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SCOPERTE GEOGRAFICHE

(dalla fine del ‘400)

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo, marinaio genovese, scoprì l’America. Il suo viaggio fu preparato da
una serie di esplorazioni e scoperte. Questa data pose fine all’Età Medievale e diede inizio all’Età Moderna.
Tra 1415 e 1522 i protagonisti indiscussi dei viaggi di esplorazione e di conquista, che portarono
alla scoperta dell'America, furono il  Regno di Castiglia (Spagna) e il Portogallo. Questi due Paesi si spinsero
oltre le colonne d'Ercole perché volevano allargare i confini del mondo cristiano e trovare una nuova e più
vantaggiosa via attraverso il mare che conducesse all'oro africano e al mercato delle spezie in India. I primi
ad avventurarsi lungo le rotte dell'Oceano Atlantico furono i Portoghesi.
A partire dal 1415 i portoghesi conquistarono zone in Marocco e fino in Guinea. Nel 1487 Bartolomeo Diaz
raggiunse la punta meridionale dell’Africa chiamata Capo di Buona Speranza e nel 1497 Vasco da Gama
compì la circumnavigazione dell’Africa.
I successi della navigazione portoghese furono favoriti da innovazioni tecniche come la caravella, la quale
poteva portare un equipaggio poco numeroso per dare maggiore spazio alle merci così da poter rimanere a
lungo in mare. Le spedizioni portoghesi erano sostenute dalla corona e anche da investimenti privati da
parte di mercanti italiani. Il Portogallo divenne il principale fornitore d’oro dell’Europa. Dall’Africa inoltre
arrivavano merci come pepe e avorio, e inoltre gli schiavi.
I portoghesi fondarono conquiste sulle coste della Guinea da dove controllavano il commercio dell’oro. Il
Portogallo si impegnò particolarmente nel commercio europeo.
Questi successi attirarono l’attenzione della Spagna, che decisero di compiere conquiste di oltremare,
tentando di occupare le Canarie, ma risultò difficile a causa delle resistenze locali. Per questo i sovrani
accolsero con favore la proposta della spedizione di Colombo (che aveva inizialmente chiesto appoggio al
Portogallo ottenendo una risposta negativa), sottoscrivendo le Capitolazioni di Santa Fé, con le quali lo
nominava viceré, ammiraglio e governatore delle terre che avrebbe scoperto. Ottenne l’appoggio tramite la
regina Isabella di Castiglia.
La scoperta dell’America
La spedizione di Colombo si componeva di tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Partì da Palos il
3 agosto 1492. I geografi sottostimavano le dimensioni dell’oceano e il viaggio si dimostrò più lungo del
previsto. In ottobre giunse a una terra e la chiamò San Salvador (nelle Bahamas), dopodiché scoprì Cuba e
Santo Domingo. Tornò in Spagna e venne accolto con entusiasmo tanto che pochi mesi dopo ripartì.
Per stabilire il possesso delle terre si stipulò il trattato di Tordesillas con il Portogallo. Le nuove terre situate
a est di tale linea sarebbero state di dominio portoghese, quelle a ovest di dominio spagnolo. La seconda
spedizione di Colombo non ebbe il successo sperato: non si trovarono metalli e cose preziose. La terza
spedizione fu molto ridotta: Colombo approdò stavolta in Venezuela dove trovò grossi quantitativi di oro e
perle. Però la cattiva amministrazione delle colonie provocò gravi disordini e egli fu arrestato e ricondotto
in Spagna. Il favore della regina Isabella persisteva e nel 1502 organizzò un nuovo viaggio, che ebbe di
nuovo poca fortuna. Colombo si ritrovò povero e dimenticato da tutti.
Tra il 1501 e il 1507 Amerigo Vespucci iniziò a credere che le terre scoperte da Colombo non
appartenessero al continente asiatico, bensì a uno nuovo, che da lui prese il nome di America.
La spedizione successiva a quelle di Colombo più grandiosa fu quella di Ferdinando Magellano, sostenuta
da Carlo V e che nel 1520 raggiuse la punta meridionale dell’America. Per tutti i tre mesi di spedizione
l’oceano rimase calmo, da questo motivo si chiamò Pacifico. Raggiunse le Filippine e qui venne ucciso dagli
indigeni.
Nel 1500 avvenne la scoperta del Brasile da un altro navigatore portoghese, Pedro Alvarez Cabral. Il Brasile
sarebbe diventato la più grande colonia del Portogallo.
In ogni caso le ricchezze dell’India erano superiori e per questo motivo non cessarono le spedizioni verso
questa terra. Nel 1498 con l’arrivo di Vasco da Gama iniziò la formazione di un vasto impero marittimo il cui
scopo era quello di rompere il monopolio arabo e indiano del commercio delle spezie. Era costituito da una
serie di piccoli insediamenti che fungevano da scali commerciali, situati in posizione strategica per il
controllo delle vie marittime.
La penetrazione del Portogallo in Oriente non fu affatto pacifica ma con ricorso sistematico della forza. Si
crearono varie coalizioni contro gli intrusi ma fallirono tutte. Tuttavia il Portogallo non riuscì mai a ottenere
il dominio sul Mar Rosso.
Però riusciranno ad accordarsi con la Cina e grazie a queste attività di intermediazione nel commercio
orientale ricavarono le loro maggiori entrate. La corona portoghese decise di dichiarare monopolio reale il
commercio indiano e gli introiti di questo commercio garantivano il 40% di tutte le entrate della corona.

La conquista dell’America
I 1500 uomini che accompagnarono Colombo nella spedizione derivavano soprattutto da ceti poveri e non
privilegiati. C’erano tra loro degli hidalgos, ovvero cavalieri non insigniti ufficialmente di titolo nobiliare e
molti artigiani e contadini in cerca di fortuna. I viaggi continuarono anche dopo la morte di Colombo
trasformandosi in vere imprese di conquista.
Gli spagnoli seguirono fedelmente il modello portoghese. Le spedizioni erano organizzate allo stesso modo.
La conquista a mano a mano si estese al continente. Si apriva la seconda fase dell’occupazione spagnola in
America, nel 1519, quando Herman Cortes scoprì l’impero degli aztechi. Cortes sottomise un vero e proprio
impero. Questo stimolò altre spedizioni: nel 1527 venne conquistato l’impero dei Maya e nel 1529 l’impero
degli Incas.
Gli aztechi
Erano concentrati nel territorio del Messico centrale, erano in origine una popolazione nomade che si era
stabilita nel XIV secolo nell’altopiano della propria capitale Tenochtitlan, attuale Città del Messico. Erano
dotati di un’efficiente organizzazione militare, imponendo alle varie città-stato della regione di pagare alla
città capitale dei tributi. Il territorio era densamente urbanizzato. Vi erano 250.000 abitanti e la capitale era
un grosso centro urbano dotato di acquedotti e canali tanto che gli spagnoli la paragonarono a Venezia. Vi
erano 4 quartieri composti ognuno da 80 clan formati da uomini liberi al cui vertice c’erano i nobili ricchi. La
carica di imperatore era ereditaria. Alla base della piramide c’erano gli schiavi, i prigionieri di guerra e i
condannati. La città abbondava di mercati e vi era molta ricchezza ed eleganza degli edifici, così come un
grande ordine dell’impianto urbano nonostante mancasse la ruota e non si usassero animali da soma. Il
calendario era formato da 13 mesi ognuno da 20 giorni. Vi era una credenza di un destino comune dei nati
in uno stesso giorno. Si sviluppò l’arte della divinazione e interpretazione dei presagi. C’era un forte
legame a principi cosmici e superstizione. Cortes fu accolto pacificamente e per questo gli fu facile
prendere in ostaggio il sovrano e assumere il controllo politico. Però i suoi brutali metodi di governo
spinsero gli abitanti a ribellarsi, presero in assedio la città che poi fu però riconquistata.
I maya
Nel 1527 Francisco de Montejo conquista i Maya. Il loro territorio era formato da centinaia di luoghi di
culto, dotati di completa autonomia, il clero viveva in permanenza. Accanto al clero c’era una potente
nobiltà che aveva il monopolio della terra e imponeva pesanti tributi ai contadini. Avevano un complesso
sistema di scrittura. Le loro conoscenze astronomiche erano assai sviluppate con un calendario solare di
365 giorni ed erano in grado di seguire i movimenti della Luna, dei pianeti del sistema solare e delle
costellazioni. La loro resistenza all’occupazione spagnola fu tenace e Francisco de Montejo impiegò quasi
vent’anni a conquistare il territorio.
Gli Incas
Era un impero fondato sulla continuità territoriale e sul controllo politico attuato mediante l’inserimenti di
governanti locali all’interno di un sistema politico centralizzato. Era un impero organizzato in maniera
piramidale e gerarchica. Ogni villaggio aveva il possesso collettivo della terra e i contadini dovevano
coltivare i campi dei signori e del clero. Inoltre questi dovevano prestare lavoro gratuito per la costruzione
di strade e canali. Gli Incas erano abili ingegneri in grado di costruire ponti, gallerie e acquedotti al pari di
quelli romani. Attribuivano grande importanza alla divinazione e la sommità era la divinità solare. Non
conoscevano la scrittura ma grazie a un sistema di cordicelle colorate annodate riuscivano a comunicare
informazioni e a tenere i conti. La struttura ordinata e gerarchica di questa civiltà però ne favorì la rovina e
agli spagnoli bastò catturare l’Inca.
Strumenti di conquista
Perché gli imperi americani così grandi e potenti sono crollati così facilmente?
I conquistadores avevano un superiore equipaggiamento militare dotati di armi da fuoco e di cavalli.
I sottomessi degli imperi dei Maya e degli Aztechi accolsero con favore gli invasori, pensando di scegliere il
male minore. Gli indiani inoltre non avevano nessuna difesa immunitaria contro i nuovi agenti patogeni
portati dagli europei e quindi migliaia morirono di vaiolo, morbillo e influenza.
Infine le popolazioni americane si trovavano davanti a una paralisi cognitiva: non riuscivano a interpretare
la parola divina che improvvisamente gli aveva messo davanti uomini assolutamente diversi (gli spagnoli),
che non riuscivano a vedere come loro, pensandoli degli dèi. Credettero in una serie di funesti presagi che
annunciavano il ritorno del dio che sarebbe venuto ad aiutarli. Non trovarono nei loro testi sacri delle
istruzioni per affrontare tale situazione. Molti quindi si uccisero o si lasciarono morire, altri smisero di far
figli.
La nuova organizzazione dei territori
I sovrani incoraggiavano la fondazione di città e nel 1523 Carlo V stabilì ufficialmente le regole per
l’organizzazione di questi territori. Gli spagnoli introdussero la struttura parrocchiale del territorio.
Una seconda istituzione chiave della costituzione era l’encomienda, ovvero una serie di villaggi sotto la
corona di Castiglia amministrati da una persona meritevole. Gli abitanti lavoravano gratuitamente in cambio
di protezione e istruzione religiosa.
I territori delle colonie furono divisi in due viceregni: la Nuova Spagna (il Messico) e la Nuova Castiglia (il
Perù).
Il problema dell’altro
Cortes e altri conquistadores capivano bene gli indiani e li consideravano esseri dotati, al pari dei cristiani,
di intelligenza. Ma questo non gli impedì di distruggere le loro civiltà. Gli europei li consideravano degli
oggetti da ammirare. Tra le ragioni di queste crudeltà c’era anche quella di convertire i pagani alla fede
cristiana. All’amministrazione si affiancarono i missionari. Il più importante era Bartolomé de Las Casas. Le
sue lettere di sofferenze inflitte alle popolazioni locali fecero molta impressione a corte, tanto che vennero
cambiate le ordinanze con cui si prescriveva agli europei di trattare con umanità gli indiani e di usare la
persuasione invece della forza.
Conseguenze delle scoperte
I territori americani erano ricchi di oro e gli indiani furono messi a lavorare come minatori. La loro fisicità
però non era adatta a sforzi pesanti, così furono aggiunti schiavi africani.
La corona spagnola ebbe un vertiginoso aumento della ricchezza, portando però a danni per molte
manifatture spagnole. I metalli preziosi perdevano valore d’acquisto così come le monete. I prezzi dei
prodotti spagnoli iniziarono a salire e si crearono danni per le industrie locali. L’inflazione si propagò
all’interno dell’Europa. Dato che il genere alimentare più richiesto era il grano, il prezzo di questo salì. Verso
la fine del XVI secolo iniziarono ad arrivare in grande quantità prodotti agricoli dal Nuovo Mondo, quali il
tabacco, cacao, mais, patata e pomodoro.
APPUNTI
Come e perché si è arrivati all’America latina?
Ragioni intellettuali:
l’occupazione di Costantinopoli fece sì che i dotti bizantini scappino. approdo nelle corti occidentali dei
tesori portati dai dotti bizantini in fuga. A Firenze Crisodora portò la geografia di Tolomeo. Un testo scritto
nel secondo secolo che aveva una straordinaria capacità innovativa, numerosi limiti ed errori erano scritti
ma aveva anche intuizioni: Tolomeo aveva provveduto a proiettare le coordinate astronomiche sulla terra,
si crearono le premesse teoriche per misurare la latitudine e la longitudine. Solo in linea teorica, difatti il
calcolo della longitudine richiese ancora tanto tempo. Ci si può ora allontanare dalla costa e si può tentare
di seguire una rotta in mare aperto anche quando le coste non sono più visibili avvalendosi di strumenti
sempre più accurati.
La geografia di Tolomeo fu tradotta in latino da Jacopo d’Angelo da Scarperia, dunque la rese più
accessibile. Ne favorì un perfezionamento della scienza cartografica. Paolo Dal Pozzo Toscanelli prendendo
le mosse da Tolomeo riflette sull’idea della sfericità della terra e quindi sulla possibilità di rotte alternative
per raggiungere le indie orientali.

Ragioni economiche:
nelle indie orientali si andavano a cercare le spezie per la conservazione degli alimenti. Venivano prodotte
in terre lontanissime che determinavano che il trasferimento delle spezie passasse attraverso una serie di
intermediari: mercanti musulmani, attraversamento oceano indiano, Arabia, deserti, mediterraneo,
intervento di mercanti veneziani. Questi numerosi passaggi di mani aumentano di gran lunga il prezzo delle
spezie. È evidente che a fronte di un incremento demografico e di una accresciuta domanda, il mercato
delle spezie è fondamentale. Occorre trovare rotte alternative. Quindi iniziano a congiungersi le condizioni
economiche e l’incremento di strumenti geografici.
Ragioni religiose:
sia gli spagnoli sia i portoghesi sono mossi dalla convinzione di essere degli alfieri di evangelizzazione,
attraverso di loro sarà possibile portare nei nuovi popoli la nuova novella che non vi era mai arrivata o che
fosse andata smarrita. Entrambi si sentono portatori della verità: sulle imbarcazioni vi erano sempre
esponenti di ordine religioso.

Ci si avventura lungo le coste occidentali dell’africa. Nel 1487 Bartolomeo Diaz raggiunse la punta
meridionale dell’Africa chiamata Capo di Buona Speranza e nel 1497 Vasco da Gama compì la
circumnavigazione dell’Africa. Entrambi furono portoghesi.
Si spinse verso l’Africa anche per la merce più preziosa: gli schiavi. Si ricorre agli schiavi molto prima della
tratta atlantica degli schiavi. Questo fenomeno ebbe radici molto lontane. I portoghesi iniziarono a
scendere molto di più verso la costa meridionale. La costa settentrionale invece non era molto interessata
perché era sotto l’area di influenza ottomana.
Tra i navigatori che presero parte alla prime esplorazioni della costa occidentale vi fu Cristoforo Colombo
che intanto aveva cominciato a far propria l’idea che un calcolo attendibile della circonferenza della sfera
terrestre potesse garantire la navigazione in mare aperto che avrebbe condotto alle indie orientale
evitando di dover negoziare con tutti gli intermediari presenti sulle tradizionali rotte. Toscanelli aveva
sbagliato i calcoli, aveva sottovalutato l’ampiezza dell’oceano. Se Colombo non avesse trovato la terra
dell’America, non avrebbe avuto scorte sufficienti a raggiungere l’india. Colombo chiese sostegno al re di
Portogallo, il quale non ritenne che quella scelta fosse conveniente, e inoltre i portoghesi erano giù riusciti a
raggiungere la punta meridionale. Il re portoghese pensava quelle rotte più promettenti.
Colombo si rivolse a Isabella di Castiglia di Spagna che avendo la necessità di competere con il Portogallo
appoggiò Colombo con le Capitolazioni di Santa Fé, con le quali lo nominava viceré, ammiraglio e
governatore delle terre che avrebbe scoperto. Colombo utilizzò metodi violenti e si fece promotore
dell’economia schiavile americana.
Colombo quindi intraprende il suo viaggio. Essendo così lungo occorreva una capacità di disciplina dei
capitani e una fortissima motivazione degli uomini partecipanti. Erano mossi dal desiderio di migliorare le
condizioni economiche delle loro famiglie. Si trovano a fronteggiare non soltanto la lunga traversata in un
mare pericoloso ma anche possibili scontri con pirati o con gli stessi compagni di viaggio. Le tensioni erano
inevitabili e gli ammutinamenti frequenti. La motivazione era dunque molto forte e si esprimeva nel
momento dell’approdo in una violenza e avidità incontenibile.
La spedizione di Colombo si componeva di tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Scoprì l’America
nel 1492. Giunse a una terra e la chiamò San Salvador (nelle Bahamas), dopodiché scoprì Cuba e Santo
Domingo. Tornò in Spagna e venne accolto con entusiasmo tanto che pochi mesi dopo ripartì. Le sue due
successive spedizioni però non ebbero successo e Colombo si ritrovò povero e dimenticato da tutti.
La conquista dell’America fu svolta con metodi brutali. (Colombo non seppe mai di essere sbarcato in
America, pensava fosse il Giappone). La spedizione successiva a quelle di Colombo più grandiosa fu quella di
Ferdinando Magellano, sostenuta da Carlo V e che nel 1520 raggiuse la punta meridionale dell’America con
l’intento di trovare un varco che lo avrebbe portato verso occidente e di realizzare quello che Colombo
pensava di aver compiuto. Magellano navigando verso sud raggiunse lo stretto di Magellano e continua la
navigazione in un oceano sconosciuto, che per tutti i tre mesi di spedizione rimase calmo, da questo motivo
si chiamò Pacifico. Giunse alle Filippine e morì in uno scontro con gli indigeni. I suoi compagni continuano il
viaggio, proseguono per l’oceano indiano e doppiano a ritroso il capo di buona speranza per poi tornare in
spagna dopo due anni e mezzo, realizzando per la prima volta la circumnavigazione del globo e di fatto
confermando in maniera esperienziale la sfericità della terra.
Il navigatore portoghese Cabral raggiunse il Brasile in maniera piuttosto casuale spinto da una tempesta.

Spagna e Portogallo si trovarono in competizione, per potere meglio definire le rispettive aree di ingerenza
ricorrono alla suprema autorità religiosa, ovvero al papa che era Alessandro VI che nel 1493 emana la bolla
Inter Caetera, che stabilisce che debba considerarsi una sorta di linea immaginaria che percorre la sfera a
100 leghe a occidente delle isole Azzorre e stabilisce che i possedimenti dell’America meridionale a oriente
della linea appartengano al portogallo, quelli a occidente invece alla Spagna. Questo iniziale compromesso
risultò insoddisfacente ai portoghesi perché per i portoghesi c’era più mare che terra. Quindi si ricorse al
trattato di Tordesillas che spostava la linea consentendo che tutto il brasile venisse a ricadere sotto l’area
di influenza portoghese e tutto il resto sotto l’area d’influenza spagnola.
Le due aree ebbero caratteristiche differenti:
la Spagna intese questi territori come vere e proprie estensioni del proprio territorio nazionale, quindi la
spagna istituì vicereami: Nuova Spagna e Nuova Castiglia. In altre parole la Spagna esporta nelle sue
colonie lo stesso sistema istituzionale che caratterizzava la madrepatria.
I portoghesi invece avevano più interesse a controllare gli avamposti costieri senza voler addentrarsi
internamente. Quindi creano porti che poterono assicurare approvvigionamento alle loro navi e realizzare
in quelle piazze gli scambi commerciali che erano a monte di questa intrapresa.

Spagna e Portogallo non furono gli unici protagonisti: seguirono Francia, Inghilterra e Olanda. (La Francia si
avvalse di navigatori di altre nazionalità). Francia e Inghilterra saranno in futuro protagonisti della guerra
dei 7 anni sul fronte americano, dove si contenderanno i territori dell’America del Nord.
Gli inglesi provano ad evitare le rotte portoghesi e spagnole, quindi puntano a nord. Ricordiamo Walter
Raleigh che fondò la Virginia, la prima delle 13 colonie americane che daranno vita alla rivoluzione
americana. Chiamata Virginia in omaggio alla regina Elisabetta che non si era mai sposata.
La colonizzazione si svolse con metodi violenti, si svolse un eccidio delle civiltà precolombiane, i nativi non
poterono disporre di una difesa militare, gli inglesi invece erano a possesso anche dei cavalli che i nativi non
avevano mai visto. Inoltre si aggiunsero le malattie europee per le quali i nativi non avevano anticorpi.
Inoltre vennero sfruttate le rivalità interne dei popoli indigeni. Si aggiunse il ricorso quasi immediato
all’asservimento dei popoli indigeni che portò a una contrazione numerica terrificante dei nativi americani.
Questo in una totale inconsapevolezza della madrepatria, occorre l’intervento del frate Bartolomé de Las
Casas (nominato poi primo sacerdote nel Nuovo Mondo) perché la prima forte denuncia contro i metodi
disumani cominciasse a renderli noti nel continente europeo. Non dimentichiamo che l’azione di questi
uomini era partita sotto la guida dei conquistadores cristiani. Gli uomini che si fanno portatori del
cristianesimo invece attuarono le loro opere di conquista uccidendo popoli interi. Non mancarono reazioni
scritte che ribadirono l’inevitabilità di quella metodologia di conquista. Si ricorre alla convinzione
aristotelica che vi fosse una naturale esistenza di popoli destinati a servire. Quindi la condizione dei nativi
era inevitabile e provvidenziale, e questa va accettata per quella che è.
Successivamente però la corona spagnola fece ricorso a leggi che avevano il compito di limitare le violenze,
ma a quanto pare fu troppo tardi perché si era già giunti a una decimazione di quelle popolazioni al punto
che si rese urgente la necessità di procurare nuova manodopera schiavile. Ecco che la tratta degli schiavi
trova qui il suo principale motore di avvio. Cominciano a perfezionarsi le forme del trasporto degli schiavi.
Si pensava che gli schiavi per la loro conformazione fisica non provassero emozioni e quindi non potessero
soffrire.

SCAMBIO COLOMBIANO: trasferimento di specie vegetali e animali dalla terra americana a quella europea
e viceversa. Gli europei importarono dall’America pomodoro, patate, mais, tabacco e questo andò a
incidere sulle capacità di sussistenza della popolazione europea. Patate e pomodoro arricchirono
l’alimentazione degli europei. Gli europei in sud America portarono canne da zucchero e caffè. Nella
produzione di questi alimenti venivano impiegati gli schiavi africani e rappresentò la base della produzione
agricola del sud America. Le conseguenze furono nel lungo periodo fino al movimento del Black Lives
Matter di oggi.

Portoghesi e spagnoli operarono una colonizzazione e una migrazione prevalentemente maschile. Questo
non fu il caso per la colonizzazione settentrionale. Gli inglesi erano mossi anche da altre motivazioni. Molte
comunità inglesi si sposteranno nell’America settentrionale per poter accedere a una maggiore libertà
religiosa. Quindi i fedeli di quegli ordini religiosi meno diffusi, le sette. Costretti a lasciare l’Europa dalle
persecuzioni. Comunità intere di uomini e donne si spostarono per potersi sistemare nel nuovo mondo.
Alcune di queste comunità però poi avrebbero riprodotto i principi di esclusione verso gli altri, però ce ne
furono altre che si distinsero per la loro posizione presa contro la tratta degli schiavi, come i quaccheri
(erano un movimento religioso che ebbe in Inghilterra una certa resistenza all’autorità monarchica, per loro
sopra gli uomini c’era solo dio). I padri pellegrini sono gruppi che lasciano l’Inghilterra nella speranza di
poter vivere in un’atra terra migliori condizioni religiose.

Nel sud America pervengono prevalentemente uomini, al nord c’è un bilanciamento tra uomini e donne.
Quindi a sud si verificano fenomeni di meticciato, ma questo non avviene nel nord America, e questo
contribuì alla separazione razziale futura. Quindi a sud si mescolavano le etnie e ne nascevano altre.

IMPERO OTTOMANO
1453: presa di Costantinopoli
L’espansione ottomana nell’Europa cristiana era stata per tanto tempo ritardata. Premeva da oriente
l’oppressione espansiva dei mongoli che volevano conquistare le terre ottomane. Quindi questo li rese
occupati a lungo. Una volta che questa emergenza finì, gli ottomani iniziarono a muoversi verso l’Europa.
L’espansione è graduale ma piuttosto inarrestabile. Ricordiamo agli inizi del ‘400 Maometto I e Murad II
portano l’espansione degli ottomani verso la penisola balcanica. Tra ‘400 e ‘500 l’espansione coinvolge e
comprende grande parte del bacino orientale: la Serbia e la Bosnia, alcuni possedimenti greci, raggiungono
Otranto in Puglia. Otranto conserva ancora delle teche nella cattedrale con centinaia di teschi legati
all’occupazione turca e allo sterminio che fu fatto dei residenti cattolici.
Il mediterraneo diventa un lago turco attraverso domini diretti degli ottomani che si spingono fino
all’Ungheria. Costringendo l’Europa cristiana ad arretrare e a porre Vienna come ultima difesa contro
l’avanzata ottomana. Si vanno a definire tutta una serie di stati vassalli.
L’espansione inarrestabile dell’impero si spiega con la straordinaria organizzazione dell’impero e con
l’efficienza dell’esercito. La struttura amministrativa è strettamente verticistica, al suo vertice il Sultano, poi
c’è il Gran Consiglio preseduto da una sorta di primo ministro. La legge fondamentale nel mondo islamico è
il corano e dal corano dipende anche l’interpretazione corretta delle leggi. Se l’autorità suprema islamica è
Mufti, da lui dipendono anche le figure giuridiche della legge.
La fortissima organizzazione militare. All’interno si distingue il corpo di fanteria scelta dei giannizzeri.
Questi erano un corpo singolare per la sua formazione. Si componeva di bambini sottratti ai cristiani che
vivevano nei Balcani. I cristiani dei Balcani erano tenuti a un tributo umano: 1 bambino su 5 doveva essere
consegnato al sultano. Quei bambini dovevano essere convertiti e ricevevano una istruzione privilegiata.
Questo corpo di fanteria diventa un’élite, non soltanto militare ma anche aristocratica all’interno della
società ottomana. La sua fondazione è un tributo umano. Ma quei bambini entrano a far parte di un corpo
speciale che dispone di tutta una serie di privilegi fiscali, abitativi, tantoché suscitarono l’invidia di altri
gruppi privilegiati della società ottomana.
La comunità non-cristiana all’interno dell’impero ottomano componeva di numeri ingenti. Infatti l’impero si
è espanso inglobando popoli diversissimi tra di loro. Inoltre nel 1492 quando gli ebrei vennero cacciati dalla
Spagna, questi approdarono nell’impero ottomano dove trovarono condizioni di vita ben più accettabili che
nel mondo cristiano.
L’impero ottomano si struttura secondo modalità di coesistenza pacifica di gruppi etnici religiosi molto
diversi tra di loro. Ciascuna di queste unità si chiama millet, che sta a indicare comunità religiosa, ha in sé
un implicito riferimento alle religioni rivelate, i gruppi che sono considerati meritevoli di tolleranza, sono i
gruppi del libro, ovvero quei gruppi che credevano alle grandi religioni monoteistiche (cristiani e ebrei). Agli
ebrei e ai cristiani venne riconosciuta una condizione di favore ma ponendo tutta una serie di condizioni. La
prima è che non si ponga in discussione la superiorità dell’islam. Altre condizioni volevano che all’interno di
queste comunità (autosufficienti dal punto di vista amministrativo), se si fosse parlato di un millet cristiano,
non era possibile costruire nuove chiese ma dovevano usare quelle esistenti. Si poteva esercitare il proprio
culto ma in maniera non troppo vistoso. Non si potevano edificare croci per le strade o intrattenere
processioni. Altre condizioni imponevano che non ci si vestisse come i musulmani. Questi elementi
sottolineavano che si trattasse di cittadini di serie b. La condizione principale era quella del pagamento di
un tributo: tutte le comunità erano tenute a un versamento di denaro. Questo aveva fondamento nel patto
di Omar (che fu il secondo califfo).
L’Europa invece fu perennemente impegnata in conflitti tra cristiani per l’incapacità di raggiungere
compromessi tra i vari rami religiosi.
Nel corano è presente un passaggio inequivocabile che può essere posto fondamento di una possibile
convivenza pacifica tra le religioni.