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12/5/2021 Manuale. Come accordare un pianoforte. accordare da sè un pianoforte. Fai da te.

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Come accordare un
pianoforte

Introduzione
Con questo breve manuale ci piacerebbe aiutare le persone a
intraprendere la strada dell'accordatura dei pianoforti, anche
se hanno poca o nessuna esperienza in materia.
Raccomandiamo fortemente di leggere l'intero manuale prima
di iniziare ad accordare il proprio prezioso strumento, in modo
da aver già conosciuto tutti gli aspetti rilevanti.

Dev'essere ben chiaro che l'accordatura non è qualcosa che si


impara in un attimo. Ci vuole una certa dose di perseveranza e
autocritica per imparare ad accordare un pianoforte in modo
accettabile.

Molti di coloro che usano l'accordatore Dirk's per pianoforte


hanno raggiunto livelli per loro impensabili.

Può essere utile anche una conoscenza di base delle molte


varietà di pianoforti verticali e a coda, e dei loro dettagli
costruttivi. Si dovrà imparare a riconoscere eventuali anomalie
e "effetti collaterali", ed essere in grado di correggerli se
necessario.

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Accordatore Dirk's per pianoforte


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Accordare personalmente un pianoforte a uno standard professionale

Compatibilità

Microsoft Desktop Windows 10 Windows ME


Il computer portatile Windows 8.1 Windows 2000
Netbook Windows 8 Windows 98
Intel Tablet Windows 7 Windows Phone
Telefono Windows Vista Windows RT
PC portatile Windows XP

Apple iMac MacOS 11 OS X 10.8


Mac Pro MacOS 10.15 OS X 10.7
Mac mini MacOS 10.14 Mac OS X 10.6
MacBook MacOS 10.13 Mac OS X 10.5
Intel MacOS 10.12 Mac OS X 10.4
Silicon OS X 10.11 iOS iPhone
iPad OS X 10.10 iOS iPad
iPhone OS X 10.9

L'accordatore è disponibile nelle seguenti lingue:

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Tabella dei contenuti


< Introduzione >
< Accordatore Dirk's per pianoforte v4.0 >
< La chiave da accordatore >
< Cunei, stecche e strisce di feltro >
< Girare i perni di sintonia >

< Stabilità di accordatura >


< Girare i perni di sintonia >
< Il movimento del perno >
< Alzare l’intonazione >

La chiave da accordatore
Veniamo quindi all'accordatura in pratica. Prima di tutto alcuni
utensili indispensabili:

È una "leva" che serve per girare le caviglie, come vedremo


meglio in seguito. Di più su questo "accordare" in seguito. Se
ne deve acquistare una di buona qualità, perché una buona
chiave permette una sensibilità e un controllo migliori durante
l'accordatura. La chiave non deve essere troppo leggera o
troppo lunga. Tanto più rigida (meno flessibile) è la chiave,
tanto migliore è la sensibilità nel manovrare le caviglie. La
"testa" deve essere a forma di stella per adattarsi alla sezione
quadrata delle caviglie. Dato che esistono caviglie di
grandezze diverse, bisogna accertarsi di acquistare la chiave
della giusta dimensione.

La forma a stella permette di inserire la chiave in posizioni


differenti sulle caviglie. Si può quindi orientare sempre la
chiave nella direzione più opportuna.

Se si prevede di accordare più di un pianoforte è


raccomandabile una chiave a testine intercambiabili, che
possa montare bussole di dimensioni e lunghezze differenti,
per adattarsi a qualsiasi tipo di caviglie. Ci si può far
consigliare da un rivenditore nella scelta.
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Cunei, stecche e strisce di feltro


Si tratta di accessori utilizzabili per smorzare le corde che non
si devono sentire durante l'accordatura. Occorre procurarsi dei
cunei in gomma per smorzare le corde, e sono consigliabili
anche dei cunei con impugnatura in filo metallico,
specialmente per strumenti dove non c'è abbastanza spazio
per i cunei normali.

Per i pianoforti verticali sono disponibili delle stecche in


plastica che funzionano come pinzette invertite. Queste
stecche devono essere (delicatamente!) manovrate attraverso
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le aste dei martelletti. Si usano per smorzare due corde


adiacenti, o le due corde esterne di un unisono in modo da
poter accordare quella interna. Un unisono è l'insieme di tre
corde (nella sezione media e degli acuti) o di due corde (nella
sezione bassa) che appartengono a un'unica nota.

Le stecche sono particolarmente utili nella sezione degli acuti


(note più alte, corde più corte) del pianoforte, dove ogni tasto
aziona un martelletto che batte su due o tre corde all'unisono,
e non c'è spazio per i normali cunei.

Esistono anche strisce flessibili in feltro, disponibili in diversi


spessori. Si usano soprattutto nei pianoforti a coda. Possono
essere avvolte su tutte le corde esterne (destra e sinistra) di
ciascun unisono in modo da smorzarle e lasciar suonare solo
la corda interna. Alcuni preferiscono questo metodo a quello
dei cunei, perché ritengono che sia più rapido.

Negli unisoni a due corde si salta sempre uno spazio, in modo


da accordare alternatamente una corda destra e una sinistra
di note successive.

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Si raccomanda di usare un utensile piatto di alluminio o di


legno per applicare queste strisce. Bisogna fare attenzione a
non urtare la tavola armonica con l'utensile, perché la si
potrebbe danneggiare. È molto importante anche premere il
pedale di risonanza (quello che permette di sollevare
leggermente tutti gli smorzatori nello stesso tempo) per evitare
danni o deformazioni dei feltrini degli smorzatori a causa del
movimento laterale delle corde. Fare attenzione a premere
nuovamente il pedale quando si vogliono togliere le strisce.
Appoggiare il palmo della mano sulle corde (indossare dei
guanti per evitare di ossidarle) quando si rimuovono le strisce,
in modo da evitare di spostare molto le corde, con il rischio di
danneggiare gli smorzatori. Operazioni maldestre possono
anche scordare lo strumento.

Girare i perni di sintonia


Una cosa è importante: bisogna girare le caviglie con
movimenti minimi, spesso non si può nemmeno parlare di
movimenti. Prima di tutto bisogna stabilire se occorre alzare o
abbassare la frequenza. Quando si inizia ad accordare è
prudente abbassare leggermente la nota, per evitare di tirare
troppo la corda, con il rischio di deformarla o romperla. È
essenziale fare pratica con questi movimenti minimi per
sviluppare una buona sensibilità, senza della quale sarebbe
impossibile ottenere una buona accordatura. Si consiglia di

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fare pratica su questo prima di passare all'accordatura del


pianoforte.

Iniziare smorzando con i cunei alcune corde esterne di


qualche unisono. Lasciare stare le corde interne e applicare la
chiave di accordatura sulla caviglia di una delle corde esterne
non smorzate.

Provare ad applicare un po' di forza sulla chiave, verso sinistra


perché si desidera abbassare la frequenza, ma senza girare la
caviglia. Ascoltare attentamente ciò che si sente. Se non si
percepisce differenza aumentare leggermente la pressione
sulla chiave, finché non si cominciano a udire i battimenti. Una
volta che si cominciano a sentire i battimenti significa che c'è
una differenza di frequenza tra la corda interna e quella
esterna. Tanto maggiore è la differenza, tanto più veloce sarà
il battimento. Se si lascia andare la chiave senza avere girato
la caviglia, questa ritornerà alla posizione iniziale e la
differenza di frequenza sparirà. Questo fatto sarà molto
importante più avanti per l'accordatura. Come si spiega questo
comportamento? La parte visibile della caviglia è solo metà
della caviglia stessa. La parte invisibile è inserita nel somiere,
ed è trattenuta molto strettamente per evitare che possa
allentarsi.

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Applicando solo una leggera forza alla chiave la caviglia si


torce leggermente. Questa flessibilità è proprio una
caratteristica del materiale, che è in certa misura "elastico" pur
essendo fatto di acciaio di alta qualità. Dove la caviglia è
trattenuta dal somiere c'è così tanta resistenza che, se si fa
girare la caviglia, questa non sempre tornerà alla posizione
iniziale. È dovere dell'accordatore aiutare le caviglie in questo
modo, perché altrimenti sarebbero le corde ad agire sulle
caviglie quando si suona il piano facendolo scordare. Questo
procedimento si chiama "impostare la caviglia", ed è vitale per
un'accordatura stabile. Bisogna quindi accertarsi che le
caviglie rimangano in una posizione di equilibrio, per
contribuire alla stabilità dell'accordatura. Questa è una delle
parti più difficili dell'accordatura! Come verifica si può "pestare"
più forte sul tasto un paio di volte, e ascoltare se ci sono
cambiamenti.

Stabilità di accordatura
Questo ci porta all'argomento della stabilità dell'accordatura;
quando si osserva la lunghezza totale di una corda del
pianoforte, si scopre che può essere divisa in tre sezioni: La
prima sezione, a partire dalla caviglia, è quella che non vibra.
Questa parte passa sopra un punto fisso che può essere
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realizzato in modi diversi a seconda della collocazione e al tipo


di strumento. I punti fissi sono denominati agraffe o capotasti,
a seconda dei casi. La seconda parte della corda è quella
libera di vibrare e produce quindi il suono. La testa del
martelletto colpisce questa sezione della corda. È la parte
sonora della corda. Successivamente la corda passa sul
ponticello, da cui inizia la terza sezione. La distanza tra le
agraffe e il primo punto del ponticello determina la lunghezza
della sezione oscillante della corda. Il ponte è il secondo punto
fisso sul quale la corda scorre. La sezione compresa tra il
ponticello e i punti terminali di fissaggio della corda è
anch'essa non vibrante.

Ma torniamo alla stabilità dell'accordatura. Si può immaginare


come vi sia una resistenza relativamente alta sui due punti
fissi, al di sopra dei quali le corde "scorrono" durante
l'accordatura (o quando cambia la loro tensione), in parte a
causa dell'elevata tensione delle corde stesse. Questa
resistenza può portare a differenze di tensione tra le tre
sezioni della corda. Questa differenza, se non venisse
eliminata, si livellerebbe suonando lo strumento e lo farebbe
andare velocemente fuori accordatura. Pestando forte sui tasti
diverse volte si fa in modo che le tensioni si distribuiscano in
modo uguale nelle tre sezioni della corda.

Si raccomanda di accordare prima un po' crescente, poi


scendere fino alla frequenza desiderata mentre si continua a
battere sul tasto. Pestando sul tasto si facilita lo scorrimento
delle corde sopra i punti fissi. Accordando leggermente
crescente la tensione della corda aiuta a raggiungere la
frequenza corretta.

Si dovrà sviluppare la capacità di portare la caviglia in una


posizione di equilibrio, di eliminare le differenze di tensione
nelle corde e di raggiungere infine la frequenza corretta.
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Girare i perni di sintonia


Vediamo ora cosa accade quando giriamo le caviglie. Le
caviglie sono inserite molto strettamente nel somiere, perciò
occorre vincere una notevole resistenza per farle girare. La
tensione della corda viene in aiuto quando si vuole abbassare
la tonalità, ma quando la si vuole alzare bisogna vincere sia la
resistenza della caviglia sia la tensione della corda. Come si fa
a accordare più alto o più basso? C'è una differenza tra il
pianoforte verticale e quello a coda in questo aspetto, come
vedremo tra poco. Ti diremo di seguito a riguardo.

Partiamo dal pianoforte verticale. Si osservi la caviglia e il


modo in cui la corda è ad essa collegata. La corda esce dalla
caviglia e scende verso la parte inferiore del pianoforte, verso
sinistra. Bisogna aver chiaro che girando la caviglia verso
sinistra si riduce la tensione della corda e si abbassa anche la
tonalità, mentre girando a destra si ottiene l'effetto opposto e
la tonalità sale.

Cosa dire del pianoforte a coda? Non è molto diverso da


quello verticale, ma si devono osservare le differenze per non
fare errori quando si accorda.

La corda lascia la caviglia sul lato destro e corre in direzione


della "coda" del pianoforte (osservandolo dalla parte della
tastiera).

Si deve tenere presente che la frequenza del suono e la


tensione della corda aumentano quando si gira la caviglia
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verso destra, mentre scendono girando a sinistra. È


importante rispettare le differenze strutturali tra un pianoforte
verticale e uno a coda, perché cambia molto il modo in cui si
posiziona e si muove la chiave di accordatura.

In un pianoforte verticale è meglio disporre il manico della


chiave in posizione superiore, leggermente a destra dell'asse
verticale.

Immaginando il quadrante di un orologio si deve disporre la


chiave nella posizione dell'una, e girarla verso destra per
alzare la tonalità.

Nel pianoforte a coda si deve orientare il manico della chiave


verso destra e leggermente lontano da noi. Visto dall'alto
corrispone all'incirca alle due.

Tiriamo la leva verso di noi per alzare la tonalità.

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Il movimento del perno


Resta ancora da spiegare una delle parti più importanti
dell'accordatura: il movimento della caviglia, e quale caviglia si
deve girare.

Girando le caviglie si potranno sentire forti differenze da una


all'altra, anche se appartenenti allo stesso strumento. Alcune
sono molto fluide e si girano con precisione, ma altre si
muovono a scatti. Queste caviglie tipicamente "saltano" oltre il
punto desiderato, appena si applica un po' più di forza alla
chiave. Non ci si deve lasciar spaventare dagli "scricchiolii"
che si sentono in questi casi, sono causati dal "serraggio"
della caviglia nel somiere e non provocano alcun danno.
Ancora una volta è importante saper ruotare le caviglie il
minimo indispensabile. Una volta imparato questo, si eviterà
non solo di tirare troppo le corde, ma si sarà anche capaci di
accordare con molta precisione. Le differenze di frequenza da
correggere sono spesso piccolissime.

Prima di tutto bisogna fare molta attenzione a individuare la


caviglia giusta, prima di cominciare ad accordare una nota.
Seguire la corda finché non si è certi di trovarsi sulla caviglia
corretta.

Quando si comincia a girare e l'altezza del suono non cambia


meglio fermarsi, perché si potrebbe essere sulla caviglia
sbagliata. È più sicuro applicare un po' di pressione sulla
chiave senza girare la caviglia. Si dovrebbe notare un leggero
innalzamento della tonalità, altrimenti si sta sicuramente
toccando una caviglia errata e si è smorzata la corda
sbagliata. Fare sempre queste verifiche prima di iniziare a
girare la caviglia, per evitare possibili spiacevoli conseguenze
sulla corda.

Sempre per precauzione è meglio accordare prima un po' in


calare e poi risalire. Ancora una volta, per la stabilità
dell'accordatuda si raccomanda di accordare prima un po'
crescente e poi scendere alla frequenza corretta, per
"impostare" la caviglia: In questo modo la rotazione della
caviglia si sosterrà da sola e sarà più facile neutralizzare le
differenze di tensione nella corda. Fare assolutamente
attenzione a raggiungere la stabilità della caviglia! All'inizio la
disposizione delle caviglie sembrerà caotica, ma dopo un po'
di studio si vedrà chiaramente che seguono uno schema
logico. Col passare del tempo sarà più facile trovare la caviglia
giusta, ma è sempre meglio verificare una volta di troppo che
una volta in meno.

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Alzare l’intonazione
Si è accennato prima all'altissima tensione delle corde: per
ciascuna di esse raggiunge in media 80 kg, e la forza totale
risultante sul telaio dello strumento è di 18000 kg.

Supponiamo di dover accordare un pianoforte che è


complessivamente troppo basso di tonalità. È facile
comprendere come, dal punto di vista della distribuzione
uniforme delle forze di trazione, sia importante alzare le
tonalità in modo omogeneo su tutta la gamma di note del
pianoforte.

È anche importante sapere che, per lo stesso motivo, le


deviazioni di frequenza superiori a 30 cent devono essere
corrette in più passaggi (per maggiori informazioni sugli
scostamenti in cent si veda il relativo paragrafo del manuale).
In casi del genere bisogna prima eseguire un'accordatura
grossolana al solo scopo di portare la tonalità più vicino a
quella desiderata, distribuendo nel contempo le tensioni nel
modo più uniforme possibile. Un'accordatura grossolana può
essere fatta in 15 o 20 minuti, con un po' di esperienza, e in
quella fase non importa se rimangono udibili dei battimenti
negli unisoni.

Ora spiegheremo un metodo per ottenere tale uniformità:

Primo. iniziare ad accordare le corde centrali nelle ottave da


Do3 a Do5
Secondo. accordare una delle corde di ciascun unisono
nella sezione dei bassi a due corde
Terzo. accordare le corde centrali da Do5 a Do8
Quarto. accordare le corde basse singole
Quinto. accordare tutte le corde di sinistra degli unisoni da
Do3 a Do8
Sesto. accordare ogni corda rimanente nella sezione dei
bassi a due corde
Infine accordare tutte le corde di destra da Do3 a Do8

Si noti che il passaggio dalle corde doppie nei bassi a quelle


triple non corrisponde a Do3 in tutti gli strumenti, occorre
perciò verificare di volta in volta e modificare la procedura se
richiesto.

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Note legali
Anche se abbiamo cercato di spiegare il procedimento di
accordatura molto accuratamente, non ci assumiamo alcuna
responsabilità per eventuali danni dato che è semplicemente
impossibile insegnare, con questo breve manuale e senza
nessuna esercitazione pratica, tutte le sfaccettature di questa
meravigliosa professione.

Quello che possiamo consigliare è: fare molta pratica e


ascoltare quello che si fa. Anche senza usare l'accordatore.
Non è importante solo l'accordatura, ma anche la
comprensione di tutti gli altri aspetti e l'abilità nell'uso della
chiave di accordatura.

Auguriamo il migliore successo a chi ha seguito queste


indicazioni e speriamo che possa presto godere di una
bellissima accordatura.

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Note legali Mappa del sito

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