius.

Opere

Romanzi

Con Adolfo Bioy Casares


Due fantasie memorabili (Dos fantasías memorables, 1946)
Un modello per la morte (Un modelo para la muerte, 1946), trad. it. Un modello per la morte,
Pordenone, Studio Tesi, 1991 ISBN 88-7692-273-3
Il libro del cielo e dell'inferno (Libro del cielo y del infierno, 1960), a cura di Tommaso Scarano,
Adelphi, Milano, 2011 ISBN 978-88-459-2596-2
Cronache di Bustos Domecq (Crónicas de Bustos Domecq, 1967), trad. di Francesco Tentori
Montalto, Einaudi, Torino, 1975 ISBN 88-06-15161-4

Raccolte di racconti
Storia universale dell'infamia (Historia Universal de la Infamia, 1935), trad. di Mario Pasi, Il
Saggiatore, Milano, 1961; trad. di Vittoria Martinetto e Angelo Morino, Adelphi, Milano, 1997 ISBN
88-459-1332-5
Finzioni (Ficciones, 1944), trad. di Franco Lucentini, Einaudi 1955 ISBN 88-06-17367-7; trad. di
Antonio Melis, Adelphi, Milano, 2003 ISBN 978-88-459-1427-0
L'Aleph (El Aleph, 1949), trad. di F. Tentori Montalto, Feltrinelli 1959, Adelphi 1999 ISBN 88-459-
1420-8
Il manoscritto di Brodie (El informe de Brodie, 1970), trad. di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli 1971;
trad. di Lucia Lorenzini, Adelphi 1999 ISBN 88-459-1449-6
Il libro di sabbia (El libro de arena, 1975), trad. di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli 1977; trad. di Ilide
Carmignani, Adelphi 2004 ISBN 88-459-1841-6
Libro di sogni (Libro de sueños, 1976), con Roy Bartholomew, trad. di Tilde Riva, Collana La
Biblioteca di Babele n.32, Franco Maria Ricci editore, 1985 ISBN 88-216-0232-X; Collana Oscar
La Biblioteca di Babele n.6, Mondadori, Milano, 1991; Collana Oscar scrittori moderni, Mondadori,
1998 ISBN 88-04-45552-7; a cura di Tommaso Scarano, Collana Piccola Biblioteca n.679,
Adelphi, Milano, 2015.
Venticinque agosto 1983 e altri racconti inediti, trad. di Gianni Guadalupi, F. M. Ricci, 1980;
Mondadori 1990 ISBN 88-04-33731-1

Racconti scritti con Adolfo Bioy Casares


Sei problemi per don Isidro Parodi (Seis problemas para don Isidro Parodi, 1942), trad. di Vanna
Brocca, Palazzi 1971, Editori Riuniti 1978, Studio Tesi, 1990; trad. di Lucia Lorenzini, Adelphi
2012 ISBN 978-88-459-2702-7
Racconti brevi e straordinari (Cuentos breves y extraordinarios, 1955), trad. di Gianni Guadalupi,
La Biblioteca blu n.12, Franco Maria Ricci, Parma, 1973; a cura di Tommaso Scarano, Collana
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 11/17
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Piccola Biblioteca n.755, Milano, Adelphi, 2020, ISBN 978-88-459-3477-3


Nuovi racconti di Bustos Domecq (Nuevos cuentos de Bustos Domecq, 1977), trad. di Tilde Riva,
Mondadori 1991 ISBN 88-04-34778-3

Raccolte di poesie
Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires, 1923), a cura di Domenico Porzio e Hado
Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984; a cura di Tommaso Scarano,
Adelphi, 2010, ISBN 978-88-459-2477-4.
Luna di fronte (Luna de enfrente, 1925), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in J.L.Borges,
Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984.
Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín, 1929) a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria,
in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. primo, Mondadori 1984.
L'artefice (El hacedor, 1960), trad. di F. Tentori Montalto, Rizzoli, I ed. 1963; a cura di Tommaso
Scarano, Collana Biblioteca n.382, Adelphi, Milano, 1999, ISBN 88-459-1507-7.
L'altro, lo stesso (El otro, el mismo, 1964), trad. di F. Tentori Montalto, in J.L.Borges, Tutte le
opere, vol. secondo, Mondadori 1985; a cura di Tommaso Scarano, Adelphi, Milano, 2002, ISBN
88-459-1742-8.
Carme presunto e altre poesie (Poemas, 1923-1958), testo originale a fronte, introd. e trad. di
Ugo Cianciòlo, Einaudi, Torino, I ed. 1969; Collezione di Poesia n.121, Einaudi, Torino, 1975.
Elogio dell'Ombra (Elogio de la sombra, 1969), trad. di Francesco Tentori Montalto, Einaudi,
Torino, 1971, ISBN 88-06-14868-0.
L'oro delle tigri. Poesie (El oro de los tigres, 1972), testo spagnolo a fronte, traduzione di Juan
Rodolf Wilcock e Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli, Milano, I ed. agosto 1974; a cura di Tommaso
Scarano, Collana Biblioteca n.465, Adelphi, Milano, 2004, ISBN 88-459-1932-3.
La rosa profonda (La rosa profunda, 1975), testo spagnolo a fronte, a cura di Tommaso Scarano,
Collana Piccola Biblioteca n.652, Adelphi, Milano, I ed. 2013; a cura di Domenico Porzio e Hado
Lyria, in J.L.Borges, Tutte le opere, vol. secondo, Mondadori 1985.
La moneta di ferro (La moneda de hierro, 1976), a cura di Cesco Vian, Collana La Scala: il
catalogo, Rizzoli, I ed. marzo 1981; testo orig. a fronte, a cura di Tommaso Scarano, Collana
Piccola Biblioteca n.578, Adelphi, Milano, 2008, ISBN 978-88-459-2327-2.
Storia della notte (Historia de la noche, 1977) in "Tutte le opere", I Meridiani Collezione, Milano,
Mondadori, 2005, ISBN 978-88-04-24811-8.
La cifra (1981), a cura di Domenico Porzio, Collana I poeti dello Specchio, Mondadori, Milano, I
ed. 1982, ISBN 88-04-46950-1.
I congiurati (Los conjurados, 1985), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, Mondadori 1986
ISBN 88-04-42038-3

Saggi
Inquisizioni (Inquisiciones, 1925), trad. di Lucia Lorenzini, Adelphi, Milano, 2001, ISBN 88-459-
1628-6.
La misura della mia speranza (El tamaño de mi esperanza, 1926), trad. di Lucia Lorenzini,
Adelphi, Milano, 2007 ISBN 978-88-459-2195-7.
L'idioma degli argentini (El idioma de los argentinos, 1928), a cura di Antonio Melis, trad. di Lucia
Lorenzini, Adelphi, Milano, 2016. [libro giovanile ripudiato dall'autore, ripubblicato solo nel 1998]
Evaristo Carriego (1930), trad. di Vanna Brocca, Palazzi, 1970; trad. di Paolo Collo, Einaudi,
Torino 1972, ISBN 88-06-15192-4.
Discussione (Discusión 1932), trad. di Livio Bacchi Wilcock, Rizzoli, Milano, 1973.
Storia dell'eternità (Historia de la Eternidad 1936), traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Il
Saggiatore, Milano, 1962; traduzione di Gianni Guadalupi, Adelphi, Milano, 1997 ISBN 88-459-
1333-3.
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 12/17
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(in collaborazione con Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo), Antologia della letteratura
fantastica (Antología de la literatura fantástica 1940), Einaudi, Torino, 2007, ISBN 978-88-06-
18635-7.
Altre inquisizioni (Otras inquisiciones 1952), trad. di Francesco Tentori Montalto, Feltrinelli,
Milano, 1963; Adelphi, Milano, 2000 ISBN 88-459-1538-7.
Brume, dei, eroi (Literaturas Germánicas Medievales, 1966), in collaborazione con Maria Esther
Vazquez, trad. di Gianni Guadalupi e Marcelo Ravoni, Franco Maria Ricci, 1973; col titolo
Letterature germaniche medioevali trad. di F. Antonucci, Theoria, 1984; a cura di A. Melis, trad. L.
Lorenzini, Adelphi, Milano, 2014.
Manuale di zoologia fantastica (El libro de los seres imaginarios 1967), in collaborazione con
Margarita Guerrero, Torino, Einaudi, ISBN 88-06-11452-2.
Testi prigionieri (Textos cautivos 1986) (testi apparsi nella rivista El Hogar tra il 1936 e il 1939),
trad. di Maia Daverio, Adelphi, Milano, 1998, ISBN 88-459-1386-4.
Cos'è il buddismo (¿Qué es el budismo? 1976), in collaborazione con Alicia Jurado, a cura di
Francesco Tentori Montalto, Collana Tascabili Economici, Roma, Newton, 1995, ISBN 978-88-
798-3837-5.
Nove saggi danteschi (Nueve ensayos dantescos 1982), trad. di Gianni Guadalupi, Franco Maria
Ricci, 1985; a cura di Tommaso Scarano, Adelphi 2001 ISBN 88-459-1653-7.

Prologhi
Prologhi. Con un prologo ai prologhi (Prólogos con un prólogo de prólogos, 1975), trad. di Cesco
Vian, in J.L. Borges, Tutte le opere, vol. II, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 1985; trad. di
Lucia Lorenzini, Milano, Adelphi, 2005, ISBN 88-459-2025-9.
Biblioteca personal, Madrid, Alianza, 1988.
Prólogos de La Biblioteca de Babel, 2000.
El círculo segreto, 2003.

Conferenze
Oral (Borges oral, 1979), traduzione di Angelo Morino, Collana I David, Roma, Editori Riuniti,
1981, ISBN 978-88-359-2269-8.
Sette notti (Siete noches, 1980), traduzione di M. E. Moras, Collana I Fatti e le Idee, Saggi e
Biografie n.520, Milano, Feltrinelli, 1983, ISBN 978-88-072-2520-8. [conferenze tenute al Teatro
Coliseo di Buenos Aires nel 1977]
L'invenzione della poesia. Le lezioni americane (Arte poética, 2000), a cura di Calin-Andrei
Mihailescu, trad. di Vittoria Martinetto e Angelo Morino, Collana Saggi di letteratura straniera,
Milano, Mondadori, 2001, ISBN 978-88-044-8840-8. [testo delle lezioni tenute all'Università di
Harvard nel 1967]
La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura (Borges profesor, 2000), traduzione di Glauco Felici
e Irene Buonafalce, a cura di Martín Hadis e Martin Arias, Collana Saggi, Torino, Einaudi, 2006,
ISBN 978-88-061-8227-4. [Corso di 25 lezioni di Letteratura inglese tenuto all'Università di
Buenos Aires nel 1966]
El aprendizaje del escritor, 2014. [trascrizione del seminario sulla scrittura dettato in Colombia nel
1971]
Il tango (El tango. Cuatro conferencias, 2016), a cura di Martín Hadas, ed. italiana a cura di
Tommaso Scarano, Collana Piccola Biblioteca n.737, Milano, Adelphi, 2019, ISBN 978-88-459-
3281-6.

Libro di viaggio

https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 13/17
10/6/2021 Jorge Luis Borges - Wikipedia

Atlante (Atlas, 1984), con la collaborazione di María Kodama, a cura di Domenico Porzio e Hado
Lyria, Collana Saggi e testi, Milano, Mondadori, 1985, ISBN 978-88-042-5246-7. [versi e prosa]

Conversazioni
Richard Burgin, Conversazioni con Borges, Milano, Palazzi Editore, 1971.
Conversazioni americane (Borges at Eighty, 1982), A cura di Willis Barnstone, postfazione di
Jorge Isaias Oclander, trad. di Franco Mogni, Collana Universale scienze sociali, Roma, Editori
Riuniti, 1984.
Conversazioni con Osvaldo Ferrari (Borges en diálogo. Conversaciones, 1985), traduzione di
Francesco Tentori Montalto, Collana Nuovo Portico, Milano, Bompiani, 1986. [incontri radiofonici
del 1984]
Altre Conversazioni (Libro de diálogos. Conversaciones, 1986), traduzione di F. T. Montalto,
Collana Nuovo Portico, Milano, Bompiani, 1989.
Ultime Conversazioni con Osvaldo Ferrari (Diálogos últimos, 1987), traduzione di F. T. Montalto,
Collana Nuovo Portico n.54, Milano, Bompiani, 1990, ISBN 978-88-452-1643-5. [tenute alla Radio
di Buenos Aires]
J. L. Borges - Osvaldo Ferrari, Reencuentro. Dialoghi inediti (Reencuentro, 1999), Milano,
Bompiani, 2011, ISBN 978-88-452-6664-5.
Diffido dell'immortalità. Conversazione con Liliana Heker, Collana Cahiers, Milano, Castelvecchi,
2019, ISBN 978-88-328-2549-7.

Onorificenze
Cavaliere dell'Ordine di Bernardo O'Higgins (Cile)
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres (Francia)
Gran Cavaliere con Stella dell'Ordine del Falcone (Islanda)
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»

— 27 dicembre 1967[26]


Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 30 ottobre 1984[27]
Commendatore dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)
Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica
Federale Tedesca)
Gran Croce dell'Ordine Civile di Alfonso X il Saggio (Spagna)
— 1983

Riferimenti Culturali
Nel 2019 la Black Metal band italiana Diespnea pubblica il loro primo singolo immortale, con un
testo interamente ispirato al primo racconto contenuto ne L'Aleph intitolato L'immortale (El
immortale).

https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 14/17
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Note
1. ^ Theo L. D'Haen, "Magical Realism and Postmodernism: Decentering Privileged Centers, 1995.
2. Louis P. Zamora, Wendy B. Faris, Magical Realism: Theory, History and Community, London,
Duke University Press, pp. 191–208.
3. ^ Claudio Magris, Dietro le parole, Garzanti, Milano 1978, pag.136
4. (ES) Vida y obra de Jorge Luis Borges, monografias.com. URL consultato il 27 dicembre 2014.
5. ^ (EN) Jorge Guillermo Borges (1874-1938): Two Notes, business.highbeam.com, 1º luglio 2011.
URL consultato il 27 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).
6. ^ (EN) Nobel archives show Graham Greene might have won 1967 prize, in theguardian.com, 8
gennaio 2018. URL consultato il 18 gennaio 2018.
7. ^ J.L.Borges, Tutte le opere, vol. II, Mondadori, Milano 1985, pp. 744-745.
8. ^ Michela Bonavia (a cura di), Giorgio Gaber, Frammenti di un discorso, 2014, pag. 78
9. ^ Costanzo Costantini, Borges. Colloqui esclusivi con il grande scrittore argentino, pag. 52
10. Un liberale di nome Borges, ideazione.com, maggio/giugno 2006. URL consultato il 27 dicembre 2014.
11. ^ Francesco Varanini, Viaggio letterario in America Latina, Ipoc Press, 2010, pag. 108
12. Conversando con Jorge Luis Borges (http://www.arquitrave.com/entrevistas/arquientrevista_jborg
es.html) Archiviato (https://web.archive.org/web/20150629103248/http://www.arquitrave.com/entre
vistas/arquientrevista_jborges.html) il 29 giugno 2015 in Internet Archive.
13. Borges. Il poeta contro i generali, corriere.it, 17 agosto 1999. URL consultato il 27 dicembre 2014
(archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).
14. Edwin Williamson, Borges: A Life, pp. 332–333.
15. ^ De Costa, René (2000) Humor in Borges (Humor in Life & Letters). Wayne State University
Press p. 49 ISBN 0-8143-2888-1
16. Citato in: Toni Capuozzo, Adios, pag. 142-150
17. ^ Borges e il Nobel, pfaall.com, 15 giugno 2003. URL consultato il 27 dicembre 2014 (archiviato dall'url
originale il 27 dicembre 2014).
18. ^ Borges l'eclettico, letteratura.rai.it. URL consultato il 27 dicembre 2014.
19. ^ (ES) Por qué Borges nunca obtuvo el premio Nobel, lanacion.com.ar, 21 agosto 1999. URL
consultato il 27 dicembre 2014.
20. ^ Fernando Sorrentino, Sette conversazioni con Borges, Milano, Mondadori, 1999.
21. ^ IL NOBEL NEGATO A BORGES. Dall'ironia crudele su una poesia durante una cena a
Stoccolma alle simpatie per Pinochet. Un nuovo libro ripercorre le ragioni dello strano diniego (htt
p://www.terredamerica.com/2014/12/11/il-nobel-negato-borges-dallironia-crudele-su-una-poesia-d
urante-una-cena-stoccolma-alle-simpatie-per-pinochet-un-nuovo-libro-ripercorre-le-ragioni-dello-st
rano-diniego/)
22. ^ Borges e la politica, materialismostorico.blogspot.it, 20 gennaio 2014. URL consultato il 27 dicembre
2014.
23. Videla e quel pranzo con Borges e Sabato (http://www.limesonline.com/rubrica/videla-e-quel-pranz
o-con-borges-e-sabato)
24. ^ Jorge Luis Borges y la asunción de Raúl Alfonsín (http://www.elhistoriador.com.ar/entrevistas/b/
borges_alfonsin.php) Archiviato (https://web.archive.org/web/20150714104841/http://www.elhistori
ador.com.ar/entrevistas/b/borges_alfonsin.php) il 14 luglio 2015 in Internet Archive.
25. ^ La valigia dell'emigrante, ideazione.com, 5 luglio 2002. URL consultato il 27 dicembre 2014.
26. ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, quirinale.it, 27 dicembre 1967. URL
consultato il 27 dicembre 2014.
27. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, quirinale.it, 30 ottobre 1984.
URL consultato il 27 dicembre 2014.

Bibliografia su Borges
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 15/17
10/6/2021 Jorge Luis Borges - Wikipedia

Blanchot Maurice, L'infinito letterario: L'Aleph, in ID Il libro a venire, Torino, Einaudi, 1969
Matamoro Blas, Jorge Luis Borges o el juego trascendente, Buenos Aires, Peña Lillo Editor, 1971
Monegal Emir Rodriguez, Borges: una biografia letteraria, Milano, Feltrinelli, 1982 (or. ing. 1978)
Barrenechea Ana Maria, La expresion de la irrealidad en la obra de Borges, Buenos Aires,
Bibliotecas Universitarias & Centro Editor de America Latina, 1984
Paoli Roberto, Borges e gli scrittori italiani, Napoli, Liguori, 1997
Barili Amelia, Jorge Luis Borges y Alfonso Reyes: la cuestión de la identidad del escritor
latinoamericano, México, Fonde de cultura económica, 1999
Campa Riccardo, L'ombra etimologia del mondo, Bologna, Il Mulino, 2004
Eco Umberto, L'abduzione in Uqbar, in ID Sugli specchi e altri saggi, Milano, Bompiani, 2004
Pauls Alan, El factor Borges, Barcelona, Editorial Anagrama, 2004
Porzio Domenico, Jorge Luis Borges, Roma, Studio Tesi, 1992
Savater Fernando, Borges, Roma-Bari, Laterza, 2005
Manguel Alberto, Con Borges, Milano, Adelphi, 2005
Rodríguez Amaya Fabio (a cura di), Reencuentros con Borges. Per speculum in enigmatae,
Sestante-Bergamo University Press, 2006
Tatián Diego, La conjura de los justos. Borges y la ciudad de los hombres, Buenos Aires, Las
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Barchiesi María Amalia, Borges y Cortázar: lo fantástico bilingüe, Roma, Aracne, 2009
Abraham Carlos, Borges y la ciencia ficción, Granada, Grupo Ajec, 2010
Santoro Livio, Una fenomenologia dell'assenza. Studio su Borges, Salerno, Arcoiris, 2011

Voci correlate
La biblioteca di Babele
Il giardino dei sentieri che si biforcano
Tlön, Uqbar, Orbis Tertius
Finzioni
Alberto Hidalgo
Auguste Blanqui#L'Eternité par les astres
François W.C. Trafford

Altri progetti
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Collegamenti esterni

(EN) Jorge Luis Borges, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.


(EN) Jorge Luis Borges, su The Encyclopedia of Science Fiction.
Opere di Jorge Luis Borges, su openMLOL, Horizons Unlimited srl.
(EN) Opere di Jorge Luis Borges, su Open Library, Internet Archive.
(EN) Bibliografia di Jorge Luis Borges, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges 16/17
10/6/2021 Jorge Luis Borges - Wikipedia

(EN) Jorge Luis Borges, su Goodreads.


Bibliografia italiana di Jorge Luis Borges, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica,
Fantascienza.com.
(EN) Jorge Luis Borges, su MobyGames, Blue Flame Labs.
(EN) Jorge Luis Borges, su Internet Movie Database, IMDb.com.
(DE, EN) Jorge Luis Borges, su filmportal.de.
(EN) Risorse bibliotecarie su Jorge Luis Borges: tua biblioteca (se impostata) (https://tools.wmflab
s.org/ftl/cgi-bin/ftl?st=viaf&su=88919448) · altre biblioteche (https://tools.wmflabs.org/ftl/cgi-bin/ftl?
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