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Oli Essenziali

Sommario
PER INIZIARE..................................................................................................................... 4
UN PO’ DI STORIA........................................................................................................... 5
In Cina ............................................................................................... 6
In Egitto............................................................................................. 6
In Grecia ............................................................................................ 7
Roma................................................................................................. 7
Israele ............................................................................................... 8
Arabia................................................................................................ 8
Europa............................................................................................... 8
OLI ESSENZIALI DI GRADO TERAPEUTICO .......................................................... 11
UN TESORO DALLE PIANTE....................................................................................... 13
TECNICHE DI ESTRAZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI ........................................... 15
Distillazione in corrente di vapore ................................................... 15
Spremitura a freddo ........................................................................ 15
Estrazione con alcool ...................................................................... 15
Estrazione con anidride carbonica................................................... 15
Assoluti ........................................................................................... 15
Estrazione con solventi ................................................................... 16
COSTITUZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI ................................................................. 17
Terpeni ............................................................................................ 17
Alcoli ............................................................................................... 18
Esteri ............................................................................................... 18
Aldeidi ............................................................................................. 19
Chetoni ........................................................................................... 19
Fenoli .............................................................................................. 19
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Ossidi .............................................................................................. 19
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Oli Essenziali

GLI OLI ESSENZIALI: COME UTILIZZARLI .............................................................. 20


Uso Topico ...................................................................................... 20
Per Inalazione.................................................................................. 20
Per Ingestione ................................................................................. 20
LE NOTE AROMATICHE .............................................................................................. 21
Il profumo e l’intelligenza olfattiva: percezione e olfattoterapia ..... 22
CERTIFICAZIONI DI PUREZZA E DI QUALITA’ ..................................................... 25
I TEST ................................................................................................................................. 27
Valutazione sensoriale .................................................................... 27
Analisi fisica..................................................................................... 27
La densità ........................................................................................ 27
L’indice di rifrazione ........................................................................ 27
Il potere rotatorio ........................................................................... 28
Analisi chimica ................................................................................ 29
Gascromatografia-spettometria di massa (GC-MS) ......................... 29
Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIS) ................ 29

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Oli Essenziali

PER INIZIARE
Tanto per cominciare, quelli che chiamiamo oli essenziali, non sono oli,
almeno non lo sono nel senso in cui normalmente tale termine è usato.
Con la parola “olio” si intende in maniera generica una sostanza di varia
composizione chimica, liquida a temperatura ordinaria, dotata di untuo-
sità, di densità minore dell'acqua e di relativa immiscibilità con la stessa.

Il termine “essenziale” è riferito alla pianta da cui


l’olio è estratto, ed indica il suo essere indispen-
sabile per la vita della pianta stessa.
Con “olio essenziale” intendiamo quindi un liquido
odoroso, non oleoso, generalmente meno denso
dell’acqua, ricavato da vegetali, volatile.

L’aggettivo “volatile” si riferisce al fatto che


l’olio essenziale è evanescente, tende a va-
porizzare con facilità a temperatura am-
biente, così da poter essere diffuso nell’aria
ed aspirato con facilità, tramite l’uso di diffu-
sori o anche semplicemente sfregando una piccola goccia nelle mani
ed aspirandola.
La loro gamma di colori è molto ampia: incolori, verdi, gialli, arancioni,
marroni, rossi, blu.
Ma quale parte della pianta è l’olio essenziale? O meglio, per cosa è
utilizzata dalla pianta?
L’olio essenziale può trovarsi a seconda dei casi nei semi, nella cortec-
cia, nelle foglie, negli steli, nelle radici, nei fiori, nel frutto, nella resina
della pianta.
Quello degli agrumi ad esempio viene estratto dalla buccia, quello di
betulla dal legno, quello di incenso dalla resina, quello di eucalipto dalle
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foglie, quello di ylang ylang dai fiori…


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Madre Natura non fa nulla di inutile, perciò gli oli essenziali hanno spe-
cifiche funzioni e procurano notevoli benefici alla pianta:
• proteggono, le sue superfici esposte, dai
raggi solari intensi come anche da tem-
perature molto fredde;
• attirano gli insetti impollinatori;
• rimarginano e minimizzano i danni pro-
curati dagli erbivori o da altre cause
meccaniche;
• hanno funzione di repellente per gli insetti nocivi;
• sostengono il benessere della pianta in condizioni di scarsità di
sostanze nutritive;
• contrastano gli attacchi portati da microbi, funghi, muffe.

UN PO’ DI STORIA
L’uomo ha cercato, fin dai tempi an-
tichi, di utilizzare queste preziose
sostanze. Forse dapprima sempli-
cemente attratto dai caratteristici
aromi delle piante, ha poi comin-
ciato a percepire che con il profumo
è l’essenza stessa della pianta che
penetra nel corpo, dando sollievo, o
freschezza, o calore, o euforia, o ri-
lassamento.
Ne è derivato il desiderio di estrarre dalle piante la loro anima profu-
mata, che si è rivelata poi utilissima sul piano terapeutico per l’uomo; gli
oli essenziali estratti dalle piante sono stati quindi utilizzati nei riti reli-
giosi, nella cosmesi, nelle pratiche funerarie, fino a divenire la medicina
più efficace nota all’umanità.
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In Cina
L’imperatore Shennong intorno al 2500 a.C. descrive gli usi medicinali
di oltre 300 piante.

In Egitto
In Egitto probabilmente gli oli veni-
vano estratti attraverso infusione
delle parti delle piante in oli vegetali
o grassi animali riscaldati. Non
erano quindi concentrati come gli oli
essenziali di oggi, ma ne sono i più
antichi antenati. Gli Egiziani non di-
stinguevano tra medicamenti e pro-
fumi, per cui utilizzavano uno stesso
olio per più scopi.
Questa confusione si verifica anche per noi quando cominciamo ad uti-
lizzare degli oli essenziali naturali e puri: cerchiamo di studiarne i bene-
fici e di utilizzarli sul piano strettamente terapeutico, ma di fatto poi
vanno a sostituire anche i profumi che normalmente si utilizzavano, dal
momento che la fragranza di un olio di elevata purezza sa di natura e
affina la sensibilità olfattiva al punto che difficilmente si continuerà ad
utilizzare profumi sintetici o contenenti costituenti chimici non naturali.
Su alcuni papiri è documentato l’utilizzo di incenso per diverse malattie.
Quando fu scoperta la tomba di Tutankhamon, i vasetti di alabastro che
all’origine contenevano oli essenziali, risultavano svuotati. La tomba
aveva subito due furti: quello dei metalli preziosi e quello degli oli, per
cui l’archeologo Howard Carter affermò che gli oli essenziali dovevano
avere a quei tempi un enorme valore, superiore a quello che potremmo
immaginare.
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In Grecia
È qui, precisamente sull’isola di Creta, intorno al 1800 a.C., che avviene
per la prima volta la distillazione a vapore delle piante per estrarre le
sostanze aromatiche. L’alambicco era di terracotta. Teofrasto parla del
potere medicamentoso dei profumi. Ippocrate utilizzò le piante aromati-
che per fumigazioni nella città di Atene per combattere la peste. Egli era
anche un estimatore del bagno aromatico e del massaggio profumato
quotidiano per conservare la salute.

Roma
I Romani amavano tantissimo profumarsi e profumare indumenti, letti,
abitazioni. Anch’essi avevano un vero e proprio culto per il bagno e il
massaggio. I soldati portavano con sé semi di piante aromatiche du-
rante le campagne militari per goderne dei benefici anche lontano da
casa.
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Israele
L’antico popolo di Israele faceva uso di piante
aromatiche, nel Nuovo Testamento invece basti
citare il dono dei Re Magi a Gesù Bambino: oro,
incenso e mirra, per rendersi conto del notevole
valore attribuito agli oli aromatici.

Il Vangelo di Giovanni riporta notizia dell’utilizzo del nardo per l’unzione


del corpo.

Arabia
Gli Arabi facevano un enorme profitto con il commercio dell’incenso.
Una battuta rotta commerciale era proprio chiamata Terra dell’Incenso.
Agli Arabi risale, intorno al 1000 a.C. l’invenzione della distillazione
in corrente di vapore, metodo innovativo con il quale il famoso medico
Avicenna distillava oli essenziali ed acque aromatiche.

Europa
Il metodo della distillazione degli oli viene importato in Europa e gli eu-
ropei impararono a distillare gli oli e li utilizzarono nei profumi. Quando
si diffuse la peste nera si riprese l’abitudine delle antiche fumigazioni
ma soprattutto si notò nel tempo che i profumieri e le persone che ma-
neggiavano sostanze aromatiche ed oli essenziali erano praticamente
immuni dalla peste.
Dopo un periodo di disuso, gli oli essenziali rientrano sulla scena nel
1800, quando vengono apprezzati soprattutto per le loro profumazioni e
largamente utilizzati dall’industria saponiera e cosmetica. Alcuni impor-
tanti ricercatori, però, diedero una nuova svolta all’uso degli oli, fondan-
done in maniera scientifica l’utilizzo terapeutico.
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Il termine “aromaterapia” fu coniato da René Mau-


rice Gattefossé (1881/1950), che la rese una
scienza a sé stante. Era un uomo entusiasta degli
oli. Racconta una sua esperienza con l’olio essen-
ziale di lavanda che fu determinante nel salvarsi da
una gangrena gassosa che si stava diffondendo su
entrambe le mani dopo un’esplosione in laboratorio.
Nel 1910, il giorno della nascita del suo primo figlio, Rene-Maurice è vit-
tima di un'esplosione nel laboratorio dell'azienda. Gravemente ustio-
nato si cura secondo i mezzi della medicina tradizionale del tempo otte-
nendo però dei peggioramenti. Rimuovendo le bende ed applicando
sulle ferite infette dell'olio essenziale di lavanda i risultati sono impres-
sionanti, a conferma delle sue intuizioni: l'essenza di lavanda ha elevate
proprietà antisettiche che portano a reale guarigione.
A partire da Gattefossé, gli oli essenziali furono considerati per le loro
proprietà terapeutiche e non più solo per la loro profumazione.
Interessante fu anche l’esperienza di Jean Valnet (1920/1995), medico
e chirurgo dell’esercito francese, che in mancanza di medicinali, curò i
soldati feriti con delle sue scorte di oli essenziali, ottenendo risultati in-
sperati. Da quel momento divenne fautore degli oli essenziali come al-
ternativa naturale ai farmaci, oltretutto priva di effetti collaterali.

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CONCLUSIONI
È stato dunque un lungo percorso quello che ha portato l’umanità ad
appropriarsi di questo incredibile rimedio alle più svariate problemati-
che, messo a disposizione dalla natura nelle diverse specie del mondo
vegetale. Resta da chiedersi se le essenze erano lì per l’uomo o se ca-
sualmente l’essere umano le ha incontrate, estratte, utilizzate, com-
prese nelle loro grandissime potenzialità e fatte diventare parte della
propria vita e facilitatrici del proprio benessere.
La natura di fatto ha invitato l’uomo da sempre a godere dei suoi pro-
fumi, attirandolo con le sue piste aromatiche, rapendolo con la piacevo-
lezza di taluni aromi. A livello intuitivo gli uomini hanno iniziato a mesco-
lare parti delle piante ai propri cibi, a fare infusi di foglie e fiori per cattu-
rarne i colori ed i profumi, a praticare fumigazioni, ad inventare metodi
per rubare gli aromi alle piante ed utilizzarli nelle profumazioni di am-
bienti, tessuti, del proprio corpo.
Resta comunque il fatto che oggi, proprio quando la farmacologia
chimica è messa a dura prova dall’offensiva di nuovi batteri e ma-
lattie resistenti ai farmaci tradizionali, si stanno riscoprendo in una
nuova chiave di utilizzo queste sostanze meravigliose che permet-
tono di promuovere il benessere e rinforzare la salute dell’uomo.

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OLI ESSENZIALI DI GRADO TERAPEUTICO


Gli oli essenziali, così come in natura le
piante li producono, possiedono straordi-
narie proprietà terapeutiche e nessun pro-
cedimento chimico artificiale potrebbe ri-
produrre le sostanze che li costituiscono ed
assemblarle in maniera così sapiente.
Qualunque ne sia il costo, gli oli che dob-
biamo cercare ed utilizzare per il nostro benessere sono quelli naturali
e di puro grado terapeutico, privi di sostanze chimiche, di diluenti, di
solventi. Non ne esistono molti in commercio, dal momento che il pro-
cedimento può essere molto costoso e richiedere un impiego notevole
di materia prima vegetale: decine, centinaia o addirittura migliaia di chili
per ottenere un solo chilo di olio essenziale puro. Basti l’esempio della
melissa, da cui si estrae un olio costosissimo, migliaia di euro per un
solo chilo, per produrre il quale servono ben sei tonnellate di materia
vegetale!
Del resto, se l’essenza è pura e non
adulterata, ne basta una quantità mi-
nima per qualsiasi trattamento. Si tratta
di un prodotto che va utilizzato a picco-
lissime dosi, preziose gocce, pertanto
non è definibile costoso.

Non si può evitare di citare a questo proposito gli oli essenziali doTerra,
che costituiscono un prodotto senza precedenti sul mercato, un prodotto
oltretutto non replicabile, dal momento che il sistema di approvvigiona-
mento e di distillazione è assolutamente rispettoso degli equilibri am-
bientali, degli ecosistemi dei luoghi di produzione, delle popolazioni pro-
duttrici, della pianta stessa, che è raccolta o coltivata nei luoghi di ori-
gine, laddove essa si sviluppa e cresce nella sua migliore espressione,
selvaggia, forte, rigogliosa.
Nelle comunità dove l’azienda in questione opera sono molte le inizia-
tive a sostegno della popolazione locale, tendenti a migliorarne lo stile
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di vita e la sicurezza, oltre a garantire, con la coltivazione e la raccolta


delle piante officinali, un’attività lavorativa stabile e remunerativa.
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L’obiettivo non è derubare le popolazioni delle proprie preziose risorse,


ma creare contratti commerciali con cooperative locali alle quali richie-
dere, stabilmente nel tempo, materie prime naturali integre, raccolte o
coltivate nel rispetto della natura e dei tempi di maturazione delle sin-
gole specie.
L’offerta di oli essenziali presenti sul mercato in realtà è quanto mai va-
riegata; molto spesso si spacciano per oli essenziali delle sostanze che
conservano a malapena il profumo della pianta ma non trattengono as-
solutamente intatti la loro costituzione chimica originaria e il loro grande
potere terapeutico e salutare.
In massima parte gli oli essenziali presenti in commercio vengono utiliz-
zati nell’industria profumiera; in questo caso i procedimenti produttivi
non si preoccupano di conservare le proprietà complessive dell’es-
senza, ma sottopongono a volte le parti della pianta ad eccessiva pres-
sione e temperatura, o a tempi rapidi di produzione con uso di solventi
chimici, che mortificano la sua essenza nobile e preziosa e ne rovinano
irrimediabilmente le preziose proprietà terapeutiche. Ne risultano liquidi
di profumo anche gradevole, ma totalmente privi di proprietà terapeuti-
che.
Non solo… statistiche ufficiali riferiscono che l’80% degli oli essenziali
in commercio sono sintetici (!), il che vuol dire che gran parte delle
sostanze spacciate per oli essenziali non sono nemmeno fatti con
le piante!! Occhio quindi ai nostri acquisti!

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UN TESORO DALLE PIANTE


La pianta è un organismo vivente di tipo vegetale, che si differenzia dagli
animali per un insieme di caratteri, tra cui l’autotrofismo (cioè la pro-
prietà di nutrirsi sintetizzando le sostanze organiche nel proprio corpo,
a partire da sostanze inorganiche e utilizzando energia luminosa o chi-
mica), la mancanza di mobilità e di capacità di reagire agli stimoli
esterni, la crescita illimitata e la presenza di una parete cellulosica come
rivestimento delle singole cellule; questa è una definizione generica,
perché tra gli organismi sicuramente vegetali sono inclusi anche esseri
privi di uno o più dei requisiti citati (infatti numerose alghe sono capaci
di movimenti autonomi e hanno dimensioni ben definite; certe piante
sono parassite perché prive di clorofilla, altre reagiscono a stimoli
esterni ad esempio chiudendo i lembi delle foglie).
Le piante sono indispensabili al ciclo della vita sulla terra e rappresen-
tano un importante anello della catena alimentare, essendo il cibo degli
erbivori ed interagendo strettamente con l’uomo e gli altri animali anche
per quanto riguarda la respirazione: attraverso la fotosintesi clorofilliana
assorbono l’anidride carbonica e producono l’ossigeno che serve
all’uomo e agli animali per respirare. Mantengono l’umidità del suolo,
creano ombra, trattengono il terreno con il fitto intreccio delle radici, for-
niscono legname per i più svariati utilizzi, servono per la produzione
della carta.
E infine le piante ci danno gli oli essenziali, sostanze potenti e versatili,
che assistono la pianta in ogni circostanza e le permettono, non potendo
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muoversi dal posto in cui è radicata, di attrarre gli impollinatori, di pro-


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teggersi dagli agenti atmosferici, dalle alte o basse temperature, dagli

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attacchi di batteri, virus, micosi, insetti nocivi, rotture delle parti… Un


solo olio essenziale, pertanto, è in grado, nell’arco della vita della
pianta, di intervenire in ogni situazione: per questo quando l’uomo uti-
lizza gli oli essenziali, essi si dimostrano assolutamente versatili: la sola
lavanda, per esempio, può essere usata per alleviare la depressione,
l’allergia, le ustioni, le ferite, l’insonnia. Del resto, la pianta della lavanda
ha a disposizione un solo olio essenziale, il proprio, per intervenire nelle
più diverse situazioni e rimediare ai più svariati problemi, senza appunto
potersi spostare dal luogo in cui è nata e senza poter intervenire in alcun
modo sull’ambiente circostante.
Un olio essenziale, perciò, è un utile e versatile coadiuvante nel
raggiungimento di uno stato generale di benessere, da poter utiliz-
zare in diversi modi e per diversi scopi.
Non resta che scoprire quali, fra gli oli essenziali a disposizione, derivati
da diverse piante, siano quelli che meglio collaborano al nostro perso-
nale benessere e poi fare di essi validi alleati e compagni assidui nel
nostro percorso di vita in salute.

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TECNICHE DI ESTRAZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI


È fondamentale il metodo di estrazione degli oli essenziali al fine di va-
lutarne la qualità. Sono 6 i diversi procedimenti utilizzabili.
Distillazione in corrente di vapore
È il sistema classico di produzione degli oli essenziali ed utilizza un
alambicco nel quale vengono poste le piante e convogliato del calore,
unico ingrediente utilizzato. Il vapore, passando attraverso la pianta,
cattura l’essenza e la porta verso l’alto, penetrando in una serpentina
in cui si raffredda e condensa, trasformandosi in acqua, nella quale
sarà presente a questo punto l’essenza, che essendo più leggera
dell’acqua galleggerà e sarà facilmente separabile.
Spremitura a freddo
È il metodo utilizzato per prelevare le essenze dagli agrumi che si tro-
vano nelle bucce degli stessi. Alle bucce si aggiunge dell’acqua prima
di procedere alla spremitura e si provvede poi a separare l’essenza
dall’acqua.
Estrazione con alcool
La pianta viene lasciata macerare in alcol vegetale e l’essenza viene
poi separata dall’alcool, che non viene però mai rimosso al 100%, con-
ferendo all’essenza un sentore alcolico.
Estrazione con anidride carbonica
È un metodo recente e consiste nel portare l’anidride carbonica ad una
pressione molto alta, tanto da renderla simile nella densità ad un fluido
detto “supercritico” ma tale da diffondersi come un gas. Nell’estrattore
viene quindi inserita la pianta e l’anidride carbonica supercritica che
scioglie le sostanze nei separatori, da cui viene raccolto l’olio essen-
ziale.
Assoluti
È un metodo utilizzato quando non è possibile usare gli altri, ad esem-
pio con il gelsomino. Si usa un solvente chimico e si ottiene una pasta
aromatica chiamata “concrete”, che contiene oli e cere. Distillando in
alcool sottovuoto, si separa il solvente e si rimuovono le cere, otte-
nendo l’assoluto. Non è un prodotto totalmente puro, perché restano
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presenti tracce del solvente.


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Estrazione con solventi


Con tale tecnica si estraggono grandi quantitativi di oli in poco tempo,
con costi contenuti, sfruttando solventi chimici. Si dispongono le piante
su una griglia, si fanno passare dei solventi che già isolano le es-
senze, poi con l’evaporazione o altro sistema si estrae l’olio essen-
ziale. Il solvente però, spesso dannoso per la salute, non viene mai
completamente rimosso e l’olio perde buona parte delle sue qualità. È
assolutamente sconsigliato l’acquisto di oli essenziali prodotti con que-
sto sistema.

I migliori oli essenziali sono quelli prodotti utilizzando la distilla-


zione in corrente di vapore e la spremitura a freddo, che consen-
tono di non intaccarne la purezza originaria, dal momento che non uti-
lizzano sostanze estranee alla chimica della pianta e non la sottopon-
gono ad eccessive pressioni o temperature che nuocerebbero alle po-
tenzialità terapeutiche dell’olio essenziale.

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COSTITUZIONE DEGLI OLI ESSENZIALI


Gli oli essenziali presentano una strut-
tura chimica molto complessa, da cui
discendono le numerose virtù tera-
peutiche. Ogni olio essenziale può
contenere centinaia di componenti
chimici, ed i singoli componenti chi-
mici vengono organizzati in gruppi
funzionali.
Le singole molecole sono di fatto composte da pochi atomi, essenzial-
mente carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo, che tuttavia sono
capaci di milioni di combinazioni possibili.
I costituenti degli oli essenziali appartengono fondamentalmente a due
gruppi: terpeni (monoterpeni, sesquiterpeni e diterpeni) e composti os-
sigenati (ossidi, alcoli, esteri, aldeidi, chetoni, fenoli).
Terpeni
Sono prodotti chimici naturali e in natura sono ovunque.
Nelle piante sono molto presenti dopo la fioritura. I terpeni hanno una
struttura molecolare di base e, a seconda del numero di questa unità,
parleremo di monoterpeni, sesquiterpeni (3 unità), triterpeni (6 unità) e
tetraterpeni (8 unità).
I monoterpeni sono presenti in tutti gli oli essenziali. Inibiscono l’accu-
mulo di tossine e liberano reni e fegato da quelle già presenti. Possono
avere molte altre proprietà: antisettiche, antibatteriche, stimolanti, anal-
gesiche, espettoranti, antivirali, antifungine, antistaminiche, antitumo-
rali, antireumatiche, ipotensive, insetticide, purgative. Quasi tutti gli oli
di agrumi, ma non il bergamotto, contengono grandi quantità di mono-
terpeni.
Un esempio di monoterpene è il limonene, presente negli oli estratti
dalla buccia di agrume, oltre che in quello di aneto e di cumino. È anti-
cancerogeno, antifungino, antibatterico, antisettico, antivirale. Previene
il cancro in quanto inibisce alcune proteine responsabili di processi di
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formazione di cellule tumorali. Conduce a livelli più bassi di colesterolo.


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I sesquiterpeni sono antinfiammatori, ipotensivi e sedativi. Possono


avere proprietà analgesiche e antispasmodiche. Sono lenitivi per la
pelle, sedativi e calmanti. Possono superare la barriera ematoencefalica
e penetrare nel tessuto cerebrale. Sono presenti negli oli di zenzero,
mirra, legno di sandalo, vetiver, ylang ylang.
Un esempio di sesquiterpene è il cariofillene, presente nella cannella e
nei chiodi di garofano. Ha un effetto antiedema, antinfiammatorio, anche
anestetico locale.
Alcoli
Gli alcoli sono molecole organiche con proprietà antibatteriche, antinfet-
tive e antivirali. Stimolano la circolazione sanguigna. Hanno un’elevata
resistenza all’ossidazione e sono sostanze sicure sia per i giovani che
per gli anziani. Sono presenti in quasi tutti gli oli. Esistono alcool mono-
terpenici e sesquiterpenici.
I monoterpenici hanno proprietà antibatteriche, diuretiche e toniche. Fra
essi ricordiamo il Linalolo, dall’aroma floreale (rosa, bergamotto, corian-
dolo, gelsomino e lavanda), dà sollievo al malessere generale, ha pro-
prietà antifungine, antibatteriche, antisettiche, antispasmodiche, antivi-
rali e sedative. Il citronellolo, poi, riduce la pressione sanguigna. Tanto
per citarli, altri alcool monoterpenici sono il geraniolo, il mentolo, il ne-
rolo, il vetiverolo, il cedrolo.
Gli alcool sesquiterpenici hanno proprietà antiallergiche, antinfiamma-
torie, di prevenzione di ulcere e di stimolo a fegato e ghiandole. Un
esempio è il farnesolo, contenuto negli oli di rosa, neroli, ylang ylang e
camomilla romana. Ha benefici effetti sulle mucose e previene la cre-
scita batterica da traspirazione.
Esteri
Sono composti molto comuni e si trovano negli oli essenziali più blandi.
Sono componenti degli oli essenziali più calmanti, rilassanti ed equili-
branti. Hanno un effetto riequilibrante e regolatore sul sistema nervoso.
Si trovano negli oli di betulla, bergamotto, salvia sclarea, abete di dou-
glas, lavanda, wintergreen, geranio, elicriso, ylang ylang.
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Aldeidi
Spesso si deve loro la fragranza di un olio: hanno aromi potenti e un
effetto calmante sulle emozioni. Hanno effetti antinfettivi, antinfiamma-
tori, calmanti, antipiretici, ipotensivi. Si trovano come componenti prin-
cipali negli oli di cassia, cannella e citronella.

Chetoni
Stimolano la rigenerazione cellulare, promuovono la formazione di tes-
suti e liquefano i muchi, sono indicati quindi per contrastare asma, raf-
freddore, tosse secca, influenza e si trovano quindi negli oli general-
mente usati per il trattamento delle vie aeree superiori: issopo, rosma-
rino e salvia sclarea.

Fenoli
Sono i costituenti antibatterici, antinfettivi e antisettici più potenti del re-
gno vegetale. Sono anche molto stimolanti per il sistema nervoso e im-
munitario. Hanno proprietà antiossidanti. Sono presenti come compo-
nenti principali negli oli di basilico, betulla, cannella, chiodi di garofano,
finocchio, origano, melaleuca, menta piperita, timo e wintergreen.

Ossidi
Spesso agiscono da espettoranti e sono blandamente stimolanti. Sono
presenti nell’Eucalyptus radiata e nel rosmarino. Tra essi c’è l’eucalip-
tolo, che è anestetico, antisettico, è un potente mucolitico che scioglie il
muco originato da infezioni delle vie respiratorie.
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GLI OLI ESSENZIALI: COME UTILIZZARLI


In aromaterapia l’utilizzo degli oli essenziali avviene in tre modi:

Uso Topico
Un metodo molto efficace è l'assunzione attraverso la pelle me-
diante massaggi, bagni, pediluvi, frizioni. La pelle, infatti, è in grado di
assorbire gli oli essenziali, perché dotati di struttura molecolare suffi-
cientemente minuta, e di immetterli in circolo attraverso una fitta rete di
capillari. Le minuscole molecole aromatiche passando attraverso i folli-
coli piliferi, entrano in circolo attraverso il sangue o tramite la linfa e il
liquido interstiziale.

Per Inalazione
L'assorbimento degli oli essenziali può avvenire anche attraverso
i polmoni, attraverso una diffusione nell’ambiente o suffumigi: una volta
inalati raggiungono i polmoni, dai quali passano ai capillari posti sotto la
loro superficie e, attraverso questi, ai vasi sanguigni maggiori, che le
distribuiscono a tutto l'organismo. E' interessante analizzare come con
gli odori entrino in gioco anche le emozioni, generate automaticamente
dal cervello, per esempio il profumo del cibo fa entrare in azione le
ghiandole salivari e i succhi gastrici, stimolando così l'appetito.

Per Ingestione
L’ingestione è il tipo di assunzione più delicata, perché pochissimi
oli possono essere presi per via orale dal momento che è davvero diffi-
cile reperire oli essenziali terapeutici, prodotti con sistemi tradizionali,
senza uso di solventi né diluenti, né di altre sostanze chimiche. É ne-
cessario tuttavia attenersi ai consigli e alle dosi suggerite dagli esperti,
partendo sempre dal principio che gli oli essenziali sono efficaci già in
dosi ridottissime, per cui una goccia è già una quantità apprezzabile e
spesso sufficiente.
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LE NOTE AROMATICHE
Nel 1800 il profumiere francese Septimus
Piesse, considerando la volatilità dell’olio
essenziale, cioè la velocità con cui eva-
pora una volta entrato in contatto con
l’aria, ebbe l’idea di classificare le profu-
mazioni degli oli essenziali in una scala
aromatica simile ad una scala musicale in
cui ogni essenza corrispondeva ad un se-
mitono. Della classificazione oggi si conservano solo i tre gruppi princi-
pali, cioè le note di testa, o alte, quelle di cuore o medie e quelle di base
o di fondo, basse. La distinzione era funzionale all’obiettivo di creare
una combinazione finale armoniosa, un profumo che contenesse al-
meno una fragranza per ogni categoria.
Le note di testa si percepiscono per prime, sono vivaci, fresche e molto
volatili. Sono adatte a chi cerca concentrazione ed in genere un’azione
stimolante immediata. Ne sono un esempio l’arancio dolce o amaro, il
bergamotto, il cardamomo, la citronella, lemongrass, limone, manda-
rino, petitgrain, pompelmo (la nota più alta o acuta fra tutte), l’eucalipto
e la menta.
Le note di cuore o di centro sono intense, calde, armonizzanti ed hanno
aromi vellutati e floreali. Sono mediamente volatili, persistono fino a 4
ore. Sono le note più potenti di un profumo, quelle che ne costituiscono
la scia e che meglio lo caratterizzano. Hanno un’azione riequilibrante e
armonizzante a livello emozionale. Tra essi la camomilla romana e la
camomilla blu, il finocchio, il gelsomino, il geranio, la lavanda, la me-
lissa, il neroli, la rosa, il rosmarino, la salvia, l’ylang-ylang
Le note di base corrispondono ad oli essenziali potenti, calmanti, bal-
samici, regolatori e stabilizzanti. Sono quelli che perdurano maggior-
mente ma non sono immediatamente percepibili. Hanno un aroma forte
e penetrante e sono poco volatili, persistendo anche per 24 ore. Sono
aromi muschiati, orientali, ambrati, legnosi. Tra essi il basilico, la betulla,
la cannella, il legno di cedro, i chiodi di garofano, il cipresso, l’elicriso, il
ginepro, l’incenso, la maggiorana, la mirra, l’origano, il patchouli, il pepe
nero, il tea tree, il timo, il vetiver (la nota più bassa) e lo zenzero.
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Il profumo e l’intelligenza olfattiva: percezione e olfattoterapia

L’odorosità degli oli essenziali è la loro caratte-


ristica più evidente, ovvero la capacità del no-
stro sistema olfattivo di rilevarli come odori/pro-
fumi. Il profumo viene percepito ed immagazzi-
nato nella memoria, infatti il nostro olfatto è in
grado di metterci in contatto con la nostra sfera
più primitiva e istintuale dove risiede una memo-
ria ancestrale ricca di collegamenti emotivi le-
gati alla sensorialità più profonda, quella data
dal gusto e dall’olfatto.
La mucosa olfattiva percepisce infatti anche i sapori ed è attraverso le
cellule olfattive che gli stimoli chimici vengono trascritti in impulsi elettrici
che trasmettono il messaggio ad altri distretti cerebrali, in particolare il
sistema limbico dove risiedono modelli immagazzinati di stati emotivi,
umorali, sessuali, alimentari.
Questa catena di reazioni e risposte avviene in tempi infinitamente ra-
pidi, 300-400 millesimi di secondo. Per la medicina ayurvedica il naso
rappresenta la porta del cervello e della coscienza!
I profumi sono un incantesimo potente... che ci accompagna per tutta la
nostra esistenza, dal concepimento fino all’ultimo giorno di vita.
Il nostro ingresso nella vita è già connotato da un profumo: l’ovulo
umano odora di mughetto. Gli spermatozoi possono sentire e seguire il
profumo emanato dall’ovulo per poi fecondarlo. L’olfatto è il primo dei
sensi che si sviluppa nel grembo materno.
Dopo la ventiquattresima settimana di gravidanza, il senso dell’olfatto
del nascituro è già completamente formato. I neonati percepiscono il
mondo dapprima e principalmente attraverso gli odori.
A partire dalla nascita e per tutta la vita tutte le esperienze intense sono
immagazzinate nel nostro cervello collegate a una fragranza percepita
durante quelle stesse esperienze. In questo modo attraverso
quell’odore possiamo, anche dopo molti anni, riportare alla memoria
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quegli eventi, sia positivi che negativi.


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Percepiamo l’odore corrispondente e ci ricordiamo immediatamente ciò


che abbiamo vissuto allora, ad esempio quella vacanza in Italia durante
la nostra infanzia, e ci ricordiamo delle nostre sensazioni collegate a
quell’esperienza. Il tempo in questo caso è un fattore irrilevante; il ri-
cordo suscitato dagli odori rimane vivo anche dopo decenni.
Ci ricordiamo dell’odore presente nella casa dei nonni, del profumo dei
biscotti preparati per Natale, della scuola e dei libri, e soprattutto
dell’esperienza più intensa, quella in cui ci siamo innamorati per la prima
volta.
Non è un caso che ci innamoriamo preferibilmente in primavera, quando
la natura effonde più intensamente i suoi miscugli di profumi. Una far-
falla può perfino percepire un fiore che sboccia a diversi chilometri di
distanza e volare fin laggiù seguendone la traccia olfattiva.
Nel nostro mondo esistono circa un milione di profumi, che sono perce-
piti dai diversi esseri viventi.
La memoria dunque è correlata all’olfatto (e non
solo, potremmo dire ai sensi in generale); ma l’ol-
fatto ha un’altra funzione molto interessante: il di-
scernimento. Noi annusiamo qualcosa per ca-
pire se va bene o meno per noi, e questo lo fanno
anche gli animali, ed alcuni animali basano le loro
scelte molto di più sull’olfatto che sulla vista. Se
annuso una cosa e mi piace, la mangio; questo
mi evita di doverla mangiare per capire se mi
piace o no (e se fosse tossica mi accorgerei tardi
che lo è…quando l’ho già mangiata). Ecco dunque che l’olfatto ci resti-
tuisce la possibilità di analizzare la realtà, e capire se va bene o meno
per noi. Diciamo infatti “hai naso” in modo simbolico. E l’olfatto è simbo-
lico: allenarlo non aiuta soltanto a creare dei bei profumi, ma a rendere
la mente più lucida, a discernere, e a scegliere in tutti i campi della vita.
In una parola serve a “risvegliarci” ad essere cioè attenti e vigili.
Il discorso sulla memoria è vero ma soltanto in parte: l’olfatto è un senso
legato anche al presente e alla sopravvivenza. Il nostro naso è un la-
boratorio che analizza la realtà circostante, e noi possiamo valutare poi
questi dati (del tutto inconsciamente) e operare delle scelte. Ritrovare il
proprio olfatto, allenandolo creando profumi e approfondendo il tema
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dell’Aromaterapia, ha proprio questo scopo, di risvegliare una parte di


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noi sopita che è fondamentale, e che ci permetterà di vivere una vita più
piena, consapevole e ricca.
Recuperare la percezione olfattiva è una rivoluzione, che porta ad una
presa di consapevolezza di sè e del mondo circostante, sviluppa la ca-
pacità di scelta, e nutre profondamente la parte più viva e vitale di noi,
perchè utilizzando solo oli essenziali naturali e puri, attingiamo all’ener-
gia primordiale delle piante, degli alberi, e del regno vegetale.
Attraverso le essenze aromatiche, possiamo incontrare il rilassamento,
ma contribuiscono anche a creare la sensazione di casa, ci sentiamo
protetti, associamo agli odori sensazioni piacevoli.

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CERTIFICAZIONI DI PUREZZA E DI QUALITA’


Attenzione alle sofisticazioni!
Secondo diverse indagini, solo il 5% degli oli essenziali presenti in com-
mercio sono utilizzabili in aromaterapia. Il restante 95% è unicamente
adatto alla preparazione di profumi, fragranze e aromi alimentari.
Le sofistificazioni più comuni sono:
diluizione: tramite aggiunta di oli vegetali o minerali per aumentare il
volume;
ricostruzioni: tramite aggiunta di additivi sintetici per ricreare o esaltare
la fragranza naturale;
alterazioni: vere e proprie frodi in cui si dichiara in etichetta un olio es-
senziale più pregiato di quello realmente contenuto, mescolato ad addi-
tivi;
sintesi chimica: si tratta di una sostanza prodotta integralmente in la-
boratorio;
tagli: miscele di più oli con lo scopo di aumentare il volume.
Utilizzare prodotti non puri significa esporsi a rischi anche gravi.
Sarebbero comunque vuote parole la purezza e la qualità degli oli es-
senziali se non fossero verificabili o constatabili. Una seria azienda pro-
duttrice di oli essenziali si assume tutta la responsabilità delle promesse
che fa agli utilizzatori dei suoi oli e si preoccupa che i propri oli siano
testati con i più moderni strumenti a disposizione che ne verifichino le
caratteristiche di purezza e di composizione per garantire che si tratti
davvero di sostanze sicure, prive di additivi, di diluenti, di solventi e che
posseggano una composizione chimica tale da garantirne l’efficacia a
livello terapeutico. Con strumentazioni e procedure moderne e sofisti-
cate si può verificare in dettaglio e con precisione matematica la costi-
tuzione chimica degli oli essenziali.
È importante verificare che l’olio non sia adulterato. Si definisce puro
un olio che proviene da un solo tipo di pianta e da un singolo processo
si distillazione. Quando si trova spacciato per puro un olio essenziale a
bassissimo prezzo, è ovvio che si tratta di un prodotto adulterato, nel
migliore dei casi molto diluito con altri oli essenziali più economici.
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Le prove di laboratorio consentono appunto di valutare il contenuto ef-


fettivo di olio essenziale, assicurando che non siano state aggiunte so-
stanze estranee e che non siano presenti altre sostanze non gradite
come pesticidi, fertilizzanti o sostanze sintetiche. I test devono essere
condotti ovviamente all’interno dell’azienda produttrice, che sarà la
prima a validare i risultati del proprio lavoro, ma anche verificati e atte-
stati da aziende terze che si occupano appunto di certificazione di pu-
rezza.
L’ APRC, Aromatic Plant Research Centre, centro di ricerca sulle
piante aromatiche, si occupa di eseguire severe ricerche, analisi e test
su richiesta di centri medici, universitari o di comunità di produttori di oli
essenziali nel mondo. Com’è scritto nella MISSION del centro di ricerca:
“gli esperti stimano che l’80%degli oli essenziali definiti puri disponibili
in commercio sono in qualche modo adulterati; la nostra mission è for-
nire agli individui una fonte affidabile per verificare la purezza degli oli
essenziali. Il nostro staff esperto ha decenni di esperienza nella verifica
della purezza degli oli essenziali. Ha studiato e sviluppato una varietà
di metodi per scoprire adulterazioni attraverso l’uso di nuove tecniche e
laboratori d’avanguardia.”
Grazie a tali avanzati studi, esiste oggi uno standard che permette di
stabilire il grado di qualità di un olio essenziale. Trattandosi di un pro-
dotto delle piante, la sua costituzione può variare, pertanto gli esperti
hanno individuato una scala accettabile di percentuali per ciascun com-
ponente chimico di un olio essenziale. Se l’olio essenziale esaminato
contiene tutti i costituenti richiesti, e li contiene in una quantità accetta-
bile, esso è un olio di alta qualità.

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I TEST
Valutazione sensoriale
Alcuni esperti sono già in grado di stabilire, senza macchinari, se l’olio
essenziale distillato sia nella norma e se abbia le caratteristiche richie-
ste. Il loro olfatto è allenato e riesce ad individuare scostamenti dalla
norma nell’aroma, nella consistenza e nel colore dell’olio. I valutatori
esperti allenano i sensi ed in particolare l’olfatto per individuare scosta-
menti dalla norma. Si tratta comunque sempre di una semplice valuta-
zione preliminare, che tuttavia non è in grado di rilevare la presenza di
diluenti non odorosi, per cui si passa all’analisi chimica e fisica.
Analisi fisica
Le proprietà fisiche valutate nell’esame degli oli essenziali sono: la den-
sità relativa, l’indice di rifrazione e il potere rotatorio. Esaminando questi
aspetti si può valutare la presenza di adulteranti non odorosi e l’effettiva
qualità dell’olio. Esiste ovviamente una scaletta di valori accettabili, trat-
tandosi di sostanze prodotte dalle piante, per cui ad esempio, la densità
dell’olio essenziale di una stessa pianta può variare anche semplice-
mente se estratto dalle foglie apicali o situate alla base della pianta
stessa. La potenza rotatoria, ad esempio, può variare negli agrumi a
seconda della maturità dei frutti.
La densità
La densità di un olio essenziale si misura tenendo conto della densità
dell’acqua ad una certa temperatura e valutando la differenza con la
densità dell’olio esaminato. Gli oli sono solitamente meno densi dell’ac-
qua e galleggiano. Alcuni però, come quello di chiodi di garofano, pos-
sono essere più densi dell’acqua.
L’indice di rifrazione
È un altro degli aspetti esaminati fra le caratteristiche degli oli essenziali
ed indica la misura della velocità della luce in un determinato mezzo. Il
fenomeno della rifrazione è quello in base al quale vediamo come spez-
zato un oggetto in parte immerso in acqua ed è dovuto alla diversa ve-
locità della luce nell’acqua e nell’aria. Per misurare l’indice di rifrazione
di un olio essenziale si utilizza uno strumento chiamato rifrattometro.
Per misurare la purezza di un olio essenziale si può paragonare l’indice
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di rifrazione misurato con quelli standard. Un olio che subisce adultera-


zioni o alterazioni dovute a cattiva conservazione, modifica il proprio in-
dice di rifrazione.
Il potere rotatorio
Partiamo dal concetto di chiralità: un chirale è una molecola non so-
vrapponibile alla propria immagine speculare. Un esempio di chirali è
quello delle mani. Destra e sinistra sono molto simili, ma non sovrappo-
nibili, in quanto se le appoggiamo l’una all’altra con il dorso rivolto dalla
stessa parte, non combaciano perfettamente.

Una molecola chirale e la sua immagine speculare si chiamano enan-


tiometri. Le molecole costituiscono gli organismi viventi e in ogni or-
ganismo vivente in natura è possibile trovare una sola molecola
chirale della coppia di enantiometri. Nelle sostanze prodotte sinteti-
camente, invece, esistono i due chirali in parti uguali.
Caratteristica del chirale è deviare una luce polarizzata ad esso indiriz-
zata. Caratteristica di una sostanza contenente in parti uguali i due chi-
rali è non deviare la luce polarizzata in quanto la deviazione causata dai
due chirali è uguale e contraria, annullandosi.
Analizzare quindi il potere rotatorio di un campione di olio essenziale
permette di sapere se si tratta di una sostanza naturale o sintetica e
oltretutto di capire, in base allo scostamento dalla deviazione standard,
se lo stesso olio essenziale contenga sostanze adulteranti o sia comun-
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que di scarsa qualità, ad esempio prodotto con frutti acerbi, caratteri-


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stica che può variare il potere rotatorio dell’olio essenziale.

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Analisi chimica
Analizzare chimicamente un olio essenziale vuol dire osservare in det-
taglio tutte le componenti che in esso sono presenti. Il consiglio è acqui-
stare oli essenziali esclusivamente da produttori che richiedono prove
di laboratorio all’avanguardia su tutti gli oli prodotti.
Gascromatografia-spettometria di massa (GC-MS)
È la tecnica più usata per analizzare la composizione chimica degli oli
essenziali.
Nella prima fase, detta appunto gascromatografia, si inietta un cam-
pione di olio essenziale in una colonna riscaldata in cui ne avviene la
vaporizzazione. I componenti si separano in base alla loro volatilità, cioè
alla loro maggiore o minore tendenza ad evaporare. Così i vari compo-
nenti possono essere esaminati separatamente con uno strumento
chiamato spettrometria di massa e del campione originario si saprà la
massa totale e la massa e la quantità dei singoli componenti.
Scomporre un campione di olio essenziale nei suoi componenti e quan-
tificare il contenuto di ogni componente, permette di valutare la qualità
dell’olio essenziale. Anche oli essenziali puri possono essere scartati se
le percentuali di costituenti chimici non lo rendono idoneo all’uso tera-
peutico.
Inoltre la GC-MS può rilevare la presenza di adulteranti, in particolare
quelli non volatili, come i metalli pesanti.
Spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIS)
Utilizzando modalità diverse dalla GC-MS ma perseguendo in pratica gli
stessi obiettivi, tale esame è utilizzato di solito per confermare gli esiti
della GC-MS. Tuttavia la FTIS può individuare le diverse molecole chi-
rali.
Un campione di olio essenziale viene irradiato da raggi infrarossi e se
ne rileva il tipo di assorbimento, che è molto specifico per le diverse
sostanze, una vera e propria impronta digitale. Dopo che il rilevatore ha
fornito la sua lettura, il computer esegue un calcolo matematico, chia-
mato “trasformata di Fourier”, che elabora i dati ricevuti in uno spettro
leggibile. Sono così rilevabili con precisione le componenti della so-
stanza esaminata.
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Conoscere i diversi test a cui possono essere sottoposti gli oli essen-
ziali, ti aiuterà ad acquistare gli oli migliori, evitando di usare sostanze
adulterate o poco efficaci. Chiedi sempre a quali test vengono sottoposti
gli oli che ti vengono proposti per sentirti garantito nei tuoi acquisti. Que-
sto è importante soprattutto se hai compreso l’enorme risorsa che que-
ste sostanze nobili e naturali costituiscono e se vuoi iniziare a farne uso
per rafforzare e salvaguardare il tuo benessere.

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