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tentativo di costringere i nostri maestri a lasciarci soli a vagare nell’oscurità.

Il principe è
stato ucciso da un rache. È una parola antica che sta per cane da caccia, ispettore, e lo
sapreste anche voi se aveste consultato un dizionario. Signi ca anche vendetta. E il
cacciatore ha lasciato la sua rma sulla scena del delitto come un artista avrebbe rmato la
sua tela. Ma non è stato lui a uccidere il principe.
- Il Dottore Zoppo! -, esclamai.
- Esatto. Quella notte nella stanza c’era un uomo alto; ho potuto calcolarne la statura perché
la parola era scritta all’altezza degli occhi. Fumava la pipa, come dimostrano la cenere e i
residui di tabacco nel caminetto, e l’ha sbattuta con facilità sulla mensola, cosa che un uomo
basso non avrebbe fatto. Il tabacco era di un’insolita miscela forte. Le orme nella stanza
erano state per la maggior parte cancellate dai vostri uomini, ma ce n’erano alcune molto
chiare dietro la porta e vicino alla nestra. C’era qualcuno lì, in attesa: un uomo più basso, si
vedeva dalla lunghezza del passo, che poggiava tutto il suo peso sulla gamba destra.
All’esterno, sul sentiero, c’erano altre impronte molto evidenti, e i diversi colori presenti
sullo zerbino fuori dalla porta mi hanno fornito ulteriori informazioni: un uomo alto, che
aveva accompagnato il principe in quella casa e ne era uscito più tardi. Ad aspettarli c’era
quello che ha a ettato il principe con tanta perizia…
Lestrade emise un indistinto suono imbarazzato che non riuscì a trasformare in una parola.
- Ho trascorso molti giorni a ricostruire i movimenti di sua altezza. Ho setacciato bische e
bordelli, ristoranti e manicomi alla ricerca del nostro fumatore di pipa e del suo amico. Non
ho fatto alcun progresso nelle indagini, nché non ho pensato di controllare i giornali di
Boemia alla ricerca di qualche indizio sulle ultime attività del principe in patria; da lì ho
appreso che una compagnia teatrale inglese era stata a Praga il mese scorso, e si era esibita al
cospetto del principe Franz Drago…
- Buon Dio -, esclamai – Quindi quello Sherry Vernet…
- È un Restaurazionista. Esattamente.
Scossi la testa, a ascinato dall’intelligenza e dalle capacità di osservazione del mio amico. In
quel momento qualcuno bussò alla porta.
- Ecco la nostra preda! – disse il mio amico. – Fate molta attenzione, adesso!
Lestrade in lò una mano in tasca, dove di certo aveva una pistola. Deglutì nervosamente.
Il mio amico disse ad alta voce: - Prego, entrate!