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Urbanistica partecipata 1

Urbanistica partecipata
L'urbanistica partecipata mette in evidenza nei progetti il ruolo dei cittadini in forma libera o associata.
La complessità dei sistemi sociali ha accentuato l'interdipendenza degli attori del territorio e indebolito la
rappresentatività di partiti e organizzazioni sindacali mentre si sono rafforzate le forme dirette di rappresentanza
sociale come comitati di quartiere, movimenti ambientalisti, gruppi di consumatori, movimenti giovanili,
organizzazioni non governative, produttori del terzo settore ed altri che perseguono obiettivi specifici e settoriali .
L'urbanistica partecipata implica che le istituzioni locali si orientino verso un nuovo concetto di governo del
territorio che miri a coinvolgerne tutti gli attori (governance) seguendo un modello di sistema aperto, adattivo e
reversibile. Alle sedi tradizionali degli eletti quali consigli comunali, regionali, circoscrizionali, si possono affiancare
sedi formali ed informali di confronto e orientamento come tavoli sociali, laboratori di quartiere, cabine di regia,
piani strategici, che hanno lo scopo di mettere a confronto interessi territoriali in forma diretta, delegando
successivamente alla democrazia rappresentativa il compito di recepire o respingere le indicazioni assunte (metodo
bottom up).

Storia e legislazione
Un denominatore comune delle azioni di urbanistica partecipata è la sostenibilità ambientale degli interventi di
pianificazione da promuovere tramite forum con gli attori del territorio per svolgere azioni condivise come indicato
dall'Agenda del ventunesimo secolo (Agenda 21) ratificata in occasione della Conferenza di Rio de Janeiro su
ambiente e sviluppo indetta dall'ONU nel 1992.
Le linee d'intervento sono state rivisitate successivamente nella conferenza di Johannesburg nel 2002 e in ambito
europeo nelle conferenze di Aalborg (1994 e 2004) nel corso delle quali i governi locali partecipanti hanno
sottoscritto gli Aalborg Committments.
Inoltre sono state emanate due direttive europee:
• la 42/2001 che impone a piani e programmi di un certo rilievo territoriale la procedura di VAS Valutazione
ambientale strategica prevedendo il coinvolgimento della comunità locale nell'analisi di scenario;
• la direttiva 35/2003 che sancisce la necessità di attivare processi di partecipazione territoriale.
Tali indicazioni sono in gran parte recepite nel TUEL (Testo Unico degli Enti locali) e nei numerosi regolamenti
comunali della partecipazione approvati negli ultimi anni da numerose amministrazioni pubbliche.
L'urbanistica partecipata ha una sua ragion d'essere anche come risposta alla sindrome NIMBY (Nothing in My Back
Yard), che si manifesta ogni volta che un gruppo di cittadini organizza proteste e gruppi di pressione contro delle
trasformazioni territoriali che possono peggiorare le condizioni dell'ambiente nel quale vivono. Assume particolare
rilievo quando i cittadini ritengono che sia compromessa o migliorabile la qualità dello spazio pubblico.

Tecniche e strumenti
Il grado di coinvolgimento dei cittadini è determinato dagli obiettivi, dalla forza dei gruppi organizzati e dalla
volontà dei decisori politici. S. Arnstein ha definito nel 1969 una scala della partecipazione che costituisce un punto
di partenza per tutti i numerosi studi successivi.
In generale si individuano quattro gradi di coinvolgimento progressivo: informazione, consultazione, collaborazione,
autogestione. Secondo gli obiettivi che si intendono raggiungere possono essere utilizzate diverse metodologie,
tecniche e strumenti: fogli informativi, questionari, cataloghi di scelte, forum, anche telematici, sedi di informazione
e dibattito come Urban Center o Case della città.
Nei casi più impegnativi e controversi si ricorre a forme di consultazione quali i referendum popolari, previsti dal
TUEL (Testo Unico Enti Locali) e riportati nei Regolamenti comunali. Per la consultazione si stanno diffondendo
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sperimentazioni che fanno riferimento alle esperienze di democrazia diretta o deliberativa.


Nell'ambito della collaborazione progettuale, le tecniche tendono a costruire una comune consapevolezza degli
scenari possibili che si profilano, in modo che ciascun partecipante possa decidere se orientarsi nella difesa dei
propri interessi o proiettarsi nella comprensione delle ragioni dell'altro.
Una tecnica validata dalla Commissione
Europea, è il metodo EASW (European
Awereness Scenario Workshop). Altri
metodi sono spesso mutuati da analoghe
pratiche di tipo aziendale dedicate alla
valorizzazione delle competenze
professionali e all'efficacia dei processi
decisionali in condizioni di complessità
(brain storming, action planning, open space
technology). I metodi orientati ad una
visione territoriale di scenario assumono
denominazioni come planning for real, workshop di action planning

future search, Oregon model, ecc..

Nel caso di vari programmi di pianificazione urbana quali i contratti di quartiere, i patti territoriali, i programmi di
recupero urbano, i PRUSST( Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio) gli
attori del territorio svolgono un ruolo attivo di promotori, investitori, gestori, fruitori attraverso una concertazione
che prevede accordi privilegiati con gli investitori (stockholders) e talvolta estesi anche ad organizzazioni Sindacali e
alla comunità locale (stakeholders).
Alcune imprese, nel definire la loro strategia industriale, coinvolgono anche la comunità locale per poter attribuire
all'impresa i valori positivi che emergono con il consenso degli stakeholders.
Tali indicazioni sono contenute nel Libro Verde dell'Unione Europea che promuove la RSI (Responsabilità sociale
d'impresa, luglio 2001) come un'opportunità d'innovazione gestionale, strumento di competitività e di attivazione di
partnership locali.

Collegamenti esterni
• INU - Istituto nazionale di Urbanistica [1]
• l'esperienza dell'Uspel [2]
• Urban Center Bologna [3]
• Urbanistica partecipata su spaziopubblico.it [4]

Note
[1] http:/ / www. inu. it/
[2] http:/ / web. archive. org/ web/ 20070205131119rn_1/ www2. comune. roma. it/ uspel/
[3] http:/ / www. urbancenterbologna. it/ index. php
[4] http:/ / stage. spaziopubblico. it/ wiki/ Urbanistica_partecipata
Fonti e autori delle voci 3

Fonti e autori delle voci


Urbanistica partecipata  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=30061153  Autori:: Alberto.dg, Avesan, Formica rufa, Francomemoria, Gliu, Lessiac, Marcok, Mario Spada, No2,
Rago, Spadam, Viscontino, 17 Modifiche anonime

Fonti, licenze e autori delle immagini


Immagine:action planning.jpg  Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File:Action_planning.jpg  Licenza: sconosciuto  Autori:: Spadam

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