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FONDAZIONE DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI,

PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI


DELLA PROVINCIA DI MILANO Ch. 302/itinerari

Sede per la società Filatura Cascami Seta / 1920-1924 /


Piero Portaluppi Sede per la società Filatura Cascami Seta / 1920-1924 / P. Portaluppi

via Santa Valeria 1-5, Milano


lungo via Santa Valeria. I rimandi rococò sono leggibili
La brillante soluzione planimetrica nella forma mistilinea dei balconi, nelle
All’inizio degli anni Venti Piero già Castiglioni, di fondazione remota ma adottata dall’architetto asseconda decorazioni delle cornici e in alcuni dettagli
Portaluppi ottiene dalla Società Anonima più volte ristrutturato nel corso del Sette e l’irregolarità del lotto. Fulcro della degli interni come le aperture triangolari
Porta Vercellina l’incarico di progettare Ottocento. composizione è un atrio pentagonale a ad angoli stondati disposte lungo le pareti
una palazzina per uffici destinata alla Il principale compito di Portaluppi doppia altezza, con ballatoio perimetrale dell’atrio d’ingresso. Del tutto “milanese”,
sede della Società di Filatura Cascami è quello di intervenire su un lotto e lucernario di copertura, che funge da in facciata, è il rivestimento in ceppo, con
Seta. La costruzione avrebbe occupato un molto irregolare, poligonale, attiguo al perno distributivo dell’intero edificio e inserti decorativi in cemento artistico di
terreno lungo via Santa Valeria, nei pressi preesistente palazzo parzialmente occupato da elemento regolarizzante: esso è infatti grande diffusione nell’edilizia cittadina
della basilica di Sant’Ambrogio, dove da una corte interna, intervenendo di fatto perfettamente in asse con il portale d’inizio Novecento.
originariamente sorgevano i rustici e le nel completamento del lato mancante e d’ingresso e immette in un corridoio di Nonostante l’edificio accolga
scuderie del neoclassico Palazzo Cornaggia, nella ricostituzione della cortina stradale penetrazione agli uffici, perpendicolare felicemente l’eredità di un passato ben
ad uno dei lati obliqui del pentagono e tangibile nel contesto in cui si colloca, la
FOTO STORICA DELL’EDIFICIO (IMMAGINE CONCESSA DA ARCHIVIO PIERO PORTALUPPI) parallelo all’adiacente palazzo. Attiguo al firma dell’architetto è più che mai evidente
grande ambiente centrale è uno scalone a nei dettagli decorativi degli interni –
rampe semicircolari che collega i piani. distintivi e qualificanti – genericamente
A guidare l’architetto sembra essere riconducibili al gusto déco che di lì a
stata l’idea della continuità con la fabbrica poco avrebbe raggiunto la sua massima
preesistente, che è evidente soprattutto diffusione. Tra essi spiccano il pavimento
nella composizione della facciata, la quale mosaicato a segni serpentini dell’ingresso; i
rimanda, nei dettagli rococò, all’edilizia ferri battuti di lunette, balaustre e lampade;
civile lombarda settecentesca. Lo schema le boiseries di rivestimento degli ambienti
è simmetrico – l’asse è identificabile con di rappresentanza, intagliate con motivi a
il portale d’accesso e la sovrastante trifora losanga; infine le decorazioni a stucco dei
del piano nobile – mentre verticalmente soffitti.
la fronte è bipartita in un basamento
ELENA DEMARTINI
bugnato e in un sovrastante ordine gigante
semplificato che definisce il secondo e il
terzo piano, scanditi da finestre rettangolari.
E’una soluzione che semplifica uno schema
precedentemente elaborato, che era
appesantito da uno spesso cornicione tra il
secondo e il terzo piano e da un incombente
coronamento a pinnacoli.

PIERO PORTALUPPI PIERO PORTALUPPI