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La Francia dell'Antico Regime

o Prima degli eventi del 1789, la Francia stava attraversando una durissima crisi economica
o La corte ed il supporto militare alla Rivoluzione Americanaavevano prosciugato le casse del
re
o Una serie di carestie e di epidemie di bestiame avevano provocato un rincaro dei prezzi dei
generi alimentari
o Per risolvere la situazione, il re decide di privare Nobiltà e Clero dei propri privilegi
finanziari attraverso una serie di riforme
o Per ottenere il supporto necessario a fare la riforma, vengono convocati gli Stati Generali per
il 5 maggio del 1789

La nascita dell'Assemblea Nazionale Costituente


o Pur rappresentando il 98% dei francesi, il Terzo Stato poteva essere facilmente messo in
minoranza dal veto degli altri due ordini.
o Il Terzo Stato chiede una rappresentanza più equa - non si riesce a trovare un accordo
o Il 17 giugno il Terzo Stato assume il nome di Assemblea Nazionale
o Il 20 giugno del 1789, con il Giuramento della Pallacorda, l’Assemblea Nazionale giura di
non sciogliersi prima di aver ottenuto una solida riforma costituzionale
o Presto si uniscono all’Assemblea alcuni membri del clero e della nobiltà
o Il 27 giugno Luigi XVI è costretto a riunire tutti e tre gli ordini nell’Assemblea Nazionale
Costituente

La presa della Bastiglia e la fine del feudalesimo


o A Parigi scoppiano i primi tumulti
o Il 14 luglio i parigini assaltano la Bastiglia: è l'inizio della Rivoluzione Francese
o Nelle campagne scoppiano tumulti causati dal panico dei contadini (“Grande Paura”)
o Il 4 agosto del 1789 viene definitivamente abolito il sistema feudale
o 4 agosto 1789: l’Assemblea Costituente adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del
Cittadino
o Nel giugno del 1791, Luigi XVI tenta di fuggire dalla Francia
o Il 3 settembre del 1791 viene adottata la Costituzione: la Francia diventa una monarchia
costituzionale
o Le frange più radicali della rivoluzione non sono soddisfatte del risultato

La Prima Repubblica francese e la dittatura giacobina


o Il nuovo organo di governo, l’Assemblea Legislativa, dichiara guerra ad Austria e Prussia e
tenta di diffondere all’estero gli ideali rivoluzionari.
o 1 agosto 1792: una rivolta popolare si conclude con l’arresto del re e della sua famiglia
o Una nuova assemblea, la Convenzione Nazionale, abolisce la monarchia
o 15 settembre 1792: proclamata la Prima Repubblica francese
o 21 gennaio 1793: condanna a morte di Luigi XVI e di Maria Antonietta (colpevoli di alto
tradimento)
o I Giacobini assumono il controllo della Convenzione Nazionale ed avviano una serie di
riforme molto radicali (calendario, eradicazione del cristianesimo)
o Alla base del Regime del Terrore (settembre 1793 - luglio 1794) c’erano le minacce delle
potenze esterne, e le forti divisioni all’interno della Convenzione Nazionale
o Robespierre, a capo del Comitato di Salute Pubblica, ordina la messa a morte di migliaia di
supposti oppositori del regime
o Dopo la morte di Robespierre (28 luglio del 1794), c’è un periodo di riassestamento: la
borghesia liberale torna progressivamente al potere

La fine della Rivoluzione francese e l'inizio dell'età napoleonica


o Il 22 agosto del 1795 viene approvata una nuova costituzione bicamerale
o Il potere esecutivo è in mano ad un Direttorio di 5 membri nominati dal Parlamento
o Il regime resiste per 4 anni, spesso soltanto grazie agli interventi dell’esercito
o Emerge la figura del giovane generale Napoleone Bonaparte
o Con il colpo di stato del 9 novembre del 1799 Napoleoneassume la carica di Primo Console -
si conclude la Rivoluzione Francese ed ha inizio il periodo napoleonico

«Nel sistema instaurato con la Rivoluzione francese tutto ciò che è immorale è impolitico, tutto ciò che è
atto a corrompere è controrivoluzionario. Le debolezze, i vizi, i pregiudizi sono la strada della monarchia».
Robespierre
La Rivoluzione francese inizia nel 1789
La Rivoluzione Francese è un evento fondamentale della storia europea, in cui sostanzialmente l’assetto
politico della Francia cambia totalmente. Inizia nel 1789, mentre individuarne la fine è più difficile:
secondo molti storici possiamo dire nel novembre del 1799, quando con un colpo di stato Napoleone
Bonaparte diventa Primo Console della Repubblica.

La Rivoluzione francese segna la fine dell'assolutismo


La Rivoluzione Francese segna la fine di istituzioni vecchie di secoli, come l’assolutismo e ciò che rimaneva
del sistema feudale. Un po’ come la Rivoluzione Americana, la Rivoluzione Francese è stata anche il
tentativo di realizzare ideali dell’Illuminismo come la sovranità popolare ed i diritti inalienabili.   
La Rivoluzione Francese non riesce a realizzare tutti gli obiettivi dei rivoluzionari, e anzi degenera da un
certo punto in poi in un vero e proprio bagno di sangue. Nonostante questo, però, il suo ruolo resta
fondamentale nella nascita delle nazioni moderne, cambiando per sempre il modo di concepire il potere
in Europa e nel mondo.  

La Francia vive un periodo di crisi finanziaria prima del 1789


Prima che scoppiasse la Rivoluzione Francese, la Francia era sull’orlo della bancarotta per molti motivi.
Uno dei più evidenti erano le enormi spese sostenute dalla corte del re Luigi XVI (1754-1793) e dei suoi
predecessori: non soltanto un simbolo di prestigio ed un centro di svaghi, ma anche un vero e proprio
strumento di dominio sulla nobiltà. La Francia aveva poi investito molto denaro per partecipare
alla Rivoluzione Americana.         
Oltre al denaro sperperato, però, c’erano altri problemi: i pessimi raccolti, il bestiame flagellato da
epidemie ricorrenti per tutto il seguito, le conseguenti carestie, ed un prezzo del pane alle stelle. Tutto
questo stava portando i contadini e gli abitanti poveri delle città verso l’agitazione, se non la
disperazione.   

Re Luigi XVI attua riforme finanziarie a discapito della Nobiltà e del Clero
Come risolvere questa situazione? Nell’autunno del 1786 Charles Alexandre de Calonne (1734-1802), un
economista che svolgeva l’incarico di controllore generale delle finanze di Francia, propone al re un
pacchetto di riforme finanziarie molto avanzate, che andavano ad eliminare alcuni privilegi delle classi
privilegiate: Nobiltà e Clero. Per scongiurare una rivolta delle classi privilegiate, il re aveva bisogno di
supporto per realizzare queste misure.     

5 maggio 1789: re Luigi XVI convoca gli Stati Generali


Per questo motivo, il re indice gli Stati Generali, un’assemblea dove i rappresentanti delle tre “classi” che
costituivano la società francese: nobiltà, clero e borghesia, si riuniscono. Gli Stati generali vengono
convocati per il 5 maggio del 1789: era in qualche modo un evento epocale, perché non venivano
convocati dal 1604.     

Il Terzo Stato rappresenta il 98% della popolazione


I membri del “Terzo Stato” (popolo e borghesia), rappresentavano il 98 % della popolazione. Nonostante
questo, potevano essere tranquillamente sconfitti dal potere di veto degli altri due “ordini”.   
Il Terzo Stato chiede una rappresentazione più equa
Prima dell’incontro previsto per il 5 maggio, il Terzo Stato inizia a chiedere una rappresentazione più
equa: un’assemblea dove a contare sarebbero stati i voti singoli, “per testa”, e non per “stato”. Questo
andava contro gli interessi della nobiltà, che non era minimamente intenzionata ad abbandonare i privilegi
di cui godeva tradizionalmente.   
Quando gli Stati Generali si riuniscono finalmente a Versailles, il dibattito pubblico sui processi di votazione
era degenerato: tra i tre ordini c’era ormai aperta ostilità. Lo scopo originale dell’assemblea si era ormai
perso di vista: ad essere in discussione ormai era addirittura l’autorità del re.   

Il Terzo Stato si proclama Assemblea Nazionale


Il 17 giugno, mentre le procedure e le discussioni erano in pieno stallo, il Terzo Stato si riunisce
autonomamente, senza gli altri due, ed assume formalmente il nome di Assemblea Nazionale. Il 20 giugno,
l’Assemblea Nazionale si riunisce nella famosa sala della pallacorda, un ambiente della reggia utilizzato
per praticare uno sport simile al tennis. I membri dell’Assemblea giurano solennemente di non disperdersi
finché non ci sarà stata una riforma costituzionale.      

Luigi XVI assorbe tutti e tre gli ordini in un'unica assemblea: Assemblea Nazionale Costituente
Entro una settimana, all’Assemblea Nazionale si sono uniti moltissimi membri del clero e 47 nobili. Il 27
giugno, Luigi XVI è costretto a riconoscere l’assorbimento di tutti e tre gli ordini in un’unica nuova
assemblea: l’Assemblea Nazionale Costituente.      

12 giugno: i primi episodi di violenza


Il 12 giugno, mentre l’Assemblea Nazionale si riuniva a Versailles, per le strade di Parigi iniziavano a
scoppiare i primi episodi di violenza, che davano di fatto il via alla Rivoluzione Francese. I cittadini,
soddisfatti di come stavano andando le cose, temevano un imminente colpo di stato militare. I membri
degli strati più popolari della società parigina, coloro che svolgevano lavori manuali, chiamati “sanculotti”
semplicemente perché portavano i pantaloni lunghi al posto delle culottes, iniziavano ad armarsi e ad
avere voce in capitolo per la prima volta.    
14 luglio: la presa della Bastiglia
A causa di questo clima teso, il 14 luglio alcuni rivoltosi assaltano la Bastiglia, una fortezza che fungeva da
carcere, in cerca di munizioni e polvere da sparo: questi eventi, oggi commemorati in Francia attraverso
una festa nazionale, sono considerati da molti studiosi il vero e proprio inizio della Rivoluzione Francese. 

L'Assemblea Costituente abolisce il feudalesimo il 4 agosto del 1789


Presto il clima di tensione si espande e l’isteria collettiva si sparge per le campagne. I contadini, in rivolta
dopo anni di tasse e sfruttamento, assaltano le abitazioni degli esattori delle tasse e dei proprietari terrieri.
Ricordata come la “Grande paura”, questa insurrezione agraria causa la fuga di molti nobili dalle
campagne. L’Assemblea Costituente reagisce abolendo una volta per tutte il feudalesimo (4 agosto 1789):
era la fine di un ordine costituito ormai superato.   
L'Assemblea Costituente adotta la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino
Il 4 agosto del 1789 l’Assemblea Costituente adotta la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.
In questo modo i principi dell’Illuminismo, ispirati da pensatori politici come Jean-Jacques Rousseau,
cambiavano in modo profondo ed irreversibile la cultura politica francese. Princìpi come le pari
opportunità, la libertà di parola, la sovranità popolare ed il governo rappresentativo venivano finalmente
riconosciuti, ed ispiravano ufficialmente i lavori dell’Assemblea Costituente.   
Re Luigi XVI tenta di fuggire dalla Francia
La stesura della vera e propria costituzione non era stata semplice, anche perché era ancora in corso una
durissima crisi economica. I problemi da risolvere, poi, non erano da poco. Chi avrebbe eletto i delegati
in Parlamento? A chi avrebbe giurato fedeltà il clero, alla chiesa cattolica o al governo francese? Quanta
autorità sarebbe rimasta al re, che nel giugno del 1791 avrebbe tentato maldestramente di fuggire dalla
Francia, perdendo ulteriormente credibilità davanti al popolo?   

La Francia diventa una monarchia costituzionale


La Costituzione viene adottata dalla Francia il 3 settembre del 1791. Riflette alcune tra le posizioni più
moderate dell’Assemblea Costituzionale. La nuova Francia sarebbe stata una monarchia costituzionale in
cui il re avrebbe avuto il potere di veto e quello di nominare ministri. Iniziava tuttavia ad emergere
l’insoddisfazione delle frange più radicali della Rivoluzione Francese, che ambivano ad una costituzione
repubblicana, oltre che al processo pubblico di Luigi XVI. 

L'Assemblea Legislativa dichiara guerra all'Austria e alla Prussia


Nell’aprile del 1792 una nuova Assemblea, l’Assemblea Legislativa, dichiarava guerra all’Austria e alla
Prussia, colpevoli secondo i francesi di ospitare esuli che stavano organizzando una controrivoluzione. I
membri più radicali dell’Assemblea, Giacobini e Cordiglieri, nutrivano la speranza di poter diffondere
attraverso tutta l’Europa le idee della rivoluzione.      
Sul fronte interno, però, la crisi era aperta: il 1’ agosto del 1792 una rivolta popolare, comandata dai
Giacobini più estremisti, assalta la residenza reale di Parigi ed arresta il re e tutta la sua famiglia. Per
tutto il mese di agosto continueranno ad esserci ondate di violenza, in cui chiunque venisse anche soltanto
sospettato di essere contrario alla Rivoluzione Francese poteva essere giustiziato. 

Viene proclamata la Prima Repubblica francese, il 25 settembre del 1792


L’Assemblea Legislativa a questo punto viene rimpiazzata dalla Convenzione Nazionale, che proclama
l’abolizione della monarchia. Il 25 settembre del 1792 viene proclamata la Repubblica Francese. Il 21
gennaio del 1793 Luigi XVIviene condannato a morte per alto tradimento: sia lui che sua moglie, Maria
Antonietta, verranno ghigliottinati.       

I Giacobini hanno il controllo della Convenzione Nazionale


Nel giugno del 1793 i Giacobini assumono il controllo della Convenzione Nazionale, estromettendo i più
moderati Girondini, ed istituendo una serie di misure radicali, tra cui l’istituzione di un
nuovo calendario (oltre che del sistema metrico decimale in vigore ancora oggi), e la totale eradicazione
del cristianesimo, che veniva sostituito da una vera e propria sacralità pubblica, o religione di stato.  

Dopo la morte di Robespierre la borghesia liberale torna al potere


La morte del re di Francia, la guerra aperta con gran parte delle potenze europee, ed una serie di divisioni
in seno alla Convenzione Nazionale sono le cause scatenanti del periodo più duro e violento
della Rivoluzione Francese: il cosiddetto “Terrore”: un periodo di 10 mesi in cui verranno giustiziati alla
ghigliottina migliaia di oppositori del regime. Il responsabile di molte condanne è Robespierre, a capo
della Comitato di Salute Pubblica finché non finirà ghigliottinato anche lui, il 28 luglio del 1794, in seguito
alla Reazione termidoriana. I francesi, esausti, chiedevano la pace. I Giacobini perdono credibilità, e su di
loro si abbatte la vendetta spontanea di coloro che desideravano un ritorno alla monarchia (il Terrore
Bianco). La Francia si avviava verso il ritorno al potere della borghesia liberale. 
Il 22 agosto del 1795 viene approvata una Costituzione bicamerale ed emerge la figura del generale
Napoleone Bonaparte
Il 22 agosto del 1795 la Convenzione Nazionale, composta per la stragrande maggioranza da Girondini che
erano sopravvissuti al Terrore, approva una nuova costituzione, stavolta bicamerale. Il potere esecutivo
sarebbe passato nelle mani di un “Direttorio” composto da 5 membri, e nominato dal parlamento. Le
proteste degli oppositori, in particolare Giacobini e Realisti, venivano soffocate dall’esercito, in cui iniziava
ad emergere un giovane generale di successo, Napoleone Bonaparte.     

Il regime resiste 4 anni con l'aiuto dell'esercito


Durante i 4 anni di governo del direttorio, i problemi saranno molti: crisi finanziarie, insoddisfazione da
parte del popolo, inefficienza burocratica ed una forte corruzione. Alla fine degli anni ‘90 del ‘700, il
Direttorio riusciva a mantenere il potere quasi soltanto per merito dell’esercito.     
Napoleone organizza un colpo di stato e assume la carica di Primo Console
Il 9 novembre del 1799, Napoleone Bonaparte organizza un colpo di statoche culminerà con l’abolizione
del direttorio. Napoleone assume la carica di Primo Console. L’evento è generalmente considerato come
la fine della Rivoluzione Francese, o meglio la sua evoluzione verso una nuova fase. Con Napoleone la
Francia, profondamente ridefinita dai numerosi cambiamenti degli ultimi anni, ma allo stesso tempo
dominata dal potere di Bonaparte, arriverà al dominio di quasi tutta l’Europa continentale.