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Studi Culturali e Postcoloniali del Mediterraneo e Teorie dei Media Digitali

Settore: Sociologia dei processi Culturali e Comunicativi


In pratica: studi culturali declinati come studi sui media (nuovi media e media digitali), anche in
chiave postcoloniale.

Parole chiave per la tesi: impegno (reciproco), chiarezza, probabile uso dell’inglese, tempi (a
seconda della situazione, da 6 mesi a un anno, io ce ne ho messi 2), onestà (attenzione al plagio).

Cos’è la tesi? Letteralmente, la parola ‘tesi’ fa riferimento a una ‘ipotesi’: quindi è una ipotesi di
lavoro, o una domanda, da cui si parte, e da elaborare (più che rispondere o risolvere) attraverso
un lavoro di ricerca. (es. cosa ha generato il thatcherismo, condizioni in cui si afferma?, o esempio
di Solombrino) La scrittura è basata quindi su una ricerca di tipo sistematico, e non semplicemente
riassuntiva o descrittiva (saggio accademico e non blog). E’ la domanda che deve guidare la ricerca
e focalizzare lo studio.

Come si parte? Si identifica un’area di ricerca che vi interessa, e quindi il/la docente. Poi si cerca di
pensare a una domanda e/o a un progetto specifico, cioè un progetto che possa essere realizzato
realisticamente e dignitosamente nel tempo a disposizione (evitare scopi troppo ampi). Questa
definizione della domanda e del progetto si può fare insieme alla relatrice (scelta del titolo e
dell’approccio da utilizzare).
Di solito, dopo il primo colloquio di approccio, io faccio scrivere una specie di proposta di tesi, da
inviarmi con:
titolo e argomento
perché è importante (riferimenti a teorie e ricerche preesistenti)
motivo della scelta
domanda/progetto di ricerca
approccio
eventuali problemi da anticipare
almeno 4 testi o 8 articoli di bibliografia iniziale
Domande utili per cominciare il lavoro e scrivere la propria proposta di tesi:
- Qual è lo scopo/argomento della ricerca?
- Perché è interessante o importante?
- Cosa è stato detto/fatto in questo campo di studi finora?
- Come sono collegate le diverse prospettive sull’argomento? Quali interpretazioni si
possono dare di tali prospettive e delle loro connessioni o differenze?
- C’è qualcosa di mancante o problematico negli studi fatti finora, e perché è importante
aggiungerlo o discuterlo? Come si intende farlo?
RICORDIAMOCI: esistono tesi compilative e tesi di ricerca (leggere Eco p. 12 e 13). Lo scopo della
tesi è dimostrare competenza e familiarità con la letteratura del campo e le teorie più importanti.

Alcune caratteristiche della tesi: l’argomentazione di una tesi si divide in capitoli, abbiamo quindi
fin dall’inizio un indice della tesi, elemento importantissimo, che evidenzia i punti principali
dell’argomentazione. All’inizio l’indice è provvisorio, ma serve come mappa per orientarsi.
Come si costruisce?
Numero e titolo dei capitoli, breve abstract di ogni capitolo o sua divisione in paragrafi, libri di rif.
Esempio:
1. La comunità hacker
1.1 Il concetto di hack
 Semplicità, competenza sofisticata, illeicità (Turkle 1984 in Jordan e Taylor
1998)

 Molteplici gli attacchi hacker (Turgeman-Goldschmidt 2005)


 Produzione particolare SW (Hannemyr 1999)
 Trovare un modo per fa accadere le cose (Nissenbaum 2004)

 Stile e virtuosismo (Levy 1984 in Wark 2006)

 L’hacker come attore di appropriazione


 Bennato usando Mackay e Gillespie 1992

1.2 L’importanza dell’hacker


 Napster, open source (Nissenbaum 2004, Moodi 2001 in Wark 2006) 
Creative commons (Lessig 2004)
 Internet (Nissenbaum 2004)
 Opposizione sociale: Zapatista (Nissenbaum 2004)

1.3 La rappresentazione sociale dell’hacker


 L’etichetta ha cambiato senso molte volte (Levy 1984+Hannemyr 1999 in
Turgeman-Goldschmidt 2005)

 Anche il senso è cambiato molte volte (Hafner e Markoff 1993+Chandler 1996


in Turgeman- Goldschmidt 2005)

   La fantascienza lo dipinge come un essere virtuale (Thomas 2004)

   Hacker come drogato (Thomas 2004)

Come verrà inserito l’indice nella stesura finale


1. La comunità hacker
1.1 Il concetto di hack
1.2 L’importanza dell’hacker
1.3 La rappresentazione sociale dell’hacker
2. La struttura di una comunità di hacker italiani
2.1 Metodologia di ricerca
2.2 Strumenti di rilevazione utilizzati 2.3 Analisi delle informazioni
rilevate
eccetera
M vediamo l’indice più precisamente:
Introduzione e conclusione si scrivono alla fine.
Introduzione: si introduce il soggetto e la sua rilevanza, cioè la ragione per cui è considerato un
soggetto interessante da esplorare. Lo scopo della tesi e la principale domanda di ricerca (ad
esempio descrivere e discutere un particolare tema). Di solito comprende anche un breve
riassunto dell’approccio che si intende usare nella discussione degli esempi, e un bravissimo
schema della tesi.

Literature review: comparazione di quello che autori diversi dicono sullo stesso argomento, una
survey sulla letteratura più rilevante, disposta in modo logico e ordinato. L’approccio deve essere
critico e non descrittivo: si può aggiungere una propria tesi alla letteratura esistente, o offrire solo
descrizione e interpretazione di quelle esistenti. Nel caso ci siano dati o esempi da discutere,
descrizione del metodo/approccio teorico che si intende utilizzare, e motivazione della scelta
(perché è il più appropriato). Elaborazione del proprio ragionamento e discussione. Il materiale
principale è quindi costituito da libri e saggi accademici da studiare, oltre che eventualmente da
documenti raccolti sul campo (dati, interviste, questionari etc,) nel caso si tratti di una domanda di
lavoro empirica. Altro materiale di ricerca possono essere film, video, opere d’arte etc.

Conclusione: ripetizione dell’argomento principale e un breve riassunto dei risultati del lavoro. In
quale modo si è contribuito al campo di studio scelto, riferimento ai problemi e limiti della propria
ricerca, e indicazione di aree per la discussione futura.

Altro elemento importantissimo, la bibliografia, da compilare attenendosi scrupolosamente alle


regole (sicuramente in ordine alfabetico per cognome), e da concordare con relatrice/relatore. La
bibliografia si mette insieme consultando le bibliografie dei testi che leggete, e poi i cataloghi delle
biblioteche. Come procurarsi i libri: biblioteche e prestito interbibliotecario, Amazon,
www.anobii.com, libreria. Le riviste scientifiche pure sono molto importanti per vedere le
tendenze di studio, e spesso sono più aggiornate dei libri, ma anche difficili da recuperare. Poi c’è
la cosiddetta ‘letteratura grigia’: documenti prodotti da organizzazioni, come associazioni di
categoria o imprese, spesso disponibili su Internet… Draft (bozze di articoli su riviste scientifiche).
TUTTO IL RESTO NON PUO’ ESSERE USATO: WIKIPEDIA NO, TRECCANI SI, MA IN MANIERA
LIMITATA

Controllare Riferimenti nel testo, note numerate a fondo pagina e senza la bibliografia. Citazioni.

Il lavoro fondamentale, senza il quale non si può cominciare a scrivere la tesi, è leggere i testi,
studiarli approfonditamente. Quello che verrà ‘giudicato’ in seduta di laurea è infatti la capacità di
usare le fonti, i testi, per sviluppare il vostro ragionamento o argomentazione. Bisogna poi usare
un linguaggio appropriato (ricordarsi che siamo in ambito accademico, e non informale).

Come si valuterà il lavoro: aspetto formale (il cosiddetto format, ordine e precisione, spazi,
margini, carattere etc). Organizzazione chiara e logica della struttura, citazioni, note e riferimenti
in modo corretto, eventuali immagini con didascalie tavole etc.
Accuratezza del linguaggio: grammatica, vocabolario, punteggiatura, registro e stile accademico
appropriato, chiarezza dell’espressione, chiarezza nell’argomentare il discorso, coesione e fluidità
nella transizione tra le parti.
Conoscenza di teorie e letteratura sull’argomento: relazione della letteratura ricercata con la
propria domanda di ricerca (i testi giusti), non solo patchwork di idee, ma giusta proporzione tra
citazioni e commenti, o anche critiche, propri. Lavoro proprio nell’usare la teoria.
Chiarezza della domanda posta.

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