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JOAQUÍN TURINA

(1882 - 1949)

Fantasia Sevillana

JOHANN SEBASTIAN BACH


(1685 - 1750)

Suite Bwv 997

Preludio
Fuga
Sarabanda
Giga
Double

ANTONIO JOSÉ
(1902 - 1936)

Sonata

Allegro moderato
Minueto
Pavana triste
Final
Note al programma di sala - introduzione

La letteratura chitarristica del Novecento si lega a doppio filo con la figura di


Andrés Segovia e la sua opera di nobilitazione dello strumento attraverso la
scelta del proprio repertorio, primum movens dei futuri sviluppi dello
strumento. Il suo sforzo di nobilitazione della chitarra si appoggia alle
trascrizioni della musica dei grandi Maestri del passato (innestandosi in una
tradizione iniziata da Francisco Tárrega e proseguita dalla sua Scuola) e sulla
forte convinzione che la musica scritta per chitarra non dovesse essere
un’esclusiva di chi conosce lo strumento (come suggeriva invece Hector
Berlioz nel suo famoso Trattatoi), ma una possibilità anche per i migliori
compositori del suo tempo, grazie all’aiuto e alla mediazione dello
strumentista. Se le trascrizioni furono sempre parte fondante dei suoi
programmi da concerto, spaziando dagli autori rinascimentali per arrivare ai
grandi pianisti spagnoli suoi contemporanei, le prime opere nate dal sodalizio
che il Maestro andaluso stringerà con innumerevoli musicisti furono una
Danza del castigliano Federico Moreno-Torroba (che confluirà in seguito
nella Suite Castillana) e la Canço en el Mar del catalano Jaume Pahissa,
risalenti entrambe al 1919; tra i più importanti compositori che scrissero per
chitarra grazie all’incontro con Segovia e a lui si legarono si segnalano
l’italiano Mario Castelnuovo-Tedesco, il messicano Manuel Ponce, il catalano
Federico Mompou, il polacco Alexandre Tansman e lo spagnolo Joaquín
Turina. Il fermento segoviano per l’ampliamento del repertorio chitarristico
fu condiviso da altri importanti interpreti dello strumento quali, tra gli altri,
Miguel Llobet, che fu attore di fondamentale importanza nella genesi del
nodale Homenaje di Manuel de Falla del 1920ii, e Regino Sáinz de la Maza,
dedicatario del celeberrimo Concierto de Aranjuez di Joaquín Rodrigo. Negli
ultimi decenni, grazie all’opera di riscoperta di valenti chitarristi e studiosi, è
emerso che, oltre al repertorio che fu pubblicato durante la vita di Segovia e
dei suoi contemporanei e che venne da questi suonato, giaceva nascosto un
vastissimo repertorio sommerso, conservato tra le carte di questi interpreti. Il
programma presentato in questa sede si può ricondurre alle vie del repertorio
novecentesco individuate.
Joaquín Turina - Sevillana (Fantasia)

La Sevillana (Fantasia), op 29, fu la prima opera per chitarra del compositore


andaluso Joaquín Turina scritta nel novembre del 1923 su richiesta di Andrés
Segovia. In una conferenza alla Real Academia de Bellas Artes di Madrid,
tenutasi anni dopo la composizione del brano, Segovia ne ricorderà la genesi
così: “[Turina] era inizialmente riluttante nel rispondere alle mie ripetute
richieste. […] Non riusciva a trovare sufficienti informazioni nei trattati di
orchestrazione tali da permettergli di iniziare a comporre con mano sicura
per uno strumento con una intricata tecnica polifonica come la chitarra”iii. Fu
naturale, quindi, per Segovia mettersi a disposizione del compositore nella
creazione dell’opera e la prova di questa collaborazione è facilmente
rintracciabile nella affettuosa dedica che Turina scrisse nel manoscritto: “Al
maravilloso guitarrista Andrés Segovia con admiración y cariño”. La prima
esecuzione, ad opera del dedicatario, si tenne a Madrid un mese dopo la data
di composizione.

(Manoscritto della Sevillana)

Nonostante il termine Fantasia, assente nella versione manoscritta, rimandi a


una libertà formale, alla spontaneità e all’improvvisazione, la Sevillana adotta
una rigorosa forma simmetrica, riportata nella tabellaiv seguente:
Sezioni A1 B1 C D C B2 A2
“Soleà”
Stile “Soleà” “Tango” “Tango “Soleà”
“Malagueña”
Ritmo 3 2 3 3 3 2 3

Suddivisione binaria binaria ternaria binaria ternaria binaria ternaria

Il brano presenta una sezione introduttiva molto vivace, caratterizzata


dall’intelligente utilizzo armonico delle corde a vuoto dello strumento
percosse attraverso la tecnica del rasgueado; si prosegue poi con sezioni in cui
sono giustapposti moti ora ritmici ora lirici, assecondando le esigenze delle
danze evocate; i rasgueados si ripresentano in chiusura, sigillando
formalmente la composizione.
Johann Sebastian Bach – Suite BWV 997

Le prime trascrizioni della musica di Johann Sebastian Bach sulla chitarra


risalgono ai primi anni del Nocevento ad opera del chitarrista e compositore
spagnolo Francisco Tárrega, tuttavia si dice che già precedentemente Antonio
Jimenéz Manjón suonasse opere del Kantor di Lipsia su una chitarra a 11
corde costruita per lui dal liutaio Antonio de Torres v. Da allora le opere di
Bach iniziano a far parte più frequentemente dei programmi da concerto e
delle registrazioni dei chitarristi delle generazioni successive; negli anni Venti
del Novecento Miguel Llobet registra la Sarabanda dalla I Partita per violino
e pochi anni dopo Andrés Segovia incide la Corrente dalla terza suite per
violoncello. Successivamente, nel 1935, il chitarrista di Linares mostra
definitivamente quanto la chitarra possa confrontarsi con la ricchezza della
musica bachiana con la trascrizione della Ciaccona dalla II partita per violinovi.
Negli anni Cinquanta, infine, Segovia arriva a registrare una intera suite, ma
non estratta dal repertorio liutistico, bensì da quello violoncellistico (BWV
1009). Negli anni immediatamente seguenti, altri grandi chitarristi (tra cui
Julian Bream e Narciso Yepes) aggiungono il loro nome alla lista degli
interpreti bachiani, ma bisogna aspettare il lavoro di John Williams, allievo di
Segovia, per avere una registrazione integrale delle opere per liutovii.

(Recital di Segovia all’Accademia Chigiana di Siena del 5 Dicembre 1950. Si può notare come la famosa Ciaccona di J. S.
Bach occupi una parte centrale nel programma)

Di queste, la suite BWV 997 è pervenuta a noi in forma non autografa; ne


esistono innumerevoli copie, alcune delle quali sono state compilate fino oltre
la metà del XIX secolo, ma le due copie più autorevoli sono quelle eseguite
dagli allievi di Bach Johann Friederich Agricola e Johann Philipp Kirnberger,
entrambe conservate alla Staatsbibliothek Preussicher Kulturbesitz di Berlino
ed entrambe concepite per clavicembaloviii. La suite è stata annoverata tra le
composizioni per liuto grazie al ritrovamento di una intavolatura redatta dal
liutista J. C. Weyrauch, che di Bach fu amico e collaboratore ix. Del resto la
destinazione comune per liuto e cembalo di alcune opere bachiane è
testimoniata esplicitamente da Bach stesso a proposito del Preludio, fuga e
allegro BWV 998 dove scrive “pour la Luth ò Cembal”.
(Esordio del Preludio, fuga e allegro BWV998)

L’esordio della suite è affidato ad un Preludio di ampio respiro seguito da


una corposa Fuga a cui fanno seguito una Sarabanda e una Giga raddoppiata
da un Double ornamentale conclusivo.

Antonio José – Sonata

La Sonata para guitarra di Antonio José Martinez Palacios, o in breve Antonio


José, come egli stesso si firmava, fu scritta nel 1933, come risultato della
collaborazione del compositore con il chitarrista Regino Sáinz de la Maza,
ma, a causa delle vicissitudini politiche della spagna del XX secolo, fu
riscoperta e pubblicata solamente nel 1990 dalle Edizioni Bèrben di Ancona x.
Infatti la prematura morte del compositore – a soli 34 anni, sul monte Estèpar
(Burgos), fucilato dalla milizia falangista all’inizio della guerra civile – causò
l’oblio delle sue opere, delle quali fu addirittura proibita in alcuni casi
l’esecuzione pubblicaxi. Il movimento di rivendicazione dell’importanza della
figura del compositore di Burgos prese piede già all’inizio degli anni Settanta
e nel 1980 trovò sbocco nella pubblicazione di un volumetto dedicato alla
biografia e allo studio delle opere di José, aperto da un prologo di José Subirà
– noto musicologo e critico – in cui questi riporta l’opinione di Maurice Ravel
(che il compositore aveva avuto modo di conoscere in due estati trascorse a
Parigi): “Antonio José diventerà il grande musicista spagnolo del nostro
secolo”xii. Nonostante, quindi, le prime esecuzioni di Sáinz de la Maza, che
nell’autunno del 1934 suonò dapprima il primo movimento nella città natale
del compositore e in seguito la composizione integrale al Palau de la Música
Catalanaxiii, la composizione assurse a caposaldo del repertorio chitarristico
solo negli anni ’90 e fu per la prima volta incisa da Ricardo Iznaola xiv, allievo
di Sáinz de la Maza, nel 1990 ed ebbe subito tra i suoi interpreti numerosi
importanti chitarristi quali Julian Bream, Carles Trepat, Ignacio Rodes,
Stefano Grondona e Andrea Dieci. Da un punto di vista formale la
composizione è articolata in quattro movimenti; il primo è un Allegro
Moderato in forma sonata con due ampi gruppi tematici e un colore
armonico di carattere impressionista, vicino alle correnti della musica
francese ed in particolare di Maurice Ravel, verso il quale il compositore
nutriva profonda ammirazione. Il secondo movimento è un Minueto dal
carattere ingenuo e spensierato al quale segue una Pavana triste (memore
della celebre Pavana del già citato Maestro francese) colma di pathos. La
Sonata si conclude con un Final in forma di Rondò dal carattere energico e
ritmico nel quale vengono riproposte parti del primo movimento, utilizzando
un procedimento ciclico.

(Il compositore Antonio José)


i
H. Berlioz, Grande trattato di strumentazione e d’orchestrazione, Milano, Ricordi, 1999
ii
Solera Flamenca, flamencoguitarsforsale.net CORRESPONDENCIA INÉDITA DE MANUEL DE FALLA A MIGUEL LLOBET -
Solera Flamenca (flamencoguitarsforsale.net) (accesso 23 maggio 2021)
iii
Thérèse Wassily Saba, note al CD “Homages, a musical dedication”, Cristoph Denoth, Signum Classics, 2014
iv
R. Andia, Rafael Andia classical guitarist, JoaquinTurina (rafaelandia.com) (accesso 23 maggio 2021)
v
S. Grondona, Miguel Llobet – works vol. 4. transcriptions for solo guitar, Guitar Heritage
vi
Luigi Attademo, J. S. Bach suites for guitar, Brilliant Classics, Booklet texts, 2011
vii
Ibidem.
viii
T. Hoppstock, J. S. Bach, Das lautenwerk und verwandte kompositionen im urtext, PRIM – Musikverlag Darmstadt.
1994.
ix
C. Passerini, Suite in Do minore BWV 997 J. S. Bach, trascrizione per arpa di Cristina Passerini, Rugginenti.
x
A. Gilardino, Prefazione in Antonio Jose, Sonata. Bèrben, Ancona 1990.
xi
G. Mendez, documental Antonio José. Pavana triste, documento firmado por el Comisario Jefe, minuto 5.
xii
Ivi, pg 3
xiii
E. Oromendía, Los tres estrenos de la “Sonata para guitarra” de Antonio José (1933) (2) (PDF) Los tres estrenos de la
" Sonata para guitarra " de Antonio José (1933) | Enrique Oromendía - Academia.edu (accesso 23 maggio 2021)
xiv
R. Iznaola, The Icarus Collection, Virtuoso Romantic Music, the dream of Icarus.