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['ApOsTOLATO

S. ANTONIO
J}TARIA
ZIA,CCARIA
SULTE
ORIVIE
DELI'APOSTOLO
DEttEffENTI

Estratto da u Pagine di Cttltura ,


Anrrol N. I -1934

TIPOCRAFIA ( MADRE DI DIO )


Via Tor de' SpecchilZ

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T- am,telm, assecl't'ttcses
tunr. 'Inficl,em.(II Timoth. 3, 10).
questo sacro anno della-rinnovata memoria della redenzione del
ruondo, compiuta da diciannove secoli, iI nostro pensiero, rivalicandc
a ritroso i tempi, si riprofonda negli abissi della giustizia e mj'sericor-
ciia'd.ivina; e il nostro cuore si prostra.venerabondo ai piedi delle are
ciei santi. sopra Ie quali trionfa Ia croce, segnacolo di vita e gii pati-
r,;i". r";it" ii nrr"t bio, che adoriamo p""*"r,tu nei nostri tabernacoli.
irauonti ai dedicati altari il rieordo dei santi, a noi ministri {31ta na-
IUla di Dio, d stimolo'd'imitazione aI nostroraoi*9.e vi1c91o'di amore
into.rno,a eristo da,loro arnato *Lg;ito .,*. pt. it medes!*o pe"'.toi1
; ;;; ;rl, i*ri, oggi e nei secoii. Ricordatevi, dieeva I'apostolo Paolo ai
t;;;'Jt#,"iio"autevi
;i# dei vostri Presuli, che vi annunziarono Ia
ior,olo di Dio; e mirando iI fine della loro vita, imitatene la fede:
iu,,,,Christusll'erietlt'od',i,e,,i'pseetinsaecuLa(Hebr.1?:l8):
Gran mistero della nostra fede ! I-i'ammonimento di Paolo' li:-o-
nante dai primi tempi del cristianesimo a tutti i fed.eli seguaci della '
ilffi *T;Jti.lt ;;;;;;; q*;; r."Ji-.i*o'uo,'o der-
an'or*eechio
iffi;#ffi;;;;;il;";;i ai s Paoro
c;t.'t;i ,esoia"i e trovanel
per-
ioro cuore un verace e pronto compimento nel ricordo clei santi
qlattro secoli, si strinsero insieme per consegnar
r:onaEEi.che, or Sono
to"o.?r la parola di'Dio, un nuovo vessillo religioso in.pro della SpoSa
tli Cristo e=del'.Iu"o e, d'el popolo cristiano. Piimeggia fra {ue;en3-
:IVI&fl&
rabili padri consorti di tanta gloria un gran santo, Antonro-
d'intento
Za,eeaxia,iI cui insegnamento e forma di vita e d-ecisione
quella fede, che, rad.ieata in cristo, re imltgta.Ie de]
si iliuminano in
presente e dbll'avvenire, diviene c9st3nz1 e.ftlu.cta. net
pAssato, del
lui si era
i"ionfol4ell'opera. Itrgli aveva ascoitato ia'vot* cli I'aolo, di
''..'.:
.'l'
Nellq dottrina, nel temperamento dell'animo, nell'intenzione
della
t:td1u,in euesti tre ornalenti..e prerogative che vediamo
brillare- in
Antonio Maria, mi pare che s'incontri, si svolga, si ciriar.isea
e fiam_
tueggi il mistero racchiuso nello spirito di lui. che la fede
viva del-
l'infanzia viene illuminanclo e . rinfocanclo atia scuola sutfi*J
;;i-
l'apostolo delle genti, pe'trasfond.erne la luce e l.lardore i'quei
cc,ni_
pagniefiglidellasuaimpresa,iqua1i,perpetuandoneitruttiete
.;ittorie, oggi ue rimeinbrano ecl esaltano
i primi fulgori. E io non ,,
so pil) arirmirare ltabbonclanza opirna dei fnitti e clelle vittorie clel
lse ,'
religioso sodalizio di S. Paoio, al cui ardimento efficace di bene e d,a -'
d magnifica lode '
Iro€tolato la stessa relativa ristrettez za clel nulllero,
o la gran dezza po,ilerosaclel suo santo fondatore, che ne} brerre ;;;; :
di una vita di tr:entasei anni, gli infuse con la vampa cli Paolo r1r1
cosi alto e duraturo impeto cli zelo e santitd opeio.a. 1\{a se clai frutti
si I'albero, ci meraviglieremo noi di tanta corrispond,enzadi
-conosce
lrpirituaii e santi lineamenti tra il pacire e i figli ? E non c.'insegna
l1piI)sapientedeirechegIoriac1eifig1isonoiloropac1ri?G|,iria
Jiliorum patres eoru,nt?(Prov. 17, B). Cosi la gloria di Antonio i\Iar.ja
7,accariadsplendorecIreavvo}geeaccompagnatreiseco}ilaCorrgre-
gazionedi S. Paolo; e nella lode di lui suona la glorifi cazione.cleisuoi
trragnanii:i.f]*Ji, non-mai degeneri dagli ecr:elsipensieri e apostolir:i
arclimbnti clel ioro pii gran padre,
Qu.esto.eioe.aeitat*a..utto1icaec1e1]asantiti,c1eicostrrmi,capi
tano di una clelle prirne miijzie r:accolte in difesa della Chiesa cli
Cristo eontro gli assalti del pgotestantesiino,vi aclcliter"doggi, o cri-
stiariirrditori;eneilospiritoc1iPao}oaposto1oonc1,danimatoved|t:te'
quale dottrina lo guicld nel cjesiderio clel hene, quale proposito lo
sostennerre]foncjarei1Suorehgiosoistituto,opera.ndoSemprecoll
que1lafede,e}rerreI]acostarrzariponei1pegnoc1e1lai'ittor.ia.All,a]-
tezza c1-elltaqgomento coricecLaIdclio cn'e oon .,uuEa me]:o la mia d.e
bole parola, la quale, se d impari a cluesta solenne eo:rnreilrorazione
eentenaria, g'iunga almeno a infervorare la cler,ozione',ostr"i, gir'r piri
c h e n ra i ra v v i v ata dal l o straordi nari o e ri ni versal e sfl cro ri eorrl o' ci el l a, ,
lt:denzione oper:ata cla Crlsto, re e pastole clelle anirne nostrtl. ' ,
' ,- . |
't:
Ito, vera _ -,
,,
Subiirne maestro di clottrina., di santitr) e cli a,postolato.non d
elti rion ammiri Pa.olo,il vaso di elezione, cui Cirjsto stesso infuse la
piii alta sapienia del clivifo suo nome:, perehb lo poitasse ,li]":cospetto- ,
L"Apos?or,ATo DI s. ANT0NIO M.' ,occoRIA ECc.

cfei re e delle-genti. i\'Ia Paolo d insieme un profeta e ammonisce


iI
srio. diietto Timoteo che negli ultimi giorni sopraggiungeranno tempi
irericolosi; poichd gli uomini saranno amanti di loro stessi. disubbi-
clienti,_senza amore e senza pace, aventi ltappar.enza deila pl.ia, ,""
ru.egandone la .ealti (2 Tirn. 3, 1). In queste pr.ofetiche parole io ri-
conosco - fra gli altri - nella prima metd del seeolo decimosesto
tiuegii spiriti superbi, che non avendora frovata abbastanza pura e
zclante si erano ribellati contro la Chiesa d,i Roina; mentre aliri. ve-
riimente pacifici e clevoti figli deila irnmacolata Sposa di Cristo, u..
sPicavano e preparavano una riforfir&; s€nza sottrarsi all'obbedienza;
fiduciosi rrella Provvidenza clivina, eorservatrice, irnche tn mezzo alla
corruzione dei eostumi, detla fede de1 popolo; solleciti, nei ritardo
cleila correzione mofale bramata,':di:;migliorare e santificare se stessi
e quanti a loro si univano, irremovihili nella fede e nnlla sommissione
a Pietro.
F'ra qrtesteanime generose,rette nel loro pensiero, caline nel loro
rti'dore, nella loro azione intemerate, delle quali agli inizi tlel cinqle-
eeirto poteva andar gloriosa ogni regione cltltalia, noi vecliamo in Cre-
nlona un giovine di poco pit ehe venti anni, gid, studente di filosofia
in Pavia, e diarrzi tornato con la laurea di medico dall'tlniversitd di
Padova. Nd ]a nobiltA, clclla sua famiglia, nd le ricehezze,nd i pro-
gr:assinello stuclio clelle lettere in patr"ia o clelle *riurrr* i; ;"ui famosi
Ateriei, I'hanno fatto invanire davanti ai suoi coirrpagni: nd in lui
.."oitroverete un arrogante
seglracedel gran Clominentatoredello Sta-
girita, Averrod, o un ammiratore del meclico Avicenna; ma jl vir-
tuoso cristiano, clallo sguardo virgineo, dal caldo affetto frateriro.
clalta cariti operosa verso tutti. Al letto degf infermi. nei rifugi del
d:olore, incontrerete in lui il sagace indagatore clelle ma,lattie, iI sa-
piente risanatore dei corlri. 1'aflabjle consolatore clei mesti e degli
sfiduciati, il medico cristiano, ehe nelia carcere eorporea vede un'a-
ninra immortale fatta per Dio e a Dio anelante fuori della corruzione
clella carne.
Egli d Antonio nfaria zaecaria. lra percorso le vie del sapere
umano; ha scrutato il' mondo esterno cieila natura; ha inrrestigaio e
studiato i reeonditi penetrali, i sentieri, dove nel corpo umano la vita
'e
e la mortersi scontrano, si urtano lottano per un'effirnera vittoria.
l4a un'altra sapienza oggi un di pii che liiltro viene,elevandolo e
-appresa-
infiammanclolo, t'rott dalle eatteclre di Pavia 6 di Padova.
l;ensi sulle ginocchia materne, guarclando oltre Ie stelle. eonternplanc.ll
i gigli e Ie rosd rdel suo elrore, ehinandosi affamato di Dio davanti ai
sacri aitari, invocando sulle sponde clel Ticino e cleI Bacehiglione i
l,eati nomi che stintrecciano nel suo. O madri ehe mi asioltate, for-
tur:ati i vostrj figli, se, come la vita dal vostro seno, cosi t1al}e vostre
CATI,D. EUfiENIO PACEIJIJI

labbra attinggralno la sapienza clei lriccoli, quei latte eiella pir) urn:ile
e semplice d.ottrina, che ai barnbini irr Cristo, non ancora capaci di
sclido cibo, lar$iva l'apostolo Paolo coi principii clella fecle in Dio e
con gli avviamenti alla virtr) !

ilIedieo delle anime


'le
: It{elle parole delia madre piissima, rimasta fra domestiche pa-
rt:ti vedova e sola con lui, bimbo ancora in fasce e unico amor.e. ool.u
tperanza ,a lei sulla terra .:- ahi, sorrisa speranza, nota solo a l)io
e segreta a lei, cire un giorno avrebbe visto }.'amato figlio tornarle
irt casa moribondo per invaiarsi d.al suo fianlo verso ci.eto! - nelle
]t-
paroie della piissima madre il giovinetto Antonio l\{aria aveva in-
l:onscio pregustato it tenero amore e le paterne catezze de] dottole
clelle genti, solito a farsi piccolo fra i novelli fedeli, come nutrice cire
si stringa al seno i suoi figli (I. Tessat. 2, 7). Questa materna pater-
rrit) aliostolica egJi Ia senti vivissirira fin c{ai piu vercli airni ;incl--
nargli I'animo o.r*o i poveri e gl'ignurli, verso i Lendici e i derelitti ;
(i'escere dali'infanzia irr generosa compassione con l'eti, e fiorire poi
in mille arti di caritd,, di cui la scienza clella medicina e i'amore del
llir,,ssimo gf insegrravano il segreto.
Ma pii che le malattie dei .corpo isono profonde Ie ferite dell'a-
nima. Le une e Ie altre Antonio Maria, iI giovine medico, veclee scan-
rlagiia; al suo sguarclo scompaionoi corpi; restano le anirne, sernpre,
i;,nchein corpi sani e fiorenti, in pericolo di infermitd e di morte spi-
rituiile, irreparabile se noir. per virti clivina. Ilgii salt), meclico dellt,
ariime. E gid, sotto la guicla .h .tn clotto religicso clornenicano,egii vr:
cercancloquella pii alta sapienza,che forma un maestro e un medico
'Padri
cielle anime, nel]e mirabili pagine dei e clei grancli clottoli d.i
Aquino e di Bagnorea, e pii nel sacro coclice clell:r parola clivinlr,
scpra i cui fogli s'incontru .on la folgorante e infiammata anima cli
P a o l o . L i s ' a l r esta, ri conoscei segni del l ' anti ca fi tr:rrrrra,t' i trova e r' -
sente gl'impeti che dall'infanzia scuotono e spronano a nuovi balzi
i! suo cuore; e ltanima di Paolo diventa la sua, }'ardore di Paolo cli-
venta il suo, }a sapienza di Paolo diventa la sua, 1a paiola e iI pro-
: 1 ' * : .

liosito di Paoto diventano la sua parola, e; un:giorno, i stroi spirituali


figliuoli i figliuoli di Paolo. Da quel d), da quelle arclenti medita-
zioni sulle l-.retteredell'Apostolo delle genti si inizid la vostra vita, o
gioriosi seguaci del giovane e santo medico di Cren-iona; cla quel di
comincid a fiammeggiare nel cllore di Antonio l\'Iaria lo spirito di
Paolo, che egli avrebbe trasfuso nei vostri. Io saluto quegti albori,
rrunzi di un astro che, ancora invisibile al padre vostro, pur gid, ne
scaldava la fronte e iI petto; quegii albori io vedo riverberati negli
ca
LrAposroLATo Dr s. ANToNro M. zACcAR,rAECC

splendori di questa solenne commemorazione dell'alba del. vostro isti-


tuto, astro che stava per sorgere sulltorizzont.e,,corne *66s1iiaun fior.e
al tepido aere deli'aurora solare.

Sulle orme di San Paolo


Alla scuola di Paolo il futnro fonclatoi:e conseguiva clnella rie-
c1^,ezzu e profonditd di dottrina clte ne avrebbe fatto on p."lutto mae-
stro, icloneo a istruire anche gli altri : Ttt aul,ent, orrrritr6 es rnea,yt
tictctthtam. Quale dottrina, cristiani uclitori? Quella, all'infuor,i cteila
ouale i1 grande Apostoio giuclicava ctlinon saperne altt'a: Gesi e Gesr)
t locifisso , potenza di Dio e sapienza di Dio : Cltristrntt Dei uirttLtertt
et Dei srpient'ictw,.Alla scuola di Paolo, Antonio Maria aveva rrorn-
Dreso che la stoltezza di Dio d pii saggia degli uomini, come piri forte
tlegli riornini d ia clebol.ezza di Dio (1 Cor. 7. 25). Qui d il gran ni-
-q'teronascosto nella redenzione nostra, nel risanamento della nostra
nriseria.
Si; Cristo d venuto a sanarci, divino medico delle anime no.qtr',,,
ollpressecla tante infermitd. Non udite voi la sua parola: Non hanr',,
bisogno det medico i sani, mi i malati ? Imitatore di questo medi,,,r
c ele s te ,p o te n te e s a p i e n te , s ' d fatto 1' A postol o: i mi tatore del l tA l ,r.
srolo vuol farsi Antonio iVlariaz Intitutot'es nr,ei,estote, stcut et at.:,i
Christi (I Cor. 11. 1). Altra e pir) sublime meclicina egli intende a1;-
l,rendere e porre in pratica. Negli insegnamenti e nell'arte dei mae
stro clelle genti arriveril all'imitazione di Olisto, di quel medieo onni-
pqrtente, che sana tutto cid che lo tominnove, salva tutto cid che com-
p'iange.
-
Ecco dunque Antonio Maria sacerd.ote.E io amo figurarmi al-
l'altare, nel clecoro cJei sacri ornamenti. col divino terrore di Mosd
'seguace
rlavanti al: roveto ardente inconsumato, questo cli Ippocrate
e di Galeno, tramutato per ispirazione di eielo e per consiglio cli un
pio religioso, in ministro cli Dio; bramoso corle Paolo di far sacri-
ficio di sd per i suoi fratelli e armato in pro de1la Chiesa non d'altra
arma che deila spada detlo spirito ch'd la parola divina. In quel
primo incontro clel novello saeerdote con Cristo, fatto d-a lui presente
'l'universo,
sull'ara col cenno che muor.e qual vincolo d'ineffabile
,a,more si strinse fra l'uomo e Dio ! Quale luee meravigliosa uoopttu
il silente e umile Sinai, Golgota incruento, eonvegno di angeliche
scliere !, E perch-A davanti al cli quel Di1 nresen.te.l nasl:osto
'convengono .lrono
non tutti gli. uoniini e non si prostrano ad adorarlo, a
lodarlo, a magnificarne e a invocarne la potenza e la ,sapienza? Per-
chd i suoi amanti. i suoi fratelli, non trovano e sentono ai suoi piedi
queIle delizie che Egli prova nello stare in mezzo aEli uomini? Chre-
8 CARD. EUGENIo PACEIJIJI

t\{aria,q:.""g:. sce,,deri,
dalt,altare,e, concentrato
:l.r:L"d,1",oul: amore
e di oblio,si effonderd,in accentidi ripara_
::,^_q1.1
zione e 1..istero,di
di preghiera, e col cuore di Paolo, radicato nella fede
e nella
&rritd, tgnterd cli comprendere con tutti gli attri- f.;;li ffi ili;
ia largliezza,li runghezz.a e |artezzu . ru profoncliti; ;t .r;;r;;:
{lere questo portento di Dio, sintesi della croce redentrice,
che atlarga
ie sue braecia ai quattro card.ini del mondo, estendend.osicon
la sua
lunghezz-adalf inizio aila fine dei tempi, con Ia sua ;arghezza
*t *,
cr]pO all'altro della terra, con Ia *ou uli., za frno alla subiimitd
della
gr::i." c.eleste, sua profonditd, fino agri abissi d"gli;;;"-;;;: -:
_eonia
tabili giudizi divini.

L'Apostolo della pieth


sotto i veli de1 pane santo, de['ostia salutare, egli sente -;;;:
vicino
trl suo palpitare ii cuore divino di Gesi e impara a conoscer;
"*"i ;
giare Ia caritd di cristo, Ia quale ror*o*i--. tr".. nostra
e,_diffusa nei nostri cuori dalio spirito santo, ci fa poggiare
,scielz]r
tant'alto da attingere lasst in sd quel r)io, che Ia fed_e,quaggiri im_
potente a passare il velo, solo crede e adora. Fissando Io sguardo
irr
r4uesto mistero d.ei misteri, sole centrale di tutti i fulgori"del
-ne culto
cattolico e della sapienza sacerdotale, Antonio iVlaria u**orb. i
raggi e s'aceende ad additarlo al popolo cristiano nell'aureola di
cento e cento lumi, nei rutilanti riflessi degli ori e deile gemme, e
chiama a pascersi per quarant'ore ,r.ttu contempl azione, nel-
!-utti
i'adorazione e nella supplica amorosa di questa manna di vita .i*"r,u.
Ammiriarno in lui l'apostolo del Sacramerito dell'altare, che .or-,
la dottrina sa congiungere Io zelo di Paolo. Chi Ron intend.e come
I'A.postolo delie genti avessepiena Ia mente dell'idea di questo grande
rnistero, allorchd qual nuovo evangelista ricordava ui Corinti ia di-
rina istituzione della mistica memoria della passione di Cristo e li
esortava a quella riverenza di corpo e di spirito che si conviene al
Corpo e al Sangue del Reclentore?E ancora non erano sorte le nostre
basiliche e i nostri templi, dove alla fede e all'ardore di paolo ri-
sponclesse splendore aperto dei sacri riti ! Ma con Ia mente e col
_lo
cuore di Paolg, parve levarsi Antonio Maria, e trasfonder.e nel po-
trolo cristiano la sua fede, il suo arnore e la, sua venerazione verso iI
Re, e Salvatore d.ivino che naseosto vive rrt mezzo a noi. Espostolo
r:elle nostre chiese fuori del tabernacolo, in glorioso tronorsopra gti
:rltari, alla pubblica adorazione, ne fece la pir) alta e solenne protesta
clella Chiesa eattolica contro gli errori che cliffondevano allora Lu-
tero e.! suoi seguaci, falsand"o e rinneganclo la cred,enzache era nello
spirito deile nazioni cristiane in Oriente e in Occidente, senza ehe le
I,,APOSTOLATO DT S. ANTONIO M. Z.{CCARIA ECC. g

sriasse o I'altezza del mistero o il temerario acume di Bereugario e


ii \\riclefo. onde con singolare sguardo cli benigniti . .o-piu cer.1za.
doveva dal cieio il grand,e Apostolo, cosi nemico di ogni profana ed
e:retiea novitd, mirare questo suo discepolo, e rinnovare a lui la lode
t'lata a Timgteo z Tu autem assecutus es ryLeam,d,octr,inam

La forma di sublime santitir

IIa, con la dottrina di Paolo, Antonio Maria consegui ancora la


fcrma della sua vita, per farsi una viva immagine cli lui, che diceva
ai Filippesi: Siate miei imitatori, o fratelli,... secondo iI modello che
vedete in noi : Im,itatores me,i estote, f ratres,... s'icu,thabetis f orntam
nostram (Phit. 3, r7). E qual forma, cristiani uditori, quale forma
tli sublime santiti ! Chi pud avere iI vanto di eguagliare il dottore
tielle genti, che, ultimo chiamato meravigliosamente da Cristo, non
fu da meno cli.tutti gli altri apostoli della prima ora, ma cosi abbol-
rlantemente si affaticd nella conversione del mondo ?
Paolo d un modello multiforme. In lui d la pir) aperta vocazione
a)l'apostolato e 1a sollecitudine cli tutte le chiese; in lui i fulmini
,iella pir) alta sapienza e iI tono blando della madre che balbetta coi
iriccoli; in lui iI contemplante che sale fino a1 terzo cielo e l'artigiano
che chiede il vitto delioapostolo al lavoro delle sue mani; in lui il
trrartire innamorato di Cristo, per Cristo traclotto ai tribunali di Ce-
sir.re,lapidato, fiagellato, confitto con chiodi d'amore alla croee, nau-
{r:ago in mare di pericoli e di morti; in 1ui il confortatore dei fedeli
J,(:jrseguitatie il maestro del mondo universo, dei dotti e degl'igno-
ranti, dei Greci e clei barbari, di Atene e di Roma. Antonio l,,faria
gu.arclerda Paolo come a suo modello, e ne ritrarrd in sd i lineamenti
di arnante di Gesr) crocifisso, di eroe invitto nelle tribolazioni, di con-
quistatore e rinnovatore di anime. Tale egli un gioi:no, additerd iu
I'aolo il padre dei suoi figli ,spirituali, quei padre ehe nelf imitar
(.iristo mostrb <<granclezza e nobile larghezza di anima verso il Croci-
f:isso e verso le pene e obbrobri di noi stessi e verso il guadagno e la
perfezione coRsumata clel pro*ssimo>>; tre cose senza iI desiderio in-
cessantedelle quali non sarebbero reputati suoi figliuoli,e figliuole.
Di questa magnanimit) e liberaliti verso I)io, verso iI disprezzo
di se stesso, verso il prossirno, lnon ,vddete voi in Cremona Antonio
I,taria dare mirabili frutti ? Io certo ammiro questi albori del suo
apostolato sacerdotale, quando al cader del vespero di ogni venerd.i
ascolto i gravi rintocchi della mesta campana, che rammenta I'ora
della morte del crocifisso Signore, e ripenso al pio agricoltore e alla
spigolatriee lombarda, ehe in tnezr,oai campi chinano la sudata fronte
in un pensiero di fede e in un affetto di amore e di preghiera. Cosi
10 CAR,D. EUGENIO PACEIIIJI

il nostro Santo insegnava alle torri a parlare di Cristo e clella Reclen-


zione, eon un griclo che vibrasse pit forte e pii lontarro clell'accento
c'lelsuo labbro e clel palpito clel suo cuore. Tanto oito ..rti,rl ,retl'a-
nimo grande e largo I'ardore di Paolo per Gesr) e per Gesr) Crocifisso.
E questo Crocifisso egli 1o riplasma in se stesso, con ia magnar
rrimitd e liberalita clell'apostolo,attraverso re pene e gli obbrobri,
onde si 1-lasconoe crescono e giganteggiano i santi. Sacerdote, egli Io
per sd; sacrificherd la sua carne e il suo sangue sulltara
Yl,u n"i*.]
cLella penitenza, della macerazione, delta riforma continua e severa
rii se medesimo, portando intorno, nel raecoglimento dello spirito,
nell'umilt'd delle fatiche incessanti del ministero, nel clistacco clai beni
terreni, nella plxezza e gravitd sacerdotale, la mortificazione di
(--rristo.

L'opera infaticata

Apri clunque,'o cremona,


,a questo tuo figlio, ripieno dello spi-
.1ito di Gesr) Cristo e della caritd dell'apostolo Paolo, ie tue chiese,
i tuoi ospedali, le tue carceri, i tuoi tuguri, i tuoi chiostri, Ie tue
sirade: egii sard il tuo apostolo e riformatore.
Contemplate la sua earitd,, questa delle virtu, senza la
quale nulla ci giova, e cliventiamo, come ".gir.u
il nostro Santo aveva ap-
[)I'eso cla] suo maestro, San PaoJo, un bronzo risonante, 1n cembalo
squillante, un nulla in noi stessi. Questa virti voi Ia veclete sorriclere
sul suo nej. suoi occhi; palpitale nelle sue parole, in tutto iI
_labbro,
suo modesto contegno, nel1a sua affabiiitd e compassione; espanclersi
nelle sue mani *.*-p*" aperte at soccoruodei p"";;;iii; J.gri-
ciei miseri stremati dalte mutazioni di governi, ,lulle deso-larioni "ii;u*t;
clelle
guerre. La sua casa d il comune rifuglo; ii suo i; il;
;"l"ir".t;;;
ciei bisognosi e dei menclici. Qriesta virti Io trae per ogni via, pel
t,gni vieolo, in cerca delf incligenza entro, i piti umili e cleserti tnguri,
rregli ospedali accanto ai letti rlegli infermi. .nelle carceri fra gli in-
felici, umiliati dal delitto e dalla giustizia. nelle case del dolore e del
pianto al fianco dei mesti e:clgi idorenti, *.*pr" generoso, sempre
consolatore, sempre .amico, sempre -padre, ehe fa sue ,le sofferenze e,le
n'riierie, it pianto e la gioia alirui.
Ma noh meRo dei iorpi il nostro apostolo curava le anirne ; anLzi
queste erano ,la pii intensa brama ; e il toglierle alla servitfi clel
_sua
peeeato e ricondurle al Redentore divino, il sostenerle nei pericoli,
I"avviarle al bene, aI meglio, alla pir) alta peifezione, era il gaudio
ciella sua vita, il sollievo e la eorona delle sue fatiche saeerdotali.
)iella chiesa, aI sacro tribunale egli era il trionfatore. La cariti be-
nefica e paziente, onde fuori, per le stratle eonquistava il popolo, qui
' , . '. ,,
, . ,.

s0rmontavase stessae dava a lui quella vittoria, che d il flutto della


Parola di riconciliazioneda Dio posta nei suoi apostoli. ambasciatorl
di. .h: esorta.e ammonisceper bocca loro.
9:i*t?, Quanti prodigi di
spirituali mutazioni in ogni ordine di eittadini !
euanti piJo*."j .o,
lni sulle rovine 'deila loro' anima !"Quanti nella paterna- do|ei:dzza,
dti
lui.assaporarolo^]a
lenerczza,,deleuor,edi,P-aolo,,-;h*tutti dgsiderava
r,elle visceredi Gest Cristo!
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. ' . . ' . : . ' ' . ' . . ' : . i . . .

iVIa ascoltate la sua parola, che dal pulpito scenclesopra


*; la mol-
ryuaif,e,*:L:qonoio che:li attornia.;n;i- *;'i-,li e;t-m';"i'* a-.'fu
M.aria; al pari cli Paolo; attinge\ra e lierreva l'*.qou, che sale
{1ton]o
4ltra'vita e!err&,;. e , parole di:,vita eterna toglieva dat.le divine, Ia.bbra
onnipotenti nella vita ,e nella" morte,'u*outoiJi-di ;;";
1iJI'lui, .qaro]e
i1fer1iti,, vj*e e:attive e piri affixate di,quaiurq'e'spada a due
ta!u,
che s'jnternano fino, alla divisione dell'anima e, aetto :spirito, delle
giudune e dejle rnicioile, e cliseernoqo i pensieri e le i"i*"ri"oi
-aseoltava ;i
clrore 4, 13). It peecatore'che io sentiva in tui la
lHebr.
i'affetto, Io, zelo, le minaece deil?Apostolo de,lle genti; r-ientrala
l,'irce,
io rg stesso; al lume clivino contempluou l'ubisso 'delli suj iniquiti,;
-irroo-
e sc_osso dal rirnorso, guiclato clal timore di Dio, tornava a lgi,
eando per"dono e costanza al li'ene. < Costui ci legge nelr'cu.o"rri,;dice-
nu1? aicuni che erano acl udirlo dal pergamo; J-il ..ro"* a.r
n.**
e c1i ogni eeto di persone corrisponclevaaI grido e all'invito,itull,o-
llos!.oJoi'cher]9sqynava' a virtr), paeificava aniimi. inr.ieteiati nell?oclio,
liurificavat, $!i affetti',s,:studiandosi
il'vineolo, conirrgale e famigJiare, moderava
il fasto e la vanita e_ ,di tutti riconcilia". .oo Dio, pfo-
1'
curava e promoveva l'opera ,del, Rederitore nella, rifor:rna (lei,,,costumi
g.-t pietg, noni rneno *eile, case umili e sign;fi
1nell'avu;nzymglt?
che nei sacri ritiri clelie vergini consacrate. Che non ottenne di santo
e meraviglioso .dal fervor-e, clelle fanciu]l.e' e- delle l,veelove,q,,d;llti*t*-
gritil dei pubblici magistrati ? tlalla vigilanza dei paclri e delle madri ?
dalla fe$e viva'rinata; in un 'pqpolo,',interarntinte,nutatoli,restituito
rievoto ai sacri riti del tempio, obbediente alle leggi della Chiesa?
Non vi stupite pertanto. uclitori eri:stiani, se per eomune consenso
(iremorra chiarnhsSeT:aZaecaria Paclre della, patria. Oegni cli
tal no*le
glorioso sono forse solo i trionfatori tlei nem-ici sui campi di battaglia,
i resfaur:atori della pace e della tranquilliti pubbliea, i eampioni
grandezza e dignitd delle nazioni, i riparatori dell'autoritd clegli
!.ella
Non d forse la vita di quaggifi ordinata all'eterna e eelestel e
!tat-i?
i'anima clappifr del corpo ? I-rasciate dunque, o superbi del secolo, che
'i
cnemonesi piocla,mino cotesto loro benernerito eitddin;, ond iebbert
'i,...'i.....'l'......1,d'.1!q.E'ucl]*.Io.nacnr,r,,,r

spirituale, pacrre tielta patria: nd la


:t:Y: :-.i]_turtle,rinnovamento
e.d1vofa. ardilcl credere che I'arnore, ond,egti
l:i:u,,:t_.^t^".-::it*
t-1-u: unoil.:osi stletti teqni+i e 'eosipochi barzi..r,uiroorr',,"-Ji_
:iit,t 1111"...-l)io
ha. dato ad. An-tonio-.ilrarjaun cuo'e_senzaeorl-
::_tr_:jl
t:l::,-r:: :di
teatlodi totta e bene.Cosi,la palesrra
i:ll I'u
pu' f1n:.r
1."1 di prova,.e-
:i:?^flll'?. 11 ?.*tllu addestr,amento
I piri'g'u"du
iyi ii riisegno ctei cieto lo preparruu poh"u ai o'o
:.,:::i.:]:ri::.1:
nata,_ma^sin parpitante nel modetlo
:'11y":i.yt_:l: :i"ra.aneora"ool
yrta,sacerdotale,foggiata sulla forma e sull,anima del Dot_
:1.-ll"-ill
lrrre clelie genti:, T'u,', gs ynenm.,institu,t,i,oinrnr..,..
auteTttaqsecu,;tus,

Il proposito deltrAgrstolb

, I-]'eroe',ifluminat-o ,ngila mente dalla dottrina di paolo, -.0"**""i-


informato
ory,"o*1*oa .'rolontada['ardore di paolo, anelava
i,".ll1
t:::t".d:l rroqosito'dell'Apostoro, "r
affinchdil grandemaestrooi**
anche a l.ui: Iiu atlt'd:nt'assec.utttses rnea,nx,doctrinam,,'ittstittt-
1tl"t
!'ionetn,,p;roposi;tunr,:.Hu1
illparato quale_.sia.
iI mlo insegoo*rrJ;r:i;.
e' sincgro; qual,gsia *io ,rrodo di vivere, mlrristio di r:ic.rrci.
l:gin ,il
liazionee di pacefra Dio gti uomini;apprendio"u quut.,i"li"*i,
4
propostto,che,cosaio cerc$i nell'officio e nelle fatiche del
mio apo-
vantaggi-+i, bgnsiIa gloria di Dio per Cristo; rio'
lll,il..t
cro che e,":1."i
utrle a nre, bensl euel che giova a molti, facenclomi tutto
a tytti per far tutti salvi.,$cco, devoti asrcoltatori,iI' proposiio di An_
tonio Maria; ecco la mt cui mira col pensiero, col volere, con
1 ' o p e ra ,
,.D,.$e.io mi guardo d.'afttorno,ir-1-questomagnifico
teunpio,e vedo
qni',co-qv.nuta,e adunata a llaurora d.el suo,irascimento
lcommemorare
Ia , religiosa f,amiglia, c!9
i]n Antonio, Maria zaeearia o-uroir. il,..,siro
yrimg padle per riconosciu{aautoritd; se di le di queste*";; pu"uti
io vols-9.lo sguardo a,i ggtfl .L ,,e..bli's
]0i .n9mg,e def ai!o,' alle cittil ,1)ia-
r1ule di. qua e.di :te deil'Appennino:e ai,,p.iedidei balq.arai,.ddG, Alpi
e oltre i monti e oltre gii of"utti, se in igzzo alle formidabili vi.;#;
degli ultjmi secoli trascorSilcontemplola nuova milizia di San paolo
.ai,/anzarsi gloriosa per palnJe raecolte in ogni campo di virti, di. sa_
erifici, di zelo sacerdotat. civ.ile, di iettere, di sbienze e di arti, di
4
e sof,ferenze,
io aicp a me stessoe a voi: Ecco,i,frutti clel-
J1'avaSli
l'apostolato di Antonio
I'apostolato Antonio Mafia;
Ma[ia: ecco la opera
ecco opera potente
notente che
che nasce
nnsep da
r]c
]ui, che non muor.e eon lui l- ahi troppo presto.rapito aI suo,arcl"ore
' .
apostole| --* ..1*,
di apostoloj che, mag'gipre
maggif di og'i f,ortuna, v_rve^
di lui andor.a,
;,.:.., fiorisce e vigoreggiaper luil a vanto della chiesa di Cristo.
oeculte e meravigliose pono le vie cli Dio. A ventottranni il gio-
a,'anesacerdote, il futuro f{ntlatore della Congregazione
ai S. paolo
l3
,cremo-
ila chiamato fuori della,,patria; fedet-ervoi.,,i[ nobile patr,i
llese, dimessamentevestito, dal viso soffuso cli candore e di pietd, ac-
cdrnpqgnato da un austero figlio d.i San Domenico, fra Battista da
orema, gii guida di altri santi atleti, e da una nobild.onna, Ia 'contes-
sa Lodovica Torelii cli Guastalia, tornata a Dio, devota ai consigli e
crJ.ministero dell'uno e dell'altro, entrare; nella metropoli lombarda?
Yiene in pii'aperLo e ampio teireno;,a'ftlr', fdo-nte alla bufera anticaL
trtliea ehe dalla Gerr-nania minaccia. di;,riverqarsi sulle piri vicin-e re.
g,ioni d'rtar;la; viene a cercare nuovi',compa$ni_ pl'la,Iotta;,,a vestirli di
lluove arrni'; a stringerli in nuove file e accendertri di, nu,ovoiimpeto'c
coraggio''Ma, io' m'inganno., :Condotto da cosl gran brama ed iintento
egli viene a l\{ilano, non ,m.eno:che'i,Euoi'due].a*ici, ignaro det termi-
ne, a cui Dio.lo scorge; simile a:Paolbr che''dai,tVl.ileto,
legato,dallo Spi-
rit.-oldir,Cristo, andala a Gerusalemme,',,ixonsapendo ,ch-ecosa'coli g1i
sarebbe accaduto (Act, 20,22). Cosi opera Iddio. Destina un cuore ge-
neroso,a "grandi irnprese,lrna spesso gliene cela Ia meta; 'e pur Io scuo-
te, lo rruovei 1o sprona, Itavvia e gli dice: Ld-itro'verai Ia luce e vedrai
*it' che io desiclero cla te. : I

. :
I primi ,pasgi della nuova famiglia
. . : . . : . ,
. . ' . I : . .
. - , 1 , t '

, In Milano,r dopo le' tempeste dElle urtrtaz'iioni politiche , era,torna-


ta, rrlra,quiete, appar,ent€; 'e in, mezzo ai greggeltluasi abbandonato vigi-
Iava. l.'e.sempiovirtuoso e avvincente di alcuni sacerdoti e laiei, adu-
rrati nell'Oiatorio deil''h':terna Sa.pienza,a promuovere e conservare lo
strririto- criStiano. In queila. pia aecolta convqniva lo Zaccarta, risve.
gliando fra i congregati :elevazione df spirito,,]ardore magnan'imo, ope-
r,c'sitd efficace, e r.innovandovi le meraviglie di Cremona. fo non ,ri.
corderd la sua parola, tutta densiti,'e for'za apostolica, iI suo amore
,d-elleanirne, tutto tenerezze di padre e di medico sapiente ed esperto,
il suo richiamo irresistibile dei peccatori a Cri,sto, Ia sua profusione
dei be$'in,aiuto dei poverelli, Pass@ sua',ivi*itu agli ospedali,-e,ai
tuguri dei malati, l'intemerata immolazione di sd a vantaggio di tutti,
Vi basti conoscere che tania virti suscitd subito l'ammirazigne, l,'am-
qirrazione I'affetto, l'affetto I'unione e llunione quel santo vincolo,
'onde due giovani milanesi, Giacomo Morigia e Bartolorneo n'erra1'l -----.
come lui nobili, come lui orfani fin dalllinfanzia, I'uno dornatore di
una giovtnezza briilante e vincitore degli allettamenti della corte del
duca, l'1ltr1 cresciuto.con immutato spirito di pietd,l e incamminato
per ia via del'santuario ; si legarono a lui in una grande vrsrone
ar s11!i!d_religiosa ner. Cristo,,per la sai*;ezza,,delle.,anime,
llonore,di
per il totale disprezzo di se stessi.
Io. venero quei tre giovani confrateili clell?Tlterna Sapienza. La
iuce di questa sapienza scende clal cielo a coronare di lumiirosa a,ureo-
il, une pensiero] il loro aidente voto, :la comunanza,della
|a llro.c,o
Sallto la: tua,argomentosa parola e caritA, ei Anionio l\,Iafia.;
lcro, 1ita,
tu trionfi nella ineffabile umiltd,che,',16ga ar,t;e:,,inriverenza di,,;o
u,essl fiSli'i tuoi.compagni di brame 'e,di ardimenti, Di .que'l.eenacolo-
Ceil'Eterna Sapienza tu fai un niclo cli anime religiose e pie, che sa-
ranno_i paii di San Paolo, Ie Angeliche cli San Paolo, la unione dei
t'api di famiglia: tre schiere da te raccolte e guiclat. uilu riforma clei
clero, alla santificazione dpi chiostri, al,lrinnovamento, cle,lla,pieti e
:: '
delcoStume.nel,:popolo, |' , , ! ,1t,,',
Seguite, cristiani ud.itori, i passi di questo giovine e santo isti-
tutore di soeietd religiose.llo vedrets in Milano, in Guastalia, in C.re-
rnona, ora a colloqui:o col bianco monaco fra ,Batti.sta domenicano.
ehe gli segnerd Ja via del bene religioso e morrt\ trancluiilo fra le.
trraccia di cosi diletto clisdepolu; om rall.?altare;'quarl *pputtuno of-
frenclo il santo..sacrificio e, risponclendo col,sacro ministero alla clevo-
deltlunile e austera contessa Torelli, ctre porrh i suoi beni a
lione
fondamento clelle dimore
F.i compagni di liri e, deil'fstituto delle.
Ilitove vbrgini consacratej 6ra in via col pellegrino ecl er.ernita popo.
la.re fra Bono, che da Cremona lo accompagrla in Milano, ze\ante,.
pr'uderete ed effiqace coop$r'atore in ogni impresir:4i ,p'ubbilca pietd,
c'!i riduzione a tiene delLe,aninie traviate e'di r.'antaggio del,'lrroiiimo.
Ma'''a me piace consideru"i aotrrrio'I[aria, cluanclo-'in ^"rro. ai i suoi
viaggi e alle opere apostoliche, che pifi,e pir) gli yengono rischiaranilg
il sentiero vet'so la mdta cui guarda, mette nlarlo a raccogliere il frutto
celle,conferenze coi suoi cQmpagn,, e ,per ra.f,. rmare iI suo alto:'pro-
posito, 1xs p0r:ge'-cloinandu] a:4p;ovazione' all.a Santa Secle e rieeoe-
clal Sornrno Pontefice ,Clertrente 'wt' -:; si: sorlo in cluesttanno eom-
niuli _gultro secoll - guel lignerato_Breve,. che;,-r.g;";,lo'-illo*.i'.
I,r della Congregazione dei Chierici ltegolari tli San Paolo, E il fon-
damento del presente ]oro .gaudio e ia ragione di questa solenne ri-
rnembranza

so se pi-D,umile o pii gene el g:"an ' Pach,e'vosti'o,':i1','qu:a}€,:'tri,mo


tli"tutti;'per.,autor,itde direzione,c-eele:,nit,la"s.l ra,,oliP-ffifi.e:r,'itr
primo.,posto.',aI" compagno] Bartolomeo:,f,erfgi;' f"rtetto-r clil scrittore
a;posto'lico.',.alla:.coit'e
,pontif.ieia;'*.6.-,lbnole, di pl osit.o.dellt reii.
g;iosafamiglia all'altro roripugno Giaeonro l'Iorigia;, libero,, P per
o f fa.
r&:
I,APOSTOIJATO ,DI S. ANTONIO r\{.
ZACCARIA ECO. 15
':t'::n I'1f'.1:, d,r rtlfferire la professione
dei sacri voti, rinuncia a ogrri
.ccsa e diritto temporale, e, angelo
in carne, si fa servo di tutti i suoi
tratelli, vivenclo pur clel desiderio cli vecierli
,,i;;;i ;;;;"; ilJ;
<:hiesadi s. Barnaba, cloncreverra ioro un
nuovo . aoo. tar.di
riposeranno le sue ossa glorificate. ".;;;
Ma un lurninoso segno clella sua umilti, amica del
nascond.imen-
tc, io lo scorgo in queila peritanza a rro"u ;.ii;*;;;
il;"1}]";;;-
cessa clai Ponrefice, cli stabilii.e a piacimento i*gfi
.-";;;;. oppor!
tune per la sua Congregazione, se pensi, ad, abboizarle
ciure ancora
oggi si conservano, fu ceito per consigrio ;-f
;;;; ;;;";;tri#;;
non si risolse perd rnai a cominicarle ,irii.iur*ente
e a -..-
imporle. Non
'era. egli iI superiore pit) r,enerato
e ascoltato? S. uttri uuuuu Ia
{artca' non era egli iI fondatore priinierarnente nominato
nei poste-
r':ori atti pontificii ? Eppure la *ou umiltd dulrurti
*"r"";i;";
a Dio 1o ritraeva clal climostrare apertamente i i,r*i-,"i i^;;;-;";
cui il cielo gli guidava la penna nello stenclere le sue
Costitulioni;
'c. tutto nascondendo, affidava allo
spirito di Dio, che tanto anima_
Ya aI bene e alla virtr) religiosa il suo piccolo drappello, tu
.o*toal
di aluelle norme cii vita, che tutti in quegli inizi avevano
a poco a
po:o. ab-bracciate e che sembravano te 'pir) convenienti
aI vantaggio
spirituale proprio e altrui.
E non d ch'egli non prevedesseehe sarebbe venuto un giorno in
cui quelle leggi si clovesseropii strettarnente determinare;
o che non
:s&p€ss€,stud,ioso profondo com'era delt,Apostolo paolo, che
v,ha
pure una lettera che non uccide i ma la sua umilti e ii fervore
d.ei
'srr.oi compagni Io sollevava in queila sfera pir) alta,
dove opera lo
spirito che vivifiea, dove la ealita ciivirra neila. concor.tlia clella mente
'e. dei cuore fa unica legge il volere del superiore,
dove la parola
eal{a e Ia paterna alnmrrnizione dei santi chiama a convegno le virtr)
^e gli ardori dei suclditi pronti e obbeclienti,
e 1i sprona e Ii rsostiene,
s.'lotrtatri, anclie con letiere, al sacrificio di *. stessi nell'uririliazion.e
tlomestiea e pubblica, nella predicazione del regno di Dio per le st*a-
dc cittatliue, spessoin atteggiamento di penitenti e inalberando una
ffrossa croce a riclriamo de] popolo. Nella eloce e in Cristo crocifisso
'tgli additava ai stioi figli e alle sue angeliche figl.ie
Ia gloria, a eui
'cr'ovevano anelare; nell'apostolo Paolo, ch'essi con.-religioso,culto ono-
ritvano e eon lodi esalta,vano,mostrava il loro capitano e modello.
'ra1E poiehd, diceva lolo neil'impeto
dello spirito, noi ei gloriamo di
lenere per padre e maestro un tanto Apo-stolo.sforziamoci altresi di
r:itrarre nei nostri costurni e nella nostra vita la sua dottrina e i suo.i
es em l l i ; p e ro c c l ri :ti o tt s a l e b b e d i cevoi cosa ehe sotto l l n tanto duce
'siano soldati vili
o cljsertori nd che vengano a tralignare i figli di
Irn padre cosi giorioso>>.
CARD. EUGENIO PACELIII
l6

Le opere grandi

fond'amen-
Tqttavia la grandezzaclei santi;' se nell'tumilti ha i]
quali opere compi Antoni.cr
t,,, *rii*'opere ,in]ralzail suo fastigio. Ma
llaria kuo"uriu? tr'in clovegiunse quel-nron-o11to^che doveva assomi-
es
gliarlo, a[?Ap-osfs|e,suo mod-el]oe padre 9lett9.? T". assecutn's
ni chieclete,clevoti uciitori, i.profondi se-
irrrrrrppyopisitumr,.'Non
Ereti del eonsiglio
r\'-l_-- divino. Iddio 1o mostrd al mondo, lo fece pad're
ciella congregaz
-
e dirige iI monastero
:rvanzasse Firrda cbn ]a contessa di Guastall-a
lo stuolo dei suoi
.li san Paolg per }e religiose Angeliche; aduna
delia 'etusta basiliea di S' Ambrogio
,"a"i ai Su" iuolul-u1'oiibra fino a \iicenza e
in Milano; si spinge con le sue missioni apostoliche
sventa due volte le
tosto ne torna,'uffiduodola ai suoi compagni;
da Roma ''a
;;;;. clei maiigni contro il suo Istituto e ne ottiene
e id' s'inferma gra-
;,";;"" .ont*t*u-, va rninistro di pac! a G'astalla
poco oltre
,:.*;;r.;-Ji.t"ti. clalle fatiche e clalle penitenze, prostrato
ii srio settimo lustro c1i vita'
Cosiavetevoivoluto,og.ranDio,chenumerateigiornidegtri
.rr-ioi suila faccia {ella. terrJ; ,.h..perehb' r'i. patve cluesto giglio onna!
aIla vita e al progresso dei srroi
fiorito e aperto per il .i.-111.
e Celle virti esemplari dei vo-
figli bast**. ii p"oto*o deiio spirito
alla perfezione' e toccassero
stro set'vo f edele, af finchd to'iu*tt'o
e bramate per la gloria
q*elle glorios.err"lt. d"^-lli intrawed.ute
r ostra e Per la vostra Ciriesa'
valle pad.ana; eppure
Dio chiuse i confini 'dell,opela sua i..1|"
egtisentivainsdl'ardimentoap -mari,
o ' s t o l i c o f i . I ' a o l o " tregioni
- 1 - t r l T :scoperte
leterre
trelle immense
,r;it"ii", di lt, dai monti e dai
o a l l e a u d a c i v e l e c l i O o ] o m b o e d i paoio
V a s c o d . i g u T u , a l r e braccolto
b e l r e v eclovi-
nrrto
e del sa,verio,
i generosi *ooi"tigli, ed, emulo di
re di palme. Ma i trionfi del suo zelo ormai si riduce-
zia cli allori cuore' deside-
vrtno e si rins.;";;;; sul1e rive det Po, d'onde ii' suo
1 0 S o d . i } a v o r a r e f i n o a l l , u l t i m o r e s p i r o , s i e s p a n d e l ' a i n f r edel
q u esuo
rrti
vigilanza'
iftt;; ;;-**;;to- spirituale della sua paterna
inesauribi}e caritil' Si aceorgeva
r",.:agistero.*u.u"*'ao*"i; ; de{a sua
che il su1 male prosre-
ir,tanto, non ignarcr tlella -ti;";;;ii*-:. a CreTona' desi-
iliva e .da eut-i:nlfrt dornandb "u"udi essere trlllortato'
dalla "
,rutu e avevl.appte.*.o a vivere
cierando di -;;;;;'iu*JnJ, suprema'
assistito fino all',ora
p:issirna sua rnadre, che lo,avrebbe
P o v e r a m a d r e n c h e s e . l o v e d . e v a s f i n i t o e q u a s i m o r eda
n t eMilano
tornare
e acldolorati accorsi
zli seno; sorretto dai pietosi f?*pugtti fe'
capo I Madre infelice o' llr&'dr€
intorno al rieir'erato . u*uto tn"o que11a donna for-
f;i; .t't infelice f'
tice ta dird io 9 Oh si: pi,)
i''l:.:.:.t
,- ::.

1'quella madr,ecristiana. *o:. a1'evL


pe} ciero generato,nutri-,
{lo*g
to, educatoquel,suo-'nico e d.iletto figliuoto'r
xo" aveva ror*J ;";r;
aclditato ottre le stelre ;;;i;; pii) ,belra, un padre ee_
|ambi1o,
re'crecne mar f10n """ orfani i
,r:yo."u1d llci.a suoi figli quaggii
''tli? urra
dolcedi 1ei,eherasstro-l*p.ituuu?Fortu'utu ;;
It:,u,1-Itu pazTenza,r]..1r1.
subrime rassegnazione,,neue angeliche vir_
l:"-^r^"it_ri
sarto amole. der figlio scorgeva cosi mirabile frutti
l"]:.il_1 delre suE
r-Trrterl:. dei suoi pii ammonimenti, dei suoi eenni,rriEili
.carezze, el
qrovvrdr ! r\ta non per cluesto,re si scemava ir vivo dorore di pe*ierro.
-\veva ehe un tanto figliuolo a le,i, grave di anni. ihiudesse
-sperato
gjr occhi, non che ella si vedesse in casa,, posto
al della culla, il suo

""':'. ', ,:, ,:':: : ]'IIeongedosupremo


aue]'a ca:a s!av1 p.er esse'er,a'rui.e
^ri: {aIn mezzo.
ciso' ]a 1ei,ra soglia:de},puia
alla. desolazione e. all'edificazione dei confratelli, dei --
sacerrloti, degii amici, di un intiero popolo che
aveva urrr*i*i. .
sue eccelse virti, e ora ro vedeva moriionclo
tru*otu". lt il; ;;.
i:rorte in cattedra dalla voee fioca e affarrnosa per
rammentare a
tutti la vaniti del mondo e la brevitd, t1eilJ vita, e raccomandare
I'amore del crllifisso di l\[aria, clolci nomi mille vo]te i";";;;;;
-.
ciueila stanza di preghiera, di doJore e di suprerni eongedi
non fn
rnai vero che la pietosa madre pur un istante io laseia.*J, non fa-
cessetesoro delle sue sattte parole. e non r.innovasseal diietto "
fiElio
accenti dell2amore materno rinfoeati dalla solenniti iei.
$i, lntichi
I'ul!]11 ora. in q.uei rnotnenti, al pianto della madre, anche il euo-
.E
re,{i Antonio i\{ari1, suossodaglil estrCmi 'sussultd;le ::,:1.
{alzi; rivolto
tenerezza: Non piangete, o madre dorcissima,la mia
1.lei,:o" _g"uL ;a'.:
rlipartita, le clicer,:a;fra non molto sarete e,on me anehe rroi nella ':::
pi,ce a cui spero cli salire. :-:
*"1 nrirrrg dell'ottavaclei prineipi degli Apostoli,
-^.^,!:*i:questo glorioso
n'.orirra "u*y..1:
figlio ' : ;
di cremona: una madre lo pranEeva
clie indi a poco' doveva.riveclerlo in cielo; lo :piangeva la sol pi1"iu
r' Ia ancora-piceola.scfi_e1adetla congregazione di"san,paolo. Mori-
va, eroe tlella caritd, della sapienza clei santi, aet proposito deil,Alro_
stolo; e, come lui, poteva dire: Iro combattdto la l.,uona battaElia.
lro la corsa, ho fede]: Botnum certannerr"ri,rrl-
.terminata -conservata la
tttu,i,c1l'1"s1l,11xco,]'t,s,lu|L1,]1,aui,fident'seruaui

S) ; Antonio l\{aria ar.eva eonservata la fede, quella fede nel pro-


posito, ehe Dio gli aveva dato cla altuar. . po" lasciava ineompiuto,
tit. assecutus es nre'Ltn'tpropositttttl,; l+d.eut:,.,qpella fede, o generosi,

'
. , ,i.;';;;

EUGENIO P,ACELLTI
18
dt-l-
Iigli dello Zacearia,che intorno .aI.ferelro',
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u a'oit*,ii;;. 'n
ingeliche. di Sutt Paolo' un Sauli'
r.irnnoi figli dello iu"iu*iu;.Iu delle gt."li'
i; vie delllipostolo
Bianchi; du lui ;rJ-;;p"urra.*urrol . put il gregge di Cristo'
p." iu chlesl.
d,rrlui l,*mittd, . il#iii.io di mitra; da lui iL verace
e,
anche avvolti nella Porlora 9-oron11i*?i? 'oputo*u cfi bene'
nella
.amore di patria e d.i vivere civile ^rielia
lettere e delle scienzecongluntocon
parola educatric";;;t ...'r1o'd*11"

. . ''. .
.

Zaee:atia'
. r . Eredi: di cosi santl e sloriosa ' stofia, voi, figli detlo e
6fit'"virtu..'
ouionrc'1st''o!i€' di'sapienza''
.,cho'a:tanto-' eraude on?re'ot ;;*;d 'ai es'ltare;'r'r'
<,:j,intento,effica.*'.: Fl.r-.tn"n1ii.i'lnon1:t"o*'
' i ' .
. . : , : ; . , . . . . :
. - r , : . ^ ^ t , ^ - l . - - . , . . . - . .
rJ'APosrorrATo Dr s. aN oNro M. ZACCAR,TA
ECC'. lg'
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Ij'ensando all'aurora,che vicle nata e corroborata clal sigitlo di Pietro


ia vostra Congreg'azione; aurora, la quale in questo anno si accoppia
e si confonde, aI pari cLi raggio nel centro di luce, con I'aororu-iiri
fulgida che, diciannove secoli fa, quasi splen,ilor.edei secoli eterni,
illuminava iI doloroso cammino del Salvatore Gesri, luce del mondo.
sr-;ledi giustizia, il cluale montava all'otrizzohte del hotgota, ; -i ;-;ij
tava s[lla terra per trarre a sd l'universo nel suo tramonto fra tele-
brc mortali, e riapparire, all'alba del terzo mattino, nei iampi incor-
luttibili di un trionfo, che redime e conquista popoli e nazion--i,a"riva
a ttoi, prosegue e si perpetua nella vicenda clei tempi sernpre lumi-
l':oso,senlpre pos:ente, sempre vincitore clella potest} a.n. tenebre. An-
t'ile voi, anche'no-i siamo conquiste clella redenz,ione:la vostra storia.
lir nostra vita non d che una fase, un attimo dei trionfo cli Cristo.
Che vale la vita lunga o la vita breve ? Anche pochi anni matu-
l'ano un santo: in trentasei anni Antonio Nlaria .o.rauo*o ii *e"ito
di una longeva eti e trionfa in terra e in cielo con Cr:isto. Cid che
finisce d nulla: I'onoranza cli quaggii d fumo che dilegua, se quello
rll:e nella noStra vita presente d rnornentanea e leggiera tribolazione
lion o p c ra i n u o i u n p e s o e te r no cl i snbl i rnc. i ,r.ornpara.bi l egl ci l i a.
ii'r ammenti di secoli, ombre di un giorno, cristiani uclitori, siamo noi,
se la virtt non ci rassocla nel bene immutabile, se la grazia non ci
r;a,ttieneclal perclerci nel baratro clella miseria. Irnpariamo clal nostro
:st)nto a misurar la nostra vita eon la misura delia virti e del bene
operato. Ci guicli i passi non la fallace prr-rclenzaclel mond.o, ma la
sapienza celeste; ci sia modello non it viver,e clei seguaci delle pas-
sioni e del vizio, ma la modestia, la pieti, Ia cariti dei buoni I ci
l'egga e corirpia il [ostro viriie proposito non l'opera che nasce in-
certa o inclegna cli premio, ma I'azione che ci innalza davanti agli
uomini, agli angeli e a Dio; ma iI corteo cli cluelle operose virtri, che
t'lal nostro letto di morte sperde ogni terlore e vi chiarna a conforto
'clel pir) irreparabile pasLsoia speranza, che sale aI cielo e consola i
,-iolenti che laseiamo quaggii.

Invocazione a Cristo Redentore

Ecco'ci dunque, o Gesri salvatore del monclo, in quest'anno me-


roore della vostra vittoria, ai vostri piedi; noi, conqoista del vostro
'salngue, trofeo del vostro trionfo attraverso i secoli. Voi siete a noi
-sapienza, giustizia, santificazione ; voi siete, come v'invocava il vo-
-stro grande Apostolo, la redenzione nostra e la ncsTra gloria. Per
r:iscattarci clall?uitima rovina ttitto aveie daio a noi e fatto nostro,
:il cielo, ch'd il vostro
trono, la terra ch'd 1o sgabeilo dei vostri piedi,
1a vita e Ia morte, iI presente e it futuro. Avete fatto cosa nostra
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"ncon"r,
Itetro, ii pastor" -"t;;;r.
d-i elezioneper le genti; i v tri ministri, trombe clet vostro perdono,
e delle v_ostreminacce,per l cui
.vocei1 eredettero,in Voi spe-
r'arono, Voi al[arono i nost lradri, e nofJoistessi ci prostriamo ado-
rando innanzi a Voi. Nell'i mensitA, del vostro u*oru, avete fatto
riostri i vostri servi, e comr cata lo-ro una paternitd, ehe v.iene dal
cielo; avete fatto di Antonio ftI,arialii padre..e iI capita"o lpnl.eletta
,ai
c magnanima schiera, per I r pili copiosB.JC vostra redenzione,'erl
accrescere le palme e i rnon menti delle ,vostrevittorje.
''u*oo.;
o divin Redentor.e, n ,i siamo vinti .di .voi, ttal vostro
. i: .. .l

noi siamo cosa vostra, perchi voi. sietq iI nosiro,re e,iI nrogtro, q.O,po,
,
dunque in eterno la r .qstgavia,..Ia, lrostra veritil e la.,;gostrra
"Siare
'lita; sicchd, come tutto avete fatto nost'ror,,cosi noi tutti siamo vostri,
*,,qu€l modo, secondo.la pa la deJ vostr,o.,apostolo Paolo, ehe' Voi
siete cti Dio; e siam,o ttttti, .n1e,,al}a vigilia della voslra eruenta
prrgsigne avete invgcatp clal adre, Lrn,acosa -sola in Voi e. nel Padre,
eonsumati nelltunitd; affin D er,eda e conosca il ,mondo che voi
siete il Redentore di tutti i gli cl'Aclamo, e tutti, anche le peeorelle
4al vostlo,ovile ancor ran siano conclotti a Yoi, e siano d.ove
siete Voi, a, veder f ineffabi trionfo cli g'loria che iI Pactre vi ha
tlato negli splendori dei san