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5 La crisi
della Repubblica
1A Roma si diffonde 2 I senatori possono fare
la corruzione politica ma non possono fare
Nelle province i proconsoli e i propretori affari, i cavalieri fanno affari
governavano in nome di Roma e i loro ma non possono fare politica
poteri erano vastissimi: civili, militari, giu- Per evitare che la corruzione e gli affari
diziari. Poiché però (come tutti i magistra- inquinassero l’imparzialità di chi governa-
ti) duravano in carica solo un anno, essi va la Repubblica, un tribuno della plebe
non potevano assicurare alle province una fece approvare in quegli anni una legge
continuità amministrativa. cautelativa.
Per risolvere questo problema Roma ap- In base a essa, chi aspirava a ricoprire ca-
paltò una serie di funzioni a un certo nu- riche politiche doveva dimostrare di pos-
mero di agenti, che chiamò pubblicani sedere solo terreni agricoli e di non esse-
(cioè “appaltatori”), i quali avevano il re coinvolto in altri affari (commerci, ap-
compito di riscuotere i tributi e di svol- palti, prestiti di denaro a usura, ecc.).
gere quella serie infinita di mansioni che La società dei ricchi (nobili o semplici cit-
oggi in Italia sono affidate ai funzionari e tadini che avevano fatto fortuna) si divise
agli impiegati statali. quindi in due categorie:
Mentre però questi ultimi percepiscono • i senatori, arbitri della vita politica e pro-
un normale stipendio a fine mese, i pub- prietari di possedimenti sempre più vasti,
blicani erano imprenditori privati che lo ma esclusi dai commerci e dagli affari;
Stato pagava a percentuale su ogni affare • i cavalieri (così chiamati perché nell’e-
concluso. sercito militavano nella cavalleria), che
L’ammontare delle percentuali era legal- potevano guadagnare e investire denaro
mente stabilito, ma la scarsa sorveglianza esercitando la professione di mercante o di
dei proconsoli o, a volte, la loro compli- pubblicano, ma non potevano intraprendere
cità, permise il dilagare della corruzione. la carriera politica.
Ben presto pubblicani e proconsoli diven-
nero per i provinciali il motivo di massimo 3 L’Impero romano si riempie
risentimento verso la Repubblica romana. di milioni di schiavi
La conquista dell’Impero mutò profonda-
La legge cautelativa mente il carattere dei Romani; quel popolo
di agricoltori che, come raccontavano le leg-
Senatori Cavalieri gende, dopo avere combattuto nelle legioni
tornava all’aratro anche se apparteneva a
• Sono nobili • Non sono nobili
una famiglia patrizia, si trasformò in una so-
• Ricavano altissime rendite • Non possono possedere cietà raffinata e amante delle arti, ma anche
dai loro possedimenti terrieri terra avida di lusso, impegnata negli affari e negli
• Non possono occuparsi • Possono guadagnare cifre enormi intrighi politici e intenzionata a sfruttare i
di commercio e di affari come pubblicani, mercanti o usurai vinti senza pietà.
• Come membri a vita del Senato • Possono accedere a tutte Le conquiste fecero esplodere il fenomeno
sono i massimi responsabili le magistrature minori, ma non della schiavitù. I pochi schiavi che i ricchi
del governo della Repubblica al consolato e quindi al Senato
romani avevano posseduto prima delle
Guerre puniche divennero milioni.
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Per lo più erano prigionieri di guerra e


venivano comprati sul campo stesso delle
battaglie, quando ancora si udivano i
lamenti dei feriti, dai mercanti che seguiva-
no le legioni.
Poi i mercanti li selezionavano e li vende-
vano all’asta nei mercati dell’Impero. Altre
volte i consoli vendettero intere popola-
zioni, come accadde ai Galli Liguri quando
le legioni entrarono nel loro territorio.
Alcune campagne fruttarono in un colpo
solo 150 000 schiavi tra uomini, donne e
bambini.

4 La rovina dei contadini- Colpiti dalla crisi economica, i piccoli pro- GLI SCHIAVI DEI LATIFONDI.
legionari contribuisce prietari si indebitarono per comprare nuo- Uno schiavo raccoglie
le olive nel latifondo
alla formazione dei latifondi ve sementi dalla nobiltà senatoria che pos- che un senatore ha
Mentre senatori e cavalieri aumentavano a sedeva le terre più fertili, e le offrirono il comprato là dove prima
dismisura le loro ricchezze, si consumava la proprio lavoro come braccianti per pagare sorgeva Cartagine.
(Mosaico del III sec. d.C.,
rovina dei contadini italici che avevano i debiti e conservare il campo. Tunisia, Museo di Tunisi.)
combattuto nelle legioni durante le Guerre Il lavoro a giornata però non serviva più ai
puniche. Quando tornarono alle loro fatto- grandi proprietari, perché ormai essi face-
rie, in Campania, nel Lazio, in Etruria e al- vano coltivare le loro terre da migliaia di
trove, questi legionari – che a volte erano schiavi. Uno schiavo offriva diversi van-
stati lontani da casa dieci, dodici, sedici an- taggi rispetto a un bracciante: costava solo
ni – trovarono i campi abbandonati e sterili vitto e alloggio e non doveva abbandonare
per mancanza di braccia. E quando si spac- i campi ogni volta che lo Stato chiamava i
carono la schiena per dissodarli di nuovo, contadini a servire nelle legioni.
seminarli e godere i frutti del raccolto, si ac- I debiti costrinsero decine di migliaia di
corsero che il grano della Sicilia, l’olio del- piccoli proprietari a svendere i loro campi
la Grecia, il vino della Siria battevano sui ai grandi proprietari terrieri, che accumula-
mercati i loro prodotti per il prezzo più bas- rono centinaia di piccoli lotti fino a costi-
so e la qualità migliore. tuire enormi distese di terreno, i latifondi.

DALLA PICCOLA PROPRIETÀ AL LATIFONDO

Nei primi secoli della Repubblica le fat- Durante le Guerre puniche la stra- Finite le guerre, molti possessori di pic-
torie erano quasi tutte di modeste pro- grande maggioranza dei contadini do- cole fattorie non riuscirono a riparare
porzioni e venivano mantenute dal la- vette abbandonare le fattorie e servi- i danni e affogarono nei debiti. Dopo
voro di una sola famiglia, aiutata al re nelle legioni. Privi di braccia, i cam- qualche anno le loro terre furono in-
massimo da uno o due schiavi. Que- pi restarono incolti; molte fattorie furono camerate dai proprietari più ricchi, che
sti piccoli proprietari ne ricavavano a addirittura devastate dalle battaglie e le trasformarono in fattorie enormi, con-
sufficienza per nutrirsi e per vendere dai soldati in marcia di entrambi gli dotte da migliaia di schiavi.
al mercato ciò che producevano in più. eserciti.
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I latifondi cambiano
5 6 I tribuni Tiberio e Gaio Gracco
il paesaggio italico e i contadini propongono riforme in favore della
si riversano nelle città plebe e vengono uccisi dagli
La formazione del latifondo cambiò radi- aristocratici: comincia l’epoca
calmente sia il paesaggio sia la composi- dell’illegalità
zione sociale dell’Italia. A questi problemi tentò di porre rimedio
un gruppo di nobili, tra i quali emergevano
IL PAESAGGIO Là dove prima c’era un reti-
i fratelli Tiberio e Gaio Gracco, discen-
colato perfettamente ordinato di piccoli po-
denti da una famiglia antica e gloriosa, che
deri, ora si estendevano a perdita d’occhio i
aveva dato numerosi consoli alla Repub-
terreni delle grandi famiglie senatorie e,
blica.
mentre un tempo su ogni podere sorgeva la
Entrambi furono eletti tribuni della plebe:
piccola fattoria di una famiglia contadina,
Tiberio nel 133 a.C. e Gaio nel 123 a.C.
ora immense distese coltivate erano domi-
Entrambi proposero una legge agraria che
nate da un’unica grande azienda agricola,
avrebbe restituito i campi alla plebe urba-
brulicante di schiavi, chiamata villa in latino.
na, togliendone una piccola parte ai “pos-
Inoltre, poiché i latifondi erano enormi, le fa-
sessori” di latifondi.
miglie senatorie non avevano interesse a farli
Queste leggi non avrebbero fatto torto a
coltivare interamente e quindi ne lasciarono
nessuno, anzi avrebbero ripristinato la
incolte cospicue porzioni che si inselvatichi-
legalità, perché i “possessori” non erano
rono e si ricoprirono di paludi, come accadde
proprietari, ma semplici affittuari. Molti
in Maremma e nella Pianura pontina.
dei terreni conquistati in Italia e distribuiti
LA COMPOSIZIONE SOCIALE Contempo- agli agricoltori, infatti, erano stati procla-
raneamente i contadini che avevano sven- mati in origine agro pubblico, cioè “terri-
duto i loro poderi emigravano a Roma e in torio dello Stato”, e chiunque aveva acqui-
altre città in cerca di un lavoro. Allora però sito il diritto di sfruttarli era tenuto a resti-
non esistevano industrie come quelle mo- tuirli se lo Stato lo richiedeva.
derne e la manodopera veniva impiegata Da tempo però la nobiltà romana consi-
solo in alcuni lavori pubblici, rari e di bre- derava illegalmente i terreni pubblici come
ve durata. terreni di sua proprietà. Essa non volle
Per questo motivo un’intera categoria di neppure mettere in discussione i privilegi
piccoli proprietari agricoli si trasformò in che aveva accumulato e, quando il pericolo
L’URBANESIMO. proletariato disoccupato che affollava i di perderli divenne concreto, fece assassi-
I contadini di tutta Italia cadenti fabbricati dei quartieri popolari cit- nare prima Tiberio, poi, dieci anni dopo,
si riversano a Roma, che tadini. Accadde così che le campagne si suo fratello Gaio, compiendo un atto ille-
comincia a espandersi
oltre le Mura serviane. 1 spopolarono e le città si riempirono, dando gale contro la legge e la religione, poiché
I contadini inurbati luogo a un fenomeno chiamato urbanesi- i tribuni erano “sacri e inviolabili”.
diventano plebei mo (da urbs, “città”). Roma, presa d’assal- Tra le leggi proposte da Gaio Gracco ve
disoccupati che ciondolano
oziosamente per le strade to da queste masse povere e senza speranza, n’era una particolarmente importante per-
della città. 2 si avviò a raggiungere il milione di abitanti. ché concedeva la cittadinanza romana

1 Dall’Etruria 2
Dalla Gallia Mura
Cisalpina serviane

ROMA Dalle regioni


adriatiche

Dalla Campania
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il documento

La tragedia dei contadini italici sepolcro di famiglia! È solo per il 2. Chi aveva altari e sepolcri di fa-
lusso e la ricchezza degli altri che miglia?
Lo storico Plutarco riporta un di- essi combattono e muoiono. E sono i soldati delle legioni
scorso attribuito a Tiberio Gracco. chiamati padroni del mondo, quando i generali
Le belve che abitano l’Italia hanno non hanno una sola zolla di terra che gli schiavi
una loro tana, hanno un giaciglio su sia loro.
3. Per che cosa combattono i sol-
cui riposare. Ma coloro che combat- PLUTARCO, Vita di Tiberio Gracco dati romani?
tono e muoiono per l’Italia hanno per difendere le proprie case
solo aria e luce e nient’altro.
per procurare lusso e ricchezza
Senza casa, senza residenza fissa, ai nobili
vagano con la moglie e i figli; e i ge-
nerali li ingannano questi soldati, Rispondi alle seguenti domande. 4. Perché non hanno una zolla di
quando, al momento di combattere, terra loro?
li incitano a difendere dal nemico il 1. Chi sono i soldati di cui parla il perché sono mercanti, artigiani,
focolare domestico e la tomba degli documento? cavalieri
avi; nessuno infatti di questi Roma- contadini italici perché i nobili hanno incamerato
ni, che sono tanti, ha un altare o un mercenari le loro fattorie

agli alleati italici collocati sull’ultimo gra- “ottimo”, “il migliore”, con il quale essi
dino dell’“ordinamento scalare”. indicavano se stessi), che invece volevano
Costoro avevano combattuto per più di tre rafforzare ulteriormente i poteri del Senato
secoli nelle legioni di Roma e ora chiede- e impedivano qualsiasi tentativo di rinno-
vano in cambio di ottenere questo privile- vamento nel timore che intaccasse i loro
gio. Gaio aveva percepito la loro esaspera- privilegi; gli Ottimati erano tutti nobili, ma
zione e con la sua legge intendeva evitare avevano dalla loro parte anche le proprie
una ribellione generale che avrebbe avuto schiere di clienti, quei plebei nullatenenti
conseguenze sanguinose per l’Italia intera. che essi mantenevano e impiegavano in
La sua morte segnò invece la fine delle ogni genere di servizio; all’occorrenza, con
riforme. i clienti costituivano bande armate che
Gli ex contadini non riottennero i propri scagliavano contro i Popolari.
campi e gli Italici, delusi nelle loro speran- Un altro tipo di rivalità separava i senatori,
ze, cominciarono a covare vendetta verso per lo più grandi proprietari terrieri, dal ce-
questa ingiustizia. to attivo e intraprendente dei cavalieri, che
commerciavano o che, come pubblicani,
7Nascono le fazioni avevano l’appalto delle tasse e dei lavori
degli Ottimati e dei Popolari pubblici nelle province. A causa della riva-
La durissima lotta tra i Gracchi e i loro lità fra queste due fazioni e fra questi due
avversari, la sconfitta dei due tribuni e il ceti, verso la fine del II secolo e per quasi
loro assassinio segnarono una svolta nella tutto il I secolo a.C. la Repubblica fu tragi-
storia di Roma. camente lacerata da profondi contrasti.
Da allora in poi la società romana si divise
in due fazioni nemiche:
Popolari e Ottimati
• i Popolari, gli “amici del popolo”, che si
ispiravano alle idee dei Gracchi, volevano Popolari Ottimati
ridimensionare gli enormi poteri del Se-
nato e tentavano di attenuare lo squilibrio •Seguaci dei Gracchi •Mandanti dell’assassinio dei Gracchi
tra ricchi e poveri ridistribuendo la terra •Contro lo strapotere del Senato •Favorevoli a un rafforzamento del potere
•Contro lo squilibrio tra ricchi del Senato
con la proposta di nuove leggi agrarie. Di •Decisi a mantenere la plebe nella povertà
e poveri
essi facevano parte la maggioranza dei ple- •Contrari alla redistribuzione delle terre
•A favore della ridistribuzione
bei e una minoranza di nobili; della terra ai contadini ai contadini
• gli Ottimati (dall’aggettivo superlativo
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174 MODULO 4 - Roma nell’età della Repubblica

8 Mario diventa il capo La riforma di Mario si articolò così:


dei Popolari e riforma l’esercito • l’esercito sarebbe stato formato esclusi-
Dopo la morte dei Gracchi, i Popolari cer- vamente da volontari;
carono di raccogliersi intorno a un altro • per arruolarsi non occorreva più posse-
capo di prestigio che unisse all’abilità poli- dere terra;
tica la gloria militare: a Roma questa era • i legionari non solo non dovevano pagar-
una qualità essenziale per suscitare l’entu- si l’equipaggiamento, ma anzi avrebbero
siasmo della folla e trarre dalla propria ricevuto una paga giornaliera e premi in
parte gli incerti. caso di vittoria;
Nel 107 a.C. il capo che rispose a queste • chi fosse diventato veterano, cioè avesse
esigenze fu Gaio Mario, un nobile di ori- compiuto 16 anni di servizio militare,
gine plebea che, eletto più volte console, avrebbe ricevuto come liquidazione un
guidò alla vittoria le legioni di Roma prima appezzamento di terra diventando un pic-
contro un re africano ribelle, Giugurta, poi colo proprietario.
contro due agguerrite tribù germaniche che
stavano invadendo l’Italia. 9 Scoppia una guerra atroce,
Oltre che per le imprese militari, Mario si la Guerra sociale
segnalò per una radicale riforma dell’e- Purtroppo una prova terribile attendeva le
sercito con cui risolse due problemi. nuove legioni nate dalla riforma. L’esa-
Il primo problema era quello di sempre, sperazione degli Italici che, sin dal tempo
cioè la miseria dei proletari. Il secondo dei Gracchi chiedevano invano la cittadi-
derivava dal primo; infatti un’antica legge nanza romana, determinò infatti la loro
prescriveva che aveva l’onore e l’obbligo ribellione e causò una sanguinosa Guerra
di militare nell’esercito solo chi possedeva sociale (da socii, “alleati”) che durò dal 90
LA MONETA DEGLI ALLEATI.
terra e perciò poteva pagarsi le armi e l’e- all’88 a.C.
Fu coniata dagli abitanti quipaggiamento; di conseguenza la fine Essa fu una guerra fratricida, in cui Romani
di Corfirio, il centro della piccola proprietà contadina rendeva e Alleati italici, amici e compagni d’arme in
della rivolta. Vi incisero
orgogliosamente sempre più difficile trovare uomini per decine di battaglie, furono costretti a com-
la parola “Italia”. formare le legioni. battersi e a uccidersi. Roma vinse, ma, ter-

DALL’ESERCITO DI CITTADINI ALL’ESERCITO DI VOLONTARI: I CONSOLI DIVENTANO I “SIGNORI DELLA GUERRA”

I cittadini più ricchi


potevano mantenere I contadini più poveri
un cavallo e quindi combattevano sulle
servivano nella ali usando pietre
cavalleria. e attrezzi agricoli
(falci, forconi, ecc.).

In battaglia la plebe con un buon reddito formava


il centro dello schieramento. Era armata a sue
spese di asta, spada, pugnale e scudo.

Dalla fondazione di Roma fino al 107 a.C., l’anno della riforma di Mario, l’esercito romano fu Il console Gaio Mario rifor-
formato solo dai cittadini che possedevano un appezzamento di terra e che quindi poteva- ma l’esercito.
no procurarsi le armi a proprie spese e mantenersi durante la campagna militare. In quell’e-
poca la composizione dell’esercito era all’incirca quella rappresentata nel disegno. I proleta-
ri non potevano militare nell’esercito e, di conseguenza, non avevano neppure i diritti civili.
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minata la guerra, le campagne erano deva- a un console un comando militare affidato-


state e gli uomini decimati. Per giunta, per gli dal Senato; ma ad esso Silla rispose con
rompere il fronte avversario, il Senato fu un altro atto illegale: marciò su Roma ed
costretto a concedere progressivamente a entrò con le sue legioni in assetto di guerra
quasi tutti gli Alleati la cittadinanza ro- nel sacro recinto delle mura, cosa che la
mana. Se lo avesse fatto quando lo aveva legge vietava severamente.
proposto Gaio Gracco, molto sangue sareb- Allora, per la prima volta, due eserciti ro-
be stato risparmiato. mani si scontrarono fra loro: i legionari
di Silla massacrarono i legionari di Mario e
10 Ottimati e Popolari scatenano partirono per la guerra. Nei tre anni della SILLA.
le Guerre civili loro assenza, però, Roma cadde di nuovo
L’uomo che sconfisse gli Alleati italici si in preda ai Popolari e molti Ottimati furono
chiamava Lucio Cornelio Silla. Era un trucidati con i loro clienti; le loro teste
patrizio e divenne il capo degli Ottimati. mozzate venivano esposte ogni giorno nel
A lui il Senato affidò la punizione di un re Foro.
asiatico, Mitridate, che aveva scatenato una L’88 a.C. viene considerato dagli storici
rivolta nelle province romane in Oriente. l’anno di inizio delle Guerre civili (ovvero
Silla partì e nell’85 a.C. costrinse Mitridate “guerre tra cittadini”, da civis, “cittadino”).
ad arrendersi. Esse finirono solo nel 31 a.C., poco meno
Prima della partenza, però, accadde a Ro- di sessant’anni dopo.
ma un episodio gravissimo che diede inizio
a una nuova serie di atti illegali, i quali 11 Silla, esponente degli Ottimati,
deteriorarono in maniera irreversibile la fi- si proclama illegalmente dittatore
ducia dei cittadini nelle leggi. Nell’88 a.C., Silla tornò a Roma nell’83 a.C. e, d’accor-
infatti, Silla era con il suo esercito in Cam- do con il Senato, divenne il padrone asso-
pania, pronto a salpare per l’Oriente, quan- luto di Roma, assumendo nell’82 a.C. una
do l’Assemblea della plebe gli tolse il co- carica non contemplata dalla costituzione
mando e lo affidò a Mario. Era un atto il- repubblicana: quella di dittatore a tempo
legale, perché la plebe non poteva togliere indeterminato con tutti i poteri, militari,

La conseguenza è che i nuovi


legionari si legano al loro gene-
rale, dal quale dipendono le lo-
ro fortune, più che alla Repub-
I nuovi legionari sono blica.
volontari e in gran par- I generali cominciano a dispor-
te proletari. re di eserciti fedelissimi e con
essi possono ricattare lo Stato.
Ricevono una paga. Nasce l’epoca dei “Signori del-
la guerra”.
Vengono armati a spe-
se dello Stato.
Divenuti “veterani”, alla fine del
Si impegnano a servi- servizio ottengono come liqui-
re nell’esercito per 16 dazione un campo e diventano
anni (poi 20, infine 24). piccoli proprietari.
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civili, giudiziari. Questo atto incostituzio- Morirono così 80 senatori, 1500 cavalieri e
nale fu una delle tante illegalità tollerate in migliaia di cittadini in tutta Italia, ai quali
quel burrascoso periodo. furono anche confiscati i beni. In base alla
Mario intanto era morto e la vendetta degli riforma di Mario, parte delle terre ottenute
Ottimati si abbatté sui Popolari con una con le confische furono distribuite in pre-
violenza senza precedenti. Silla infatti mio ai veterani che avevano combattuto
emanò le tavole di proscrizione, che erano nelle legioni di Silla; molte altre, invece,
elenchi appesi nel Foro e continuamente furono incamerate dagli Ottimati che lo
aggiornati, contenenti i nomi dei suoi sostenevano e dai loro clienti.
nemici. Nell’80 a.C., soddisfatto di aver consolida-
Chiunque poteva ucciderli a vista e senza to definitivamente il potere degli Ottimati,
processo: non solo non sarebbe stato puni- Silla abbandonò improvvisamente la vita
to per questo ennesimo atto illegale, ma politica e si ritirò in una sua villa in Cam-
anzi avrebbe ricevuto una ricompensa. pania, dove morì due anni dopo.

In sintesi
1-2 Proconsoli e propretori governano le province con po- 7 La società romana si divide ora in due fazioni nemi-
teri molto ampi. Il compito di riscuotere i tributi provinciali che: Popolari (plebei e in minoranza nobili) e Ottimati (se-
è affidato ai pubblicani che spesso sono corrotti. A Roma natori e nobili), sostenuti dai loro clienti e dalle loro bande
un tribuno della plebe fa approvare una legge cautelativa armate. Un continua rivalità separa anche i due ceti dei se-
in base alla quale chi vuole ottenere cariche politiche deve natori e dei cavalieri.
dimostrare di possedere soltanto terre e non essere coin-
volto in altri affari. I ricchi si dividono così in due categorie: i 8-9 Nel 107 a.C. il capo dei Popolari, Mario, con una
senatori, grandi proprietari terrieri, e i cavalieri che sono riforma dell’esercito risolve due problemi: la miseria dei
abili affaristi ma ai quali è preclusa la carriera politica. proletari e la necessità di uomini per formare le legioni.
L’esercito viene ora costituito da volontari e non occorre
3-4 La conquista dell’Impero fa esplodere il fenomeno
più possedere terra per arruolarsi. I legionari ricevono dallo
della schiavitù, alimentato dai prigionieri di guerra e tal- Stato l’equipaggiamento, una paga giornaliera e premi.
volta da intere popolazioni sconfitte. Nel contempo i con- Al congedo, ottengono un appezzamento di terra. Que-
tadini italici che combattono nelle legioni al ritorno dalla sto esercito affronta dal 90 all’88 a.C. la Guerra sociale (da
guerra trovano i loro campi abbandonati e sterili; così i con- socii, “alleati”) suscitata dagli Italici, esasperati per non
tadini piccoli proprietari si indebitano e si offrono come aver ottenuto la cittadinanza romana.
braccianti presso i grandi proprietari, i quali però trovano
più conveniente il lavoro degli schiavi. Costretti dai debiti, i 10-11 Il vincitore della Guerra sociale, Silla, diviene il capo
piccoli proprietari vendono ai grandi agrari le loro terre fa-
degli Ottimati. Quando Silla, su ordine del Senato, si ap-
vorendo la nascita dei latifondi.
presta a partire per una spedizione in Oriente, l’Assemblea
5-6 Un’unica azienda agricola, la villa, domina immense della plebe, con atto illegale, gli toglie il comando dell’e-
distese lavorate dagli schiavi, mentre molti terreni abban- sercito e lo affida a Mario, capo dei Popolari. Con un altro
donati si trasformano in paludi. Nasce così il fenomeno atto illegale Silla marcia su Roma ed entra in città con l’e-
dell’urbanesimo: i contadini costretti a vendere il loro po- sercito in assetto di guerra. I due eserciti si scontrano e
dere emigrano in città in cerca di lavoro e, una volta inur- quello di Silla ha il sopravvento. Partito Silla per l’Oriente,
bati, formano un proletariato disoccupato. Due fratelli, a Roma i Popolari perseguitano gli Ottimati. Questa nuo-
Tiberio e Gaio Gracco, tribuni della plebe rispettivamen- va serie di illegalità provoca, nell’88 a.C., lo scoppio del-
te nel 133 e nel 123 a.C., propongono una legge agraria le Guerre civili che si protrarranno fino al 31 a.C. Silla tor-
che, nel tentativo di risolvere il problema, tolga una picco- na vittorioso a Roma nell’83 a.C. e assume nell’82 a.C., la
la parte di terra ai latifondi per ridistribuirla alla plebe urba- carica di dittatore a tempo indeterminato con pieni pote-
na. Si tratta di terre appartenenti all’agro pubblico, ma la ri. Mario è morto e la vendetta degli Ottimati si abbatte sui
nobiltà romana, che illegalmente le considera sue, fa Popolari. Silla emana le tavole di proscrizione, elenchi dei
assassinare prima Tiberio e poi Gaio. Una legge proposta suoi nemici sempre aggiornati e appesi nel Foro: chiunque
da Gaio avrebbe inoltre concesso la cittadinanza roma- può ucciderli. Le terre confiscate vengono distribuite in
na agli alleati italici ma la morte del tribuno segna la fine premio ai veterani di Silla il quale, nell’80 a.C., si ritira a vi-
delle riforme. ta privata.
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Pagine operative
1 Completa la tabella seguente.

Chi erano Che cosa facevano

Pubblicani ........................................................ .........................................................

Senatori ........................................................ .........................................................

Cavalieri ........................................................ .........................................................

Schiavi ........................................................ .........................................................

Braccianti ........................................................ .........................................................


Proletari ........................................................ .........................................................

2 Per ognuna delle seguenti frasi, indica Si segnalò per una radicale riforma dell’esercito.
con una crocetta il completamento corretto. Era un nobile di origine plebea.
Tiberio e Gaio Gracco proposero leggi che avreb- Era il capo degli Ottimati.
bero Sconfisse gli Italici vincendo la Guerra sociale.
favorito i grandi proprietari terrieri. Era il capo dei Popolari.
restituito i campi alla plebe urbana. Era un aristocratico.
Emanò illegalmente le tavole di proscrizione.
I “possessori” erano
proprietari. Assunse illegalmente la carica di dittatore a
tempo indeterminato.
affittuari.
Gli alleati italici volevano la cittadinanza roma- 4 Rispondi alle seguenti domande.
na perché
Quale atto illegale compì l’Assemblea della ple-
avevano combattuto per più di tre secoli be nei confronti di Silla nell’88 a.C.?
nelle legioni di Roma.
............................................................................
non volevano più combattere per Roma.
Quale atto illegale compì Silla in risposta?
3 Completa la tabella, inserendo opportuna-
............................................................................
mente le affermazioni riportate di seguito, co-
............................................................................
sì da delineare i profili di Mario e di Silla.

Mario ....................................................... 5Completa il brano seguente inserendo


....................................................... correttamente i termini indicati sotto.
....................................................... Allora, per la prima volta, due eserciti romani si
....................................................... scontrarono fra loro: i legionari di ...................
....................................................... massacrarono i legionari di ................... e parti-
rono per la guerra. Nei tre anni della loro assen-
Silla ....................................................... za, però, Roma cadde di nuovo in preda ai
....................................................... ........................ e molti ....................... furono
....................................................... trucidati con i loro clienti; le loro teste mozzate
....................................................... venivano esposte ogni giorno nel ............. .
....................................................... Popolari – Foro – Silla – Ottimati – Mario

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