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19 MARZO

SAN GIUSEPPE
SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA (s)
UFFICIO DELLE LETTURE

INVITATORIO
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Antifona
Nella festa solenne di san Giuseppe
lodiamo Cristo Signore. (T. P. Alleluia).

SALMO 94 Invito a lodare Dio


( Il Salmo 94 può essere sostituito dal salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno, finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).

Si enunzia e si ripete l'antifona.

Venite, applaudiamo al Signore, *


acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).

Poiché grande Dio è il Signore, *


grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).

Venite, prostràti adoriamo, *


in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).

Ascoltate oggi la sua voce: †


« Non indurite il cuore, *
come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto,

dove mi tentarono i vostri padri: *


mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †


e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;

perciò ho giurato nel mio sdegno: *


Non entreranno nel luogo del mio riposo » (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).

Inno
Santa e dolce dimora,
dove Gesù fanciullo
nasconde la sua gloria!

Giuseppe addestra all'umile


arte del falegname
il Figlio dell'Altissimo.

Accanto a lui Maria


fa lieta la sua casa
di una limpida gioia.

La mano del Signore


li guida e li protegge
nei giorni della prova.

O famiglia di Nazareth,
esperta del soffrire,
dona al mondo la pace.

A te sia lode, o Cristo,


al Padre ed allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:
Iste, quem læti cólimus, fidéles
cuius excélsos cánimus triúmphos,
hac die Ioseph méruit perénnis
gáudia vitæ.

O nimis felix, nimis o beátus,


cuius extrémam vígiles ad horam
Christus et Virgo simul astitérunt
ore seréno.

Iustus insígnis, láqueo solútus


carnis, ad sedes plácido sopóre
migrat ætérnas, rutilisque cingit
témpora sertis.

Ergo regnántem flagitémus omnes,


adsit ut nobis, veniámque nostris
óbtinens culpis, tríbuat supérnæ
múnera pacis.

Sint tibi plausus, tibi sint honóres,


trine qui regnas Deus, et corónas
áureas servo tríbuis fidéli
omne per ævum. Amen.

1^ Antifona
Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa:
al figlio che da lei nascerà
darai il nome di Gesù (T. P. alleluia).

SALMO 20, 2-8. 14


Signore, il re gioisce della tua potenza, *
quanto esulta per la tua salvezza!
Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, *
non hai respinto il voto delle sue labbra.

Gli vieni incontro con larghe benedizioni; *


gli poni sul capo una corona di oro fino.
Vita ti ha chiesto, a lui l'hai concessa, *
lunghi giorni in eterno, senza fine.

Grande è la sua gloria per la tua salvezza, *


lo avvolgi di maestà e di onore;
lo fai oggetto di benedizione per sempre, *
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.

Perché il re confida nel Signore: *


per la fedeltà dell'Altissimo non sarà mai scosso.

Alzati, Signore, in tutta la tua forza; *


canteremo inni alla tua potenza.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa:
al figlio che da lei nascerà
darai il nome di Gesù (T. P. alleluia).

2^ Antifona
Obbediente alla parola dell'angelo,
Giuseppe andò a vivere con la sua sposa (T. P. alleluia).

SALMO 91, 2-9 (I)


E' bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,

annunziare al mattino il tuo amore, *


la tua fedeltà lungo la notte,
sull'arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.

Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, *


esulto per l'opera delle tue mani.

Come sono grandi le tue opere, Signore, *


quanto profondi i tuoi pensieri!
L'uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:

se i peccatori germogliano come l'erba *


e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2^ Antifona
Obbediente alla parola dell'angelo,
Giuseppe andò a vivere con la sua sposa (T. P. alleluia).

3^ Antifona
Nell'anno del censimento,
Giuseppe e Maria partirono da Nazareth
per salire a Betlemme, la città di Davide (T. P. alleluia).

SALMO 91, 10-16 (II)


Ecco, i tuoi nemici, o Signore, †
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.

Tu mi doni la forza di un bufalo, *


mi cospargi di olio splendente.

I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, †


e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.

Il giusto fiorirà come palma, *


crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *


saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3^ Antifona
Nell'anno del censimento,
Giuseppe e Maria partirono da Nazareth
per salire a Betlemme, la città di Davide (T. P. alleluia).

Versetto:
V. Il giusto crescerà come un giglio (T. P. alleluia),
R. fiorirà in eterno davanti al Signore (T. P. alleluia).

Prima Lettura
Dalla lettera agli Ebrei 11, 1-16

La fede dei santi padri


Fratelli, la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.
Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza.
Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non
visibili ha preso origine quello che si vede.
Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu
dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla
ancora.
Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più,
perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la
testimonianza di essere stato gradito a Dio (Gn 5, 24; Sir 44, 16). Senza la fede però è
impossibile essergli graditi; chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli
ricompensa coloro che lo cercano.
Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, costruì con pio
timore un'arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne
erede della giustizia secondo la fede.
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in
eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le
tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava
infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre perché
ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già
segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la
sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare (Gn 15, 5; 22, 17; 32, 12. 13).
Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli
solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra. Chi
dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da
cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una
migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha
preparato infatti per loro una città.

Responsorio Cfr. Rm 4, 20. 22; Gc 2, 22


R. Fiducioso nella promessa di Dio, non vacillò, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a
Dio. * Questo gli fu accreditato come giustizia (T. P. alleluia).
V. La fede cooperava con le opere di lui, e per le opere quella fede divenne perfetta.
R. Questo gli fu accreditato come giustizia (T. P. alleluia).

Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Bernardino da Siena, sacerdote
(Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7, 16. 27-30)

Il fedele nutrizio e custode


Regola generale di tutte le grazie singolari partecipate a una creatura ragionevole è che
quando la condiscendenza divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato
sublime, concede alla persona così scelta tutti i carismi che le sono necessari per il suo
ufficio. Naturalmente essi portano anche onore al prescelto. Ecco quanto si è avverato
soprattutto nel grande san Giuseppe, padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo
della regina del mondo e signora degli angeli. Egli fu scelto dall'eterno Padre come fedele
nutrizio e custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo
incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra
nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21).
Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l'uomo eletto e singolare, per
mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se
dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di
ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale
riconoscenza e riverenza.
Infatti egli segna la conclusione dell'Antico Testamento e in lui i grandi patriarchi e i profeti
conseguono il frutto promesso. Invero egli solo poté godere della presenza fisica di colui che
la divina condiscendenza aveva loro promesso.
Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e
quell'altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo
padre, ma anzi l'ha portata al massimo della perfezione.
Perciò non senza motivo il Signore soggiunge: «Entra nella gioia del tuo Signore». Sebbene
sia la gioia della beatitudine eterna che entra nel cuore dell'uomo, il Signore ha preferito dire:
«Entra nella gioia», per insinuare misticamente che quella gioia non solo è dentro di lui, ma
lo circonda ed assorbe da ogni parte e lo sommerge come un abisso infinito.
Ricòrdati dunque di noi, o beato Giuseppe, ed intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua
potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è madre di
colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen.

Responsorio Cfr. Gn 45, 8. 7; Sal 117, 14


R. Dio mi ha reso come un padre per il Re, Signore e custode della sua famiglia; * mi ha dato
gloria, per salvare la vita di molta gente (T. P. alleluia).
V. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza.
R. Mi ha dato gloria, per salvare la vita di molta gente (T. P. alleluia).

Inno TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *


e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *


la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *


eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.

Vincitore della morte, *


hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *


che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.

[*] Salva il tuo popolo, Signore, *


guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *


di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *


pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

[*] Quest'ultima parte dell'inno si può omettere.

Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia
premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare
fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Liturgia delle Ore - Lodi Mattutine


19 MARZO
SAN GIUSEPPE
SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA (s)
LODI MATTUTINE

V. O Dio, vieni a salvarmi.


R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. (T. P. Alleluia).

Inno
Santa e dolce dimora,
dove Gesù fanciullo
nasconde la sua gloria!

Giuseppe addestra all'umile


arte del falegname
il Figlio dell'Altissimo.

Accanto a lui Maria


fa lieta la sua casa
di una limpida gioia.

La mano del Signore


li guida e li protegge
nei giorni della prova.

O famiglia di Nazareth,
esperta del soffrire,
dona al mondo la pace.

A te sia lode, o Cristo,


al Padre ed allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:
Cælitum, Ioseph, decus, atque nostræ
certa spes vitæ, columénque mundi,
quas tibi læti cánimus, benignus
súscipe laudes.

Te, satum David, státuit Creátor


Vírginis sponsum, voluítque Verbi
te patrem dici, dedit et minístrum
esse salútis.

Tu Redemptorem stábulo iacéntem,


quem chorus vatum cécinit futúrum,
áspicis gaudens, sociúsque matris
primus adóras.

Rex Deus regum, dominátor orbis,


cuius ad nutum tremit inferórum
turba, cui pronus famulátur æther,
se tibi subdit.

Laus sit excélsæ Tríadi perénnis,


quæ, tibi insígnes tríbuens honóres,
det tuis nobis méritis beátæ
gáudia vitæ. Amen.

1^ Antifona
I pastori vennero in fretta,
e trovarono Maria e Giuseppe
e il bambino che giaceva in una mangiatoia (T. P. alleluia).

SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore


La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che
zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *


di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz'acqua.

Così nel santuario ti ho cercato, *


per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita, *
le mie labbra diranno la tua lode.

Così ti benedirò finché io viva, *


nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito, *
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *


penso a te nelle veglie notturne,
tu sei stato il mio aiuto; *
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

A te si stringe *
l'anima mia.
La forza della tua destra *
mi sostiene.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

1^ Antifona
I pastori vennero in fretta,
e trovarono Maria e Giuseppe
e il bambino che giaceva in una mangiatoia (T. P. alleluia).

2^ Antifona
Giuseppe e Maria, la madre di Gesù,
erano pieni di meraviglia
per quello che si diceva di lui;
e Simeone li benedisse (T. P. alleluia).

CANTICO Dn 3, 57-88.56 Ogni creatura lodi il Signore


Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *


lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore, *
benedite, cieli, il Signore.

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *


benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.
Benedite, sole e luna, il Signore, *
benedite, stelle del cielo, il Signore.

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *


benedite, o venti tutti, il Signore.
Benedite, fuoco e calore, il Signore, *
benedite, freddo e caldo, il Signore.

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *


benedite, gelo e freddo, il Signore.
Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *
benedite, notti e giorni, il Signore.

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *


benedite, folgori e nubi, il Signore.
Benedica la terra il Signore, *
lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, monti e colline, il Signore, *


benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.
Benedite, sorgenti, il Signore, *
benedite, mari e fiumi, il Signore.

Benedite, mostri marini


e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *
benedite, figli dell'uomo, il Signore.

Benedica Israele il Signore, *


lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *
benedite, o servi del Signore, il Signore.

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *


benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *


lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.

2^ Antifona
Giuseppe e Maria, la madre di Gesù,
erano pieni di meraviglia
per quello che si diceva di lui;
e Simeone li benedisse (T. P. alleluia).

3^ Antifona
Giuseppe si alzò nella notte,
prese con sé il bambino e sua madre,
si rifugiò in Egitto,
e vi rimase fino alla morte di Erode (T. P. alleluia).

SALMO 149 Festa degli amici di Dio


I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

Cantate al Signore un canto nuovo; *


la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore, *
esultino nel loro Re i figli di Sion.

Lodino il suo nome con danze, *


con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo, *
incorona gli umili di vittoria.

Esultino i fedeli nella gloria, *


sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca *
e la spada a due tagli nelle loro mani,

per compiere la vendetta tra i popoli *


e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi, *
i loro nobili in ceppi di ferro;

per eseguire su di essi *


il giudizio già scritto:
questa è la gloria *
per tutti i suoi fedeli.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

3^ Antifona
Giuseppe si alzò nella notte,
prese con sé il bambino e sua madre,
si rifugiò in Egitto,
e vi rimase fino alla morte di Erode (T. P. alleluia).

Lettura Breve 2 Sam 7, 28-29


Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene al tuo servo. Dégnati
dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu,
Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre!

Responsorio Breve
In Quaresima:
R. Dio lo fece signore * nella sua casa.
Dio lo fece signore nella sua casa.
V. Gli affidò i beni più cari,
nella sua casa.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Dio lo fece signore nella sua casa.

Nel Tempo di Pasqua:


R. Dio lo fece signore nella sua casa. * Alleluia, alleluia.
Dio lo fece signore nella sua casa. Alleluia, alleluia.
V. Gli affidò i beni più cari.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Dio lo fece signore nella sua casa. Alleluia, alleluia.

Antifona al Benedictus
Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora;
così si avverò la parola dei profeti:
Il Messia sarà chiamato Nazareno (T. P. alleluia).

CANTICO DI ZACCARIA Lc 1, 68-79


Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *


perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *


nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *


per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *


e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *


e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *


di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *


al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *


perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *


nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *


per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *


e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *


sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *


nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona al Benedictus
Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora;
così si avverò la parola dei profeti:
Il Messia sarà chiamato Nazareno (T. P. alleluia).

Invocazioni
Supplichiamo il Signore, datore di ogni bene e principio di ogni santità:
Santifica il tuo popolo, Signore.

Signore Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri, perché camminassero davanti a te con
fedeltà e rettitudine,
- aiutaci a vivere secondo lo spirito del Vangelo.

Hai scelto san Giuseppe come custode e guida di Gesù fanciullo e adolescente,
- fa' che impariamo a servire il Cristo nei nostri fratelli.

Hai affidato la terra all'uomo per farne il suo regno e la sua dimora,
- insegnaci a lavorare per la giustizia e la pace a lode e gloria del tuo nome.

Ricordati, o Padre, dell'opera delle tue mani,


- fa' che tutti abbiano un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi.

Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,


e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia
premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare
fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.


R. Amen.

Liturgia delle Ore - Ore Media


19 MARZO
SAN GIUSEPPE
SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA (s)
ORA MEDIA

Salmodia complementare
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. (T. P. Alleluia).

TERZA Inno
O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.

Voce e mente si accordino


nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un'anima sola.

O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d'eterno amore. Amen.

Oppure:
L'ora terza risuona
nel servizio di lode:
con cuore puro e ardente
preghiamo il Dio glorioso.

Venga su noi, Signore,


il dono dello Spirito,
che in quest'ora discese
sulla Chiesa nascente.

Si rinnovi il prodigio
di quella Pentecoste,
che rivelò alle genti
la luce del tuo regno.

Sia lode al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico,
nei secoli sia gloria. Amen.

SESTA Inno
Glorioso e potente Signore,
che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il meriggio,
tu placa le tristi contese,
estingui la fiamma dell'ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.

Sia gloria al Padre ed al Figlio,


sia onore al Santo Spirito,
all'unico e trino Signore
sia lode nei secoli eterni. Amen.

Oppure:
L'ora sesta c'invita
al servizio divino:
inneggiamo al Signore
con fervore di spirito.

In quest'ora sul Golgota,


vero agnello pasquale,
Cristo paga il riscatto
per la nostra salvezza.

Dinanzi alla sua gloria


anche il sole si oscura:
risplenda la sua grazia
nell'intimo dei cuori.

Sia lode al Padre e al Figlio,


e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

NONA Inno
Signore, forza degli esseri,
Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.

Irradia di luce la sera,


fa' sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.

Sia lode al Padre altissimo,


al Figlio e al Santo Spirito,
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

Oppure:
L'ora nona ci chiama
alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.

San Pietro che in quest'ora


salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.

Uniamoci agli apostoli


nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.

Ascolta, Padre altissimo,


tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

TERZA Antifona
Ogni anno, per la festa di Pasqua,
i genitori di Gesù salivano a Gerusalemme (T. P. alleluia).

SESTA Antifona
I suoi genitori tornarono a casa,
Gesù restò a Gerusalemme,
ed essi non lo sapevano.

NONA Antifona
I genitori di Gesù
tornarono a Gerusalemme
e lo cercavano.

SALMO 119 Desiderio della pace minacciata dai malvagi


Egli è la nostra pace … venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini
(cfr. Ef 2, 14. 17. 16).

Nella mia angoscia ho gridato al Signore *


ed egli mi ha risposto.

Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *


dalla lingua ingannatrice.

Che ti posso dare, come ripagarti, *


lingua ingannatrice?
Frecce acute di un prode, *
con carboni di ginepro.

Me infelice: abito straniero in Mosoch, *


dimoro fra le tende di Kedar!
Troppo io ho dimorato *
con chi detesta la pace.
Io sono per la pace, *
ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO 120 Il custode di Israele


Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).

Alzo gli occhi verso i monti: *


da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *


non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d'Israele.

Il Signore è il tuo custode, †


il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *


né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,


quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme


Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste (Eb
12, 22).

Quale gioia, quando mi dissero: *


«Andremo alla casa del Signore».
E ora i nostri piedi si fermano *
alle tue porte, Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita *
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, †
secondo la legge di Israele, *
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i seggi del giudizio, *


i seggi della casa di Davide.

Domandate pace per Gerusalemme: *


sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, *
sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici *


io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio, *
chiederò per te il bene.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.

TERZA Antifona
Ogni anno, per la festa di Pasqua,
i genitori di Gesù salivano a Gerusalemme (T. P. alleluia).

SESTA Antifona
I suoi genitori tornarono a casa,
Gesù restò a Gerusalemme,
ed essi non lo sapevano.

NONA Antifona
I genitori di Gesù
tornarono a Gerusalemme
e lo cercavano.

Alle altre Ore della salmodia complementare

TERZA Lettura Breve Pro 2, 7-8


Dio riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici.

V. Dio lo fece Signore nella sua casa (T. P. alleluia),


R. gli affidò i beni più cari (T. P. alleluia).

SESTA Lettura Breve Sap 10, 10


La Sapienza condusse per diritti sentieri il giusto, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la
conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo
lavoro.
V. Ricchezza e gloria nella casa del giusto (T. P. alleluia):
R. la sua giustizia rimane per sempre (T. P. alleluia).

NONA Lettura Breve Sir 2, 15-16


Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano
seguono le sue vie. Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; e coloro che lo amano
si saziano della legge.

V. Grande è la sua gloria per la tua salvezza (T. P. alleluia):


R. lo avvolgi di maestà e di onore (T. P. alleluia).

Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia
premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare
fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore.

R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.