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- Perché - rispose – se le nostre posizioni fossero invertite è così che agirei io.

A proposito,
dovreste bruciare quel biglietto.
Aggrottai la fronte. – Ma si tratta di una prova importante -, dissi.
- Sono stupidaggini sediziose -, rispose il mio amico.
E avrei dovuto bruciarlo davvero. In realtà quando Lestrade tornò gli dissi di averlo fatto, e
lui si congratulò con me per il mio buonsenso. L’ispettore mantenne il suo posto, e il
principe Albert inviò un messaggio al mio amico nel quale si congratulava con lui per le sue
deduzioni, sebbene rimanesse il rammarico di un criminale ancora a piede libero.
Sherry Vernet, o qualunque sia il suo vero nome, non è stato ancora catturato, e non c’è
traccia nemmeno del suo complice assassino, per ora identi cato come un ex chirurgo
militare di nome John (o forse James) Watson. Curiosamente, hanno scoperto che anch’egli
è stato in Afghanistan. Mi chiedo se io non l’abbia mai conosciuto.
La mia spalla, dopo il tocco della Regina, continua a migliorare; i muscoli e la pelle stanno
tornando normali, e la guarigione è vicina. Presto tornerò ad essere un tiratore scelto.
Alcuni mesi fa, una notte in cui eravamo soli, chiesi al mio amico se si ricordasse della
corrispondenza citata nella lettera scritta dall’uomo che si rmava Rache. Mi disse di
ricordarla bene, e che Sigerson (così l’attore si era presentato in quell’occasione, dicendo di
essere islandese), ispirato da un’equazione scritta dal mio amico, gli aveva proposto alcune
folli teorie che mettevano in relazione la massa, l’energia e l’ipotetica velocità della luce. –
Sciocchezze, naturalmente -, disse il mio amico senza sorridere. – Ma cionondimeno,
sciocchezze ispirate e pericolose.
Alla ne giunse una lettera da Palazzo, nella quale la Regina si diceva soddisfatta del lavoro
svolto dal mio amico sul caso, e la questione si chiuse.
Ma dubito che il mio amico si darà per vinto; non si vedrà la ne di questa storia nché uno
dei due non ucciderà l’altro.
Io ho tenuto il biglietto. In questa narrazione ho raccontato cose che avrebbero dovute
essere taciute. Se avessi più giudizio brucerei queste pagine ma, come dice il mio amico,
anche la cenere può rivelare segreti. Chiuderò invece queste carte in una cassetta di
sicurezza della mia banca, lasciando istruzioni a nché non venga aperta se non molto tempo
dopo che chiunque in vita oggi non sarà morto. Anche se, alla luce dei recenti avvenimenti