Sei sulla pagina 1di 6

Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

don Curzio Nitoglia

Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5]


Pubblicato il 25 maggio 2017 da doncurzionitoglia

La politica moderna contro quella classica e scolastica


~
Quinta ed ultima parte

Le qualità del buon governante


Il governante cristiano deve avere ben formate in sé le 4 Virtù Cardinali (Prudenza, Giustizia,
Fortezza e Temperanza), che formano i 4 cardini su cui poggia e si muove il mondo morale
individuale e sociale. Perciò deve esercitarle non solo come individuo o privatamente, ma anche
come governante, ossia pubblicamente e politicamente, e perciò deve far leggi che siano fondate
su queste 4 Virtù e non le contrastino.

Il governate ha bisogno ancor più del privato cittadino di avere una guida sicura, la quale lo aiuti
a fissare costantemente il fine prossimo o immediato che deve conseguire alla luce del Fine
ultimo a scegliere i mezzi non solo individuali, ma anche legislativi e sociali da mettere in opera
per il bene comune dei suoi sudditi.

La Prudenza
Questa guida è la Prudenza, senza la quale anche il genio politico o militare (per esempio
Napoleone) fa dei grandi passi e delle grandi imprese, ma fuori strada ossia nella direzione
sbagliata. La Prudenza è l’auriga Virtutum, ossia il cocchiere che dirige i cavalli che trainano il
cocchio delle altre Virtù cardinali, essa e le altre Virtù, come un cavallo indomito e imbizzarrito,
trascinerebbero il cocchio fuori della retta strada. Certamente un cavallo imbizzarrito corre forte,
può essere brillante, un campione, ma sbaglia la buona direzione.

1 di 6 08/06/2021, 10:59
Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

Il governate deve avere non solo la Prudenza individuale, ma anche quella che Aristotele e poi S.
Tommaso d’Aquino hanno chiamato la “Prudenza di governo o regale”, perché la parola
“governo” viene dal latino gubernatio, cioè il “reggere il timone” che guida la nave nella giusta
direzione e il termine “re” viene dal latino regere ossia condurre, guidare qualcosa al suo fine.
Come si vede, la Prudenza politica, sociale, pubblica, regale o di governo è sommamente
necessaria al governate per non condurre lo Stato verso il caos, l’anarchia, la tirannia, la
catastrofe sociale ed economica.

Il buon governante deve essere un “ministro” di Dio, ossia deve dipendere da Lui per far eseguire
le Sue Leggi per il bene comune della comunità sociale e non per i suoi interessi personali. In
breve deve legiferare conformemente alla Legge divina e naturale.

Il Liberalismo e la Rivoluzione non concepiscono così il governo, ma, al contrario, come


l’espressione del culto della falsa Libertà che è licenza per tutti e per tutto, cioè di fare anche il
male e per i liberali radicali solo il male ad esclusione del bene. Invece la Prudenza insegna a dar
la Libertà vera a tutti per tutto fuorché per il male, ad esempio, per la libertà dei falsi culti. Il
buon governante deve dirigere ed illuminare e non seguire l’opinione pubblica, la moltitudine,
altrimenti rischia di preferite Barabba a Cristo. Il senso comune o il buon senso naturale è in
contrasto col sistema parlamentare quale fonte e principio di verità e di diritto. Il buon governante
deve avere la ferma volontà di camminare e far camminare con lui la sua Nazione nella via della
salvezza naturale subordinatamente a quella soprannaturale, anche andando contro la
maggioranza, che non sempre ha ragione, come invece pretende il Liberalismo parlamentarista.

La Temperanza
La seconda Virtù che deve possedere personalmente e pubblicamente il buon governate è la
Temperanza, che frena le passioni sregolate dell’uomo ferito dal peccato originale e impedisce
alla Società civile (e a lui stesso1) di diventarne schiava e cadere nell’abisso dei vizi.

Il buon governante non deve diventare un “idolo” del popolo, governando per soddisfazione
personale e ponendosi su un piedistallo di auto-esaltazione, concentrandosi per orgoglio sulla
propria personalità, dimenticando che essa è al servizio di Dio per il bene comune della Nazione.
Occorre che il governate (come tutti gli altri uomini) sia o soprannaturalmente in alto, nel Cielo,
unito a Dio oppure umilmente a terra assieme agli altri uomini; se per disgrazia si monta la testa e
si pone a mezz’aria, tra il Cielo e la terra, presto cadrà come tutti gli idoli.

Saper essere padrone del proprio corpo, dei propri istinti e passioni è indispensabile al
governante, che deve dare il buon esempio ai suoi sudditi, altrimenti farà come i farisei del tempo
di Gesù, che “dicevano, ma non facevano”, vivevano malamente e rendevano al popolo difficile
la pratica delle Virtù. Se egli non ha l’ordine in sé e nella propria famiglia non può darlo alla
Nazione (“nemo dat quod non habet / nessuno dà quel che non ha”).

La Fortezza
Il governante deve essere risoluto nel sopportare (sustinere) le avversità che la sua carica
comporta e nel superare (aggredi) gli ostacoli che si parano davanti al suo governo. Siccome
deve fare grandi cose per la sua Patria intera, essendo il Capo-Nazione, deve bandire da sé ogni

2 di 6 08/06/2021, 10:59
Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

timor mondano di dispiacere agli uomini e deve essere intrepido nell’azione senza cercare di
piacere loro ad ogni costo, assecondandone i capricci.

La Giustizia
Per governare bene gli altri occorre dare a ciascun ciò che gli è dovuto: l’incoraggiamento e il
premio così come il rimprovero e il castigo. Per far ciò non si può pretendere di mettersi al posto
di Dio, come il Cesare pagano, e di confiscare i Suoi diritti attribuendoseli nel nome del “popolo
sovrano” e del parlamentarismo, di cui il governante è l’espressione e l’incarnazione.

La ribellione contro Dio porta alla perdizione. Se la ribellione è dell’individuo il castigo sarà
individuale e nell’aldilà, ma se è sociale e legalizzata allora il castigo riguarda la Nazione ed
avviene nel tempo ossia nella vita terrena.

Il buon governante deve saper distruggere, se necessario, le leggi della Rivoluzione, che sono
contrarie alla Legge naturale e divina, e promulgare delle leggi che siano una specificazione della
Legge eterna. Questa è la lotta ad oltranza che la “Città di Dio” deve condurre contro la “Città di
Satana”. Il buon governate deve essere pronto a sacrificare tutto per edificare la prima ed
abbattere la seconda, senza atteggiamenti “teatrali” o demagogici, ma con la semplicità e la
libertà dei figli di Dio.

La Giustizia esige che per difendere gli innocenti, gli onesti, coloro che sono ingiustamente
aggrediti si colpisca, anche duramente, l’aggressore, proporzionatamente alla gravità del suo
crimine. Non si può far versare sangue e lacrime agli innocenti per esagerata “benevolenza”
verso i colpevoli, che nell’era rivoluzionaria son garantiti più e meglio degli onesti cittadini. Il
mondo moderno si lascia intenerire dalla sorte dei malviventi e non ha compassione delle loro
vittime.

Liberalismo e peccato originale


L’uomo ferito dal peccato originale ha bisogno per essere risanato della grazia santificante sulla
quale si innestano le Virtù o capacità di agire bene soprannaturalmente. Il governante se vuole
veramente rigenerare il suo popolo, la sua Nazione e la sua Patria deve provvedere alla propria
santificazione personale.

Obiezione liberale
I liberali pongono un’obiezione alla confessionalità dello Stato: siccome il mondo moderno crede
più ai Diritti dell’Uomo che a quelli di Dio una Costituzione civile dello Stato esplicitamente e
pubblicamente cristiana sarebbe occasione di guerra civile. Quindi occorre optare per il
Liberalismo di Stato onde evitare un male maggiore.

Risposta cattolica
La Chiesa risponde che ammettere per principio la separazione tra Stato e Chiesa significa negare
che Dio è il Creatore dell’uomo come animale sociale e quindi anche della Società civile, in
breve negare la fede. Inoltre riconoscere la validità della tesi cattolica della subordinazione dello
Stato alla Chiesa, ma negare assolutamente l’applicabilità pratica (l’ipotesi catto/liberale),

3 di 6 08/06/2021, 10:59
Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

significa accettare in teoria i 10 Comandamenti, però riconoscere che in pratica non possono
essere osservati neppure con la grazia di Dio, e questo è Luteranesimo. Come “la fede senza le
opere è morta”, così la Dottrina sociale non salva la Società civile se non la si mette in pratica,
ma ci si limita a parlarne. Certamente le difficoltà di “Instaurare tutto in Cristo” sono grandi, ma
non sono impossibili e insormontabili.

Cattolici sociali sino alla morte


Il Liberalismo si oppone con tutte le sue forze alla politica del Regno sociale di Cristo e, per
impedire che esso venga instaurato realmente in una Nazione, è pronto a ricorrere alla sua madre
ed ispiratrice che è la Massoneria, la setta segreta per eccellenza.

Il segreto della Massoneria è molto poco misterioso e abbastanza conosciuto perché la Chiesa lo
ha svelato e spiegato in più di 600 Documenti magisteriali, il più completo dei quali è l’Enciclica
di Leone XIII Humanum genus del 1884.

Il segreto massonico, svelato da papa Pecci, è l’unione stretta tra Massoneria e Satana, che la
dirige nei suoi sforzi di distruggere il Regno di Dio su questa terra e, siccome Dio regna in terra
tramite la Chiesa, la Massoneria – vera “Sinagoga di Satana” (Apoc., II, 9) – giura e fa giurare ai
suoi adepti delle “alte logge” di distruggerla (se mai fosse possibile).

In questa lotta il Liberalismo e la Massoneria non parlano apertamente di combattere Gesù e la


Sua Chiesa, ma il “Clericalismo”, parola non chiaramente evidente a tutti, e ciò per adescare i
semplici che ancora mantengono lo spirito della fede cattolica e l’attaccamento alla Chiesa
fondata da Gesù su Pietro e i suoi successori. Tuttavia Clericalismo e Cattolicesimo, per la
Massoneria, fanno un tutt’uno. Per cui la Massoneria cercherà di eliminare, anche fisicamente se
necessario, un governate che stia restaurando la sua Nazione sulle basi del Diritto naturale e
divino (come fece, per esempio, con Garcia Moreno nel 1875 poiché aveva osato fare un
Concordato, dottrinalmente ineccepibile, nel 1862 con la Chiesa, poi aveva scritto una
Costituzione perfettamente in linea col Diritto Pubblico Ecclesiastico nel 1869 ed infine aveva
consacrato l’Ecuador al S. Cuore di Gesù nel 18732).

4 di 6 08/06/2021, 10:59
Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

Gli uomini passano, le idee restano. “Dio non muore!”, disse Garcia Moreno quando fu
pugnalato. Nonostante gli sforzi della Rivoluzione e della setta infernale le verità seminate dal
Verbo Incarnato in questo mondo continuano a permanervi e a germogliare e, quando Dio reputa
propizio il tempo, hanno il sopravvento sull’errore e sul vizio seminati come la zizzania
dall’inimicus homo.

La collaborazione in subordinazione tra lo Stato e la Chiesa, tra la natura e la grazia, il corpo e


l’anima è una di queste verità. Infatti separare natura e grazia, uomo e Dio, Società civile e
Società soprannaturale significa andare contro la natura delle cose. Dio è l’Autore della natura e
la parola definitiva spetta a Lui.

La Rivoluzione e il mondo contemporaneo, che ne è l’incarnazione parossistica, corrono


orgogliosamente incontro alla loro rovina poiché corrono contro Dio e la natura creata da Lui. Il
Novecento è iniziato con la tragedia del transatlantico Titanic sul quale era stato ampollosamente
scritto: “Nemmeno Dio mi affonderà!”. Purtroppo nel viaggio inaugurale (1912) andò a
schiantarsi contro un iceberg e la maggior parte dei suoi passeggeri fu inghiottita dalle acque
gelide dell’oceano anche perché nella presunzione della sua inaffondabilità il Titanic non era
stato fornito di sufficienti scialuppe di salvataggio.

La buona soluzione è quella di rispettare l’ordine della natura e Dio Autore della natura, sia in
privato che socialmente o pubblicamente. Riconoscere che l’uomo non è un Titano, ma una
creatura fatta “per conoscere, amare e servire Dio e mediante questo salvarsi l’anima”.

d. Curzio Nitoglia

FINE

Note:

1 Solo per fare un esempio, si pensi a quanto abbia nuociuto, anche politicamente e storicamente, una vita non ordinata a
Mussolini o a Berlusconi e si potrebbero fare numerosissimi altri nomi.

5 di 6 08/06/2021, 10:59
Quando i “Diritti dell’Uomo” Soppiantano i “Diritti di Dio” [5] | don C... https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2017/05/25/quando-i-diritti-de...

2 Un altro martire della Massoneria è stato monsignor Joseph Tiso, Capo di Stato della Slovacchia, impiccato il 18 aprile del 1947,
di cui si può leggere in questo sito.

Condividi:

Condividi 1 Tweet Stampa E-mail WhatsApp Altro

Di' per primo che ti piace.

Correlati

Il Peronismo: i Diritti dello Stato al Posto dei Quando i "Diritti dell’Uomo" Soppiantano i Quando i "Diritti dell’Uomo" Soppiantano i
Diritti di Dio "Diritti di Dio" [1] "Diritti di Dio" [4]

Questa voce è stata pubblicata in Articoli don Curzio, Diritti dell'uomo, Diritti di Dio, Diritti Dio Soppiantati, Garcia Moreno e contrassegnata con Articoli don Curzio, Articoli don
Curzio Nitoglia, Diritti dell'uomo, Diritti di Dio, don Curzio Nitoglia, Garcia Moreno. Contrassegna il permalink.

don Curzio Nitoglia


Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

6 di 6 08/06/2021, 10:59

Potrebbero piacerti anche