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Lez.

13 Doppi bipoli

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Doppi bipoli
In molti dispositivi i terminali sono associati naturalmente a coppie
(trasformatore, amplificatore hi-fi, filtri ecc.), la coppia (1,1’) detta
porta d’ingresso o primaria e la coppia (2,2’) detta porta d’uscita o
secondaria
Nella descrizione del doppio bipolo si considerano solo le due tensioni v1 t 
e v2 t  alle porte e le due correnti i1 t , i2 t , in quanto i1 t   i'1 t  e
i2 t   i'2 t 
i1(t) i2(t)
1 2
v1(t) v2(t)

1' 2'
i'1 (t) i'2 (t)

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Il doppio bipolo è pertanto governato dalle equazioni implicite:
 f1 v1 , v2 , i1 , i2   0

 f 2 v1 , v2 , i1 , i2   0
E il suo grafo orientato corrispondente è:
1 2

1' 2'
Esso è non connesso e, quindi, le relazioni tra correnti e tensioni non sono
legate dalle leggi di Kirchhoff ma dalle caratteristiche dei bipoli.
La potenza assorbita dal doppio bipolo risulta:
pa t   v1i1  v2i2

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Doppi bipoli di resistori lineari

Sono doppi bipoli costituiti da soli resistori lineari.

i1(t) i2(t)
1 2
v1(t) v2(t)

1' 2'
i'1 (t) i'2 (t)

Per tali doppi bipoli esistono 6 possibili rappresentazioni, ossia esistono

6 possibili modi di rappresentare la loro caratteristica in forma esplicita.

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Rappresentazione Variabili indipendenti Variabili dipendenti

Controllata in corrente i1 ,i2 v1 ,v2


Controllata in tensione v1 ,v2 i1 ,i2
Ibrida 1 i1 ,v2 v1 ,i2
Ibrida 2 v1 ,i2 i1 ,v2
Trasmissione 1 v2 ,i2 v1 ,i1

Trasmissione 2 v1 ,i1 v2 ,i2

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Rappresentazione controllata in corrente

Per caratterizzare il doppio bipolo si usano due generatori di corrente

indipendenti ( i1 ,i2 ) e si determinano le tensioni alle porte in funzione di

queste correnti.

v1 i1 i2 v2

Applicando la sovrapposizione degli effetti (per la linearità):

v1  v'1  v' '1 v1  R11i1  R12 i2


 da cui: 
v2  v'2  v' '2 v2  R21i1  R22 i2
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Con:

  v1   v'1   v1   v' '1 


R 
 11     
 
 R12  
 
   
  i1 i2  0  i1   i2 i1  0  i2 

 R   v2   v '2 
 
 v2 
   R22     
 
 v ' '2 

 21  
  i1 i2  0  i1   i2 i1  0  i2 

v1   R11 R12  i1   R11 R12 


    R
v2   R21 R22  i2   R21 R22 

La matrice R è detta matrice delle resistenze ed è formata dalle

resistenze proprie R11 e R22, e dalle resistenze mutue R12 e R21

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Proprietà della matrice delle resistenze:

1) La resistenza R11 è la resistenza equivalente alla porta 1 ( R11  0 );

2) La resistenza R22 è la resistenza equivalente alla porta 2 ( R22  0 );

3) R12  R21  Rm per la proprietà di reciprocità;

4) |𝑅21 | ≤ 𝑅11 e |𝑅12 | ≤ 𝑅22 per la proprietà di non amplificazione.

Tali proprietà definiscono anche le condizioni di fisica realizzabilità di un

doppio bipolo controllato in corrente

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Per ricavare le proprietà della matrice delle resistenze è possibile rifarsi

ai seguenti schemi circuitali:

i2 i1
V’1 i1 V’2 V’’1 i2 V’’2

ed applicare ad essi la definizione di resistenza equivalente, la seconda

forma del teorema di reciprocità e la proprietà di non amplificazione delle

tensioni.

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Rappresentazione controllata in tensione

Per caratterizzare il doppio bipolo si usano due generatori di tensione

indipendenti ( v1 ,v2 ) e si determinano le correnti alle porte in funzione di

queste tensioni

i1  G11 G12  v1  G11 G12 


   v  G
i G
 2   21 G 22   2  G21 G22 

La matrice G è detta matrice delle conduttanze ed è formata dalle

conduttanze proprie G11 e G22, e dalle conduttanze mutue G12 e G21

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Proprietà della matrice delle conduttanze:

1) G11 è la conduttanza equivalente alla porta 1 ( G11  0 );

2) G22 è la conduttanza equivalente alla porta 2 ( G22  0 );

3) G12  G21  Gm per la proprietà di reciprocità;

4) G21  G11 e G12  G22 per la proprietà di non amplificazione.

Tali proprietà definiscono anche le condizioni di fisica realizzabilità di un

doppio bipolo controllato in tensione

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Rappresentazione ibrida 1

Per caratterizzare il doppio bipolo si usa un generatore di corrente

indipendente ( i1 ) e un generatore di tensione indipendente ( v2 ):

v1   H 11 H 12  i1   H 11 H 12 
    H 
i2   H 21 H 22  v2   H 21 H 22 

La matrice H è detta matrice ibrida ed è formata dal coefficiente H11

resistenza equivalente alla porta 1, H22 conduttanza equivalente alla porta

2 , H12 guadagno in tensione alla porta 1 e H21 guadagno in corrente alla

porta 2

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Proprietà della matrice ibrida 1:

1) H11 è la resistenza equivalente alla porta 1 ( H11  0 );

2) H 22 è la conduttanza equivalente alla porta 2 ( H 22  0 );

3) H12   H 21 per la proprietà di reciprocità;

4) H 21  1 e H12  1 per la proprietà di non amplificazione.

Tali proprietà definiscono anche le condizioni di fisica realizzabilità di un

doppio bipolo con controllo ibrido di tipo 1

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Rappresentazione di trasmissione 1

Per caratterizzare il doppio bipolo si esprimono le grandezze alla prima

porta in funzione di quelle alla seconda porta.

In questo caso, storicamente, si utilizza la convenzione del generatore

alla porta 2:

i1(t) i2(t)
1 2
v1(t) v2(t)
T
1' 2'

𝑣1 𝑇11 𝑇12 𝑣2 T11 T12 


{𝑖 } = [ ]{ } T 
1 𝑇21 𝑇22 𝑖2 T T
 21 22 
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Proprietà della matrice di trasmissione T 1:

1) T11 è un coefficiente adimensionale;

2) T22 è un coefficiente adimensionale;

3) det T   1 per la proprietà di reciprocità;

4) T11  1 e T22  1 per la proprietà di non amplificazione.

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Collegamento in serie di doppi bipoli

1 i1(t) i2(t) 2

R1

v1(t) v2(t)

R2
1' 2'

 R11 Rm 
R   R1  R2
 Rm R22 

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Collegamento in parallelo di doppi bipoli

1 i1(t) i2(t) 2

G1

v1(t) v2(t)

G2
1' 2'

G11 Gm 
G   G1  G2
Gm G22 

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Collegamento in cascata di doppi bipoli

i1(t) i2(t)
1 2
v1(t) T1 T2
1' 2'

T11 T12 
T   T1  T2
T21 T22 

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Collegamento serie/parallelo o parallelo/serie di doppi bipoli
1 i1(t) i2(t) 2

H1

v1(t) v2(t)

H2
1' 2'
 H 11 H 12 
H   H1  H2
1 i1(t) i2(t) 2  H 21 H 22 
H1

v1(t) v2(t)

H2
1' 2'

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Doppi bipoli lineari non inerti

Un esempio di doppio bipoli lineare non inerte è costituito da resistori


lineari e generatori indipendenti.
i1(t) i2(t)
1 2
v1(t) v2(t)

1' 2'

Per la linearità si può ricavare la caratteristica con il p.s.e.

+ +
V1(t) V2(t)

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La caratteristica è:

i1  i '1  i1cc  G11 Gm  v1  i1cc 


         
i2  i '2  i2 cc  Gm G22  v2  i2 cc 

E’ questa la generalizzazione del teorema di Norton per i doppi bipoli

Se il doppio bipolo è controllabile in corrente, si ottiene la

generalizzazione del teorema di Thevenin

v1  v'1  v01   R11 Rm  i1  v01 


         
v2  v'2  v02   Rm R22  i2  v02 

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Sintesi di doppi bipoli

L’analisi di un doppio bipolo è l’operazione tramite la quale, data una

configurazione di resistori lineari, si vuole determinare la sua

rappresentazione secondo matrice G, R, H oppure T

L’operazione di sintesi consiste, invece, nel determinare una

configurazione di resistori lineari che ammette come rappresentazione

quella descritta da una matrice nota (ad esempio delle resistenze o delle

conduttanze).

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Se le matrici soddisfano le condizioni di fisica realizzabilità, bastano tre
resistori per costruire il corrispondente bipolo. Le configurazioni che si
possono ottenere sono quelle a T e a 
i1(t) Ra Rb i2(t)
1 2  Ra  R11  Rm

v1(t) Rc v2(t)
 Rb  R22  Rm
R  R
 c m

1' 2'

i1(t) Gy i2(t)
1 2 Gx  G11  Gm

v1(t) Gx Gz v2(t)
Gz  G22  Gm
G  G
 y m

1' 2'

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Doppio bipolo Trasformatore Ideale

E’ un doppio bipolo caratterizzato da un solo parametro a, detto rapporto


di trasformazione
i1(t) a:1 i2(t)

v1(t) v2(t)

 v1
v  a
 2

 i1   1
 i2 a
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Proprietà del Trasformatore ideale:

1) Elevatore di tensione e abbassatore di corrente se a  1;

2) Abbassatore di tensione ed elevatore di corrente se a  1;

3) Trasparente alle potenze; pa t   0 t ; Infatti:


𝑣1
𝑝𝑎 (𝑡) = 𝑝1 (𝑡) + 𝑝2 (𝑡) = 𝑣1 𝑖1 + 𝑣2 𝑖2 = 𝑣1 𝑖1 + (−𝑎𝑖1 ) = 0
𝑎
4) Trasporto :𝑅𝑒𝑞1 = 𝑎2 𝑅2 ;

𝑣1 𝑎𝑣2 𝑣2
𝑅𝑒𝑞1 = = = 𝑎 (− ) = 𝑎2 𝑅2
2
𝑅2 𝑖1 − (1 𝑖 ) 𝑖2
𝑎 2

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